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Il contributo dei giovani talenti nel calcio italiano: la proposta di Primiano Calvo

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Il calcio Italiano vive uno dei momenti più bui della sua storia. Due mancate partecipazioni agli ultimi mondiali, inframmezzati dalla vittoria meritata dell’Europeo e dai successi delle nazionali giovanili, su tutte quella dell’Italia Under 19 che ha vinto un Europeo battendo in finale una delle nazionali più quotate del Mondo, il Portogallo. Non trascurabile l’argento della nazionale Under 20 che si è arresa (1-0) solo all’Uruguay in finale. Ma dove finiscono tutti questi giovani promettenti? Che cosa si può fare per dare una scossa al sistema calcio Italia? Lo abbiamo chiesto a Primiano Calvo, noto imprenditore italiano attivo nel settore delle Energie Rinnovabili, produzione di olio d’oliva di altissima qualità e consulenze aziendali ad ampio raggio. 

Perché secondo lei la nazionale italiana non si è qualificata a 2 Mondiali consecutivi e sta faticando in queste qualificazioni a Euro 2024?

A causa di una serie di circostanze concomitanti: la debolezza della FIGC rispetto alla Lega Serie A Calcio. Infatti, quest’ultima ha posto innanzitutto gli interessi delle società rispetto agli impegni della Nazionale nella gestione dei ritiri. Altro fattore che ha influito è l’abbassamento del livello medio della qualità del calcio italiano, anche a causa di una carenza di investimenti nel settore giovanile, da sempre fucina dei talenti. Non è da trascurare la presenza di troppi stranieri nel nostro campionato. Pensiamo che gli stranieri nella nostra Serie A sono 343, vale a dire il 65,5 % del totale: un’enormità. Come dovrebbero fare i nostri giovani calciatori ad emergere se non gli viene data la possibilità di giocare, di sbagliare e di affermarsi?

Alla luce di tutto questo, come dobbiamo leggere i segnali positivi della vittoria dell’Europeo e dei successi delle Italiane nelle coppe Europee degli ultimi 2 anni e delle nazionali giovanili?

Questi risultati sono sicuramente apprezzabili e devono inorgoglirci, tuttavia secondo me non hanno contribuito alla crescita e allo sviluppo del sistema calcio nazionale. Dobbiamo e possiamo fare di più per il nostro movimento del calcio in Italia. 

Quali potrebbero essere le soluzioni concrete per migliorare e valorizzare i tanti giovani italiani interessanti?

Le scuole calcio devono ripristinare la centralità della tecnica individuale piuttosto che corsa e tattica. La FIGC dovrebbe obbligare le società professionistiche a inserire nelle rose almeno 5 giocatori prodotti dai rispettivi settori giovanili. 

Come vede questa nuova moda di andare a giocare in Arabia? È veramente una cosa passeggera come lo è stato per la Cina?

Al momento è difficile capire se il programma dell’Arabia Saudita possa durare a lungo, ma le risorse economiche sono molto solide, inoltre, il calcio ha goduto di popolarità dagli anni novanta. È un grosso investimento da verificare nel medio e lungo termine ma ora sono veramente enormi le risorse che stanno mettendo in campo. Pensate solo agli investimenti sul capitale umano insieme a quello delle strutture sportive. Nella finestra di mercato estiva 2023, cinque club, quattro dei quali sono posseduti al 75% dal fondo sovrano dell’Arabia Saudita (il Public Investment Fund, PIF) hanno speso 435 milioni di sterline per i trasferimenti dei giocatori e stanno pagando a questi giocatori un totale di 678 sterline in stipendi. La somma di tutte le operazioni delle squadre di calcio professionistiche italiane non si avvicina nemmeno lontanamente a questa cifra. 

Lei è tifosissimo del Foggia, ha sperato fino alla fine in un ripescaggio in Serie B? Come la vede la sua squadra del cuore quest’anno?

Il Foggia ha perso la finale per alcuni episodi discutibili e mi riferisco all’utilizzo del VAR. In seguito, il Lecco non ha rispettato i termini perentori previsti dal regolamento per l’iscrizione al campionato di serie B. Bene ha fatto il Foggia a perseguire la strada della giustizia sportiva prima, e quella amministrativa poi. Al momento il Foggia non ha avuto giustizia ma è pendente un ricorso per revocazione davanti al Consiglio di Stato. La squadra è competitiva, anche più dello scorso anno e lascia ben sperare.

Primiano Calvo, ha fondato la prima squadra di calcio a 5 a San Severo, “Civitas Sancti Severi – ASI” che ha militato in serie C. Tifoso del Foggia Calcio e della Cestistica San Severo; da ragazzo ha giocato a calcio, oggi si dedica principalmente alla pratica del tennis e dello sci. È anche appassionato di mare e montagna e nutre un grande amore per i cani. Come imprenditore è molto impegnato nel settore delle energie rinnovabili, nell’attività di sviluppo di progetti per l’autorizzazione e costruzione di impianti eolici e agro fotovoltaici, su tutto il territorio nazionale. Nel più ampio contesto delle strategie nazionali e sovranazionali per il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti, la sua azienda opera nel settore energetico offrendo una consulenza finalizzata alla progettazione e allo sviluppo di iniziative imprenditoriali per l’installazione e messa in esercizio di impianti per la produzione di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili.