Como, parla il ds Carlalberto Ludi: «Orgogliosi di aver rappresentato l’Italia con i due giocatori. Allo stesso tempo avremmo voluto Kean disponibile». Le parole
A pochi minuti dal calcio d’inizio di Como-Roma, il direttore sportivo del club lariano Carlalberto Ludi è intervenuto ai microfoni di DAZN per presentare la sfida del Sinigaglia e fare il punto sul momento attraversato dalla formazione allenata da Cesc Fàbregas.
Nel prepartita, il dirigente del Como ha analizzato i temi principali del confronto con i giallorossi, soffermandosi sulle ambizioni della squadra e sull’importanza di una gara che rappresenta un banco di prova significativo per il progetto biancoblù.
Di seguito le dichiarazioni rilasciate da Carlalberto Ludi ai microfoni di DAZN.
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PAROLE – «Giocare con tre centrocampisti? Il nostro gioco è quello, la nostra identità è quella, no? Avere qualità, tenere il possesso, cercare di dominare il gioco, cercare di far andare gli altri fuori giri. E l’inserimento di Caqueret va in questa direzione, detto che Baturina lo fa molto bene. Però, diciamo che per noi questa è una partita molto significativa contro una squadra molto forte e speriamo semplicemente di affrontarla col nostro spirito, col nostro coraggio, con identità»
FIGC E ‘CASO KEAN’ – «Per noi è ottimo. Però, allo stesso tempo, qualsiasi club, come il Como, non può essere contento quando il giocatore torna magari con un piccolo infortunio e deve stare fuori qualche giorno. Siamo molto orgogliosi di portare, come dicevi giustamente tu, 15-16 giocatori nelle varie Nazionali. È un motivo d’orgoglio, anche perché ci era stato detto il contrario nel recente passato. A volte nel calcio si intende o allineamento totale o conflitto. Non è questa la situazione, voglio dire. Siamo orgogliosi di aver rappresentato bene l’Italia con i nostri due giocatori. Allo stesso tempo avremmo voluto, ma penso che tutti lo vorremmo, Moise disponibile oggi. Andiamo avanti con totale allineamento e con totale costruttività con la Federazione»
PARTITA – «Mi aspetto una partita identitaria, una fotografia bellissima, semmai, di quella che è una grande lega come la Serie A. Due modelli diversi, ma allo stesso tempo molto profondi nella metodologia e molto, come posso dire, interessanti dal punto di vista proprio calcistico. E il Como lo può testimoniare. Mi aspetto una squadra coraggiosa, mi aspetto una squadra che voglia imporre un po’ più ritmo e un po’ più gioco. Speriamo di far contenti tutti questi tifosi».