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Bologna, Fenucci: «Diritti tv? La formula va rivista»

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L’amministratore delegato del Bologna Claudio Fenucci e i diritti tv: una distribuzione che va rivista

Da tanti anni la più grossa forma di sostentamento per un club calcistico è legato alla vendita de diritti televisivi delle sue gare,  cifre che raggiungono più o meno il 50% del fatturato di queste società. Miliardi girano nel mondo del calcio in televisione, accordi pluriennali vengono siglati e al contempo va scemando una delle cose essenziali nel mondo del calcio: la passione per i colori, gli stadi pieni. In Italia sempre meno persone vanno allo stadio e sempre più si accomodano sul divano per seguire la propria squadra del cuore, una situazione che presto potrebbe diventare insostenibile per tante società, come il Bologna, che oggi ha presentato la ‘Saputo School Cup’ col suo amministratore delegato Claudio Fenucci.

COMMESSI ERRORI, DIRITTI TV DA RIVEDERE – A margine dell’evento, l’ad dei rossoblù ha parlato proprio dell’annosa situazione legata alla distribuzione dei diritti televisivi: «Secondo me – riporta Repubblica – la vendita dei diritti tv non è in grado di portare le risorse che il calcio italiano merita: siamo diventati il quarto Paese come valore dei propri diritti tv, e probabilmente sono stati commessi alcuni errori nelle modalità di vendita».

PRENDIAMO SPUNTO DALLA PREMIER – Non è solo un problema relativo alla vendita per Fenucci, ma anche nel format: «Sarebbe da rivedere. Sono sempre stato un sostenitore della riduzione delle gare che vengono trasmesse in diretta, sia per proteggere lo stadio che per dare qualità al prodotto. La Premier League è arrivata a risultati eccezionali vendendo un prodotto completamente diverso, non vendendo tutte le gare live e proteggendo lo stadio, evitando così la disaffezione che è comune al sistema».