Maran: “Dobbiamo smetterla di buttare tutto quando andiamo sotto”

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Il Catania lascia il campo tra i fischi del pubblico di casa

Non è bastato al Catania il ritorno in panchina di Rolando Maran. La formazione etnea gioca una gara decisamente sottotono, permettendo alla Fiorentina di dilagare nella prima frazione di gioco. I rossazzurri mettono in campo una prestazione povera di idee e carattere, concedendo l’intero pallino del gioco ai Viola. Ai microfoni di CalcioNews24.com parla il tecnico dei siciliani, ancora convinto nella possibilità di salvare la squadra attualmente relegata all’ultima piazza: “Cosa deve fare il Catania per salvarsi? Deve eliminare queste scorie. Dopo trenta minuti a buoni livelli, non è possibile gettare tutto all’aria alla prima difficoltà. Se è vero che pesa come un macigno prendere gol al primo tiro, non è possibile mollare l’intera gara non appena si va sotto. Oggi dovrei commentare due partite. La prima è quella prima dei due gol, e poi quella dopo. Certo è che se l’episodio negativo si ripercuote su tutta la gara, questo non va bene. Dobbiamo crescere mentalmente. Oggi abbiamo trovato la Fiorentina, una squadra di gran livello, ma dobbiamo mostrare lo stesso approccio visto nei primi minuti. Ci può stare di subire gol, l’importante è restare spavaldi. Se siamo in grado di fare trenta minuti validi contro i viola, possiamo farlo sempre per l’intera gara. Che sia il mercato o il lavoro, il Catania deve risolvere i suoi problemi. Sarà importante lavorare sugli elementi positivi. Fortunatamente oggi la classifica è rimasta inalterata, ma dobbiamo reagire. Le assenze? Non voglio cercare alibi. Ovvio che la presenza di elementi validi danno maggiore qualità e ti facilita il compito, ma dobbiamo comunque lavorare al massimo. La situazione è recuperabile? Oggi lo dico più convinto di ieri, sì. Rinaudo? Ha fatto una buona gara, considerando che ha giocato con i compagni anche mercoledì in Coppa Italia ed è stato letteralmente catapultato in campo. Il pubblico? Lo dobbiamo riconquistare!”.

Dal nostro corrispondente

Andrea Mazzeo