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Pavlovic svela: «Vlahovic un mio grande amico, ci scriviamo tutti i giorni. Ecco come Allegri mi ha migliorato»

Pavlovic svela: «Vlahovic un mio grande amico, ci scriviamo tutti i giorni. Ecco come Allegri mi ha migliorato». Le parole del difensore del Milan

Il difensore del Milan, Strahinja Pavlovic, ha rilasciato una lunga intervista a Tuttosport in avvicinamento alla sfida di campionato contro la Juventus del suo amico e connazionale Dusan Vlahovic.

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SULLA PAURA DI SMETTERE PER IL PROBLEMA CARDIACO – «Un po’ sì: quello è stato un momento difficile per me, ma se ora sono qui vuole dire che tutto si è poi sistemato».

SULL’ATTACCANTE CHE GLI HA DATO PIU’ FASTIDIO – «In questo campionato direi Lautaro e Thuram, ma ricordo ancora quanto è stato difficile marcare Giroud quando ho giocato contro il Milan in Champions».

SE HA SENTITO VLAHOVIC IN VISTA DI MILAN JUVENTUS – «Sì, si, noi due ci sentiamo sempre… Dusan è un mio grande amico e quasi tutti i giorni ci scriviamo o ci parliamo. Lui è un grande giocatore e una grande persona. Prima di venire al Milan gli avevo chiesto com’era l’Italia e ho fatto due chiacchiere sull’argomento pure con Milenkovic e Terzic, sa qui giocano tanti miei connazionali e questo mi piace molto».

SE UNO COME VLAHOVIC FAREBBE COMODO AL MILAN – «Questa non è una domanda per me… Posso però dire che è un grande giocatore con tanta qualità: quando lui è in forma è il numero uno, il miglior attaccante del campionato e uno dei più bravi al mondo».

SUL GOL PIU’ BELLO – «Il più bello quello contro il Torino, mentre il più importante è stato quello segnato a Cremona all’ultimo minuto: sembrava stregata».

SULLE LIBERTA’ CHE GLI CONCEDE ALLEGRI – «A lui piace darmi questa libertà di andare avanti per aiutare in attacco: questa è sempre stata una mia caratteristica e mi piace sfruttarla, in più mi aiuta il fatto di giocare come “braccetto” nella difesa a tre: giocando a quattro sarebbe impossibile andare a fare quelle corse in avanti. Tutto questo piace un po’ meno a Mike (Maignan, ndr) che mi urla sempre “Pavlo basta, stai dietro”».

SU COSA LO HA MIGLIORATO ALLEGRI – «Nella tattica, nel sapermi posizionare in campo e nel capire quali devono essere le giuste distanze tra noi in fase difensiva. Sono tutte piccole cose che però fanno la differenza e lui è un numero uno nell’insegnartele».

SUL MODO DI DIFENDERE – «Rispetto all’anno scorso è cambiato il nostro modo di giocare: ora tutti curano la fase difensiva e poi, allo stesso modo, tutti attaccano in blocco».

SUL RAPPORTO CON ALLEGRI – «A me sta molto simpatico e mi piace il fatto che ci tenga a parlare un po’ a tutti, si vede che conosce come si costruisce un gruppo». 

SULL’IMPORTANZA DI ALLEGRI – «Sì, lui è molto, molto importante per noi. Noi tutti siamo cresciuti con lui ed era soltanto il primo anno, avendo più tempo per lavorare, miglioreremo ancora».

COSA SI IMPARA ALLENANDOSI CON MODRIC – «Tutto. Lui è un esempio in tutto ciò che fa: nella vita privata e sul campo».

IL COMPAGNO CHE LO FA PIU’ ARRABBIARE – «Negli ultimi due-tre mesi Odogu, lui sa perché anche se è un grande amico, ma sono cose nostre».

SE E’ VERO UN VECCHIO INTERESSE DELLA JUVENTUS AI TEMPI DEL PARTIZAN – «Non ricordo di aver parlato con nessuno di loro, forse il mio procuratore».

SE QUESTA JUVENTUS PUO’ FAR PAURA – «Paura no, ma abbiamo grande rispetto per loro. Sappiamo cosa dobbiamo fare per affrontarli, vediamo cosa accadrà».

SULLE DIFFICOLTA’ CONTRO LE PICCOLE – «Credo sia stato un problema di mentalità. Questo era soltanto il primo anno di Allegri e ci serve ancora del tempo per crescere. Però le basi ci sono, visto che in questo Milan ci sono tanti buoni giocatori di qualità».

SULL’IMPORTANZA DI TORNARE IN CHAMPIONS LEAGUE – «È la competizione che tutti vogliono giocare, ma mancano ancora cinque partite e dobbiamo ancora lottare fino alla fine per arrivarci».

QUANTO FA MALE NON ANDARE AL MONDIALE – «Fa male, tanto male….».

L’INTERVISTA COMPLETA A PAVLOVIC

Ranieri Gasperini, parla Sabatini: «È una vicenda così grottesca… Quando l’equilibrio viene rotto in modo così fragoroso diventa una cosa irreversibile»

Ranieri Gasperini, Sabatini svela: «In Italia l’allenatore fa l’allenatore, non è un manager all’inglese. Non credo neppure che lui abbia…»

Ex dirigente della Roma e appassionato di calcio come pochi, Walter Sabatini esprime la sua opinione sull’attuale situazione incandescente in casa Roma. Ecco la sue parole a La Gazzetta dello Sport.

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LO SCONTRO RANIERI-GASPERINI «È una vicenda così grottesca che non vorrei aggiungere confusione a confusione. Una mia idea ce l’ho, ma non vorrei che diventasse una rissa di opinioni che non farebbe il bene della Roma».
COME POSSONO LAVORARE ANCORA INSEME «Non lo faranno. Quando l’equilibrio viene rotto in modo così fragoroso diventa una cosa irreversibile. È una questione di rispetto che è stato infranto da tutti e due. Penso che Ranieri non possa accettare questo tipo di convivenza, qualcosa succederà: o Claudio prende una decisione che lo riguarda, come quella di andarsene, o la prenderanno i Friedkin nei confronti dell’uno o dell’altro. Il terzo incomodo è Massara, è lui il ds della Roma e va trattato con rispetto. Gasp è un ottimo allenatore, però sul piano della comunicazione ha fatto cose pessime. Ha attaccato il ds in maniera inconcepibile e condotto il gruppo in modo personale bocciando giocatori con scelte e parole: non è stato certo un amico dell’azienda Roma».
COSA SI ASPETTA DAI FRIEDKIN «Nulla, di sicuro faranno una scelta. La Roma ha bisogno di competenze e chiarezza, che ora è davvero “opaca”. Dispiace che da tutto questo Massara ne esca frantumato sul piano dialettico, non su quello sostanziale. È un uomo onesto, che ha vinto lo scudetto col Milan e ha preferito subire per proteggere la società».
LA REPLICA DI GASPERINI «Era esasperato per le uscite del tecnico. Non credo abbia mai vissuto una situazione così torbida, ha ritenuto di dover fare delle puntualizzazioni in ogni caso non offensive. Forse avrebbe potuto aspettare qualche tempo, ma posso capirlo in fondo».
I SUOI DISSIDI CON BALDINI «Le risolvemmo facilmente perché io me ne andai, ma non contro Baldini bensì contro l’idea di avere un consulente: che ci sta a fare il ds? Fu doloroso, ma davanti a una situazione così equivoca ritenni giusto lasciare».
TROPPI DUALISMI ALLA ROMA «Adeguando i comportamenti all’etica necessaria che, soprattutto a Roma, si impone. Perché la città stessa deflagra per inezie che appaiono tempeste e in realtà sono piovaschi».
I MERITI DEL GASP «Carriera brillantissima. Non lo discuto, ma rilevo comportamenti che io non avrei mai accettato».
L’ALLENATORE DEVE FARE RICHIESTE TECNICHE «No. In Italia l’allenatore fa l’allenatore, non è un manager all’inglese. Non credo neppure che lui abbia fatto tutte queste richieste o posto le condizioni che sono state riferite, forse qualcuno vicino a lui ha ispirato questa narrazione. Discussioni e richieste vanno fatte in società».
LA ROMA IN CHAMPIONS «Deve vincerle tutte e può farcela, con un po’ di fortuna potrebbe arrivare un risultato eclatante…».

