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Inter, i due ‘no’ che hanno cambiato la stagione nerazzurra. I retroscena della svolta nel VIDEO di Giuseppe Colicchia

Inter, ci sono due no che hanno dato una vera e propria svolta nella stagione nerazzurra – VIDEO di Giuseppe Colicchia

Ci sono stagioni calcistiche che cambiano radicalmente per un singolo dettaglio o per un bivio imboccato al momento giusto. In casa Inter, le sliding doors di questa annata sportiva sono indubbiamente due. La prima riguarda la delicata transizione sulla panchina. Dopo l’addio di Simone Inzaghi, maturato in seguito alla forte delusione europea, la dirigenza doveva scegliere una nuova guida tecnica. Il primo nome sulla lista era quello di Cesc Fabregas, allenatore che proprio ieri ha messo in seria difficoltà i nerazzurri nella semifinale di Coppa Italia con il suo Como. Nonostante un blitz a Londra del ds Ausilio, la risposta dello spagnolo fu negativa. Da quel momento, l’Inter ha deciso di virare su Cristian Chivu. Una scelta che si è rivelata tutt’altro che banale: puntando su un profilo in grado di garantire assoluta continuità tattica senza rivoluzionare modulo e uomini, la squadra ha ritrovato equilibrio e identità, rimarginando le ferite di un gruppo reduce da un’annata senza titoli.

Il mercato e la permanenza decisiva di Calhanoglu

La seconda svolta cruciale della stagione porta il nome e cognome di Hakan Calhanoglu. Per lunghi mesi di calciomercato, il centrocampista turco è stato accostato a un possibile addio, in particolare verso la Turchia, complici le tensioni emerse dopo l’eliminazione dal Mondiale per club. Eppure, il mancato trasferimento si è trasformato nella più grande risorsa per l’Inter. Sotto la guida di Chivu, il regista ha ritrovato centralità nel progetto, garantendo peso tecnico e continuità nelle giocate. Nonostante qualche noia fisica, il suo rendimento è stato straordinario. La sua importanza è stata ribadita in modo inequivocabile proprio contro il Como: con una prestazione condita da due gol e un assist, ha trascinato i nerazzurri in finale di Coppa Italia, confermandosi un perno insostituibile anche nella corsa scudetto.

Le basi per il futuro nerazzurro

Oggi, Chivu e Calhanoglu sono considerati i veri volti simbolo della rinascita dell’Inter. L’allenatore ha saputo riportare ordine, fiducia e rinnovata ambizione all’interno dello spogliatoio. Il trequartista turco ha messo al servizio della squadra qualità, leadership e soluzioni nei momenti di massima pressione. Insieme rappresentano i due snodi fondamentali di questa stagione e, non a caso, proprio attorno a queste due figure la società progetta di costruire la solida ossatura della squadra per il prossimo anno. Perché nel calcio i numeri contano, ma il destino si plasma prima di tutto attraverso le scelte.

Infortunati Verona: rottura del menisco per Mosquera, distorsione alla caviglia per Oyegoke. Il comunicato ufficiale che svela le loro condizioni

Infortunati Verona: le condizioni ufficiali di Mosquera e Oyegoke. Il comunicato e quali partite salteranno

Piove sul bagnato in casa Hellas Verona. L’infermeria scaligera torna a riempirsi e lo staff tecnico dovrà fare i conti con due assenze molto pesanti in vista dei prossimi, delicati impegni di campionato. La società gialloblù ha infatti diramato in queste ore un doppio bollettino medico ufficiale per fare chiarezza sulle reali condizioni fisiche dell’attaccante Daniel Mosquera e del difensore Daniel Oyegoke, entrambi costretti allo stop.

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La tegola in attacco: operazione al ginocchio per Mosquera

Per quanto riguarda il reparto offensivo, la situazione appare purtroppo piuttosto seria e delicata. Il club veneto ha reso noto che Daniel Mosquera ha dovuto fermarsi a causa di un trauma distorsivo del ginocchio sinistro. Il centravanti è stato immediatamente sottoposto a un’approfondita visita specialistica condotta dal Professor Pier Paolo Mariani. Gli accertamenti clinici hanno confermato le sensazioni negative, evidenziando la rottura del menisco esterno.

Una perdita gravissima per il peso dell’attacco veronese. La società ha inoltre comunicato che per risolvere il danno articolare, l’intervento di sutura meniscale sarà eseguito nella giornata di lunedì. Soltanto a seguito dell’operazione chirurgica sarà possibile delineare con maggiore esattezza le tempistiche necessarie per la riabilitazione. Stagione finita per lui.

Emergenza in difesa: Oyegoke ko contro il Milan

I problemi fisici, purtroppo per i tifosi gialloblù, non hanno risparmiato nemmeno il reparto arretrato. L’altra nota dolente di giornata riguarda la retroguardia, e nello specifico Daniel Oyegoke. Il roccioso difensore è uscito malconcio e dolorante dal match giocato domenica contro il Milan.

I primi esami effettuati dallo staff medico dell’Hellas Verona hanno evidenziato come il giocatore abbia riportato un trauma distorsivo capsulo-legamentoso della caviglia sinistra. Trattandosi di un’articolazione complessa, il club ha specificato che il tesserato sarà sottoposto a ulteriori controlli la prossima settimana. Questi nuovi accertamenti serviranno a valutare l’evoluzione del trauma e a stabilire l’iter di recupero. Una doppia emergenza che costringerà Sammarco a ridisegnare la formazione titolare per i prossimi ostacoli del calendario di Serie A.

Infortunio Gnabry, tegola tremenda per Bayern e Germania! L’attaccante salterà i Mondiali 2026, le sue condizioni ufficiali

Infortunio Gnabry, l’attaccante del Bayern Monaco salterà i Mondiali 2026 con la sua Germania. Le sue condizioni ufficiali

Arriva una vera e propria doccia fredda sia per la nazionale tedesca che per il Bayern Monaco: la stagione calcistica di Serge Gnabry si chiude purtroppo con largo anticipo. L’attaccante è stato infatti vittima di un grave problema fisico che gli impedirà in via definitiva di partecipare agli imminenti Mondiali del 2026 e di poter aiutare la propria compagine di club nei match più delicati e attesi dell’intera annata sportiva.

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L’esito degli esami: grave lesione e addio al sogno Mondiale

Il dramma sportivo del talentuoso esterno offensivo si è materializzato nel corso di una sessione di allenamento della scorsa settimana. Dopo aver accusato una fitta improvvisa, lo staff medico è intervenuto tempestivamente per sottoporre l’atleta agli accertamenti strumentali di rito. L’esito degli esami clinici non ha lasciato alcuno spazio a interpretazioni ottimistiche, evidenziando una lesione all’adduttore della coscia destra.

Una diagnosi medica spietata che comporta tempi di recupero necessariamente lunghi e che, di fatto, lo terrà fuori dalla competizione iridata. Per il talento della Germania sfuma così, a pochissimo tempo dal fischio d’inizio, il sogno di rappresentare il proprio Paese al torneo, un durissimo colpo sia a livello personale che per le gerarchie e le scelte tattiche del commissario tecnico tedesco.

Tegola per i bavaresi: assenza pesante contro il Paris Saint-Germain

Oltre alla cocente delusione legata alla maglia della nazionale, il grave intoppo muscolare decreta che il giocatore salterà quindi anche il finale di stagione con il Bayern Monaco. Il club tedesco si ritrova a dover fare a meno di uno dei suoi elementi offensivi più incisivi ed esperti in un momento assolutamente cruciale del proprio calendario.

Se da un lato la dirigenza e i tifosi possono ampiamente festeggiare per il traguardo raggiunto, dato che il club ha già vinto la Bundesliga dominando la classifica del campionato nazionale, dall’altro la concentrazione è ormai tutta proiettata in ambito europeo. La formazione, infatti, ora si gioca la semifinale di Champions col PSG. Dover affrontare la corazzata parigina in un doppio scontro diretto senza poter contare sugli inserimenti e sui gol di Gnabry rappresenta un pesante ostacolo per le ambizioni del Bayern, costretto ora a ridisegnare il proprio attacco per sperare di conquistare l’accesso alla finalissima.

