Pagina 166 – Calcio News 24

Conferenza stampa De Rossi alla vigilia di Genoa Como: «Peggior cliente da affrontare, in un attimo ti riportano sulla terra»

Conferenza stampa De Rossi alla vigilia di Genoa Como: le parole verso il match della 34ª giornata di Serie A 2025/26

La prossima giornata di campionato potrebbe sancire la salvezza aritmetica per il Genoa, ma il traguardo non deve distogliere l’attenzione dal campo. Alla vigilia del delicato impegno contro i Como, l’allenatore rossoblù Daniele De Rossi ha tenuto alta la concentrazione in conferenza stampa, ribadendo la ferma volontà di centrare l’obiettivo senza affidarsi ai risultati altrui: “Vogliamo salvarci con le nostre forze. Per questo, tutta la nostra concentrazione è rivolta alla partita con i lariani. Il resto scivola in secondo piano. Certo, non giocheranno sempre i soliti, magari ci sarà più spazio per chi ha giocato un po’ di meno, ma sempre all’interno della miglior formazione possibile da mandare in campo”.

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L’insidia lariana e i piani per il futuro rossoblù

Il mister ha poi inquadrato le insidie del match, elogiando l’ottimo lavoro svolto dalla formazione guidata da Cesc Fabregas: “Rappresenta il peggior cliente da affrontare in questo momento, gioca molto bene, punta alla Champions o all’Europa League. In un attimo può riportarci sulla terra, quindi attenzione massima. I difetti li hanno tutti, anche la squadra di Fabregas, che però ha indubbi pregi, sotto gli occhi di tutti”.

Guardando al percorso futuro del club, le idee sono estremamente chiare. La volontà è quella di costruire una mentalità vincente, supportata da una piazza straordinaria: “Qui al Genoa c’è una passione incredibile, sono fortunato a lavorare in questo ambiente. Quando parlo di ambizione, non mi riferisco a vincere la Champions League, ma parlo di provare a puntare al settimo, ottavo posto, portare la squadra a qualificarsi ad esempio per la Conference League. L’intenzione è quella di alzare l’asticella”.

Infermeria svuotata e un Ferraris da brividi

Sul fronte della formazione titolare, si registrano i preziosi rientri dalla squalifica di Ellertsson, Frendrup e Malinovskyi, pronti a giocarsi una maglia a centrocampo. Ottime notizie anche da Cornet, rientrato ad allenarsi col gruppo e in odore di convocazione, mentre per Norton-Cuffy si prospetta ancora qualche giorno di lavoro a parte.

A spingere la squadra verso l’impresa ci sarà un Luigi Ferraris tutto esaurito, un vero e proprio fortino che ha accompagnato i giocatori per tutto l’anno. Il tecnico ha voluto rendere omaggio a questo legame speciale: “Il nostro stadio è sempre stato pieno e in festa, anche nei momenti più complicati della stagione. Ora la sensazione è quella del coronamento di un percorso adesso quasi raggiunto, ma che sembrava molto lontano qualche tempo fa. Ecco, non dobbiamo mai dimenticarci da dove siamo partiti, questo è il modo migliore per apprezzare quanto concretizzato in questi mesi.

Real Madrid, Ceballos escluso per scelta tecnica contro il Betis: futuro segnato per il centrocampista! Ultime novità sugli infortunati

Real Madrid, Ceballos è stato escluso dai convocati per il Betis per scelta tecnica da Arbeloa: futuro segnato per il centrocampista spagnolo

Il Real Madrid si prepara ad aprire ufficialmente la 32ª giornata di Liga affrontando il Betis nella suggestiva cornice de La Cartuja. La spedizione dei Blancos è già atterrata a Siviglia, ma a far discutere sono soprattutto le assenze di lusso rimaste nella capitale spagnola. Tra infortunati e defezioni dell’ultim’ora, spicca un’esclusione che fa rumore: Dani Ceballos non figura infatti nella lista dei giocatori convocati per il delicato match contro i biancoverdi.

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Il caso Ceballos: scelta tecnica e futuro lontano da Madrid

Il centrocampista andaluso perde così la grande opportunità di scendere in campo per fronteggiare la sua ex squadra. L’assenza pesa, soprattutto perché il giocatore è in perfetta salute fisica: è rimasto a Madrid per una pura decisione tecnica. Questo scenario alimenta le voci di mercato sul suo conto. Appare ormai chiaro che Ceballos non rientri nei piani di Arbeloa e si parla insistentemente del fatto che in estate abbia molte opzioni per andarsene. Questa potrebbe essere stata una delle ultime occasioni per indossare la camiseta blanca, con la Serie A da tempo sulle sue tracce (in particolare Juve e Milan).

La situazione infermeria: torna Asencio, stagione finita per Militao

Le buone notizie per Álvaro Arbeloa arrivano dal provvidenziale rientro di Raúl Asencio. Il difensore centrale, dopo settimane di indisponibilità dovute a un fastidioso batterio allo stomaco, ha superato il problema ed è tornato a disposizione. Tuttavia, il reparto arretrato dovrà fare i conti con un’assenza notevole da qui alla fine della stagione a causa dell’infortunio di Eder Militao.

Il resto del bollettino medico rispetta le previsioni. Courtois non è ancora in squadra a causa del lungo recupero, mentre Rodrygo è assente da tempo. Lo stesso Militao e Arda Güler sono gli ultimi aggiunti alla lista degli infortunati, a cui si unisce Tchouaméni, che non viaggia con i compagni.

Il vivaio in primo piano: le parole di Arbeloa

Per colmare le lacune, lo staff attinge a piene mani dalla base. Javi Navarro ripropone la sua presenza, mentre in difesa viene chiamato Diego Aguado. A centrocampo, Thiago Pitarch ripete la convocazione, con Cestero e Manuel Ángel che ritornano in gruppo.

Infortunio Luis Henrique: l’Inter perde l’esterno brasiliano. Quali partite salterà e quali sono le sue condizioni ufficiali

Infortunio Luis Henrique: tegola per l’Inter, ecco per quante partite dovrà rimanere fuori e quali sono le sue condizioni ufficiali

Arriva una pessima notizia per l’Inter direttamente dal fronte dell’infermeria. In un momento cruciale e delicatissimo per le sorti dell’intera annata calcistica, il tecnico nerazzurro Cristian Chivu perde infatti un pezzo del suo scacchiere offensivo. L’esterno brasiliano Luis Henrique, uscito decisamente acciaccato dal match di Coppa Italia col Como, si è sottoposto questa mattina ad approfonditi esami clinici e strumentali presso l’Istituto Humanitas di Rozzano per valutare la reale entità del problema.

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L’esito degli accertamenti: problema all’adduttore per l’attaccante

L’esito degli accertamenti medici non ha purtroppo lasciato alcuno spazio a dubbi o a interpretazioni ottimistiche. Il bollettino diramato ha infatti evidenziato un risentimento muscolare al grande adduttore della coscia destra. Si tratta di un infortunio fastidioso che costringerà inevitabilmente il talentuoso giocatore a fermarsi ai box proprio nel momento clou della serrata lotta per la conquista del tanto ambito 21° scudetto. Questa inaspettata defezione complica notevolmente i piani dell’allenatore: le scelte a disposizione nel reparto avanzato in vista dell’imminente sfida contro il Torino si riducono infatti drasticamente. L’emergenza obbligherà il tecnico a ridisegnare la coppia d’attacco per cercare di mantenere inalterata la pericolosità offensiva della squadra.

I tempi di recupero e il mirino sulla Coppa Italia

A partire da oggi, l’attento staff medico nerazzurro monitorerà la situazione quotidianamente, seguendo un percorso riabilitativo attento e personalizzato, con una nuova rivalutazione clinica già prevista a breve giro di posta. La grande speranza di mister Chivu e di tutta la tifoseria interista è quella di riuscire a riaverlo pienamente a disposizione per la prestigiosa finalissima di Coppa Italia contro la Lazio, un appuntamento stagionale da non fallire. Tuttavia, il rischio concreto di uno stop più lungo preoccupa inevitabilmente l’ambiente di Appiano Gentile. In attesa di ricevere buone notizie dall’infermeria, l’Inter dovrà dimostrare ancora una volta l’assoluta forza e compattezza del proprio collettivo per riuscire a superare indenne questa delicata emergenza.

Prestianni squalificato per sei partite dalla UEFA: anche il Mondiale ora è a rischio! Ecco la richiesta dopo gli insulti a Vinicius Jr

Prestianni è stato squalificato per sei partite dalla UEFA dopo gli insulti a Vinicius Jr. Mondiali a rischio per l’argentino

Il mondo del calcio internazionale è scosso da una decisione disciplinare destinata a fare molto rumore. Nelle ultime ore è arrivata l’ufficialità: Gianluca Prestianni è stato squalificato per sei partite a seguito dei gravi insulti rivolti all’attaccante brasiliano Vinicius Jr durante il match tra il suo Benfica e il Real Madrid di Champions League. Un provvedimento durissimo che rischia di avere ripercussioni devastanti sulla carriera del giovane talento, proiettando un’ombra enorme sul suo imminente futuro con la maglia della propria nazionale.