Capello non ha dubbi: «L’Inter è tornata a essere l’Inter, lo scudetto è già in tasca. Lazio? La squadra di Maurizio Sarri ha dimostrato di…»

Capello sulla Coppa Italia: «L’Inter è tornata a essere l’Inter, lo scudetto è già in tasca. Lazio? La squadra di Maurizio Sarri ha…»

Nella bacheca di Fabio Capello ci sono due Coppe Italia – nel 1969 con la Roma e nel 1977 con il Milan vinte da giocatore. Su La Gazzetta dello Sport ha parlato della prossima finale tra Inter e Lazio.

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L’INTER DI OGGI «L’Inter è tornata a essere l’Inter, soprattutto perché i suoi giocatori più importanti sono tornati a fare ciò che ci si aspettava da loro. Da sempre la mia idea è che nel calcio si vinca con il centrocampo e nella semifinale di ritorno a San Siro quel reparto ha fatto vedere il suo valore, da Barella a Calhanoglu – non ne parliamo nemmeno – e pure Sucic, che è entrato con spirito e voglia. È stata davvero un’Inter di livello, che ha giocato con esperienza. Ho visto anche un Como bello e con qualità come ha giustamente affermato Fabregas, però mi è sembrata una squadra quasi inesperta contro un’avversaria esperta: questione di età».
IL DOUBLE «Lo scudetto è già in tasca e quindi ora i nerazzurri giocano con serenità e senza pesi sulle spalle. E in finale affronteranno una squadra meno fastidiosa rispetto al Como, proprio per il tipo di gioco che Fabregas propone tra qualità e possesso palla».
DOSARE LE ENERGIE «Da questo punto di vista manca ancora tanto tempo e c’è ancora da conquistare lo scudetto aritmeticamente. Ecco, l’unico pericolo vero è che l’attesa sia troppo lunga e che per qualcuno magari i pensieri vadano su altre cose, nel frattempo: il Mondiale».
LA LAZIO SI GIOCA TUTTO «Questo in effetti è il punto principale. La Lazio non ha una rosa profondissima e se per caso le mancasse qualche titolare, il livello complessivo si abbasserebbe. Sul piano ambientale, invece, potrebbe crearsi un fattore potenzialmente determinante: la finale sarà un’occasione bellissima, unica, e la Lazio avrà secondo me un grande vantaggio nei tifosi che saranno orgogliosamente presenti. Così, i calciatori avranno quindi una spinta in più per riportare il club a vincere dopo diversi anni dall’ultima volta (l’ultimo trofeo conquistato dai biancocelesti è la Supercoppa Italiana del 2020, ndr)».
LA PRESSIONE «È una valutazione molto difficile e dipende dai calciatori: ci sono quelli che si esaltano sapendo che si giocano un trofeo e altri che invece non riescono a giocare con la stessa facilità delle altre partite. Per la Lazio potrebbe essere l’euforia a far esprimere i calciatori di Sarri nel miglior modo possibile».
ATALANTA-LAZIO «La squadra di Maurizio Sarri ha dimostrato di difendersi bene affidandosi al contropiede con molta umiltà, mentre l’Atalanta è stata la solita Dea giocando “uomo contro uomo” anche se ha commesso un errore decisivo sul gol della Lazio. Ecco, da questo punto di vista i biancocelesti mi sono sembrati complessivamente più attenti nei 120 minuti di partita».
VINCERE AI RIGORI DA’ SLANCIO «Ai tifosi senza dubbio, ma ovviamente la finale sarà una partita diversa con pochi spazi e cercherà di partire in contropiede come fatto a Bergamo. Sarà una partita che l’Inter cercherà di dominare nel gioco facendo appunto attenzione alla velocità avversaria. Anche perché la squadra di Sarri sta dimostrando un’ottima condizione fisica e se arriverà al 13 maggio in questa forma avrà più possibilità di sovvertire i pronostici».
LA RISORSA DELLA SQUADRA DI SARRI «Il tridente, dove la Lazio ha calciatori veloci sia sulle fasce che nella posizione di centravanti».

Italia al posto dell’Iran ai Mondiali? Spunta un clamoroso scenario a sorpresa! Cosa sta succedendo nelle ultime ore

Mondiali 2026, cresce l’ipotesi Italia al posto dell’Iran: emerge uno scenario a sorpresa in queste ultime ore

L’inviato speciale di Donald Trump, Paolo Zampolli, avrebbe avanzato alla FIFA una proposta destinata a far discutere: sostituire l’Iran con l’Italia ai Mondiali del 2026. La notizia è riportata dal Financial Times, che cita fonti secondo cui l’iniziativa rientrerebbe in un tentativo di ricucire i rapporti tra Trump e la premier Giorgia Meloni dopo le recenti tensioni legate alle dichiarazioni del presidente sulla guerra in Iran.

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Zampolli, interpellato dal quotidiano, ha confermato di aver presentato l’idea sia a Trump sia al presidente FIFA Gianni Infantino. L’obiettivo sarebbe quello di riportare gli Azzurri nella competizione che si disputerà negli Stati Uniti, in Canada e in Messico, nonostante la mancata qualificazione ottenuta sul campo.

Il diplomatico ha ribadito al Financial Times la sua posizione, sottolineando il valore storico della Nazionale italiana: “Confermo di aver suggerito a Trump e Infantino di sostituire l’Iran con l’Italia ai Mondiali. Sarebbe un sogno vedere gli Azzurri a Mondiali negli Stati Uniti. Con quattro titoli, gli Azzurri hanno il pedigree per giustificare l’inclusione”. Una proposta che, al momento, resta puramente teorica ma che ha già acceso il dibattito internazionale.

Alisson Juventus, accelerata decisiva: nel weekend nuovo incontro con l’entourage del portiere. Sul tavolo la proposta bianconera

Alisson Juventus, si entra nella fase calda: fissato per il weekend il vertice con gli agenti. Ecco la proposta presentata

La Juventus accelera con decisione per portare a Torino Alisson, individuato come il profilo ideale per blindare la porta nel nuovo ciclo tecnico. Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, il portiere avrebbe già espresso un primo assenso alla destinazione bianconera, aprendo di fatto alla trattativa. La dirigenza vuole chiudere rapidamente, convinta che l’arrivo di un leader di tale esperienza possa rappresentare un tassello fondamentale per il progetto di Spalletti.

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Le manovre societarie procedono senza sosta e, tra la sfida contro il Milan e gli impegni di campionato, è stato programmato un nuovo incontro con l’entourage del giocatore. In quel vertice verranno affrontati i dettagli dell’operazione: gli uomini di Comolli stanno lavorando a un contratto triennale, con cifre inferiori rispetto allo stipendio percepito al Liverpool. Nonostante la riduzione economica, il clima è positivo e filtra ottimismo da entrambe le parti, anche grazie alla volontà del portiere di tornare in Italia.

La Juventus considera Alisson un investimento strategico e vuole sfruttare questo momento favorevole per chiudere l’affare. La determinazione del giocatore sta facilitando i dialoghi, mentre il club bianconero punta a definire ogni aspetto nel minor tempo possibile. L’obiettivo è chiaro: consegnare a Spalletti un portiere di livello internazionale e costruire attorno a lui una base solida per il futuro immediato della squadra.

Rinnovo Pisacane, il Cagliari accelera: il club vuole blindare il suo allenatore fino al 2028. I segnali dalla dirigenza rossoblù

Rinnovo Pisacane, il Cagliari punta sulla continuità: proposta fino al 2028 per confermare il tecnico al centro del progetto

Il Cagliari guarda al futuro con una strategia chiara: costruire un progetto tecnico stabile e duraturo attorno a Fabio Pisacane. L’allenatore, protagonista della crescita identitaria della squadra, è considerato dalla dirigenza il perno del nuovo ciclo rossoblù. Per questo motivo il club sta valutando con convinzione l’idea di blindarlo con un nuovo accordo che ne certifichi la centralità nel percorso a lungo termine.

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Secondo quanto riportato da Nicolò Schira, il Cagliari sta preparando una proposta di rinnovo che porterebbe la scadenza del contratto di Pisacane al 30 giugno 2028. Un segnale forte di fiducia e continuità, pensato per dare stabilità all’ambiente e permettere al tecnico di lavorare con una prospettiva più ampia rispetto agli accordi attuali. La società vuole infatti consolidare un progetto che abbia basi solide e una guida tecnica riconosciuta.

