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Roma, addio Ranieri: i Friedkin hanno scelto Gasperini! Così si è arrivati alla rottura

Roma, addio Ranieri: i Friedkin hanno scelto Gasperini! Così si è arrivati alla rottura definitiva anche con la proprietà. La ricostruzione

In casa Roma si va verso una nuova svolta profonda. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, l’esperienza di Claudio Ranieri come senior advisor dei Friedkin sarebbe arrivata ai titoli di coda, con la proprietà pronta a interrompere il rapporto con uno dei riferimenti più autorevoli dell’ultimo anno giallorosso. Una decisione che, se confermata in via ufficiale, segnerebbe la fine di un incarico nato la scorsa estate con l’obiettivo di accompagnare il club verso una nuova fase della sua storia. Il contratto di Ranieri, in teoria valido fino al 30 giugno 2027, non arriverebbe dunque alla sua naturale scadenza. Alla base della rottura ci sarebbe soprattutto il deterioramento definitivo dei rapporti con Gian Piero Gasperini, una frattura che nelle ultime settimane aveva assunto contorni sempre più evidenti all’interno dell’ambiente romanista.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Ranieri Roma, le tensioni con Gasperini hanno portato allo strappo

La giornata di ieri raccontata dalla Gazzetta dello Sport è quella di un autentico terremoto interno. Fino a poche ore prima, le dichiarazioni pubbliche di Ranieri lasciavano pensare a una situazione sotto controllo, con il richiamo all’unità della squadra e dell’ambiente. Poi, però, sarebbe arrivata la decisione della proprietà, maturata dopo un’escalation di tensioni culminata nelle reciproche frizioni tra il senior advisor e l’allenatore giallorosso. A pesare sarebbero state in particolare alcune dichiarazioni di Ranieri legate al mercato e alla gestione tecnica, parole che non sarebbero piaciute a Gasperini e che avrebbero contribuito a rendere ormai impossibile una convivenza professionale. I Friedkin avrebbero inizialmente provato a ricucire, cercando almeno una tregua tra le parti, ma alla fine avrebbero scelto di dare continuità al progetto tecnico affidato a Gasperini, scaricando di fatto Ranieri.

Ranieri Roma, possibile effetto domino anche su Massara e sull’organizzazione del club

L’addio di Ranieri, sempre secondo la ricostruzione della Gazzetta dello Sport, potrebbe aprire a un effetto domino interno molto ampio. A rischio ci sarebbe infatti anche la posizione del direttore sportivo Frederic Massara, altro dirigente mai davvero in sintonia con Gasperini e finora rimasto anche grazie alla presenza dello stesso Ranieri. Ma non finisce qui: il nuovo assetto potrebbe coinvolgere pure parte dello staff medico e di quello tecnico, considerati vicini all’ormai ex senior advisor. La Roma si preparerebbe così all’ennesima rivoluzione, con la sensazione che la proprietà voglia ridisegnare in profondità gli equilibri di Trigoria attorno alla figura dell’allenatore. Per i giallorossi, dunque, si apre una nuova fase piena di interrogativi, ma con una certezza sempre più netta: il potere interno si starebbe spostando definitivamente dalla parte di Gasperini.

Guardiola Italia, la suggestione azzurra prende forma: ecco perché vederlo come ct della Nazionale può essere più di un sogno!

Guardiola Italia, tra il legame con il nostro calcio e il futuro ancora aperto al Manchester City: la pista per la panchina azzurra

L’idea di vedere Pep Guardiola sulla panchina dell’Italia resta complessa, ma non può essere liquidata come una fantasia senza basi. La Gazzetta dello Sport rilancia infatti una suggestione forte: dopo la nuova crisi del calcio azzurro, la futura governance federale dovrebbe almeno provare a capire se esista uno spiraglio per coinvolgere il tecnico catalano. Il contesto è noto: l’Italia ha fallito per la terza volta consecutiva la qualificazione ai Mondiali, con le successive dimissioni del presidente federale Gabriele Gravina e del ct Gennaro Gattuso.

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La suggestione si lega anche a un elemento emotivo che la Gazzetta sottolinea con forza: Guardiola non ha mai nascosto il suo rapporto speciale con il calcio italiano. Da calciatore ha vissuto l’esperienza in Serie A tra Brescia e Roma, conosce la nostra lingua e in passato ha lasciato intendere di guardare con interesse a un possibile futuro professionale in Italia. Non è una prova, ma è un dettaglio che alimenta il fascino dell’ipotesi.

Guardiola Italia, il nodo vero resta il Manchester City

Il problema principale, però, è evidente: Pep Guardiola è ancora legato al Manchester City. Il club inglese ha annunciato nel novembre 2024 il rinnovo del suo contratto fino all’estate 2027, quindi qualsiasi discorso sulla Nazionale dovrebbe inevitabilmente passare da una sua scelta personale o da una separazione anticipata.

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Secondo la Gazzetta, il timing teorico per un primo contatto esisterebbe solo dopo la fine della stagione inglese e dopo la formalizzazione dei candidati alla presidenza FIGC, prevista per il 13 maggio. Da lì in avanti, la nuova guida federale potrebbe decidere di sondare la disponibilità del tecnico. Sul piano pratico, però, oggi non ci sono segnali pubblici di una trattativa o di un contatto formale. Quello che si può dire è che il suo nome continua a circolare con insistenza, anche perché figure come Leonardo Bonucci hanno apertamente indicato Guardiola come il profilo ideale per rifondare l’Italia.

Guardiola Italia, sogno difficile ma chiamata doverosa

Il tema economico resta un altro ostacolo, ma la stessa Gazzetta ipotizza che una soluzione possa essere costruita anche con il supporto degli sponsor, come già avvenuto in passato per altri incarichi federali come per Conte. Al netto di questo, il punto vero è un altro: per prestigio, visione internazionale e capacità di cambiare cultura tecnica, Guardiola rappresenterebbe una rottura totale con il passato recente del calcio azzurro.

Per questo la conclusione è semplice: portarlo in azzurro è difficilissimo, ma per la FIGC tentare un approccio sarebbe quasi obbligatorio. Perché certi no si possono accettare. Il rimpianto, semmai, sarebbe non averci nemmeno provato.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 24 aprile 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Modric porta l’amico al Milan: torna in Serie A dopo 11 anni

Il Milan continua a monitorare il mercato in vista della prossima stagione e un nome caldo per il centrocampo rossonero è quello di Mateo Kovacic, attuale centrocampista del Manchester City. Il croato, che ha giocato in Serie A con l’Inter tra il 2013 e il 2015, potrebbe fare ritorno in Italia dopo oltre dieci anni. Secondo La Gazzetta dello Sport, il Milan sarebbe fortemente interessato al giocatore, con il suo amico e connazionale Luka Modric che potrebbe giocare un ruolo chiave in questa trattativa.

Un ritorno atteso: la connessione Modric-Kovacic

Kovacic ha sempre avuto un forte legame con Modric, avendo condiviso non solo la maglia della Croazia, ma anche quella del Real Madrid dal 2015 al 2018. La loro intesa in campo è nota e l’esperienza in Spagna ha sicuramente contribuito alla crescita di Kovacic che, in questi anni, si è confermato come uno dei migliori centrocampisti europei.

La possibilità di rivedere i due amici di lunga data di nuovo insieme, questa volta al Milan, potrebbe essere più concreta di quanto si pensi. Modric potrebbe influenzare la scelta di Kovacic, rendendo il trasferimento al Milan un’opzione allettante per il giocatore.

Il Milan segue Kovacic con attenzione

Il centrocampista del Manchester City, dopo aver vinto numerosi trofei con il club inglese, sta cercando nuovi stimoli e il Milan potrebbe rappresentare l’occasione ideale per tornare a essere protagonista in Serie A. Tuttavia, convincere Kovacic a lasciare il City non sarà semplice.

Non solo il giocatore ha ancora un valore importante, ma il suo stipendio, che si aggira attorno ai 6 milioni di euro, potrebbe essere una sfida per i rossoneri, soprattutto considerando il fair play finanziario che il club deve rispettare.

Tuttavia, il Milan non ha ancora fatto un affondo concreto su altri profili, come Goretzka, il cui trasferimento sembra sempre più difficile a causa delle alte richieste economiche. L’arrivo di Kovacic rappresenterebbe un rinforzo di qualità e un colpo importante per il centrocampo rossonero, considerando la sua esperienza internazionale e la sua versatilità.

