Pagina 163 – Calcio News 24

Moviola Bologna Roma: niente rigore per il mani di Wesley, lamentele dei felsinei

Moviola Bologna Roma, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 34ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Bologna Roma, valido per la 34ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Di Bello.

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LA MOVIOLA

La sfida tra Bologna e Roma, valida per il 34° turno di Serie A e diretta da Di Bello, si è chiusa sullo 0-2, ma ha lasciato anche diversi episodi da moviola da analizzare. Già al 3’ i rossoblù protestano per un possibile rigore chiesto da Castro, che cade in area dopo il contatto con Mancini. L’interpretazione dell’azione porta però a escludere il penalty: il difensore giallorosso usa esperienza e posizione per condizionare l’avversario senza commettere fallo. Poco dopo, al 5’, c’è anche un intervento duro di El-Aynaoui in mezzo al campo che avrebbe potuto portare a un’ammonizione.

Moviola Bologna Roma, regolare il gol di Malen e dubbi sul mancato giallo a Hermoso

L’episodio centrale del primo tempo arriva al 7’ con il gol dell’1-0 firmato da Malen. La rete viene considerata regolare, con un dettaglio importante nell’azione che la precede: il fallo iniziale è infatti di Lucumì su Wesley, ma Di Bello applica correttamente il vantaggio lasciando proseguire l’azione favorevole alla Roma. Una lettura che anche il moviolista di Dazn, Luca Marelli, ha giudicato molto positiva. Al 13’, invece, restano dubbi sulla gestione disciplinare di Hermoso, autore di un intervento rude su Castro: il fallo viene fischiato, ma il cartellino giallo non arriva nonostante il pestone e il contatto giudicati da molti da ammonizione.

Moviola Bologna Roma, mani di Wesley e nuovo rigore chiesto nel secondo tempo

Nella ripresa, al 47’, Hermoso viene infine ammonito per un intervento in ritardo su Orsolini, stavolta punito da Di Bello con il giallo. Al 56’ si apre poi un’altra situazione delicata: il pallone colpisce il braccio di Wesley in area. Secondo Marelli, il braccio era in una posizione rischiosa e, senza il precedente fuorigioco di Orsolini, ci sarebbe probabilmente stata una review per possibile rigore. Infine, al 69’, il Bologna protesta ancora per un contatto tra Wesley e Heggem in area, con il giallorosso che prima trattiene e poi spinge leggermente il difensore rossoblù. Di Bello lascia giocare e il VAR decide di non intervenire, chiudendo così anche l’ultimo episodio discusso della serata.

Pagelle Bologna Roma: Malen incontenibile, brilla anche El Aynaoui! Colpevole la difesa dei felsinei. I VOTI

Pagelle Bologna Roma: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 34ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Bologna Roma: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 34ª giornata di Serie A 2025/26

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

BOLOGNA: Ravaglia 6; Heggem 5.5, Helland 5.5 (77′ Vitik 6), Lucumi 6; Joao Mario 5.5 (65′ De Silvestri 6), Ferguson 6, Freuler 6, Miranda 5 (46′ Zortea 6); Orsolini 6 (77′ Cambiaghi 6), Castro 5 (46′ Odgaard 6), Rowe 5.5.

ROMA: Svilar 6.5; Mancini 6.5, Ndicka 6.5, Hermoso 6.5 (61′ Ghilardi 6); Celik 5.5 (46′ Rensch 6), Cristante 6, El Aynaoui 7.5, Wesley 6.5; Soulé 6+ (61′ Vaz 6), Pisilli 6.5 (94′ Ziolkowski sv); Malen 8 (77′ Dybala 6).

Allegri detta la linea, è lui il prescelto per la difesa del Milan

Nel calciomercato che si avvicina, il Milan sembra aver deciso quale sarà uno dei suoi obiettivi principali per rinforzare il reparto difensivo. Dopo settimane di valutazioni e voci, le ultime indiscrezioni che arrivano dalla Spagna confermano l’interesse concreto del club rossonero per uno dei difensori più affidabili e completi in circolazione.

Il nome sul tavolo, al centro delle discussioni, è quello di José Maria Gimenez, centrale uruguaiano dell’Atletico Madrid, che è entrato nel mirino come rinforzo ideale per la linea difensiva di Massimiliano Allegri.

Gimenez, esperienza e grinta per il Milan

Gimenez è ormai una figura consolidata nella difesa di Diego Pablo Simeone e della nazionale uruguaiana. Con un’esperienza che spazia dalle competizioni europee alle partite internazionali più importanti, il 31enne ha dimostrato nel corso degli anni di essere un difensore solido, dotato di una grande lettura del gioco e di una notevole forza fisica.

Queste caratteristiche hanno attratto l’attenzione del Milan, che cerca un giocatore di esperienza e qualità per completare la propria difesa. Allegri, in particolare, ha messo gli occhi su di lui, convinto che possa portare quella solidità che al momento manca nel reparto arretrato rossonero.

Il contratto e la valutazione economica di Gimenez

Gimenez, sotto contratto con l’Atletico fino al 2028, guadagna circa 6 milioni di euro all’anno, una cifra elevata, ma non impossibile per il Milan, che potrebbe decidere di fare un investimento mirato per rinforzare la squadra.

Se inizialmente il prezzo del cartellino poteva sembrare un ostacolo, ora la situazione si è evoluta, con il Milan che sta valutando concretamente la possibilità di un trasferimento. Il centrale, infatti, è ritenuto uno degli obiettivi più interessanti per la difesa, non solo per le sue qualità tecniche, ma anche per la sua esperienza internazionale, che potrebbe essere decisiva nei momenti più delicati della stagione.

La concorrenza, ovviamente, non manca. Altri club di prestigio, tra cui alcune delle squadre di vertice della Serie A, sono interessati al difensore.

Tuttavia, la strategia del Milan, in linea con le indicazioni di Allegri, è chiara: portare a casa un difensore di grande esperienza, in grado di prendere in mano la difesa e di dare stabilità al reparto. Vedremo se la dirigenza lo accontenterà.

Indagine Rocchi, la Procura generale dello Sport si muove: chiesta una relazione immediata alla FIGC

Indagine Rocchi, la Procura generale dello Sport si muove: chiesta una relazione immediata alla FIGC. La richiesta di Taucer a Chiné

Nuovo passaggio istituzionale nel caso che coinvolge Gianluca Rocchi. Il capo della Procura generale dello Sport, Ugo Taucer, ha chiesto una relazione immediata a Giuseppe Chinè, responsabile della Procura della FIGC, dopo l’emersione dell’indagine che riguarda il designatore arbitrale. La notizia è stata diffusa da ANSA, che cita fonti CONI.

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Il nodo riguarda anche la precedente gestione della vicenda in ambito sportivo. Secondo quanto riportato, la Procura federale guidata da Chinè aveva archiviato gli atti trasmessi dall’AIA sul caso oggi tornato sotto i riflettori dopo l’iscrizione di Rocchi nel registro degli indagati da parte della Procura di Milano.

Si tratta quindi di un passaggio che può avere un peso importante anche sul piano della giustizia sportiva, oltre che su quello penale. L’attenzione, ora, si sposta sulla documentazione che la FIGC dovrà trasmettere e sulle eventuali conseguenze interne del caso.

Formazioni ufficiali Verona Lecce: le scelte di Sammarco e Di Francesco

Formazioni ufficiali Verona Lecce: le scelte di Paolo Sammarco e Eusebio Di Francesco per il match del 34° turno di Serie A 2025/26

Sono state ufficializzate le formazioni di Verona-Lecce, sfida in programma alle 20.45 e molto pesante in chiave salvezza. Tra i gialloblù, Sammarco sceglie Suslov dal primo minuto alle spalle del recuperato Bowie, mentre in difesa torna Bella-Kotchap. Nel Lecce, invece, Di Francesco punta su Pierotti, Gandelman e Banda a supporto di Stulic.

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HELLAS VERONA (3-5-2): Montipò; Nelsson, Bella-Kotchap, Edmundsson; Belghali, Akpa Akpro, Gagliardini, Bernede, Frese; Suslov, Bowie
A disposizione: Perilli, Toniolo, Lovric, Valentini, Sarr, Bradaric, Lirola, Slotsager, Harroui, Isaac, Fallou, Ajayi, Al-Musrati, Vermesan
Allenatore: Paolo Sammarco

LECCE (4-2-3-1): Falcone; Veiga, Siebert, Jean, Gallo; Coulibaly, Ramadani; Pierotti, Gandelman, Banda; Stulic
A disposizione: Fruchtl, Samooja, Ndaba, Sala, N’Dri, Perez, Helgason, Camarda, Gorter, Marchwinski, Ngom, Kovac, Cheddira
Allenatore: Eusebio Di Francesco

Infortunio Joao Mario, cambio obbligato in Bologna Roma: Italiano in apprensione!

Infortunio Joao Mario, cambio obbligato in Bologna Roma: Italiano in apprensione! Cosa filtra sulle condizioni dell’esterno portoghese

C’è preoccupazione in casa Bologna per le condizioni di Joao Mario, fermatosi nel corso della sfida contro la Roma, valida per la 34ª giornata di Serie A. Dopo 65 minuti di gioco, il difensore portoghese ha accusato un problema fisico che lo ha costretto a chiedere immediatamente la sostituzione, facendo scattare l’allarme nello staff rossoblù. Al suo posto è entrato Zortea.

L’esterno ha avvertito un fastidio alla coscia destra mentre provava a recuperare la posizione sulla propria corsia, nel pieno di un’azione offensiva della Roma nel secondo tempo. Un problema che non gli ha lasciato margine per continuare la gara e che ora dovrà essere valutato con grande attenzione dallo staff medico del Bologna.