L’attuale contratto di Pisacane prevede già una clausola di rinnovo automatico fino al 2027 in caso di permanenza in Serie A, ma il club intende andare oltre questa opzione condizionata. L’obiettivo è trasformare quella possibilità in un accordo biennale pieno e strutturato, che garantisca al tecnico campano un ruolo stabile e al Cagliari una continuità tecnica fondamentale per programmare il futuro con ambizione.

Vlahovic Juventus, rivelazione dalla Continassa: il serbo ha espresso un chiaro desiderio per il suo futuro e il club…

Vlahovic Juventus, segnali forti dalla Continassa: il serbo ha un obiettivo preciso e i bianconeri studiano il piano per trattenerlo

La Juventus può sorridere sul fronte Dusan Vlahovic: il centravanti serbo ha idee chiarissime sul proprio futuro e, secondo Sky, ha espresso in questa primavera la volontà ferma di restare a Torino. Per il numero 9 bianconero, la Juve rappresenta la prima scelta assoluta e il giocatore non intende valutare altre proposte prima di un confronto diretto con la dirigenza. Il legame con l’ambiente è forte, le sensazioni che filtrano dalla Continassa sono positive e Luciano Spalletti considera Vlahovic un pilastro imprescindibile del suo attacco.

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Proprio per questo, i contatti tra le parti entreranno presto nel vivo. La società vuole trovare un’intesa completa sul nuovo contratto, analizzando ogni dettaglio per garantire stabilità al progetto tecnico. Ottolini e Chiellini seguono da vicino l’evoluzione della situazione, consapevoli che la volontà del giocatore di rimanere è un punto di partenza fondamentale. Blindare Vlahovic significherebbe dare continuità ai progressi mostrati in campo e consolidare la struttura offensiva costruita da Spalletti.

Resta comunque alta l’attenzione sulle dinamiche internazionali: il mercato potrebbe muoversi attorno al serbo nei prossimi mesi e la Juventus vuole evitare inserimenti esteri. La strategia è chiara: costruire il futuro attorno alla propria stella, proteggendo uno dei giocatori più determinanti della rosa. Riuscire a trattenere Vlahovic sarebbe un segnale di forza e ambizione, perfettamente in linea con gli obiettivi di vertice del club.


Infortunio Yamal, episodio incredibile: il 10 blaugrana si fa male calciando il rigore del vantaggio

Infortunio Yamal, stop improvviso dopo il calcio di rigore: scatta l’allarme in casa Barcellona. Cosa è successo

Serata amara per il Barcellona, che perde due titolari nel giro di pochi minuti. Dopo quanto accaduto a De Bruyne in Napoli‑Inter lo scorso ottobre, anche Lamine Yamal si è infortunato calciando un rigore. Il numero 10 blaugrana aveva appena sbloccato la sfida contro il Celta Vigo dagli undici metri quando, subito dopo l’esultanza, si è accasciato a terra. I compagni hanno immediatamente chiamato lo staff medico e il giovane talento ha chiesto il cambio, lasciando il campo toccandosi la coscia sinistra.

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Le brutte notizie, però, non si sono fermate lì. Poco dopo l’uscita di Yamal, il Barcellona ha perso anche João Cancelo, costretto ad abbandonare il match per un problema muscolare. L’ex Inter ha provato a stringere i denti, ma non è riuscito a proseguire e ha chiesto la sostituzione.

Due stop pesanti per il tecnico dei balugrana, che ora attende gli esami per capire l’entità degli infortuni e i tempi di recupero dei suoi giocatori in un momento cruciale della stagione.

 

Motta Lazio, notte indimenticabile per il giovane portiere biancoceleste: «Scusate sono emozionato…non mi è mai capitato»

Motta Lazio, che notte per il portiere classe 2005: «Scusate sono emozionato…non mi è mai capitato». Le sue parole

Per Edoardo Motta è stata una notte che difficilmente dimenticherà. Atalanta‑Lazio si è trasformata in un palcoscenico perfetto per il giovane portiere biancoceleste, arrivato a Roma da pochi mesi e già capace di prendersi la scena. Prima una parata clamorosa su Scamacca aveva tenuto in vita la squadra di Sarri, poi la lotteria dei rigori lo ha consacrato come l’eroe assoluto della serata.

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Dal dischetto, Motta ha vissuto un momento destinato a restare nella storia recente della Lazio. Dopo essere stato battuto da Raspadori, il portiere ha infilato quattro parate consecutive, ipnotizzando nell’ordine Scamacca, Zappacosta, Pasalic e De Ketelaere. Una serie impressionante che ha regalato ai biancocelesti la qualificazione alla finale di Coppa Italia e ha certificato la maturità di un ragazzo che, fino a pochi mesi fa, era considerato una scommessa.

Al termine della partita, l’emozione ha preso il sopravvento. Intervistato da Mediaset, Motta ha parlato con la voce rotta, lasciando trasparire tutta la sua incredulità per una notte irripetibile: “Segreti? Siamo in diretta, meglio non dire niente. Finale con l’Inter? Si spera di finirla prima, magari in trionfo. Ma eventualmente saremo pronti per i rigori. I compagni mi danno tanti consigli. Scusate sono emozionato…non mi è mai capitato”. Parole semplici, sincere, che raccontano meglio di qualsiasi analisi la magia vissuta dal giovane portiere biancoceleste.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 23 aprile 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

A volte ritornano: José Mourinho, ancora tu? Ecco cosa sta succedendo

Florentino Perez è pronto a prendere una decisione che potrebbe cambiare il volto della panchina del Real Madrid. Secondo alcune indiscrezioni provenienti dalla Spagna, il presidente del club spagnolo starebbe valutando il grande ritorno di José Mourinho, per rimpiazzare Alvaro Arbeloa, attuale allenatore della squadra, il quale non ha convinto pienamente. Una notizia che, se confermata, segnerebbe un clamoroso ritorno di uno dei tecnici più discussi e amati nella storia recente del club.

Il ritorno di Mourinho: da Madrid a Madrid

José Mourinho non è un volto nuovo per i tifosi del Real Madrid. Già allenatore dei blancos dal 2010 al 2013, il tecnico portoghese ha vissuto una parentesi ricca di successi ma anche di polemiche. Dopo aver lasciato l’Inter trionfante con il triplete, Mourinho è arrivato al Madrid dove ha guidato la squadra a trionfi importanti, tra cui una Copa del Rey e il miglior punteggio in Liga, pur non riuscendo a conquistare la Champions League.

Alla fine della sua avventura madrilena, però, la sua separazione con il club è avvenuta in un clima di tensione, con il presidente Perez e i giocatori che decisero di andare in direzioni separate.

Oggi, però, la situazione è diversa. Mourinho, che attualmente sta ottenendo ottimi risultati con il Benfica, sta attirando nuovamente l’attenzione dei top club europei. Se da un lato il suo stile di gioco non ha sempre entusiasmato, i risultati sono oggettivi. L’esperienza accumulata e la capacità di far crescere e motivare i giocatori potrebbero essere ciò di cui il Real ha bisogno in questo momento delicato.

Perez punta sullo Special One per il Real Madrid

Le voci che circolano in Spagna, riportate da diverse fonti, parlano di un presidente pronto a richiamare il tecnico portoghese per dare nuova linfa alla squadra. Nonostante Arbeloa sia ancora giovane e abbia bisogno di tempo per cementare la sua esperienza da allenatore, la pressione per ottenere risultati immediati potrebbe spingere la dirigenza a cambiare rotta. Inoltre, la reputazione di Mourinho, capace di vincere titoli ovunque sia stato, non è mai stata messa in discussione.

Il futuro dello ‘Special One‘ è ancora tutto da scrivere. La proposta del Real Madrid potrebbe rivelarsi un’opportunità da non lasciarsi sfuggire, ma anche una nuova sfida per un tecnico che, a 63 anni, sa che un altro grande ciclo potrebbe essere quello decisivo per consolidare la sua importanza nel calcio internazionale.