Indagine escort Milano: i calciatori di Serie A coinvolti potrebbero essere interrogati dalla Procura di Milano. Ultimissimi sviluppi sulla vicenda

Indagine escort Milano: possibili interrogatori per i calciatori di Serie A coinvolti. Gli utimissimi sviluppi sulla vicenda

L’inchiesta sul presunto giro di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione che ha travolto i salotti e i locali di Milano continua a far discutere. Al centro delle indagini ci sono feste esclusive frequentate assiduamente da noti imprenditori, sportivi e numerosi calciatori di Serie A. Secondo Calcio e Finanza, nelle prossime settimane, la Procura di Milano potrebbe decidere di procedere con l’interrogatorio di alcuni atleti coinvolti nella vicenda. È fondamentale, tuttavia, ribadire un punto chiave: i giocatori tirati in ballo, il cui numero complessivo si aggira intorno ai 70, al momento non risultano iscritti nel registro degli indagati.

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Le indagini della Procura e i riscontri sul “servizio extra”

Stando a quanto filtra dagli ambienti giudiziari in merito ai recenti sviluppi, l’inchiesta diretta da Marcello Viola, coordinata dall’aggiunta Bruna Albertini e condotta con grande riserbo dalla Guardia di Finanza, sta entrando in una fase cruciale. Gli inquirenti potrebbero decidere di ascoltare solo pochi giocatori. L’attenzione si concentrerebbe in particolare su quei profili per i quali emergerebbero già i riscontri più concreti e solidi riguardo la reale fruizione del cosiddetto “servizio extra”. Un sistema illecito che, secondo lo schema minuziosamente ricostruito dalle forze dell’ordine, ruotava attorno all’agenzia e presunta società schermo denominata Ma.De Milano.

Gli accertamenti sui partecipanti alle feste

Per quanto riguarda il resto dei nomi emersi, il lavoro degli investigatori sarà lungo e complesso. Gli ulteriori accertamenti dovranno infatti verificare con esattezza la posizione degli altri soggetti che compaiono nelle intercettazioni. L’obiettivo è distinguere chiaramente chi era semplicemente presente come partecipante alle feste nei lussuosi locali milanesi e chi, invece, avrebbe effettivamente pagato per avere dei rapporti con le ragazze reclutate dall’organizzazione.

Fissati gli interrogatori per i vertici dell’organizzazione

Parallelamente al filone legato ai clienti, procede l’iter giudiziario per i quattro arrestati, che si trovano tutti agli arresti domiciliari da due giorni. Questi ultimi saranno regolarmente interrogati lunedì prossimo, 27 aprile, dalla gip Chiara Valori. A partire dalla mattinata, la giudice ha fissato gli interrogatori di garanzia per la coppia formata da Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, compagni nella vita privata e ritenuti a tutti gli effetti i “promotori e dominus” dell’intera organizzazione. A seguire, toccherà ad Alessio Salamone e Luz Luan Amilton Fraga, definiti dalle carte come “partecipi”, ai quali l’accusa contesta di aver avuto il compito materiale di gestire le giovani e organizzare gli incontri clandestini con i vari atleti.

Infortunio Lukaku, piove sul bagnato per l’attaccante del Napoli: nuovo problema fisico e allenamento interrotto. Le sue condizioni e cosa filtra

Infortunio Lukaku, non si placa la sfortuna attorno all’attaccante del Napoli. Nuovo problema fisico e allenamento interrotto, le condizioni

Arrivano notizie tutt’altro che confortanti per il Napoli e per la nazionale belga. Romelu Lukaku è stato costretto a fermarsi nuovamente a causa di problemi fisici, destando grande preoccupazione in vista dei prossimi e decisivi impegni sportivi. A riportare i dettagli della vicenda sono i principali media dal Belgio, che stanno seguendo passo dopo passo il delicato percorso di preparazione del centravanti.

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L’allenamento interrotto e il dolore alla caviglia destra

L’attaccante di proprietà del Napoli si trova in patria per recuperare da guai fisici e questa mattina stava svolgendo una seduta di lavoro individuale. Nello specifico, il calciatore si è allenato su uno dei campi del centro sportivo di Deurne Noord, supportato e seguito da vicino dallo specialista Peter Gors del noto centro MovetoCure. Tuttavia, questa cruciale sessione di lavoro è durata decisamente meno del previsto.

Subito dopo aver ultimato le fasi iniziali della preparazione, dedicate ad alcuni esercizi di stabilizzazione e riscaldamento, Big Rom si è bruscamente fermato richiamando l’attenzione dello staff. Il motivo di questo stop forzato è da ricondurre a un problema alla caviglia destra. La testata giornalistica belga HLN ha prontamente documentato l’accaduto, fornendo e pubblicando alcune immagini del suo problema fisico. Nelle foto si nota un Lukaku sofferente e visibilmente contrariato, costretto ad abbandonare la seduta di allenamento zoppicando verso gli spogliatoi.

Il vertice a Napoli e la corsa contro il tempo per il Mondiale

In questi momenti lo staff medico azzurro e i tifosi sono col fiato sospeso: ora si attendono novità sulle sue condizioni di salute e, soprattutto, l’esito degli inevitabili esami strumentali. La situazione appare particolarmente frustrante se si considera la fitta agenda recente del giocatore.

Solamente a inizio settimana, infatti, Lukaku era rientrato a Napoli, dove aveva avuto modo di incontrare la dirigenza partenopea per fare il punto della situazione. Subito dopo il vertice all’ombra del Vesuvio, il bomber era ripartito subito alla volta del Belgio. L’obiettivo della spedizione era proprio quello di continuare il suo lavoro personalizzato, una tabella di marcia studiata su misura in vista del Mondiale. Questo ennesimo intoppo fisico, però, rischia ora di frenare pesantemente la sua rincorsa alla migliore forma fisica.

Chi è Calum McFarlane, nuovo allenatore del Chelsea dopo l’esonero di Rosenior. La sua storia e il suo identikit

Chi è Calum McFarlane, nuovo allenatore del Chelsea dopo l’esonero di Rosenior. Qual è la sua storia e il suo identikit

La dirigenza del Chelsea ha sciolto le riserve per quanto riguarda la guida tecnica della prima squadra. Dopo ore di intense valutazioni e vertici societari, la scelta per superare l’attuale momento di profonda crisi è ricaduta su una soluzione interna: Calum McFarlane sarà il nuovo allenatore ad interim del club fino a giugno dopo l’esonero di Rosenior. Una decisione mirata a riportare immediata serenità in un ambiente scosso dai recenti e deludenti risultati sportivi.

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Una guida temporanea per salvare la stagione

La clamorosa separazione da Liam Rosenior, fatale dopo una striscia disastrosa di cinque sconfitte consecutive, ha costretto i vertici di Stamford Bridge a correre ai ripari. Invece di affrettare i tempi nominando subito un manager a lungo termine, la proprietà ha preferito affidare la panchina a McFarlane. Il suo compito principale sarà quello di traghettare i Blues fino al termine dell’attuale campionato di Premier League. L’obiettivo primario è ricostruire il morale dello spogliatoio e cercare di risalire la china per chiudere la stagione nel modo più dignitoso possibile.

Chi è Callum McFarlane: dalla Non-League ai vertici inglesi

Nato nel 1985, il nuovo tecnico rappresenta un profilo emergente e molto stimato nel panorama calcistico britannico. Il suo percorso inizia dai gradini più bassi d’Oltremanica, operando come vice allenatore in Non-League tra le fila del Croydon FC e del Whyteleafe. Le sue indubbie qualità nello sviluppo e nella gestione dei talenti lo portano, nel 2020, ad approdare al Manchester City, dove lavora proficuamente con le selezioni giovanili Under-15 e Under-18. Successivamente passa al Southampton, guidando l’Under-18 e l’Under-21, fino alla prestigiosa chiamata del Chelsea nell’estate del 2025 per gestire i giovani talenti del vivaio londinese.

Per McFarlane non si tratta di un debutto assoluto con i Grandi: aveva già guidato ad interim la prima squadra lo scorso gennaio, subito dopo le dimissioni di Enzo Maresca e proprio prima dell’approdo di Rosenior, riuscendo persino a strappare un prezioso pareggio (1-1) contro il suo ex club, il Manchester City.

Il ruolo cruciale dello staff tecnico confermato

Per garantire stabilità in un momento così delicato, la società ha optato per una transizione morbida dal punto di vista operativo. È stato confermato ufficialmente che McFarlane lavorerà con il supporto dello staff già esistente del Chelsea. I preparatori atletici, i match analyst e i collaboratori tecnici rimarranno saldamente al loro posto per assistere il nuovo allenatore. Questo incarico permetterà ai dirigenti di sondare il calciomercato senza l’assillo della fretta, programmando il futuro con estrema lucidità in vista della prossima estate.

