Milan-Conte: l’ex juventino chiede un ruolo da manager?

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Milan: Conte rimane in cima alla lista dei desideri per la panchina in vista della prossima stagione. L’allenatore del Chelsea però ha richieste chiare e chiede un ruolo da manager

Potrebbe essere un sogno maturato nei primi freddi di ottobre, ma pure no. Il Milan, reduce da un avvio di campionato decisamente molto difficoltoso, pensa al proprio futuro se non immediato, quantomeno prossimo. Per la panchina, in caso di addio di Vincenzo Montella (c’è chi è pronto a scommettere già nel prossimo mese e mezzo circa) sono tanti i nomi di cui si è scritto. Tra i tanti quello di Antonio Conte è sicuramente il più suggestivo (leggi anche: Milan: Conte o Allegri-bis, ecco le ultime). Sarà innanzitutto fondamentale comprendere i piani rossoneri per il resto del campionato: dovesse saltare Montella, servirebbe la gestione di un traghettatore (Gennaro Gattuso, attualmente tecnico della Primavera milanista?) che riesca a portare la squadra almeno nei lidi europei che contano: non è cosetta da poco.

Per mettere le mani su Conte, però, sarà fondamentale (ne avevamo già parlato nei giorni scorsi) la qualificazione alla prossima Champions League, almeno nella sua fase preliminare (quarto posto): l’attuale allenatore del Chelsea, per mollare Londra (cosa di cui si è ampiamente ventilato nei mesi scorsi) chiederebbe almeno la possibilità di affacciarsi ancora ad una piazza europea importante. Non solo però: Conte potrebbe chiedere un ruolo da manager, ancora prima che da semplice allenatore. L’ex juventino già al Chelsea avrebbe voluto avere carta più o meno bianco sul mercato (così come alla Juventus, quando l’addio maturò proprio per attriti di mercato, guarda caso), chiaro che in rossonero gli farebbe comodo avere un ruolo decisionale certo. Difficile in quest’ottica comprendere però la garanzie del Milan: con Marco Fassone nel ruolo di amministratore delegato e Massimiliano Mirabelli in quello di direttore sportivo, gli orizzonti in tal senso non sembrerebbero illimitati, a meno che uno dei due (in special modo il secondo) non decida di fare un piccolo passo indietro.