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La linea dura della UEFA: tolleranza zero in campo

La pesante sanzione inflitta dai vertici della UEFA non lascia spazio a interpretazioni e conferma la linea di assoluta intolleranza adottata dalle istituzioni calcistiche contro ogni forma di comportamento antisportivo. Le sei partite di stop forzato rappresentano un segnale forte e inequivocabile, volto a tutelare l’integrità psicologica e morale dei giocatori sul rettangolo verde. Il bersaglio di questi attacchi, Vinicius Jr, è del resto da tempo una figura simbolo nella lotta per il rispetto e l’uguaglianza nel calcio globale, rendendo l’episodio di campo ancora più rilevante e delicato sotto il profilo sia mediatico che istituzionale.

L’intervento della FIFA e lo spettro del Mondiale

Ma il vero fulcro della vicenda si sposta ora su un piano disciplinare ancora più alto e complesso. Oltre alla stangata già comminata, la UEFA ha anche richiesto a FIFA di inasprire la punizione, chiedendo che l’efficacia della squalifica venga tempestivamente estesa a tutte le competizioni internazionali ufficiali. Questa mossa congiunta tra le federazioni rappresenta un vero e proprio terremoto sportivo.

L’accoglimento di questa istanza, infatti, si tradurrebbe in uno scenario drammatico per l’atleta in vista dei prossimi appuntamenti: l’estensione globale del provvedimento lo lascerebbe fuori dalla rosa della Coppa del Mondo. Un’esclusione definitiva che priverebbe il calciatore della vetrina più prestigiosa in assoluto, vanificando anni di preparazione e speranze. La palla passa ora alla commissione disciplinare della FIFA, chiamata a valutare attentamente la gravità dei fatti per decidere se confermare questa clamorosa estromissione dal palcoscenico mondiale. Le prossime settimane saranno cruciali per capire se questa intricata vicenda segnerà un nuovo, storico precedente nella giustizia sportiva internazionale.

Conferenza stampa Cuesta alla vigilia di Parma Pisa: «Pellegrino e Valenti recuperati. La salvezza non è l’unico obiettivo, ecco cosa rispondo sul mio futuro»

Conferenza stampa Cuesta alla vigilia di Parma Pisa: le dichiarazioni in vista del match della 34ª giornata di Serie A 2025/26

In conferenza stampa alla vigilia di Parma Pisa, Carlos Cuesta ha rilasciato queste dichiarazioni.

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CHE PARTITA SI ASPETTA «Loro sono una squadra che sa combinare gioco diretto e anche quello più combinativo, hanno grande struttura fisica e forti nei calci piazzati. Noi dobbiamo puntare sui nostri punti di forza, giocando con la volontà che anche i tifosi siano con noi. Sappiamo che domani verranno con la volontà di darci grande spinta e di darci una grande mano, noi dobbiamo giocare la partita che ci fa bene e approcciarla con la consapevolezza di quello che ci permette di essere padroni del gioco».

INFORTUNATI «Piano piano tutti hanno recuperato. Tutti sono disponibili e possono iniziare la partita. Abbiamo affrontato la settimana con la stessa voglia di fare bene e con determinazione e con chiarezza su quello che cerchiamo. Cerchiamo continuità nel processo di crescita e nei risultati. Siamo consapevoli della difficoltà della partita perché affrontiamo un avversario che ha fatto di più rispetto ai punti che hanno in classifica. Ha punti di forza importanti e sappiamo che dobbiamo affrontare la partita con umiltà».

PUO’ ARRIVARE LA SALVEZZA«Non è l’unico obiettivo. C’è anche quello di far crescere la squadra costantemente e questo è ciò che possiamo influenzare maggiormente. Il risultato dipende da vari aspetti. Approcceremo con la stessa mentalità di ogni giorno: vogliamo crescere e migliorare ogni giorno».

SUO FUTURO – «Io ne sto parlando già oggi di futuro: il futuro è la partita di domani, mi concentro su quello. Vogliamo fare una grandissima prestazione, dobbiamo focalizzarci sull’unica cosa che vogliamo, cioè crescere. Già ho parlato di come mi trovo a Parma, del feeling che ho qua. Da parte mia c’è poco da parlare, ora dobbiamo concentrarci sulla squadra, avvicinandoci all’obiettivo di fare una grande prestazione domani».

Juventus, le ultime sugli infortunati verso il Milan: come stanno Yildiz e Vlahovic, Spalletti recupera quattro giocatori

Juventus, novità importanti sugli infortunati in vista del Milan: le condizioni di Yildiz e Vlahovic, Spalletti recupera quattro giocatori

L’attesa cresce a dismisura per uno dei classici più affascinanti e decisivi del nostro campionato. A pochissime ore dal fischio d’inizio della supersfida, il centro sportivo della Continassa è il teatro delle intense manovre tattiche bianconere. L’avvicinamento al big match contro il Milan non è privo di ostacoli per lo staff tecnico: mister Luciano Spalletti è infatti chiamato a sciogliere gli ultimi, delicatissimi dubbi legati alla situazione dell’infermeria. Per uscire indenni dal prato del Meazza di San Siro, serviranno scelte di formazione estremamente lucide e ponderate, basate rigorosamente sui responsi medici quotidiani.

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Sorrisi a centrocampo e in difesa: poker di recuperi

Le ultime indiscrezioni riportate da Juventusnews24 regalano comunque notizie molto confortanti all’ambiente. L’allenatore può finalmente esultare per il reintegro totale di ben quattro elementi di assoluto spessore, fondamentali per garantire freschezza e alternative in ogni zona del campo. Nello specifico, Adzic, Thuram, Holm e il portiere Mattia Perin hanno regolarmente completato l’intera seduta di lavoro insieme al resto dei compagni. Il loro ritorno a pieno regime allarga notevolmente le opzioni a disposizione, permettendo allo staff di pianificare le preziose rotazioni con maggiore serenità in vista di una gara che si preannuncia dispendiosa sotto ogni punto di vista agonistico.

Fiato sospeso per l’attacco: la situazione di Vlahovic e Yildiz

Se il centrocampo e la retroguardia tirano un sospiro di sollievo, la massima allerta rimane concentrata sulle condizioni del reparto offensivo. I fari dei preparatori e dei tifosi sono ovviamente puntati sul bomber principe della squadra, Dusan Vlahovic. Il centravanti serbo ha alternato il percorso riabilitativo a una partecipazione solamente parziale alle esercitazioni collettive. Questo graduale reinserimento genera un sentimento di cauto ottimismo, pur confermando la ferrea volontà dello staff di non prendere rischi inutili per accelerare i tempi.

Parallelamente alla cautela adottata per il numero nove, i medici stanno monitorando con altrettanta attenzione il talento turco della trequarti. Per Kenan Yildiz è stato predisposto un programma atletico esclusivamente differenziato, una misura puramente precauzionale mirata a preservare la sua brillantezza muscolare. Le prossime ore saranno l’ago della bilancia per stabilire l’undici titolare della Juventus in vista della Scala del Calcio.

Infortunio Bernasconi: tegola per l’Atalanta dopo la Coppa Italia. Le sue condizioni e quanto dovrà rimanere fuori

Infortunio Bernasconi: le condizioni dell’esterno dell’Atalanta e quanto dovrà rimanere fuori. Tutti i dettagli

Il contraccolpo psicologico per la cocente eliminazione ai calci di rigore dalla Coppa Italia si accompagna a pessime notizie sul fronte dell’infermeria per l’Atalanta. La compagine bergamasca, impegnata nel serrato rush finale della stagione, si ritrova a dover fare a meno di uno dei pilastri più sorprendenti del proprio scacchiere tattico: Lorenzo Bernasconi. L’esterno, tra le note più liete di quest’annata sportiva, è stato vittima di un serio problema fisico che rischia di complicare notevolmente i piani tecnici della squadra orobica in questa delicata fase del torneo.

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La dinamica dell’infortunio e la sostituzione

Durante l’accesa sfida contro i capitolini, il laterale classe 2003 stava disputando una frazione di gioco su livelli eccellenti, prima che la sfortuna si accanisse su di lui. In seguito a un duro contrasto con lo spagnolo Patric, il calciatore nerazzurro ha compiuto un movimento innaturale, poggiando in malo modo il piede a terra e subendo una pericolosa torsione dell’articolazione. Pur avendo provato con enorme generosità a resistere al dolore per non abbandonare i compagni nel momento del bisogno, il ragazzo si è dovuto arrendere. La sua partita si è chiusa inevitabilmente in anticipo, costringendo mister Palladino a gettare nella mischia Raoul Bellanova al 56′.

L’esito degli esami, i tempi di recupero

Gli accertamenti diagnostici svolti dallo staff medico hanno purtroppo confermato le sensazioni negative percepite sul terreno di gioco: il bollettino ufficiale parla di un trauma distrattivo al ginocchio destro. Una diagnosi che esclude categoricamente la sua presenza per l’imminente trasferta di Serie A in terra sarda contro il Cagliari. L’obiettivo dell’equipe riabilitativa è tentare un recupero mirato per riaverlo a disposizione in vista del match interno d’inizio maggio contro il Genoa.

Le condizioni di Hien: il difensore verso il rientro

In un quadro generale piuttosto amaro, spunta però un piccolo spiraglio di luce per il reparto arretrato della Dea. L’allenatore può infatti sorridere per i netti progressi di Isak Hien: il possente centrale svedese ha superato la fase più critica del suo iter medico ed è tornato a svolgere parte delle sessioni di allenamento in gruppo. Un tassello fondamentale che presto tornerà ad arricchire le rotazioni difensive dei nerazzurri.