Arabia Saudita, adesso è ufficiale! Georgios Donis nuovo commissario tecnico: contratto fino al 2027

Arabia Saudita, ufficiale Donis nuovo Ct: il tecnico greco firma fino al 2027 e raccoglie l’eredità di Renard

La Federazione calcistica saudita ha ufficializzato la nomina di Georgios Donis come nuovo commissario tecnico della nazionale, chiamato a sostituire il francese Hervé Renard, esonerato a meno di due mesi dall’inizio dei Mondiali. Il tecnico greco, 56 anni, conosce bene il calcio saudita grazie alle esperienze sulle panchine di Al Khaleej, Al Hilal e altre squadre del Paese. Donis ha firmato un contratto fino a luglio 2027, come comunicato dalla federazione attraverso la piattaforma X.

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Il suo nome circolava da tempo come principale candidato alla successione di Renard, sollevato dall’incarico il 17 aprile nonostante avesse guidato i “Falchi Verdi” alla qualificazione per la loro settima partecipazione alla Coppa del Mondo, la terza consecutiva. La scelta di puntare su Donis risponde alla volontà di dare continuità a un progetto già avviato, affidandosi a un tecnico che conosce profondamente ambiente, giocatori e dinamiche del campionato locale.

L’Arabia Saudita si presenterà al Mondiale con un girone impegnativo: affronterà Spagna, Uruguay e Capo Verde nel Gruppo H della competizione, in programma dall’11 giugno al 19 luglio negli Stati Uniti, in Canada e in Messico. Donis avrà dunque il compito di preparare la squadra in tempi stretti, cercando di consolidare quanto costruito negli ultimi anni e di presentarsi alla rassegna iridata con un’identità chiara e competitiva.

Calciomercato Torino, Adams verso il ritorno in Premier: El Shaarawy è il primo nome per sostituirlo

Calciomercato Torino, Che Adams può lasciare i granata: Petrachi valuta El Shaarawy come sostituto! Le ultimissime

Il Torino ha iniziato a delineare le strategie per la prossima stagione e il reparto offensivo sarà uno dei settori più soggetti a cambiamenti. L’unica certezza, al momento, è Giovanni Simeone, destinato a diventare il punto fermo dell’attacco granata. Attorno a lui, però, lo scenario è tutt’altro che definito: la permanenza di Che Adams è in forte dubbio, con l’ipotesi di un ritorno in Inghilterra che garantirebbe anche un incasso significativo al club. Una cessione che aprirebbe inevitabilmente la porta a nuovi innesti nel mercato estivo.

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Tra i profili valutati dal direttore sportivo Daniele Petrachi c’è anche Stephan El Shaarawy, in uscita dalla Roma dopo una lunga parentesi in giallorosso. L’esterno classe 1992 piace per esperienza, duttilità e capacità di incidere in più zone del campo, caratteristiche che lo rendono un’opzione concreta per rinforzare il reparto avanzato. Il Torino segue la situazione con attenzione, consapevole che il giocatore potrebbe rappresentare un’occasione interessante a costi contenuti.

Resta viva anche la possibilità di un ritorno di El Shaarawy al Genoa, club con cui ha mantenuto un legame forte, ma la pista granata potrebbe prendere quota nelle prossime settimane. Molto dipenderà dalle uscite e dalle scelte strategiche della società, che sta lavorando per costruire un attacco più completo e competitivo attorno alla figura di Simeone.

Onana eroe di Coppa: tris di parate ai rigori e semifinale per il Trabzonspor, come Motta con la Lazio

Onana decisivo dal dischetto: tre rigori parati e semifinale per il Trabzonspor. L’ex Inter fa il bis europeo

L’impresa di Edoardo Motta, il portiere classe 2005 della Lazio capace di parare quattro rigori nella semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta, ha fatto rapidamente il giro d’Europa. A sole 24 ore dalla sua serata da protagonista, un’altra prestazione straordinaria tra i pali è arrivata dalla Turchia, firmata da una vecchia conoscenza della Serie A: André Onana.

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L’ex portiere dell’Inter, oggi al Trabzonspor, è stato decisivo nei quarti di finale di Coppa di Turchia contro il Samsunspor. La gara, chiusa sullo 0‑0 dopo 120 minuti, si è decisa ai rigori, dove Onana ha replicato l’eroismo visto in Italia: il camerunese ha infatti neutralizzato i primi tre tentativi avversari, indirizzando la qualificazione. Solo Tomasson è riuscito a superarlo, mentre il Trabzonspor – nonostante due errori dal dischetto – ha trovato il penalty decisivo con Muci, conquistando la semifinale del 13 maggio contro il Gençlerbirliği, autore dell’eliminazione a sorpresa del Galatasaray.

La serata di Onana, protagonista già ai tempi dell’Inter nella cavalcata fino alla finale di Champions League 2023, conferma il suo talento nelle situazioni ad alta tensione e aggiunge un nuovo capitolo alle grandi prestazioni dei portieri che, in queste ore, stanno illuminando le coppe nazionali europee.

Calhanoglu Inter, avanti insieme: l’esperto di mercato conferma la permanenza. Ecco quando può partire il rinnovo

Calhanoglu Inter, futuro già scritto: per l’esperto resterà in nerazzurro. Rinnovo possibile nei prossimi mesi

Il futuro di Hakan Çalhanoglu sembra sempre più legato all’Inter, con la volontà condivisa tra club e giocatore di proseguire insieme anche oltre la scadenza del 2027. Il centrocampista turco, ormai perno assoluto della mediana nerazzurra, non è al centro di alcun dubbio interno e il rapporto con l’ambiente resta saldo.

A fare il punto è stato Gianluca Di Marzio, intervenuto negli studi di Sky Sport, spiegando come l’Inter consideri Çalhanoglu una figura chiave nel progetto tecnico di Cristian Chivu. Proprio per questo, non è escluso che nei prossimi mesi possano partire i dialoghi per un nuovo rinnovo, utile a blindare ulteriormente uno dei leader della squadra.

La sensazione è che il club voglia costruire il futuro attorno al regista turco, riconosciuto come elemento imprescindibile per qualità, continuità e centralità tattica.

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SUL RINNOVO – «Calhanoglu ci sarà anche nell’Inter del futuro. È un punto fermo, a prescindere dal fatto che il contratto sia in scadenza 2027C’è la volontà reciproca di continuare e andare avanti insieme e magari, a fine mercato, capire se ci sono i presupposti per il rinnovo».

Rudiger Juve, cambia tutto: il rinnovo con il Real Madrid è sempre più vicino. Cosa sta succedendo

Rudiger Juve, futuro definito per il difensore: rinnovo in arrivo con il Real Madrid. I bianconero adesso si allontanano

La Juventus è al lavoro per rinforzare il reparto difensivo in vista della prossima stagione, con l’obiettivo di individuare un profilo di alto livello capace di guidare la retroguardia con personalità e leadership. Nelle scorse settimane erano circolate con insistenza voci su Antonio Rüdiger, ma – come riportato da Matteo Moretto – le ultime verifiche interne hanno escluso il suo nome dalle priorità bianconere. Il centrale tedesco non rientra nella lista dei profili monitorati per la difesa, chiudendo di fatto ogni speculazione sul suo possibile arrivo a Torino.

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La dirigenza sta valutando due o tre alternative ritenute più sostenibili e funzionali alle esigenze tecniche del club. La ricerca punta a un difensore affidabile, concentrato e compatibile con i parametri economici fissati dalla società, che non intende discostarsi dalla linea della sostenibilità. Le valutazioni proseguono senza pressioni esterne, con l’obiettivo di individuare un innesto che possa garantire equilibrio e solidità nel nuovo ciclo tecnico.

Dal canto suo, Rüdiger ha già chiarito le proprie intenzioni: la priorità assoluta resta il rinnovo con il Real Madrid. I contatti tra il suo entourage e il club spagnolo sono ben avviati e le volontà delle parti coincidono, rendendo di fatto impossibile un trasferimento in questa fase. Le strade tra il tedesco e la Juventus, dunque, non sono destinate a incrociarsi, mentre i bianconeri continuano a lavorare su altre piste per consolidare in modo definitivo la struttura difensiva della rosa

Spinazzola Juve, rinnovo con il Napoli in stallo: i bianconeri valutano il colpo a parametro zero. Tutti gli aggiornamenti

Spinazzola Juve, possibile svolta: il rinnovo col Napoli si allontana e la pista bianconera prende quota

Il futuro di Leonardo Spinazzola si allontana sempre di più dal Napoli e il calciomercato italiano torna ad accendersi attorno al suo nome. L’esterno, in scadenza a giugno, non ha ancora ricevuto segnali concreti per un rinnovo e lo scenario della permanenza si complica giorno dopo giorno. In questo contesto prende quota un’ipotesi suggestiva: un clamoroso ritorno alla Juventus a parametro zero, pista che sta guadagnando consistenza nelle ultime ore.

