Chiellini ci crede: «Saremo pronti! Il guardiolismo ci ha rovinati! Su Bonucci e lo Scudetto…»

Chiellini ci crede: «Saremo pronti! Il guardiolismo ci ha rovinati! Su Bonucci e lo Scudetto…»
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Le parole del difensore dell’Italia e della Juventus tra presente e futuro. Ecco le dichiarazioni di Giorgio Chiellini

L’Italia sfiderà la Svezia domani sera e Giorgio Chiellini, difensore dell’Italia e della Juventus, ha parlato a “La Gazzetta dello Sport” del momento degli azzurri, di Bonucci, dei difensori del futuro, dello Scudetto e naturalmente della gara contro gli svedesi. Queste le parole del difensore bianconero: «Bonucci? E’ sempre un piacere rivedersi. In ogni modo sarà la squadra tutta a fare la differenza. All’Europeo si parlava solo di noi difensori, in realtà fu fondamentale il lavoro degli attaccanti, che si facevamo un mazzo incredibile in fase di pressing. I difensori non sanno più marcare? Colpa del ‘guardiolismo’ perché tutti pensano a impostare e non sanno più marcare. Noi abbiamo Rugani, Romagnoli e Caldara e alla lunga siamo coperti».

Queste le parole di Chiellini sulla Svezia: «Ibra? Lo evito molto volentieri in un contesto simile. Detto ciò, occhio alla Svezia. Il loro è un 4-4-2 applicato alla perfezione, linee corte e strette che neanche disegnandole le fai così bene. Percentuali? Cinquanta e cinquanta. Noi dobbiamo ritrovare la spensieratezza persa dopo la Spagna, gara che pensavano e speravamo che potesse finire in modo differente sotto vari punti di vista. Subito dopo sono arrivati i fischi nella gara contro Israele, a Reggio Emilia, cosa che ho però trovato fuori luogo: sapevamo fin dall’inizio delle qualificazioni che al 99% il nostro percorso sarebbe stato questo. Saremo pronti per il playoff».

Il Chiello ha poi parlato della corsa Scudetto: «Sarà un campionato equilibrato in testa. C’è una spaccatura notevole fra chi lotta là davanti e le altre. Valori sbilanciati, troppe squadre: ora è praticamente impossibile che le grandi perdano punti con chi sta dietro. E sarà sempre peggio: per la gran parte dei club non ci sono infatti motivi concreti per alzare il proprio livello tecnico. Anche dietro vanno trovate le giuste alchimie. L’intesa è un valore aggiunto inestimabile per realtà come la nostra. Le squadre piene zeppe di fenomeni possono giocare magari in vari modi, ma la Juve non potrà mai essere il Real Madrid, noi dobbiamo inevitabilmente passare per l’organizzazione del gioco».