Elezioni FIGC, Giovanni Malagò e Adriano Galliani hanno depositato le rispettive candidature in vista del voto del 14 dicembre 2026. Scoppia il caso della doppia firma del Genoa
La corsa alla presidenza della FIGC entra ufficialmente nel vivo. Dopo Giovanni Malagò, anche Adriano Galliani ha depositato la documentazione necessaria per partecipare alle elezioni federali del 14 dicembre 2026.
L’ex amministratore delegato del Milan, attualmente senatore di Forza Italia, ha presentato la propria candidatura attraverso un delegato, formalizzando una sfida destinata a coinvolgere tutte le principali componenti del calcio italiano.
Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano
Elezioni FIGC, Galliani presenta la candidatura: il programma e gli appoggi
La candidatura di Galliani è sostenuta dall’Associazione Italiana Calciatori (AIC) e dall’Associazione Italiana Allenatori Calcio (AIAC), che insieme rappresentano il 30% del peso elettorale.
Il dirigente ha depositato anche il tesseramento con l’Enotria 1908, società dilettantistica milanese, e un programma di 60 pagine intitolato «Uno sprint di due anni».
Tra i documenti figurano inoltre le dichiarazioni relative all’assenza di incompatibilità e conflitti d’interesse.
Elezioni FIGC, il caso Genoa: due firme per Malagò e Galliani
Il principale nodo riguarda il Genoa, presente nella documentazione di entrambi i candidati.
L’amministratore delegato Andres Blazquez aveva inizialmente sostenuto Galliani, mentre il presidente e proprietario Dan Șucu ha successivamente firmato per Malagò.
Il 30 ottobre Blazquez aveva però inviato una PEC per revocare il precedente sostegno, motivando la decisione con la «mutata volontà della proprietà e del club che rappresento».
Sarà la commissione di verifica, presieduta dal generale Vincenzo Parrinello, a valutare la regolarità delle candidature entro il 14 novembre.
Elezioni FIGC, i voti decisivi: Serie B, Lega Pro e Dilettanti
Malagò può contare sulle firme di 11 società di Serie A, componente che pesa complessivamente per il 18% nell’assemblea elettiva.
Galliani parte invece dal sostegno di calciatori e allenatori, oltre ad alcune società del massimo campionato.
Decisivo potrebbe essere l’orientamento delle altre tre leghe: Serie B (6%), Lega Pro (12%) e Lega Nazionale Dilettanti (34%).
Insieme rappresentano il 52% dei voti e non hanno ancora espresso una posizione definitiva.
I rispettivi rappresentanti intendono esaminare attentamente i programmi e confrontarsi con entrambi i candidati prima di scegliere.
La sfida tra Malagò e Galliani è dunque aperta: le prossime settimane saranno fondamentali per definire gli equilibri in vista del voto del 14 dicembre.