Conferenza stampa Gasperini alla vigilia di Bologna Roma: «Ranieri? Situazione molto dura ma il club è davanti a tutto. Con Massara sotto l’aspetto tecnico non c’è feeling»

Conferenza stampa Gasperini alla vigilia di Bologna Roma: le sue dichiarazioni in vista del match della 34ª giornata di Serie A 2025/26

In conferenza stampa alla vigilia di Bologna Roma, Gian Piero Gasperini ha rilasciato queste dichiarazioni.

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RANIERI – «Mi vengono in mente due cose. La prima è che la fiducia da parte della società non mi è mai mancata. Fin dal primo giorno, fin dal nostro primo incontro, ho sempre sentito il loro sostegno e la loro fiducia. Questo è fondamentale per lavorare al meglio. La seconda cosa che mi sembra molto importante nel comunicato è che la Roma è davanti a tutto. Ferito dalle sue parole? No, dispiaciuto no, non ho mai avuto questa sensazione. È stata una situazione molto dura, molto forte, ma non c’era mai stata una cosa del genere, assolutamente, né in altri incontri né personalmente. Questo sicuramente è l’unica cosa, mi ha sorpreso».

DYBALA – «Intanto, orienteranno molto il finale di campionato della Roma. Il fatto di averlo a disposizione sicuramente ci dà maggiore valore, perché, come accennato prima, hanno giocato insieme solo una volta. Saremo tutti più soddisfatti e curiosi di vederli giocare insieme, magari anche con qualcun altro, non è detto, ma questa è la cosa più importante. Poi, parlare di futuro oggi è davvero difficile. Ci sono cinque partite e non sono poche. A volte si tende già a parlare come se fossimo alla fine del campionato, ma cinque partite sono una bella striscia, sono 15 punti e sono tutti da giocare. In questo momento cerco di mantenere altissima la concentrazione della squadra sulla partita di domani e sulle prossime partite. Abbiamo un impegno che non possiamo sbagliare e dobbiamo affrontare tutte e cinque le gare con la massima determinazione e con la massima volontà di fare più punti possibili».

MASSARA «Ricky posso dirvi che è una bravissima persona, posso dire che sotto l’aspetto tecnico non siamo riusciti ad avere un, come dire, un collante, un feeling, probabilmente, ma però sempre e solo riferiti alla squadra. Non c’è mai stato niente di personale, sempre solo riferiti a quelle che erano le richieste, magari per giocare un po’ diverso da quello che si poteva pensare, ma sempre professionali, mai personali. Questo decide la società, non sono io a decidere».

GLI E’ MANCATO PARLARE DI CALCIO? «Sì, però avrei voluto parlare molto di più di calcio, sì. Sì, sì, starei tutta la giornata a parlare di calcio. Quindi anche con voi, tante volte ci si ferma. Quando si parla di calcio, non fa sempre piacere. È una deformazione ormai, però in quello è anche molto più piacevole, no? Ci si tolgono tanti veleni, tante cose. Io lo ritengo fondamentale, questo, confrontarsi continuamente. Ci si capisce, ci si conosce anche magari di più. Non sono interessato ad altre cose, a situazioni diverse. Io non devo mettere uomini, non devo mettere altre situazioni. Devo semplicemente parlare di calcio e confrontarmi per cercare di migliorare la squadra».

lo riporta vocegiallorossa.

Manchester City, scelto il sostituto di Guardiola: chi sarebbe il prossimo allenatore dei Citizens in caso di addio di Pep

Manchester City, ecco chi sarà il sostituto di Pep Guardiola in caso di partenza a fine stagione del tecnico spagnolo

Il futuro della prestigiosa panchina dei Citizens inizia gradualmente a prendere forma. Sebbene non ci siano ancora annunci imminenti, le indiscrezioni internazionali di mercato puntano tutte in un’unica, chiara direzione: Enzo Maresca rimane il candidato di punta per diventare il prossimo allenatore del Manchester City, nel momento in cui si chiuderà la leggendaria era dell’attuale tecnico Pep Guardiola. La dirigenza inglese sta pianificando con estrema attenzione le proprie mosse, con l’obiettivo primario di garantire continuità a un progetto tecnico e sportivo che ha dominato incontrastato la Premier League e l’Europa negli ultimi anni. Lo riporta Fabrizio Romano.

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Il fattore Guardiola e la visione societaria

La delicata transizione tecnica, tuttavia, non ha ancora una data di scadenza definita sul calendario. Il timing dipende solo da Guardiola. Sarà esclusivamente lui a decidere se/quando concludere la sua straordinaria avventura a Manchester. Nonostante questa inevitabile incertezza sulle tempistiche, la società ha le idee estremamente chiare sulle gerarchie per l’imminente successione: il Manchester City vede Maresca come candidato ideale. L’allenatore italiano, che conosce già perfettamente le dinamiche del centro sportivo avendo lavorato nello staff tecnico proprio sotto la guida di Pep, rappresenta il profilo perfetto per raccogliere un’eredità così pesante, mantenendo intatta la filosofia di gioco basata sul dominio del campo.

Le sirene della Serie A e l’attesa per la firma

Il talento tattico e l’indiscutibile preparazione del tecnico non sono passati inosservati nel resto d’Europa, certificando una crescita professionale in forte ascesa. Infatti, anche i club italiani sono interessati a riportare il manager in patria per affidargli progetti ambiziosi nel nostro campionato. Le grandi squadre della Serie A stanno monitorando la situazione con grande interesse, fiutando la grande opportunità.

Nonostante le lusinghe provenienti dall’Italia, il legame con la sponda Blue di Manchester appare solidissimo. Al momento, è bene precisarlo, non c’è ancora niente di firmato ma piano chiaro da parte del City. La ricca proprietà inglese continuerà a tessere la sua tela con la consueta programmazione, pronta ad affidare le chiavi della prima squadra a Maresca non appena il trono si libererà.

Italia ai Mondiali al posto dell’Iran? La verità di Paolo Zampolli e lo scenario sul ripescaggio degli azzurri. Cosa sta succedendo

Italia ai Mondiali al posto dell’Iran? Parla Paolo Zampolli, ecco quale sarà lo scenario riguardante il ripescaggio degli azzurri

La clamorosa assenza dell’Italia dai prossimi campionati mondiali di calcio continua a far discutere, ma c’è chi non ha ancora perso del tutto le speranze di vedere la Nazionale azzurra in campo. Paolo Zampolli, inviato speciale per le partnership globali del presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, ha lanciato una proposta che sta facendo molto rumore: sostituire l’Iran con la selezione italiana per la prestigiosa competizione internazionale che sarà ospitata in Nord America. Intervistato sulle pagine del Corriere della Sera, Zampolli ha spiegato nel dettaglio i retroscena della sua iniziativa.

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La proposta a Donald Trump e ai vertici della Fifa

Rispondendo a chi gli chiedeva se la sua istanza alla Fifa di sostituire la nazionale asiatica fosse stata troppo azzardata, l’inviato speciale ha respinto le critiche mantenendo intatto l’ottimismo per il futuro: “No, assolutamente. Mi sono solo limitato a suggerire questa soluzione al presidente Trump, che ama l’Italia moltissimo, e a King Gianni (come il Tycoon chiama il presidente Fifa Gianni Infantino, ndr.). Saranno loro a decidere”.

Sulle reali probabilità di successo di questa complessa operazione diplomatica, Zampolli ha aggiunto: “Incrocio le dita come tutti. Ho il cuore azzurro e gli Azzurri se lo meritano. Sono andato negli Usa con il sogno americano e sono convinto che si possa sognare che l’Italia partecipi ai campionati del mondo che si svolgeranno sul suolo statunitense“.

Il botta e risposta con il ministro Abodi

La suggestiva prospettiva di un ripescaggio dell’Italia a tavolino non ha però trovato alcuna sponda nel Governo italiano. Il ministro dello Sport, Andrea Abodi, ha infatti bocciato categoricamente l’idea, definendola non possibile e inopportuna, ribadendo che la qualificazione sportiva si deve ottenere esclusivamente sul rettangolo verde.

A queste rigide affermazioni istituzionali, Zampolli ha replicato diplomaticamente: “Capisco e concordo al 100% con la sua posizione di ministro, ma mi permetto di pensare che forse abbiamo lo stesso sogno quando andiamo a dormire”.

L’incognita dell’Iran e la gelida reazione di Trump

Il nodo centrale di tutta la vicenda resta la posizione della nazionale dell’Iran, le cui vicende geopolitiche potrebbero ancora influire sulla partecipazione al torneo. Riguardo a un eventuale e clamoroso ritiro, Zampolli ha dichiarato: “Penso che non sia impossibile che cambino idea e all’ultimo momento non si presentino in campo, ci sono state già varie occasioni in cui hanno cambiato posizione. Per questo sarebbe bello che gli azzurri fossero pronti per andare a Los Angeles”.

Tuttavia, l’entusiasmo per questo ipotetico ripescaggio ai Mondiali 2026 non sembra aver contagiato appieno i vertici della Casa Bianca. In merito a questa intricata situazione calcistica, il quotidiano Repubblica ha riportato una fredda e laconica dichiarazione dello stesso Donald Trump: “Non ci sto pensando più di tanto“.

