Pagina 161 – Calcio News 24

Marotta non ha dubbi: «Sappiamo di aver agito nella massima correttezza e questo è il dato più importante»

Marotta parla prima di Torino Inter: «Sappiamo di aver agito nella massima correttezza e questo è il dato più importante»

Beppe Marotta ha rotto il silenzio ai microfoni di Sky Sport, intervenendo punto per punto sulle indiscrezioni legate all’inchiesta riguardante il designatore Rocchi alla vigilia di Torino‑Inter.

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PAROLE – «Noi apprendiamo tutto dalla stampa. Queste dichiarazioni ci meravigliano, noi non abbiamo arbitri graditi o non graditi. Sappiamo di aver agito nella massima correttezza e questo è il dato più importante che deve tranquillizzare tutti. Nella scorsa annata, non lo dico per lamentarmi, abbiamo oggettivamente avuto decisioni avverse anche acclarate, mi riferisco ad esempio al rigore di Inter-Roma. Oggi siamo qui pensando a questa partita, a questo campionato e a questo Scudetto che vogliamo; sono tranquillo, siamo estranei e lo saremo in futuro. Sono stato molto chiaro, non ho nulla da aggiungere. Mi ha sorpreso perché non dico che non ricordo, non trovo collegamenti.

Ho appreso tutto dalla stampa, ho risposto in modo esaustivo. Non voglio dire nulla di più, siamo qui a Torino per giocare la partita e portarci a casa questo Scudetto meritato. Abbiamo agito nella massima correttezza. Mercato? Grazie per i complimenti, riservati ad allenatore e squadra; il merito principale sia il loro. Vogliamo arrivare a questo doppio traguardo, siamo concentrati su questo esame poi penseremo al prossimo avversario e ad un altro trofeo che vogliamo vincere per la decima volta. Sarebbe una cosa straordinaria per l’Inter».

Caso Rocchi, il legale replica: «Sono contestazioni che non si riescono a capire. Si segnala un concorso di più persone, ma non vengono indicate»

Caso Rocchi, l’avvocato: «Sono contestazioni che non si riescono a capire. Si segnala un concorso di più persone, ma non vengono indicate»

Arrivano nuove dichiarazioni dell’avvocato Antonio D’Avirro, legale di Gianluca Rocchi, che è tornato a commentare le imputazioni contestate dalla Procura di Milano. Le parole all’Ansa:

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PAROLE «Sono contestazioni che non si riescono a capire, perché si segnala un concorso di più persone, ma queste altre persone non vengono indicate. Io non ho mai visto che l’altro soggetto del presunto accordo nella frode sportiva non venga indicato. Linea difensiva? Stiamo valutando. noi non sappiamo chi siano queste altre persone, non viene indicato, lo ignoriamo.

San Siro? Rocchi girava tutti gli stadi e comunque la Procura deve indicare chi sono queste altre persone. Io ne ho fatti di processi per frode sportiva e non ho mai visto che nell’imputazione non si dica chi sia l’altro soggetto».

Pagelle Genoa Como, Douvikas e Diao fanno esultare Fabregas! Champions ancora possibile? Ko pesante per De Rossi – I VOTI

Pagelle Genoa Como: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 34a giornata di Serie A. I dettagli

Pagelle Genoa Como: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 34a giornata di Serie A 2025/26. Le valutazioni:

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LE PAGELLE

GENOA: Bijlow 6 (46′ Leali 6); Marcandalli 5.5, Ostigard 6, Otoa 5.5 (57′ Messias 5), Vasquez 6; Sabelli 6 (81 Cornet sv), Amorim 5.5 (70′ Malinovsky 6), Frendrup 6, Ellertson 5; Vitinha 5.5, Ekhator 5 (70′ Colombo 5.5).

COMO: Butez 6; Smolcic 6.5, Ramon 6, Diego Carlos 6 (57′ Kempf), Valle 6.5; Perrone 6.5, Da Cunha 6.5; Diao 7 (81′ Van der Brempt sv), Paz 6.5, Baturina 6 (90’+4 Kuhn sv); Douvikas 7 (81′ Morata sv).

Moviola Genoa Como, l’episodio chiave del match di Serie A diretta dall’arbitro La Penna. Tutti i dettagli

Moviola Genoa Como, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 34ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Genoa Como, valido per la 34ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro La Penna.

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LA MOVIOLA

Gara molto fisica e spesso al limite quella di Marassi, con La Penna che ha adottato una direzione “all’inglese”, lasciando correre in più di un’occasione e incappando anche in qualche valutazione discutibile. Nei primi minuti vengono ignorati diversi interventi duri a centrocampo, mentre è regolare al 9’ il vantaggio del Como firmato da Douvikas su assist di Da Cunha. L’arbitro mantiene la stessa linea anche dopo un contatto al limite su Nico Paz, non ravvisando fallo. La partita si accende quando Amorim cade in area dopo un contrasto con Perrone, episodio che fa esplodere il pubblico rossoblù. Poco dopo il gioco viene fermato per un fumogeno lanciato dalla curva genoana e, al 30’, per il duro scontro testa contro testa tra Nico Paz e Marcandalli. L’argentino, pur restando in campo fino all’intervallo, accusa problemi alla vista e non rientra nella ripresa.