Lazio, Sarri nel post gara: «Tifosi? Se dovessero venire in finale diciamo che sarei l’allenatore più felice del Mondo»

Lazio, Sarri a Mediaset: «Una partita difficilissima complicatissima, in un campo difficile per tutte le squadre europee.». Le parole

Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, ha commentato ai microfoni di Mediaset il post‑gara della sfida contro l’Atalanta di Coppa Italia. Le sue dichiarazioni:

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UN GRANDE PERCORSO «Una partita difficilissima complicatissima, in un campo difficile per tutte le squadre europee. I ragazzi si sono meritati questa qualificazione Abbiamo eliminato le due finaliste dello scorso anno, un grande percorso».

COSA CHIEDE PER LA FINALE? «Una maggiore capacità realizzativa. E’ questo quello che è sempre mancato, la squadra è solida ma segna poco».

EDOARDO MOTTA «Il ragazzo sui calci di rigore ha dei numeri impressionanti. Ed in campionato ne ha parato uno a Bologna. Un ragazzo che ha margine ancora, soprattutto con i piedi. Un prospetto importante, interessante che deve avere nella testa di voler migliorare ancora».

APPELLO AI TIFOSI? «Come ho detto sempre rispetto le decisioni della gente. Poi se dovessero venire in finale diciamo che sarei l’allenatore più felice del Mondo».

LEGGI LE PAROLE INTEGRALI DI SARRI SU LAZIONEWS24

Atalanta, Percassi nel post gara: «C’è stato più di un errore da parte dell’arbitro ed è un vero peccato, un davvero peccato»

Atalanta, Percassi a Mediaset nel post partita: «C’è stato più di un errore da parte dell’arbitro ed è un vero peccato»

Luca Percassi, amministratore delegato dell’Atalanta, ha commentato ai microfoni di Mediaset il post partita della sfida contro la Lazio di Coppa Italia.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

ANALISI PRESTAZIONE ED ERRORI ARBITRALI – «Di fronte a una prestazione ottima da parte della squadra, c’è un evidente errore nell’occasione del gol annullato a Ederson. C’è stato più di un errore da parte dell’arbitro ed è un vero peccato, un davvero peccato. Quindi dispiace perché si è buttata via una qualificazione strameritata su un episodio chiave che ovviamente ha condizionato pesantemente il risultato di questa gara».

EPISODI – «Non è giustificabile un errore di questo tipo in partite di questo tipo quando la posta in palio è così elevata, con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, che hanno a disposizione. Veramente è un qualcosa che ti lascia l’amaro in bocca. Poi gli episodi sono determinanti, però ci sono episodi decisivi come questo. Secondo me sono entrambi. C’era rigore di Gila, poi si parla di autogiocata, ma mai quando le mani sono aderenti al corpo: in questo caso la posizione del giocatore è totalmente scomposta. Probabilmente se non l’avesse colpita con il ginocchio, l’avrebbe potuta colpire in ogni caso con la mano. E anche il tocco di Kristovic anticipa il portiere, le immagini sono chiarissime ed è veramente incomprensibile come a questo livello, in queste partite, di fronte anche ad arbitri che consideriamo importanti, ci siano errori di questo tipo».

LEGGI LE PAROLE INTEGRALI DI PERCASSI SU LAZIONEWS24

Pagelle Atalanta Lazio, Motta eroe della serata di Coppa Italia! Debacle della Dea – I VOTI

Pagelle Atalanta Lazio: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la semifinale di ritorno di Coppa Italia 2025/26

Pagelle Atalanta Lazio : i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la semifinale di ritorno di Coppa Italia 2025/26. Ecco le valutazioni:

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PAGELLE ATALANTA LAZIO

ATALANTA – Carnesecchi 6.5; Scalvini 6 (94′ Ahanor 6), Djimsiti 5, Kolasinac 6 (71′ Kossounou 6); Zappacosta 6.5, De Roon 6 (71′ Pasalic 6.5), Ederson 6, Bernasconi 6.5 (56′ Bellanova 5.5); De Ketelaere 6.5, Zalewski 6 (71′ Raspadori 6); Krstovic 6.5 (90′ Scamacca 5.5).

LAZIO Motta 10; Marusic 5.5 (67′ Lazzari 6), Gila 6.5 (77′ Provstgaard 6), Romagnoli 7, Nuno Tavares 5.5; Basic 5.5 (77′ Dele-Bashiru 6), Patric 5.5 (84′ Cataldi 5.5), Taylor 5; Cancellieri 6 (66′ Isaksen 6), Noslin 6, Zaccagni 6 (103′ Pedro 6).

Diretta gol Coppa Italia: la Lazio vince ai rigori contro l’Atalanta e va in finale! Motta eroe: para 4 rigori!

Diretta Gol Coppa Italia sfide valide per le semifinali di ritorno: sintesi, tabellino, risultati, moviola e cronaca LIVE

La cronaca, sintesi e diretta LIVE delle partite valevoli per i semifinali di ritorno di Coppa Italia 2025/2026.

SEGUI QUI LA DIRETTA DI ATALANTA LAZIO

Formazioni ufficiali

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Kolasinac; Zappacosta, De Roon, Ederson, Bernasconi; De Ketelaere, Zalewski; Krstovic. Allenatore: Raffaele Palladino.

LAZIO (4-3-3): Motta; Marusic, Gila, Romagnoli, Nuno Tavares; Basic, Patric, Taylor; Cancellieri, Noslin, Zaccagni. Allenatore: Maurizio Sarri.


SEGUI QUI LA DIRETTA DI INTER COMO

Formazioni ufficiali

NTER (3-5-2): 13 J. Martinez; 25 Akanji, 15 Acerbi, 30 Carlos Augusto; 11 Luis Henrique, 23 Barella, 20 Calhanoglu, 7 Zielinski, 32 Dimarco; 14 Bonny, 9 Thuram. A disposizione: 1 Sommer, 12 Di Gennaro, 2 Dumfries, 8 Sucic, 16 Frattesi, 17 Diouf, 22 Mkhitaryan, 31 Bisseck, 36 Darmian, 48 Mosconi, 51 Alexiou, 94 Esposito. Allenatore: Cristian Chivu.

COMO (3-4-2-1): 1 Butez; 14 Ramon, 34 Diego Carlos, 2 Kempf; 77 Van der Brempt, 23 Perrone, 33 Da Cunha, 3 Valle; 10 Nico Paz, 20 Baturina; 11 Douvikas. A disposizione: 21 Tornqvist, 22 Vigorito, 44 Cavlina, 5 Goldaniga, 6 Caqueret, 7 Morata, 15 Lahdo, 17 Rodriguez, 18 Moreno, 19 Kuhn, 28 Smolcic, 38 Diao, 56 De Paoli, 58 Pisati. Allenatore: Cesc Fabregas.

Moviola Atalanta Lazio: succede di tutto nella semifinale di ritorno di Coppa Italia! Ecco gli episodi della gara

Moviola Atalanta Lazio: l’episodio arbitrale chiave del match valido per la semifinale di ritorno di Coppa Italia 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Atalanta Lazio, valido per la semifinale di ritorno di Coppa Italia 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Colombo.

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LA MOVIOLA

La semifinale di Coppa Italia tra Atalanta e Lazio è stata segnata da diversi episodi arbitrali che hanno inciso sul ritmo e sulla tensione del match. Il primo momento chiave arriva al 61’, quando Ederson trova il gol che sembra sbloccare la partita. L’esultanza dura però pochissimo: dopo un lungo stop di circa cinque minuti tra check VAR e on‑field review, l’arbitro Colombo annulla la rete per un fallo di Krstovic su Motta. L’azione nasce da un cross dalla destra, con Gila che tocca il pallone prima col ginocchio e poi con il braccio in maniera non punibile. Motta interviene in presa bassa ma non trattiene la sfera, e Krstovic, nel tentativo di anticiparlo, commette un contatto giudicato falloso prima di servire Ederson. Un episodio molto al limite, simile al gol annullato a Baschirotto in Cremonese‑Torino, che lascia spazio a dubbi e discussioni.

Al 75’ è la Lazio a protestare per un possibile rigore. Su un’iniziativa personale di Noslin, il pallone colpisce il braccio largo di Scalvini all’interno dell’area. Il tocco, però, viene valutato come involontario sia da Colombo sia dal VAR, che non ravvisano gli estremi per assegnare il penalty. Nonostante la posizione del braccio fosse ampia, la dinamica dell’azione e la vicinanza del difensore al punto di impatto hanno portato la squadra arbitrale a confermare la decisione di non intervenire.

