Pagina 168 – Calcio News 24

Abodi fa eco a Buonfiglio: «Ripescaggio dell’Italia? Impossibile e non è opportuno!»

Abodi fa eco a Buonfiglio: «Ripescaggio dell’Italia? Impossibile e non è opportuno!». Le parole del Ministro dello Sport

Il tema del possibile ripescaggio dell’Italia al Mondiale 2026 continua a far discutere, ma dall’Italia arriva una linea molto chiara. Dopo le indiscrezioni rilanciate dal Financial Times sull’iniziativa di Paolo Zampolli, inviato speciale di Donald Trump per le partnership globali, il ministro per lo Sport Andrea Abodi e il presidente del CONI Luciano Buonfiglio hanno preso posizione contro qualsiasi ipotesi di riammissione azzurra al torneo. Reuters riferisce che entrambi hanno respinto l’idea, sostenendo che la qualificazione debba essere conquistata sul campo e non assegnata per via straordinaria.

Secondo la ricostruzione emersa, Zampolli avrebbe suggerito a Gianni Infantino e allo stesso Trump di valutare l’eventuale sostituzione dell’Iran con l’Italia, richiamando il prestigio storico degli azzurri e i loro quattro titoli mondiali. La proposta è nata nel contesto delle tensioni geopolitiche che coinvolgono l’Iran, ma non ha trovato sponde ufficiali in Italia. Anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti si è espresso in modo contrario, definendo l’ipotesi inaccettabile sul piano sportivo.

Nel frattempo, da Teheran è arrivata una posizione rassicurante sulla partecipazione della nazionale iraniana. La portavoce del governo Fatemeh Mohajerani ha dichiarato che il Ministero dello Sport ha predisposto tutto il necessario per la presenza dell’Iran al torneo del 2026. Anche per questo motivo, lo scenario di un’esclusione appare oggi tutt’altro che definito. Reuters aggiunge inoltre che, nel caso teorico di un forfait iraniano, la sostituzione più logica secondo i criteri ordinari sarebbe una nazionale asiatica, non l’Italia.

In sostanza, l’idea del ripescaggio azzurro resta soprattutto una suggestione politica e mediatica, ma senza basi concrete né consenso istituzionale.

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PAROLE – «L’eventuale ripescaggio dell’Italia al Mondiale 2026 primo non è possibile, secondo non è opportuno. Non so cosa venga prima. Ci si qualifica sul campo».

Ricorso Berardi, c’è la decisione sul rosso arrivato all’intervallo durante Genoa Sassuolo: la nota

Ricorso Berardi, c’è la decisione sulla squalifica per il rosso arrivato all’intervallo durante Genoa Sassuolo: la nota ufficiale

Brutte notizie per il Sassuolo, che dovrà rinunciare ancora a Domenico Berardi. Il ricorso presentato dal club neroverde contro le due giornate di squalifica inflitte al fantasista dopo l’espulsione rimediata nell’intervallo della sfida contro il Genoa non è stato accolto. La Corte Sportiva d’Appello ha infatti confermato il provvedimento disciplinare e ha lasciato invariata anche l’ammenda da 10mila euro.

Per il Sassuolo si tratta di un’assenza pesante, perché Berardi non sarà a disposizione nemmeno per la prossima gara contro la Fiorentina. Una decisione che complica ulteriormente i piani della squadra neroverde in una fase molto delicata della stagione.

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IL COMUNICATO – «La Corte Sportiva d’Appello ha respinto il reclamo del Sassuolo contro la squalifica per due giornate di Domenico Berardi. Il calciatore neroverde era stato espulso nell’intervallo della partita contro il Genoa dello scorso 12 aprile. Confermata anche l’ammenda di 10.000 euro».

Conferenza stampa Giampaolo pre Napoli Cremonese: «Il gol annullato a Baschirotto diverso di quello di ieri di Ederson». Poi svela la scelta alla Baldini

Conferenza stampa Giampaolo pre Napoli Cremonese: le parole del tecnico dei grigiorossi alla vigilia della sfida di Serie A

La conferenza stampa di Marco Giampaolo alla vigilia di Napoli Cremonese.

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EPISODI ARBITRALI – «L’episodio di ieri e quello del nostro gol sono situazioni molto diverse, ma ciò che colpisce è come vengano letti in maniera opposta a seconda dei casi. Nel caso di ieri la palla era a terra, il portiere l’aveva presa e poi gli è scivolata. Nel nostro caso la situazione è diversa, la palla è alta e non è chiaro se il portiere ne abbia realmente il controllo. Proprio quel dubbio dovrebbe far riflettere su come si interpreta l’episodio. Sposterei il focus sul portiere del Torino: non c’è stato nessun contatto tra piede e mano. Baschirotto tocca il pallone con il piede, ma non il portiere. Se il portiere resta a terra, lo fa per cercare un vantaggio. Sull’annullamento del nostro gol ho molti dubbi. Se si ritiene che ci sia stato un intervento irregolare è un discorso, ma il portiere non è stato toccato. L’episodio di ieri ha fatto giurisprudenza, ma per me si tratta di situazioni molto diverse».

COME STA LA SQUADRA – «L’altra sera abbiamo passato del tempo insieme. La squadra lavora benissimo, è fin troppo professionale. Lo dico per evidenziarne il comportamento, in allenamento fa sempre bene ed è puntuale in ogni situazione. A livello professionale non sbaglia nulla. Racconto un ulteriore aneddoto: dal mio arrivo ho chiesto a tutti di lasciare il telefono fuori dallo spogliatoio quando arrivano al centro sportivo e loro non hanno fatto una piega. Penso che parlare, discutere di calcio e passare del tempo di qualità insieme sia fondamentale. Senza pensare ai social che con il calcio non c’entrano niente e possono essere pure dannosi».

SUL MATCH DI DOMANI – «Non so se sarà la più difficile delle ultime cinque, anche le prossime lo saranno altrettanto. Non bisogna guardare in faccia l’avversario: conosciamo la qualità e i meriti del Napoli ed è chiaro che sono una squadra forte e di valore assoluto. La partita sarà difficilissima, ma ogni gara va sempre giocata: i ragazzi dovranno disputare mentalmente la partita giusta e dare tutto, facendo le cose nel miglior modo possibile. Al novantacinquesimo poi faremo le nostre valutazioni. Domani sarà diverso dalla partita con il Torino, a partire dal punto di vista tattico: il Napoli dà altri riferimenti, come ne davano altri il Bologna e il Parma. Ogni volta la partita va ricontestualizzata».

Pasqualin: «In Italia troppo procuratorismo, la figura dell’intermediario è un problema che va risolto. Sì alla Serie A a 18 squadre. Sul nuovo CT dico che….» – ESCLUSIVA

Pasqualin, noto procuratore, ha parlato in esclusiva a Calcionews24: dal momento della Nazionale al futuro CT. Le dichiarazioni

Claudio Pasqualin, noto procuratore ed opinionista sportivo, è intervenuto ai microfoni di Calcionews24.

Con lei volevo partire da un’analisi generale del momento del calcio italiano, specie in riferimento alle dichiarazioni di Claudio Gentile che ha rivelato di aver ricevuto pressioni da diversi procuratori quando era CT dell’Under 21. Quale è secondo lei l’impatto degli agenti sulla crisi ormai decennale e quali soluzioni proporrebbe?

«Conosco Gentile e lo apprezzo. Mi sembra una persona di ottima caratura di cui il calcio italiano si è disfatto in maniera inopportuna e intempestiva oltretutto. I suoi concetti mi sembrano condivisibili e quello che dispiace veramente è il modo con il quale è stato fatto fuori, un modo che peraltro mal si adatta al suo status di Campione del Mondo. A prescindere da questo comunque io penso che la figura del procuratore sia sopravvalutata oggi e che ci sia un eccesso di procuratorismo. Non è pià il procuratore di una volta, quello che consigliava solo ed unicamente il calciatore che veramente viveva seguendo le iniziative e i consigli del suo agente basati esclusivamente sulla propria caratura tecnica. Notavo ieri che la Gazzetta dello Sport pubblicava insieme al quotidiano una vecchia Gazzetta, mi pare risalente al 1974, e vi era riportato l’ordine del giorno di un Consiglio Federale. Il primo punto all’ordine del giorno era iniziative contro i mediatori. Davano un’importanza primaria a delle figure come gli Anconetani, che prese singolarmente erano pure persone perbene di sicuro, solo che facevano una cosa che continua a non giovare al calcio italiano e sono del tutto inutili alla fine. A cosa serve la cosiddetta figura dell’intermediario? Non è più un agente che rappresenta il suo cliente in un determinato territorio. Ora c’è questa figura dei mediatori della quale sinceramente non se ne avvertiva il bisogno. Poi i cosiddetti direttore sportivi e generali, i classici manager, hanno mollato e abdicato al loro ruolo e tutto il settore del calcio ha assistito inerte a questa cosa con la conseguente emorragia di denaro che esce fuori dai confini del mondo del calcio andando nelle tasche di questi soggetti, categoria nella quale mi ci metto anche io anche non essendone d’accordo. Della serie si stava meglio quando si stava peggio».