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Secondo quanto riportato da Matteo Moretto, tra Spinazzola e il club di De Laurentiis regna l’immobilismo. I dialoghi per il prolungamento sono fermi e nessuna decisione definitiva è stata presa, alimentando la sensazione di un addio ormai vicino. La Juventus osserva con grande attenzione: non si tratterebbe solo di un ritorno romantico, ma di un’operazione strategica per rinforzare le corsie esterne con un profilo affidabile, esperto e già pronto per il contesto bianconero.

Nel frattempo, l’entourage del giocatore ha iniziato a valutare diverse proposte per un trasferimento a parametro zero. Tra le opzioni, quella che porta a Torino appare la più concreta e funzionale per rilanciare la carriera dell’esterno in un ambiente che conosce bene. Il Napoli continua a riflettere, anche in attesa di definire guida tecnica e budget per la prossima stagione, ma la sensazione è che le strade siano destinate a separarsi. Per la Juventus sarebbe un’occasione preziosa: un innesto di qualità senza costi di cartellino, capace di garantire duttilità, esperienza e profondità alla rosa di Spalletti. Le prossime settimane diranno se il ritorno di fiamma diventerà realtà.


Roma, aria di cambiamento: Massara verso l’addio insieme a Ranieri! Ecco il nome forte per sostituirlo

Roma, non solo la separazione con Ranieri: Massara pronto a lasciare. Friedkin valuta Giuntoli per il nuovo progetto

La separazione ormai imminente tra la Roma e Claudio Ranieri apre inevitabilmente scenari nuovi anche per il futuro del direttore sportivo Ricky Massara. Come riportato da Filippo Biafora de Il Tempo, il dirigente è destinato a lasciare il club giallorosso, segnando un ulteriore cambio all’interno dell’area sportiva. La decisione arriva in un contesto già segnato dalle tensioni tra Gian Piero Gasperini e lo stesso Ranieri, ma soprattutto dalla volontà della società di ridefinire la propria direzione tecnica.

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Massara, scelto lo scorso anno proprio da Ranieri come successore di Ghisolfi, sembra ora avviato verso l’addio. Con l’uscita di scena dell’allenatore, anche la sua posizione si è indebolita, mentre la proprietà Friedkin ha avviato una serie di valutazioni interne per impostare un nuovo ciclo. L’intenzione è quella di affidare la costruzione del progetto sportivo a un dirigente diverso, in linea con la nuova visione che la Roma vuole adottare per il futuro.

Tra i nomi sul tavolo per raccogliere l’eredità di Massara spicca quello di Cristiano Giuntoli, protagonista del capolavoro del Napoli di Spalletti e oggi alla Juventus, dove però non è riuscito a replicare gli stessi risultati. La Roma starebbe valutando seriamente il suo profilo, consapevole che il dirigente ha già ricevuto manifestazioni d’interesse da altri club. Il casting è aperto, ma la sensazione è che a Trigoria si stia preparando un’altra svolta significativa.

Allegri Milan, colloquio con la dirigenza: nuovo summit con Furlani e Tare, sul tavolo anche le strategie di mercato

Allegri Milan, incontro con Furlani e Tare: definita la roadmap per la prossima stagione e le strategie di calciomercato

Il futuro del Milan inizia a prendere forma dopo il vertice andato in scena questa mattina a Casa Milan. Massimiliano Allegri ha incontrato l’amministratore delegato Giorgio Furlani e il direttore sportivo Igli Tare per un confronto diretto sulle linee guida del progetto tecnico. Secondo quanto riportato da Peppe Di Stefano di Sky Sport, si è trattato di un appuntamento programmato, utile a fare il punto della situazione e a definire le priorità in vista della prossima stagione.

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Il colloquio è stato incentrato sulla pianificazione del lavoro dei prossimi mesi: dalla valutazione della rosa attuale ai profili necessari per mantenere il Milan competitivo in Italia e in Europa. Dirigenza e allenatore hanno discusso dei giocatori in scadenza, dei possibili rinnovi e dei ruoli da rinforzare nella sessione estiva, con un occhio sempre attento alla sostenibilità economica. Un passaggio cruciale per impostare una strategia coerente e funzionale agli obiettivi del club.

L’intesa mostrata tra Allegri, Furlani e Tare conferma la volontà di muoversi con largo anticipo rispetto all’apertura del mercato. La riunione odierna rappresenta un segnale di compattezza interna e di programmazione, elementi che il Milan considera fondamentali per dare continuità al progetto tecnico e presentarsi pronto alle sfide della prossima stagione.

Mercato Inter, Curtis Jones torna un’idea concreta: possibile nuovo assalto estivo dopo il tentativo sfumato a gennaio

Mercato Inter, riecco Curtis Jones: il centrocampista del Liverpool torna di moda, in estate può partire l’assalto decisivo

L’Inter ha riacceso i riflettori su Curtis Jones, centrocampista classe 2001 del Liverpool già seguito durante l’ultimo mercato invernale. All’epoca il suo nome era stato valutato come possibile sostituto di Davide Frattesi, poi rimasto a Milano, e l’operazione non aveva preso forma. Ora però lo scenario potrebbe cambiare: secondo The Athletic, il futuro del giocatore ad Anfield è tutt’altro che definito. Il contratto in scadenza nel 2027 difficilmente verrà rinnovato e il Liverpool starebbe valutando una cessione estiva per evitare casi analoghi a quelli di Salah e Robertson, arrivati a un passo dal parametro zero.

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In questo contesto, l’Inter resta alla finestra. La dirigenza nerazzurra, con Giuseppe Marotta e Piero Ausilio in prima linea, potrebbe tornare alla carica già nella prossima sessione di mercato. Molto dipenderà dalle uscite: eventuali addii di Frattesi o di Henrikh Mkhitaryan aprirebbero spazi importanti in mediana, rendendo necessario un innesto di qualità e prospettiva. Jones, per età, caratteristiche tecniche e capacità di inserirsi tra le linee, rappresenta un profilo perfettamente in linea con il nuovo corso nerazzurro.

Dopo il tentativo sfumato a gennaio, il nome del centrocampista inglese è destinato a tornare con forza nelle strategie dell’Inter. Il club valuta l’operazione come un’opportunità di mercato da cogliere al momento giusto, soprattutto se il Liverpool dovesse realmente aprire alla cessione. Per la prossima stagione, Jones rimane uno dei candidati più credibili per rinforzare la mediana e dare continuità al processo di rinnovamento della rosa.

Zaniolo Udinese, parla Nani: «Noi lo riscattiamo per tenerlo. La volontà sia nostra che del giocatore è di proseguire insieme»

Zaniolo Udinese, Nani svela: «Noi lo riscattiamo per tenerlo. La volontà sia nostra che del giocatore è di proseguire insieme»

Nicolò Zaniolo all’Udinese ha ritrovato continuità e centralità dopo anni complicati, e con il campionato agli sgoccioli il tema del suo riscatto diventa inevitabile. Il club friulano dispone dell’opzione per acquistarlo a titolo definitivo e, come già emerso nelle scorse settimane, l’intenzione è quella di esercitarla. A confermarlo è stato anche Gian Luca Nani, group technical director bianconero, intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss, ribadendo la volontà dell’Udinese di puntare sul giocatore in vista del futuro.

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PAROLE – «Non avevamo dubbi sulle sue qualità tecniche, ha fatto bene da noi e la sua volontà è quella di rimanere, quindi andremo in questa direzione. Noi siamo gentili con chi bussa alla porta, gli offriremo una tazza di tè ma non gli venderemo Zaniolo. Noi lo riscattiamo per tenerlo, poi le dinamiche di mercato sono strane e improvvise, ma la volontà sia nostra che del giocatore è di proseguire insieme»

RISCATTO ZANIOLO – «Abbiamo il diritto di riscatto, ma è presto per parlarne: è una nostra scelta e quando hai la possibilità di scegliere sei in una posizione di vantaggio, ma ora siamo focalizzati su altro. Il nostro lavoro inizia nel momento in cui abbiamo preso un giocatore, la gestione è importante tanto quanto individuarlo e trattarlo, perché bisogna metterlo in condizione di rendere al massimo. Il fatto che abbia fatto bene e che non sia stato protagonista di episodi spiacevoli deve essere la normalità nell’ottica di un processo di evoluzione. Deve fare sempre meglio, essendo un giocatore di grandissima qualità deve pretendere tanto da sé stesso. Noi l’abbiamo aiutato per tornare a grandi livelli, ha le qualità per lottare e vincere la Champions League».