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Lo stop di Joao Mario rappresenta un tema da seguire con attenzione, anche perché il giocatore ha avuto un ruolo importante negli equilibri della squadra in questa stagione. Nelle prossime ore il difensore, arrivato in prestito dalla Juventus, si sottoporrà agli esami strumentali, che serviranno a chiarire l’entità dell’infortunio e a definire con maggiore precisione gli eventuali tempi di recupero.

Abodi tuona sul caso arbitri in Serie A: «Aspetto informazioni dal Coni, se ci sono responsabilità ci saranno conseguenze!»

Abodi tuona sul caso arbitri in Serie A: «Se ci sono responsabilità ci saranno conseguenze!». Le parole del Ministro dello Sport

L’inchiesta che coinvolge Gianluca Rocchi continua a scuotere il calcio italiano. Il designatore arbitrale di Serie A e Serie B è indagato dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva, accusa notificata tramite avviso di garanzia.

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La vicenda, già molto delicata sul piano sportivo e istituzionale, ha spinto anche il ministro per lo Sport Andrea Abodi a chiedere chiarezza e trasparenza sull’intera gestione del caso.

Il ministro, intervenuto con un lungo messaggio su X, ha sollecitato un approfondimento formale da parte del CONI, sottolineando la necessità di fare piena luce su eventuali responsabilità e sul modo in cui la denuncia sarebbe stata trattata all’interno del sistema calcistico. Una presa di posizione netta, che conferma il clima di forte attenzione attorno a una vicenda destinata ad avere effetti rilevanti anche fuori dal campo.

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LE PAROLE – «C’è solo un modo per tutelare il sistema sportivo in tutte le sue articolazioni e rispettare i tifosi, gli appassionati e gli innamorati dello sport, a partire dal calcio: trasparenza, tempestività e parità di trattamento quando si affrontano ipotesi di inosservanza delle norme sportive, tanto più quando hanno possibili risvolti penali. E farlo sempre e con chiunque ! Leggo, come tutti voi, i risvolti che stanno emergendo sull’indagine della Procura di Milano, partita dalla denuncia di un ex tesserato dell’Associazione Italiana Arbitri. Lasciando all’autorità giudiziaria il compito di svolger il proprio lavoro e senza voler entrare nel merito dell’operato del designatore della Can Rocchi, l’aspetto più grave che emerge è il modo in cui la stessa denuncia sia stata gestita all’interno del sistema calcistico. Finora, nessun riscontro pubblico, così come non sappiamo chi abbia ricevuto la denuncia e quale organo sia stato investito della questione per verificarne la sussistenza. Mi aspetto, quindi, di ricevere formalmente dal CONI , prima possibile, informazioni in merito alla vicenda. Nel caso in cui fossero accertate responsabilità, non potranno non esserci conseguenze».

Infortunio Bernasconi, lesione e stagione finita: l’esito degli esami strumentali

Infortunio Bernasconi, lesione e stagione finita: l’esito degli esami strumentali è tra i peggiori. Brutte notizie per l’Atalanta

L’Atalanta deve fare i conti con una brutta notizia in vista del rush finale di stagione. Lorenzo Bernasconi, uscito per infortunio durante la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro la Lazio dopo un contrasto con Patric, si è sottoposto agli esami strumentali che hanno chiarito l’entità del problema. Il responso parla di una lesione tra primo e secondo grado del legamento collaterale mediale del ginocchio destro, diagnosi che impone ora prudenza assoluta nella gestione del recupero. L’infortunio è stato confermato da fonti di giornata, che riportano anche come la prognosi dipenderà dall’evoluzione del quadro clinico e strumentale.

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Per la squadra nerazzurra si tratta di un’assenza pesante, soprattutto perché Bernasconi rappresentava una soluzione importante sulle corsie laterali in un momento già delicato della stagione. Di sicuro il laterale non sarà a disposizione per la prossima sfida contro il Cagliari, mentre restano da valutare con maggiore precisione i tempi complessivi di recupero, anche se la sensazione è che la sua stagione sia già finita. Le indicazioni emerse nelle ultime ore parlano infatti di uno stop non banale, con il rischio concreto che il giocatore possa aver già chiuso in anticipo la sua annata, anche se al momento non esiste ancora una comunicazione definitiva in questo senso da parte del club.

Il quadro, quindi, resta aperto ma delicato. La lesione al collaterale mediale richiede normalmente una gestione molto attenta e progressiva, soprattutto per evitare ricadute su un’articolazione già stressata. Alcune fonti vicine all’ambiente atalantino parlano di stagione seriamente a rischio, mentre altre mantengono una linea più prudente, rimandando ogni valutazione ai prossimi controlli e alla risposta del ginocchio nelle settimane successive. In questo momento, l’unica certezza è che Bernasconi salterà l’impegno immediato e che l’Atalanta dovrà ridefinire le rotazioni sulla fascia proprio mentre si entra nel tratto decisivo del campionato

Caos Arbitri: «Riunioni segrete a San Siro per dare all’Inter gli arbitri preferiti». Cos’è successo

Caos Arbitri: «Riunioni segrete a San Siro per dare all’Inter gli arbitri preferiti». Cosa sta succedendo e i capi d’imputazione nell’inchiesta

L’inchiesta della Procura di Milano su Gianluca Rocchi entra in una fase molto delicata. Il designatore arbitrale di Serie A e Serie B è indagato per concorso in frode sportiva, come lui stesso ha confermato, dichiarandosi convinto di aver sempre agito correttamente e di avere piena fiducia nella magistratura.

Secondo quanto riportato da AGI, che dice di aver visionato l’avviso di garanzia, i capi di imputazione sarebbero tre. Il primo riguarderebbe la designazione arbitrale per Bologna-Inter del 20 aprile 2025: negli atti, riferisce AGI, i pm contestano a Rocchi di aver “combinato” la scelta di Andrea Colombo come arbitro gradito alla squadra ospite, l’Inter, impegnata nella corsa scudetto. Si tratta di un’accusa formulata dagli inquirenti, non di un fatto accertato.

Il secondo episodio citato da AGI si riferisce invece alla Coppa Italia. In base alla ricostruzione riportata dall’agenzia, Rocchi avrebbe “combinato” o “schermato” la designazione di Daniele Doveri per la semifinale del 23 aprile 2025, così da evitare in seguito la sua presenza in altre gare considerate di maggiore interesse per l’Inter, tra campionato e possibile finale. Anche in questo caso parliamo della contestazione contenuta nell’atto, non di una responsabilità già accertata.

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Il terzo capo d’imputazione sarebbe legato a Udinese-Parma del 1° marzo 2025. Sempre secondo AGI, i pm ipotizzano che Rocchi, in qualità di supervisore VAR, abbia influenzato l’addetto video Daniele Paterna, inducendolo a richiamare l’arbitro Fabio Maresca all’on field review per assegnare un calcio di rigore ai friulani, nonostante Paterna fosse inizialmente di diverso avviso.

La vicenda resta quindi tutta da chiarire sul piano giudiziario. Al momento esistono un’indagine formale e contestazioni precise da parte della Procura, mentre Rocchi, tramite il proprio legale Antonio D’Avirro, ha già fatto sapere di respingere gli addebiti.

Cuesta post Parma Pisa: «Ho dato tutto me stesso! La salvezza significa felicità, bello arrivare all’obiettivo vincendo in casa»

L’allenatore per Parma, Carlos Cuesta, ha commentato così la vittoria ottenuta contro il Pisa che certifica la matematica salvezza in Serie A

Dopo il successo sul Pisa, Carlos Cuesta ha celebrato la salvezza matematica del Parma, raggiunta al primo match point disponibile davanti al pubblico del Tardini. Il tecnico ha sottolineato il valore del traguardo per tifosi, società e città, evidenziando le difficoltà affrontate durante la stagione, tra il rinnovamento profondo della rosa e la necessità di costruire rapidamente una squadra competitiva. Cuesta ha poi spiegato di aver vissuto un’annata di grande apprendimento personale, puntando sempre su compattezza, unione e professionalità, con l’obiettivo di crescere insieme al gruppo anche attraverso gli errori. Queste le sue parole ai microfoni di Sky Sport.

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SALVEZZA – «Significa felicità per i tifosi, la società, la città, i dipendenti e chi lavora per far crescere il Parma. E’ bello arrivare all’obbiettivo vincendo in casa, sapevamo delle difficoltà, dell’aver cambiato il 50% della squadra. Dovevamo costruire una squadra e adattarci ai punti di forza, essere sempre competitivi e arrivare al traguardo. C’è una responsabilità che andava pagata, abbiamo fatto tutto il possibile per farcela»

DI COSA HO FATTO TESORO QUEST’ANNO? – «Ho messo tutto, perché ho iniziato. Io sono arrivato senza essere stato giocatore o allenatore, tutto è nuovo. Non avevo mai fatto un’intervista, lottavo per Champions e Premier e ora tutto è nuovo. Dovevo capire il contesto e capire cosa non è negoziabile per me. Chiedo compattezza, unione e professionalità, ma allo stesso modo ho dovuto adattarmi e capire cosa fosse meglio per arrivare ai risultati. Rifletteremo per crescere, ho sempre provato a mettermi a disposizione e dare continuità. Ho dato umiltà per imparare il contesto e fare tutto quello che potevo. A volte ho sbagliato e fatto danni ma sempre con le migliori intenzioni. Dobbiamo continuare a crescere, imparare ed evolverci».

