Le 10 regole sul grande gioco del calciomercato: istruzioni all’uso

Le 10 regole sul grande gioco del calciomercato: istruzioni all’uso
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Le 10 regole che ognuno dovrebbe conoscere e rispettare all’interno del complesso gioco del calciomercato

Ogni anno, due volte all’anno, almeno. Che sia estate o che sia inverno è terribilmente divertente e piace a tutti gli appassionati di calcio, o quasi. Seguire il calciomercato non significa soltanto aggiornarsi, di tanto in tanto, su quello che accade nel mondo di direttori sportivi, agenti e calciatori. Seguire il calciomercato significa sottostare a regole e consuetudini di un enorme gioco. Dalle più generiche a quelle più particolari…

LE 10 REGOLE:

  • Informarsi: è a dir poco essenziale. Perdere anche solo un passaggio di una trattativa, un dettaglio di un trasferimento, l’inserimento di una qualche improbabile clausola significa ripartire dalla casella del via. Recuperare il terreno perso, a quel punto, è praticamente impossibile. Non importa che tu sia a casa tua, sotto l’ombrellone in spiaggia, o in viaggio verso qualche parte del mondo: devi sapere cosa sta succedendo. D’altra parte non puoi giocare se non conosci le regole del gioco.

 

  • Vale tutto: ogni notizia, indiscrezione, voce merita di essere ponderata. Il fatto che essa sia fondata o meno è totalmente irrilevante. Non puoi permetterti il lusso di scartare una notizia a priori solo perché ti sembra improbabile o addirittura impossibile: alla fine chi sei tu per giudicare?

 

  • La carta matta ‘Mino Raiola’: quando peschi questa carta dal mazzo avanzi di 20 caselle. Poi, sempre per effetto della medesima carta, torni indietro di 30. Le 10 di differenza vanno di commissione al buon Raiola.

 

  • No bandiere: niente bandiere e bandierine, ma per favore. Non è mica “Risiko”! Anzi, meglio: le bandiere fino a qualche edizione fa del gioco erano contemplate, come non ricordare i vari Totti, Del Piero, Maldini. Di bandierine c’è ancora Donnarum… no, neanche più bandierine.

 

  • La tombola delle offerte: si danno i numeri insomma, un po’ in tutti i sensi. 10 milioni là, 16 qua, 28 lì, 61 qui e tombola! La paura (del portafogli) fa 90 milioni, quelli che servirebbero per prendere il gallo Belotti.

 

  • Le ombre cinesi: in Italia componente esclusiva della versione giocata a Milano. Non si è ancora ben capito quale ruolo tali ombre abbiano nel gioco, di sicuro l’effetto è parecchio destabilizzante. Tanti, tanti soldi da investire sul mercato; poca, poca l’esperienza in merito al calcio giocato. Comunque una variante estremamente divertente.

 

  • La bomba: ogni sessione di calciomercato che si rispetti ne ha diverse, pronte ad esplodere tra le braccia del malcapitato che se le ritrova in mano alla fine del round. Il segreto sta nello sbarazzarsene il più rapidamente possibile. Guai ad arrivare al 31 agosto con in rosa gente come Ranocchia, Vermaelen o Doumbia. La detonazione può essere letale.

 

  • Il BANG!: un botto, bello grosso, alla fine c’è sempre. Tende ad arrivare verso metà gioco e cambia tutte le carte in tavola. Il trasferimento di quel “top player” (termine ultimamente molto di moda) che fa sognare tifosi e persino addetti ai lavori. Di piccoli botti ce ne sono tanti, ma il vero BANG! è uno solo.

 

  • ‘Dixit’: disse, appunto. Ma a che titolo? Quante volte un affare viene annunciato per ‘fatto’ da fonte autorevole quando in realtà di fatto non c’è proprio nulla. Uno va a dormire convinto che Manolas vada all’Inter per poi ritrovarselo, il mattino dopo, in Russia. Ed ecco perché conviene seguire la Regola 1: informarsi, spesso.

 

  • Sognare: è la regola fondamentale. Non esistono scuse. Il calciomercato piace perché è il calderone colmo di speranze, fantasie e illusioni di milioni di tifosi. Bisogna lasciarsi trascinare, lasciarsi prendere dal momento. Il solo pensiero che il direttore sportivo della propria squadra del cuore abbia contattato  il suo collega di quell’altra squadra, è abbastanza per regalare a tutti i tifosi la loro illusione preferita: l’immagine di un nuovo campione coi propri colori. Soltanto un sogno, certo, ma unico vero motore di questo grande gioco.