Buon compleanno a… Alessandro Altobelli
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Buon compleanno a… Alessandro Altobelli

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68 anni per Alessandro ‘Spillo’ Altobelli: eroe del mondiale di Spagna 1982 e bandiera e tifoso dell’Inter

Oggi Alessandro Altobelli compie 68 anni. In un’intervista concessa a Repubblica, Karl-Heinz Rummenigge, attaccante interista e suo compagno di squadra, sintetizzava quel decennio d’oro in questi termini: «Il calcio italiano è il migliore del mondo, qui ci sono i campionissimi. Fra tutti il più bravo è Platini, tra gli italiani Altobelli, che non credevo così forte». Lo diceva un tedesco, che aveva vissuto sulla propria pelle il bruciore della sconfitta nella finale del 1982 e quel 3-0 siglato proprio da Spillo. Con quella serenità del vincitore, stop e tiro a superare Schumacher come se fosse la cosa più facile del mondo e del Mondiale. Accompagnata da un’esultanza moderata, forse perché dopo l’urlo di Tardelli non c’erano più riserve di rabbia ed euforia da consumare in un gesto e si preferì lasciare al Presidente della Repubblica l’immagine simbolo, quel suo “Non ci prendono più” dentro il quale c’era tanto di noi e tutti ci si poteva riconoscere, sentimentalmente ancor prima di ogni altra cosa.

Anni fa ha raccontato al Corriere dello Sport i momenti salienti di quella magnifica avventura. Ricordando la pesantezza delle critiche ricevute prima e durante la competizione: «Quasi tutti ci attaccavano e ci vedevano a casa già alla fine del girone o agli ottavi. Entrammo anche in silenzio stampa quando gli attacchi divennero personali, nei confronti di Rossi e Cabrini: ci guardammo negli occhi e capimmo che era la cosa giusta da fare. Da quel momento avrebbero parlato solo Bearzot, Zoff e… il campo».

Rievocando le 4 vittorie, una in fila all’altra, che hanno reso quell’impresa un crescendo straordinario, con l’Italia capace di piegare 3 nazionali su 4 campioni del mondo: «Battemmo Argentina, Brasile, Polonia e Germania dell’Ovest. Anzi, le asfaltammo con il bel gioco… all’italiana, ovvero difesa attenta e contropiede a tremila all’ora. Il successo sull’Argentina ci fece sbloccare dal punto di vista mentale e anche il Brasile, più forte ma più presuntuoso, se ne accorse». Infine, scherzi del tempo che passa, trasmise un’emozione più forte nel rivivere l’ultimo atto, lui che era apparso lunare in quei momenti palpitanti: «Il cuore accelera anche se di acqua sotto i ponti ne è passata…».

Esattamente 8 anni fa, quando ha compiuto 60, Altobelli ha esibito a La Gazzetta dello Sport l’orgoglio nell’accorgersi che i giovani lo conoscono e ne apprezzino i tantissimi gol attraverso la visione su youtube. E ha espresso le sue convinzioni circa le differenze tra il calcio giocato da lui e quello contemporaneo: «Io dico che il periodo più difficile per giocare a calcio è stato quello dal 1975 al ‘90: bisognava avere tutto, tecnica, cuore, sacrificio, testa, completezza. Dal ‘90 in poi ha cominciato a imperare il fisico. Io simbolo? Sì, di serietà, onestà, per l’aver fatto calcio come fosse un lavoro: la gente mi avrebbe dato il proprio portafoglio, si fidava e si fida».

Opinionista che non esita a prendere posizione, Alessandro è innanzitutto un orgogliosissimo interista, uno di quelli felici di avere segnato un’epoca per la squadra che tifava da bambino. Come tale, spesso si esprime sulle faccende di casa nerazzurra, soprattutto quelle riguardanti i giocatori impegnati davanti, sui quali possiede una maggiore competenza.

Ovviamente, anche in questi ultimi giorni, in occasione del Derby d’Italia, è stato chiamato a dire la sua. Non nascondendo minimamente il suo senso d’appartenenza mai sopito, un po’ come il suo predecessore Roberto Boninsegna: ha giocato come lui anche nella Juventus, si è trovato bene, ma la fede è fede.

Ne diede un’attestazione sui social quando la Gazzetta pubblicò una sua foto in maglia bianconera a corredo di un pezzo che celebrava i goleador centenari della Serie A. Un evidente errore, per uno che con un club di reti ne ha segnate 128 in campionato con l’Inter e solo 4 con la Juve, stigmatizzato così: «Alle persone che mi hanno scritto che la Gazzetta ha pubblicato una foto del 1988/89 quando giovavo nella Juventus, sinceramente non so cosa rispondere, evidentemente ci sono tutti giornalisti giovani che non conoscono la mia carriera, o non mi conoscono proprio!!!! haha come ci manca la vecchia GDS!!!AMALA!!!!!».