SERIE A – «La squadra dimostra di avere grandi talenti, ma essendo molto giovane questi alti e bassi sono normali. Quando avremo un po’ più di solidità e continuità allora potremmo provare ad affrontare un campionato diverso. Quest’anno l’obiettivo era salvarci senza patemi e l’abbiamo raggiunto salvandoci a gennaio, quindi da questo punto siamo contenti. Abbiamo lanciato molti giovani interessanti e continuiamo su questo percorso. Fa parte della natura umana avere un’ambizione: cercheremo di programmare seguendo i nostri parametri e la nostra filosofia per cercare di salvarci sempre prima»-

GIOVANI ITALIANI – «I giovani italiani ci sono, è che non li facciamo giocare. Abbiamo una mentalità antica, manca la cultura. Ho sempre lavorato coi giovani, essere giovani è un privilegio e non può essere un problema. In Inghilterra si dice ‘good enough, old enough’, da noi a 25 anni sei giovane. Va distinto il calciatore forte da quello non forte, l’età può essere un vantaggio perché può solo migliorare. Noi non produciamo più esterni, numeri 10 o attaccanti, perché già a livello giovanile li ingabbiamo nella tattica. Fino a 14 anni non devi essere imbrigliato in discorsi tattici»

MERCATO «In generale a noi piace tenere i nostri calciatori più importanti. Abbiamo fama di società che vende, ma se offrono cifre importanti sia alla società che al calciatore è difficile non accettare. Noi quello che incassiamo lo reinvestiamo in giovani talenti. Tutti i calciatori hanno contratti lunghi e siamo felici di tenerli, ma nel mercato possono capitare delle opportunità che bisogna valutare».

Getafe, il manifesto del “corto muso”: con l’attacco da retrocessione Bordalás sogna una storica qualificazione in Champions League

Getafe, il paradosso perfetto: segnano pochissimo ma volano verso la Champions. Bordalás simbolo del “corto muso” europeo

Il “corto muso” più estremo d’Europa non si trova in Italia, ma in Spagna. Il Getafe di José Bordalás sta infatti provando a riscrivere la storia della Liga, inseguendo una clamorosa qualificazione alla Champions League con uno dei peggiori attacchi del continente. Nel dibattito eterno tra giochismo e risultatismo, mentre in Italia si contrappongono le filosofie di Fabregas e Allegri, il Getafe sta portando il pragmatismo a un livello superiore: vincere il minimo indispensabile, anche senza tirare in porta, pur di restare agganciati alla zona Europa.

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A sei giornate dal termine, gli Azulones sono sesti con 44 punti, a pari merito con il Celta Vigo e a sole cinque lunghezze dal Betis. Con la Spagna seconda nel ranking UEFA, il quinto posto potrebbe valere un biglietto per la prossima Champions League, rendendo il sogno sempre più concreto. Un traguardo impensabile fino a pochi mesi fa, considerando l’avvio complicato della squadra e la successiva risalita culminata in vittorie pesanti come quelle contro Betis e Real Madrid.

Il dato più sorprendente riguarda però la produzione offensiva: appena 28 gol segnati in 32 giornate, media da retrocessione e secondo peggior attacco della Liga. Eppure il Getafe continua a vincere partite sporche, spesso di misura, come l’incredibile 0-1 sul campo della Real Sociedad senza effettuare nemmeno un tiro in porta. Un autogol decisivo, un rigore sbagliato dagli avversari e una resistenza feroce hanno confezionato una delle vittorie più “bordalasiane” della stagione, perfetto manifesto dell’identità della squadra.

Il segreto sta nell’impronta tattica di Bordalás: gioco diretto, pochi fronzoli, fisicità, aggressività e una capacità unica di spezzare il ritmo degli avversari. Il Getafe è tra le squadre che palleggiano meno nei top 5 campionati, una delle più ammonite e una di quelle con meno tempo effettivo di gioco. Una filosofia che irrita i puristi ma che ha già portato risultati storici, come il quinto posto del 2019 e gli ottavi di Europa League. Oggi, con gli innesti di gennaio e una solidità ritrovata, il tecnico 62enne sta trasformando una squadra nata per salvarsi in una candidata sorprendente all’Europa che conta.

Bernardo Silva Juve, parte l’assalto decisivo: il portoghese è la priorità assoluta del mercato estivo. Le ultimissime

Bernardo Silva Juve, obiettivo chiaro: è lui la priorità assoluta. Pronto l’assalto per il colpo più atteso dell’estate

La Juventus ha ormai definito la propria strategia in vista del mercato estivo e ha scelto Bernardo Silva come priorità assoluta per rinforzare la rosa. Come rivelato da Matteo Moretto sul suo canale YouTube, il pressing bianconero sull’agente Jorge Mendes è diventato totale nelle ultime ore. Il trequartista del Manchester City è considerato il profilo ideale per elevare il tasso tecnico della squadra, aggiungendo imprevedibilità, qualità e continuità di rendimento: elementi ritenuti indispensabili per riportare il club a competere stabilmente ai massimi livelli.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Le trattative per definire un accordo contrattuale stanno entrando nella fase decisiva. La Juventus vuole accelerare e sfruttare gli ottimi rapporti con Mendes per chiudere l’operazione in tempi rapidi. L’arrivo del portoghese garantirebbe nuove soluzioni offensive, maggiore profondità e una visione di gioco superiore in ogni zona del campo. I vertici bianconeri intendono presentare subito argomenti convincenti per anticipare la concorrenza estera e blindare quello che viene considerato il fulcro del nuovo progetto tecnico.

Questa accelerazione ha provocato un vero ribaltone nelle gerarchie di mercato. Leon Goretzka, inizialmente tra i nomi più caldi per il centrocampo, è stato superato in modo netto e scivola ora sullo sfondo. La dirigenza ritiene che un innesto offensivo come Bernardo Silva risponda meglio alle esigenze attuali della squadra, offrendo garanzie superiori rispetto al tedesco. Resta da capire come evolveranno i contatti nei prossimi giorni, ma la direzione è ormai chiara: tutte le risorse sono concentrate sul colpo più ambizioso dell’estate bianconera.

Infortunio Anjorin, gli accertamenti rivelano il trauma all’anca. Le condizioni del centrocampista e i tempi da valutare

Infortunio Anjorin, gli esami confermano il trauma all’anca sinistra. Prognosi da definire nei prossimi giorni

Il Torino perde Faustino Anjorin. Il centrocampista classe 2001 ha riportato un trauma distorsivo‑contusivo all’anca sinistra in seguito alla gara di domenica 19 aprile contro la Cremonese. Le sue condizioni non lasciano molto spazio all’ottimismo: con ogni probabilità, Roberto D’Aversa dovrà rinunciare a lui per il match di domenica 26 aprile contro l’Inter, in programma alle 18:00.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il club granata ha ufficializzato l’esito degli esami con una nota sul proprio sito: Il Torino Football Club comunica che il calciatore Tino Anjorin è stato sottoposto ad accertamenti strumentali che hanno evidenziato un trauma distorsivo-contusivo all’anca sinistra. La prognosi verrà definita secondo l’evoluzione clinica dell’infortunio. Una formula che conferma la necessità di monitorare giorno per giorno la risposta del giocatore.

In questa stagione Anjorin ha collezionato 17 presenze complessive, di cui 15 in campionato e 2 in Coppa Italia, senza riuscire però a trovare gol o assist. Un nuovo stop che complica ulteriormente il suo percorso e priva il Torino di un’alternativa importante nella fase decisiva del campionato.

Torino Inter, arbitrerà Mariani la sfida! Arriva l’attacco di Alvino: «Ora può tranquillamente tornare ad arbitrare i nerazzurri dopo 183 giorni da quel…»

Torino Inter, Mariani sarà il fischietto della gara! Alvino: «Ora può tranquillamente tornare ad arbitrare i nerazzurri dopo 183 giorni da quel…»

Maurizio Mariani sarà l’arbitro designato per Torino–Inter, in programma domenica sera. Il fischietto romano torna così a dirigere una gara dei nerazzurri dopo il precedente del 25 ottobre, quando fu al centro delle proteste interiste per il rigore assegnato al Napoli durante la sfida del Maradona.