Peruzzi a Juventusnews24: «Spalletti grande allenatore, mi auguro la Juventus torni a vincere con lui. Ecco da quale portiere ripartirei» – VIDEO

Peruzzi, ex portiere della Juventus dal 1991 al 1999, ha parlato in esclusiva a Juventusnews24 del passato e del presente

(inviato all’Edit di Torino)Angelo Peruzzi, leggendario portiere della Juventus dal 1991 al 1999 e vincitore di 10 trofei in bianconero – compresa l’ultima Champions League nel 1996 da protagonista ai rigori contro l’Ajax – ha parlato in esclusiva a Juventusnews24 a margine dell’incontro per il podcast targato Tuttosport “L’INDIMENTICABILE ’96 – Te la ricordi quella Champions?” (realizzato in collaborazione con la Banca del Piemonte e la Fondazione Venesio). Le sue dichiarazioni.

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Luciano Spalletti riuscirà a riportare la Juventus a vincere secondo te? Dove pensi abbia fatto davvero la differenza dopo il suo arrivo a Torino?
«Mi auguro di sì…A prescindere da dove l’ha fatta, lui è un grande allenatore. Ovunque è andato ha avuto sempre un buon successo. Ha fatto bene anche in Russia. Può far tanto bene».

Come valuti questi due anni alla Juve di Di Gregorio?
«Il problema nell’essere portiere della Juventus è uno solo: fino a che non prendi gol nessuno ti dice niente, quando prendi gol e becchi un tiro a partita iniziano a criticarti, anche se prendi gol all’incrocio dei pali…Quello è il problema. Sta facendo bene secondo me. Nell’arco di una stagione un portiere può fare uno/due errori. Lui avrà fatto qualche errorino però ha fatto anche delle cose belle. Però si parla sempre del portiere in modo negativo ma sia lui sia Perin sono ottimi portieri».

Ripartiresti da lui?
«Penso abbia un contratto lungo ancora con la Juventus, quindi perché no!? Poi è la società che decide, non voglio entrare in questo. È un portiere su cui la Juve ha puntato, ha fatto benissimo a Monza, ha fatto stagioni con alti e bassi ma ci sta perché anche io negli 8 anni alla Juventus non ho sempre fatto bene, ne ho fatte parecchie di papere…Bisogna vedere in 4/5 anni quanto può rendere».

L’INTERVISTA ESCLUSIVA DI ANGELO PERUZZI A JUVENTUSNEWS24

Manu Koné Inter, nuovo sì ai nerazzurri! Pronto l’assalto alla Roma: così Chivu immagina il nuovo centrocampo

Manu Koné Inter, nuovo sì ai nerazzurri! Pronto l’assalto alla Roma in estate: così Chivu immagina il nuovo centrocampo per la prossima stagione

L’Inter guarda già avanti e, mentre si avvicina al traguardo dello scudetto, lavora per costruire il centrocampo della prossima stagione. Secondo Tuttosport, la priorità indicata da Cristian Chivu riguarda proprio la mediana, reparto destinato a subire cambiamenti importanti nei prossimi mesi. La scelta di ripartire da Hakan Calhanoglu è ormai chiara: il turco resta il punto di riferimento in cabina di regia, il cervello tecnico attorno a cui continuare a modellare il gioco nerazzurro. Accanto a lui, Nicolò Barella non si discute, anche se il nuovo corso potrebbe prevedere per il centrocampista azzurro compiti tattici parzialmente diversi rispetto al passato.

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Nel lavoro di questi mesi, Chivu ha ereditato il trio formato da Barella, Calhanoglu e Mkhitaryan, storica base tecnica dell’Inter costruita da Inzaghi, ma ha anche provato a valorizzare altre risorse. Zielinski ha trovato spazio come profilo di qualità, Sucic è stato inserito gradualmente per le sue doti di verticalità e tecnica, mentre il tecnico ha cercato di sfruttare anche le caratteristiche di Diouf. Più defilata, invece, la posizione di Frattesi, finito nelle retrovie del progetto tecnico. In questo scenario, Tuttosport indica due nomi molto chiari per il futuro: Aleksandar Stankovic e soprattutto Manu Koné. Il primo, figlio d’arte, dovrebbe far parte stabilmente della rosa della prossima stagione, con l’idea di crescere proprio alle spalle di Calhanoglu, imparando da uno dei leader tecnici del gruppo.

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Il grande obiettivo, però, resta Manu Koné. Secondo Tuttosport, l’Inter aveva già provato ad affondare il colpo la scorsa estate, arrivando a trattare con la Roma prima del dietrofront finale. Ora la storia potrebbe riaprirsi. Il centrocampista francese viene considerato il profilo ideale per dare muscoli, corsa e intensità accanto alla qualità del regista turco. La situazione economica del club giallorosso potrebbe favorire nuovi sviluppi, anche perché entro il 30 giugno la Roma dovrà sistemare il bilancio con cessioni importanti. Koné, insieme a Svilar e Ndicka, è uno dei nomi con più mercato. L’Inter lo valuta da tempo e avrebbe già verificato, tramite contatti con l’entourage, il gradimento del giocatore verso la destinazione nerazzurra. La risposta, stando a Tuttosport, sarebbe positiva. Per questo il prossimo mese può diventare decisivo: l’Inter vuole costruire un centrocampo più forte, più fisico e più profondo, e Koné resta il tassello ideale per il salto di qualità.

Pellegrini Roma, l’addio di Ranieri cambia tutto! Rinnovo in vista? Occhio a cosa può accadere in estate

Pellegrini Roma, l’addio di Ranieri cambia tutto! Rinnovo in vista? Occhio a cosa può accadere in estate per lui e per altri senatori

L’addio ufficiale di Claudio Ranieri alla Roma non rappresenta soltanto un cambio negli equilibri dirigenziali, ma può avere effetti immediati anche sul futuro della rosa. Come spiega La Gazzetta dello Sport, la nuova centralità di Gian Piero Gasperini nelle decisioni tecniche può incidere in modo diretto sulle scelte di mercato e, soprattutto, sul destino di alcuni dei giocatori più rappresentativi dello spogliatoio giallorosso. Con il tecnico ora sempre più forte all’interno del progetto, alcuni senatori della squadra vedono riaprirsi prospettive che fino a poche settimane fa sembravano più incerte.

Ranieri via dalla Roma, da Pellegrini a Mancini: i senatori tornano centrali

Il primo nome che torna prepotentemente al centro della scena è quello di Lorenzo Pellegrini. Il centrocampista, in scadenza di contratto a giugno, avrebbe convinto Gasperini non soltanto dal punto di vista atletico, ma anche per atteggiamento e personalità. Secondo la ricostruzione della rosea, l’ex capitano sarebbe disposto a ridursi in modo importante l’ingaggio pur di proseguire la propria esperienza in giallorosso. Un segnale forte, che potrebbe favorire una ripresa concreta dei contatti per il rinnovo nelle prossime settimane. Un discorso simile riguarda anche Bryan Cristante e Gianluca Mancini, entrambi legati alla Roma fino al 2027. Sempre secondo La Gazzetta dello Sport, per tutti e due era già stata impostata un’intesa per prolungare ulteriormente il rapporto, ma il momento complicato vissuto dalla squadra aveva convinto la proprietà a congelare ogni decisione. Ora, però, la situazione può cambiare.

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Ranieri via dalla Roma, resta uno spiraglio per Dybala, più chiuso il futuro di El Shaarawy

Uno spiraglio resterebbe aperto anche per Paulo Dybala. L’argentino, per continuare in giallorosso, dovrebbe accettare un importante sacrificio economico, abbassando il proprio stipendio fino a circa 3 milioni di euro, ma il suo nome resta ancora dentro le riflessioni del club, anche in vista della stagione del centenario. Più chiuso, invece, il futuro di Stephan El Shaarawy, destinato alla partenza, mentre Zeki Celik continua a chiedere cifre considerate troppo alte dalla proprietà. Il nuovo corso della Roma, dunque, passa già dalle scelte sui suoi uomini più simbolici.

Zoff incorona Motta: «Può andare molto lontano, mi ricorda Toldo. Questo il consiglio che gli do»

L’ex portiere della Juve e della Nazionale, Dino Zoff, spende parole al miele nei confronti del giovane estremo difensore della Lazio, Edoardo Motta

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l’ex portiere della Juve e della Nazionale, Dino Zoff, tesse le lodi di Edoardo Motta, il giovane estremo difensore della Lazio protagonista nella semifinale di Coppa Italia vinta dai biancocelesti contro l’Atalanta con ben 4 rigori su 5 parati.

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PODESTA’ – «È giusto mantenere i piedi per terra, è un ragazzo giovane e in quanto tale deve ancora fare tanta strada, migliorare sotto vari punti di vista. Ma quando uno fa quello che ha fatto lui vuol dire che le qualità ci sono e, quando ci sono quelle, si può andare molto lontano».

SERENITÀ – «La serenità con cui ha affrontato i rigori finali. Era ferocemente concentrato, ma ha sempre conservato una tranquillità di fondo che è fondamentale in situazioni come quelle».

PARATA SU SCAMACCA – «Assolutamente. Grande intervento che tuttavia rientra nelle dinamiche di una partita. I rigori finali sono invece la cosa più complicata che un portiere possa affrontare. Perché nel giro di pochi secondi sei chiamato a superarti diverse volte».

PARAGONE CON TOLDO – «Per certi versi sì, anche perché pure fisicamente Motta un po’ lo ricorda Toldo. Ma il laziale, almeno dal punto di vista numerico, ha fatto anche meglio».