Chelsea, esonerato Rosenior! Clamoroso ribaltone in panchina dopo le 5 sconfitte consecutive. Cosa sta succedendo e chi sarà il suo sostituto

Chelsea, esonerato Rosenior! Novità clamorosa in panchina per i Blues, fatali le 5 sconfitte di fila con 0 gol segnati

Il Chelsea ha deciso di esonerare Liam Rosenior con effetto immediato. La notizia certifica il crollo del progetto tecnico affidato all’allenatore inglese. La dirigenza londinese, di fronte a una crisi di risultati e di identità ritenuta ormai insostenibile, ha scelto la via più drastica per tentare di dare una scossa a un ambiente depresso e a una squadra che sembrava aver perso ogni punto di riferimento sul rettangolo di gioco.

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I numeri di un crollo verticale: attacco a secco e classifica in bilico

L’avventura del tecnico sulla prestigiosa panchina di Stamford Bridge è finita dopo 4 mesi. Un lasso di tempo estremamente breve, durante il quale l’allenatore non è riuscito a trasmettere la propria filosofia calcistica a un gruppo apparso spento. Il dato che ha condannato l’ormai ex manager dei Blues è impietoso e non lascia spazio ad appelli: la squadra ha collezionato la miseria di 5 sconfitte consecutive con 0 gol segnati.

Un blackout totale, sia offensivo che difensivo, che ha fatto precipitare il club in classifica, allontanandolo dagli obiettivi stagionali fissati dalla ricca proprietà americana. La palese mancanza di reazione da parte dei giocatori ha spinto i vertici societari a intervenire con la massima urgenza, prima che la stagione diventasse del tutto irrecuperabile.

Le aspettative deluse e la pressione della Premier League

Al momento della sua firma, Rosenior rappresentava una scommessa intrigante per il futuro del club. Tuttavia, la Premier League si è confermata ancora una volta un campionato spietato. La pressione mediatica, unita alle aspettative di una tifoseria storicamente esigente, ha finito per schiacciare le idee del mister. La totale incapacità di trovare la via della rete in oltre un mese di competizioni ufficiali ha evidenziato limiti tattici che la dirigenza non poteva più tollerare.

Il futuro dei Blues: chi è il nuovo allenatore

Ora si apre un nuovo e delicato capitolo per la formazione londinese. Con l’addio di Rosenior, la società ha già individuato il profilo ideale a cui affidare la rinascita tecnica. Callum McFarlane sarà il nuovo allenatore ad interim del Chelsea fino a giugno e lavorerà con il supporto dello staff già presente.

Calciomercato Juventus: scatto per Alisson, c’è già il sì del portiere! Arriva a Torino se…Novità per il colpo bianconero

Calciomercato Juventus: Alisson è il grande obiettivo per la porta bianconera in vista dell’estate. C’è già il sì del portiere

La Juventus ha un grande, grandissimo obiettivo per il prossimo calciomercato estivo: affidare le chiavi della propria porta a un estremo difensore di caratura mondiale. Il nome in cima alla lista dei desideri della dirigenza è quello di Alisson Becker. Il fuoriclasse brasiliano rappresenta il vero e proprio obiettivo da sogno per blindare in maniera definitiva i pali della Vecchia Signora in vista della prossima stagione.

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Le indiscrezioni di mercato e gli scenari in Inghilterra

Come riportato da Fabrizio Romano, i vertici societari bianconeri stanno monitorando la situazione con grandissima attenzione per capire i margini di un possibile affondo decisivo. Sebbene il club inglese abbia prolungato il suo contratto fino al 2027, il futuro dell’estremo difensore resta ancora tutto da scrivere e ricco di incognite.

Nelle prossime settimane andranno in scena dei colloqui fondamentali tra la dirigenza del Liverpool e l’entourage del ragazzo. Parallelamente, si discuterà apertamente anche delle gerarchie legate a Giorgi Mamardashvili, delineando così le imminenti strategie internazionali dei Reds. È proprio in questa complessa dinamica che la Juve spera di inserirsi con prepotenza per piazzare l’ambito colpo di mercato.

Il richiamo dell’Italia e il progetto di Spalletti

Dal canto suo, l’asso sudamericano apprezza enormemente la suggestiva idea di un clamoroso ritorno in Italia, un campionato in cui ha già mostrato le sue incredibili qualità tecniche e umane durante l’esperienza alla Roma. Questa importante apertura rappresenta un assist a dir poco prezioso per i bianconeri, pronti a mettere sul piatto un progetto ambizioso con Spalletti alla guida.

Nonostante la forte nostalgia per la Serie A, Alisson nutre un profondo rispetto per il Liverpool e valuterà ogni singolo aspetto con estrema cautela prima di prendere decisioni drastiche. Il portiere vuole prima capire le reali intenzioni della società britannica, evitando di spingere subito per una definitiva cessione. La Juventus resta vigile alla finestra, pienamente consapevole che servirà un’offerta economica importante per piegare le resistenze degli inglesi. L’obiettivo finale è regalare assoluta esperienza tecnica e leadership al reparto arretrato, con le settimane a venire che saranno a dir poco cruciali per definire i destini di questa complessa operazione.

Roma, Massara appeso all’esito dello scontro Ranieri‑Gasperini: in caso di addio parte la volata a tre

Roma, il duello Ranieri‑Gasperini decide il futuro di Massara: se il ds salta, pronta una corsa a tre per quel posto

Tra Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini, nel mezzo si trova oggi Ricky Massara, direttore sportivo della Roma e figura sempre più esposta nel confronto interno tra le due anime del club.

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Massara è da tempo uno dei dirigenti più criticati da Gasperini per questioni legate al mercato, e nelle interlocuzioni con i Friedkin il tecnico non ha nascosto la preferenza per un profilo diverso, più operativo e meno vincolato ai tempi della proprietà, che supervisiona ogni trattativa. Eppure, da quando Massara è tornato in giallorosso lo scorso 19 giugno, il suo punto di riferimento è stato proprio Ranieri: tra i due c’è sintonia totale, e il senior advisor dei Friedkin considera il ds un professionista di alto livello, convinto che il progetto possa proseguire con lui alla guida dell’area sportiva.

Lo scenario potrebbe però cambiare radicalmente se a prevalere fosse la linea di Gasperini. In quel caso, i nomi sul tavolo sarebbero tre: Cristiano Giuntoli, mai contattato finora; Tony D’Amico, già collaboratore di Gasperini all’Atalanta; e Sean Sogliano, che ha lavorato con l’attuale tecnico giallorosso ai tempi del Genoa. Per la Roma, tuttavia, cambiare direttore sportivo per il terzo giugno consecutivo rappresenterebbe un rischio enorme, soprattutto in vista di un’estate in cui serviranno plusvalenze importanti entro il 30 giugno e una programmazione immediata per costruire la squadra del futuro.

Frey si racconta: «Vi spiego il no alla Juve e il sì all’Inter. Il doloroso addio alla Fiorentina e la malattia autoimmune…»

Frey dice tutto: «Vi spiego il no alla Juve e il sì all’Inter. Il doloroso addio alla Fiorentina e la malattia autoimmune…». Le sue parole

Sébastien Frey, classe 1980, ex portiere di Inter, Fiorentina e Parma, si è raccontato in una lunga intervista al Corriere della Sera. Di seguito i passaggi più significativi del suo racconto:

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NO ALLA JUVE, SI’ ALL’INTER – «Non mi sentivo pronto. A soli 16 anni avevo paura di bruciarmi. Ma non è stato facile. Ero stato a Torino a vedere il centro sportivo, mi erano passati davanti Del Piero e Zidane. E alla firma ci sarebbe stato anche un regalo: una Fiat Barchetta cabrio, bellissima. Inter? Una squadra di campioni. Mi sono ritrovato in spogliatoio con Ronaldo e Baggio»

RONALDO IL FENOMENO – «Il più forte di tutti. E poi era una persona straordinaria. Aveva comprato un macchinario per la pelle. Invece di metterlo a casa, lo aveva portato ad Appiano per farlo usare a chi ne avesse bisogno. Oppure l’ultimo orologio della Nike regalato a tutti per Natale. Al tempo era raro averne uno»

FIORENTINA E INFORTUNIO «L’amore della mia vita. Anche se dopo pochi mesi ho rischiato di dover dire addio al calcio. Era gennaio, non dovevo neanche giocare, ma il secondo portiere aveva litigato con il preparatore. Mi sono scontrato con Zalayeta: era come se mi fosse esploso il ginocchio. Il mio primo pensiero era andato al Mondiale che si sarebbe giocato in estate, ma a rischio c’era la mia intera carriera. I chirurghi dicevano che non sarei più tornato in campo. Recupero? Di tutto. Mi allenavo quattro volte al giorno. Il primo mese è stato durissimo, il dolore era asfissiante. Le tempistiche per il rientro erano tra i sedici e i diciotto mesi: me ne sono bastati sei»