L’ultimo episodio arriva al 95’ dei supplementari, quando l’Atalanta trova un altro gol poi annullato. Sul cross morbido di De Ketelaere, Zappacosta fa da sponda per Raspadori, che insacca da pochi passi. Anche in questo caso, però, la gioia dura un istante: il numero 77 nerazzurro parte in fuorigioco sul traversone del belga e la rete viene correttamente cancellata. Un match intenso e ricco di situazioni borderline, che ha richiesto un uso costante della tecnologia e ha alimentato il dibattito arbitrale nel post‑gara.

Suzuki Parma, il portiere dei ducali svela: «Futuro? Non lo so, nessuno lo conosce. Ora il mi focus è questo. Sui Mondiali…»

Suzuki Parma, il portiere svela: «Futuro? Non lo so, nessuno lo conosce. Ora il mi focus è questo. Sui Mondiali…». Le parole

Il futuro di Ion Suzuki al Parma resta avvolto nell’incertezza. Alla domanda se sarà ancora lui il portiere dei ducali nella prossima stagione, il giapponese ha risposto con cautela: «Non lo so, vediamo dopo i Mondiali». Una frase che conferma come attorno al suo nome continui a muoversi un forte interesse di mercato, sia in Italia sia all’estero.

Suzuki è infatti uno dei profili più ambiti della rosa di Carlos Cuesta, reduce da una prestazione di altissimo livello nella vittoria contro l’Udinese. Da mesi il suo nome circola tra le indiscrezioni di mercato, complice la crescita costante e la capacità di incidere nelle partite chiave. Proprio a margine di un evento Meet&Greet con i tifosi, il portiere ha parlato del suo momento e del suo futuro, come riportato da ParmaLive.com.

Le sue parole non chiudono alcuna porta, lasciando aperti tutti gli scenari in vista dell’estate. Il Parma spera di trattenerlo, ma la vetrina del Mondiale potrebbe aumentare ulteriormente l’interesse attorno a uno dei giocatori più preziosi della rosa emiliana. Le sue parole:

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VITTORIA UDINE– «Sono molto contento del risultato, è stata la prima vittoria per me da quando sono tornato in campo. E ho anche ottenuto un clean sheet, è molto importante per me»

OBIETTIVO – «Sicuramente prima di tutto dobbiamo assicurarci il nostro posto in Serie A, ma possiamo ancora migliorare la nostra posizione rispetto alla scorsa stagione. Dobbiamo continuare a vincere più che possiamo per finire bene la stagione»

TIFOSI PARMA TIFERANNO GIAPPONE? – «Sì, vorrei che loro tifassero per me ovviamente. La mia esperienza qui sarà molto utile ai Mondiali. Naturalmente ora devo concentrarmi sul Parma, ma dopo la stagione avremo una competizione molto importante e voglio essere pronto»

INFORTUNIO – «Molto. Sono tornato in campo e ho fatto qualche errore, ma giocando di più mi sentirò meglio. Ora posso aiutare la squadra. E’ stata la prima volta in cui mi sono infortunato abbastanza seriamente, ma ero molto concentrato su quello che potevo fare. Il periodo del mio recupero è stato molto formativo e sarà utile per il futuro. Ora però è tempo di fare buone prestazioni sul campo»

PARAGONI SCORSA STAGIONE – «Come squadra, credo che siamo cresciuti molto rispetto alla scorsa stagione, specialmente dal punto di vista difensivo grazie a cui abbiamo vinto diverse partite»

FUTURO – «Non lo so, nessuno conosce il futuro: ora il mio focus è solo sul Parma e questo è quanto. Le voci? Sì, ho letto qualcosa: penso che per i giocatori possa essere una cosa positiva, perché se giochi bene, molti club vogliono acquistarti. Io voglio fare prestazioni sempre migliori. Voglio giocare i Mondiali, e se gioco bene magari potrò fare un grande passo, non so… ma io sono concentrato solo sul giocare qui e poi sui Mondiali. La Premier League? Mi piace, ma mi piace anche giocare qui e sono molto soddisfatto di essere qui».

Celik Roma, irrompe un big di Serie A: novità decisive sul laterale in scadenza con i giallorossi! Le ultimissime di mercato

Celik Roma, cambia tutto: un top club di Serie A entra con decisione nella corsa al terzino giallorosso. Situazione in evoluzione

Zeki Çelik si prepara a diventare una delle occasioni più intriganti del prossimo mercato estivo. Il suo contratto con la Roma scadrà a giugno e, come riportato da calciomercato.com, il dialogo per un eventuale rinnovo è in una fase di profondo stallo. Con un ingaggio da 2 milioni, ampiamente sostenibile per le big italiane, il laterale turco è finito nel mirino della Juventus, che nelle scorse settimane ha già effettuato un sondaggio esplorativo per capire le intenzioni del giocatore. I bianconeri cercano un rinforzo affidabile per completare il mosaico tattico di Luciano Spalletti e l’idea di prenderlo a parametro zero rappresenterebbe una mossa di grande intelligenza.

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La concorrenza, però, si sta rapidamente intensificando. Nelle ultime ore si registra infatti il forte inserimento dell’Inter, pronta a valutare un affondo immediato. Çelik ha alzato il proprio rendimento in stagione, collezionando 29 presenze, 1 gol e 2 assist, numeri che hanno attirato l’attenzione dei nerazzurri. L’Inter vuole anticipare tutti, ma la Juventus resta vigile e pronta a intervenire al momento giusto. Avere in rosa un giocatore così duttile aumenterebbe sensibilmente la competitività del gruppo.

Le prossime settimane saranno decisive per delineare il futuro dell’esterno turco. La permanenza alla Roma appare sempre più complicata, aprendo la strada a una possibile asta tra le big italiane. La Juventus osserva con attenzione ogni movimento, pronta a sfruttare eventuali esitazioni per piazzare la zampata. Portare a termine l’operazione significherebbe rinforzare la difesa con criterio, ottimizzando il budget e costruendo una squadra sempre più solida e competitiva nella corsa al vertice.

Vlahovic non coinvolto nell’inchiesta escort Milano: rettifica dopo le notizie circolate nelle ultime ore

Vlahovic non è coinvolto nell’inchiesta escort Milano: rettifica dell’Avvocato dell’attaccante della Juventus dopo le notizie circolate nelle ultime ore

Nelle ultime ore è emerso il nome di Dusan Vlahovic tra i possibili giocatori di Serie A coinvolti nell’inchiesta della Procura di Milano su un presunto giro di escort legato alla movida cittadina. Da rettifica dell’Avvocato Margherita Nuzzo, il giocatore della Juventus non è assolutamente coinvolto in tale inchiesta.

Di seguito riportata la rettifica testuale ai sensi dell’art. 8 L. 47/1948: «L’Avv. Margherita Nuzzo, legale del signor Dusan Vlahović, precisa che il giocatore non è in alcun modo coinvolto nell’inchiesta citata. L’accostamento del suo nome e della sua immagine all’inchiesta è totalmente improprio e privo di qualsiasi fondamento».

Mercato Milan, spunta un nome a sorpresa per la difesa! Suggestione a parametro zero: tutti i dettagli

Mercato Milan, nuova pista per la retroguardia rossonera: nome inatteso e occasione a parametro zero. I dettagli

Il mercato dei difensori centrali per la stagione 2026/27 si arricchisce di un nome di altissimo profilo: John Stones. Il leader della retroguardia del Manchester City, simbolo del ciclo di Guardiola, lascerà l’Etihad a parametro zero il 30 giugno. Come riportato da Fabrizio Romano, il difensore inglese è stato proposto anche ai club italiani e il Milan figura tra le società che hanno mostrato interesse per uno dei migliori interpreti al mondo del ruolo di “regista difensivo”.

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L’idea Stones, però, porta con sé valutazioni delicate che Igli Tare e Massimiliano Allegri stanno analizzando con attenzione. Da un lato, il suo profilo tecnico sarebbe perfetto per il 3‑5‑2 rossonero: un difensore capace di impostare dal basso, ideale come vertice centrale per avviare l’azione e verticalizzare. Dall’altro, resta l’incognita fisica: nella stagione 2025/26 ha disputato appena 15 partite, frenato da continui problemi muscolari e alla caviglia. A ciò si aggiunge l’età — 32 anni a maggio — che rende l’investimento potenzialmente rischioso. In compenso, Stones porterebbe a Milanello leadership, mentalità vincente ed esperienza internazionale, qualità preziose per guidare la crescita di Pavlovic e degli altri giovani.