Nel finale di primo tempo arrivano i primi gialli: Diego Carlos al 37’ per un intervento su Vitinha e Diao due minuti dopo per un’entrata dura su Frendrup. La Penna continua però a intervenire poco anche nella ripresa, dove è regolare al 68’ il raddoppio firmato proprio da Diao. Al 72’ scoppiano scintille tra Ostigard e Alex Valle, preludio a un finale nervoso in cui il Genoa crolla psicologicamente. Nel recupero nasce una rissa tra Kempf e Messias, entrambi ammoniti. Dopo sei minuti di extra time, il Como chiude sullo 0‑2, tornando al successo dopo oltre un mese e rilanciandosi nella corsa Champions. La Penna, assistito da Mastrodonato e Ceolin con Colombo IV uomo, Gariglio al VAR e Di Paolo all’AVAR, ha ammonito Diego Carlos, Diao, Messias e Kempf.

Formazioni ufficiali Torino Inter, le scelte di D’Aversa e Chivu per il match di Serie A

Formazioni ufficiali Torino Inter: le scelte di D’Aversa e Chivu per il match di Serie A, valido per la 34ª giornata 2025/26

Le formazioni ufficiali di Torino Inter, sfida valida per la 34a giornata del campionato di Serie A 2025-2026. Le scelte di D’Aversa e Chivu.

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FORMAZIONI UFFICIALI TORINO INTER

TORINO (3-4-1-2): Paleari; Coco, Ismajli, Ebosse; Lazaro, Ilkhan, Gineitis, Obrador; Vlasic; Simeone, Adams. All. D’Aversa
A disposizione: Israel, Siviero, Prati, Ilic, Maripan, Kulenovic, Casadei, Biraghi, Marianucci, Tameze, Zapata, Njie.

INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck, Akanji, Carlos Augusto; Darmian, Barella, Sucic, Zielinski; Bonny, Thuram. All. Chivu
A disposizione: Di Gennaro, Martinez, Dumfries, De Vrij, Lautaro, Acerbi, Frattesi, Diouf, Calhanoglu, Mkhitaryan, Cocchi, Mosconi, Esposito, Bastoni. 

Sergio Conceicao Jr rivela: «Mio papà avrebbe meritato più tempo al Milan. Chico resta alla Juventus, mentre Bernardo Silva…»

Sergio Conceicao Jr ha rilasciato un’intervista nel giorno di Milan Juve. Queste le sue dichiarazioni

Nel giorno del tanto atteso big match tra Milan e Juve, le colonne di Tuttosport ospitano le dichiarazioni di Sergio Conceiçao Jr, terzino ventinovenne attualmente in forza all’Ael Limassol. Il maggiore dei fratelli della nota dinastia calcistica portoghese ha tracciato un bilancio a tutto tondo sulle vicende di famiglia, soffermandosi sull’avventura di suo fratello Francisco Conceiçao alla Juventus e sulla complessa parentesi vissuta dal padre sulla panchina del Milan durante la passata stagione sportiva.

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Il papà al Milan e l’analisi sulla gestione Allegri

Ripercorrendo i mesi trascorsi dal padre alla guida del Diavolo, il difensore evidenzia alcune evidenti criticità a livello dirigenziale, difendendo l’operato paterno e analizzando lucidamente l’attuale gestione tecnica della squadra:

«Avrebbe meritato più tempo. In sei mesi ha giocato due finali: una l’ha vinta, l’altra non meritava di perderla. In campionato, da quando è arrivato lui, avrebbe chiuso quinto. I problemi che aveva mio padre sono gli stessi del Milan di quest’anno, mi dispiace perché se avesse cominciato la stagione credo che sarebbe andata diversamente».

Spostando il focus sulle attuali difficoltà dei rossoneri, ha poi aggiunto una considerazione precisa sulle dinamiche interne al club:

«Allegri è un grandissimo allenatore, tra i migliori in Italia e in Europa. Ma i difetti da un anno all’altro sono più o meno gli stessi. Forse il problema del Milan non è il tecnico, semplicemente. Papà in sei mesi ha fatto un buon lavoro: da quando è arrivato ha giocato praticamente sempre ogni tre giorni, il tempo che ha avuto per allenare è stato poco. Non venne aiutato così tanto dalla società: a gennaio cambiarono tantissimi giocatori, forse troppi».