La scelta ha immediatamente riacceso il dibattito, soprattutto dopo l’intervento di Carlo Alvino, che non ha perso l’occasione per sollevare una nuova polemica. Il giornalista partenopeo ha infatti commentato la designazione con toni duri, alimentando discussioni e tensioni alla vigilia di un match già molto delicato per entrambe le squadre.

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ALVINO «CCA’ NISCIUNO È FESSO! Ora che l’Inter ha praticamente il campionato in tasca e l’esercito delle “giovani marmotte” si è finalmente acquietato, Mariani può tranquillamente tornare ad arbitrare i nerazzurri dopo 183 giorni dal rigore sacrosanto assegnato al Napoli per fallo su Di Lorenzo. Guai se fosse accaduto prima, a campionato ancora aperto: sarebbero partiti i soliti tromboni e le solite trombette, con il coro indignato già pronto.

Eppure il punto è chiarissimo. Rocchi, per alcune squadre, bada, eccome, a non riproporre arbitri che, secondo certe dirigenze, avrebbero sbagliato. Per altre, invece, questo scrupolo non esiste. O meglio: non esiste sempre. E il Napoli, da questo punto di vista, sa benissimo come funziona.

Perché mentre per qualcuno si alzano muri invalicabili, si fissano paletti, si usano cautele infinite e si evita anche solo lontanamente di urtare certe sensibilità, per il Napoli tutto questo garantismo arbitrale svanisce come per magia. Gli arbitri contestati ritornano, i precedenti si archiviano in fretta e le polemiche vengono derubricate a fastidi di provincia.

Ed è questo che fa arrabbiare più di tutto: non la singola designazione, ma la disparità di trattamento.

Poi però ci raccontano che è tutto normale, tutto casuale, tutto equilibrato. Sì, certo. A campionato quasi chiuso, improvvisamente, ciò che prima era impronunciabile diventa possibile. Un perfetto specchietto per le allodole. Ma, caro Rocchi, ccà nisciuno è fesso!»

Real Madrid, caos social attorno a Mbappé: il “mi piace” su Mourinho diventa un caso e Arbeloa spegne tutto con una battuta

Real Madrid, scintille attorno a Mbappé: il presunto “mi piace” su Mourinho fa esplodere il dibattito e Arbeloa sdrammatizza

Il presunto “mi piace” lasciato da Kylian Mbappé sui social network ha rapidamente travalicato i confini di Instagram, trasformandosi in un vero e proprio tormentone mediatico in Spagna. Al centro della questione c’è una pubblicazione che rilanciava i rumors su un possibile, clamoroso ritorno di José Mourinho sulla panchina del Real Madrid a partire dalla prossima estate.

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La battuta su Julia Roberts
A cercare di spegnere sul nascere ogni potenziale polemica ci ha pensato direttamente l’attuale tecnico dei Blancos, Álvaro Arbeloa. Intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della trasferta di campionato sul campo del Betis Siviglia, l’allenatore spagnolo ha liquidato la vicenda con una battuta fulminante e ironica: “Non mi importa assolutamente nulla se mette un like a una foto di Mourinho, a una di Julia Roberts o a chiunque altro”.
Arbeloa, subentrato lo scorso gennaio per raccogliere la pesante eredità di Xabi Alonso e legato al club madridista da un contratto valido fino al giugno 2027, ha ostentato grande tranquillità. Nel frattempo, va sottolineato come il fantomatico “mi piace” dell’attaccante francese sia misteriosamente scomparso dal post incriminato nella giornata di giovedì.


Il silenzio dello Special One
Sullo sfondo resta l’ingombrante ombra dello Special One. Attualmente alla guida del Benfica, Mourinho – che ha già allenato il Real Madrid dal 2010 al 2013 conquistando la Liga del 2012 – ha preferito trincerarsi dietro un secco “no comment” durante la sua ultima conferenza stampa in Portogallo.
Tuttavia, queste voci di mercato trovano terreno fertile nella delicatissima situazione sportiva che sta attraversando la Casa Blanca. Dopo 32 giornate di campionato, il Real Madrid occupa la seconda posizione in classifica, staccato di ben nove punti dal Barcellona. Salvo miracoli e clamorosi crolli dei rivali blaugrana, la squadra madrilena si avvia a grandi passi verso una deludente “stagione bianca”.


Un bilancio che inizia a pesare anche per lo stesso Kylian Mbappé. Dal suo trionfale approdo in Spagna nell’estate del 2024, il fuoriclasse transalpino ha messo in bacheca solamente la Supercoppa UEFA e la Supercoppa Intercontinentale, conquistate nei suoi primissimi mesi al club. Un bottino che, per essere giunto al termine della sua seconda annata madridista, appare oggettivamente magro rispetto alle smisurate ambizioni del giocatore e dell’ambiente.

Lazio, il tifo organizzato traccia una rotta netta: presenza massiccia in finale e protesta totale nel derby, la linea dura prende forma

Lazio, il popolo biancoceleste sceglie coerenza e identità: sostegno in finale contro l’Inter e assenza simbolica nel derby con la Roma

I tifosi della Lazio hanno preso una posizione netta in vista delle due partite che segneranno il finale di stagione biancoceleste. In un comunicato diffuso dai gruppi del tifo organizzato, è stata annunciata la presenza allo stadio per la finale di Coppa Italia contro l’Inter, mentre è stata confermata l’assenza nel derby con la Roma. Una scelta forte, che unisce sostegno alla squadra e continuità nella protesta contro la società.

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La presenza del 13 maggio viene spiegata come un atto di coerenza: i gruppi avevano dato la loro parola a Sarri e alla squadra che, in caso di qualificazione alla finale, sarebbero entrati allo stadio. Per questo la finale viene vissuta come un appuntamento da onorare, un’occasione per far sentire la propria voce in una sfida che può valere un trofeo e un passaggio cruciale della stagione. Diversa, invece, la posizione sul derby: i tifosi ribadiscono che non entreranno all’Olimpico il 17 o 18 maggio, scegliendo di restare a Ponte Milvio per trasformare la protesta in un momento di identità collettiva.

Nella parte conclusiva del comunicato, il messaggio diventa ancora più simbolico: “La dignità vale più di un derby” e “la parola data non si tradisce”. È la sintesi perfetta del momento del tifo biancoceleste, diviso tra il desiderio di sostenere la squadra nella partita più importante dell’anno e la volontà di non arretrare nella contestazione. Il finale di stagione, per i laziali, sarà dunque vissuto in due modi diversi ma coerenti: dentro lo stadio per spingere la squadra verso la Coppa Italia, fuori dal derby per difendere una linea che ritengono irrinunciabile.

Chi sale e chi scende: dopo la finale di Coppa Italia, il centrocampista dell’Inter ha un nome ben preciso

Dopo la brillante rimonta che ha visto l’Inter qualificarsi per la finale di Coppa Italia contro il Como martedì, il mercato dei nerazzurri si preannuncia in fermento. Non solo per il buon momento della squadra, ad un passo dallo Scudetto, ma anche per le decisioni che potrebbero essere prese per rinforzare il centrocampo.

Tra i giocatori che l’Inter sta monitorando, alcuni nomi sono saliti mentre altri sembrano scendere nelle gerarchie, con i nerazzurri pronti a fare scelte oculate in vista della prossima stagione.

Inter, scendono le quotazioni di Goretzka

Un nome che ha suscitato parecchio interesse negli ultimi mesi è stato quello di Leon Goretzka, centrocampista del Bayern Monaco. Tuttavia, secondo quanto riportato da L’Interista, le richieste economiche del giocatore starebbero creando qualche freno.

Goretzka, che ha un contratto con i bavaresi fino al 30 giugno 2026, chiederebbe uno stipendio troppo elevato per le attuali possibilità economiche dell’Inter. Nonostante la sua esperienza e la qualità indiscussa, il giocatore tedesco, che si libererà a zero a giugno, sembra ormai allontanarsi dai radar dei nerazzurri, a meno di sorprese dell’ultimo minuto.

Sale la candidatura Pellegrini: soluzione a costo zero

Se Goretzka sembra allontanarsi, un altro nome sta guadagnando terreno nel mercato dell’Inter: Lorenzo Pellegrini. Il capitano della Roma è ormai da tempo sul taccuino della dirigenza nerazzurra e l’opportunità di prenderlo a parametro zero sta attirando molta attenzione.

Il centrocampista giallorosso si libererà dal suo contratto con la Roma il 30 giugno prossimo, se non dovesse rinnovare, aprendo così la porta a una trattativa senza la necessità di un esborso per il cartellino.