Caso Rocchi, parla il legale del designatore arbitrale: «Persona seria e corretta, contesta ciò che gli viene addebitato»

Caso Rocchi, parla il legale del designatore arbitrale: «Persona seria e corretta, contesta ciò che gli viene addebitato». Le parole di D’Avirro

Gianluca Rocchi, designatore arbitrale di Serie A e Serie B, ha confermato di aver ricevuto un avviso di garanzia nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano per concorso in frode sportiva. In una dichiarazione all’ANSA, ha ribadito di essere convinto di aver sempre agito correttamente e di avere piena fiducia nel lavoro della magistratura. Anche il suo legale, Antonio D’Avirro, ha fatto sapere che il proprio assistito contesta gli addebiti contenuti nell’invito a comparire, precisando però che prima di entrare nel merito sarà necessario esaminare gli atti.

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PAROLE – «Conosco il signor Rocchi da anni, è una persona seria e corretta. Al momento non posso fare dichiarazioni, perché devo studiare le carte. Posso però dire che il mio assistito, con cui ho parlato, contesta quel che gli viene addebitato nell’invito a comparire».

Pisa, Hiljemark dopo la sconfitta contro il Parma: «Non ci sono molte parole per descrivere quanto successo oggi»

Pisa, Oscar Hiljemark ha commentato così la sconfitta contro il Parma: le dichiarazioni post match della 34ª giornata di Serie A 2025/26

Il Parma conquista tre punti d’oro allo stadio Tardini, superando il Pisa di misura nella sfida valida per la 34ª giornata di Serie A. A decidere le sorti dell’incontro è stata una pesantissima rete messa a segno da Elphege, che condanna la formazione toscana a una sconfitta dal sapore amarissimo. Con questo 1-0, la situazione in classifica per gli ospiti si fa letteralmente drammatica: il baratro della retrocessione in Serie B è ormai a un passo. Il verdetto aritmetico potrebbe materializzarsi in via definitiva già questa sera, qualora il Lecce dovesse trionfare in trasferta sul campo dell’Hellas Verona.

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L’amarezza di Hiljemark: “Inaccettabile prendere un gol così”

Al termine dei 90 minuti di gioco, il tecnico dei toscani Oscar Hiljemark si è presentato ai microfoni dell’emittente televisiva DAZN per sviscerare le dinamiche del match e commentare il delicato momento vissuto dal gruppo. L’allenatore ha espresso tutta la sua profonda delusione per le sbavature difensive e la scarsa incisività in avanti:

“Non ci sono molte parole per descrivere ciò che è successo oggi. Nonostante abbiano creato tante occasioni, non siamo riusciti a fare gol. Al contrario, loro sono riusciti a portarsi in vantaggio, ma non è accettabile subire un gol così.”

La gestione dei cambi e l’analisi tattica

L’analisi dell’allenatore si è poi spostata sulla gestione della panchina e sull’impatto dei giocatori subentrati a gara in corso, che non sono riusciti a invertire l’inerzia tattica dell’incontro:

“Abbiamo fatto dei cambi, che, però, non ci hanno dato quello slancio che ci si aspettava. Anche loro hanno effettuato dei cambi offensivi, come noi, con il fine di portar a casa il risultato. Noi abbiamo avuto le nostre opportunità, ma subito dopo i loro cambi abbiamo subito gol e così diventa difficile.”

Una stagione tormentata e l’incontro con la società

In chiusura, lo sguardo della guida tecnica si è inevitabilmente posato sul bilancio dell’intera e travagliata stagione agonistica, tracciando le linee guida per i prossimi vertici dirigenziali:

“Il calcio è uno sport dove determinano tanti fattori, tra cui la tecnica, la fisicità e anche la componente mentale. Non siamo mai riusciti ad entrare in una serie positiva di buoni risultati e, in quel caso, sono convinto che avremmo fatto qualcosa di più. Ora, per quanto riguarda il futuro, faremo un confronto nella prossima settimana con la società e capiremo quale sarà la strada da percorrere.”

Bologna, Fenucci chiarisce: «Parole Italiano interpretate male. Affare Rowe chiuso velocemente, vorremmo continuare un percorso con lui»

Bologna, Claudio Fenucci ha parlato così prima del match contro la Roma. Queste le sue dichiarazioni

Claudio Fenucci a DAZN prima di Bologna Roma.

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PAROLE ITALIANO – «No, sono sicuramente state interpretate male perché erano dette in un contesto diverso. Io ho già parlato con la squadra dicendo che qualche settimana fa noi eravamo fortemente convinti di continuare questo percorso in campionato e di puntare almeno all’ottavo posto, ma anche lasciare aperta una piccola finestra per un eventuale recupero su chi sta davanti a noi. Quindi le motivazioni ci sono, non sono mai cambiate e credo che anche l’atteggiamento del mister in campo lo dimostri sempre».

LOTTARE PER L’EUROPA«Come ho già detto un’altra volta, noi cerchiamo sempre di essere fra quelli che possono competere a ridosso delle grandi squadre, che oggettivamente hanno mezzi economici e probabilmente più facilità di raggiungere competizioni europee. Il percorso con Italiano continua, ci siamo trovati molto bene sia sotto il profilo umano che professionale, è un allenatore che ha dotato la squadra di un gioco propositivo, intenso, molto europeo. Tra l’altro, tranne con l’Aston Villa, in Europa non abbiamo mai perso quest’anno, quindi siamo convinti di continuare su questa strada. Dovremmo un po’ aggiustare tutti, come tutti i club che hanno un calo di ricavi per la mancata partecipazione alle coppe, di aggiustare un po’ le nostre situazioni economiche, ma abbiamo un azionista forte, quindi continueremo in questo percorso».

ROWE – «Quando era al Marsiglia, ho parlato anche con De Zerbi per le qualità del giocatore. Abbiamo chiuso velocemente anche perché è stato uno degli acquisti più costosi della storia del Bologna. Quindi, se ci sia stato poi l’interesse della Roma in quel momento, non lo so, so che è un giocatore che aveva qualche richiesta. Credo che lui abbia fatto molto bene dopo un periodo iniziale in cui, come tutti gli stranieri, si è dovuto adattare al calcio italiano. È un punto nostro di forza, vorremmo continuare un percorso con lui, quindi spero che continui a fare come ci ha fatto vedere nelle ultime giornate».

Pagelle Parma Pisa: Elphege l’uomo della salvezza, ancora decisivo VOTI

Pagelle Parma Pisa: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 34ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Parma Pisa: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 34ª giornata di Serie A 2025/26

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PARMA: Suzuki 6; Troilo 6.5, Circati 6, Ndiaye 6.5; Delprato 6 (81′ Almqvist SV), Bernabé 6 (78′ Sorensen 6.5), Keita 6.5 (65′ Ordonez 6), Nicolussi Caviglia 6.5 (78′ Estevez 6), Valeri 6; Strefezza 5.5 (66′ Elphege 7), Pellegrino 5.5. All. Cuesta 6.5.

PISA: Semper 6; Canestrelli 6, Caracciolo 6, Bozhinov 6 (81′ Lorran SV); Leris 6 (65′ Touré 6), Akinsanmiro 6.5 (81′ Cuadrado SV), Aebischer 6, Vural 5.5 (46′ Piccinini 6), Angori 6; Moreo 5, Stojilkovic 5.5 (65′ Meister 5). All. Hiljemark 6

Roma, Gasperini sbotta prima del Bologna: «Continuate a farmi delle domande su cose in cui io non sono direttamente coinvolto!»

Roma, Gian Piero Gasperini ha parlato così prima del match contro il Bologna. Queste le sue dichiarazioni

Gian Piero Gasperini a DAZN prima di Bologna Roma.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

TEME LA VOGLIA DI RISCATTO DEL BOLOGNA «No, indubbiamente giochiamo contro una squadra forte, ma noi nella nostra classifica sentiamo così tanto vantaggio sul Bologna, vuol dire che non sono solo i punti persi, ma anche quelli guadagnati che sono stati tanti. Giochiamo contro una squadra che fino all’anno scorso faceva la Champions, quindi ha una rosa importante sicuramente, in casa è maggiormente competitiva. Abbiamo giocato di recente due partite con loro, sono state due partite molto equilibrate. Penso che sarà una bella partita, credo anche che giustamente per noi è una partita molto molto importante».

DIFESA A TRE DEL BOLOGNA SE LA ASPETTAVA? «No, era una soluzione nelle caratteristiche ormai di quasi tutte le squadre che possono alternare questo tipo di situazione. Noi siamo comunque pronti ad affrontarle, abbiamo affrontato squadre, e lo stesso Bologna, in modalità diverse».

TEME IL CONTRACCOLPO DOPO IL CASO RANIERI«Continuate a farmi delle domande su cose in cui io non sono direttamente coinvolto, non so perché continuate a farle a me, io non ho fatto nessun botta e risposta. Quindi c’è una partita importante, soprattutto per noi, alla quale ci siamo preparati come sempre nel modo migliore per cercare di fare risultato e di vincere».

Formazioni ufficiali Bologna Roma: le scelte di Italiano e Gasperini per il match di Serie A

Formazioni ufficiali Bologna Roma: le scelte di Italiano e Gasperini per il match di Serie A, valido per la 34ª giornata 2025/26

Le formazioni ufficiali di Bologna Roma, valida per la 34ª giornata di Serie A.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

BOLOGNA (3-4-3): Ravaglia; Helland, Heggem, Lucumi; Joao Mario, Freuler, Ferguson, Miranda; Orsolini, Castro, Rowe. All. Italiano. A disp. Pessina, Franceschelli, pobega, Moro, Zortea, Odgaard, Lykogiannis, Sohm, Cambiaghi, De Silvestri, Dominguez, Vitik, Castaldo.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Cristante, Pisilli, Wesley; Soulé, El Aynaoui; Malen. All. Gasperini. A disp. De Marzi, Gollini, Rensch, Angelino, Tsimikas, Venturino, Dybala, Ziolkowski, Robinio Vaz, Ghilardi, El Shaarawy, Zaragoza.