FIORENTINA – «Amavo Firenze, avevo rifiutato le proposte di Milan, Bayern Monaco, Barcellona e Juve per rimanere. Un dirigente, però, non mi voleva. Si è comportato da vigliacco, mi ha costretto ad andarmene”»

NIZZA E LA PAURA DI MORIRE «Quella sera sarei dovuto essere proprio in centro con i miei amici per la Festa Nazionale Francese. Alla fine, non ero potuto andare a causa di un ritardo del volo con cui ero ritornato dall’Italia. Ero tranquillo a casa quando hanno iniziato a chiamarmi tutti preoccupati. Per due settimane ho avuto 40 di febbre e convulsioni. Sudavo e avevo i brividi. Sono andato in ospedale: “Signor Frey, ha un problema grave, ma non capiamo cosa sia”. Un incubo»

PAURA DI MORIRE – «Sì. Una volta tornato a casa, la situazione non migliorava. Una mattina mi sono svegliato e riuscivo a muovere solo la testa. Il resto del corpo era immobilizzato. Era una malattia autoimmune. Il dottore mi aveva avvisato: “Può essere mortale”. Non sapevo cosa fare. Mi chiedevo se fosse arrivata davvero la mia fine. Un giorno avevo chiesto anche al notaio di preparami il testamento. Per fortuna è rimasto sigillato».

Calhanoglu Inter, intesa in arrivo: il turco conferma la volontà di continuare in nerazzurro

Calhanoglu Inter, resta al centro del progetto: sì al rinnovo di contratto, i nerazzurri preparano l’intesa definitiva

Hakan Calhanoglu continua a essere il punto di riferimento assoluto del centrocampo dell’Inter. La prestazione decisiva contro il Como, che ha trascinato i nerazzurri alla finale di Coppa Italia, ha ribadito ancora una volta il suo peso specifico nella squadra di Chivu.

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Come riportato da Gianluca Di Marzio, la sua permanenza non è in discussione nonostante il contratto in scadenza nel 2027: il club considera il turco un leader tecnico e carismatico, imprescindibile per mantenere alto il livello competitivo della rosa. La volontà comune è quella di proseguire insieme, e nei prossimi mesi società ed entourage si incontreranno per discutere un possibile rinnovo.

Il rapporto tra Calhanoglu e l’Inter è solido e destinato a durare. Il centrocampista ha più volte espresso il suo forte legame con l’ambiente nerazzurro, mentre il club vuole blindarlo dalle sirene estere e confermarlo come perno del progetto tecnico di Chivu. La sua capacità di dettare i tempi, unita alla crescita esponenziale degli ultimi anni, lo rende l’uomo attorno al quale costruire il futuro. La qualificazione ottenuta ieri è solo l’ennesima dimostrazione di un’unione che appare sempre più indissolubile.

Orban, rischio esclusione pesante: l’Hellas Verona valuta la fuori rosa e una maxi‑multa. Cosa sta succedendo

Orban nei guai, il Verona pensa a provvedimenti pesanti: possibile esclusione dal gruppo e sanzione record. Tutti i dettagli

L’alterco avvenuto nei giorni scorsi tra Gift Orban e un tifoso del Verona rischia di avere conseguenze molto pesanti. L’attaccante nigeriano, già provato dalla sconfitta contro il Milan, ha reagito con veemenza dopo che un sostenitore gialloblù aveva colpito con una manata la sua auto in seguito al rifiuto di un autografo. Ne è nata una colluttazione che ha rapidamente fatto il giro dei social e che ha acceso un forte dibattito attorno al comportamento del giocatore.

L’episodio non è passato inosservato ai vertici dell’Hellas, che – come riportato dal Corriere di Verona – stanno valutando misure drastiche nei confronti di Orban, nonostante le scuse pubbliche arrivate nelle ultime ore. La società considera l’accaduto un fatto grave e sta riflettendo su come intervenire per tutelare immagine e disciplina interna, lasciando aperta la possibilità di provvedimenti significativi. Lo riporta il Corriere di Verona.

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IL VERONA AVEVA PRESO POSIZIONE

“Hellas Verona FC in relazione ai fatti accaduti nel post partita Hellas Verona-Milan nel parcheggio adiacente allo stadio Bentegodi, che hanno visto coinvolti il giocatore Gift Orban e un gruppo di tifosi, prende le distanze e condanna con fermezza ogni comportamento violento. Il club si riserva, sin d’ora, ogni ulteriore valutazione in relazione ai fatti accaduti”

Buffon, il giorno in cui capì di essere “morto dentro”: dal dolore dell’addio al calcio alla rinascita fuori dal campo

Buffon si confessa. L’addio al calcio, Berlino 2006 e il peso di una carriera leggendaria. La sua lunga intervista

“Mi strappo i guanti dalle mani e le mie nocche nude, arrossate e intrise di sudore, brillano sotto la luce al neon”.
Inizia così, con crudo realismo, il ricordo di Gianluigi Buffon della sua ultima partita ufficiale. Nel suo libro Saved, l’ex portiere descrive l’intervallo di quel match di playoff di Serie B giocato con il Parma nel maggio 2023. A 45 anni, circondato da compagni che avrebbero potuto essere suoi figli, la sensazione era quella di essere “morto dentro”. Dopo 28 anni di professionismo, il declino fisico, i riflessi appannati e la fine di quel periodo in cui ci si sente forti e onnipotenti rappresentavano per lui una vera e propria fine.

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Dalla porta alla scrivania: la nuova normalità
Oggi, a 48 anni, l’umore di Buffon è radicalmente cambiato. Passeggiando per King’s Cross e varcando gli uffici del Guardian, trasmette calore ed energia, ricambiando l’abbraccio di una guardia di sicurezza visibilmente emozionata. Le sue riflessioni al giornale inglese spaziano dall’accettazione del ritiro al suo attuale ruolo dirigenziale in Nazionale, pesantemente segnato dalla mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali per la terza volta consecutiva.


Sul ritiro, Buffon è netto e sincero:
“All’inizio provavo emozioni molto contrastanti. Sapevo fosse la scelta giusta ed ero felice di concludere il viaggio, ma ero spaventato perché la mia vita, dopo quasi 30 anni, sarebbe cambiata per sempre”.
Ora vive in modo più tranquillo, ha imparato ad andare avanti e, con una risata, ammette di non aver più giocato nemmeno una partitella a calcetto tra amici. Non ne sente la mancanza.


I record, Calciopoli e lo stato di grazia
Il processo di accettazione è indubbiamente facilitato da un palmarès monumentale, di cui Buffon sottolinea con fierezza due aspetti in particolare: la continuità ai vertici e la chimica creata con i compagni nel corso degli anni.
• 176 presenze in Nazionale, un record assoluto in campo maschile.
• 10 Scudetti vinti difendendo i pali della Juventus.
• 974 minuti consecutivi di imbattibilità in Serie A (nella stagione 2015-16).
Nonostante l’incredibile record del 2016, Buffon ritiene che il suo vero apice sia arrivato tra il 2002-03 e il 2006: in quel periodo si sentiva “onnipotente e invincibile”, guidato da una lucidità mentale tanto straordinaria quanto inesplicabile.


Uno stato di grazia mantenuto stoicamente anche durante l’esplosione dello scandalo Calciopoli a ridosso del Mondiale in Germania. Con l’Italia nel mirino delle polemiche e lo stesso Buffon costretto a lasciare il ritiro per essere interrogato su presunte scommesse (da cui fu poi scagionato), la pressione era asfissiante. “Non era facile trovare la serenità per giocare un Mondiale al massimo,” ricorda. “Ma la vera differenza è che, guardandoti allo specchio, capisci di non essere un bugiardo. Sapevamo di non aver fatto nulla di male, e quell’ingiustizia inspiegabile ha tirato fuori il meglio di noi”.


Berlino 2006: il miracolo, la testata e il rimpianto di Zidane
Il culmine di quell’annata rimane la finale di Berlino contro la Francia. Buffon ricorda il calcio di rigore a “cucchiaio” dell’ex compagno Zinedine Zidane, il pareggio di Marco Materazzi e, soprattutto, la sua storica e provvidenziale parata sul colpo di testa del fuoriclasse francese allo scadere dei tempi supplementari.
“Zidane colpì con una forza e una cattiveria tali che sembrava aver calciato col piede. Era frustrato per la mia parata, convinto di aver segnato, ma credo che alla fine da grande campione l’abbia apprezzata”.