Al momento si tratta più di una suggestione che di una trattativa concreta, ma l’idea di vedere Stones dirigere la difesa rossonera nella prossima Champions League affascina i vertici di via Aldo Rossi. La decisione finale dipenderà dal bilanciamento tra opportunità tecnica e rischio fisico: il Milan dovrà scegliere se puntare su un campione dalla fragilità nota o orientarsi verso profili più giovani e integri, come Tiago Gabriel.

Infortunio Vojvoda, stagione finita per il giocatore del Como? Le sue condizioni e i tempi di recupero

Infortunio Vojvoda, Fabregas perde una pedina chiave. Como in apprensione: stop di 2‑3 settimane, stagione a rischio

Brutte notizie per il Como, che deve fare i conti con lo stop di Mergim Vojvoda. L’esterno kosovaro aveva già saltato la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Inter per un problema fisico e gli accertamenti effettuati nelle ultime ore hanno chiarito la natura dell’infortunio. Secondo SOS Fanta, il classe 1995 ha riportato una lesione muscolare ai flessori, che lo terrà fuori causa non solo per la prossima gara.

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I tempi di recupero stimati sono di due‑tre settimane, motivo per cui Vojvoda salterà sicuramente la sfida contro il Genoa del 26 aprile (34ª giornata di Serie A) e il successivo big match contro il Napoli del 2 maggio al Sinigaglia. L’obiettivo dello staff medico è quello di riaverlo a disposizione per il rush finale del campionato, nelle ultime tre giornate contro Verona, Parma e Cremonese.

Fin qui, nella stagione 2025/26, Vojvoda è stato uno dei giocatori più utilizzati da Fabregas: 31 presenze complessive (27 in Serie A e 4 in Coppa Italia), arricchite da 2 gol e 2 assist in campionato, oltre a un assist in coppa. Il suo stop rappresenta dunque un’assenza pesante per il Como in un momento decisivo della stagione.

Caso Neymar, la Corte Suprema chiude il dossier: nessuna frode nel trasferimento al Barcellona

Neymar, arriva il verdetto finale: assoluzione totale, nessun illecito nel passaggio al Barcellona. Tutti i dettagli

La denuncia era stata presentata anni fa dal fondo d’investimento DIS, che deteneva il 40% dei diritti economici di Neymar ai tempi del Santos. Secondo la società, il trasferimento del brasiliano al Barcellona nel 2013 sarebbe stato formalizzato a un prezzo artificiosamente basso — 17,1 milioni di euro — per ridurre la quota spettante al fondo, pari a 6,8 milioni. DIS sosteneva inoltre che le ulteriori somme versate dal Barça, tra cui i 60 milioni destinati alla società di famiglia N&N e i 7,9 milioni per i diritti futuri di tre giocatori del Santos, avrebbero dovuto rientrare nell’accordo ufficiale.

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La Audiencia di Barcellona, già nel 2022, aveva però escluso qualsiasi irregolarità, e ora la Corte Suprema spagnola ha confermato l’assoluzione per Neymar, Sandro Rosell e Josep Maria Bartomeu. Secondo i giudici, non vi è stato alcun reato nella trattativa per l’acquisizione del calciatore e le prove raccolte dimostrano “l’inconsistenza dell’accusa”. La decisione chiude definitivamente il fronte penale del caso.

Nella nota ufficiale, l’Alta Corte chiarisce che non si è configurato né un reato di corruzione negli affari né una truffa impropria, né da parte del giocatore e dei suoi rappresentanti né da parte del Barcellona. L’operazione, spiegano i magistrati, è stata il risultato di una scelta sportiva del club, che inizialmente aveva programmato l’acquisto per l’anno successivo ma decise poi di anticiparlo. Con questa sentenza, il procedimento penale si conclude certificando l’assenza di illeciti nell’operazione Neymar.

De Vrij Inter, tra prolungamento e addio ai nerazzurri: prende forma un’ipotesi inattesa in Italia

De Vrij Inter, i nerazzurri tentennano: possibile addio e nuova destinazione a sorpresa nel nostro campionato

L’Inter di Cristian Chivu ha iniziato a riflettere con attenzione sul futuro della propria difesa, e al centro delle valutazioni della proprietà Oaktree c’è il nome di Stefan de Vrij. Il centrale olandese, per anni pilastro della retroguardia nerazzurra, è in scadenza nel giugno 2026 e il suo destino resta avvolto dall’incertezza. Nonostante la sua esperienza e affidabilità, il club sta ragionando su un possibile cambio di ciclo.

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Secondo le ultime indicazioni, la dirigenza non ha ancora deciso se procedere con il rinnovo. Il progetto di ringiovanimento della rosa, che ha già coinvolto giocatori come Acerbi e Darmian, potrebbe infatti spingere l’Inter a valutare soluzioni più giovani in vista del 2026. De Vrij ha continuato a garantire solidità, ma la volontà di Oaktree di abbassare l’età media del reparto difensivo potrebbe portare a un addio al termine della stagione.

In caso di mancato prolungamento, per l’ex Lazio non mancherebbero le opportunità in Serie A. Come riportato da ForzaMonza.it, il Monza sta monitorando con grande attenzione la situazione del classe ’92. I brianzoli, terzi in Serie B con 72 punti e in piena corsa per la promozione diretta, sognano un innesto di spessore internazionale per blindare la difesa in caso di ritorno nel massimo campionato. Per ora resta una suggestione, ma l’asse Milano‑Monza potrebbe scaldarsi una volta chiarito il futuro dell’Inter e la categoria dei biancorossi.

Infortunio Estevao, Chelsea e Brasile in ansia: rischia di saltare il Mondiale! Le ultimissime notizie

Infortunio Estevao, scatta l’allarme per Chelsea e Brasile: il talento rischia il Mondiale. Tutti gli aggiornamenti

Brutte notizie per il Chelsea e per la nazionale brasiliana: l’infortunio di Estêvão, uscito al 16’ della sfida contro il Manchester United, si è rivelato molto più grave del previsto. Il giovane talento ha accusato un problema muscolare che gli esami strumentali hanno poi confermato essere una lesione di alto grado al bicipite femorale, compromettendo con ogni probabilità il suo finale di stagione in Premier League.

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Il momento non potrebbe essere peggiore per il Chelsea, già in piena crisi di risultati. I Blues arrivano da tre sconfitte consecutive e si trovano all’ottavo posto con 48 punti, lontani otto lunghezze dal Liverpool, attualmente quinto e in zona Champions League. Più vicina la corsa all’Europa League, con il Brighton sesto a quota 50, ma l’assenza di Estêvão rappresenta comunque un colpo pesante per una squadra che fatica a ritrovare continuità.

L’infortunio del classe 2007 è un campanello d’allarme anche per Carlo Ancelotti: il rischio concreto è che il giocatore debba rinunciare al Mondiale, compromettendo il sogno della sua prima partecipazione alla Coppa del Mondo. Una prospettiva amara per uno dei prospetti più attesi del calcio brasiliano.

Calcio italiano verso la rivoluzione: nuova tassa sulle scommesse, diritti TV ridisegnati e incentivi ai giovani nella bozza del DDL

Riforma del calcio italiano, dalla nuova “ex Totocalcio” ai diritti TV rivisti: la prima bozza del DDL punta su vivai e sostenibilità

La bozza di disegno di legge presentata dal senatore di Fratelli d’Italia Paolo Marcheschi punta a una riforma complessiva del sistema calcio italiano, intervenendo su ricavi, costi e governance. L’obiettivo è rafforzare la sostenibilità economica dei club e incentivare in modo strutturale lo sviluppo dei settori giovanili. Si tratta di un testo preliminare, aperto ai contributi politici e destinato a essere sottoposto al ministro dello Sport Andrea Abodi. La proposta tocca ambiti chiave come scommesse, diritti televisivi, lavoro sportivo, compensi degli agenti e assetto istituzionale della FIGC.