CONSIGLIO – «Di continuare così, di restare tranquillo e non montarsi la testa. Si sta comportando molto bene, ma lui sa che ha ancora tante cose in cui deve crescere».

CRESCITA – «Tra i pali sta facendo cose notevoli. Quella è la base, ma pure la cosa più importante. Negli altri aspetti si fa sempre in tempo a migliorare, ma se non sai parare non vai da nessuna parte. E Motta sa sicuramente parare».

L’INTERVISTA COMPLETA A ZOFF

Ranieri Roma, adesso è ufficiale la separazione dal senior advisor: il comunicato del club e l’annuncio sul futuro!

Ranieri Roma, adesso è ufficiale la separazione dal senior advisor: il comunicato del club e l’annuncio sul futuro! Tutti i dettagli

La Roma ha ufficializzato la fine del rapporto con Claudio Ranieri, chiudendo in anticipo anche la sua esperienza da Senior Advisor dopo il recente passaggio in dirigenza. L’ex allenatore, tornato in giallorosso nella scorsa stagione per guidare la squadra in un momento delicato, lascia dunque definitivamente il club dopo giorni segnati da tensioni interne sempre più evidenti.

Alla base della rottura ci sarebbe soprattutto il deterioramento del rapporto con Gian Piero Gasperini, maturato sullo sfondo di divergenze legate alla gestione tecnica, al mercato e agli equilibri interni. Nonostante i tentativi di abbassare i toni e alcune dichiarazioni pubbliche orientate all’unità dell’ambiente, la frattura non è stata ricomposta.

Dopo gli incontri andati avanti a Trigoria tra rappresentanti della proprietà e legali, è arrivata la decisione definitiva. Nel comunicato ufficiale, la Roma ha ringraziato Ranieri per il contributo dato in una fase molto difficile della storia recente del club, ribadendo allo stesso tempo la volontà di proseguire con una linea chiara e con piena fiducia nel progetto tecnico affidato a Gian Piero Gasperini. Un passaggio che segna l’inizio di una nuova fase per il club giallorosso.

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IL COMUNICATO – «L’AS Roma comunica che il rapporto con Claudio Ranieri è terminato.
Il Club desidera ringraziare Claudio per il suo significativo contributo alla Roma. 
Ha guidato la squadra in un momento molto difficile e saremo sempre grati per i suoi sforzi.
Guardando al futuro, la nostra direzione è chiara. Il Club è solido, con una leadership forte e una visione ben definita. 
L’AS Roma verrà sempre al primo posto.
Abbiamo piena fiducia nel percorso che ci attende sotto la guida tecnica di Gian Piero Gasperini, con l’obiettivo condiviso di crescere, migliorare e ottenere risultati all’altezza della nostra storia
».

Motta si racconta: «Cech il mio idolo, ai miei genitori dicevo una cosa. Vi svelo i miei obiettivi»

Motta si racconta: «Cech il mio idolo, ai miei genitori dicevo una cosa. Vi svelo i miei obiettivi». Le parole del portiere della Lazio

Il giovane portiere della Lazio, protagonista assoluto nella semifinale di Coppa Italia finta dai biancocelesti contro l’Atalanta, Edoardo Motta, si è raccontato così al TG1.

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IL RUOLO DEL PORTIERE – «Mi piaceva fare il portiere e buttarmi sulla ghiaia, mio padre mi dava un po’ del matto, però io dolore non lo sentivo»

LE LACRIME NEL POSTPARTITA DI ATALANTA LAZIO – «Mi sono lasciato un po’ andare per l’emozione, cosa che non vorrei mai far vedere. Rimanere solido definisce di più la persona che si è, piuttosto che essere molto emotivo o troppo emotivo».

L’IDOLO CECH – «Ai miei genitori dissi che volevo diventare come lui, che volevo provarci. Loro mi hanno dato la forza e hanno fatto tanti sacrifici per far sì che oggi sia qui».

OBIETTIVO? – «Non voglio mai smettere di imparare, migliorare e crescere, questo è l’obiettivo. Voglio cercare di arrivare il più in alto possibile, senza rimpianti e rammarichi, godendomi la vita senza togliermi niente».

Mercato Milan, occhio a Jashari! Lo svizzero finisce nel mirino della Juve: la richiesta di Spalletti

Mercato Milan, occhio a Jashari! Lo svizzero finisce nel mirino della Juve: la richiesta di Spalletti per il centrocampo del prossimo anno

La Juve guarda già al centrocampo del futuro e, secondo La Gazzetta dello Sport, tra i nomi valutati per rinforzare la rosa della prossima stagione c’è anche quello di Ardon Jashari, regista svizzero del Milan. L’idea nasce dall’esigenza di aggiungere un altro uomo di regia accanto a Manuel Locatelli, rinnovato fino al 2030, e di allargare le soluzioni tattiche a disposizione di Luciano Spalletti. Sempre secondo la rosea, il profilo di Bernardo Silva resta un pallino a parametro zero, ma la Juventus lavora anche su un secondo innesto in mezzo al campo, più strutturato come play.

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Jashari non è un nome nuovo nei radar bianconeri. La Juventus lo seguiva già ai tempi del Club Brugge, prima che il Milan chiudesse l’operazione nell’estate 2025. Il club rossonero ha ufficializzato il suo acquisto il 6 agosto 2025, con contratto fino al 30 giugno 2030. La Gazzetta ricostruisce che la sua prima stagione a Milano è stata frenata da un grave infortunio al perone e da un impiego inferiore alle attese, anche per la presenza di Modric in cabina di regia. Proprio questo minutaggio ridotto avrebbe riacceso l’attenzione juventina: alla Continassa piace la qualità dello svizzero e piace anche l’idea di poter approfondire il discorso qualora il giocatore, in estate, decidesse di guardarsi intorno.

Accanto a Jashari, La Gazzetta dello Sport indica come alternativa Pierre-Emile Hojbjerg, centrocampista danese del Marsiglia, profilo più esperto e seguito da tempo. Il Marsiglia, già nel maggio 2025, aveva chiarito che il giocatore rientrava tra quelli destinati a restare a titolo definitivo. Sul fronte uscite, invece, la situazione più calda sarebbe quella di Teun Koopmeiners: la rosea parla di interesse del Galatasaray e di movimenti anche dalla Premier League. Il quadro, in sostanza, è già tracciato: la Juventus vuole alzare qualità e alternative in mezzo al campo, e il nome di Jashari è uno di quelli da seguire con maggiore attenzione nelle prossime settimane.

Conferenza stampa Sammarco pre Verona Lecce: «Orban non è convocato, ha fatto un gesto lontano dai miei valori! Nei prossimi giorni…»

Conferenza stampa Sammarco pre Verona Lecce: le parole del tecnico degli scaligeri alla vigilia del match del 34° turno di Serie A

La conferenza stampa di Paolo Sammarco alla vigilia di Hellas Verona Lecce, match valevole per la 34^ giornata del campionato di Serie A 2025/26. Il suo annuncio sulla decisione presa su Gift Orban dopo la lite col tifoso.

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GIFT ORBAN – «Orban non sarà convocato per Lecce, ha fatto un gesto lontano dai miei valori. Questa settimana si è allenato a parte, nei prossimi giorni capiremo come agire a livello societario».

INFORTUNATI – «Niasse è infortunato e Oyegoke è fuori per un po’, forse ha finito la stagione. Bowie e Suslov hanno fatto qualche allenamento con noi, mentre Sarr è tornato in gruppo martedì: questi tre giocatori saranno a disposizione».

BILANCIO – «Il mio bilancio personale è negativo dal punto di vista dei punti fatti, noi allenatori veniamo giudicati per questo. Allo stesso tempo è stata un’esperienza formativa, ho avuto modo di conoscere diversi allenatori che hanno vinto moltissimo».

Presidenza FIGC, Malagò in netto vantaggio su Abete: con lui un ex calciatore? Tutti i nomi

Presidenza FIGC, Malagò in netto vantaggio su Abete in vista delle prossime elezioni: con lui un ex calciatore? Tutti i nomi al vaglio

La corsa alla presidenza della FIGC entra in una fase sempre più delicata e il duello tra Giovanni Malagò e Giancarlo Abete continua a guadagnare centralità. Dopo la serata condivisa al Cenacolo della Fondazione Canova Club Roma, andato in scena all’hotel Parco dei Principi e dedicato al tema delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali, i due protagonisti della corsa al dopo Gabriele Gravina hanno vissuto una giornata molto importante sul piano politico-sportivo. Come riferito dal Corriere della Sera, il passaggio con Assocalciatori e Assoallenatori rappresentava uno snodo fondamentale, anche per il peso specifico di queste due componenti nel sistema elettivo federale. In assemblea, infatti, i calciatori incidono per il 20% dei voti e gli allenatori per il 10%, percentuali che possono orientare in maniera concreta la corsa verso il 22 giugno.

