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Gasperini: «Per Grugliasco un campo da calcio aperto a tutti. Vivere lo sport con passione»

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Le dichiarazioni fatte dall’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini durante l’evento svolto nella sua città Natale (Grugliasco)

Oggi si teneva l’evento alla scuola 66 Martiri di Grugliasco dedicato al “Fair Play”, e come ospite era presente l’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini: nato proprio in quella città, dove svelerà il progetto del campo da calcetto che esso donerà ai suoi concittadini. Al mister gli sono state consegnate anche le chiavi della città come riconoscimento da parte del sindaco. Ecco le parole riportate in esclusiva da CalcioNews24.

RAPPORTO CON GRUGLIASCO – «Mi è capitato di tutto, ma non una cosa del genere. Vi devo ringraziare tutti: i miei genitori sono nati a Grugliasco. Città punto di riferimento della mia vita»

STEP BY STEP – «Il risultato di questi anni partono da lontano: da Grugliasco ho cominciato a giocare nei campetti di Grugliasco. Uno sport che ci fa divertire, e quando ho smesso dopo tanti anni ho cominciato ad allenare i ragazzi di 11 anni. Ero un ragazzo (rivolto agli studenti) come voi, crescendo, imparando tanto e girando in Italia».

RITROVI A GRUGLIASCO – «Allora non c’erano tante strutture come adesso: si giocava principalmente negli oratori. Nonostante Grugliasco fosse un posto di periferia, era pieno di posti dove facevamo le nostre partite».

SOGNI DI UN GIOVANE CALCIATORI – «Quando cominciato pensavo di diventare un campione (ride ndr.). Il nostro campione era Omar Sivori, perché era come Maradona e Pelé».

AFFETTI PIU’ CARI«Le persone più importanti per me sono sicuramente la mia famiglia, gli affetti più importanti: anche gli amici. Quando sono andato via di casa a 19 anni ho girato tutta Italia da Nord a Sud, però ogni momento libero tornavo a Grugliasco».

L’ATLETA PERFETTO – «L’esempio dell’atleta perfetto è quello che ha personalità: esempi di giocatori non così famosi ma un grande esempio di vita».

PASSIONE PER IL CALCIO «Ricordo i tempi della Serie C: avevano la stessa soddisfazione di un match di Serie A. L’emozione anche in una partita tra amici».

FAIR PLAY – «Fair Play? Oggi viviamo un po’ una situazione particolare, ma i giovani sicuramente in futuro tenderanno a migliorare questo tema».

TIFOSI – «I tifosi sono fondamentali nello sport. Durante la pandemia abbiamo giocato con gli stadi chiusi, ed è tutta un’altra cosa. Ci deve essere sempre il tifo sugli spalti, perché il calcio è uno sport che porta emozioni».

CALCIO FEMMINILE – «Perché il calcio femminile non dovrebbe avere delle evoluzioni. Negli Stati Uniti ci sono molte squadre femminili. Bisogna crescere».

DOPING – «Un tema particolare. Composto da tutti altri fattori e non ha un risultato importante nel calcio. Va combattuto sicuramente, anche se sono capitati dei casi dove qualche calciatore è risultato positivo involontariamente».

SCUOLA E SPORT «Chi fa sport a certi livelli tende a lasciare la scuola. Un limite nel nostro paese perché vedo ragazzi di 16/17 anni lasciare nonostante siano lanciati verso un mondo come quello del calcio. E’ molto importante la personalità: ciò che ti dà la scuola. Lo sport è una materia importante come matematica, lettere, storia. L’educazione sportiva e motoria fa parte della nostra vita».

IL CALCIO E’ DI TUTTI «Basta un pallone per giocare a calcio. Un qualcosa che crea anche legami, amicizie: uno sport eccezionale che unisce».

ENTUSIASMO – «Futuro? Viviamo in un momento molto particolare dove si è riscontrato un grande cambiamento anche economico. Voi giovani porterete avanti questo cambiamento, ed è giusto che sia così. Io vivo questo sport con entusiasmo: aspetto assai fondamentale».

DECISIONE DA SINDACO – «Da sindaco per un giorno costruirò un campo alla Fabbrichetta di Grugliasco aperto a tutti».

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