Patrizia Panico, nuova vita con l’U-16: «Questo è un punto di partenza»

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© foto www.imagephotoagency.it

Patrizia Panico ha fatto la storia della nazionale femminile, ma ora allenerà l’U-16 azzurra: «Tavecchio e Uva stanno aiutando il calcio femminile»

Settembre, cronaca del primo giorno del primo raduno di Patrizia Panico nello staff della Nazionale Under 16: «Daniele Zoratto, per presentarmi alla squadra, ha portato un foglio. C’erano scritti tutti i trofei che ho vinto da giocatrice. E sono tutti rimasti a bocca aperta». Tutti, sono i ragazzi nati nel 2001 – l’anno in cui Patrizia segnava 41 gol in Serie A con la maglia della Lazio – che, mercoledì a Verona in occasione dell’amichevole contro la Germania (verrà tra l’altro sperimentata nuovamente la Var online), saranno guidati per la prima volta nella storia delle Nazionali italiane da una donna. Zoratto è in ritiro con l’Under 19 in procinto di giocare la Fase Elite di qualificazione all’Europeo: toccherà quindi a quella che, con Carolina Morace, è stata la miglior giocatrice italiana di tutti i tempi, una da 110 gol in 204 partite in azzurro. Accadrà anche venerdì a Caldiero Terme (i test con i tedeschi sono due), ma «questo è un punto di partenza, non di arrivo». Per lei, ma anche per la crescita del calcio femminile e della sua considerazione. «Non ho ricevuto così tante chiamate neanche quando giocai la semifinale di Champions – racconta a “La Gazzetta dello Sport” –. La cosa più gratificante è proprio pensare tutto questo come un punto di partenza». E il rapporto con i ragazzi? «C’è una disponibilità encomiabile. Qualcuno mi dà del tu, qualcuno del lei; qualcuno mi chiama Patrizia, qualcun altro mister, ma non è quello che conta. Conta il rispetto, che è la base».

VIA I PREGIUDIZI – Ed è proprio dalla base che deve partire anche il cambio di mentalità: «Bisogna abbattere tanti muri e questa è una decisione che aiuta a farli crollare. Non ho mai fatto differenza di genere tra un allenatore uomo o donna durante la mia carriera, e credo che non debba esistere. Mi piaceva che l’allenatore fosse competente a prescindere, e sono felice di essere circondata da gente come Zoratto, Nicolato e Viscidi (gli ultimi due, rispettivamente, tecnico dell’Under 18 e coordinatore delle Nazionali giovanili, ndr). Allo stesso modo, non c’è differenza tra una squadra di uomini e una di donne: conta la qualità della squadra». E il numero di scelte a disposizione: il lavoro di selezione di Patrizia Panico e degli osservatori è più duro, per esempio, di quello di Rita Guarino, l’altro tecnico donna nel Club Italia (allena l’Under 17 femminile). Ma un dato pubblicato nell’ultimo censimento «Women’s football across the national associations» della Uefa fa capire che la direzione è corretta: sulle 23.196 tesserate, più della metà (12.129) hanno meno di 18 anni.

CAMBIAMENTI – La Figc da qualche anno sta spingendo sui settori giovanili per far crescere il calcio femminile: dall’obbligatorietà per le società di Serie A e Serie B di tesserare 20 Under 12 l’anno alla possibilità, per i club professionistici maschili, di accogliere anche il settore femminile. «Non ricordo altri presidenti federali aver fatto quello che Tavecchio e Uva stanno facendo per il calcio femminile – ammette Panico –. Hanno avviato un processo che richiede tempo: per far crescere il settore femminile abbiamo bisogno degli incentivi della Federazione ma anche di chi, tra le società maschili, ci creda davvero, perché le donne possono dare un contributo alla crescita del club». La Fiorentina è la società che lo sta facendo meglio: è prima in classifica in Serie A, fino a domenica scorsa non aveva ancora perso un punto e resta la favorita per vincere lo scudetto. Mister Patrizia, tuta o borghese? «Finora ho sempre indossato la tuta, ma mercoledì avrò la divisa. Magari metterò i tacchi, così mi sembrerà di avere i tacchetti».