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Quali sono secondo lei le riforme e le azioni che la FIGC dovrebbe mettere in campo una volta deciso il Presidente Federale e l’organigramma conseguente?

«I problemi sono tanti, forse troppi per esaurire ora il tema. Vorrei soffermarmi ancora su quel problema, che non è un problema da poco, sui cosiddetti intermediari che abbiamo trattato anche poco fa. Un altro tema è quello dell’eccessivo professionismo. Siamo gli unici al mondo ad avere troppe squadre professionistiche. Va sicuramente riportata a 18 squadre, se non a 16 la Serie A e so che questa è una delle cose che con ogni probabilità si farà. L’economia generale non riesce a sopportare questo eccessivo numero di professionisti. Io credo che se risolvessimo il problema dei cosiddetti intermediari già qualche centinaio di milioni resterebbe nel mondo del calcio. Non riesco a capire a cosa possa servire la figura di un terzo, spesso anche improvvisandosi come tale alla faccia dei regolamenti, pensiamo solo a Totti per fare un nome, uno che fa il procuratore non si sa perchè e approfittando della figura del procuratore domiciliato designata da regolamenti ad hoc. Oggi è cambiato proprio il rapporto tra agente e calciatore: oggi a volte le persone non si conoscono neanche fisicamente oppure le conoscono direttamente il giorno della firma del contratto. Ci dovrebbe essere un rapporto fiduciario tra le parti come succedeva una volta. Eliminare questo problema vorrebbe dire risolvere già uno dei tanti problemi che affliggono il nostro calcio».

Un altro dei temi affrontati in questo settimane è quello relativo alla presunta mancanza di talenti in Italia: per lei è davvero così o c’è dell’altro?

«Io dico la solita cosa. Innanzitutto non giocano. Il talento lo vedi, lo percepisci, magari capisci che un determinato ragazzino ha qualcosa più degli altri ma poi arrivano fino a un certo punto e per un qualche motivo, o perchè è soffocato dai troppi stranieri che non gli lasciano spazio, e perchè da noi non si decide mai in maniera definitiva di buttarli dentro questi ragazzi, si perdono. Probabilmente non ci si fida del lavoro di chi gestisce i settori giovanili e i vivai. L’istituzione di centri federali che lavorino sui migliori prodotti dei tanti vivai potrebbe essere certamente una soluzione. Bisogna gestire la cosa mettendosi a tavolino, cosa che io non sono stato chiamato a fare, e appuntarsi tutte le varie problematiche cercando soluzioni che ora mediaticamente verranno portate avanti da tutti i singoli candidati alla presidenza della FIGC. Ribadisco però, si parta dall’eliminazione dei cosiddetti intermediari».

Entrando più nello specifico, chi vedrebbe come profili più adatti a ricoprire il ruolo di CT e di Presidente Federale?

«Per me come CT bisognerebbe dare una chance ad Allegri ma credo sia destinato a rimanere al Milan. Subito dopo anche per me viene Antonio Conte, la cui figura è quella a cui pensa la maggior parte degli addetti ai lavori e degli appassionati. Quindi uno dei due. Per quanto riguarda il ruolo di Presidente della FIGC farei ricorso all’esperienza indubitabile di Giovanni Malagò pur essendo Abete persona perbene e persona molto esperta. Non vorrei che fosse un pò troppo abituato agli andazzi federali che hanno tutte dinamiche particolarissime e che sia poco innovativo sotto questo profilo. Però sicuramente la corsa sarà tra loro due e credo e auspico la possa spuntare Malagò. Ma Abete resta una persona di grande esperienza».

Chiudiamo con una suggestione: tra i nomi fatti per il ruolo di CT è stato fatto anche il nome di Gasperini, oggi alla Roma ma ai ferri corti con Ranieri e la dirigenza. Cosa ne pensa?

«Io direi che l’inopinata querelle dei rapporti tra Gasperini e Ranieri, nata quando il campionato andava smorzandosi per così dire, ha posto un problema che sembrava realmente non esserci o meglio di cui non tutti conoscevano l’esistenza. Forse il rapporto tra i due in maniera strisciante era già deteriorato da un pò però resta molto strano perchè non c’è mai stato grande riscontro sulla stampa. Io credo che alla fine i Friedkin faranno il colpo non accontentando nessuna delle due parti in causa facendo ricorso ad una terza figura o comunque inventandosi una soluzione nuova. Gasperini ha dimostrato di essere allenatore da Roma eccome ma non sono da escludere sorprese anche se il tecnico dovesse riuscire a portare la Roma in Champions. Mi aspetto che sbuchi un nome nuovo alla fine».

SI RINGRAZIA CLAUDIO PASQUALIN PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA

Italia ripescata al Mondiale 2026? Risponde Buonfiglio: «Mi sentieri offeso, ecco perché»

Italia ripescata al Mondiale 2026? Risponde Buonfiglio: «Mi sentieri offeso, ecco perché». Le parole del presidente del Coni

Il possibile ripescaggio dell’Italia al Mondiale 2026 continua a far discutere, ma dal vertice del CONI arriva una posizione netta. A margine del Premio Città di Roma, il presidente Luciano Buonfiglio ha respinto con decisione l’idea di una partecipazione non conquistata sul campo, sottolineando che un posto ai Mondiali debba essere meritato attraverso il percorso sportivo e non ottenuto per vie straordinarie. Buonfiglio è presidente del CONI dal giugno 2025.

Il tema si è acceso dopo le indiscrezioni riportate dal Financial Times su Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente statunitense Donald Trump, che avrebbe suggerito alla FIFA di valutare l’esclusione dell’Iran e l’inserimento dell’Italia al suo posto. Buonfiglio, però, ha preso le distanze da questa ipotesi, ribadendo una linea fondata sul merito e sulla dignità sportiva.

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PAROLE – «Prima di tutto non credo sia possibile, seconda cosa mi sentirei offeso. Bisogna meritarselo di andare ai Mondiali».

Infortunio Gosens, sospiro di sollievo per la Fiorentina: l’esito degli esami strumentali

Infortunio Gosens, sospiro di sollievo per la Fiorentina: l’esito degli esami strumentali per l’esterno tedesco dopo lo stop accusato contro il Lecce

Arrivano notizie incoraggianti in casa Fiorentina sulle condizioni di Robin Gosens. L’esterno tedesco, costretto a lasciare il campo dopo appena 11 minuti nella sfida contro il Lecce per un dolore avvertito nella parte posteriore della coscia sinistra, non ha riportato alcuna lesione. Un aggiornamento positivo per lo staff viola, che temeva uno stop più serio in un momento già delicato sul piano delle disponibilità.

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Al posto di Gosens era entrato il giovane Luis Balbo, ma gli esami successivi hanno escluso infortuni gravi. La stessa Fiorentina, attraverso un comunicato ufficiale, ha spiegato che il giocatore proseguirà nei prossimi giorni con un programma personalizzato, con l’obiettivo di recuperare nel più breve tempo possibile e senza correre rischi.

Resta ora da capire quali saranno i tempi esatti per il rientro del tedesco, anche perché la situazione sulle corsie esterne non è delle più semplici. Nell’ultima gara, infatti, Vanoli non poteva contare né su Parisi né su Fortini, oltre al lungodegente Lamptey. Per questo motivo, pur in assenza di lesione, le condizioni di Gosens continueranno a essere monitorate con grande attenzione.

Convocati Cremonese per il Napoli, la scelta finale su Vardy: la lista di Giampaolo

Convocati Cremonese per il Napoli, la scelta finale su Vardy: la lista di Giampaolo. Questi i calciatori a disposizione per la sfida di domani

La Cremonese si prepara alla trasferta contro il Napoli con la lista dei convocati ufficialmente diramata da Marco Giampaolo. I grigiorossi scenderanno in campo domani, 24 aprile, allo stadio Maradona, nella gara che aprirà la 34ª giornata di Serie A. Per il tecnico arrivano alcune notizie positive, ma anche una conferma negativa sul fronte offensivo.

Contro gli azzurri, infatti, Giampaolo dovrà ancora fare a meno di Jamie Vardy, che non è riuscito a smaltire il problema muscolare e resta quindi indisponibile. Una defezione importante per la Cremonese, chiamata a una prova di alto livello su un campo complicato come quello di Napoli.

