Nanni: «Vi spiego i due protocolli. Ora c’è bisogno di un autorità terza»

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Le dichiarazioni di Gianni Nanni, rappresentante dei medici di Serie A nella Commissione medica FIGC

Il professor Gianni Nanni, medico sportivo del Bologna e rappresentante dei medici di Serie A nella Commissione medica FIGC, ha analizzato il momento attuale, nel corso del convegno “Lo sport oggi: dall’emergenza alla ripartenza”, organizzato dall’Università di Bologna e dalla rivista Diritto dello Sport. Ecco le sue dichiarazioni più importanti.

PROTOCOLLO ALLENAMENTI – «Il protocollo attuale per il calcio, concesso dal CTS e dal Governo, è a maglie strette. La libertà dei calciatori è leggermente aumentata ma non c’è stata alcuna rinuncia alla sicurezza. Gli allenamenti individuali non possiamo definirli come allenamenti calcistici ma siamo ripartiti da questi fino ad arrivare al decreto, al quale ho contribuito anch’io. Pensate che la prima versione prevedeva di portare sin da subito tutto il gruppo squadra, dai calciatori ai dirigenti passando per magazzinieri, medici e via dicendo, immediatamente in ritiro fino all’inizio delle competizioni e probabilmente fino alla fine del campionato».

PROTOCOLLO GARE – «Sarà molto simile, ad esempio con i tamponi ogni 4 giorni e il sierologico ogni 15, ma va uniformato e calendarizzato in base alle partite».

I REAGENTI – «I club riescono a trovarli grazie a delle convenzioni con le Regioni e con laboratori privati accreditati. Ma quello che abbiamo chiesto veramente è di avere un’autorità terza che gestisca questo problema degli esami Covid».