A questa Juventus serve anche Mertens

A questa Juventus serve anche Mertens
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Juventus pigliatutto? Le ragioni per cui Dries Mertens oggi sarebbe l’innesto ideale

Novanta milioni: quelli investiti dalla Juventus per soffiare Gonzalo Higuain al Napoli e garantirsi le prestazioni di uno dei centravanti più accreditati del panorama internazionale. Il club di Aurelio De Laurentiis ha ben pensato di sfruttare questa densità economica per rifarsi il look e strutturare la squadra sul medio-lungo termine: innesti prospettici che, se confermati nel corso degli anni, garantiranno la massima resa in termini di successi. Il Napoli però – fattore assai particolare considerando le fortune degli ultimi sei anni, tre con Cavani ed altrettanti appunto con Higuain – si è ritrovato con la coperta corta proprio per quanto concerne il centravanti: inseguito invano il sogno Icardi, si è puntato tutto sul profilo di un attaccante – Arkadiusz Milik – noto agli addetti ai lavori ma non sufficiente per chi pretendeva subito una risposta di forza. Eppure il centravanti polacco, prima dell’infortunio procuratosi in nazionale nella sfida con la Danimarca, viaggiava sulle medie realizzative dei suoi predecessori: il lungo stop ha privato Maurizio Sarri non solo del sostituto di Higuain – di fatto non arrivato dal calciomercato – ma anche della pedina che in tal senso stava plasmando. La soluzione ha poi clamorosamente preso il nome di Dries Mertens.

Sarri e le sue contromisure: Mertens centravanti

Un breve periodo di panico che, alla luce della fattispecie espressa, andrebbe consentito anche ai Guardiola o agli Ancelotti, prima della puntuale ricerca della soluzione perfetta: Dries Mertens impiegato da riferimento offensivo. Considerando statura, predisposizione, caratteristiche e pregresso della sua carriera, nessuno avrebbe puntato un euro sulla buona riuscita. Senza perdersi in ulteriori parole, ci serviamo dei numeri per descrivere il miracolo di Sarri: 25 reti stagionali in 36 gare disputate ma alla media di una ogni 97 minuti. Volete la traduzione? Dries Mertens segna di fatto un gol a partita. E lo fa contro tutti, chiedere a Roma e Real Madrid per intenderci. A guardare la classifica marcatori della Seire A 2016-17 si resta incantati da questo meraviglioso intruso: 22 reti per l’attuale capocannoniere del torneo Andrea Belotti, 21 per il redivivo Edin Dzeko, 20 per Mertens ed Icardi (ah, se avessero giocato insieme…), 19 per il traditore Higuain. Il belga segna addirittura più del suo ex compagno di squadra: ce l’avessero raccontato prima, avremmo spedito al manicomio il nostro interlocutore. Eppure è la realtà, figlia di un Napoli in grado di esprimere un livello calcistico talmente elevato da esaltare al contempo la sua collettività ed i migliori talenti a disposizione. Per la squadra è apparso rapidamente naturale giocare con un centravanti alla Mertens, così come era risultato immediato il passaggio – nella scorsa stagione – dal 4-3-1-2 al 4-3-3. Quando si dice la mano dell’allenatore. Il resto lo fa un calciatore totale: ha segnato in ogni modo immaginabile, gli 11 assist della sua stagione raccontano pienamente la funzionalità di questo folletto.

Ma Mertens è l’uomo ideale per questa Juventus?

Lo abbiamo raccontato in occasione dello sventurato infortunio occorso a Marko Pjaca: alla Juventus oggi manca qualcosa. Il nuovo impianto tattico scelto da Allegri, oramai da gennaio ad oggi, impone la disponibilità di diversi uomini offensivi: il 4-2-3-1, scelto allo stesso tempo per garantire alla squadra un maggior dinamismo e tasso offensivo, nonché per accontentare gli inevitabili musi lunghi (Mandzukic su tutti) sopravvenuti nello spogliatoio bianconero per questioni di scarso utilizzo, vanta ora appena quattro interpreti per altrettante caselle: Cuadrado e lo stesso Mandzukic sulle corsie, quest’ultimo peraltro adattato nel ruolo e non propriamente adeguato in termini qualitativi se raffrontato alle disponibilità dei migliori club internazionali, vedi Barcellona, Real Madrid e Bayern Monaco, Dybala nel mezzo e Gonzalo Higuain di fatto unico centravanti. Beh, Dries Mertens grazie alla sua polivalenza risolverebbe due problemi in un solo colpo: quello dell’esterno di qualità, ruolo che ha di fatto sempre svolto nell’evoluzione della sua carriera, senz’altro più talentuoso e prolifico sia di Cuadrado che di Mandzukic, e quello dell’alternativa ad Higuain. Mansione che ha svolto con eccellenza nel corso dell’attuale stagione grazie all’illuminato lavoro del vate Sarri.

Questione rinnovo: Mertens lontano da Napoli?

Tiene ovviamente banco in casa Napoli la delicata vicenda legata al rinnovo contrattuale di Dries Mertens: legame che andrà in scadenza al 30 giugno 2018, le parti – il club partenopeo in primis, ovviamente – vogliono evitare di disputare un’intera stagione (la prossima) a scadenza. Ragion per cui si lavora ad un accordo assai complicato: l’exploit del belga ha inevitabilmente attratto l’interesse di tanti club italiani ed europei, le richieste economiche del suo entourage – dopo una stagione che si candida a tutti gli effetti da 30 gol ed oltre – sono e saranno giocoforza differenti da quanto fosse ipotizzabile qualche mese fa. Quando Mertens era sì un calciatore di spicco in questo Napoli, ma non la furia a cui il popolo partenopeo felicemente assiste oggi. La certezza: De Laurentiis e dirigenza percorreranno ogni strada possibile per prolungare il rapporto con un calciatore oggi di fondamentale rilevanza. Ma se così non dovesse andare, se questo accordo tardasse ad arrivare o addirittura mai si concretizzasse, ci sarebbe spazio anche per la Juventus? Molto (ma davvero molto) difficile ipotizzare una trattativa tra i due club alla luce dello screzio recente, il grave smacco Higuain, ma calcio e calciomercato sono assai strani e poco prevedibili. Del resto diciamocela tutta: ma la sera della festa al San Paolo, quella del record di Higuain, qualcuno avrebbe mai immaginato che di lì a poco avrebbe vestito la maglia bianconera? Ed a questa Juventus Mertens servirebbe come il pane.