In compenso, tornano a disposizione Collocolo e Thorsby, due recuperi già annunciati in conferenza stampa e ora confermati anche nella lista ufficiale. Rientra inoltre Maleh, che ha scontato il turno di squalifica e torna così arruolabile per la sfida del Maradona. Per la Cremonese, dunque, un mix di buone notizie e assenze da gestire in una partita che richiederà massima attenzione.

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La lista completa:

PORTIERI: Audero, Silvestri, Nava 
DIFENSORI: Luperto, Baschirotto, Bianchetti, Ceccherini, Terracciano, Faye M., Folino
CENTROCAMPISTI: Thorsby, Pezzella, Barbieri, Zerbin, Collocolo, Floriani Mussolini, Vandeputte, Maleh, Payero, Grassi, Bondo
ATTACCANTI: Djuric, Okereke, Bonazzoli, Sanabria

Infortunio Yamal, pesante stop per il Barcellona! Lesione al bicipite femorale: e adesso arriva il Mondiale…

Infortunio Yamal, stagione finita per la giovane stella del Barcellona! Ecco quando è previsto il suo rientro. Le ultime

Il Barcellona deve fare i conti con il pesante stop di Lamine Yamal, infortunatosi lo scorso 22 aprile durante il match contro il Celta Vigo. Gli esami strumentali hanno confermato una lesione al tendine del ginocchio della gamba sinistra, occorsa proprio mentre il talento spagnolo calciava un rigore. L’entità del danno costringe il numero 10 blaugrana a chiudere la stagione in anticipo, lasciando un vuoto tecnico difficile da colmare per il club catalano.

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Nonostante la giovane età, il diciottenne ha confermato numeri da record, chiudendo l’annata con 24 gol e 18 assist complessivi, consacrandosi definitivamente come l’erede di Messi. Con una “doppia-doppia” già archiviata in campionato, Yamal inizia ora la corsa contro il tempo per il recupero fisico. L’obiettivo principale è ritrovare la condizione ottimale in vista dei Mondiali 2026, il cui inizio è fissato per il prossimo 11 giugno.

COMUNICATO – Gli esami effettuati hanno confermato che il calciatore della prima squadra Lamine Yamal ha riportato un infortunio al tendine del ginocchio della gamba sinistra (muscolo bicipite femorale). Il calciatore seguirà un programma di trattamento conservativo. Lamine Yamal salterà il resto della stagione, ma dovrebbe essere disponibile per i Mondiali“.

Serie A, anticipi e posticipi della 36a giornata di campionato: date e orari con scelte a sorpresa

Serie A, svelati gli orari della 36ª giornata del campionato italuano: non mancano le sorprese e che sfide! I dettagli

Con l’avvicinarsi della conclusione della stagione 2025-26, la Serie A entra nel vivo dei suoi verdetti finali. Se l’Inter mantiene saldamente il comando della classifica, la battaglia per la zona Champions League è più accesa che mai: Milan e Napoli si trovano appaiate a 66 punti, seguite a brevissima distanza dalla Juventus a quota 63. Anche la corsa per l’Europa e la Conference League resta totalmente aperta, con Como, Roma e Atalanta pronte a contendersi gli ultimi passaggi per le competizioni internazionali nei numerosi scontri diretti ancora in calendario.

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In attesa del fischio d’inizio della 34ª giornata, la Lega Serie A ha ufficializzato il programma della 36ª giornata, che si preannuncia decisiva per gli equilibri del campionato. Il turno si aprirà venerdì 8 maggio con l’anticipo tra Torino e Sassuolo, per poi proseguire con sfide d’altissimo profilo come Lazio-Inter (sabato 9 maggio, ore 18:00) e il posticipo domenicale tra Milan e Atalanta. Il sipario sulla giornata calerà definitivamente lunedì 11 maggio, con il confronto serale tra Napoli e Bologna.

ANTICIPI E POSTICIPI DELLA 36ª GIORNATA DI SERIE A 

– Venerdì 8 maggio 20.45 Torino-Sassuolo

– Sabato 9 maggio 15.00 Cagliari-Udinese

– Sabato 9 maggio 18.00 Lazio-Inter

– Sabato 9 maggio 20.45 Lecce-Juventus

– Domenica 10 maggio 12.30 Verona-Como

– Domenica 10 maggio 15.00 Cremonese-Pisa

– Domenica 10 maggio 15.00 Fiorentina-Genoa

– Domenica 10 maggio 18.00 Parma-Roma

– Domenica 10 maggio 20.45 Milan-Atalanta

– Lunedì 11 maggio 20.45 Napoli-Bologna

Fiorentina, svolta nei lavori del Franchi: montati i primi gradoni della nuova Fiesole, ma il Centenario resterà senza la sua curva

Fiorentina, via al montaggio dei gradoni: il Franchi cambia volto, ma il Centenario non potrà celebrarsi “in casa”

I lavori di restyling allo Stadio Artemio Franchi entrano in una fase cruciale e altamente simbolica. Questa settimana ha ufficialmente preso il via l’atteso montaggio dei gradoni prefabbricati che andranno a comporre il cuore pulsante del tifo viola: la nuova Curva Fiesole. L’obiettivo dell’amministrazione è completare la struttura principale della gradinata entro il mese di agosto, lasciando in sospeso solamente i primi venti gradini. Questi ultimi verranno infatti installati nel mese di ottobre, per garantire nel frattempo il margine di manovra necessario alla movimentazione dei pesanti mezzi di cantiere.

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Il nodo del Centenario e le nuove scadenze
Nonostante le continue rassicurazioni fornite dalla sindaca Sara Funaro sul regolare avanzamento dei cantieri, emerge un dato di fatto che lascia inevitabilmente l’amaro in bocca alla tifoseria. Il prossimo 29 agosto, data in cui si celebrerà l’attesissimo centenario della Fiorentina, i sostenitori non potranno festeggiare l’evento sui gradoni della loro curva storica. Questo slittamento è la conseguenza diretta delle rimodulazioni del cronoprogramma avvenute alla fine del 2025. Attualmente, la tabella di marcia aggiornata fissa la conclusione del primo lotto dei lavori al 16 febbraio 2027, con le relative opere di finitura previste per il 30 aprile 2027. Resta invece invariata e confermata al 2029 la consegna definitiva dell’intero impianto sportivo.


Scintille politiche sui tempi del cantiere
Proprio le tempistiche dell’opera hanno innescato un acceso dibattito politico cittadino, riportato recentemente dalle pagine de La Repubblica.

• L’attacco di Sabatini: il consigliere Massimo Sabatini ha puntato il dito contro l’amministrazione lamentando presunti ritardi. Ha evidenziato che il documento ufficiale fornito il 9 dicembre 2025 indicava l’inizio del “montaggio gradoni” al 18 novembre 2025. «Va aggiornata mettendo 21 aprile 2026. Ci sono cinque mesi di differenza», ha dichiarato Sabatini, chiedendosi se, a fronte di questo gap temporale, verrà rispettata la data di completamento fissata al 22 ottobre 2026.


• La replica di Perini: immediata e decisa la smentita dell’assessora allo sport Letizia Perini, che ha respinto le accuse chiarendo un dettaglio tecnico fondamentale: «La data di inizio realizzazione per i gradoni si riferisce all’avvio della produzione degli stessi in stabilimento, non in cantiere». Secondo l’assessora, il fatto che i blocchi siano già in fase di posa dimostra in maniera inequivocabile come il cantiere stia procedendo in perfetta linea con le tempistiche pattuite, smentendo la narrazione di un “ritardo certificato”.

La fabbrica dei numeri uno: dall’eredità di Zoff e Buffon alla notte magica di Motta, l’Italia resta regina tra i pali

Dai miti del passato ai talenti di oggi: perché l’Italia produce ancora i migliori portieri e Motta lo ha dimostrato

L’Italia resta la patria dei grandi portieri: dalla scuola storica di Zoff e Buffon fino a imoderni come Donnarumma e Vicario, e la serata di Motta con la Lazio ne è l’ennesima conferma.

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La tradizione dei numeri uno italiani

La storia del calcio italiano è costellata di portieri che hanno fatto epoca: Dino Zoff e Gianluigi Buffon sono i riferimenti assoluti, senza dimenticare Angelo Peruzzi, Walter Zenga, Enrico Albertosi e altri protagonisti che hanno segnato decenni di Azzurri. Questa eredità è riconosciuta anche dalle classifiche e dalle rassegne sportive nazionali.

I portieri italiani oggi: eccellenza confermata

Anche nella generazione attuale l’Italia mantiene un livello d’eccellenza: Gianluigi Donnarumma, Guglielmo Vicario, Marco Carnesecchi  e altri sono tra i profili più valutati nei ranking e nelle statistiche di mercato, a testimonianza di una scuola che continua a produrre estremi difensori di alto livello.