La rinascita di Chico con Spalletti e il sogno Bernardo Silva

Spostando lo sguardo sulle sponde piemontesi, l’attenzione ricade inevitabilmente sull’eccellente rendimento di “Chico” agli ordini di mister Luciano Spalletti. Sull’incredibile processo di crescita dell’esterno offensivo, il fratello maggiore non ha alcun dubbio:

«Hanno un ottimo rapporto, Spalletti ha dimostrato grandissima fiducia nei confronti di Chico. Si sente anche responsabilizzato: sta bene, è felice e ora vuole compiere l’ultimo definitivo step di crescita».

Interrogato sulle voci di mercato e sulla futura permanenza del gioiello lusitano a Torino, ha tagliato corto con estrema sicurezza:

«Ma certo, ha un contratto, no?».

In chiusura, non è mancata una suggestiva parentesi di calciomercato legata all’eventuale, grande approdo di Bernardo Silva alla corte bianconera, un colpo che infiammerebbe la Serie A:

«Al City ha dimostrato di essere tra i migliori al mondo: se andasse alla Juve aiuterebbe tantissimo la squadra».

Manchester United, un rientro fondamentale: Matthijs de Ligt torna ad allenarsi dopo il lungo infortunio

Manchester United, luce in fondo al tunnel per Matthijs de Ligt che è tornato ad allenarsi dopo il lungo infortunio

L’attesa è finalmente terminata e le notizie che giungono direttamente dall’Inghilterra fanno sorridere tutto l’ambiente dei Red Devils. Dopo mesi di grande sofferenza e sacrifici, Matthijs de Ligt vede la luce in fondo al tunnel: il difensore centrale olandese è tornato ad allenarsi con il Manchester United, mettendosi definitivamente alle spalle uno dei periodi più complessi e bui della sua recente carriera professionale in Premier League.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Il calvario fisico: fermo ai box dallo scorso dicembre

Il delicato percorso riabilitativo del talentuoso centrale ex Juventus e Bayern Monaco è stato lungo, faticoso e ricco di ostacoli invisibili. Il giocatore era infatti fermo da dicembre per infortunio, costringendolo a saltare interamente l’intensa fase invernale e i primissimi mesi primaverili, privando la retroguardia britannica di uno dei suoi pilastri assoluti. La prolungata e forzata assenza del classe 1999 ha inevitabilmente pesato sulle rotazioni difensive e sugli equilibri tattici dell’intera squadra.

Il ritorno a Carrington e l’impatto sul finale di stagione

La rivincita personale dell’atleta olandese si è materializzata nelle scorse ore, quando ha nuovamente varcato i cancelli del celebre centro sportivo di Carrington per aggregarsi gradualmente al resto del gruppo. Il suo prezioso ritorno sul rettangolo verde, seppur inizialmente monitorato con estrema attenzione dallo staff medico per scongiurare qualsiasi tipo di pericolosa ricaduta, rappresenta un’iniezione di fiducia vitale per l’intero spogliatoio e per i tifosi dell’Old Trafford.

Riprendere la massima confidenza con il pallone, ritrovare la condizione atletica ideale e riassaporare il ritmo gara sono i prossimi step fondamentali per tornare un leader indiscusso delle retrovie. Riavere a disposizione un marcatore dotato di tale spessore agonistico ed esperienza internazionale si rivelerà un fattore determinante per le sorti del Manchester United, specialmente in questo intenso rettilineo finale del campionato. Il suo imponente contributo in termini di leadership carismatica e solidità difensiva sarà un’arma in più per inseguire con forza i traguardi fissati dalla blasonata società inglese.

Lukaku, scoppia il caso a Napoli: un’altra rottura nella turbolenta carriera del belga. Tra gelo e ‘tradimenti’

Lukaku fa scoppiare il caso a Napoli: rottura che va ad aggiungersi alla turbolenta carriera dell’attaccante. Tra gelo e ‘tradimenti’

La carriera di Romelu Lukaku è un continuo alternarsi di passioni travolgenti e addii improvvisi. Solo pochissimo tempo fa, l’attaccante belga giurava amore incondizionato al Napoli, dichiarando con enorme trasporto emotivo: «Prima di arrivare a Napoli ero morto». Eppure, a distanza di poche settimane da quelle promesse, il rapporto con l’ambiente e, soprattutto, con Antonio Conte sembra essersi bruscamente incrinato. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.

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Il gelo a Castel Volturno e la delusione di Conte

La tensione è esplosa quando il giocatore si è presentato al centro sportivo eludendo un confronto con il proprio mister. Il tecnico pugliese ha manifestato apertamente la propria amarezza per l’accaduto, fotografando la situazione con parole inequivocabili: «L’ho visto? No. Non ho avuto l’opportunità di parlargli. Lui è venuto al centro, ha parlato con un dirigente ma con me no. Io ho l’ufficio lì, nessuno è venuto a bussare alla mia porta. Mi è dispiaciuto tanto questo: un messaggio, qualcosa. Un allenatore cerca di dover capire tutti ma nessuno cerca di capire l’allenatore». Una frattura inattesa, specialmente alla luce di quanto sostenuto in precedenza dallo stesso bomber: «Da Conte non ho alcun trattamento di favore, anzi, con me è più severo perché si aspetta molto».