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Sul fronte delle entrate, il DDL introduce dal 2027 un contributo del 2% sulle giocate calcistiche, destinato alla FIGC e vincolato per metà allo sviluppo dei vivai e delle infrastrutture. Una quota del 30% sarebbe riservata alla lotta alla ludopatia e il restante 20% al calcio femminile e dilettantistico. Contestualmente, il testo prevede una riduzione del PREU per garantire l’invarianza di gettito per lo Stato. Viene inoltre istituito un fondo alimentato dal 10% delle sanzioni AGCOM contro la pirateria audiovisiva, destinato a impianti, centri federali e programmi formativi. Una parte centrale della riforma riguarda anche i diritti TV: almeno il 15% delle risorse verrebbe distribuito secondo nuovi Parametri di Valorizzazione e Sostenibilità, premiando vivai, bilanci virtuosi, utilizzo di italiani e qualità delle infrastrutture, con un’ulteriore premialità per i club in utile da almeno tre esercizi.

Sul lato dei costi, la riforma interviene sul lavoro sportivo con una riduzione del 30% delle aliquote contributive per i calciatori tra i 18 e i 23 anni nei primi cinque anni di attività. È prevista inoltre un’assicurazione privata obbligatoria contro gli infortuni, che sostituirebbe la copertura INAIL, con indennità per inabilità, invalidità, spese mediche e fine carriera. Il testo introduce anche una detrazione fiscale del 30% sui premi assicurativi e la loro deducibilità per le società. Un capitolo rilevante riguarda i compensi degli agenti sportivi: verrebbero fissati tetti massimi tra il 5% e il 7% a seconda del soggetto pagatore, con una riduzione del 30% in caso di rinnovo, oltre a nuovi obblighi di trasparenza e un registro pubblico.

Sul piano istituzionale, la bozza prevede un commissariamento straordinario della FIGC per 24 mesi, prorogabili di altri 12, con l’obiettivo di accelerare riforme strutturali come la revisione dei campionati, il rafforzamento dei controlli economico‑finanziari e il riordino del sistema arbitrale. Le coperture finanziarie arriverebbero dall’eliminazione della contribuzione INAIL per i professionisti, dal rafforzamento dei controlli sulle società e, in parte, dal Fondo per interventi strutturali di politica economica. Il contributo sulle scommesse sarebbe strutturato per non generare impatti negativi sul bilancio statale. Nel complesso, la bozza delinea un intervento ampio e ambizioso, pensato per ridisegnare gli equilibri economici e regolamentari del calcio italiano.

Lazio, Fabiani svela il futuro di Sarri: «La società ha preso questa decisione»

Lazio, Angelo Fabiani – direttore sportivo – ha svelato il futuro di Maurizio Sarri prima del match di Coppa Italia con l’Atalanta

L’attesa è ormai terminata e il fischio d’inizio della decisiva semifinale di ritorno tra Atalanta e Lazio è imminente. Il club che riuscirà a superare questo scoglio si guadagnerà il prestigiosissimo accesso all’atto conclusivo della Coppa Italia, incrociando l’Inter nella finalissima fissata per mercoledì 13 maggio.

Pochissimi minuti prima dell’ingresso in campo delle due sfidanti, il dirigente sportivo laziale Angelo Fabiani si è concesso ai microfoni dell’emittente Mediaset per fare il punto generale della situazione.

Fiducia totale nel lavoro di mister Sarri

Il direttore sportivo ha voluto immediatamente blindare la figura dell’allenatore, spazzando via qualsiasi tipo di speculazione mediatica legata alla panchina. Le sue dichiarazioni confermano la netta solidità del progetto tecnico: “Sarri ha altri due anni di contratto e ha fatto un ottimo lavoro. Per quanto riguarda la società non ci sono problemi“. Un attestato di grandissima stima, mirato a compattare tutto l’ambiente romano.

Il bilancio stagionale e la grande sfida odierna

Successivamente, l’uomo mercato ha inquadrato il peso specifico dell’impegno serale, sviscerando un’annata tormentata da parecchi intoppi e rammarichi. L’analisi tracciata fotografa con enorme onestà il percorso del gruppo: “È stata una stagione segnata da alcuni fattori imponderabili tra infortuni e qualche partita che dovevamo vincere. Questa squadra ha però dimostrato che contro le big ha fatto delle ottime prestazioni. Obiettivamente siamo un po’ sotto in classifica ma la partita di stasera è una di quelle gare che è meglio giocare che non farlo. Ci auguriamo che stasera i ragazzi portino a casa il risultato ma anche se così non fosse il nostro programma deve continuare e dobbiamo lavorare in prospettiva”.

Tra un’infermeria piena e la voglia di riscatto

In conclusione, Fabiani ha evidenziato le motivazioni oggettive che hanno rallentato la rincorsa in Serie A, esortando però la tifoseria e lo spogliatoio a mantenere un atteggiamento assolutamente propositivo: “Se guardiamo l’ultima partita possiamo dire che c’è stato un miglioramento. Abbiamo avuto una cosa come 45 infortuni, un qualcosa di esorbitante. Non bisogna vivere nel vittimismo e guardare al futuro con positività”. Ora la parola passa unicamente al rettangolo verde.

Atalanta, Percassi: «Per il calcio italiano ci sono delle basi molto forti per tornare competitivi. Gasperini? 9 anni straordinari ma purtroppo il calcio…»

Atalanta, Luca Percassi – amministratore delegato – ha parlato prima del match di Coppa Italia contro la Lazio

Nel pre-partita di Atalanta Lazio – semifinale di ritorno di Coppa Italia – l’amministratore delegato del club bergamasco, Luca Percassi, ha analizzato i temi principali della gara a Mediaset, inquadrando l’importanza di un appuntamento che lo stesso mister Raffaele Palladino non ha esitato a etichettare senza mezzi termini come il match più importante della carriera”.

Il fattore New Balance Arena e il rispetto per la Lazio

Per la formazione orobica, il fattore campo rappresenterà un valore inestimabile. Il dirigente ha voluto subito evidenziare la spinta che arriverà dalle tribune della New Balance Arena: Sappiamo il valore di una partita di questo tipo e siamo contenti di poterla giocare in casa. La sinergia con i tifosi sarà l’arma in più per provare a superare l’ostacolo capitolino: “Sappiamo che possiamo contare sul nostro pubblico e su un’atmosfera che comunque ci spingerà molto. Attenzione però a non sottovalutare minimamente la Lazio, reduce da una pesantissima vittoria esterna sul campo del Napoli. Percassi predica massima allerta: “In campo ci sarà una squadra molto forte, come ha dimostrato sabato. Sarà una partita difficile.

Il progetto giovani: una risorsa per Zingonia e per l’Italia

Spostando lo sguardo sulla progettualità a lungo termine, l’AD ha toccato un tema molto caro alla società: lo sviluppo del settore giovanile. Una vera fucina di talenti che arricchisce non solo il club, ma anche la Nazionale azzurra. Sulla valorizzazione dei ragazzi ha ribadito con orgoglio: Noi ne abbiamo portati tanti a Zingonia e siamo contenti di questo. Speriamo di averne altri nel possiamo futuro. Il talento nel nostro settore giovanile c’è. Per il calcio italiano ci sono delle basi molto forti per tornare a essere competitivi.

Le lacrime di Gasperini e lo sguardo al futuro

In chiusura, Percassi ha dedicato un pensiero a Gian Piero Gasperini, commentando la profonda commozione mostrata dal tecnico prima del recente incrocio di campionato contro la Roma. Un’emozione figlia di un’era indimenticabile, ma con lo sguardo già rivolto ai prossimi traguardi: Con Gasperini abbiamo vissuto dei momenti molto importanti, nove anni straordinari dal punto di vista sportivo. Quando si ripercorrono certe storie ci si lascia alle emozioni però purtroppo il calcio non lascia tempo e noi siamo molto concentrati sul presente e sul futuro”.

Nuovo allenatore Chelsea: nomi illustri per la prossima stagione, ce n’è anche uno dalla Serie A! Ecco la lista dei candidati dei Blues

Nuovo allenatore Chelsea: ecco chi potrebbe essere il tecnico dei Blues in vista della prossima stagione. La lista dei candidati

Il terremoto calcistico in casa londinese ha portato a una scossa inevitabile per il futuro del club. Dopo la recente ufficialità dell’esonero di Rosenior, la dirigenza dei Blues ha deciso di affidare temporaneamente la guida tecnica della prima squadra a un volto già presente all’interno dell’ambiente. Sarà infatti McFarlane l’allenatore ad interim fino a fine stagione a prendere le redini del Chelsea, con il delicatissimo compito di traghettare la rosa fuori dalla profonda crisi di risultati e chiudere l’attuale annata sportiva nel modo più dignitoso e sereno possibile.