Pellegrini è un giocatore di grande qualità, capace di dettare i tempi del gioco e di essere decisivo anche in fase di inserimento. Se l’Inter dovesse cogliere questa occasione, si tratterebbe di un colpo intelligente che aggiungerebbe esperienza e visione al centrocampo di Cristian Chivu.

La finestra di mercato estivo si prospetta ricca di opportunità e, come sempre, la capacità dell’Inter di muoversi con agilità nelle trattative decisive per il proprio futuro, in particolare in mezzo al campo, potrebbe essere la chiave per una stagione ancora più ambiziosa.

Manchester United, scintille in diretta: Bruno Fernandes vola verso il PFA Award ma Roy Keane smonta tutto e accende il caso

Bruno Fernandes da record, ma Keane gela l’entusiasmo: al Manchester United esplode il dibattito sui “nuovi standard” del club

Non c’è pace in casa Manchester United, nemmeno quando si tratta di celebrare i propri campioni. Bruno Fernandes sta vivendo una delle sue migliori stagioni dal punto di vista statistico, emergendo come un’autentica oasi nel deserto per numero di occasioni create e assist forniti. Un rendimento di così alto profilo da averlo inserito di diritto nella corsa per il prestigioso PFA Player of the Year, al fianco di giganti come Declan Rice, Erling Haaland e Bernardo Silva. Tuttavia, a smorzare gli entusiasmi ci ha pensato il solito, caustico Roy Keane, protagonista di un acceso botta e risposta con l’ex compagno Gary Neville.

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Il botta e risposta in diretta
Durante una puntata del podcast Stick to Football, Neville ha perorato con forza la causa del trequartista portoghese, sottolineando come il suo impatto sia stato vitale per trascinare lo United all’attuale terzo posto in classifica
(pur ammettendo che il fascino dell’ultima stagione di Bernardo Silva al City potrebbe rubargli voti decisivi in caso di Treble).
La replica dell’ex leggendario capitano irlandese è stata gelida e intrisa di sarcasmo. Di fronte all’elogio del terzo posto, Keane ha prima ironizzato con un laconico “Fantastico…”, per poi sferrare un attacco frontale all’ambiente: “Il punto è che quando i tuoi standard sono davvero, davvero bassi, ti basta salire anche di pochissimo per sembrare un fenomeno”.


Il paradosso del fuoriclasse isolato
Le parole di Keane evidenziano il paradosso che accompagna Fernandes fin dal suo arrivo a Manchester nel gennaio 2020. A livello individuale, il portoghese ha fatto letteralmente incetta di premi: quattro volte Sir Matt Busby Player of the Year (record assoluto nella storia del club) e ben sei riconoscimenti come Giocatore del Mese in Premier League, a una sola lunghezza dal record di campioni come Salah e Kane.


A livello di squadra, però, il bottino langue vistosamente
. Nonostante le giocate del suo leader, lo United ha raccolto solamente una Carabao Cup e una FA Cup, senza mai riuscire a lottare concretamente per quel titolo che all’Old Trafford manca dalla lontanissima stagione 2012-2013.


La lucida ammissione di Bruno
Un’astinenza prolungata che lo stesso Fernandes riconosce come inaccettabile. Intervistato recentemente dal Telegraph, il fantasista ha dimostrato grande consapevolezza del peso della maglia: “Dal 2013 non vinciamo la Premier League. È un’attesa troppo lunga e innaturale per un club come il Manchester United. Da giocatore devi capire che l’unica, vera e costante aspettativa dei tifosi è quella di tornare a dominare e a vincere il campionato”.

Abatantuono in esclusiva a Milannews24: «Dopo la vittoria contro l’Inter io credevo che potessimo lottare per lo scudetto. Su Allegri…»

Abatantuono ha parlato in esclusiva a Milannews24: le dichiarazioni del celebre attore e tifosissimo dei rossoneri

Diego Abatantuono, celebre attore e noto tifoso del Milan, ha commentato il momento delicato ma positivo dei rossoneri dopo la sofferta vittoria di domenica contro il Verona. L’artista milanese, da sempre vicino ai colori rossoneri, ha analizzato la situazione del club in un’intervista esclusiva rilasciata a Milannews24, soffermandosi su prestazioni, prospettive e identità della squadra.

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Ciao Diego, partiamo da un’analisi del momento del Milan dopo la soffertissima fondamentale vittoria contro il Verona che pare aver blindato il posto Champions…

«Io vorrei fare un passo indietro. Il Milan viene da due-tre anni, da quando è andato via Pioli, in cui la gestione è stata totalmente incomprensibile. Io vorrei sapere a chi è venuto in mente, ad esempio, di dare Kalulu alla Juve. Vorrei sapere chi ha comprato questi attaccanti le spese per i quali, sommati, fanno venire fuori la spesa che serve per prendere Kane o altri giocatori. Quindi dopo Pioli c’è stato un tracollo per il pubblico, non economico per loro. Quando è andato via Maldini è stato un disastro per tutti anche se poi i tifosi vanno regolarmente allo stadio, io pago l’abbonamento, quindi probabilmente siamo dei fessi. E’ come fare dei film molto molto brutti uno dietro l’altro e la gente continua ad andare al cinema. Dopo questi due anni con due allenatori così così è arrivato Allegri che perlomeno ha capito che aveva una squadra modesta e ha impostato la squadra in modo da esaltare soprattutto la fase difensiva, non prendendo gol. Partite molto noiose salvo rare eccezioni, le ultime tre partite nonostante la vittoria contro il Verona sono state bruttissime, ma con questo step che c’è stato nella conduzione tecnica della squadra. I nostri giocatori sono molto altalenanti come rendimento e Allegri alla fine ha fatto ciò che conta: i punti. E quando fai i punti non puoi dargli torto. La differenza vera si dovrà vedere il prossimo anno. Questo ancora in corso è stato un anno di oblio dove un allenatore bravo è riuscito a portare una squadra mediocre, per esempio oltre a Kalulu non c’è più neanche Theo Hernandez e questo fa la differenza, soprattutto se poi lo sostituisci con Estupinan… Tirando le somme quest’anno sono soddisfatto solo perchè grazie alla Champions possono essere acquistati giocatori più forti e spero in linea con i desiderata del tecnico».

Quindi te, nonostante manchi ancora la matematica, consideri la Champions League virtualmente conquistata?

«Lo spero. Dopo la vittoria contro l’Inter io credevo che potessimo lottare per lo scudetto, anche se chiaramente sarebbe stato comunque molto difficile. Certo poi perdi con Lazio e Udinese… Spero quindi nella Champions anche perchè di base a parte Tare non vedo grosso acume nella nostra dirigenza. Speriamo che lui e Allegri rimangano. Tare è uno dei migliori che il Milan potesse prendere come DS ma anche in questo caso la società ha sbagliato le tempistiche: uno così capace andava preso prima. Si può fare un parallelo con Gasperini alla Roma: se arriva un grande tecnico ma non gli compri nessuno puoi solo cercare di fare il massimo ed è quello che Allegri ha fatto».

Un tema molto dibattuto in casa Milan, come sempre, è quello relativo a Leao, che peraltro quest’anno ha giocato anche in un ruolo diverso dal solito, ovvero come centravanti. Lo terresti in rossonero?

«Leao è un giocatore che si spegne molto di più di quando si accende. Ha giocato da attaccante centrale perchè abbiamo comprato tre punte non buone. Se noi continuiamo a comprare quelli che stanno in panchina nelle altre squadre bisogna sempre riesumarli ma questo miracolo non può avvenire sempre. Quindi Leao si è tolto il peso della colpa, diciamo, perchè è stato messo in un ruolo non suo. Leao certamente non è uno qualunque, nonostante i difetti. Venderlo? Se lo vendi adesso ti danno 40mila lire, è il momento meno adatto. Andava venduto magari qualche anno fa quando si poteva incassare una cifra sicura. Certo, darlo via per prendere giocatori come Gimenez o Fullkrug, che io non avevo mai sentito, è meglio tenerselo. Leao col suo atteggiamento indisponente, che è inequivocabile, farebbe incazzare anche Don Mazzi o Padre Pio però nonostante questo lo terrei a patto di prendere un centravanti e di rimettere Leao in fascia. E poi vorrei dire un’altra cosa…».