Moviola Parma Pisa: gli episodi dubbi del match diretto da Calzavara. Cosa è successo al Tardini!

Moviola Parma Pisa: gli episodi dubbi del match diretto da Calzavara, valido per la 34ª giornata di Serie A 2025/26

Allo stadio va in scena una sfida avvincente, che si conclude 1-0. Il Parma e il Pisa si sono affrontati senza esclusione di colpi, regalando ai tifosi una partita dinamica. L’arbitro della contesa, Andrea Calzavara, ha diretto l’incontro con grande autorevolezza.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il primo tempo: Semper reattivo, due pali clamorosi per i toscani

Le emozioni non sono mancate fin dalle primissime battute. La formazione di casa ha cercato subito di imporre il proprio ritmo, andando a un passo dal vantaggio all’alba del match: Mandela Keita si è liberato egregiamente al limite dell’area, ma la sua conclusione insidiosa è stata neutralizzata da un eccezionale riflesso di Adrian Semper. Nonostante le costanti manovre offensive degli emiliani, guidati in avanti dalle folate di Gabriel Strefezza, la compagine ospite si è rivelata estremamente letale nelle ripartenze.

La cattiva sorte si è però accanita contro i nerazzurri in ben due occasioni solari. Attorno al 29′, Ebenezer Akinsanmiro ha superato il marcatore diretto e ha calciato a rete, centrando in pieno il montante destro. Un copione amaro che si è incredibilmente ripetuto all’ultimo respiro della prima frazione, quando Filip Stojilkovic ha concluso una pregevole azione personale stampando ancora una volta la sfera sul palo a portiere battuto.

La ripresa e la direzione arbitrale

Nel secondo tempo i due tecnici hanno rimescolato le carte attingendo dalla panchina: dentro Estevez, Ordonez ed Elphege per il Parma, mentre gli ospiti hanno risposto gettando nella mischia Henrik Meister e Idrissa Toure. Proprio il neo-entrato Meister ha avuto sui piedi il pallone decisivo al 76′, ma il suo potente tiro ravvicinato ha esaltato le doti dell’estremo difensore ducale, autore di un autentico miracolo salvifico. All’83’ il gol partita firmato Elphege, ancora a segno dopo la rete con l’Udinese.

Analizzando la moviola, la prestazione del fischietto Calzavara è da considerarsi decisamente positiva e priva di macchie. Il direttore di gara ha mantenuto il controllo totale della situazione, punendo tempestivamente il gioco duro. Risultano ineccepibili, infatti, i cartellini gialli estratti all’indirizzo di Simone Canestrelli al 18′ per una scivolata fuori tempo e di Isak Vural al 44′ per un intervento irregolare. Promossa a pieni voti anche la squadra degli assistenti, sempre vigili e precisi nelle difficili chiamate di fuorigioco.

Rocchi si difende: «Io sempre corretto, ho fiducia nella magistratura»

Rocchi si difende dopo quanto emerso nelle scorse ore. Ecco le parole del designatore arbitrale

La notifica dell’avviso di garanzia per concorso in frode sportiva ha colto di sorpresa l’intero ambiente calcistico, ma il diretto interessato non si scompone. Il designatore arbitrale Gianluca Rocchi mantiene la calma e ribadisce la propria totale estraneità ai fatti, sottolineando come le indagini a livello sportivo lo abbiano già scagionato. Affidando i suoi pensieri all’agenzia Ansa, ha dichiarato fermamente: «Io sempre corretto, ho fiducia nella magistratura». In attesa dei futuri sviluppi dell’inchiesta, che si concentra nello specifico sui dialoghi VAR delle controverse sfide Udinese-Parma e Inter-Verona, il caos attorno alla classe arbitrale continua a imperversare in un’annata a dir poco maledetta.

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Una stagione da incubo e le polemiche sui direttori di gara

L’attuale stagione si è rivelata oggettivamente molto negativa. Cinquantaduenne fiorentino, in carica per i campionati di Serie A e Serie B dal 3 luglio 2021, Rocchi vanta una carriera da professionista lunga vent’anni (dal 2000 al 2020). Con le sue 263 partite dirette, è il terzo arbitro con più presenze nella storia del nostro torneo, superato solamente da figure storiche come Concetto Lo Bello (328) e Daniele Orsato (289). Con il contratto in scadenza al termine di questa stagione, il designatore ha dovuto incassare critiche feroci per i numerosi errori commessi sui campi. In risposta agli attacchi per l’ennesimo svarione, aveva recentemente tuonato: «Sono pronto a dimettermi domani mattina se qualcuno non crede alla buona fede degli arbitri».

La rivoluzione mancata: il modello Premier League per l’AIA

Nonostante le palesi difficoltà del momento, l’ex fischietto rimane il principale promotore di una profonda riforma del sistema. L’obiettivo era quello di istituire una task force di arbitri professionisti, seguendo l’esempio della Pgmol in Premier League. Il progetto di rinnovamento puntava a creare una moderna società di diritto privato, completamente scorporata dall’AIA, dotata di strutture elitarie comprensive di staff medici e preparatori atletici dedicati.

Contratti tutelati e superamento delle logiche elettorali

Questa rivoluzione avrebbe modificato radicalmente anche l’inquadramento lavorativo, introducendo contratti di lavoro autonomo destinati a trasformarsi in accordi a tempo determinato (con tutele come contributi e TFR) al raggiungimento di un tetto prefissato di presenze. Un simile sistema avrebbe sancito il definitivo addio alle vecchie graduatorie paraministeriali e alle rigide logiche territoriali ed elettorali, permettendo una libera scelta basata unicamente sul merito su tutto il territorio nazionale. Purtroppo, la bufera in FIGC scaturita dalla mancata qualificazione al Mondiale e questo nuovo terremoto giudiziario hanno, al momento, totalmente congelato la riforma.

Conferenza stampa Chivu alla vigilia di Torino Inter: «Ecco come stanno Bastoni e Sucic. Stankovic è come un figlio per me, penseremo sicuramente a lui»

Conferenza stampa Chivu alla vigilia di Torino Inter: le dichiarazioni verso il match della 34ª giornata di Serie A 2025/26

La conferenza stampa di Cristian Chivu alla vigilia di Torino Inter, valida per la 34ª giornata del campionato di Serie A 2025/26. Le sue dichiarazioni.

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CHE ATTEGGIAMENTO CHIEDO – «L’atteggiamento giusto che serve per portare a casa la partita, abituarsi ai momenti della gara, cercare di essere dominanti e capire i momenti».

ATMOSFERA NELLO SPOGLIATOIO E ATTESA PER LO SCUDETTO – «Sereni come sempre, consapevoli del lavoro svolto. Di quanto abbiamo lavorato per metterci in questa condizione e consapevoli del fatto che mancano ancora partite e punti per avvicinarci a quello che è sempre stato il nostro sogno».

IL RENDIMENTO DI ALCUNI SENATORI COME CALHANOGLU E BARELLA – «Voi parlate di dopo la sosta, ma io parlo di una stagione intera. Siamo arrivati alla sosta con un gran bel vantaggio. Magari arrivare alla sosta con due pareggi, e ci metto anche la sconfitta col Milan, ha creato un po’ di critica per quelle che erano le aspettative ma comunque avevamo 6-7 punti di vantaggio. Poi abbiamo avuto l’opportunità di fare delle belle prestazioni e di recuperare alcuni giocatori, la partita con la Roma è stata molto importante e l’abbiamo portata a casa. Poi di conseguenza siamo andati a Como e l’abbiamo portata a casa. Ci siamo messi da soli in una condizione che ci permette di sognare».

INTERISMO E PAZZA INTER: SE DOVESSERO ARRIVARE 1 O 2 TROFEI SI PUO’ PARLARE DI IMPRESA QUEST’ANNO? – «Questa squadra negli ultimi anni ha sempre cercato di fare imprese ed è stata molto competitiva sotto tutti i fronti. E’ come obbligo quando arrivi ad allenare l’Inter hai grandi obiettivi, perché la storia è questa, questi giocatori hanno fatto vedere quanto riescono ad esser competitivi».

UNA COSA CHE AVREI VOLUTO CHE MI CHIEDESSERO? – «Non mi viene in mente niente, siete talmente bravi a fare determinate domande che a volte anche io rimango sorpreso. Non ci ho mai pensato, forse l’anno prossimo, se sarò ancora qua, vi potrò dire più nel dettaglio quelle che erano le domande che mi aspettavo di ricevere».

COME STA BASTONI? QUESTA LA PARTITA GIUSTA PER SUCIC? – «Volevo fare una battuta ma è meglio che non la faccio… Si è allenato, è tornato, sta meglio. Ha ancora fastidio però stringe i denti, ha fatto un lavoro di condizionamento atletico in settimana, ha cercato di fare le cure che gli avrebbero permesso e gli permettono di essere più sciolto nel fare determinate cose. Oggi si è allenato con la squadra e vedremo domani. Per quanto riguarda Sucic, sta bene. Negli ultimi due mesi aveva avuto questo problema alla mano, una tripla frattura, e non l’abbiamo mai detto per paura che magari qualcuno gli facesse male. Quindi tanto di cappello per un giocatore e un ragazzo di 22-23 anni che si è messo a disposizione della squadra, che ha capito i momenti di difficoltà che attraversavamo e ha giocato tante partite condizionato da questo problema alla mano. Adesso che sta bene è tornato a pieno regime e non è più condizionato nei movimenti».

