L’amore ai tempi di Cavani. Le chiavi Benzema o Lukaku

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Love story di fine calciomercato, quando il confine tra sogni, illusioni, sensazionalismo e cruda realtà si fa sempre più labile e meno circoscrivibile

Nasce tutto dal (legittimo) voltafaccia di Gonzalo Higuain: ma questa è una storia che oramai appartiene al passato e di cui ci siamo onestamente stancati di scrivere. Guardiamo avanti, o meglio indietro considerando la particolarità del soggetto: l’eredità dell’argentino può – concretamente o meno lo vedremo – essere raccolta dal suo predecessore, quell’Edinson Cavani la cui milionaria cessione permise al Napoli di acquistare il Pipita e strutturarsi con una campagna acquisti faraonica.

LA SITUAZIONE – Con l’argentino a pieno titolo nel passato del club, si ragiona sull’eventualità di sostituirlo con una pedina del suo livello tecnico e mediatico o di rischiare con la linea verde, puntando tutto sul classe ’94 Milik – alla prima stagione in Serie A e dunque soggetto alle classiche questioni di ambientamento e (di conseguenza) affidabilità – e sullo scontento Gabbiadini. Non un salto nel buio, considerando le qualità del centravanti polacco e quelle già viste del venticinquenne italiano, ma certamente su questa pagina non troverete chi si lascia andare ad opinioni definitive per via di una fresca doppietta. Scartato l’unico reale obiettivo di spicco della campagna acquisti in capitolo centravanti – quel Mauro Icardi in odore di rinnovo con l’Inter – il nome caldo è clamorosamente  diventato quello di Edinson Cavani.

LOVE (GHOST) STORY – L’esplosione della vicenda nella notte tra venerdì e sabato: un noto giornalista locale diffonde la notizia clamorosa, Edinson Cavani alloggia all’Hotel Vesuvio per conto del Napoli. Una bufala, il giorno dopo, ma poco importa per quanto concerne la nostra trattazione: perché nel frattempo il popolo partenopeo si è riversato in strada alla ricerca di un fantasma, in piena notte, di un’essenza, di un qualcosa dalla dubbia esistenza e consistenza. Il sapore quello di una sceneggiatura surreale, dove si mischiano passione, amore ed illusione, suggestione, una finestra tanto retrò quanto futuristica, disegnata da una popolazione che come poche altre al mondo sa far scrivere di lei senza il rischio di risultare ripetitivi e banali. Un’originalità che vive sul lastricato filo del disequilibrio, unica nel suo genere e non comprensibile ai più.

MA TORNIAMO SULLA TERRA – Rimettiamo piede nel profondo del realismo: in casi del genere – ci casca anche chi deputato per lavoro – l’enorme rischio è quello di lasciarsi andare a sensazioni più che alla diffusione di reali notizie. Un po’ tutti possono dire la propria, spacciando fonti mai rivelabili, l’amico in società, quello della soffiata, la rivelazione etc etc… . Se poi ci si mette anche il presidente De Laurentiis stesso, con un comunicato ufficiale che tutto dice e niente afferma, beh, il piatto è servito. Ed a regnare è il caos. Perché se né si destituisce di fondamento una presunta notizia e né si apre concretamente all’eventualità, il tutto sta nel senso intrinseco dell’attesa. Ci si deve limitare a questo. Senza rinunciare all’ambizione di provare a mettere un briciolo di ordine: il grande ostacolo è tutto del club che detiene il cartellino di Edinson Cavani, il Paris Saint Germain. Che lo venderebbe pure al Napoli, magari chiedendo un grosso corrispettivo economico ma non la luna, esclusivamente qualora trovasse un sostituto all’altezza delle ambizioni del club. Ci abbiamo lavorato a fondo e – considerata la sorprendente e ritrovata titolarità di Diego Costa – le opzioni internazionali sembrano essere appena due: Karim Benzema, che al Real Madrid oggi dovrebbe dividere la titolarità con il gioiello di casa Morata, e Romelu Lukaku, per cui la stagione di vita all’Everton dovrebbe essere conclusa in virtù del trasferimento ad un club di maggiore spessore. Lacazette defilato sullo sfondo. Se il Psg riuscisse a mettere le mani su uno dei due, Napoli e Cavani sarebbero più vicini. Altrimenti resta una distanza difficilmente colmabile.

Massimiliano Bruno
Giornalista sportivo ed economico, dottore di ricerca in analisi socio-economica, diffido di chi va d'accordo con tutti, nato curioso.
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