Dall’Everton all’Inter: la storia calcistica dei “tradimenti”

Questo clamoroso copione non rappresenta però una novità per l’ex centravanti di Chelsea e Manchester United. In terra britannica fece enorme scalpore la rivelazione dirigenziale relativa al suo addio all’Everton. I vertici societari svelarono infatti un retroscena surreale: «Robert Elstone, l’amministratore delegato era presente, era tutto pronto, c’erano alcuni giornalisti fuori, poi durante la riunione Rom ha chiamato sua madre. Ha detto che era in pellegrinaggio in Africa o da qualche altra parte e che aveva partecipato a una cerimonia voodoo e aveva ricevuto il messaggio che doveva andare via».

Ancora più celebre e travagliata è stata la parabola vissuta con l’Inter. Dopo lo scudetto e la fuga immediata a Londra, il belga manifestò un pentimento pubblico: «Non penso che tutto questo sarebbe dovuto succedere nel modo in cui è successo. Il modo in cui ho lasciato l’Inter e il modo in cui ho comunicato con i tifosi: sono infastidito da questo». Giurò amore eterno alla maglia nerazzurra garantendo «Mai a Juve o Milan» e assicurando «Se in futuro torno in Italia gioco all’Inter». Le promesse furono poi clamorosamente disattese dagli ammiccamenti alla Juventus e dal successivo passaggio alla Roma, gesti che spinsero il tifo milanese a bollarlo definitivamente come «Traditore».

Oggi, all’ombra del Vesuvio, sembra essersi aperto l’ennesimo capitolo irrequieto della sua storia.

Zanotti strega mezza Europa: tre big estere sulle tracce dell’ex Inter, ecco dove potrebbe giocare nella prossima stagione

Zanotti ha attirato su di sé l’interesse di diverse big europee: ecco dove potrebbe giocare nella prossima stagione l’ex Inter

Il futuro di Mattia Zanotti potrebbe presto arricchirsi di un nuovo e prestigioso capitolo lontano dai confini elvetici. Il promettente terzino classe 2003 sta vivendo un momento d’oro nella massima serie svizzera, confermandosi come uno dei prospetti più interessanti e continui del panorama calcistico continentale. Dopo aver consolidato la propria posizione per la seconda annata consecutiva con la maglia del Lugano, le sue prestazioni di altissimo livello hanno inevitabilmente attirato i radar di diverse e blasonate società internazionali, pronte a scatenare un’accesa competizione in vista della prossima sessione estiva.

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Da Brugge a Istanbul: tutte le pretendenti in fila

Come rivelato nelle scorse ore dall’esperto giornalista belga Sacha Tavolieri, il profilo dell’esterno difensivo tricolore stuzzica particolarmente le fantasie della dirigenza del Club Brugge, pronta a garantirgli un ruolo di rilievo in Belgio. Tuttavia, la concorrenza si preannuncia a dir poco agguerrita: sulle sue tracce si registrano infatti i forti interessamenti del Porto in terra lusitana e del ricchissimo Galatasaray in Turchia. Al momento ci troviamo in una fase iniziale di semplici sondaggi esplorativi, ma l’avvicinarsi della finestra di mercato trasformerà sicuramente il giovane esterno in uno dei protagonisti assoluti dell’estate, con tre palcoscenici di primissima fascia pronti a darsi battaglia per tesserarlo.

I numeri di una crescita costante e l’esperienza internazionale

La consacrazione definitiva del laterale destro passa attraverso una terza stagione consecutiva ad alti livelli disputata in un campionato formativo come la Super League elvetica. Dopo aver rotto il ghiaccio e maturato un’esperienza fondamentale difendendo i colori del San Gallo, il giocatore ha compiuto il definitivo salto di qualità trasferendosi in Ticino. In maglia bianconera, non solo si è preso il posto da titolare in maniera inequivocabile, ma ha anche arricchito il proprio bagaglio tecnico ed emotivo debuttando nei tornei UEFA, mettendosi in mostra lo scorso anno durante la League Phase di Conference League.

Le statistiche registrate quest’anno in campionato certificano la sua totale affidabilità atletica e una spiccata propensione offensiva: finora ha collezionato ben 27 partite ufficiali, impreziosite da 1 gol e 3 assist vincenti forniti ai compagni. Alla luce di questa inarrestabile maturazione tecnico-tattica, il prossimo step per la sua brillante carriera appare ormai inevitabile: misurarsi con una nuova e affascinante esperienza in un altro campionato europeo.