DIFFERENZA TRA PRIMO E SECONDO TEMPO NELLE ULTIME PARTITE – «Io vorrei parlare del fatto che abbiamo fatto più di 100 gol questa stagione, abbiamo fatto 78 gol solo in Serie A. Tutti parlano di quanto accaduto ultimamente, ma le ultime 4 partite non sono tutto! E’ una stagione intera, la crescita di questa squadra. Prima magari faceva buoni primi tempi e nel secondo tempo si calava un po’, almeno questa era la percezione che veniva da fuori, adesso siamo calati nei primi tempi… Io parlerei di una squadra che ha messo la faccia, ha cercato di essere competitiva, ha fatto 78 gol e la differenza reti non so nemmeno quant’è. Potevamo far meglio la prestazione abbiamo sempre cercato di farla. Poi si capiscono i momenti, si capiscono anche le nostre ambizioni e i nostri sogni, magari ultimamente abbiamo alzato un po’ il livello dal punto di vista dell’orgoglio, nel capire i momenti della partita per essere più concreti».

LA DIFFERENZA RETI CON LE RIVALI E’ ANCHE UNA DICHIARAZIONE PROGRAMMATICA PER L’ANNO PROSSIMO? VOGLIO UNA SQUADRA CHE SEGNI TANTO AL COSTO DI SUBIRE, O DIPENDONO DA UNA FASE DIFENSIVA NON SEMPRE PERFETTA? – «Non guardo mai quello che sono i numeri dal punto di vista difensivo. I gol si fanno e si prendono, soprattutto quando hai un atteggiamento propositivo e ti prendi determinati rischi. La bravura è di tutta la squadra, di come si pressa e nell’intensità che si mette, nell’accettare determinati momenti. La cosa più importante è esser propositivi, per la qualità che questa squadra ha sarebbe un peccato non sfruttare la forza offensiva. Ormai sono finiti i tempi in cui le migliori difese vincono i campionati, o dove devi vincere gli scontri diretti per avere la possibilità di far qualcosa. E’ un calcio più moderno, dinamico, di intensità. Credo che noi, nonostante siamo in una buona posizione, possiamo ancora migliorare. L’altra sera abbiamo visto Bayern Monacon Real Madrid, è finita 4-3: il calcio sta prendendo una piega di transizioni, di come si attacca, è tutto più verticale e intenso e bisogna adattarsi a questo».

COME STA LAUTARO E QUANDO PUO’ TORNARE? TORNA IN PORTA SOMMER? – «E’ migliorato, sta migliorando. Sta facendo la parte di riatletizzazione fisica. Settimana prossima, se tutto va normalmente dovrebbe rientrare col gruppo. Sommer? Non lo so, vediamo domani».

TRA 10 ANNI COME RICORDEREI QUESTO GRUPPO DELLA MIA PRIMA STAGIONE COMPLETA IN SERIE A, QUALI SONO STATE LE 3 FOTOGRAFIE DELLA STAGIONE? IN COSA MI SENTO MIGLIORATO? – «Non so se arrivo a 10 anni (ride, ndr.). Io faccio la mia esperienza, ho la fortuna di allenare una squadra e un ambiente che conosco molto bene. Avevo anche la fortuna quando sono arrivato ad allenare la prima squadra di conoscere tutto e tutti, non mi ha sorpreso nulla da quella che era la mia percezione da fuori, per la parte prestazione, quello che mi ha stupito è la parte umana. Hanno cercato di fare qualcosa di straordinario in questi anni, a volte magari perché non sono arrivati a determinati obiettivi hanno subito ingiustizie che non si meritavano. Mi prendo questa volontà loro, l’identità di cosa cercano di fare, il senso di appartenenza. Ciò che mi ha colpito di più è l’unità di un gruppo che sta stare insieme nonostante le difficoltà quotidiane. Quando hanno capito che si ha la possibilità di rimanere competitivi, di andare controcorrente a quella che era la narrazione di inizio anno, quando si diceva che questo fosse un ciclo finito, sono rinati e hanno trovato la motivazione giusta per essere quello che sono sempre stati negli ultimi anni. Non è un caso che siamo primi in classifica e abbiamo un margine importante a 5 giornate dalla fine. Non è neanche un caso che siamo in finale di Coppa Italia. Probabilmente dovevamo far meglio in Champions League, ma lì mi prendo io la responsabilità sull’accaduto, per la gestione in quella partita specifica, che non ha nulla a che fare con cosa successo nel girone. Amo da morire questi ragazzi, me li tengo stretti. A volte mi viene in mente che la scelta di mettere un giovane allenatore, magari anche inesperto, ha creato qualche disagio per loro, perché tutto quello che è stato detto e fatto ha influenzato la serenità di questo gruppo».

SU ALEKSANDAR STANKOVIC: CURIOSO DI RIPORTARLO QUI E DARGLI UNA POSSIBILITA’? – «Stiamo andando già oltre questa giornata e stiamo parlando di mercato… Aleksandar è un giocatore che stiamo seguendo con molta attenzione, sappiamo quanto di buono ha fatto da quando ha lasciato la Primavera, quando c’ero ancora io. Lo conosciamo benissimo, io lo conosco benissimo da quando aveva 4-5 anni. E’ come un figlio per me. Sappiamo il suo valore e la sua crescita, se questa estate abbiamo scelto di fargli fare una esperienza importante in un campionato competitivo, per noi è stata fatta una scelta molto consapevole del suo percorso e della crescita. lo guardiamo con molta attenzione e un pensiero su di lui, quando si parlerà di mercato, lo faremo senza alcun problema».

LA CONFERENZA STAMPA DI CHIVU

Salihamidzic non ha dubbi: «La Juventus è il barometro del calcio italiano. Oggi però a Torino il tempo è brutto e non è un buon segnale per tutto il sistema»

Salihamidzic, ex giocatore della Juventus e dirigente del Bayern Monaco, ha parlato così della crisi del calcio italiano e dei bianconeri

Hasan Salihamidzic ha parlato a Tuttosport alla vigilia di Milan Juve, queste le sue dichiarazioni.

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JUVE MILAN DI 18 ANNI FA – «Prima della partita, durante il pranzo di squadra, il direttore generale Jean-Claude Blanc mi disse: “Se segni e vinciamo, ti rinnovo di un anno”. Feci due gol, ma dopo il fischio finale sparì. Rimase irreperibile per tre settimane, ignorando anche il mio agente. Quando finalmente ci rivedemmo, sorrise e disse soltanto: “Hai ancora tre anni di contratto”. E il rinnovo non arrivò mai»

BOSNIA – «La Bosnia ha vinto la partita decisiva, ma l’Italia non la batti nel palleggio. Lo spareggio ha messo in mostra una Bosnia giovane, talentuosa e con grandi prospettive».

PROBLEMI CALCIO ITALIANO – «Dobbiamo essere onesti: la Serie A non è più uno dei migliori campionati d’Europa. Si formano pochi giovani italiani e i club concedono loro spazi limitati. Anche la Federazione ha le sue responsabilità: serve una riforma del sistema di sviluppo, da avviare subito, fondata su un modello sostenibile che rinnovi allenamento, tattica e mentalità. Occorre costruire un percorso organico che integri accademie d’élite e strutture dei club, valorizzi i migliori tecnici del settore giovanile e, soprattutto, dia tempo al progetto di crescere»

JUVE DA SCUDETTO – «Per me la Juventus è il barometro del calcio italiano: oggi, però, a Torino il tempo è brutto, e non è un buon segnale per tutto il sistema. In rosa ci sono pochi italiani, spesso solo due titolari: è davvero questa la Juve? Il mio consiglio è un “ritorno al futuro”: puntare sui migliori talenti italiani e costruire da lì un’identità chiara, affiancando stranieri di qualità. Quando giocavo io, da straniero trovavo un ambiente naturale per rendere al meglio: competitivo, con gerarchie definite e forte unità. Negli ultimi anni, invece, si è intervenuti più sui sintomi che sulle cause del calo».

MANNINGER – «Una perdita terribile, il mio pensiero va alla sua famiglia. Durante il nostro periodo insieme alla Juve avevo con lui un rapporto di grande fiducia, e siamo rimasti in contatto a fasi alterne anche dopo. Mancherà moltissimo».

DIRIGENZA – «Nel ricoprire ruoli dirigenziali, la Juventus farebbe forse bene a guardare ancora una volta tra le fila dei propri ex giocatori di livello mondiale».

BAYERN DA CHAMPIONS? – «Sta disputando una stagione straordinaria, ma il Psg è campione in carica ed è in fiducia. Il modo in cui Kompany ha sviluppato questa squadra, portandola a un altro titolo di campionato, alla finale di Coppa di Germania e alle semifinali di Champions League, è semplicemente fantastico. È un allenatore di altissimo livello: il suo atteggiamento è chiaro, umano e ricco di sfumature. Il Bayern ha pescato il biglietto vincente, e lo sa. E il suo allenatore sa di essere esattamente nel club giusto»

L’INTERVISTA COMPLETA A SALIHAMIDZIC

Mercato Inter, rebus Diouf: la posizione del giocatore e della società sul suo futuro. Che cosa bisogna aspettarsi in vista dell’estate

Mercato Inter, quale sarà il futuro di Andy Diouf al termine della stagione? Ecco la posizione del giocatore e del club nerazzurro

La stagione si avvia verso la sua naturale conclusione e per Andy Diouf sembra già arrivato il momento delle scelte tattiche e societarie decisive. Sbarcato a Milano sul finire della scorsa sessione estiva, prelevato dai francesi del Lens, il centrocampista si trova oggi di fronte a un importante bivio professionale. L’operazione condotta dalla dirigenza dell’Inter ha richiesto un investimento di assoluto rilievo: ben 20 milioni di euro di base fissa, a cui vanno sommati circa 5 milioni legati ai vari bonus, una mossa fulminea che ha permesso al club meneghino di sbaragliare la forte concorrenza del Napoli.