Pochi minuti dopo, il caos. La famigerata testata di Zidane a Materazzi avvenne lontano dagli sguardi dell’arbitro Elizondo e dei guardalinee. Buffon, a 15 metri di distanza, udì distintamente il tonfo sordo. Fu lui a correre disperatamente verso l’assistente per segnalare l’accaduto, portando all’inevitabile espulsione del numero 10 francese. Un momento storico vissuto con amarezza: confessa di essere rimasto scosso e dispiaciuto che la carriera di un giocatore così immenso e di classe terminasse in quel modo.
Oggi, i due non ne hanno mai parlato, uniti da un rispetto reciproco che preferisce evitare di riaprire vecchie ferite dolorose. Tuttavia, ripercorrendo l’incredulità di Zidane dopo quella parata fenomenale seguita dal rosso, Buffon chiude il racconto sdrammatizzando con una battuta in inglese: “It’s my fault” (È colpa mia).

Un breve passaggio anche sugli ultimi anni dell’Italia: «Pensavo che fosse più probabile vedere 1000 alieni che 3 esclusioni dell’Italia dai Mondiali».

Chivu vs Conte, Pedullà non ha dubbi: «Uno cresce e vince, l’altro si lamenta». Il punto che cambia la prospettiva

Pedullà accende il confronto: «Chivu fa i fatti, Conte piange». Ecco perché il tecnico dell’Inter convince più di tutti

Alfredo Pedullà, sul suo canale Youtube, mette in relazione Cristian Chivu e Antonio Conte, protagonisti di questa stagione. Ecco i passaggi principali del suo discorso: «Chivu, secondo me, pur con gli errori che un allenatore giovane può commettere all’interno di un campionato in cui l’Inter ha la rosa più importante (con il Napoli subito dopo, ma il Napoli ha avuto altri problemi che si sono poi amplificati), anziché piangere come fa qualche suo collega – nel caso specifico Conte – fa i fatti. Ha commesso sicuramente degli errori, ma non dobbiamo dimenticare una cosa essenziale. Io mi ricordo che a febbraio del 2025 diedi una notizia a sorpresa, clamorosa, mai uscita: il Parma stava pensando a Cristian Chivu. Dopo poche ore arrivarono le conferme. Dopo qualche giorno Chivu sarebbe stato ufficializzato dal Parma.

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Bene, da febbraio 2025 ad aprile 2026, cosa puoi dire in 14 mesi a Chivu? Puoi dire che, dalle 13 giornate (13 gettoni di presenza) con il Parma a tutto il resto con l’Inter, ha fatto dei passi in avanti notevoli. “Rischia” (tra virgolette) di portare a casa due trofei, le partite le sa leggere, in conferenza è diverso dagli altri e non piange. Avrà i suoi difetti, chiaramente la partita di ritorno contro il Bodø/Glimt resta come una piccola grande macchia all’interno di una stagione che però, se ti dovesse portare due trofei, meriterebbe l’applauso, l’encomio e la citazione. Conte ha avuto un mercato in tre sessioni che gli ha portato Neres, Lukaku, Noa Lang, Højlund, Lucca, e continuiamo con Alisson Santos e Giovani.

Ma quanti attaccanti gli hanno preso? Eppure lamenta il problema del gol. Spiegatemi il problema del gol! Pensate agli allenatori che oggi vanno a giocare la semifinale di Coppa Italia: con tutto il rispetto per Cancellieri, il miglior attaccante della Lazio è Cancellieri con quattro gol! E dall’altra parte c’è il problema del gol dopo che ti hanno fatto acquisti del genere? Fate le somme di tutti i giocatori che sono stati acquistati. Quanto è costato Højlund? Quanto è costato Lucca?


Ecco perché io apprezzo il lavoro di Chivu, pur con gli errori che avrà commesso. Perché le partite di Champions, come quella di ritorno con il Bodø, restano una macchia, ma è comunque un bilancio importante per un allenatore giovane che 14 mesi fa era stato appena nominato allenatore del Parma in Serie A»,

Goretzka Milan, accelerata rossonera: il club spinge forte per il centrocampista del Bayern Monaco. Le ultime sulla trattativa

Goretzka Milan, pressing su Bayern e giocatore. Tutti gli aggiornamenti sul possibile colpo a centrocampo

Il Milan ha deciso di accelerare in modo deciso per rinforzare il centrocampo in vista della prossima stagione. Come riportato da Gianluca Di Marzio, il club rossonero sta spingendo con convinzione per Leon Goretzka, individuato dalla dirigenza e da Massimiliano Allegri come il profilo ideale per elevare il livello tecnico e fisico della mediana. Il centrocampista del Bayern Monaco rappresenta l’identikit perfetto: forza, inserimenti, esperienza internazionale e capacità di incidere nei momenti chiave, qualità che al Milan sono mancate in alcuni passaggi dell’annata.

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Le prime indicazioni sulla trattativa sono incoraggianti. Il Milan ha già avviato i contatti per sondare la disponibilità del giocatore, trovando apertura verso un possibile trasferimento in Serie A. L’operazione sarebbe un investimento di grande spessore tecnico, pensato per consegnare ad Allegri un centrocampista completo, in grado di dominare la zona nevralgica del campo e di contribuire anche in fase realizzativa.

L’interesse per Goretzka nasce dalla sua duttilità tattica: può agire da mezzala o da mediano, adattandosi a più soluzioni di gioco. Nel sistema rossonero formerebbe una coppia di altissimo livello con gli attuali titolari, portando in dote l’esperienza accumulata ai vertici della Bundesliga e della Champions League. Un innesto che andrebbe a colmare una lacuna strutturale e a dare maggiore equilibrio alla squadra.

La trattativa è ancora in fase di avanzamento, ma la determinazione mostrata dal Milan lascia intendere la volontà di chiudere rapidamente per anticipare la concorrenza estera. Dopo settimane di valutazioni e nomi sondati, la scelta netta su Goretzka conferma le ambizioni della proprietà: costruire una squadra capace di competere stabilmente per lo Scudetto e per i traguardi europei più prestigiosi.

Ucraina, ufficiale la risoluzione consensuale con il commissario tecnico Rebrov: termina così l’avventura del tecnico

Ucraina, accordo raggiunto per la risoluzione consensuale con il CT Rebrov: si chiude ufficialmente il suo ciclo sulla panchina gialloblù

Sergiy Rebrov non è più il commissario tecnico dell’Ucraina. La decisione è ufficiale ed è stata comunicata nelle scorse ore dalla federazione ucraina.

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NOTA CLUB – “Sergiy Rebrov ha lasciato la nazionale ucraina. La Federcalcio ucraina e l’allenatore hanno raggiunto un accordo per porre fine alla loro collaborazione. Ringraziamo Sergiy Stanislavovych per il suo lavoro e il suo contributo allo sviluppo dei giovani calciatori. Oggi dobbiamo andare avanti e adottare nuove decisioni che diventeranno le fondamenta della futura nazionale”, ha dichiarato il presidente della Federcalcio ucraina Andriy Shevchenko. “Rebrov continuerà a far parte della squadra dell’UAFA nel ruolo di vicepresidente e membro del Comitato Esecutivo“.

PAROLE REBROV – “Sono grato a tutta la squadra e ai tifosi per il percorso che abbiamo compiuto. È stato un cammino difficile, costellato di vittorie e sconfitte, ma gli ucraini hanno sostenuto la nazionale fino in fondo. Questi momenti di unità sono qualcosa che non dimenticherò mai e per cui sarò sempre grato. Ringrazio inoltre l’UAFA per il costante sostegno, l’incoraggiamento e la collaborazione“.

Mercato Inter, parte l’assalto al giovane bosniaco: Napoli e Roma pronte a contendere il colpo

Mercato Inter, primi contatti per il talento bosniaco: si accende la sfida a tre in Serie A! Le ultimissime notizie

Le manovre in vista del prossimo calciomercato si stanno accendendo attorno a uno dei talenti più interessanti del panorama balcanico. Come riportato da Gianluca Di Marzio, il giovane esterno bosniaco Kerim Alajbegovic ha espresso una chiara preferenza per la Serie A, scelta che ha immediatamente attirato l’attenzione dei principali club italiani e dato il via a una vera e propria corsa al suo cartellino.