Biabiany ripercorre la sua carriera: «Casiraghi disse che gli ricordavo Henry. Poi i problemi al cuore, lì ho avuto paura»

Biabiany, ex attaccante di Parma e Inter, ha ripercorso la sua carriera in questa lunga intervista. Ecco le dichiarazioni

L’ex attaccante Jonathan Biabiany ha ripercorso la sua intensa carriera calcistica in una toccante intervista alla Gazzetta dello Sport. Il giocatore francese ha ricordato con emozione il suo primo approdo all’Inter e il clamoroso esordio in prima squadra: “A Parigi, Pierluigi Casiraghi mi osservò per caso in una partita di Coppa, ma se ne andò senza vedere i quattro gol che segnai. Gli bastò: diceva che gli ricordavo Henry. Debuttai in Coppa Italia, Mancini mi convocò assieme a Bonucci e pensai: ‘Tanto poi ci manda in tribuna’. Invece: ‘Vai a scaldarti’. E poi: ‘Dai che entri’. Prima non sentivo le gambe, poi neanche il respiro“.

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Il gol Mondiale e il dramma sfiorato in rossonero

La sua prima grande avventura nerazzurra ha toccato l’apice assoluto con il trionfo iridato per club: “Per il Mondiale per club non dovevo neanche partire, ero stirato, ma Rafa mi disse: ‘Vieni, vediamo se recuperi’. In finale, gol quasi al primo pallone toccato: me la dà Stankovic, con gente così bastava il movimento giusto. Però non ci credevo, parla il video: mani in testa, comincio a guardare a destra e a sinistra”.

Nel 2014, il tanto atteso trasferimento ai cugini del Milan saltò improvvisamente per una grave e latente aritmia cardiaca. Il ricordo di quei giorni è da brividi: “Mi voleva anche Lippi al Guangzhou, ma dopo aver parlato con Inzaghi era tutto fatto, comprese foto con sciarpa e maglia di allenamento rossonere: infatti Galliani fece l’inferno, perché sapeva che stava saltando tutto. Il rifiuto di Zaccardo non c’entrava nulla, andava nascosto il mio problema di salute: aritmia cardiaca. Ero sulla cyclette e mi guardavano strano, poi restano lì a parlare tanto e il mio procuratore mi fa: ‘Che c… hai al cuore?’. Zero sintomi, ma lì ho avuto paura. Non di non poter giocare più: anche di morire, sì”.

I controlli medici per l’idoneità e la rinascita

Dopo aver superato esami medici massacranti e superato paure comprensibili (“Per avere l’idoneità, andai a Boston? Dove il professor Baggish mi disse le stesse cose del professor Carù: ‘Tornerai a giocare, ma gli esami saranno duri’. Un’ora di corsa veloce in salita sul tapis roulant, scesi e dissi: ‘Se non sono morto oggi, non posso morire sul campo’. Quello del Milan, ancora più tosto: cuore al massimo con le scosse elettriche entrando da un’arteria. Me lo sentivo in gola e pensai: ora esplode”), il francese ha potuto finalmente riassaporare il rettangolo verde: “Tutta l’estate ad allenarmi con un defibrillatore vicino, ma la gioia di tornare in campo e fare subito gol a San Siro, contro il Frosinone, sta sul mio podio: con il debutto nell’Inter e il gol nel Mondiale per club”.

Oggi sorride guardando l’attualità e il Parma, l’altra grande piazza del suo cuore: “La mia seconda casa calcistica. E la sua salvezza è giusta come il nostro scudetto“. Infine, chiosa sul tricolore interista da poco conquistato dai ragazzi di Inzaghi: “Sacrosanto: l’Inter era ed è stata la più forte, è bello essere suo tifoso”.

Calciomercato Inter: Frattesi lascerà i nerazzurri in estate! Decisione presa, ma può rimanere in Serie A. Quali club possono prenderlo

Calciomercato Inter: Frattesi via dai nerazzurri in estate! Potrebbe rimanere in Serie A, ecco dove potrebbe trasferirsi

Il futuro di Davide Frattesi sarà lontano dall’Inter, delineando una separazione che appare ormai del tutto inevitabile al termine dell’attuale stagione agonistica. A fare piena luce sulla delicata situazione vissuta dall’ex giocatore del Sassuolo è intervenuto Matteo Moretto.

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Il feeling mai sbocciato con Chivu e l’affare saltato a gennaio

La permanenza a Milano non ha regalato le soddisfazioni sperate dal giocatore, complice uno scarso minutaggio e palesi divergenze di natura tattica con l’attuale guida tecnica nerazzurra. Riprendendo fedelmente le dichiarazioni rilasciate dal cronista, ecco la precisa ricostruzione della difficile annata e del trasferimento internazionale saltato sul filo di lana durante la finestra invernale:

“Frattesi ha trovato poco spazio quest’anno, un minutaggio molto ridotto. Ha avuto anche diversi acciacchi dal punto di vista fisico ad inizio anno, ha recuperato la forma ma non è mai entrato nei piani di Chivu. A gennaio è stato veramente ad un passo dal Nottingham Forest, gli accordi erano totali, il Nottingham aveva addirittura prenotato dei voli ma poi una serie di incastri non ha portato l’operazione a sbloccarsi, soprattutto quello che riguardava il sostituto di Frattesi, cioè Jones. Così Frattesi è rimasto all’Inter, sta facendo il massimo per essere un’arma in più anche in questo finale di stagione ma saranno le ultime settimane di Frattesi all’Inter.”