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I numeri stagionali e l’ipotesi di una cessione temporanea

Nonostante le fisiologiche difficoltà di inserimento in un reparto nevralgico e già ampiamente collaudato, il ragazzo ha mostrato sprazzi di classe cristallina. Le sue statistiche evidenziano un impiego limitato ma comunque incisivo: venticinque presenze complessive e soli 652 minuti giocati, arricchiti da tre marcature realizzate esclusivamente nelle notti di Champions League e in Coppa Italia, restando però a secco nel campionato di Serie A.

Come riporta il Corriere dello Sport, considerando i 23 anni da compiere a breve, il grande interrogativo riguarda la sua imminente permanenza. La scelta sarà concordata tra l’entourage del ragazzo e la dirigenza. Per non disperdere il grande patrimonio tecnico ed economico, l’opzione del prestito appare attualmente come la via più logica e funzionale: cedere il giocatore a titolo temporaneo garantirebbe al mediano quel minutaggio continuo e formativo che, restando in maglia nerazzurra, difficilmente riuscirebbe a ottenere.

Pregi e difetti tattici: l’analisi di mister Cristian Chivu

Cristian Chivu apprezza enormemente l’esuberanza fisica, la personalità e il dirompente cambio di passo del transalpino. Si tratta di un profilo in grado di rompere gli equilibri e saltare l’avversario con estrema facilità, come ampiamente dimostrato nel recente incrocio di campionato contro il Como.

Tuttavia, l’altra faccia della medaglia mostra un professionista ancora tatticamente acerbo e indisciplinato. Questa forte natura calcistica anarchica ha spinto l’allenatore a schierarlo frequentemente come esterno destro per tamponare le assenze di Dumfries, evitando così di esporre la mediana ai buchi sanguinosi che la sua irruenza causava agendo per vie centrali. Per diventare un leader del centrocampo e assecondare le richieste dello staff, l’ex Lens dovrà necessariamente imparare a gestire i momenti della partita, acquisendo una maggiore lucidità e una prudenza fondamentale nelle letture difensive.

Conferenza stampa Bremer alla vigilia di Milan Juve: «La squadra galleggia da 6 anni e questo non può succedere. L’importante è tornare a vincere» – VIDEO

Conferenza stampa Bremer alla vigilia di Milan Juve: le dichiarazioni del difensore verso il match della 34ª giornata di Serie A 2025/26

(inviato all’Allianz Stadium) – Gleison Bremer ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Milan Juve. Le sue dichiarazioni.

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CONSAPEVOLEZZA – «La squadra sta crescendo, man mano che la stagione va avanti la squadra cresce. Si vede sul campo. Giocando una volta a settimana c’è più tempo di lavorare, il mister sta insistendo sulla nostra qualità».

SUBITO 1 GOL IN 6 PARTITE – «Quando il mister è arrivato non ha avuto di lavorare, di mettere su il suo metodo di lavoro. Ora stiamo lavorando di più, c’è anche consapevolezza nostra in difesa, io Gatti, Kalulu, Kelly stiamo lavorando a livello individuale. Per vincere ci vuole una difesa solida».

AGGANCIARE IL MILAN IN CLASSIFICA – «È importante avere continuità di prestazioni e di vittoria. Domani non sarà semplice, Allegri è un bravo allenatore, ha vinto tanto, lo conosciamo. Domani ci aspetta una partita difficile ma dovremo fare la nostra partita. Mancano 5 partite, se vinciamo domani sarà quasi fatta per la Champions».

ALLEGRI E SPALLETTI, LE DIFFERENZE – «Sono due grandi allenatori. Con Allegri è stato bello perché siamo tornati a vincere dopo tanto tempo, con lui ho imparato tanto soprattutto in fase difensiva. Spalletti vuole giocare sempre, vuole sempre comandare la partita ed è quello che cerchiamo di fare ogni partita».

SPALLETTI E FUTURO – «La società ha preso questa decisione di rinnovarlo, da quando è arrivato è cambiata tanto la squadra. La Juve è 6 anni che sta galleggiando e questo non può succedere. Qui mi trovo bene ma è importante tornare a vincere, per essere considerato campione devi tornare a vincere».

SODDISFATTO DI COME E’ TORNATO DAGLI INFORTUNI – «Quando torni da un crociato non è mai facile. Ho parlato con Chiellini e Del Piero, di quando è tornato dall’infortunio…Il percorso non è facile, ci vuole tempo. Mi stanno aiutando, ora a fine stagione mi sento meglio. Manca ancora qualcosina ma si vede che sto meglio. È un percorso lungo, quando rientri non è facile ma sono sulla strada. Tornerò come prima sicuramente».

JUVE DA SCUDETTO L’ANNO PROSSIMO E ALISSON – «Non si può galleggiare 6 anni, devi vincere, puntare allo Scudetto ma ora è presto per dire Scudetto l’anno prossimo. La società ha rinnovato i contratti, c’è Yildiz, McKennie. Dobbiamo finire la stagione e vedere che mercato farà. Alisson non ci ho parlato, è fortissimo ma anche Perin e Di Gregorio. Ci pensa la società, non tocca a me».

HANNO RIMPIANTI? – «Assolutamente. Non è positiva la stagione fatta, l’obiettivo minimo è la Champions ma ci sono partite in cui potevamo fare di più, meglio. Ma quello è il passato, dobbiamo pensare al presente e guardare avanti».

COSA GLI HAN DETTO DEL PIERO E CHIELLINI – «Mi han detto di avere pazienza, quando torni ci vuole tempo. Ma è un percorso lungo che va fatto. Devi far bene, allenarti bene, dormire bene, mangiare bene. Quella è la somma di tutto ma sono sulla strada giusta».

LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA DI BREMER

Ranieri, ha reagito così dopo la separazione con la Roma. «Chi vive a stretto contatto con lui racconta…». Retroscena importante!

Ranieri ha reagito così dopo la separazione dalla Roma. Ecco il retroscena relativo all’ex Senior Advisor giallorosso

La fine del rapporto professionale tra Claudio Ranieri e la Roma rappresenta un colpo durissimo da digerire per l’esperto uomo di sport. Chi vive a stretto contatto con lui racconta di una delusione profonda, ben superiore all’amarezza generata da un normale esonero in panchina. Iniziare una prestigiosa carriera da dirigente nel ruolo di garante morale e tecnico di una squadra vissuta da sempre come una vera e propria fede rendeva questo progetto unico, trasformando questo rapido epilogo in un evento difficile da assimilare. Lo riporta il Corriere dello Sport.

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Per fare totale chiarezza sulle reali dinamiche della separazione, nel pomeriggio di ieri lo storico tecnico ha deciso di affidare all’agenzia Ansa un sentito comunicato di commiato, rispondendo in modo netto alla nota ufficiale diramata dal club giallorosso:

«L’interruzione del rapporto di Senior advisor è dipesa da una determinazione unilaterale della società. Per dovere di trasparenza, chiarezza del proprio agire, fedeltà alla verità dei fatti e amore per la maglia che rappresenta la seconda pelle. Desidero ringraziare la famiglia Friedkin, la squadra, i dipendenti e l’intero popolo giallorosso per l’immenso affetto tributato nel corso degli anni, sempre integralmente ricambiato. Forza Roma sempre».

Dal trionfo con il Leicester alla scelta dei Friedkin per Gasperini

L’evoluzione della sua carriera offre un netto contrasto: esattamente dieci anni fa, l’allenatore romano alzava al cielo la Premier League con il Leicester, celebrato dall’intero panorama calcistico globale. Oggi si ritrova escluso dai quadri dirigenziali della Roma, convinto di aver agito esclusivamente per il bene del club. È facile prevedere che, per diverso tempo, eviterà le tribune dello Stadio Olimpico, pur restando il primo tifoso di quei calciatori che ha prima guidato e poi confermato.

Sulla decisione finale ha pesato in modo decisivo la volontà della famiglia Friedkin di consolidare il nuovo ciclo affidando le chiavi del progetto a Gian Piero Gasperini. Evidentemente, l’ex Senior Advisor ha calcolato male le tempistiche e i toni di alcune dichiarazioni pubbliche pronunciate prima della sfida contro il Pisa. L’ambiente cittadino, pur allineandosi strategicamente con l’attuale allenatore per salvaguardare la stagione sportiva, non dimentica il passato. Sui social network e nelle radio locali abbondano i ringraziamenti per un professionista che, nei momenti di massima emergenza, non ha mai esitato a correre in soccorso della sua squadra del cuore.

Bologna nel silenzio: così la società ha deciso di proteggere la squadra in vista della Roma. La ricostruzione di quanto successo

Bologna avvolta nel silenzio: la scelta della società di proteggere la squadra in vista della Roma. Ecco quanto successo

La marcia di avvicinamento al delicatissimo scontro tra Bologna e Roma è stata caratterizzata da un’assenza rumorosa: quella di Vincenzo Italiano. La dirigenza felsinea ha infatti optato per il silenzio stampa, cancellando la consueta conferenza della vigilia a Casteldebole. L’obiettivo primario di questa precisa scelta comunicativa è proteggere il gruppo squadra dalle distrazioni esterne, incanalando ogni singola goccia di concentrazione esclusivamente verso il rettangolo verde.

