Sculli: «Gasperini sa valorizzare i giovani. Contro la Juve…»

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© foto www.imagephotoagency.it

Giuseppe Sculli ha raccontato in un’intervista al Corriere dello Sport il suo ex allenatore – sia nelle giovanili della Juventus che al Genoa – Gian Piero Gasperini, allenatore del momento in Serie A con la sua Atalanta

È stato per tanti anni uno dei pupilli di Gian Piero Gasperini. Nel corso della sua carriera Giuseppe Sculli è stato il perfetto esterno d’attacco nel 3-4-3 del Genoa del Gasp. Sculli oggi gioca ancora, in Eccellenza con l’Accademia Pavese a 35 anni, dopo aver giocato 286 partite in Serie A ed essere stato uno dei primi talenti lanciati da Gasperini, l’allenatore del momento visto dove sta portando l’Atalanta, la vera sorpresa di questo inizio stagione.

SCULLI E GASPERINI – Intervistato dal Corriere dello Sport, Sculli ha parlato del suo ex mentore, che lo ha allenato sia nelle giovanili della Juventus sia al Genoa: «Arrivai alla Juve a 14 anni – ha raccontato l’esterno calabrese – e lui fu il mio primo allenatore: mi ha guidato nei Giovanissimi, negli Allievi e nella Primavera, è stato fondamentale per la mia formazione».

PRIMO GASPERINI Sculli ha proseguito, spiegando com’era il primo Gasperini: «Attentissimo alla tattica, meticoloso in allenamento, equilibrato nella gestione: alternava bastone e carota, sapeva quando rimproverarti e quando elogiarti. L’ho avuto anche dopo, al Genoa, abbiamo vissuto insieme momenti importanti e la stima è diventata ancora più forte: posso garantirvi che non è cambiato, è rimasto un uomo semplice ed è sempre innamorato del lavoro. Forse è cambiato in una sola cosa: sul modulo è più elastico, allora martellava sul 3-4-3».

SORPRESA ATALANTA – Nessuno però si aspettava questa grande stagione dell’Atalanta: «Sinceramente non me lo aspettavo, ma penso nemmeno Gasperini l’immaginasse. Ero certo però che avrebbe disputato un buon campionato e lanciato tanti giovani. Non è usuale, in Italia, ma Gasperini sa valorizzarlo e ha anche il coraggio di rischiare. Sabato mi aspetto una partita avvincente. La Juve è una corazzata, ha una qualità nettamente superiore e per giunta sarà ferita dopo la batosta di Genova. L’Atalanta, però, non ha niente da perdere: può giocarsela senza pensieri né pressioni».

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