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Bernasconi Juve, l’esterno atalantino è il prescelto e l’operazione può decollare con questo incastro economico

Bernasconi Juve, l’esterno della Dea piace sempre di più e l’affare può chiudersi con il giusto equilibrio economico

La Juventus ha già acceso il motore del mercato in vista della prossima stagione, con un focus preciso: rinforzare le corsie esterne. Secondo Tuttosport, il profilo che più intriga la dirigenza in caso di addio estivo di Andrea Cambiaso è quello di Bernasconi, laterale dell’Atalanta che si sta imponendo come uno dei giocatori più duttili e moderni del campionato. La società bianconera, in costante dialogo con Luciano Spalletti per definire le priorità tecniche, considera il classe nerazzurro un candidato ideale per caratteristiche, intensità e capacità di incidere nella metà campo avversaria.

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L’interesse della Juventus non è più un semplice monitoraggio: il club ha intensificato le valutazioni, inviando emissari a Bergamo per osservare da vicino la sua prestazione nella sfida di Coppa Italia contro la Lazio. La missione aveva un obiettivo chiaro: verificare la tenuta atletica del giocatore in un contesto ad alta pressione e analizzare la qualità delle sue scelte tecniche. Le relazioni arrivate a Torino sono state estremamente positive, confermando la crescita rapida del ragazzo e la sensazione che sia pronto per un salto in una big.

La trattativa, però, si preannuncia tutt’altro che semplice. Bernasconi è legato all’Atalanta da un contratto lungo, con scadenza nel 2030, elemento che garantisce alla società bergamasca un forte potere negoziale. Per lasciarlo partire, la Dea potrebbe chiedere una cifra vicina ai 25 milioni di euro, valutazione che la Juventus sta analizzando con attenzione per capire la reale fattibilità dell’operazione. I bianconeri puntano a evitare aste e a costruire un dialogo che possa portare a un’intesa più sostenibile, consapevoli però che il giocatore rappresenta uno dei profili più interessanti del panorama italiano per il ruolo.

Ranieri Roma, strappo ormai irreparabile: l’ex allenatore vicino all’addio anticipato ai giallorossi

Ranieri Roma, lo strappo tra i due è ormai definitivo: l’ex tecnico sempre più vicino all’addio anticipato ai giallorossi

La Roma e Claudio Ranieri sembrano ormai avviati verso una separazione anticipata, come emerso nelle ultime ore dopo settimane di tensioni interne. Le incomprensioni tra il tecnico e l’ambiente giallorosso hanno incrinato un rapporto che appariva solido solo pochi mesi fa, tanto che il club potrebbe ufficializzare a breve la decisione definitiva. Intanto è stata confermata la conferenza stampa di Gian Piero Gasperini per venerdì 24 aprile alle 13.30, ma il clima che si respira a Trigoria lascia intendere che la chiusura del rapporto con Ranieri sia ormai imminente.

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Alla base della rottura c’è soprattutto la diversa visione sul mercato e sulla costruzione della squadra. La proprietà non ha gradito la scarsa riservatezza degli ultimi tempi, mentre sul piano tecnico si è aperta una frattura profonda: Gasperini spingeva per l’arrivo di giocatori già pronti, come Malen, per alzare subito il livello competitivo; Ranieri, invece, riteneva prioritario puntare sulla valorizzazione dei giovani e su un percorso più graduale. Due linee inconciliabili che hanno finito per logorare il rapporto con la dirigenza.

In questo scenario resta da chiarire anche il futuro di Ricky Massara, dirigente scelto proprio da Ranieri e già finito nel mirino delle critiche dell’allenatore durante la stagione. La sua posizione è ora oggetto di valutazioni interne, mentre Ranieri, almeno formalmente, mantiene il ruolo di Senior Advisor del club. La sensazione, però, è che la Roma stia entrando in una nuova fase, pronta a ridefinire assetti e responsabilità dopo settimane di tensioni che hanno segnato profondamente l’ambiente.

Como, nasce RHUDE 4 FANS: il club lancia il tifoso del futuro! La bellissima iniziativa dei lariani

Como 1907, nasce RHUDE 4 FANS: il club lancia il tifoso del futuro! La bellissima iniziativa dei lariani per i propri supporters

Il Como 1907 continua a muoversi oltre i confini tradizionali del calcio e lo fa con un progetto che unisce sport, moda e visione internazionale. Come riportato da Calcio e Finanza, il club lariano ha lanciato RHUDE 4 FANS (R4F), iniziativa sviluppata insieme al brand RHUDE e guidata dal suo fondatore Rhuigi Villaseñor, che è anche azionista della società. L’idea è chiara: superare il concetto classico di merchandising sportivo e trasformare l’abbigliamento da tifoso in un prodotto lifestyle, premium e riconoscibile, da indossare nella quotidianità e non soltanto nei giorni di partita. In questo senso, il progetto punta a ridefinire il rapporto tra club e pubblico, rendendo il tifo una forma di identità personale, capace di mescolare appartenenza, design e stile contemporaneo.Como, nasce RHUDE 4 FANS: il club lancia il tifoso del futuro! La bellissima iniziativa dei lariani

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Alla base di RHUDE 4 FANS c’è una strategia precisa. La direzione creativa è affidata proprio a Villaseñor, che porta all’interno del progetto la sua impronta stilistica e una visione già consolidata nel mondo fashion. Il debutto operativo è previsto nel corso del 2026, ma l’ambizione del progetto è già chiaramente internazionale. Il Como, infatti, non vuole limitarsi alla propria dimensione territoriale, ma intende inserirsi in un circuito più ampio che comprende partner calcistici di primo piano come Tottenham Hotspur, Everton, Los Angeles FC, Al-Ittihad, AlUla e, in Italia, anche il Pisa. La distribuzione seguirà una logica selettiva e di fascia alta, attraverso canali direct-to-consumer, store ufficiali dei club, grandi magazzini e partner retail scelti in modo mirato. L’obiettivo non è produrre semplici articoli da stadio, ma creare vere e proprie capsule collection street-luxury.

Il significato dell’operazione, però, va oltre il prodotto. Sempre secondo Calcio e Finanza, il presidente Mirwan Suwarso ha evidenziato come una realtà come il Como, legata a una città di dimensioni contenute, debba necessariamente pensare in chiave globale per costruire sostenibilità e crescita. Il club lariano diventa così un laboratorio di innovazione, in cui idee e modelli commerciali vengono testati per poi essere esportati su scala più ampia attraverso il sistema Multi-Club Servicing. Con RHUDE 4 FANS, il Como 1907 conferma dunque una trasformazione sempre più netta: da semplice società calcistica a piattaforma moderna, internazionale e capace di influenzare anche il business dello sport.

Lucchini a SampNews24: «Ricordo il derby vinto col mio assist per Cassano. Troppi pochi italiani in Serie A, come ct sceglierei…»

L’ex calciatore della Sampdoria, Stefano Lucchini, ha ricordato i suoi anni in blucerchiato e ha parlato della crisi del calcio italiano

Intervistato in esclusiva da SampNews24, l’ex calciatore dei blucerchiati Stefano Lucchini, ora vice allenatore del Campobasso, si è espresso così su diversi temi legati anche al calcio italiano.

IL RICORDO PIU’ BELLO DEI MIEI ANNI ALLA SAMP«Ne ho veramente tantissimi di ricordi belli, perché io sono arrivato nel duemilasette e la prima partita ufficiale che abbiamo fatto a Marassi ho fatto gol. Praticamente era il mio esordio in una competizione europea, e alla prima partita ho fatto subito gol. Speravo fosse uno di tanti gol, che invece è stato l’unico nei quattro anni che ho vissuto alla Sampdoria. E mi ricordo il derby vinto l’anno della Champions League per 1-0, con il mio assist ad Antonio Cassano per il gol di testa. Sono momenti che mi porto sempre e che ricordo con grandissimo piacere. Ma io veramente ho vissuto quattro anni incredibili. E nei quattro anni metto anche l’ultimo, che purtroppo non è andato benissimo a livello di squadra e anche a livello personale, perché quando una squadra retrocede probabilmente anche a livello personale non hai dato e non sei riuscito a dare quello che ti aspettavi.

Però io ho solo ricordi belli, perché si era creata una certa empatia tra me e la tifoseria. Io sono tornato un paio di volte a giocare contro la Sampdoria, con il Cesena e l’Atalanta, e l’accoglienza che ho avuto dalla curva è stata veramente incredibile, quindi si è creato un legame importante. Io l’ho detto, e qualcuno lo sa anche da parte dei tifosi, che l’anno che sono andato all’Atalanta sono andato via perché la società ha voluto mandarmi via, ma io avevo un altro anno di contratto, avevo parlato di poter rinnovare anche in bianco, con la speranza di riuscire a tornare in Serie A e quindi di poter poi discutere il rinnovo di contratto nel modo in cui andava discusso. E purtroppo non ci sono state le condizioni, la società ha deciso di fare altre scelte, ma io mi vedevo a finire la carriera alla Samp, perché quando sono andato via avevo già trenta anni e mi vedevo lì fino alla fine».