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Evitare i cali di tensione del passato

Come riferito dal Corriere dello Sport, il club rossoblù vuole scongiurare a tutti i costi i pericolosi cali di rendimento visti nel rush finale delle ultime due stagioni. Nel 2023/2024 la media punti crollò drasticamente nelle battute conclusive, mentre l’anno scorso, tra la preparazione della finale di Coppa Italia e le successive celebrazioni, la squadra raccolse un bottino misero di due pareggi e tre sconfitte nelle ultime cinque gare.

L’imperativo categorico è invertire questa tendenza storica e chiudere l’annata calcistica blindando le proprie ambizioni. Il calendario che attende la formazione emiliana è irto di ostacoli: dopo la delicata sfida ai giallorossi, arriveranno gli incroci di altissimo livello contro Cagliari, Napoli, Atalanta e Inter. Match decisamente complessi, che portano però con sé enormi stimoli. A differenza della recente e opaca prestazione contro la Juventus, pesantemente condizionata dalle scorie della trasferta di Birmingham, questa volta il gruppo ha beneficiato di una settimana intera di allenamenti per ritrovare smalto e brillantezza.

Il fattore Dall’Ara nella corsa alle prime otto posizioni

A spingere i giocatori verso l’impresa ci sarà un alleato formidabile: lo stadio Dall’Ara. L’impianto emiliano si prepara ad accogliere ben ventinovemila tifosi, pronti a trasformare gli spalti in un’autentica bolgia per supportare i propri beniamini. Il pubblico esige una reazione d’orgoglio, senza cali di tensione o amnesie agonistiche. In questo infuocato finale di Serie A, non sono più ammessi passi falsi. Trasformare il silenzio della vigilia in energia pura sul campo è la chiave per regalarsi un epilogo da protagonisti, inseguendo con fame e lucidità il prestigioso traguardo di un piazzamento tra le prime otto in classifica.

Milan aggrappato a Pulisic e Leao contro la Juventus: Allegri spera nell’inversione di marcia dei due attaccanti. Analisi del loro momento e dove potrebbero fare la differenza

Milan si affiderà a Pulisic e Leao contro la Juventus: Allegri vuole il cambio di rotta da parte dei due attaccanti rossoneri. L’analisi del momento

La sfida di andata disputata a ottobre si è rivelata una perfetta anticipazione delle attuali difficoltà offensive rossonere. Lo 0-0 maturato all’epoca fu segnato da un calcio di rigore fallito malamente da Christian Pulisic e da un paio di gravi disattenzioni sotto porta di Rafa Leao. Da diverse settimane, i due perni dell’attacco faticano a ritrovare la brillantezza perduta, evidenziando una preoccupante mancanza di cinismo sotto porta. Domani il calendario propone l’attesissimo ritorno di Milan-Juventus, un’occasione cruciale per invertire finalmente la rotta. Lo riferisce il Corriere dello Sport.

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Il digiuno di Pulisic e l’ombra del Mondiale

Il 2026 si sta rivelando un anno solare decisamente avaro di soddisfazioni per l’ex Chelsea. L’attaccante americano non trova la via del gol dallo scorso 28 dicembre, giorno del precedente incrocio con l’Hellas Verona. Un’immagine simbolo del suo momento no arriva direttamente dal Bentegodi: in una fase di massima pressione avversaria, il giocatore ha perso banalmente un pallone sanguinoso al limite della propria area per eccesso di confidenza, innescando un’azione che ha quasi beffato Maignan. La sensazione diffusa è che la sua testa sia già proiettata al prossimo Mondiale casalingo con gli Stati Uniti. Sul fronte societario, la questione del rinnovo di contratto non sembra dargli nuovi stimoli, complice l’opzione di prolungamento fino al 2028 che garantisce un sereno margine di manovra al club.

I tormenti di Leao tra mercato e pubalgia

Il momento storico è altrettanto delicato per il numero dieci. Nonostante un assist decisivo fornito nell’ultima trasferta veneta, le critiche per le prestazioni opache non si placano. A complicare il quadro ci sono alcune insistenti voci di calciomercato. Una sua possibile cessione estiva prende costantemente quota, con il Manchester United sempre più in pressing. Gestire tali distrazioni mentali è arduo, specialmente per un atleta limitato sul piano fisico da una fastidiosa pubalgia. Nonostante queste pesanti zavorre, l’allenatore continua a considerarlo un elemento inamovibile.

L’obiettivo Champions League e le scelte di Allegri

Nel delicatissimo incrocio contro i bianconeri, il peso del reparto avanzato ricadrà nuovamente sulle loro spalle, in quella che potrebbe rappresentare una delle ultime grandi notti a San Siro per almeno uno dei due. Lo scopo primario resta blindare la qualificazione in Champions League. Salvo un imprevedibile exploit dell’ultimo minuto da parte di Nkunku, mister Allegri si affiderà ancora a Leao e Pulisic. Per spazzare via le perplessità e la sterilità offensiva, ora servono i fatti, servono i gol e servono i punti.

Mercato Juventus: Kim resta un obiettivo forte per la difesa, ma il suo arrivo è legato alla partenza di questo big. Svelato lo scenario per l’estate!

Mercato Juventus: per l’arrivo di Kim in bianconero serve necessariamente la partenza di questo big. Lo scenario in vista dell’estate

Le strategie estive del mercato Juventus si infiammano all’improvviso, puntando i fari su un profilo di assoluta eccellenza per innalzare il muro difensivo. Come riferito da La Gazzetta dello Sport, il nome nuovo che stuzzica le ambizioni della Vecchia Signora è quello di Kim Min-jae, divenuto il vero e proprio grande obiettivo per la retroguardia della prossima stagione. Il marcatore sudcoreano ha infatti espresso il chiaro desiderio di salutare il Bayern Monaco, cercando una piazza capace di restituirgli un ruolo da protagonista assoluto in un progetto tattico entusiasmante. Sulla panchina torinese troverebbe ad attenderlo Luciano Spalletti, il tecnico che lo ha consacrato ad altissimi livelli internazionali durante la trionfale cavalcata tricolore vissuta in Campania. Tuttavia, per far quadrare i bilanci e sferrare l’assalto decisivo, la società dovrà inevitabilmente rinunciare a un titolarissimo.

L’intreccio finanziario: le sirene inglesi e la scelta di Bremer

Tutti gli indizi per una dolorosa uscita portano verso Gleison Bremer, la cui partenza genererebbe il tesoretto vitale per finanziare il colpo in entrata. Sulle tracce del difensore brasiliano ci sono diverse big straniere, specialmente ricchissime formazioni della Premier League, pronte a mettere sul piatto una somma che si aggira intorno ai 60 milioni di euro. L’ostacolo principale per i vertici bianconeri, però, è la ferma volontà del diretto interessato. Il centrale sudamericano ha fatto sapere a chiare lettere di non voler abbandonare il capoluogo sabaudo: si sente un pilastro fondamentale di un ciclo vincente e desidera rispettare il proprio accordo contrattuale con enorme professionalità. Respingendo al mittente le lusinghe britanniche, l’ex granata punta a restare saldamente a Torino.

Un mosaico da completare: le prossime mosse della società

La riuscita dell’intera operazione si basa quindi su un delicatissimo gioco di incastri aziendali e tecnici. Da una parte c’è il roccioso ex difensore del Napoli che preme per trovare rapidamente una nuova sistemazione, dall’altra c’è la Juventus che deve deliberare la propria linea di condotta: forzare l’addio del proprio leader brasiliano oppure rinunciare al mercato in entrata e mantenere intatto il blocco attuale. Soltanto l’arrivo di una proposta economica letteralmente irrinunciabile per il numero tre verdeoro permetterebbe al club di affondare il colpo decisivo per il difensore asiatico. Un suo eventuale sbarco alla Continassa garantirebbe alla rosa un’affidabilità eccezionale, indispensabile per mantenere il gruppo ai vertici di ogni competizione.

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Sassuolo da record in Serie A: la squadra di Grosso è la miglior neopromossa degli ultimi 10 anni, ma c’è un difetto da correggere

Sassuolo è la miglior neopromossa della Serie A negli ultimi 10 anni, ma c’è un difetto che va corretto. L’analisi della squadra di Fabio Grosso

Il Sassuolo si prepara alla delicata trasferta di Firenze portando con sé una medaglia che l’intero ambiente neroverde esibisce con immenso orgoglio, forte della consapevolezza di poter chiudere l’annata in modo ancora più trionfale. Raccogliendo l’incredibile bottino di quarantacinque punti conquistati dopo trentatré giornate, la brillante formazione guidata in panchina da Fabio Grosso ha ufficialmente stabilito il miglior rendimento di una neopromossa in Serie A negli ultimi 10 anni. Lo riporta il Corriere dello Sport.

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Questa cavalcata eccezionale permette agli emiliani di eguagliare i numeri registrati dal Monza nella stagione 2022-2023. Tuttavia, il percorso dei neroverdi assume contorni forse ancora più esaltanti, in virtù di un processo di crescita inarrestabile: dalla meritata promozione dello scorso anno, fino a una tranquilla salvezza già ottenuta da settimane. Le statistiche assumono una rilevanza internazionale se si considerano i 5 principali campionati europei: in questo speciale ranking delle formazioni provenienti dalle serie cadette, il Sassuolo occupa uno straordinario secondo posto, posizionandosi soltanto a un punto di distanza dal Sunderland, attualmente in Premier League.

Il tallone d’Achille: l’approccio e i gol subiti a inizio gara

Nonostante l’entusiasmo per i traguardi raggiunti, l’allenatore non abbassa la guardia e focalizza l’attenzione su una criticità evidente. Il tecnico sta lavorando duramente per correggere quello che si è rivelato il vero punto debole della rosa: il pessimo approccio nei primi 15 minuti di gioco. Il Sassuolo ha infatti incassato più reti delle altre in questo specifico frangente di gara, collezionando ben 10 gol passivi, che lievitano a 18 estendendo l’analisi alla prima mezz’ora (su un totale di 44 reti subite nell’intero torneo). Un primato in negativo che la squadra deve assolutamente invertire.