La serata di Motta: un esempio contemporaneo

La semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta ha offerto un’immagine plastica di questa tradizione: Edoardo Motta ha parato quattro rigori su cinque, trascinando la Lazio in finale e guadagnandosi elogi pubblici dallo staff tecnico e non solo. La prestazione è stata raccontata come una serata memorabile per il giovane portiere, capace di decidere una partita ad altissima tensione.

Perché i portieri italiani restano un punto di forza

La continuità nasce da fattori concreti: accademie tecniche, attenzione alla tecnica di base, cultura tattica e un percorso di crescita che privilegia la maturazione mentale del ruolo. Questi elementi spiegano perché, anche quando il calcio italiano fatica a sfornare attaccanti o centrocampisti di livello internazionale, il vivaio dei portieri rimane competitivo.

Lazio: contesto difficile, rendimento solido

La Lazio vive una stagione complessa sul piano societario e di mercato, ma sul campo Sarri è riuscito a mantenere la squadra in una posizione competitiva, costruendo solidità difensiva e fiducia nei giovani portieri, come Motta appunto, che si sono alternati. L’allenatore ha sottolineato più volte il valore delle prestazioni del reparto e la crescita del gruppo, anche nelle partite decisive.

L’Italia continua a essere una fucina di portieri d’eccellenza: la storia lo dimostra, i numeri attuali lo confermano e la notte di Motta con la Lazio lo ha reso evidente a tutti. In un calcio nazionale che cerca nuove certezze, il ruolo del portiere rimane uno dei punti di forza più solidi e affidabili.

Premier League, che sfida per il titolo! Tutto in equilibrio tra Manchester City e Arsenal: i pronostici e le previsioni dell’algoritmo

Premier League, che sfida per il titolo! Tutto in equilibrio tra Manchester City e Arsenal dopo il sorpasso dei Citizens: i pronostici e le previsioni

Con il successo di ieri sera degli uomini di Guardiola sul Burnley la situazione adesso in Premier League è questa: stessi punti (70), stessa differenza reti (+37) tra i Citizens e l’Arsenal… ma il Manchester City è primo in classifica grazie al maggior numero di gol segnati (66 a 63!).

Il finale di questa stagione di Premier League si preannuncia assolutamente entusiasmante. Una vera e propria corsa a due all’ultimo respiro. Tuttavia, le proiezioni statistiche ribaltano l’attuale gerarchia: secondo gli algoritmi di Opta, infatti, i pronostici pendono nettamente a favore dei londinesi.

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Le percentuali per la vittoria del titolo:
• 🔴 Arsenal: 65,5%
• 🔵 Manchester City: 34,5%
Tutto si deciderà negli ultimi, infuocati, cinque turni di campionato. Ecco il cammino che separa le due superpotenze dal trofeo:

🗓️ Il calendario del Manchester City
• vs Everton FUORI
• vs Brentford CASA
• vs Bournemouth FUORI
• vs Crystal Palace CASA
• vs Aston Villa CASA

🗓️ Il calendario dell’Arsenal
• vs Newcastle CASA
• vs Fulham CASA
• vs West Ham FUORI
• vs Burnley CASA
• vs Crystal Palace FUORI

Ranieri rompe il silenzio: «Roma? Tutti uniti per un unico obiettivo!». Poi dà un consiglio al calcio italiano

Ranieri rompe il silenzio: «Roma? Tutti uniti per un unico obiettivo!». Poi dà un consiglio al calcio italiano: le sue parole

In casa Roma resta alta l’attenzione sul clima interno che nelle ultime settimane ha accompagnato il rapporto tra Gian Piero Gasperini e Claudio Ranieri. Proprio il senior advisor giallorosso, intervenuto durante la consegna del Premio Città di Roma al Salone d’Onore del Coni, ha scelto di mandare un messaggio chiaro all’ambiente. Ranieri ha richiamato il gruppo alla compattezza, sottolineando come la squadra sia concentrata su un unico obiettivo e stia dando tutto in questo finale di stagione. Nel suo intervento ha poi allargato il discorso anche al calcio italiano, sostenendo la necessità di ripartire dalla base e di dare maggiore spazio ai giocatori italiani, così da ampliare le possibilità di scelta per i commissari tecnici.

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PAROLE – «Roma? Ci aspettiamo il meglio i ragazzi stanno dando tutto. Tutti uniti per un unico obiettivo. Cosa serve per far ripartire il calcio italiano? Credo si debba ripartire dalla base e far giocare più italiani perché i nostri ct oggi hanno poca scelta».

Motta meglio di Toldo! Il clamoroso record in Atalanta Lazio e i precedenti in Europa: ce n’è uno recentissimo

Motta meglio di Toldo! Il clamoroso record in Atalanta Lazio e i precedenti in Europa: ce n’è uno recentissimo. Tutti i portieri para-rigori

La notte di Coppa Italia tra Atalanta e Lazio ha consegnato ai biancocelesti un protagonista assoluto: Edoardo Motta. Il portiere laziale si è preso la scena con una prova destinata a restare impressa nella memoria dei tifosi. Prima il riflesso prodigioso nei minuti finali dei supplementari sul colpo di testa di Gianluca Scamacca, intervento che ha tenuto in piedi la squadra nel momento più delicato. Poi, nella lotteria dei rigori, il capolavoro definitivo: quattro penalty parati su cinque, numeri impressionanti che hanno spinto la Lazio verso la finale. Una serata perfetta tra istinto, freddezza e personalità, capace di trasformare il portiere nel vero uomo copertina della semifinale. I rigori neutralizzati a Scamacca, Zappacosta, Pasalic e De Ketelaere raccontano da soli il peso specifico della sua prestazione.

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Motta Lazio, il paragone con Toldo accende i ricordi degli appassionati

Una prova del genere non poteva che riportare alla mente alcune delle pagine più iconiche della storia del calcio. Tra i primi paragoni emersi c’è quello con Francesco Toldo, simbolo di una delle notti più epiche dell’Italia agli Europei del 2000. Nella semifinale contro l’Olanda, il portiere azzurro parò un rigore nei tempi regolamentari a Frank De Boer e poi ne neutralizzò altri due nella serie finale, trascinando la Nazionale verso l’ultimo atto del torneo. È inevitabile che una prestazione come quella di Motta evochi immediatamente quel tipo di impresa: la capacità di opporsi agli avversari quando il peso della partita è massimo, diventando il riferimento emotivo e tecnico di tutta la squadra. Il ruolo del portiere, in queste notti, smette di essere semplice presidio difensivo e diventa fattore determinante, quasi mitologico.

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Motta Lazio, da Duckadam a Safonov: una parata nella storia dei grandi specialisti

Nel confronto con le grandi imprese dal dischetto, il riferimento più storico resta però quello di Helmuth Duckadam, il leggendario portiere della Steaua Bucarest, capace di parare quattro rigori su quattro nella finale di Coppa dei Campioni 1986 contro il Barcellona. Un record assoluto, ancora oggi rimasto nell’immaginario collettivo del calcio europeo. Più recentemente, un exploit simile è stato firmato anche da Matvej Safonov, portiere russo del PSG, autore di quattro parate ai rigori contro il Flamengo nella finale di Coppa Intercontinentale. In questo solco si inserisce ora anche la notte magica di Edoardo Motta, che con la sua prestazione ha scritto una pagina destinata a essere ricordata a lungo. Per la Lazio vale una finale, per lui vale molto di più: l’ingresso in un’élite di portieri capaci di decidere da soli il destino di una partita.

Malagò dopo l’incontro con Aic e Aiac: «Spirito propositivo, ecco di che cosa abbiamo parlato»

Malagò dopo l’incontro con Aic e Aiac: «Spirito propositivo, ecco di che cosa abbiamo parlato». Le parole dell’ex presidente del Coni

La corsa alla presidenza della FIGC entra in una fase sempre più delicata. Oggi Giovanni Malagò e Giancarlo Abete hanno incontrato Assocalciatori e Assoallenatori, componenti molto pesanti nella corsa al voto del 22 giugno. Al termine del confronto, Malagò ha definito l’incontro propositivo, spiegando di aver ascoltato esigenze e problematiche delle due associazioni e lasciando intendere che ulteriori riflessioni arriveranno nei prossimi giorni. Una tappa importante in una partita ancora apertissima. Di seguito le parole dell’ex presidente del CONI.

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LE PAROLE DI MALAGO’ – «Sono state due ore di incontro con l’Associazione calciatori e con quella allenatori, abbiamo parlato di tanti temi, mi hanno fatto presente le loro istanze e le loro problematiche, che si uniscono a quelle delle altre componenti. Mi sono documentato: credo che debbano fare, la prossima settimana, un direttivo e delle riflessioni. Lo spirito dell’incontro è stato propositivo sotto tutti i punti di vista, era una visita doverosa».

