De Laurentiis: «Do l’Oscar ad Ancelotti. Juve, che senso ha vincere indebitandosi?»

De Laurentiis: «Do l’Oscar ad Ancelotti. Juve, che senso ha vincere indebitandosi?»
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Napoli: intervento di Aurelio De Laurentiis a Sky Sport. Il presidente azzurro ha parlato degli obiettivi stagionali, di Carlo Ancelotti, ma pure di Maurizio Sarri e della Juventus…

Il cammino del Napoli di quest’anno non è stato sempre semplice, ma può ancora regalare sorprese. Il presidente Aurelio De Laurentiis, intervenuto stamane ai microfoni di Sky Sport, ha parlato di tutti gli argomenti relativi al prosieguo della stagione azzurra, a cominciare dall’Europa League che agli ottavi vedrà la sua squadra contrapposta al Salisburgo: «Il Napoli non ha paura di incontrare nessuno – ha spiegato ADL. In Europa ci giochiamo da nove anni, non siamo timidi. Carlo Ancelotti saprà guidarci verso una meta sicura: il sorteggio ci ha riservati una bella città come Salisburgo ed un’avversaria forse più agevole di altre. L’allenatore valuterà la rosa a disposizione, poi faremo le nostre deduzioni e porteremo avanti il progetto».

Proprio su Ancelotti, De Laurentiis mostra di avere grosse aspettative: «Io sono in linea con lui, che è un uomo cauto e onesto. Gli assegnerei un Oscar: col suo sorriso ha dato serenità all’ambiente. Al momento però è inutile fare previsioni, in Europa andiamo piano, gara dopo gara, senza però dimenticare il campionato: se non siamo primi, non siamo contenti, chi si accascia alla prima difficoltà nella vita è un fallito. Si combatte fino alla fine». Alla Juventus, prima e ben distante, il numero uno azzurro riserva una stoccata non da ridere: «Che senso ha vincere dopo aver fatto 200 milioni di euro di debito con le banche per prendere un calciatore (Cristiano Ronaldo, ndr)? Noi cerchiamo la ricetta giusta». Una battuta anche sull’ex Maurizio Sarri, in difficoltà alla guida del Chelsea: «Affrontarlo in Europa sarebbe divertente. A lui auguro di resistere ed ogni bene, è un uomo che ama alla follia questo lavoro: a Napoli ha dato tanto, poi si può anche non condividere la sua visione del calcio, ma ognuno ha i suoi valori e i suoi difetti, altrimenti non saremmo umani».