Le sirene del mercato: duello Roma-Napoli e il fascino della Premier League

Nonostante le oggettive difficoltà ambientali vissute all’ombra della Madonnina, il valore assoluto della mezzala resta indiscutibile e il mercato estivo si preannuncia caldissimo. La dirigenza dell’Inter si prepara a valutare con attenzione le varie opzioni in uscita, assolutamente consapevole dell’enorme interesse suscitato dal ragazzo sia tra le big della Serie A che oltre i confini nazionali. Moretto ha quindi concluso la sua accurata disamina tecnica tracciando le potenziali e più probabili destinazioni future per il rilancio del calciatore:

“Ha un contratto in scadenza nel 2028, lascerà l’Inter in estate e questa è l’indicazione che ci arriva. Ci sono già diversi club che si stanno muovendo e stanno chiamando per capire in anticipo le condizioni d’uscita di Frattesi. Ci sono due club italiani ma non solo, Roma e Napoli su tutte che l’hanno già cercato in passato e lo stanno cercando anche adesso. Poi c’è la soluzione Premier, in Premier Frattesi, per le caratteristiche che ha, è stimato da diversi club”

Sassuolo, Grosso commenta il match con la Fiorentina: «Quando andiamo sotto giri facciamo fatica. Un orgoglio essere accostato a questo club»

Sassuolo, Fabio Grosso ha parlato così dopo il match contro la Fiorentina, valido per la 34ª giornata di Serie A 2025/26

Fabio Grosso in conferenza stampa dopo Fiorentina Sassuolo.

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ANALISI – «È stata una partita non facile viste le condizioni, quando andiamo sotto giri noi facciamo fatica, quando diamo ritmo e intensità invece facciamo meglio. Siamo ripartiti bene nel secondo tempo, nel primo non ci siamo riusciti per meriti dell’avversario. Le due squadre hanno cercato di superarsi».

VOLPATO – «Forse ho avuto anch’io quella sensazione, ha un potenziale enorme, deve essere bravo a quelle che sono le sue qualità. Troppe volte accende e spegne, ma sono stato contento della sua partita, però viste anche le condizioni di oggi ho voluto mettere forze fresche, abbiamo resistito bene, abbiamo provato a pungere fino alla fine, forse poco puliti, ma siamo stati bravi e anche fortunati per non subire gol».

ALLENARE LA FIORENTINA E RAPPORTO CON PARATICI – «Mi ha dato l’opportunità di finire la carriera da giocatore a Torino e dopo un anno di pausa mi ha dato la possibilità di ricominciare con un altro ruolo alla Juve. Sono molto rispettoso delle persone e parlare del futuro non è una cosa che mi entusiasma. Per me è motivo d’orgoglio essere accostato alla Fiorentina ma le voci oltre a fare piacere non vado a insistere, rispetto le persone che lavorano alla Fiorentina e all’interno della mia società. Sono voci e non c’è niente di concreto ma è motivo d’orgoglio e ringrazio i ragazzi».

parole riportate da sassuolonews.net.

Fiorentina, Vanoli dopo il Sassuolo: «Siamo stati dominanti, meritavamo i tre punti. Ecco cosa ci è mancato»

Fiorentina, Paolo Vanoli ha parlato così dopo il match contro il Sassuolo, valido per la 34ª giornata di Serie A 2025/26

Paolo Vanoli in conferenza stampa dopo Fiorentina Sassuolo.

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PAROLE – «Sono mancata cattiveria e determinazione. Abbiamo fatto una buonissima prestazione contro una squadra che sta facendo benissimo. Siamo stati bravi ma dovevamo fare meglio su alcune situazioni. Il Sassuolo ha fatto più del 50% dei gol su transizione e Fagioli doveva usare meglio il corpo in quelle situazioni.

Meritavamo i tre punti, siamo stati dominanti. Ci abbiamo provato, abbiamo messo un punticino e siamo stati bravi perché siamo squadra, abbiamo subito solo 3 gol nelle ultime 7».