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In prima fila c’è l’Inter, ma la concorrenza è serrata: Napoli e Roma hanno già avviato i primi contatti ufficiali per provare ad anticipare le mosse nerazzurre. Le tre società stanno portando avanti un dialogo diretto con il padre del giocatore, presentando i rispettivi progetti tecnici e cercando di convincere l’esterno bosniaco a scegliere il proprio percorso di crescita. La trattativa si sta sviluppando su binari chiari, con tutte le pretendenti intenzionate a muoversi con decisione.

Un ruolo chiave in questa operazione lo sta giocando Miralem Pjanic, che funge da intermediario privilegiato grazie alla sua esperienza in Italia e al legame con il giovane connazionale. La sua presenza sta facilitando i contatti e spingendo ulteriormente Alajbegovic verso il nostro campionato. Nelle prossime settimane sono attesi sviluppi importanti per capire chi, tra Inter, Napoli e Roma, riuscirà a spuntarla nella corsa al talento bosniaco.

Donnarumma si mette a disposizione: l’Italia di Baldini riparte da lui e dai ragazzi dell’Under 21

«Pronto mister, io ci sono»: Donnarumma chiama Baldini. L’Italia di giugno sarà lui più i giovanissimi, tutti i nomi

Gigio Donnarumma guiderà un gruppo giovanissimo nelle due amichevoli di giugno contro Lussemburgo e Grecia, impegni nati come preparazione al Mondiale e diventati ora semplici obblighi legati ai diritti tv. Saranno comunque l’occasione per gettare le basi del nuovo ciclo azzurro, in attesa del prossimo ct – che sia Conte, Allegri o un altro nome. In panchina ci sarà Silvio Baldini, selezionatore dell’Under 21, deciso a portare con sé l’intero blocco dei suoi ragazzi, affiancati da Donnarumma, Esposito, Palestra e Pisilli, già stabilmente nel giro della Nazionale maggiore.

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La storia più significativa è proprio quella del capitano azzurro. Donnarumma, che ha debuttato in Nazionale a 17 anni e ne è diventato titolare a 19, ha scelto di non restare a casa come gli altri big. Ha preso il telefono e ha chiamato Baldini: «Mister, io ci sono, se serve una mano». Una disponibilità che il tecnico ha accolto con entusiasmo, immaginando un gruppo costruito attorno alla leadership del portiere campione d’Europa 2021. Con tutti gli azzurrini a disposizione, Baldini potrebbe schierare un 4‑3‑3 giovane e ambizioso, con Donnarumma tra i pali e un mix di talenti già pronti per il salto definitivo.

Il ritiro, però, avrà regole chiare: vita da Under 21 per tutti. Niente stanze singole – solo doppie, con i portieri addirittura in tripla – orari rigidi per colazione e controlli sul peso, e soprattutto zero telefonini, come da tradizione nelle squadre di Baldini. Un ritorno alle basi per preparare il futuro dell’Italia, con l’obiettivo di trasformare queste amichevoli “della tristezza” in un punto di ripartenza. Lo riporta Gazzetta.it.

Bernardo Silva Juve, summit a Torino in arrivo: l’agente parlerà con la dirigenza bianconera del suo futuro

Bernardo Silva Juve,l’agente atteso a Torino nei prossimi giorni: sul tavolo il possibile trasferimento in bianconero

La Juventus ha individuato in Bernardo Silva il profilo ideale per elevare il tasso tecnico del centrocampo. Secondo Tuttosport, l’agente Jorge Mendes è atteso a Torino nei prossimi giorni per approfondire i contatti e discutere i dettagli di un possibile trasferimento. Il portoghese è diventato la priorità assoluta della dirigenza bianconera, che considera il talento del Manchester City il rinforzo perfetto per il nuovo progetto tecnico.

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Proprio per questo motivo, i dialoghi relativi agli altri assistiti di Mendes – tra cui il difensore Antonio Silva – sono stati momentaneamente congelati. La Juventus vuole concentrare tutte le energie, economiche e diplomatiche, sull’operazione Bernardo Silva, consapevole della complessità della trattativa ma anche del valore aggiunto che il giocatore garantirebbe.

Il club bianconero segue da tempo il centrocampista dei Citizens e ora sembra intenzionato ad accelerare per portarlo alla Continassa. L’obiettivo è regalare ai tifosi un colpo internazionale e consegnare a Thiago Motta un elemento capace di incidere subito sulla qualità del gioco.

Como, Suwarso: «Siamo andati a San Siro mostrando coraggio, qualità e personalità. Complimenti all’Inter»

Como, Suwarso commenta: «Siamo andati a San Siro mostrando coraggio, qualità e personalità. Complimenti all’Inter»

A un passo dalla storia. Per 85 minuti il Como ha accarezzato l’idea di una qualificazione storica alla finale di Coppa Italia, restando virtualmente avanti nel doppio confronto. Poi, nel finale, ci hanno pensato Calhanoglu e Sucic a ribaltare tutto, consegnando all’Inter il pass per l’Olimpico e spegnendo il sogno lariano.

Nonostante la rimonta subita – la seconda in poco più di una settimana contro i nerazzurri – in casa Como resta però un sentimento forte: orgoglio. La squadra di Fabregas ha tenuto testa ai campioni d’Italia, sfiorando un traguardo che avrebbe avuto il sapore dell’impresa. Le parole del patron Suwarso sui social:

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PAROLE – «Il risultato di questa sera fa male. Siamo andati a San Siro mostrando coraggio, qualità e personalità, portandoci sul 2–0, proprio come al Sinigaglia. La squadra ha giocato con identità e determinazione, e per questo sono molto orgoglioso. Complimenti all’Inter per la loro reazione. La capacità di rimontare e vincere 3–2 dimostra il valore di una grande squadra.

Anche se abbiamo appena perso contro una delle migliori squadre in Italia, questo non attenua la delusione. Il calcio è fatto di momenti come questi, alti e bassi che definiscono chi siamo.

Perdere una partita non deve farci perdere la direzione. Il nostro obiettivo resta chiaro: migliorare, crescere e continuare ad andare avanti. A tutti i Lariani: testa alta questa sera. C’è molto di cui essere orgogliosi. All’Inter, ancora congratulazioni e i migliori auguri per il resto della stagione».

Mercato Napoli, Rafa Marin può tornare in estate: ecco lo scenario che prende forma. Tutti i dettagli

Mercato Napoli, clamoroso scenario! Il suo futuro è ancora tutto da decifrare per Rafa Marin: il ritorno estivo è sul tavolo

Dopo una stagione complicata a Napoli, in cui ha festeggiato lo Scudetto senza però trovare spazio per mettersi realmente in mostra, Rafa Marin ha ritrovato continuità e centralità in Spagna. In estate il difensore classe 2002 è passato al Villarreal con la formula del prestito oneroso e diritto di riscatto, e grazie alla fiducia di Marcelino è riuscito a rilanciarsi. Con il Sottomarino Giallo ha collezionato 27 presenze, quasi tutte da titolare, impreziosite da un gol e un assist, ma soprattutto da un rendimento costante che lo ha riportato sotto i riflettori.

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Le sue prestazioni hanno convinto il Villarreal, attualmente terzo in Liga, ma la sua permanenza non è così scontata. Il club spagnolo ha un’opzione di riscatto fissata a poco più di 12 milioni, dopo aver versato oltre un milione per il prestito, ma i cambiamenti interni previsti all’Estadio de la Ceramica potrebbero rimettere tutto in discussione. Una situazione che il Napoli sta monitorando con grande attenzione, consapevole del valore del giocatore e della sua crescita nell’ultimo anno.

Per questo motivo, in casa azzurra si valuta concretamente un ritorno in Italia del difensore. Il Napoli sarebbe pronto a riaccogliere Rafa Marin in estate, con l’idea di valutarlo durante il ritiro e offrirgli un ruolo più rilevante rispetto alla scorsa stagione. A riportarlo è Di Marzio.

Max Tonetto, dall’erba dell’Olimpico al volante: l’ex terzino della Roma oggi guida Uber. Ecco il motivo

Roma, sorpresa al volante: Max Tonetto diventa autista Uber. Svelato il perché del nuovo lavoro dell’ex terzino giallorosso

A Roma può davvero capitare di chiamare un Uber e ritrovarsi alla guida Max Tonetto, l’instancabile terzino sinistro che ha vestito le maglie di Roma, Sampdoria, Lecce, Bologna e Milan ai tempi di Luciano Spalletti. Un volto noto del calcio italiano che oggi sta costruendo una nuova vita professionale lontano dai campi.