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Nel quadro complessivo, la distribuzione dei pesi conferma quanto la partita resti ancora apertissima. La Lega Serie A, che vale il 18%, sostiene Malagò, mentre la Serie B pesa il 6%, la Lega Pro il 12% e la Lega Nazionale Dilettanti addirittura il 34%. Proprio per questo il confronto con Umberto Calcagno e Renzo Ulivieri viene letto come un passaggio decisivo. Il Corriere della Sera sottolinea come l’incontro di Malagò con le componenti tecniche sia stato giudicato molto positivo, con segnali di condivisione sui principali temi in discussione. Tra questi ci sarebbero le misure a favore dei calciatori italiani, il sostegno al calcio femminile e anche il futuro assetto di Club Italia, con l’ipotesi di coinvolgere una figura di grande prestigio del passato azzurro. In questo contesto, continuano a circolare nomi di alto profilo come Demetrio Albertini, Gianfranco Zola, Paolo Maldini e Alessandro Costacurta, mentre resta sullo sfondo anche Claudio Ranieri, in procinto di separarsi dalla Roma.

Il quadro, però, non è ancora definito. Nel pomeriggio le stesse componenti hanno incontrato anche Abete, che continua a far valere la propria esperienza e il suo radicamento nel sistema calcistico. Secondo il Corriere della Sera, la sensazione è che tra i calciatori ci sia una spinta crescente verso una figura nuova come Malagò, mentre Abete continui a mantenere maggiore presa soprattutto tra gli allenatori. Le prossime valutazioni interne di AIC e AIAC saranno quindi decisive per capire se e quando arriverà un orientamento più netto. La partita resta apertissima, ma i segnali emersi nelle ultime ore sembrano aver rafforzato ulteriormente la posizione di Malagò nella corsa alla guida della FIGC.

Bastoni Barcellona, la doppia mossa di Deco: tratta con Martin ma… L’indiscrezione dalla Spagna

Bastoni Barcellona, la doppia mossa di Deco: tratta con Martin ma… L’indiscrezione dalla Spagna sul difensore dell’Inter

Il Barcellona continua a muoversi sul mercato dei difensori e, accanto alla pista che porta ad Alessandro Bastoni, valuta anche soluzioni alternative. Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo SPORT, il direttore sportivo Deco ha avuto un incontro informale con Iñaki Ibáñez, agente di Jon Martin, centrale della Real Sociedad. Il club catalano si sarebbe così informato sulla situazione del giocatore, considerato uno dei profili emergenti più interessanti del panorama spagnolo. Le ricostruzioni riprese da più fonti indicano che Jon Martin è sotto contratto fino al 2031 e ha una clausola rescissoria da 50 milioni di euro, mentre il suo valore di mercato viene stimato intorno ai 20 milioni.

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Il difensore della Real Sociedad piace per diverse caratteristiche. Pur non essendo mancino, dettaglio che il Barça considera importante nella costruzione del reparto, Jon Martin viene apprezzato per la qualità in impostazione, per la struttura fisica e per il rendimento nel gioco aereo. Le fonti che riprendono SPORT parlano di un centrale alto 1,87 metri, con qualità coerenti con i criteri tecnici ricercati dal club blaugrana. In questo momento, però, la priorità resterebbe Bastoni, che continua a essere indicato come il nome preferito per rinforzare la difesa del Barcellona. L’inserimento di Jon Martin nella lista dei possibili obiettivi va quindi letto come una mossa di copertura e pianificazione, non come un sorpasso già consumato.

Il quadro, dunque, resta ancora aperto. Il Barcellona vuole tenersi più strade possibili senza dipendere da un solo scenario di mercato. Da una parte c’è il sogno Bastoni, profilo di livello internazionale e perfettamente riconoscibile per esperienza e qualità. Dall’altra emerge Jon Martin, nome più giovane e meno costoso in termini relativi, ma comunque tutt’altro che semplice da prendere per via del contratto lungo e della clausola elevata. Per ora, il segnale è chiaro: Deco si sta muovendo su più tavoli per consegnare al Barça un nuovo centrale di alto livello.

Trump chiarisce: «Italia al Mondiale al posto dell’Iran? Non ci sto pensando». La posizione del presidente USA

Trump chiarisce: «Italia al Mondiale al posto dell’Iran? Non ci sto pensando». La posizione del presidente USA in merito all’ipotesi ripescaggio

Il tema del possibile ripescaggio dell’Italia al Mondiale 2026 continua a far discutere, ma dagli Stati Uniti è arrivata una frenata molto netta. Dopo il clamore seguito alle indiscrezioni sul ruolo di Paolo Zampolli, inviato speciale dell’amministrazione Trump, il presidente americano Donald Trump ha ridimensionato apertamente la questione, spiegando di non considerarla una priorità. Nello stesso contesto, il segretario di Stato Marco Rubio ha chiarito che dagli Usa non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale all’Iran per impedirne la partecipazione alla Coppa del Mondo.

PAROLE – «Non ci sto pensando più di tanto».

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Italia ripescata al Mondiale 2026, la FIFA non apre e il regolamento non aiuta gli azzurri

Il quadro, quindi, resta molto diverso da quello immaginato nelle ultime ore. La FIFA, infatti, non ha dato alcun segnale di apertura verso una sostituzione dell’Iran con l’Italia e aveva già confermato nelle scorse settimane che la nazionale iraniana avrebbe disputato le proprie gare negli Stati Uniti come da programma, respingendo anche la richiesta di trasferire le partite in Messico. In più, l’ipotesi di un ingresso azzurro al posto dell’Iran non trova fondamento nemmeno sul piano regolamentare: nel caso teorico di rinuncia o esclusione della selezione asiatica, la prima candidata alla sostituzione sarebbe una squadra della stessa confederazione, non l’Italia.

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Italia ripescata al Mondiale 2026, anche da Roma e Teheran arrivano segnali chiari

Anche dall’Italia, del resto, il fronte istituzionale ha chiuso con decisione a questa possibilità. Il ministro per lo Sport Andrea Abodi e il presidente del CONI Luciano Buonfiglio hanno ribadito che la qualificazione a un Mondiale deve essere conquistata sul campo, non ottenuta per circostanze straordinarie. Nel frattempo, anche da Teheran è arrivato un messaggio preciso: la portavoce del governo iraniano Fatemeh Mohajerani ha confermato la piena preparazione della nazionale in vista del torneo, segnale che rafforza ulteriormente l’idea di una partecipazione regolare dell’Iran. Per questo motivo, il possibile ripescaggio dell’Italia resta oggi soprattutto una suggestione mediatica e politica, ma senza reali basi operative.

Pulisic Milan, i gol latitano e ora è gelo sul rinnovo! Lo scenario a sorpresa per lo statunitense

Pulisic Milan, i gol latitano e ora è gelo sul rinnovo! Frenata nella trattativa: lo scenario a sorpresa per il futuro dello statunitense

Il futuro di Christian Pulisic al Milan non appare più così lineare. Secondo La Gazzetta dello Sport, il rinnovo del contratto dell’esterno statunitense, che solo pochi mesi fa sembrava vicino, ha subito una brusca frenata e oggi vive una fase di stallo totale. Il suo attuale accordo scade nel giugno 2027, con opzione per un’ulteriore stagione, ma a fine campionato resterà un margine temporale molto più ristretto per evitare che il dossier si trasformi in un problema vero, soprattutto nell’anno che porterà ai Mondiali 2026. La situazione, racconta la rosea, viene osservata con attenzione anche perché dall’estero, in particolare dall’Inghilterra, potrebbero tornare a muoversi club interessati al giocatore.

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Pulisic Milan, il 2026 senza gol pesa sulle valutazioni

A influire sul rallentamento c’è anche il rendimento del giocatore nell’ultimo periodo. La Gazzetta dello Sport sottolinea come Pulisic abbia vissuto un 2026 molto più opaco rispetto alla partenza lanciata della stagione, quando aveva segnato 8 gol nelle prime 11 partite. L’ultima rete dell’americano risale infatti alla gara contro il Verona del 28 dicembre, e da allora il suo digiuno realizzativo si è allungato per mesi. Anche il quotidiano collega questo calo a un insieme di fattori, tra cui problemi fisici, tensioni esterne e il rinnovo rimasto fermo. Nonostante questo, il peso complessivo del suo percorso in rossonero resta importante: arrivato nell’estate 2023 dal Chelsea, ha mantenuto un ruolo centrale nel progetto tecnico e continua a essere considerato uno dei riferimenti offensivi della squadra.

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Pulisic Milan, Allegri gli dà ancora fiducia ma il nodo resta aperto

Il punto, adesso, è capire se il Milan e l’entourage del giocatore torneranno presto a sedersi al tavolo oppure se la questione resterà congelata fino all’estate. La Gazzetta spiega che, almeno per ora, nessuna delle due parti sta forzando per riaprire il dialogo. Sul piano tecnico, però, Massimiliano Allegri continua a considerare Pulisic una pedina importante e, sempre secondo la rosea, è orientato a confermargli fiducia anche nella prossima sfida contro la Juventus. Il club si trova così davanti a un bivio delicato: blindare uno dei suoi uomini più rappresentativi oppure esporsi al rischio di una situazione più complicata nei prossimi mesi.

Bayern Monaco, il futuro di Neuer resta un tema caldo! Il club è disposto a questo pur di rinnovargli il contratto

Bayern Monaco, il futuro di Neuer resta un tema caldo! Il club è disposto a questo pur di rinnovargli il contratto: la posizione dei bavaresi

Il Bayern Monaco resta ottimista sul futuro di Manuel Neuer. Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, il club bavarese è disposto ad attendere il sì definitivo del portiere tedesco e ha già pronto un nuovo contratto fino a giugno 2027. La decisione finale ora spetta a Neuer.