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Nessuna fretta per il nuovo progetto tecnico

Nonostante l’assoluta urgenza di riportare serenità ed equilibrio all’interno dello spogliatoio, i vertici societari di Stamford Bridge hanno scelto la via della totale prudenza. Al momento non risultano contatti ufficiali con candidati per la prossima stagione calcistica. La ricca proprietà vuole prendersi tutto il tempo necessario per valutare attentamente il profilo ideale a cui affidare il rilancio del club in Premier League, motivo per cui non è stata ancora definita una lista ristretta di nomi. L’obiettivo primario della dirigenza è evitare ulteriori passi falsi e gettare basi solide per avviare un ciclo vincente e duraturo a partire dalla prossima estate.

Le indiscrezioni e i candidati di spicco

Tuttavia, il grande valzer delle panchine e le indiscrezioni di mercato non si fermano mai. Come scrive Sky Sports, i nomi che circolano sono di primo piano. La stampa d’Oltremanica accosta con insistenza alla panchina del club londinese allenatori di altissimo livello e dal comprovato spessore tattico. Tra questi Andoni Iraola, Oliver Glasner e Xabi Alonso, apprezzati e disponibili per accettare una sfida affascinante ma estremamente complessa come quella dei Blues.

Le alternative sullo sfondo: Marco Silva e Fabregas

Oltre ai principali favoriti della lista, la dirigenza inglese mantiene vive alcune alternative altrettanto intriganti per il proprio futuro. Nelle valutazioni societarie restano sullo sfondo anche Marco Silva, se lasciasse il Fulham, un profilo esperto che conosce perfettamente le dinamiche e le insidie del campionato inglese. Infine, non va assolutamente sottovalutata la suggestiva pista che porta a Cesc Fabregas, ex beniamino assoluto dei tifosi e allenatore del Comoin cerca della grande e definitiva consacrazione su una panchina di assoluto prestigio internazionale.

Formazioni ufficiali Atalanta Lazio: le scelte di Palladino e Sarri per la semifinale di ritorno di Coppa Italia

Formazioni ufficiali Atalanta Lazio: le scelte di Palladino e Sarri per il match, valido per la semifinale di ritorno di Coppa Italia 2025/26

Il grande appuntamento è finalmente arrivato. Questa sera, il palcoscenico di Bergamo si prepara ad accogliere l’attesissima semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Atalanta e Lazio. In palio c’è il prestigiosissimo pass per l’ultimo atto del trofeo. Le due formazioni ripartiranno dal pirotecnico 2-2 dell’andata maturato allo stadio Olimpico di Roma, un pareggio agguantato in extremis dai biancocelesti grazie alla fondamentale rete di Musah nelle battute finali del match. La qualificazione è totalmente in bilico e si preannuncia una battaglia sportiva di altissimo livello.

Le mosse di mister Sarri per la Lazio: chance per Cancellieri

La Lazio si presenta a questo scontro decisivo dovendo gestire alcune defezioni pesanti. Il tecnico Maurizio Sarri si ritrova infatti ormai senza Provedel, Rovella e Furlanetto, assenze che influiscono sulle rotazioni della rosa. A difendere i pali ci sarà Motta. Nel reparto arretrato, mister Sarri ritrova Marusic in campo dall’inizio sulla corsia di destra. Al centro della retroguardia è pienamente confermata la coppia Gila – Romagnoli, mentre a sinistra spingerà Nuno Tavares.

Si registra una novità a centrocampo, dove agirà un terzetto parzialmente inedito: Basic partirà dal primo minuto insieme a Patric e Taylor. Per quanto riguarda il reparto offensivo, la scelta ricade su Cancellieri titolare, con Isaksen dalla panchina. A completare il tridente d’attacco ci saranno Noslin posizionato al centro del reparto e Zaccagni ad agire sulla corsia di sinistra.

La risposta dell’Atalanta di Palladino

Dall’altra parte, l’Atalanta scenderà in campo con il collaudato 3-4-2-1 disegnato dall’allenatore Raffaele Palladino, pronto a sfruttare il fattore campo. A protezione di Carnesecchi, il muro difensivo sarà composto da Scalvini, Djimsiti e Kolasinac. Centrocampo muscolare e di spinta con Zappacosta, De Roon, Ederson e Bernasconi, pronti a supportare l’estro di De Ketelaere e Zalewski, in appoggio all’unica punta Krstovic.

Le probabili formazioni in sintesi

  • ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Kolasinac; Zappacosta, De Roon, Ederson, Bernasconi; De Ketelaere, Zalewski; Krstovic. Allenatore: Raffaele Palladino.
  • LAZIO (4-3-3): Motta; Marusic, Gila, Romagnoli, Nuno Tavares; Basic, Patric, Taylor; Cancellieri, Noslin, Zaccagni. Allenatore: Maurizio Sarri.

Torna Mourinho, il presidente ha già preso la decisione

Nel mondo del calcio c’è una fenice e si chiama Mourinho. Lo Special One è pronto a tornare: ha deciso tuto il presidente.

L’ultimo clamoroso biennio vissuto da José Mourinho assomiglia a un’autentica sceneggiatura cinematografica, ricca di colpi di scena, cadute e repentine rinascite. Dopo la turbolenta chiusura dell’avventura sulla panchina del Fenerbahce, terminata con un esonero nel 2024 e una cospicua buonuscita milionaria, lo Special One ha scelto di ripartire dalle proprie radici.

Nel settembre del 2025 ha infatti accettato la corte del Benfica, firmando un contratto che lo lega alle Aquile fino al 2027, forte di una clausola d’uscita al termine della prima stagione. L’annata in corso si sta rivelando un vibrante concentrato di emozioni.

Se all’interno dei confini della Primeira Liga la squadra fatica a trovare continuità, occupando attualmente la seconda piazza alle spalle del Porto allenato da Francesco Farioli, in campo internazionale il tecnico di Setubal ha tirato fuori dal cilindro l’ennesimo e inimitabile capolavoro tattico.

Proprio nell’ultima, accesissima giornata della fase a campionato di Champions League, i portoghesi hanno annichilito clamorosamente il Real Madrid con un perentorio 4-2, strappando il pass per i playoff con una prestazione dominatrice che ha riacceso d’improvviso tutti i fari del grande calcio europeo sul condottiero lusitano.

Florentino chiama, Mourinho non chiude la porta: il Real Madrid punta lo Special One

Quella memorabile e pesantissima batosta continentale inferta agli spagnoli ha innescato un clamoroso effetto domino proprio nella capitale iberica. Nelle stanze dei bottoni del Santiago Bernabeu sta infatti prendendo prepotentemente quota un’ipotesi che infiamma il mercato internazionale: il sorprendente ritorno di José Mourinho alla guida del Real Madrid.

A distanza di ben tredici anni dal suo addio al termine del celebre ciclo vissuto tra il 2010 e il 2013, il presidente Florentino Perez starebbe valutando con estrema e concreta serietà questa soluzione per la prossima estate.

Mourinho
Florentino chiama, Mourinho non chiude la porta: il Real Madrid punta lo Special One – calcionews24.com (foto: profilo IG Mourinho)

I Blancos stanno attraversando un’annata sportiva disastrosa su tutti i fronti, e il numero uno madridista, che negli anni non ha mai interrotto i contatti diretti con il manager portoghese, vedrebbe nel suo carisma l’antidoto perfetto per rivitalizzare un ambiente depresso.

Ad alimentare a dismisura le speculazioni e i sogni dei tifosi spagnoli ci ha pensato lo stesso allenatore del club di Lisbona. Incalzato dai cronisti sulle garanzie legate alla sua permanenza in Portogallo, Mourinho ha preferito non blindare la propria posizione, ricorrendo alla sua proverbiale e tagliente dialettica.

Non posso garantire che rimarrò. Come posso dire una cosa del genere? Perché? Perché non dipende solo da me, ovviamente – ha tuonato Mourinho col suo solito mood – Nessuno può garantire di rimanere, io, come altre persone in altri ruoli, per i prossimi dieci anni. Magari lo desiderano, ma non possono garantirlo.

Una dichiarazione enigmatica e sibillina che non spegne le voci, ma anzi trasforma quella che sembrava una folle suggestione di mercato in una pista tremendamente concreta.

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