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Come riportato da Repubblica, Tonetto – classe 1974 – è infatti in procinto di aprire una società di Ncc, il servizio di noleggio con conducente. Per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie, però, è obbligatorio accumulare un certo numero di ore di guida certificata.

E così l’ex terzino ha scelto di affrontare questa nuova sfida con lo stesso spirito che lo ha accompagnato in carriera: partire dal lavoro sporco, mettersi al volante e macinare chilometri. Proprio come faceva sulla fascia sinistra.

Calciomercato Milan, è Gila il prescelto per la difesa: Tare accelera per portare il centrale della Lazio a Milanello

Calciomercato Milan, Gila è l’obiettivo numero uno per la retroguardia: Tare al lavoro per chiudere l’operazione

In vista della prossima sessione estiva, il Milan ha definito la propria priorità assoluta: inserire in rosa un difensore centrale di livello internazionale. Come riportato da Gazzetta.it, il nome in cima alla lista è quello di Mario Gila, protagonista di una stagione di altissimo profilo con la Lazio. Lo spagnolo è considerato nettamente il profilo più convincente tra quelli monitorati, tanto da diventare l’obiettivo su cui il club di Via Aldo Rossi intende concentrare gli investimenti principali.

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A muoversi in prima linea per l’operazione è Igli Tare, che con Gila ha un rapporto privilegiato sin dai tempi della sua esperienza alla Lazio. Secondo la Rosea, il dirigente sta lavorando da mesi per convincere il giocatore, sottolineandogli come Milano possa rappresentare il contesto ideale per la sua definitiva consacrazione. Un pressing costante che testimonia quanto il Milan creda nel valore del centrale classe 2000.

La trattativa, però, dovrà fare i conti con le richieste economiche di Claudio Lotito, che valuta Gila tra i 20 e i 25 milioni di euro. Una cifra sostenuta sia per le prestazioni del difensore sia per la concorrenza di Napoli, Inter e Juventus, pronte a inserirsi e far lievitare il prezzo. Inoltre, il 50% della futura rivendita spetterà al Real Madrid, dettaglio che spinge la Lazio a non concedere sconti. Le alternative – Kristensen dell’Udinese e il giovane Valdepeñas del Real Madrid – restano più defilate. La strada principale, per l’estate rossonera, appare già tracciata: il Milan vuole Mario Gila per blindare la difesa del futuro.

Zapata torna a disposizione di D’Aversa? Le ultimissime sulle condizioni dell’attaccante del Torino

Zapata, segnali importanti di recupero: D’Aversa può riaverlo presto? Le ultimissime sull’attaccante del Torino

Dopo le parole e il premio ricevuto a Coverciano, Duván Zapata è tornato ieri al Filadelfia per iniziare la settimana con un allenamento speciale. L’attaccante granata è stato sottoposto a una serie di test mirati per valutare le sue condizioni fisiche, un passaggio importante dopo gli ultimi giorni di lavoro personalizzato.

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Gli esami hanno dato esito positivo e dall’ambiente del Torino filtrano sensazioni incoraggianti. Il colombiano sembra infatti aver risposto bene al programma di recupero, confermando i progressi già percepiti dallo staff tecnico e medico nelle scorse settimane.

Alla luce di questi segnali, la convocazione per la sfida di domenica contro l’Inter appare sempre più vicina. Un rientro che rappresenterebbe un’arma preziosa per Juric nella fase decisiva della stagione. A riportarlo è Gazzetta.

La Lazio naviga nel caos ma non affonda: identità, lavoro e una classifica che sorprende

Lazio, caos totale in questa stagione ma classifica da grande: Maurizio Sarri tiene in piedi un club in tempesta

Il 2025/26 biancoceleste è stato segnato da difficoltà evidenti. Il mercato in entrata è rimasto bloccato a causa delle criticità economiche rilevate dalla Covisoc, legate a liquidità, indebitamento e costo del lavoro . Una situazione che ha impedito alla società di rinforzare la rosa, costringendo Sarri a ripartire quasi interamente dal gruppo della stagione precedente.

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A questo si sono aggiunte le polemiche di Sarri, di Fabiani e di Lotito, con il tecnico che in più occasioni ha espresso frustrazione per la situazione, per il mercato fermo e per lo stadio vuoto a causa della contestazione dei tifosi.

Il clima interno è stato ulteriormente appesantito dalle divergenze sul futuro del tecnico e dalla richiesta di maggiore chiarezza nei programmi del club, con la stampa che ha evidenziato la necessità di un confronto diretto tra Lotito e Sarri per evitare che il caos diventi la normalità a Formello .

Nonostante tutto, la Lazio c’è: Sarri tiene la barra dritta

Eppure, in mezzo a infortuni, tensioni e un mercato immobile, la Lazio è riuscita a mantenere una posizione di classifica sorprendentemente positiva. Merito soprattutto di Sarri, che ha dato continuità al lavoro tattico, valorizzato la rosa esistente e mantenuto un’identità di gioco riconoscibile anche nei momenti più difficili.

Il gruppo, pur tra limiti evidenti, ha risposto con compattezza, riuscendo a restare agganciato alla zona europea e mostrando segnali di crescita nelle partite chiave. La solidità difensiva ritrovata, il miglioramento di alcuni singoli e la capacità di gestire le gare con maggiore maturità hanno permesso alla Lazio di non affondare in una stagione che, per contesto, avrebbe potuto essere disastrosa.

Coppa Italia e prospettive

Anche in Coppa Italia la squadra ha mostrato carattere, arrivando a giocarsi un passaggio fondamentale in semifinale in una stagione piena di difficoltà. La competizione resta un obiettivo importante per dare un senso a un’annata complicata e per provare a rimettere in moto l’entusiasmo dell’ambiente.

La Lazio 2025/26 è un paradosso: problemi societari enormi, mercato fermo, tensioni continue, ma una squadra che, grazie a Sarri, resta competitiva e in corsa per l’Europa. Un risultato che, al netto di tutto, racconta la forza del tecnico e la resilienza di un gruppo che non ha mai smesso di crederci.

Dybala Roma, buone notizie per Gasperini! Ecco come sta la Joya e quando può tornare a disposizione

Dybala Roma, segnali incoraggianti per Gasperini: ecco come sta la Joya e quando potrebbe tornare a disposizione

Sono passati novanta giorni dall’ultimo allenamento in gruppo di Paulo Dybala, ma ora l’argentino è finalmente pronto a rientrare. L’attaccante ha svolto l’intera seduta con i compagni, a tre mesi dall’infortunio e dall’operazione necessaria per saturare la lesione al menisco esterno del ginocchio sinistro. Un segnale importante in vista della trasferta di sabato a Bologna.

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Buone notizie anche per Wesley, che ha partecipato regolarmente alla sessione odierna. Il difensore può ormai considerarsi pienamente recuperato dopo la lesione al bicipite femorale rimediata durante l’amichevole tra Brasile e Francia, un problema che lo aveva tenuto ai box nelle ultime settimane.

Il doppio rientro rappresenta un’iniezione di fiducia per il gruppo, che ritrova due pedine fondamentali proprio nel momento decisivo della stagione. A riportarlo è Gazzetta.it

Pogba torna a parlare della Juve: «Lo spogliatoio della Juventus era pazzesco. Mi ricordo che durante la finale di Champions…»

Pogba sulla Juve: «Lo spogliatoio della Juventus era pazzesco. Mi ricordo che durante la finale di Champions…»

Il ritorno alle origini di un fuoriclasse passa attraverso i ricordi di un’epoca da record. Nell’ultima puntata del podcast Rio Ferdinand Presents, Paul Pogba ha ripercorso i momenti più intensi della sua prima esperienza alla Juventus, descrivendo un ambiente che, a suo dire, rappresentava l’eccellenza assoluta. Il francese ha ricordato con nostalgia la forza di un gruppo capace di dominare in Italia e incutere timore in Europa, sottolineando l’alchimia speciale che si respirava nello spogliatoio: «Lo spogliatoio della Juventus era pazzesco. Mi ricordo che durante la finale di Champions contro il Barcellona ho pensato: ‘Questa squadra è incredibile’».

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Nonostante la sconfitta in quella finale, Pogba ha spiegato come la consapevolezza di appartenere a un’élite fosse totale. Il giovane centrocampista si sentiva protetto e guidato da veri maestri del calcio mondiale, capaci di accelerare la sua crescita tecnica e mentale. «Mi sentivo molto a mio agio in bianconero», ha raccontato, evidenziando il ruolo decisivo dei veterani nel suo percorso di maturazione.