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PAROLE – «🚨🇩🇪 Il Bayern Monaco è ottimista riguardo al futuro di Manuel Neuer e disposto ad aspettare il suo via libera per rimanere un’altra stagione.
Nuovo contratto fino a giugno 2027 è già stato preparato, in attesa dell’approvazione di Neuer
.».

Muharemovic Inter, base d’intesa e apertura totale! Ecco perché la sua volontà può essere decisiva

Muharemovic Inter, base d’intesa e apertura totale! Ecco perché la sua volontà può essere decisiva: il punto sulla trattativa col Sassuolo

In casa Inter sono già iniziate le grandi manovre in vista della prossima stagione, soprattutto in difesa. Come riferito da La Gazzetta dello Sport, il club nerazzurro ha già mosso passi concreti per costruire il nuovo reparto arretrato della squadra di Cristian Chivu. Il primo nome già bloccato è quello di Yanis Massolin, centrocampista francese del Modena classe 2002, per il quale la stessa Gazzetta aveva raccontato a febbraio un accordo con permanenza in Emilia fino al termine della stagione. Accanto a lui, però, negli ultimi giorni è salito con forza anche il nome di Tarik Muharemovic, difensore del Sassuolo e della nazionale bosniaca, profilo considerato molto adatto per caratteristiche e prospettiva.

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Il bosniaco, che ha compiuto 23 anni a febbraio, viene descritto dalla rosea come uno dei primi obiettivi concreti per il reparto che potrebbe cambiare di più in estate. La Gazzetta scrive infatti che l’Inter avrebbe già trovato una bozza d’intesa con l’entourage del giocatore per un contratto lungo, verosimilmente di cinque anni, e che il difensore avrebbe aperto con entusiasmo alla destinazione nerazzurra. Manca però ancora il passaggio decisivo, cioè il confronto con il Sassuolo, che dovrà fissare la propria valutazione. Già nelle scorse settimane la stessa Gazzetta aveva indicato Muharemovic come un profilo seguito con attenzione dall’Inter per il possibile post Bastoni, mentre l’amministratore delegato neroverde Giovanni Carnevali aveva fatto capire che il prezzo può cambiare anche in base al tipo di acquirente.

Sul tavolo c’è anche la particolare posizione contrattuale del giocatore, perché la Juventus mantiene il 50% sulla futura rivendita dopo la cessione al Sassuolo. Secondo la Gazzetta, la valutazione complessiva può muoversi tra i 15 e i 20 milioni di euro, bonus compresi, da dividere poi tra i due club. In questo scenario, però, la volontà del calciatore può pesare: la rosea sottolinea che Muharemovic sarebbe orientato a vivere una nuova esperienza all’Inter più che a tornare in bianconero. Per i nerazzurri, dunque, il primo tassello della nuova difesa sembra già ben impostato.

Napoli Cremonese, Conte in allarme: un big a rischio forfait! Preallertato il suo sostituto

Napoli Cremonese, Conte in allarme: un big a rischio forfait per la sfida di stasera! Preallertato il suo sostituto: ecco di chi si tratta

In casa Napoli cresce l’attesa per capire se Rasmus Hojlund potrà essere regolarmente a disposizione dal primo minuto nella sfida contro la Cremonese. Secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, il centravanti danese non sarebbe ancora al massimo della condizione e a Castel Volturno si vivono ore di forte attenzione. Sarà infatti la rifinitura di questa mattina a chiarire in modo definitivo il quadro fisico dell’attaccante, già costretto a fermarsi in occasione della precedente gara contro il Milan.

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Per Antonio Conte si tratta di un nodo importante, perché la presenza di Hojlund può incidere parecchio sugli equilibri offensivi della squadra. Il tecnico azzurro aspetta il responso finale con prudenza, sapendo che in questo momento ogni scelta dovrà essere calibrata con attenzione per evitare rischi inutili. L’obiettivo resta quello di avere il miglior undici possibile, ma senza compromettere il recupero del giocatore.

Nel frattempo, Giovane è stato allertato e si prepara all’eventualità di partire titolare. Il brasiliano tornerebbe così al centro dell’attacco, dopo aver già avuto spazio dal primo minuto nella sfida contro il Milan. Una soluzione già pronta, dunque, nel caso in cui Hojlund dovesse alzare bandiera bianca anche stavolta. In attesa della rifinitura, il dubbio resta aperto.

Bisseck Inter, non solo il ritorno in campo dall’infortunio: avviati i dialoghi per il rinnovo! Il punto

Bisseck Inter, non solo il ritorno in campo dall’infortunio: avviati i dialoghi per il rinnovo! Il punto sulla difesa dei nerazzurri

L’Inter riprende oggi gli allenamenti ad Appiano Gentile per preparare la sfida di domenica contro il Torino, con diversi temi aperti sul fronte fisico. Come sottolinea Tuttosport, l’attenzione principale è rivolta a Stefan De Vrij e Alessandro Bastoni, entrambi assenti nella semifinale di Coppa Italia contro il Como. La sensazione, secondo il quotidiano, è che per i due difensori si andrà avanti con cautela fino all’ultimo, con una decisione definitiva sulla convocazione che potrebbe arrivare soltanto dopo la rifinitura. Un approccio prudente che si inserisce nella gestione di un finale di stagione sempre più delicato, con lo scudetto ormai vicino e la finale di Coppa Italia del 13 maggio che occupa già un posto centrale nella programmazione nerazzurra. Anche le formazioni ufficiali di Como-Inter confermano che nella gara di coppa De Vrij era in panchina, mentre Bisseck e Lautaro Martinez risultavano indisponibili.

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Il capitolo più sensibile resta però quello di Lautaro Martinez. Tuttosport spiega che il capitano argentino non verrà forzato e che il piano resta quello di rimettergli minuti nelle gambe contro il Parma, con l’obiettivo di averlo poi al massimo soprattutto nella finale dell’Olimpico. Il recupero dell’argentino viene quindi costruito con calma, evitando qualsiasi rischio inutile. In questo senso, il quadro è coerente anche con quanto già filtrato dal mondo Inter nelle ultime settimane: il rientro di Lautaro dopo il problema fisico è stato gestito sempre con particolare attenzione e senza accelerazioni, proprio per preservarlo nel momento più pesante dell’annata.

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Buone notizie, invece, per Yann Bisseck. Il difensore tedesco ha già rimesso piede in campo nel finale contro il Como, segnale di un recupero sostanzialmente completato. Tuttosport aggiunge che il centrale vuole ora giocarsi fino in fondo le sue carte, sia per confermarsi nell’Inter del futuro sia per provare a convincere Julian Nagelsmann in vista del Mondiale. Sullo sfondo, prende quota anche il discorso legato al rinnovo: il quotidiano parla di trattative avviate nella direzione di un prolungamento fino al 2030, con adeguamento dell’ingaggio. Non posso confermare in modo indipendente che l’accordo sia vicino, ma il segnale tecnico è chiaro: Bisseck è tornato e punta a un finale da protagonista.

Calcio reale e calcio virtuale: un rapporto ormai invertito

Per decenni, il rapporto tra calcio e videogiochi è stato unidirezionale: i pixel cercavano disperatamente di imitare la realtà. Oggi, la polarità si è invertita. Il linguaggio dei simulatori calcistici ha smesso di essere un gergo da cameretta per diventare la lente attraverso cui un’intera generazione decodifica lo sport più popolare al mondo. Sono lontani i momenti in cui, alla data di uscita del nuovo gioco, gli appassionati non vedevano l’ora di ritrovare la visuale che rispecchiava perfettamente quello che si vedeva sullo schermo durante i big match calcistici. Oggi invece è quando si va allo stadio che si spera che le squadre usino tattiche e stili di gioco già espresse dal calcio virtuale.
Questa tendenza è stata ampiamente inserita dalla Playstation 5.

La Meccanica del Pressing e il Dominio della “Meta”

Se chiedete a un analista tattico di spiegarvi il Gegenpressing, vi parlerà di distanze tra i reparti e densità in zona palla. Se lo chiedete a un videogiocatore accanito, vi parlerà di “costante pressione alta” e di come questa influenzi la barra della stanchezza dei giocatori.

Il concetto di meta (l’acronimo di Most Effective Tactic Available) ha cambiato il modo in cui percepiamo l’efficacia sul campo:

  • Transizioni Veloci: Nei simulatori moderni, il centrocampo è spesso una zona di transito rapido. Questo ha abituato i tifosi a pretendere un calcio verticale, dove il recupero palla deve trasformarsi in tiro entro cinque secondi.
  • Ruoli Ibridi: I “braccetti” della difesa a tre o i terzini che entrano dentro il campo non sono più anomalie tattiche, ma configurazioni standard che i giocatori sperimentano quotidianamente sulle loro console.

Il Critico in Camice Bianco: Cosa direbbe un vero Analista?

Nonostante il realismo visivo sia impressionante, un Match Analyst professionista troverebbe diverse lacune nella rappresentazione virtuale:

  1. L’Intelligenza Senza Palla: Mentre i movimenti offensivi sono fluidi, la gestione della linea difensiva nei giochi tende a essere troppo rigida o, al contrario, troppo facilmente manipolabile da “exploit” tecnici.
  2. La Psicologia dell’Errore: Nel gaming, un passaggio sbagliato è quasi sempre un errore di input dell’utente. Nella realtà, è il risultato di stanchezza mentale, pressione ambientale e comunicazione non verbale, elementi che un algoritmo fatica ancora a replicare.

