2012
Taranto, Dionigi: “Non rifarei mai un anno così, ma D’Addario…”
Ha fatto miracoli e sfiorato per due volte la “B” con il Taranto, non centrata per colpe non sue. Davide Dionigi lascerà al 99% Taranto e si è concesso in esclusiva ai microfoni di pugliacalcio24.it per far chiarezza sul suo futuro e sull’annata vissuta allo “Iacovone”
Lei è ad un passo dalla Reggina per la prossima stagione…
“La Reggina è una di quelle compagini che mi ha voluto più fortemente, ci sono altri contatti con diverse squadre, ma il vincolo essenziale è che adesso sono il tecnico del Taranto. I calabresi sono quelli che stanno premendo maggiorment,, ma per adesso bisogna attendere l’evolversi della questione societaria a Taranto”
La situazione a Taranto è davvero complessa: da allenatore che ha fatto miracoli in questa piazza, poi non concretizzati per colpe non sue, che idea si è fatto?
“E’ quella di un campionato vinto che non ci ha portati in B: senza la crisi societaria ad oggi parleremmo probabilmente di altro. Il problema più grosso è salvare la categoria, pericolo molto serio. Partire dai dilettanti sarebbe davvero una doppia beffa. E’ anche vero che il presidente che ho è una persona davvero orgogliosa e si spera possa far qualcosa. In questi giorni escono nomi di tante cordate, ma l’importante è che il calcio a Taranto continui dalla Lega Pro”
E’ anche vero, però, che è chi è causa del suo mal pianga se stesso.
“Purtroppo queste son parole dello stesso D’Addario: chi sbaglia paga. Ci sono delle regole da rispettare e lui non lo ha fatto, essendo però sempre il primo a dire che chi non le rispetta prende i punti di penalizzazione. E’ un peccato, ma non bisogna dimenticare che in tre anni ha fatto tanti sacrifici ed uscito tantissimi soldi dal portafoglio. Anche sotto il profilo personale, per lui, è un disastro questa situazione”
Dalle sue parole i rapporti con il presidente sembrano ancora intatti positivamente..
“Si, lui mi ha dato la possibilità di iniziare ad allenare e penso di averlo ripagato in maniera piuttosto ampia. Adesso la situazione è di stand-by, ma il problema principale è quello di salvare la società. I nostri rapporti son positivi, sono solo cose che succedono nel calcio e che bisogna raddrizzare”
Poco tempo fa ha detto che avrebbe voluto vuotare il sacco su alcune cose.
“Non ho mai usato questo termine (ride). Nella conferenza con il sindaco ho ribadito che Taranto è una piazza importante, ma che al primo risultato negativo si parla di illazioni o altro. E’ giusto dare merito a dei ragazzi encomiabili. C’è la parte buona del tifo tarantino che gli ha utilizzati come “Modelli” e quella meno buona che si induce subito al “malizioso”. Questa squadra ha lottato dal ritiro di Pieve Di Cadore sino allo 0-0 con la Pro Vercelli. E ricordiamo che in due partite ci sono stati annullati tre gol regolari, non pochi…”
Ecco, cosa pensa di questa parte della tifoseria che non ha creduto nell’impegno della squadra nell’ultimo impegno stagionale?
“E’ un limite per Taranto. Nel calcio ci sono anche i più bravi, anche se la Pro Vercelli è stata solo più fortunata. E’ una piccola minoranza che vive negli strascichi del passato. Chiedo a questa gente di voltare pagina e comprendere quanto è stato grande il campionato di questi ragazzi. Ma quella parte della tifoseria contiene una percentuale molto piccola, quasi tutti sanno i sacrifici fatti da noi durante l’anno”
Dopo un’annata di rincorse e di tante pressioni, la motivazione più ovvia è un calo mentale nell’ultima gara
“Esatto. Vedo l’esempio di Trapani: 9 punti sprecati nelle ultime gare e i play-off sciupati in 11 vs 10 e con un gol di vantaggio. Ripeto, abbiamo perso una doppia semifinale con un palo e tre gol regolari annullati. In una semifinale play-off sono una infinità. Forse si è sbagliato il secondo tempo della gara di ritorno, ma gli episodi ci hanno anche voltato le spalle”
Gli umori del gruppo, specie nei momenti bui, come erano?
“Avevano un solo intento: si era creato un gruppo di uomini veri e sono andati oltre le difficoltà. Si sono legati molto al sottoscritto, alla piazza e anche alla società. A gennaio tutti o quasi avevano richieste, ma volevano rimanere per mantenere vivo il loro sogno di Serie B. Si è costruito un lavoro incredibile in un anno e mezzo”
Qualora Taranto dovesse riconfermarsi in Serie C, immaginiamo che lei non vorrebbe perdere l treno della B..
“Io penso che bisogna capire prima chi c’è alla guida, al momento ci sono solo due giocatori in rosa. Dare risposta adesso è impossibile, purtroppo non ho la sfera magica (ride). L’importante adesso è vedere che fine farà Taranto e come si ripresenta
Accetterebbe di convivere un altro anno “professionale” con D’Addario?
“Ci siamo confrontati tutte le volte ed all’inizio di una stagione c’è bisogno di fare un vero confronto leale. Dare adesso un giudizio su D’Addario, Pieroni o altri è impossibile. Ci son state difficoltà quest’anno, ma rifare un anno come questo non lo vorrebbe rifare nessuno. Nemmeno lo stesso D’Addario. Bisogna vedere come si ripartirà.”