Pagelle Fiorentina Sassuolo: vincono le difese (e i portieri), decisivi De Gea e Turati VOTI

Pagelle Fiorentina Sassuolo: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 34ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Fiorentina Sassuolo: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 34ª giornata di Serie A 2025/26

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

FIORENTINA: De Gea 7; Dodò 6, Rugani 6, Ranieri 6, Balbo 6 (75′ Comuzzo 6); Ndour 6, Fagioli 6, Mandragora 6 (67′ Fabbian 6); Harrison 6 (67′ Fazzini 6), Gudmundsson 5.5, Solomon 5.5. All. Vanoli 6

SASSUOLO: Turati 7; Walukiewicz 6, Idzes 6, Muharemovic 6, Garcia 6.5; Thorstvedt 6, Matic 6 (88′ Vranckx SV), I. Kone 6 (74′ Fadera 6); Volpato 6 (65′ Lipani 6), Pinamonti 6 (74′ Nzola 6), Laurienté 6 (88′ Moro SV). All. Grosso 6

Moviola Fiorentina Sassuolo: gli episodi dubbi del match diretto da Marinelli. Cos’è successo al Franchi!

Moviola Fiorentina Sassuolo: gli episodi dubbi del match diretto da Marinelli, valido per la 34ª giornata di Serie A 2025/26

La vibrante sfida di campionato tra Fiorentina e Sassuolo si conclude con un pareggio a reti inviolate. Un 0-0 decisamente bugiardo, considerando la grande mole di gioco e le innumerevoli occasioni create da entrambe le formazioni. Le strepitose prestazioni dei portieri e una marcata imprecisione sotto porta hanno di fatto bloccato il risultato, in un match ben gestito dall’esperto arbitro Livio Marinelli.

Miracoli tra i pali e clamorosi errori sotto porta

La partita si accende rapidamente con continui capovolgimenti di fronte. Al 20′, l’estremo difensore ospite Stefano Turati si supera con un intervento prodigioso, disinnescando un insidioso tiro al volo di Albert Gudmundsson. L’islandese vive una giornata estremamente imprecisa e al 50′ spreca un’incredibile palla gol, lisciando goffamente la sfera all’interno dell’area piccola. Poco prima, al 32′, anche Manor Solomon si era infuriato con sé stesso dopo aver divorato un gol a pochissimi centimetri dal palo sinistro.

Il Sassuolo non resta a guardare e ribatte colpo su colpo. Cristian Volpato impegna severamente David de Gea in diverse occasioni, ma il portiere spagnolo risponde sempre presente con enorme reattività. L’emozione più grande e sfortunata per gli emiliani arriva al 59′, quando Andrea Pinamonti spara da distanza ravvicinata ma il suo tiro si stampa in pieno sul palo destro. Nella ripresa i cambi degli allenatori non sbloccano l’inerzia: gli ingressi di Fabbian e Comuzzo per i viola, e di M’Bala Nzola e Alieu Fadera per i neroverdi, non modificano il tabellino finale.

La Moviola: ottima direzione per l’arbitro Marinelli

Analizzando la moviola e le decisioni arbitrali, Livio Marinelli ha condotto l’incontro con grandissima autorevolezza e lucidità. Il direttore di gara ha tenuto costantemente in mano il polso della sfida, distribuendo i cartellini gialli con coerenza per arginare sul nascere il gioco duro.

Risultano ineccepibili le ammonizioni comminate. Al 30′, giusta la sanzione per il viola Luca Ranieri, autore di un’infrazione evidente nonostante le proteste. Stessa sorte, al 57′, per il compagno di squadra Rolando Mandragora. Infine, all’81’, finisce regolarmente sul taccuino dei cattivi anche Armand Lauriente del Sassuolo, punito dopo aver esaurito la pazienza dell’arbitro a causa di un duro intervento in netto ritardo. Promossa anche la squadra degli assistenti, sempre reattiva nelle delicate chiamate di fuorigioco.

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Caso Rocchi, interviene la Lega Serie A: «Giammai è consentito mettere in dubbio la credibilità del sistema e la regolarità del campionato». Chiesto il commissariamento della FIGC

Caso Rocchi, interviene la Lega Serie A: le parole del presidente Ezio Simonelli e l’ipotesi commissariamento della FIGC

Il polverone mediatico e giudiziario scaturito dall’avviso di garanzia recapitato al designatore arbitrale Gianluca Rocchi continua a scuotere pesantemente il calcio italiano. Le reazioni si dividono tra chi si schiera a difesa dell’attuale assetto istituzionale e chi, invece, invoca un ribaltone totale ai vertici. In questo scenario carico di tensione, Ezio Simonelli, presidente della Lega di Serie A, ha affidato la sua posizione ufficiale a una nota ripresa da La Gazzetta dello Sport.

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L’appello di Simonelli: prudenza e presunzione di innocenza

Il vertice della Lega Calcio ha scelto la strada della cautela, invitando tifosi e addetti ai lavori a evitare processi sommari. A tal proposito, ha voluto precisare il proprio pensiero: “A valle di quanto letto su tutti i media vorrei ricordare che, come in qualsiasi altra situazione, si tratta di accuse degli inquirenti e che è dovere di tutti ritenerle come tali in una normale dialettica democratica”. Simonelli ha poi ribadito come “giudizi affrettati o conclusioni di qualsiasi genere sono fuori posto, nell’attesa doverosa che le indagini compiano il loro percorso per stabilire la verità”.