LE PAROLE DI ULIVIERI E CALCAGNO – «E’ andata molto bene, c’è stata condivisione sui principali temi in discussione. Faremo i nostri passaggi interni e poi decideremo, dopo aver incontrato nel pomeriggio Abete».

Ederson Atletico Madrid, l’affare con l’Atalanta ora è in bilico: ecco cosa sta frenando l’operazione

Ederson Atletico Madrid, l’affare con l’Atalanta ora è in bilico: ecco cosa sta frenando l’operazione. L’indiscrezione di Matteo Moretto

L’affare tra Atletico Madrid e Atalanta per Ederson vive una fase di stallo. Secondo gli aggiornamenti di Matteo Moretto, il nodo principale non riguarda il giocatore, ma l’intesa tra i due club su valutazione del cartellino e commissioni. Al momento, quindi, l’operazione resta aperta ma senza passi avanti decisivi.

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PAROLE – «Il problema nel tesseramento di Éderson da parte dell’Atlético è l’accordo tra i club, per quanto riguarda il prezzo del calciatore e le commissioni.
Le parti continuano a non riuscire a mettersi d’accordo su questi punti
».

Infortunati Real Madrid, si fermano Guler e Militao: doppio allarme per i Blancos! L’esito degli esami

Infortunati Real Madrid, si fermano Guler e Militao: doppio allarme per i Blancos per il finale di stagione! L’esito degli esami strumentali

Il Real Madrid deve fare i conti con due nuove assenze pesanti in un momento delicatissimo della stagione. Dopo la gara vinta 2-1 contro l’Alavés, si sono fermati infatti Éder Militão e Arda Güler, entrambi costretti a lasciare il campo per problemi fisici. Gli esami hanno evidenziato per il difensore brasiliano una lesione muscolare al bicipite femorale della gamba sinistra, mentre per il talento turco si tratta di un infortunio analogo al bicipite femorale della gamba destra.

La notizia arriva alla vigilia di una sfida molto importante contro il Betis, in programma il 24 aprile, in un passaggio che può incidere parecchio sulla rincorsa finale in campionato. Il successo contro l’Alavés ha permesso ai blancos di interrompere una serie negativa di quattro partite senza vittorie in tutte le competizioni, riportando un po’ di ossigeno all’ambiente dopo settimane complicate.

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Adesso l’obiettivo del Real Madrid è dare continuità a quel risultato e provare a riaprire il discorso in Liga. Al momento la squadra è seconda con 73 punti, mentre il Barcellona è in testa a quota 82, con un margine di nove lunghezze e sei partite ancora da giocare. È uno scenario difficile, ma non ancora chiuso del tutto, anche perché più avanti resta in calendario lo scontro diretto che può ancora cambiare qualcosa nella corsa al titolo.

Per questo motivo, i problemi fisici di Militão e Güler pesano ancora di più. Il brasiliano toglie profondità ed esperienza alla difesa, mentre il turco priva la squadra di una soluzione tecnica preziosa tra le linee. In una fase in cui il Real è chiamato a non sbagliare più, ogni assenza rischia di avere un impatto enorme sulla tenuta complessiva della squadra.

Muharemovic Inter, scatto decisivo: c’è il sì del bosniaco! Ma la clausola della Juve complica tutto: la situazione

Muharemovic Inter, scatto decisivo: c’è il sì del bosniaco! Ma la clausola della Juve complica tutto: la situazione per il difensore del Sassuolo

L’Inter si muove con decisione su Tarik Muharemovic e prova a conquistare un vantaggio concreto nella corsa al difensore bosniaco del Sassuolo. Come riferito da La Gazzetta dello Sport, il club nerazzurro avrebbe già ottenuto un’apertura importante da parte del giocatore, impostando una bozza di accordo con il suo entourage. Si parla di un’intesa di massima su durata e cifre, con un contratto lungo che potrebbe aggirarsi attorno ai cinque anni. Un segnale forte, che conferma quanto il profilo del centrale piaccia all’Inter in vista della prossima stagione. Muharemovic, del resto, ha dimostrato di poter reggere il salto di categoria, confermandosi anche in Serie A dopo la crescita mostrata in precedenza e attirando l’attenzione di diversi club di alto livello.

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Muharemovic Inter, il Sassuolo aspetta e la Juve osserva

Il nodo principale, però, resta ancora il Sassuolo, che al momento non ha intenzione di abbassare facilmente le proprie richieste. Il club neroverde è consapevole del valore del giocatore e sa che attorno al suo nome si stanno muovendo più società, anche all’estero. Secondo quanto riportato nel testo, l’amministratore delegato Giovanni Carnevali avrebbe fatto capire che l’eventuale inserimento di club di Premier League potrebbe spingere ulteriormente verso l’alto la valutazione del difensore. In più c’è una variabile da tenere in grande considerazione: la Juventus, al momento della cessione al Sassuolo, avrebbe mantenuto una clausola sul 50% della futura rivendita. Un dettaglio che complica i calcoli e che potrebbe teoricamente favorire i bianconeri in caso di ritorno di interesse diretto sul giocatore.

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Muharemovic Inter, la volontà del difensore può fare la differenza

Proprio qui entra in gioco la volontà di Muharemovic, che secondo il quadro tracciato da La Gazzetta dello Sport sarebbe più attratto dalla prospettiva di aprire un nuovo capitolo con l’Inter piuttosto che da un ritorno alla Juventus. È un elemento che può pesare nella trattativa, anche se non basta ancora a chiudere l’operazione. I nerazzurri, intanto, lavorano su più tavoli e non escludono la possibilità di costruire un discorso più ampio con il Sassuolo, magari inserendo anche altri nomi o contropartite per abbassare il costo complessivo dell’affare. Tra questi, viene citato anche Ismael Koné. La sensazione è che la partita sia ancora lunga, ma l’Inter si è già mossa per prima e ha lanciato un segnale preciso: Muharemovic è un obiettivo concreto per il futuro della difesa nerazzurra.

Coppa Italia, Inter-Lazio in finale: i possibili effetti sulla corsa europea. Cosa cambia per l’Europa League se vincessero i biancocelesti?

Coppa Italia, Inter-Lazio in finale: i possibili effetti sulla corsa europea. Cosa cambia se vincessero i biancocelesti? Tutte le combinazioni

La finale di Coppa Italia del prossimo 13 maggio allo Stadio Olimpico metterà di fronte Inter e Lazio in una sfida che vale non soltanto un trofeo prestigioso, ma anche un potenziale effetto a catena sulla corsa europea in Serie A. I nerazzurri tornano a giocarsi l’atto conclusivo del torneo dopo due stagioni, mentre i biancocelesti ritrovano la finale a distanza di anni dall’ultima volta. Per la squadra di Maurizio Sarri, l’appuntamento romano rappresenta una grande occasione per alzare ancora il livello della propria stagione e, allo stesso tempo, per incidere in modo diretto sugli equilibri della classifica finale.

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Coppa Italia, se vince la Lazio cambiano gli accessi alle coppe europee

L’ipotesi più delicata, in chiave classifica, riguarda proprio un eventuale successo della Lazio. Se i biancocelesti dovessero conquistare la Coppa Italia e chiudere il campionato fuori dalle posizioni che valgono l’accesso diretto alle coppe maggiori, si garantirebbero comunque un posto nella prossima Europa League grazie al trofeo. In questo scenario, uno dei due pass per l’Europa League andrebbe alla vincitrice della coppa, mentre l’altro resterebbe alla squadra classificata al quinto posto in Serie A. Di conseguenza, la sesta classificata finirebbe in Conference League, mentre la settima rischierebbe di restare fuori dall’Europa. È proprio qui che si inserisce il possibile danno collaterale per club come l’Atalanta, che potrebbe vedere complicarsi in modo pesante il proprio cammino europeo.

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Coppa Italia, con un successo dell’Inter tutto resterebbe più lineare

Diverso, invece, lo scenario in caso di vittoria dell’Inter. I nerazzurri, già stabilmente nelle zone altissime della classifica e proiettati verso la Champions League, non altererebbero in modo sostanziale la distribuzione dei posti europei. In quel caso, infatti, il posto in Europa League collegato alla Coppa Italia verrebbe redistribuito attraverso il campionato, favorendo la sesta classificata, mentre la settima otterrebbe regolarmente l’accesso alla Conference League. Per questo motivo, la finale dell’Olimpico non sarà soltanto una sfida tra due grandi squadre del nostro campionato, ma anche un crocevia capace di influenzare il destino europeo di molte altre società. Il 13 maggio, dunque, in palio non ci sarà solo la coppa.

