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Lazio, Keita fa parlare il campo: storia di un talento magico

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Lazio: Keita fa arrabbiare quasi tutti, ma con la palla tra i piedi spesso regala meraviglie. Tra rinnovi e marachelle, possibile perdonare l’attaccante senegalese?

Fa arrabbiare presidenti, direttori sportivi, allenatori, compagni e tifosi. Ma quando si accende in campo diventa devastante. La storia di Keita Baldè con la maglia della Lazio è un autentico romanzo d’avventura, con una trama che ti lascia senza fiato e con un coefficiente di imprevedibilità che incolla il lettore al libro e da quel momento non lo molla più. Il capitolo più intrigante riguarda l’attuale stagione: prima Keita non si presenta ad Auronzo di Cadore in ritiro perché intenzionato ad essere ceduto, poi torna e incanta con giocate di altissimo livello nelle prime amichevoli. Comincia il campionato ed ecco altri guai per Simone Inzaghi, che alla vigilia della prima gara contro l’Atalanta comincia a pensare che il fastidio alla schiena del senegalese sia solo un modo per farsi vendere negli ultimi giorni di mercato. Nella diatriba interviene anche il club manager Peruzzi, che attacca il ragazzo e la guerra fredda fra il giocatore e la tifoseria diventa realtà. Ma il 31 agosto le nubi sul futuro del ragazzo vengono spazzate via: Keita chiede scusa, non rinnova, ma Inzaghi riaccoglie il figliol prodigo che lo ripaga con un girone d’andata da leccarsi le dita.

Lazio: Keita si può perdonare?

Prima della partenza per la Coppa d’Africa: il Senegal esce ai quarti di finale, ma l’attaccante torna a far discutere perché torna in ritardo a Roma. Niente quarto di finale di Coppa Italia contro l’Inter (poi vinto dalla Lazio 2-1 a San Siro), con tanto di irritazione di Inzaghi e della società, che lo multa. La telenovela continua e il nuovo capitolo è datato 5 febbraio: Keita discute animosamente con capitan Biglia in panchina in occasione di Pescara-Lazio e lo spogliatoio sembra sempre più diviso da un talento straordinariamente cristallino, ma costantemente schiavo della propria immaturità. Per fortuna del giocatore le perle esibite in campionato superano le bravate e anche la gara contro il Toro lo esalta: Keita, a quindici minuti dalla fine, entra in campo e realizza il gol del 2-1 che decide la partita. E il buon Inzaghi, esemplare nel gestire l’ex stellina del Barcellona, a fine gara lo ringrazia. Perché la Lazio, se può ancora sognare un piazzamento in Champions League, deve necessariamente riconoscere tanti meriti al suo jolly, autore fin qui di otto reti e tre assist. E pazienza se non rinnoverà e se farà ancora infuriare tutta la Roma biancoceleste: quando parla il campo anche qualche vizio si può perdonare.

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