Indossare la maglia della Juventus significava apprendere quotidianamente dai migliori. Pogba ha svelato alcuni retroscena sul rapporto con i senatori della squadra, in particolare con i leader della difesa e del centrocampo, ricordando quanto fossero preziosi i loro consigli nei momenti di difficoltà: «Quando sbagliavo Pirlo e Chiellini mi dicevano di non preoccuparmi e di stare nella mia zona. Ho imparato a stare al mio posto. A fare gli scatti giusti e questo mi ha aiutato a imparare».

Como, stagione da favola: calcio europeo, giovani in crescita e un sogno chiamato Europa

Como, la rivoluzione gentile della società: società visionaria, allenatore giovane e una stagione da applausi. Il focus

Il Como è diventato una delle realtà più affascinanti del calcio italiano. La società, sostenuta da una proprietà ricca ma estremamente attenta alla sostenibilità, ha impostato un percorso chiaro: calcio ‘in stile’ europeo, investimenti intelligenti, valorizzazione dei giovani e un allenatore moderno. Non è un caso che la squadra sia oggi stabilmente nella parte sinistra della classifica e pienamente in corsa per un posto nelle coppe europee, come previsto dai meccanismi di qualificazione della Serie A 2025/26, che premiano le prime sei posizioni e il percorso in Coppa Italia .

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L’idea di gioco è propositiva, verticale, costruita su ritmi alti e principi che ricordano le migliori scuole d’Europa. Il Como non specula: attacca, pressa, costruisce, e lo fa con una qualità tecnica sorprendente per una squadra che solo pochi anni fa militava in Serie B. La crescita è stata costante, frutto di una visione chiara e di un ambiente che lavora in armonia.

Campionato: una corsa europea credibile

In Serie A il Como ha stupito per continuità, maturità e capacità di competere contro club più strutturati. La squadra ha trovato un equilibrio notevole tra entusiasmo e organizzazione, con giovani talenti che stanno esplodendo (vedi Nico Paz e non solo) e un allenatore (Fabregas) capace di dare identità e coraggio. La lotta per l’Europa è apertissima e il Como è pienamente dentro grazie a un rendimento costante e a un modello tattico che valorizza ogni interprete.

Coppa Italia: un percorso da grande

Il cammino in Coppa Italia ha certificato la crescita del club. Il Como è arrivato fino alla semifinale, pareggiando 0-0 all’andata contro l’Inter e perdendo solo di misura 3-2 al ritorno, uscendo a testa altissima contro una delle squadre più forti. Una prestazione che ha mostrato personalità, qualità e una mentalità ormai da grande squadra.

Europa: un sogno che sta diventando progetto

Grazie alla combinazione tra classifica, continuità e percorso in Coppa Italia, il Como è oggi una candidata reale per un posto nelle competizioni UEFA. Le regole attuali prevedono accessi fino alla Conference League per le squadre piazzate tra il quinto e il sesto posto, con possibilità di scalare in base ai risultati della Coppa Italia . Il Como è lì, pronto a giocarsela.

Il Como non è più una sorpresa: è un modello. Una società ricca ma intelligente, un allenatore giovane e brillante, un gruppo di calciatori affamati e moderni. Una squadra che gioca bene, cresce e sogna. E oggi, quel sogno si chiama Europa.

Iran ai Mondiali 2026? La posizione del Consiglio di Sicurezza Nazionale e l’annuncio del Ministro per lo Sport Ahmad Donyamali

Iran ai Mondiali 2026? La posizione del Consiglio di Sicurezza Nazionale spiegata attraverso le parole del Ministro per lo Sport Ahmad Donyamali

La fragile tregua geopolitica tra Stati Uniti e Iran è stata prorogata, ma l’assenza di un accordo di pace definitivo rischia di avere pesanti ripercussioni sull’imminente rassegna iridata. Diventa infatti sempre più concreta l’ipotesi di un rifiuto di partecipare ai prossimi Mondiali 2026 (co-ospitati da USA, Messico e Canada) da parte della nazionale iraniana.

Ascolta le nostre notizie!

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La posizione del governo iraniano e la sicurezza della squadra

Secondo quanto riportato dalla BBC, il ministro per lo Sport iraniano, Ahmad Donyamali, ha chiarito che la scelta definitiva non è ancora stata ratificata e spetterà esclusivamente al governo o al Consiglio supremo per la sicurezza nazionale. Sull’eventuale boicottaggio, il politico ha precisato: «Potrebbe arrivare la decisione di non andare – ha commentato il ministro –. È previsto un ritiro per la nazionale nella terza settimana di maggio in un Paese vicino, della durata di circa una settimana. Se le condizioni di sicurezza per i giocatori saranno garantite e il Paese ospitante smetterà di comportarsi in modo scorretto e avventuriero, verrà presa una decisione appropriata».

Lo scontro a distanza tra Infantino e Trump

Nonostante l’aggravarsi del conflitto in Medio Oriente, il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha cercato di rassicurare appassionati e addetti ai lavori, affermando che la nazionale asiatica «parteciperà sicuramente» alla competizione. Il numero uno del calcio mondiale ha poi aggiunto: «L’Iran dovrebbe venire. Rappresentano il loro popolo, si sono qualificati e i giocatori vogliono giocare». Un intervento diplomatico resosi necessario per smorzare le polemiche innescate dalle recenti dichiarazioni del presidente degli USA, Donald Trump, che aveva pubblicamente definito una possibile presenza iraniana sul suolo americano come «non opportuna».

Il calendario: tutte le sfide previste sul suolo americano

La marcia di avvicinamento al torneo è partita con due amichevoli disputate in Turchia, sotto la lente della massima sicurezza, mentre il pre-ritiro inizierà il 10 maggio. Il calendario iridato prevede l’esordio il 15 giugno contro la Nuova Zelanda, per poi sfidare Belgio (21 giugno) ed Egitto (26 giugno). Tutte le partite del girone si disputeranno negli Stati Uniti, tra Los Angeles e Seattle, accantonando la possibilità di uno spostamento in Messico. Inoltre, qualora l’Iran dovesse superare il turno, anche l’intera fase a eliminazione diretta avrebbe luogo in territorio statunitense, rendendo imprescindibile un accordo diplomatico a breve termine.

Giuseppe Rossi elegge il suo erede alla Fiorentina: «Se diventa più cattivo e si prende responsabilità può diventare un idolo a Firenze!»

Giuseppe Rossi, ex attaccante, ha rilasciato queste dichiarazioni sulla Fiorentina e sull’Italia, ripercorrendo anche la sua carriera

Giuseppe Rossi ha ripercorso la sua carriera nell’intervista al Corriere dello Sport. Le sue dichiarazioni.

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MONDIALE SENZA ITALIA – «C’è grande entusiasmo, si parla solo di questo. Io vivo nel New Jersey a dieci minuti dallo stadio della finale, mi sarebbe piaciuto vedere l’Italia».

COSA NON HA FUNZIONATO – «Un dispiacere, ora ci vuole qualcuno che voglia bene al calcio. Senza il rosso con la Bosnia si vinceva e non ci sarebbe stata nessuna discussione».

GIOCARE PER GLI STATI UNITI«Nel 2006 mi cercarono, ma sono felice di aver scelto l’Italia. Era il mio sogno e l’avevo promesso a mio padre».

MANCATA CONVOCAZIONE DEL 2014«So che potevo fare bene, stavo recuperando ed ero pronto mentalmente. Ma è passato tanto tempo, non ci penso più».

VICINO A TOP CLUB – «Sì, nel 2012 avevo già un accordo. C’erano Bayern, Barcellona e anche il Napoli, ma non si concretizzò».

RICORDO DELLA FIORENTINA – «Indimenticabile. Il 4-2 contro la Juventus resta una delle più grandi soddisfazioni della mia carriera».

SUO EREDE ALLA FIORENTINA – «Gudmundsson. Se diventa più cattivo e si prende responsabilità può diventare un idolo a Firenze».

CENTENARIO FIORENTINA «Non lo sapevo, ma allora verrò sicuramente a Firenze per festeggiare».

DE ROSSI ALLENATORE«Non mi sorprende, dà una carica incredibile. Farà una grande carriera».

RANIERI GASPERINI«Ranieri mi diede fiducia giovanissimo, merita il rispetto di tutti. Lui e Gasperini sono due geni del calcio».

SERIE A IN DIFFICOLTA’ IN EUROPA «No, è solo un’annata. Il problema è la crescita dei giovani italiani: serve più pazienza».

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