Calciomercato Roma, Gasperini indica la strada per l’estate: primi passi per il nuovo terzino destro!

Calciomercato Roma, Gasperini indica la strada per l’estate: primi passi per il nuovo terzino destro! Due nomi dall’estero per i giallorossi

La Roma inizia a muoversi in vista della prossima stagione e, secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, ha acceso i riflettori su Yukhym Konoplya, terzino destro ucraino dello Shakhtar Donetsk. Il classe 1999 viene indicato come un possibile profilo per raccogliere l’eredità di Zeki Celik, sempre più vicino all’addio. La pista viene descritta come concreta nei primi contatti esplorativi avviati dalla dirigenza giallorossa.

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Più difficile, invece, l’operazione che porta a Victor Munoz, esterno offensivo spagnolo dell’Osasuna. Il giocatore, classe 2003, piace per caratteristiche e prospettiva, ma la sua valutazione si aggira intorno ai 40 milioni di euro, cifra che al momento rende la trattativa molto complessa per il club capitolino.

Sul fronte offensivo, la Roma continua inoltre a lavorare anche su Kerim Alajbegovic, giovane nazionale serbo classe 2007, oggi al Salisburgo ma di proprietà del Bayer Leverkusen. I contatti con il suo entourage e con il club tedesco vengono descritti come vivi, in una corsa che però vede anche altra concorrenza.

Presidenza FIGC, Malagò si gioca la carta Maldini! Vertice con AssoCalciatori e AssoAllenatori

Presidenza FIGC, Malagò si gioca la carta Maldini! Vertice con AssoCalciatori e AssoAllenatori: le prossime mosse verso le elezioni

La corsa alla presidenza della FIGC prosegue con un nuovo snodo politico di grande rilievo. Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, i due principali nomi in vista delle elezioni del 22 giugno, si ritrovano al centro di una giornata che può spostare davvero gli equilibri della partita federale. Come riportato da Tuttosport, la sera precedente li ha visti fianco a fianco a Roma, al Cenacolo della Fondazione Canova Club, andato in scena all’hotel Parco dei Principi e dedicato al tema «Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali: successi, impatti economici e prospettive per l’Italia». Un’immagine di fair play istituzionale che però non cancella la rivalità sempre più concreta tra i due, destinati a contendersi la successione a Gabriele Gravina.

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La giornata di oggi, però, vale molto più di una fotografia o di una stretta di mano. Sia Malagò sia Abete sono attesi per confrontarsi con Assocalciatori e Assoallenatori, guidate da Umberto Calcagno e Renzo Ulivieri. Si tratta di un passaggio pesantissimo sul piano elettorale, perché queste due componenti muovono insieme il 30% dei voti nell’assemblea: 20% ai calciatori e 10% agli allenatori. In un quadro in cui la Lega Serie A vale il 18% ed è schierata con Malagò, diventano centrali anche i pesi di Serie B (6%), Lega Pro (12%) e Lega Nazionale Dilettanti (34%). Sempre secondo Tuttosport, è difficile che proprio oggi arrivi uno schieramento netto di AIC e AIAC, ma dalla giornata potrebbero emergere nuovi segnali utili per capire la direzione della corsa.

Sul tavolo resta anche una suggestione di alto profilo. Tuttosport scrive infatti che, nonostante Malagò abbia smentito di averne parlato, un nome come Paolo Maldini verrebbe considerato di un livello tale da poter mettere d’accordo tutti o quasi. È uno scenario ancora tutto da verificare, ma che aggiunge fascino e peso politico a una partita sempre più aperta. Intanto Malagò continua a raccogliere consensi anche fuori dalla Serie A, con estimatori presenti pure tra Serie B, Serie C e Dilettanti, mentre Abete resta un rivale credibile e radicato nel sistema. La volata verso il 22 giugno è appena entrata nella sua fase più sensibile.

Brandt Atletico Madrid, può essere lui l’erede di Griezmann? I Colchoneros fanno sul serio per il colpo a zero: la mossa

Brandt Atletico Madrid, può essere lui l’erede di Griezmann? I Colchoneros fanno sul serio per il colpo a zero: la mossa per anticipare la concorrenza

L’Atletico Madrid guarda con attenzione a Julian Brandt per la prossima stagione. Secondo quanto riferito da Marca, il fantasista tedesco sarebbe uno dei profili cerchiati in rosso dal club spagnolo per rinforzare il reparto offensivo dopo l’addio di Antoine Griezmann. Il classe 1996, che compirà 30 anni il 2 maggio, è legato al Borussia Dortmund fino al 30 giugno 2026 e viene indicato come una soluzione particolarmente interessante soprattutto per la possibilità di arrivare a costo zero sul cartellino. Il suo contratto in scadenza a giugno 2026 e il valore di mercato attorno ai 20 milioni di euro risultano riportati anche da Transfermarkt.

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Brandt Atletico Madrid, duttilità e numeri che spiegano l’interesse

Il profilo di Brandt piace per caratteristiche tecniche e versatilità. Può giocare da trequartista, da esterno e più in generale in diverse posizioni alle spalle della punta. In questa stagione ha prodotto numeri comunque rilevanti con il Borussia Dortmund, confermandosi un giocatore in grado di incidere sia in zona gol sia nella rifinitura.

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Brandt Atletico Madrid, operazione affascinante ma concorrenza alta

Sempre in base al quadro che riporta Marca, l’operazione sarebbe seguita da Mateu Alemany e potrebbe diventare una delle piste più calde dell’estate madrilena. Il nodo, come spesso accade nei parametri zero di alto livello, non sarebbe tanto il cartellino quanto il pacchetto complessivo tra bonus alla firma, commissioni e stipendio. Sul giocatore, inoltre, si muoverebbe anche altra concorrenza. Resta quindi una pista concreta sul piano tecnico e strategico, ma ancora tutta da costruire sul piano negoziale. Di certo, per curriculum, duttilità e continuità ad alti livelli, Julian Brandt rappresenta un profilo che può davvero alzare il livello dell’Atletico Madrid.

Arbitri Serie A: ufficiali le designazioni della 34ª giornata. Chi è stato scelto per Milan Juve e non solo

Arbitri Serie A: sono state ufficializzate le designazioni della 34ª giornata. Chi è stato scelto per tutte le sfide

Attraverso il proprio sito ufficiale, l’AIA ha reso note le designazioni arbitrali per la 34ª giornata di Serie A.

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NAPOLI – CREMONESE    Venerdì 24/04 h. 20.45

DOVERI

PASSERI – FONTEMURATO

IV:      ARENA

VAR:     MERAVIGLIA

AVAR:      DI PAOLO

PARMA – PISA    Sabato 25/04 h. 15.00

CALZAVARA

TRINCHIERI – FONTANI

IV:      AYROLDI

VAR:     GIUA

AVAR:     ABISSO

BOLOGNA – ROMA      Sabato 25/04 h. 18.00

DI BELLO

BERTI – DI GIOIA

IV:       ALLEGRETTA

VAR:      MARESCA

AVAR:       MERAVIGLIA

H. VERONA – LECCE    Sabato 25/04 h. 20.45

MASSA

MELI – ALASSIO

IV:     MARCENARO

VAR:     DI PAOLO

AVAR:     GARIGLIO

FIORENTINA – SASSUOLO    h. 12.30

MARINELLI

COSTANZO – CORTESE

IV:      TURRINI

VAR:     COSSO

AVAR:     GUIDA

GENOA – COMO      h. 15.00

LA PENNA

MASTRODONATO – CEOLIN

IV:     COLOMBO

VAR:     GARIGLIO

AVAR:      DI PAOLO

TORINO – INTER    h. 18.00

MARIANI

BINDONI – TEGONI

IV:     CREZZINI

VAR:     MAZZOLENI

AVAR:     PAGANESSI

MILAN – JUVENTUS    h. 20.45

SOZZA

PERROTTI – ROSSI M.

IV:     ZUFFERLI

VAR:      ABISSO

AVAR:       MARESCA

CAGLIARI – ATALANTA    Lunedì 27/04 h. 18.30

SACCHI J.L.