SU QUALE ALLENATORE PUNTARE COME PROSSIMO CT DELL’ITALIA? «Io sinceramente faccio fatica a darti un nome, perché sono tutti grandissimi allenatori. E io penso, ma è un mio parere, giusto o sbagliato, non posso dirlo, che in questo momento non sia una questione di allenatore, sia più una questione generale dei giocatori che vanno in Nazionale. Noi abbiamo, se andiamo a guardare il campionato italiano, pochi giocatori italiani che giocano e sono protagonisti nel nostro campionato o nei top campionati europei. E questo secondo me è un problema, non è tanto l’allenatore, che noi di allenatori bravi ne abbiamo e li cercano in tutto il mondo. Il problema secondo me è far crescere dei giocatori che poi possono essere funzionali in Nazionale, perché se andiamo a vedere l’Italia che ha vinto nel duemilasei e andiamo a vedere i giocatori che erano in campo, da Totti, Del Piero a Cannavaro, Nesta e così, se andiamo a vedere la Nazionale di oggi dei giocatori che sono nelle big italiane o europee non ce ne sono così tanti. E secondo me bisogna rifondare quello che è un pochettino tutto il calcio. Io ho allenato per qualche anno le primavere di Cremonese e Feralpisalò e penso che vedere oggi la Primavera due, che è diventata non più un under diciannove ma un under venti, vedere dei ragazzi che a venti anni giocano ancora in Primavera è un problema.

Questo perché probabilmente negli altri campionati europei, vedi la Francia, vedi la Spagna, a sedici, diciassette, diciotto anni ci sono giovani che giocano in prima squadra. Noi a venti anni li facciamo giocare ancora in Primavera e quindi penso che bisogna guardare bene dentro nel movimento e fare delle riforme che possano far crescere al meglio i nostri giovani per renderli funzionali un giorno alla nostra Nazionale. Penso che noi abbiamo cercato di far delle riforme ma non le abbiamo azzeccate in pieno, anche quella della possibilità di far giocare e di fare minutaggio in Lega Pro. C’è, ma è quasi una forzatura che a volte purtroppo non esalta realmente il giovane, perché sei obbligato tra virgolette a farlo giocare e quindi fai giocare il giovane che vai a prendere in base alle possibilità che hai. E questo secondo me è un errore, gioco perché merito, non perché devo fare minutaggio, e secondo me purtroppo questo è un altro problema che abbiamo. La Serie C dovrebbe essere il fulcro per far crescere i nostri giovani, ma quelli che meritano di giocare, non solo perché sono giovani e possono fare minutaggio».

L’INTERVISTA INTEGRALE A LUCCHINI SU SAMPNEWS24.COM

Indagine San Siro, Sala mise pressione a Scaroni per la manifestazione di interesse: il retroscena sulla telefonata

Indagine San Siro, Sala mise pressione a Scaroni per la manifestazione di interesse: la telefonata del sindaco al presidente del Milan

Emergono nuovi particolari nell’inchiesta che punta a fare luce sulla cessione di San Siro e delle aree circostanti da parte del Comune di Milano a Milan e Inter. Secondo quanto riferito da Calcio e Finanza, negli atti compare anche una conversazione nella quale si evidenzia che il presidente del Milan Paolo Scaroni avrebbe ricevuto una telefonata dal sindaco Giuseppe Sala, che avrebbe nuovamente sollecitato l’invio della manifestazione di interesse da parte dei club per l’acquisto dell’impianto. Calcio e Finanza colloca questo dettaglio all’interno del materiale raccolto dalla Procura nell’ambito dell’indagine pubblicata il 23 aprile 2026.

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Il quadro generale dell’inchiesta, confermato anche da ANSA e dal Corriere della Sera, vede contestati a nove persone i reati di rivelazione del segreto d’ufficio e turbativa d’asta. Tra i nomi riportati figurano l’ex assessore all’Urbanistica Giancarlo Tancredi, il direttore generale del Comune Christian Malangone e l’avvocata Ada Lucia De Cesaris, oltre a figure legate ai club e ai rispettivi consulenti. Secondo la ricostruzione investigativa, il rogito del novembre 2025 sarebbe stato l’atto finale di una vicenda molto più lunga, accompagnata da informazioni riservate e da un dialogo costante tra Palazzo Marino e le società interessate.

Nel dettaglio, la conversazione richiamata si inserirebbe in uno scambio di mail e chat compreso tra agosto e novembre 2024, fase in cui Inter e Milan stavano per formalizzare il proprio interesse per l’area. In quel periodo, secondo gli investigatori, sarebbe stato necessario un costante allineamento comunicativo tra il Comune e i due club. L’indagine resta naturalmente nella fase delle contestazioni e dovrà chiarire responsabilità, ruoli e portata effettiva dei comportamenti esaminati. Sullo sfondo, intanto, resta la grande questione del futuro di San Siro, ancora sospesa tra progettualità sportiva, interesse pubblico e sviluppi giudiziari.

Olivera si racconta: «Qui al Napoli da 4 anni, vissuti momenti bellissimi. Quando è arrivato Conte…»

Olivera si racconta: «Qui al Napoli da 4 anni, vissuti momenti bellissimi. Quando è arrivato Conte…». Le parole del terzino dei partenopei

Intervenuto sulle frequenze di Radio CRC, il terzino del Napoli, Mathias Olivera, ha fatto il punto della stagione alla vigilia della sfida di domani in campionato contro la Cremonese.

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PAROLE – «Quando ho firmato per il Napoli nel 2022 ero molto felice: tutti mi hanno accolto benissimo. Sono qui da quasi 4 anni, il tempo vola: ho vissuto momenti bellissimi. Tanti uruguaiani qui? Napoli è molto simile al Sud America, anche per quello ogni uruguaiano che è venuto si è trovato bene ed è sempre stato pronto a sudare la maglia. Cavani qui ha fatto degli anni incredibili, anche Gargano. Conte? Quando è arrivato Conte a Napoli sono stato felice: è un allenatore che tutto il mondo conosce, ha allenato tante squadre importanti, per noi era una sfida dopo l’anno del 10° posto. L’anno scorso abbiamo lottato fino alla fine, è stato emozionante. Contro il Cagliari con i gol di McTominay e Lukaku per fortuna siamo riusciti a vincere lo scudetto».

Ajax, blindati Darko e Simeon col rinnovo: ecco chi sono gli ultimi due gioielli della cantera

Ajax, blindati Darko e Simeon col rinnovo: ecco chi sono gli ultimi due gioielli usciti fuori dalla cantera dei lancieri. I dettagli

L’Ajax continua a proteggere i talenti della sua prestigiosa cantera. Secondo quanto riportato dal quotidiano olandese De Telegraaf, il club di Amsterdam ha raggiunto un accordo totale per prolungare i contratti di Denzel Darko e Jeshurun Simeon, due delle promesse più brillanti dell’accademia biancorossa. I due calciatori, entrambi sedicenni, firmeranno a breve il nuovo accordo.

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Le sirene estere e le voci sul Feyenoord

La dirigenza dei Lancieri ha dovuto agire con tempestività per respingere le forti pressioni provenienti da diversi club esteri, pronti a strappare i due giovani all’Olanda.
Inoltre, nei mesi scorsi, il nome di Simeon era stato accostato con insistenza a un clamoroso trasferimento agli storici rivali del Feyenoord. Un’indiscrezione di mercato, percepita come un affronto ad Amsterdam, che però lo stesso giocatore aveva provveduto a smentire categoricamente e in prima persona attraverso i propri profili social.

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L’identikit dei due talenti

Entrambi stabilmente nel giro delle nazionali giovanili olandesi (KNVB), Darko e Simeon condividono l’attitudine offensiva, pur agendo su corsie opposte e militando attualmente in categorie differenti:

  • Jeshurun Simeon: esterno destro d’attacco, è già un punto fermo dell’Ajax Under 19, formazione con la quale ha avuto modo di mettersi in mostra anche sul palcoscenico europeo disputando la UEFA Youth League.
  • Denzel Darko: esterno sinistro, attualmente milita e si sta mettendo in luce nella selezione Under 17 del club di Amsterdam.

Con questa doppia mossa strategica, l’Ajax ribadisce la sua filosofia storica: blindare i migliori prospetti del settore giovanile per costruire in casa, anno dopo anno, le fondamenta della prima squadra.

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