L’allenatore del Besiktas parla della scelta della Turchia, del futuro in panchina e dei due ex Juventus arrivati alla corte del club turco
L’avventura di Vincenzo Italiano al Besiktas è iniziata con grandi ambizioni e con la voglia di costruire un progetto importante. L’ex allenatore della Fiorentina si è raccontato in una lunga intervista concessa al Corriere dello Sport, affrontando diversi temi: dalla decisione di lasciare l’Italia ai contatti avuti con altri club, fino ai retroscena di mercato che hanno portato in Turchia Dusan Vlahovic e Fabio Miretti.
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Il tecnico italiano ha spiegato di aver valutato diverse opportunità prima di accettare la proposta del Besiktas, ma ha ammesso di avere ancora un grande obiettivo nel cassetto: conquistare un giorno lo Scudetto.
Italiano e il sogno Scudetto: «Sono rimasto un sognatore»
L’allenatore ha raccontato il percorso che lo ha portato in Turchia, dopo aver preso in considerazione anche altre possibilità in Europa.
LA SCELTA DEL BESIKTAS
«C’è stato un club italiano a cui sono stato vicino prima del Besiktas? Diciamo di sì, ma non dico quale. Ho avuto colloqui importanti con qualche squadra in Europa. Ho fatto una gran bella chiacchierata con i dirigenti del Benfica, che mi hanno aperto un po’ la mente, visto che non ero molto orientato a lavorare all’estero. Pochi giorni dopo mi ha chiamato il Besiktas, proponendomi un progetto importante. E ho deciso di provare questa avventura che fino a pochi mesi fa non avrei mai pensato di intraprendere: avrei voluto restare in Italia, cercando di ottenere grandi traguardi. Ma la storia è andata diversamente».
Italiano non ha nascosto il suo principale obiettivo personale:
L’OBIETTIVO DELLA CARRIERA
«Il mio sogno, fin da ragazzino, è sempre stato vincere lo Scudetto. E sono rimasto un sognatore. Vediamo se prima di smettere potrò esaudirlo».
Vlahovic al Besiktas: «Può tornare il giocatore di qualche anno fa»
Tra i protagonisti del nuovo corso del club turco c’è anche Dusan Vlahovic, attaccante già allenato da Italiano durante la sua esperienza alla Fiorentina.
IL RITORNO DI VLAHOVIC
«Ho parlato con Vlahovic il giorno che ho firmato. Per capire, visto che stava lasciando la Juve. Aveva numerosi contatti con club importanti. Mi ha detto che se non si fossero sviluppati ci saremmo risentiti. La società era d’accordo con me nel provare a portarlo. Alla fine abbiamo preso un 26enne ancora di grande valore e di grande futuro: rimesso a posto, può tornare il Vlahovic di qualche anno fa».
Sul periodo vissuto alla Juventus, il tecnico ha aggiunto:
L’ESPERIENZA ALLA JUVE
«Perché non ha trovato più spazio alla Juve? Non lo so. Alla fine, però, andando a guardare i numeri, qualche goal l’ha fatto, non è che non abbia reso. Gli infortuni e qualche situazione a livello di squadra non lo hanno certamente aiutato».
Italiano ha poi ricordato il rendimento del serbo a Firenze:
IL RICORDO DI FIRENZE
«In quei sei mesi a Firenze è stato incredibile, 20 partite e 20 goal. Sono convinto che quell’anno avremmo potuto fare di più se non fosse andato via, anche se abbiamo fatto bene. Negli anni successivi ho avuto attaccanti di valore, ma del suo calibro no. Il più forte ce l’ho con me: è Dusan, per quello che mi ha dato in quei 6 mesi a Firenze. Spero che continui a comportarsi da campione».
Miretti e il mercato: «Alla Juve era un po’ chiuso»
Nel nuovo Besiktas c’è spazio anche per Fabio Miretti, altro talento arrivato dalla Juventus e fortemente voluto da Italiano.
LA SCOMMESSA MIRETTI
«L’ho voluto fortemente, anche perché qui ci vogliono quattro Under 23 e Fabio ha cento partite in Serie A. Dovevamo completare questo pacchetto e ho spinto parecchio: ha tanto talento, alla Juve era un po’ chiuso e ne abbiamo approfittato. Può giocare in tanti ruoli in mezzo al campo. L’altra sera mi ha stupito, ha fatto un partitone».
Il tecnico ha infine parlato anche degli altri movimenti valutati dal club, tra cui Lucumí e Njie, prima della scelta di puntare su Poku.
Un Besiktas costruito quindi con diversi elementi provenienti dal calcio italiano, mentre Italiano continua a inseguire il sogno più grande della sua carriera.