VECCHI – MORO

IV:       DI MARCO

VAR:      MARINI

AVAR:      FABBRI

LAZIO – UDINESE    Lunedì 27/04 h. 20.45

BONACINA

PALERMO – ZANELLATI

IV:     MARCHETTI

VAR:    CAMPLONE

AVAR:      MAGGIONI

Italiano Bologna, addio o permanenza? Il club attende una risposta! C’è la deadline e il piano per convincerlo a restare

Italiano Bologna, possibile addio a fine stagione? Il club fissa la deadline per la risposta definitiva da parte del tecnico: la situazione

In casa Bologna cresce l’attesa attorno al futuro di Vincenzo Italiano. Il tecnico rossoblù, legato al club da un contratto fino al 2027, è al centro delle riflessioni della società, che vuole capire in tempi relativamente brevi se esistano ancora le condizioni per proseguire insieme anche nella prossima stagione. Il tema, rilanciato dal Corriere dello Sport e ripreso anche da altre testate che seguono da vicino il club, ruota soprattutto attorno a un punto: la permanenza di Italiano non dipenderebbe soltanto dall’eventuale qualificazione alle coppe, ma anche dalla solidità del progetto tecnico che il Bologna intende costruire. La deadline interna per arrivare a una risposta sarebbe fissata entro metà maggio, segnale di quanto il club voglia programmare con chiarezza il proprio futuro.

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Italiano Bologna, Saputo spinge per la conferma ma servono garanzie

La volontà del presidente Joey Saputo e della dirigenza sembra chiara: trattenere Italiano e andare avanti con lui anche per il terzo anno consecutivo. Tuttavia, per convincere l’allenatore serviranno garanzie precise sul mercato e sulla possibilità di rinforzare una rosa che, durante questa stagione, ha mostrato alcune lacune in determinati reparti. Le indiscrezioni raccontano infatti di un allenatore disposto a restare, ma solo a fronte di assicurazioni concrete sulla competitività futura del gruppo. Il suo attuale stipendio sarebbe intorno ai 3 milioni di euro annui, e il nodo economico potrebbe diventare un elemento da valutare nel caso in cui si aprissero prospettive più ambiziose altrove. Allo stesso tempo, al momento non risultano accordi avanzati con altri club, nonostante gli interessamenti attribuiti a società come Milan, Napoli, Roma e Lazio.

Italiano Bologna, le sensazioni restano positive ma il nodo Europa pesa

Le sensazioni raccolte attorno al tecnico, secondo le ricostruzioni delle ultime ore, sembrano orientate verso una possibile permanenza, anche senza Europa. Ma si tratterebbe di una permanenza tutt’altro che automatica: il Bologna dovrà dimostrare di voler rilanciare, investire e correggere le criticità emerse nell’ultimo anno. In questo senso, il confronto atteso nei prossimi giorni sarà decisivo per capire se esista ancora piena convergenza tra le ambizioni del club e quelle dell’allenatore. La società vuole evitare di trascinare troppo a lungo l’incertezza, mentre Italiano riflette su quale sia la scelta migliore per dare continuità al proprio percorso. Entro metà maggio, il quadro dovrebbe diventare molto più chiaro.

Infortunio Lautaro, il rientro si avvicina? Spunta una nuova data per il ritorno in campo

Infortunio Lautaro, il rientro si avvicina? Spunta una nuova data per il ritorno in campo: l’obiettivo del capitano dell’Inter e dello staff

Lautaro Martinez continua a lavorare per lasciarsi alle spalle il problema al polpaccio che lo condiziona ormai da diverse settimane. Secondo La Gazzetta dello Sport, il capitano dell’Inter avrebbe fissato due obiettivi precisi per il suo rientro: tornare almeno per uno spezzone nella gara che potrebbe consegnare lo scudetto ai nerazzurri e soprattutto farsi trovare pronto per la finale di Coppa Italia del 13 maggio all’Olimpico. La sensazione, dunque, è che il lavoro venga portato avanti con la massima cautela, senza forzature, per consentire al centravanti argentino di recuperare davvero al cento per cento prima di rimettere piede in campo. La priorità non è soltanto rientrare, ma farlo nelle condizioni migliori possibili per essere subito determinante.

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Lautaro Inter, il polpaccio resta sotto osservazione ma le sensazioni migliorano

Il punto più delicato continua a essere il polpaccio, zona che ha creato problemi al numero 10 interista sin dalla metà di febbraio. Proprio per questo motivo, lo staff medico e il giocatore stanno seguendo una linea prudente, evitando qualsiasi rischio inutile. La Gazzetta dello Sport sottolinea infatti che Lautaro vuole ristabilirsi completamente prima di tornare al lavoro pieno con il pallone, anche perché all’orizzonte c’è pure il Mondiale da affrontare con l’Argentina da campione del mondo in carica. Il messaggio che arriva dall’ambiente nerazzurro, però, resta incoraggiante: il rientro non sarebbe lontano e il recupero starebbe procedendo nella direzione giusta. In questo senso, la sfida con il Parma viene indicata come più probabile rispetto a quella precedente contro il Torino, proprio perché potrebbe offrire qualche margine in più per una gestione graduale.

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Lautaro Inter, il capitano non ha mai lasciato sola la squadra

Anche lontano dal campo, Lautaro Martinez ha continuato a far sentire la propria presenza accanto al gruppo. Sempre secondo La Gazzetta dello Sport, l’attaccante argentino ha frequentato ogni giorno Appiano, seguendo terapie, pranzi di squadra e momenti di vita comune con compagni e staff. In alcune occasioni è stato anche in panchina per sostenere Cristian Chivu e il resto della squadra, mentre nelle ultime gare casalinghe ha assistito alle partite dalla tribuna insieme alla moglie Agustina. Un segnale chiaro di leadership e appartenenza, che conferma ancora una volta il peso di Lautaro dentro il mondo Inter. Ora il conto alla rovescia è davvero partito: il capitano vuole tornare per il momento più caldo della stagione.

Mondiale 2026, l’Intelligenza Artificiale cambia tutto: sarà il torneo più tecnologico di sempre!

Mondiale 2026, l’Intelligenza Artificiale cambia tutto: sarà il torneo più tecnologico di sempre! Ecco cosa aspettarsi tra arbitri e stadi

Il Mondiale 2026 non entrerà nella storia soltanto per i suoi numeri enormi — 48 squadre e 104 partite — ma anche per la trasformazione tecnologica che accompagnerà tutto il torneo. La FIFA e Lenovo, partner tecnologico ufficiale della competizione, hanno infatti presentato un pacchetto di soluzioni basate su Hybrid AI, cioè un’infrastruttura che combina elaborazione locale e cloud per supportare operazioni, analisi e contenuti in tempo reale. Più che un semplice supporto, l’Intelligenza Artificiale sarà uno degli elementi centrali dell’intero ecosistema organizzativo e comunicativo della competizione.

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Mondiale 2026, Football AI Pro e nuove letture del gioco

Uno dei progetti più rilevanti è Football AI Pro, sviluppato da FIFA e Lenovo come assistente di analisi per tutte le 48 nazionali partecipanti. Il sistema è pensato per democratizzare l’accesso ai dati, mettendo a disposizione di ogni squadra lo stesso livello di insight avanzati. Analizza milioni di dati calcistici e oltre 2.000 metriche, restituendo contenuti in testo, video, grafici e visualizzazioni 3D, con supporto a prompt in più lingue. Un altro fronte riguarda la trasparenza arbitrale e la qualità della visione: la FIFA ha annunciato avatar 3D dei giocatori, ottenuti tramite AI e scansioni avanzate, e una versione evoluta della Referee View, cioè le immagini dalla prospettiva dell’arbitro stabilizzate dall’intelligenza artificiale.

Mondiale 2026, stadi intelligenti e gestione digitale dell’evento

Fuori dal campo, il Mondiale punterà anche su command center intelligenti per gestire in modo più efficiente flussi di tifosi, sicurezza, trasporti e operazioni nei siti di gara. Lenovo descrive inoltre un ecosistema di dispositivi e servizi AI pensato per garantire continuità operativa, collaborazione in tempo reale e gestione dei dati su scala globale. Più che un semplice torneo, il Mondiale 2026 si annuncia quindi come un laboratorio globale: un evento in cui la tecnologia non sostituisce il calcio, ma prova a renderlo più leggibile, più equo e più interattivo.

Galante convinto: «Torino Inter? Mi aspetto un match emozionante, manca poco per lo scudetto ma…»

L’ex di Torino e Inter, Fabio Galante, ha voluto dire la sua in vista della sfida di domenica all’Olimpico Grande Torino tra le due squadre

Fabio Galante, 52 anni, ex difensore di Torino-Inter, parla della prossima sfida tra granata e nerazzurri di domenica, giornata numero 34 della Serie A. Di seguito le sue parole nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

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DA PICCOLO L’IDOLO ERA GRAZIANI – «Verissimo. Prima di andare all’Empoli giocavo in attacco nel Via Nova Pieve a Nievole, un paesino vicino Monsummano Terme dove vive ancora la mia famiglia: segnavo tantissimi gol. Mio babbo, attaccante a buoni livelli, mi diceva di imitare lo spirito di sacrificio di Ciccio. Un esempio per grinta, passione e senso di appartenenza».

