Adesso ridateci il Milan!

Adesso ridateci il Milan!
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Un’invocazione che sgorga dai cuori di tanti tifosi

Come in un vortice dal quale è impossibile venire a galla. Come in un tunnel infinito, senza luce. Il Milan si riscopre indifeso, alla mercé dei risultati, incapace di dare una spiegazione di ciò che è diventato prima di tutto a se stesso. «Potessimo tornare indietro», ripetono in cuor loro i tifosi rossoneri. Un desiderio di Natale che non verrà esaudito. Già, potessero tornare indietro. Dove andrebbero? Che farebbero? Rivivrebbero le gioie degli anni Novanta? Tornerebbero ad Atene? Si specchierebbero negli occhi spiritati di Pippo Inzaghi? O forse preferirebbero una gita a Manchester, per tornare a sentirsi primi per sempre? «Potessimo tornare indietro…», sembra quasi di sentirli: potessimo non vivere più le umiliazioni di Verona e Benevento.

Rinuncerebbero forse all’illusione dell’estate, alla sensazione di essere ad un passo dal ritornare il Milan, sfumata su un campo che mai come quest’anno ha ribaltato le convinzioni del mercato. Spostare indietro le lancette: scegliere il rimpianto più che il rimorso. E trovarsi allora senza Gattuso (eroe innocente di questa triste storia), provare a vivere (e bene) anche senza cinesi, capire dov’è che le sliding doors del destino rossonero sono diventate infami.

Magari nel cambio da Seedorf ad Inzaghi. O più probabilmente nella scelta di Mihajlovic al posto di Sarri. Qualcuno, però, potrebbe obiettare che la rovina è stata sostituire Brocchi con Montella. Allora tutto è lecito, tutto vale, quelle lancette giriamole ancora al contrario: torniamo all’estate del 2012. Chiediamo ad Ibrahimovic e Thiago Silva di non andare a Parigi. Vediamo di convincere Gattuso e Nesta a non lasciare Milanello. Proviamo a capire se per Maldini possiamo trovare un posto in società.

Creiamo una delegazione di tifosi che ci dica dove intervenire. Chiediamo ad un gruppo di scienziati di ricostruire il dna rossonero. Lanciamo una petizione, studiamo un piano Marshall fra le grandi d’Europa, organizziamo un sit-in sotto Arcore, diamo il via ad un azionariato popolare, invochiamo l’intervento degli dèi del calcio. Ma per favore, adesso ridateci il Milan.