L’andamento recente conferma queste fragilità: nelle ultime 6 giornate, la retroguardia ha sempre preso almeno un gol nel primo tempo, annullando la solidità mostrata nelle precedenti 6 sfide, quando per ben quattro volte aveva mantenuto la porta inviolata nei primi quarantacinque minuti. Le cause sono da ricercare in alcuni cali di concentrazione, in banali disattenzioni difensive e in un atteggiamento a volte caratterizzato da un’eccessiva prudenza, che lascia troppo spazio all’iniziativa degli avversari. Da qui al termine del campionato, l’imperativo tattico e mentale imposto da Grosso sarà inevitabilmente quello di cambiare registro sin dal fischio d’inizio.

Mercato Roma, pieni poteri a Gasperini ora: le decisioni sui rinnovi e le cessioni in estate. Chi resta e chi parte

Mercato Roma, quali saranno le decisioni di Gian Piero Gasperini sui rinnovi e le cessioni in vista dell’estate

Con la definitiva conferma dei pieni poteri decisionali affidati a Gian Piero Gasperini, la dirigenza della Roma può finalmente sbloccare la programmazione per la prossima annata sportiva. Dopo un lungo periodo di stallo dovuto all’incertezza sul posizionamento in classifica e sui traguardi finali, le direttive del tecnico guidano ora le nuove scelte societarie. Le indecisioni dei mesi scorsi lasciano spazio a una linea chiara: il club capitolino è pronto a delineare le strategie del calciomercato, stabilendo i pilastri da cui ripartire e i giocatori in esubero. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.

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Lo zoccolo duro non si tocca: i fedelissimi restano

L’allenatore ha le idee chiarissime sul nucleo storico dello spogliatoio. I veterani, da lui stesso definiti in passato come gli “highlanders” della rosa, rappresentano le fondamenta del progetto tecnico. A tal proposito, le indicazioni pubbliche del mister non lasciano spazio ad alcuna interpretazione: Questa squadra ha una base evidente e importante: non va ricostruita, va rinforzata. Un messaggio forte, che fa eco a una sua recente difesa della squadra: ho sentito parlare della gang del sesto posto. Ma attenzione, che senza questi giocatori si fa presto ad arrivare anche dodicesimi o tredicesimi”.

Alla luce di queste certezze tattiche, salgono vertiginosamente le quotazioni per la permanenza di Lorenzo Pellegrini. Il rapporto umano e professionale con l’allenatore è decollato, tanto che la guida tecnica ha ammesso senza riserve: Se facciamo eccezione per Dybala, è il nostro giocatore tecnicamente più dotato. Si profila per lui un rinnovo biennale, seppur con un ingaggio rimodulato al ribasso. Semaforo verde anche per i prolungamenti fino al 2029 di Mancini e Cristante, vecchie conoscenze di Bergamo inizialmente messi in discussione dalla famiglia Friedkin, e per l’estensione contrattuale di Mario Hermoso.

Il fronte delle uscite: esuberi e nodo plusvalenze

Il capitolo relativo alle cessioni è altrettanto denso di appuntamenti. Hanno già le valigie pronte in direzione di nuovi lidi El Shaarawy, Tsimikas, Ferguson, Zaragoza e il centravanti Dovbyk, il cui feeling con l’allenatore non è mai sbocciato. Sulla lista dei partenti, per ragioni diverse, figurano anche Angelino (mai davvero continuo), la delusione El Aynaoui e il difensore Celik, molto distante dalle cifre proposte per il rinnovo. Infine, la società osserva il bilancio: Ndicka e Koné potrebbero essere i nomi caldi da sacrificare sull’altare delle plusvalenze per sistemare definitivamente i conti entro la fatidica scadenza del 30 giugno.

Rowe incanta il Bologna e…la Premier League! Quanto vale oggi l’attaccante inglese, dentro alla sua ascesa in rossoblù

Rowe – grazie ad una stagione fantastica al Bologna – ha attirato su di sé l’interesse della Premier League. Quanto vale oggi l’attaccante

Tutti i riflettori del Bologna sono oggi puntati su un unico, grande protagonista: Jonathan Rowe. L’esterno d’attacco sta vivendo una primavera da assoluto trascinatore e, in caso di nuova marcatura, la dedica potrebbe essere già pronta per i piccoli tifosi dell’Istituto Sant’Anna, che in settimana gli hanno inviato una sentita lettera di auguri in vista del suo imminente compleanno del 30 aprile. Il talento ex Marsiglia ha già messo a referto sette reti stagionali, raddoppiando di fatto i numeri della sua passata esperienza francese. L’obiettivo primario è ora quello di concludere in bellezza questa scoppiettante seconda metà di campionato.

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Da oggetto del mistero a leader della fascia sinistra

L’ascesa del classe 2003 è stata impressionante, soprattutto considerando le iniziali difficoltà. Arrivato sotto le Due Torri per quasi venti milioni di euro, divenendo di fatto l’acquisto più costoso nell’intera storia del Bologna, ha vissuto una prima fase di adattamento ricca di ombre e punti interrogativi. Fino a Natale, il suo ruolino recitava una sola gioia in Coppa Italia. Dallo scorso gennaio, però, l’inglese ha svoltato: i sigilli internazionali contro Celtic e Maccabi, il primo centro in Serie A a Verona, fino alle notti magiche disputate contro l’Aston Villa e all’Olimpico. Oggi Rowe è diventato il titolare inamovibile sull’out di sinistra, superando l’agguerrita concorrenza interna e imponendosi in via definitiva.

Valore raddoppiato e le sirene della Premier League

Analizzando il suo attuale score, emerge chiaramente la volontà di incrementare il bottino nei confini nazionali. Dei sette gol messi a segno, ben quattro sono arrivati nelle notti europee. Nelle prossime cinque sfide, l’obiettivo è trascinare la squadra all’ottavo posto in classifica e centrare la fatidica doppia cifra stagionale, traguardo ottenuto in carriera soltanto nella Championship inglese.

Queste prestazioni da vetrina non sono affatto passate inosservate. Come riferito dal Corriere dello Sport, l’eccellente impatto continentale ha attirato i radar di mezza Europa, riaccendendo il forte interesse dei top club della Premier League. Oggi il suo valore di mercato è schizzato alle stelle: la dirigenza felsinea reputa il suo cartellino almeno il doppio rispetto all’investimento estivo. Insieme a Castro, Rowe rappresenta oggi il vero e proprio forziere economico ed elemento imprescindibile del progetto emiliano.

Leao lascia il Milan? Osservatori del Manchester United a San Siro domenica, fissato il prezzo per la partenza del portoghese

Leao via dal Milan in estate? Osservatori del Manchester United a San Siro domenica per il match con la Juventus, ecco la situazione

Il futuro di Rafael Leao potrebbe subire una svolta clamorosa e tingersi di rosso, ma lontano dai confini di Milano. Come riferito da Tuttosport, i vertici dirigenziali del Manchester United si sono messi alla ricerca di un’ala offensiva che prediliga partire dalla corsia mancina per poi accentrarsi sul piede forte, un identikit tecnico che corrisponde perfettamente alle doti del fuoriclasse lusitano. Le manovre sono già iniziate: in occasione della prossima sfida a San Siro contro la Juventus, un osservatore dei Red Devils prenderà posto in tribuna per analizzare dal vivo le giocate del talento portoghese. I primissimi contatti con l’entourage del giocatore sono già partiti. Il contratto che lega l’attaccante al Milan scadrà nel 2028, garantendogli un ingaggio di 7 milioni di euro a stagione, una cifra che non spaventa minimamente il monte ingaggi della blasonata squadra inglese.

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Il prezzo fissato dal Milan e l’intreccio di mercato con Rashford

L’aria che si respira dalle parti di via Aldo Rossi suggerisce un cambio di strategia importante: l’ex Lille non è più classificato come un vero e proprio intoccabile. Qualora dovesse essere recapitata un’offerta cash stimata intorno ai 50-60 milioni di euro, la società lombarda potrebbe seriamente sedersi al tavolo delle trattative, mettendo in secondo piano la famigerata clausola rescissoria da 150 milioni che fino ad oggi aveva scoraggiato ogni potenziale acquirente. In questo complesso scacchiere internazionale si è inserito anche il Barcellona con alcuni sondaggi preliminari. L’obiettivo primario dei catalani, però, resta l’acquisizione definitiva di Marcus Rashford proprio dal club di Manchester. La valutazione dell’inglese si aggira sui 30 milioni di euro: la dirigenza britannica non ammette sconti e, incassando questa somma, avrebbe la liquidità immediata per finanziare proprio il maxi-acquisto del numero dieci rossonero.

Il “no” secco all’Arabia Saudita e il fascino britannico

Se il ciclo meneghino dovesse giungere al capolinea, le preferenze del ragazzo risultano essere ben definite. L’esterno offensivo ha scartato in maniera categorica l’ipotesi di un esilio dorato nella Saudi Pro League. Negli ultimi anni, infatti, ha respinto con enorme fermezza le corti serrate di Al Hilal e Al Nassr, rispedendo al mittente offerte faraoniche da ben 20 milioni netti all’anno. I petrodollari non lo seducono, poiché l’ambizione sportiva mantiene la massima priorità. Al contrario, l’opportunità di misurarsi in Premier League esercita un fascino sportivo irresistibile, trasformando l’interesse del Manchester United in un potenziale pericolo reale per la permanenza dell’asso portoghese nel nostro campionato.

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