TORINO-INTER: PRONOSTICO SCONTATO – «No. All’Inter manca davvero poco per lo scudetto, il Toro ormai è sereno. Può uscire una bella sfida, tra due squadre che possono affrontarsi a viso aperto. Mi aspetto un match emozionante, divertente, come la semifinale di Coppa Italia rimontata dall’Inter contro il Como».

D’AVERSA – «Il Toro è stato costruito bene, con un bel mix tra giocatori giovani ed elementi esperti come Maripan, Zapata e Simeone. Secondo me Baroni poteva fare meglio, per il materiale che aveva a disposizione. D’Aversa ha fatto subito buone cose: subentrare non è mai facile, ha dimostrato il suo valore ed è entrato rapidamente in empatia con i giocatori. Spero che il Toro lo confermi per la prossima stagione. Petrachi è un ottimo direttore sportivo, saprà valutare e decidere. Ma i risultati sono stati immediati: D’Aversa ha dato la svolta che tutti aspettavano».

LA JUVE FA BENE A PUNTARE SU SPALLETTI – «Ha fatto strabene. Spallettone è uno dei migliori tecnici in circolazione: ovunque è andato ha portato risultati e bel calcio. Il rinnovo prima della qualificazione Champions è un atto di fiducia. Sono contento, Luciano è un amico».

IL MIGLIOR DIFENSORE GRANATA – «Maripan. È un centrale strutturato, forte di testa. Quando ero direttore sportivo al Chiasso lo avevo inserito tra i nomi da prendere, ma il club non aveva grandi possibilità economiche».

IL TORO DEL FUTURO – «Tre nomi su tutti: Vlasic, Casadei e Simeone. Non li manderei via nemmeno sotto tortura: hanno qualità, possono dare tantissimo. Casadei mi ricorda Sergej Milinkovic-Savic».

TORO-JUVE ALL’ULTIMA GIORNATA – «Spero soprattutto per i cuori deboli che l’ultima partita sia una festa per tutti. Credo che molti firmerebbero per un derby vinto dal Toro con la Juve già certa della Champions. Ma non sarà semplice, perché il derby lo vogliono vincere tutti, anche se fosse un’amichevole tra over 50».

IL SUO DERBY – «Il 3-3 in cui marcai Zidane. Quella rimonta da 0-3 a 3-3 fu clamorosa, proprio come il rigore sbagliato da Salas dopo la buca scavata da Maspero. Una partita che resta nella storia».

Conte via dal Napoli? De Laurentiis pensa ad Allegri! La rosa dei nomi per la panchina dei partenopei

Conte via dal Napoli? De Laurentiis pensa ad Allegri! La rosa dei nomi per la panchina dei partenopei: quante alternative dalla Serie A!

Il futuro di Antonio Conte continua a essere uno dei temi centrali del calcio italiano e, come racconta il Corriere della Sera, attorno alla sua posizione si sta muovendo un vero effetto domino che coinvolge diverse panchine di Serie A e anche quella della Nazionale. Dopo l’uscita di scena di Gennaro Gattuso dall’Italia, il nome di Conte è tornato infatti tra quelli considerati per il ruolo di commissario tecnico, insieme ad altri profili di alto livello. Allo stesso tempo, però, il tecnico del Napoli osserva con attenzione anche il quadro dei club, in particolare le situazioni di Milan e Roma, due piazze che potrebbero diventare rilevanti qualora i rispettivi equilibri dovessero cambiare.

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Sul fronte Napoli, il quadro resta fluido. Il Corriere della Sera descrive un club che continua a ragionare su possibili alternative, senza escludere nuovi sondaggi dopo quelli già fatti in passato. Tra i nomi che orbitano attorno al futuro azzurro ci sarebbero Vincenzo Italiano, ancora molto apprezzato, Maurizio Sarri, il cui rapporto con la Lazio viene descritto come non semplice, e Roberto Mancini, che ha lasciato aperto ogni scenario con un prudente “mai dire mai”. Nella lista rientrerebbero anche tecnici considerati forti nella valorizzazione dei giovani, come Cesc Fabregas, Francesco Farioli ed Enzo Maresca. Sul piano dei fatti già confermati, invece, è certo che il futuro di Conte resta in bilico anche dentro Napoli, dove il tema divide ambiente e tifoseria.

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Il valzer delle panchine tocca però anche Massimiliano Allegri, citato dal Corriere della Sera come altro allenatore interessato indirettamente alle scelte di Conte. Il tecnico del Milan è stato accostato alla Nazionale, ma ha già dichiarato di non aver ricevuto chiamate e di pensare solo al club rossonero. Il quotidiano inserisce inoltre Italiano e Sarri tra i profili osservati anche dal Milan. In parallelo, a Roma la tensione tra Gian Piero Gasperini e Claudio Ranieri tiene aperto un fronte delicato, con la proprietà che per ora continua a sostenere Gasperini ma senza aver ancora spento del tutto le turbolenze interne. In questo quadro, il futuro di Conte finisce davvero per condizionare quasi tutto il mercato degli allenatori.

Consiglio Federale FIGC, convocata la riunione del 27 aprile: tanti temi sul tavolo per la stagione 2026/27

Consiglio Federale FIGC, dalla Serie C ai ripescaggi fino alle seconde squadre: il 27 aprile sarà una giornata chiave per definire regole e scenari

La FIGC ha convocato ufficialmente il Consiglio Federale per lunedì 27 aprile alle ore 11.30, in una riunione che si preannuncia particolarmente importante in vista della stagione 2026/27. L’incontro servirà ad affrontare una lunga serie di temi regolamentari, organizzativi e sportivi che riguardano da vicino il futuro dei campionati italiani. Il quadro emerso dal comunicato è molto ampio e coinvolge non solo il calcio professionistico, ma anche il settore dilettantistico e il movimento femminile. In apertura sarà prevista l’informativa del segretario generale, seguita poi da una serie di punti destinati a incidere concretamente sulla pianificazione delle prossime competizioni.

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Consiglio Federale FIGC: focus su ripescaggi, riammissioni e seconde squadre

Tra i temi centrali all’ordine del giorno ci saranno le procedure, i criteri e i termini per eventuali riammissioni, sostituzioni di società neopromosse e ripescaggi nei campionati di Serie A, Serie B e Serie C per la stagione 2026/27. Un capitolo particolarmente rilevante, perché da queste decisioni dipenderanno eventuali movimenti nei quadri dei tornei prima dell’inizio della nuova annata. Grande attenzione anche per il tema delle seconde squadre dei club di Serie A, sia in relazione alla possibile partecipazione al campionato di Serie C, sia per quanto riguarda l’eventuale ingresso nel campionato di Serie D. Si tratta di un argomento molto delicato e sempre più centrale nel dibattito sullo sviluppo dei giovani e sulla struttura del sistema calcistico nazionale.

Consiglio Federale FIGC: tesseramenti, femminile e norme sugli extracomunitari

Il Consiglio sarà chiamato inoltre a esaminare le disposizioni regolamentari in materia di tesseramento per le società di Serie A, Serie B, Serie C, Lega Nazionale Dilettanti, Serie A Femminile e Serie B Femminile. Non mancherà poi un approfondimento sulle norme relative ai calciatori e alle calciatrici extracomunitari/e in ambito professionistico per la stagione 2026/27. In agenda figurano anche i criteri per eventuali ripescaggi nei campionati femminili, oltre alle nomine di competenza e alle consuete varie ed eventuali. Sarà dunque una riunione molto densa, destinata a definire passaggi cruciali per la prossima stagione del calcio italiano sotto il profilo regolamentare e organizzativo.

Nico Paz mastica amaro: «Sconfitta contro l’Inter dura da accettare, ci è scappata per dettagli! Ecco cosa bisogna fare adesso» – FOTO

Nico Paz mastica amaro: «Sconfitta contro l’Inter dura da accettare». Il messaggio social del trequartista del Como: le sue parole

Dopo la sconfitta contro l’Inter nella semifinale di Coppa Italia, Nico Paz ha affidato ai social il proprio pensiero nel post partita. Il fantasista del Como ha espresso tutta la delusione per un ko difficile da accettare, sottolineando come la squadra abbia lottato fino all’ultimo restando vicinissima all’impresa. Allo stesso tempo, il talento argentino ha invitato l’ambiente a reagire subito, chiedendo di rialzare la testa e di dare tutto nelle ultime partite della stagione. Un messaggio chiaro, che conferma il forte legame di Nico Paz con il gruppo e con il progetto lariano.

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IL MESSAGGIO – «Sconfitta molto difficile da accettare quella di ieri. Abbiamo lottato fino alla fine e siamo stati a un passo dal farcela, ma ci è scappata per dettagli. Ora bisogna rialzare la testa e dare tutto fino alla fine. Forza Como sempre!».

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