La Percezione del Talento e il Ruolo di PS5

È innegabile che il gaming plasmi il valore percepito degli atleti. Un giocatore giovane che possiede statistiche di velocità o dribbling elevate su un videogioco acquisisce istantaneamente un’aura di “crack” agli occhi dei tifosi, prima ancora di aver dimostrato costanza in un campionato top.

Molti appassionati, mentre guardano il post-anticipo del sabato sera, tengono accesa la propria PS5 per testare immediatamente quella nuova variante tattica vista in TV. Questo ciclo continuo di osservazione ed emulazione ha creato un tifoso più consapevole dei ruoli individuali, ma forse più impaziente verso le fasi di “stasi” del calcio reale.

Il calcio virtuale non è più una semplice distrazione; è un laboratorio tattico permanente. Sebbene la complessità umana di un tackle a San Siro resti inimitabile, la capacità dei giochi di democratizzare concetti complessi come le transizioni e il posizionamento ha reso il calcio uno sport ancora più globale e analitico.

Mercato Juve, avanza Alisson ma l’affare col Liverpool è complicato: Spalletti indica il piano B dalla Serie A!

Mercato Juve, avanza Alisson ma l’affare col Liverpool è complicato: Spalletti indica il piano B dalla Serie A! Il nome per la porta

La Juve ragiona già sulla porta del futuro e, secondo il Corriere dello Sport, Luciano Spalletti avrebbe indicato la necessità di puntare su un profilo di esperienza assoluta. Il nome che il quotidiano mette in cima alla lista è quello di Alisson Becker, portiere brasiliano del Liverpool e vecchia conoscenza del calcio italiano. La pista viene descritta come la più affascinante anche per il rapporto di stima che lega l’allenatore bianconero all’estremo difensore, ma resta un’operazione tutt’altro che semplice. Alisson è infatti legato da un contratto di lungo periodo al club inglese, che nel 2021 ha annunciato ufficialmente il suo rinnovo.

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Secondo il Corriere dello Sport, il brasiliano sarebbe disposto a valutare la destinazione bianconera e la Juve starebbe lavorando per capire la fattibilità economica dell’affare. Il nodo principale resta però il Liverpool, che non avrebbe motivo di liberare facilmente un portiere di questo livello. Non posso confermare in modo indipendente l’esistenza di un accordo verbale già raggiunto tra la Juve e il giocatore, perché questo dettaglio emerge dal retroscena di stampa e non da fonti ufficiali. Resta invece verificato che Spalletti è l’allenatore della Juventus, avendo rinnovato fino al 2028 lo scorso 10 aprile.

Nel caso in cui la pista Alisson non dovesse concretizzarsi, il Corriere dello Sport indica in David De Gea l’alternativa principale. Anche qui, però, va fatta una precisazione importante: la Fiorentina ha annunciato ufficialmente nel maggio 2025 il rinnovo del portiere spagnolo fino al 30 giugno 2028, quindi non si tratta di un profilo facilmente liberabile né di un’operazione automaticamente low cost.

La direzione, comunque, sembra chiara. La Juve vuole un numero uno affidabile, carismatico e con grande esperienza internazionale per alzare il livello della rosa in vista della prossima stagione. Alisson rappresenta il sogno, De Gea la soluzione alternativa: in entrambi i casi, la scelta del portiere sarà uno dei temi centrali dell’estate bianconera.

Tomori alla Gazzetta: «Tornare in Champions è troppo importante! Su Leao e sul mio futuro rispondo così»

Tomori alla Gazzetta: «Tornare in Champions è troppo importante! Su Leao e sul mio futuro rispondo così». Le parole del difensore

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, il difensore del Milan, Fikayo Tomori, si è espresso così sulla stagione dei rossoneri, in vista della sfida di domenica sera contro la Juventus.

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SUL MOMENTO DELLA SQUADRA – «Grazie alla vittoria a Verona, abbiamo iniziato bene la settimana. Dopo due ko, era importante prendere i tre punti al Bentegodi e lo abbiamo fatto. Ora lo spirito e il morale sono più alti. Potevamo fare meglio diverse cose come l’ordine tattico in una gara o la qualità dei passaggi in un’altra, ma nell’arco della stagione certi errori purtroppo capitano».

SULLA SFIDA ALLA JUVENTUS – «È una grande squadra, con grandi giocatori e un allenatore molto bravo. Conosco Boga da quando eravamo nelle giovanili del Chelsea: è forte come lo sono Yildiz, Thuram, Conceição e David».

SOGNO SCUDETTO – «Rispetto al tricolore del 2022 siamo rimasti io, Saelemaekers, Maignan, Gabbia e Leao: tutti vogliamo vincere ancora, vivere altri momenti come quelli. Quest’anno abbiamo creato una base con la quale possiamo crescere e fare meglio in futuro. Prima però qualifichiamoci alla Champions».

SU ALLEGRI E LA FASE DIFENSIVA – «Appena arrivato ci ha ricordato che negli ultimi 2-3 anni avevamo subito tante reti e che lui voleva portare più solidità in difesa. Ci ha trasmesso il desiderio di soffrire pur di non prendere gol e la sua voglia di vincere. Noi giocatori siamo contenti con lui perché è una brava persona e un allenatore molto preparato».

SUL SUO FUTURO – «Indosso questa maglia quasi da cinque stagioni e mezzo mezzo e mi sento milanista. Contratto? Non ci penso tanto. Il club e i miei agenti trattano e io sono focalizzato sulle ultime cinque partite perché giocare la Champions è il nostro obiettivo. Voglio giocare fino a 35-36 anni e qualche altra stagione davanti ce l’ho, ma poi spero di sfruttare la laurea in Business Management, magari per lavorare assieme a mio padre che si occupa di bilanci».

SU RAFAEL LEAO – «Ci conosciamo da 6 anni ed è un grande giocatore. Ogni persona passa un momento in cui le cose che cerca di fare non gli riescono, ma tutti sanno la qualità che ha Rafa. Anche gli avversari lo conoscono e per questo lo raddoppiano o lo triplicano. È un grande professionista e vuole aiutare la squadra. Punte? Magari si sbloccheranno contro la Juve, tornare in Champions è troppo importante».

Totti Roma, l’addio di Ranieri apparecchia la tavola per il grande ritorno: il ruolo che potrebbe ricoprire l’ex capitano

Totti Roma, l’addio di Ranieri apparecchia la tavola per il grande ritorno dell’ex capitano: ecco che ruolo potrebbe ricoprire in dirigenza

L’addio ormai imminente di Claudio Ranieri al ruolo di senior advisor della Roma potrebbe spalancare un nuovo scenario dentro il club giallorosso. Secondo quanto racconta La Gazzetta dello Sport, a raccogliere idealmente l’eredità dell’ex tecnico potrebbe essere Francesco Totti, pronto a riaffacciarsi a Trigoria in una veste diversa rispetto al passato. L’ex capitano, simbolo assoluto della storia romanista, sarebbe tornato centrale nei pensieri del club proprio mentre l’equilibrio interno sta cambiando in modo profondo. In questo quadro, il rapporto costruito con Gian Piero Gasperini assume un peso particolare. La rosea sottolinea infatti come tra l’allenatore e la storica bandiera giallorossa si sia creata un’intesa importante dopo una cena avvenuta all’inizio di marzo, durante la quale il tecnico avrebbe espresso grande stima nei confronti dell’ex numero dieci, considerandolo una figura competente e una risorsa enorme per la società.

Totti Roma, prima ambassador poi possibile figura più operativa

Il tema, adesso, riguarda soprattutto il ruolo. Sempre secondo La Gazzetta dello Sport, la nuova esperienza di Totti in giallorosso potrebbe cominciare da una posizione inizialmente più istituzionale e rappresentativa, legata al centenario del club e al progetto del nuovo stadio di Pietralata. Una figura da ambassador e testimonial, dunque, utile a valorizzare l’immagine della Roma e allo stesso tempo compatibile con gli altri impegni pubblicitari dell’ex capitano. Ma il discorso potrebbe anche evolversi. Col tempo, infatti, Totti potrebbe avvicinarsi a mansioni più operative, diventando una figura di riferimento per l’area tecnica e una sponda calcistica importante proprio per Gasperini, soprattutto nella lettura dei profili più adatti al progetto del tecnico. In attesa di capire quale sarà la scelta definitiva del club, il suo nome torna così a circolare con insistenza come uno dei punti chiave della nuova fase romanista.

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Totti Roma, il sogno del grande ritorno mentre il club si prepara a cambiare volto

La sensazione descritta dalla Gazzetta dello Sport è che il momento sia davvero vicino. Dopo i contatti avuti in passato con la proprietà e dopo le aperture pubbliche dello stesso Totti, il ritorno appare oggi più concreto di quanto non fosse nei mesi scorsi. Nel frattempo, intorno alla Roma, si muovono anche altri tasselli. Il possibile addio di Frederic Massara, le riflessioni sul futuro di Bruno Conti e i cambiamenti nell’organigramma potrebbero infatti ridisegnare in modo profondo il volto del club. Proprio per questo, il rientro dell’uomo simbolo dello scudetto del 2001 assumerebbe un valore che va oltre la nostalgia: sarebbe una scelta identitaria, forte, capace di unire passato e futuro. E per una piazza come Roma, stretta ancora una volta attorno alla sua bandiera, non sarebbe un dettaglio.

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