La difesa del sistema Serie A si fonda sul rigoroso rispetto del principio di innocenza: “Nessuno di noi conosce alcun dettaglio della vicenda ed essere garantisti è un nostro preciso dovere sino all’ultimo grado di giudizio“. L’allarme lanciato per l’immagine del movimento è altissimo: “C’è il rischio, altrimenti, di enormi danni reputazionali al sistema Serie A, e a tutto l’intero movimento calcistico italiano, con una narrazione distorta e una vera e propria gogna mediatica”.

Il ruolo della Giustizia Sportiva e la regolarità del campionato

In merito al fascicolo, Simonelli ha ricordato le tempistiche istituzionali: “È noto che sia la Procura Federale che la Procura del CONI si siano mosse tempestivamente e si siano già espresse su alcuni punti dell’indagine. La giustizia ordinaria farà il suo corso, ma non possiamo ignorare il lavoro già svolto all’epoca dagli organi sportivi competenti”. Per tutelare la validità del torneo in corso, ha concluso nettamente: “Confidando nel lavoro degli organi competenti, non può essere un avviso di garanzia a porre in discussione l’onestà intellettuale e il lavoro di un intero sistema. Se poi dovesse risultare che qualcuno ha sbagliato, sarà giusto che paghi. Ma giammai è consentito mettere in dubbio la credibilità del sistema e la regolarità del campionato”.

La frattura istituzionale e l’ombra del commissariamento

Nonostante gli inviti alla stabilità istituzionale, il clima generale resta incandescente e si registrano posizioni di aperta rottura con l’attuale governance federale. Uno scenario fotografato perfettamente da una dura presa di posizione emersa nelle ultime ore: “Il calcio italiano non è mai stato così in difficoltà, tra scandali e fallimenti sportivi in serie – tuona la Lega Calcio – Pur nel rispetto dell’autonomia dello sport e al di là delle inchieste delle ultime ore, è sempre più doveroso e necessario un commissariamento della Figc per ripartire da zero con pieno rinnovamento e figure nuove”.

Formazioni ufficiali Genoa Como: le scelte di De Rossi e Fabregas per il match di Serie A

Formazioni ufficiali Genoa Como: le scelte di De Rossi e Fabregas per il match di Serie A, valido per la 34ª giornata 2025/26

Le formazioni ufficiali di Genoa Como, sfida valida per la 34ª giornata di Serie A 2025/26

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

GENOA (4-4-2): Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Otoa, Vasquez; Sabelli, Frendrup, Amorim, Ellertson; Vitinha, Ekhator. All. De Rossi

COMO (4-2-3-1): Butez; Smolcic, Ramon, Diego Carlos, Valle; Perrone, Da Cunha; Diao, Paz, Baturina; Douvikas. All. Fabregas

Chinè prende posizione dopo il caso Rocchi: «Notizie non veritiere e fantasiose. Richiesti formalmente gli atti dell’indagine alla Procura»

Chinè, procuratore della FIGC, ha preso posizione dopo il caos scoppiato dal caso Rocchi. Ecco il suo pensiero

Il procuratore della FIGC Giuseppe Chinè ha deciso di intervenire pubblicamente, diffondendo una nota ufficiale tramite l’agenzia ANSA, per definire con estrema precisione i contorni dell’indagine sportiva che ha coinvolto il designatore arbitrale Gianluca Rocchi. La tempestiva comunicazione si è resa necessaria per spazzare via le recenti illazioni mediatiche e per illustrare in modo trasparente l’operato della giustizia calcistica.

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La smentita dei rumors e l’esposto su Udinese-Parma

Nel documento, il vertice della Procura Federale ha voluto tracciare una linea netta contro le recenti speculazioni giornalistiche, precisando l’origine esatta della questione legata alla discussa sala VAR:

“Poiché in queste ultime ore alcuni organi di stampa stanno diffondendo notizie non veritiere e fantasiose, prive di qualsiasi aderenza alla realtà degli accadimenti, all’esclusivo fine di tutelare il puntuale e scrupoloso operato della Procura Federale della FIGC che mi onoro di guidare, ci tengo a confermare di aver ricevuto il 21 maggio 2025 esclusivamente l’esposto firmato dall’assistente Domenico Rocca, sul presunto intervento esterno in sala Var del designatore Rocchi, durante la partita Udinese-Parma”.

L’iter procedurale e la successiva archiviazione del 2025

Ripercorrendo i fatti della passata stagione sportiva, l’organo federale ha descritto rigorosamente le procedure attivate subito dopo la ricezione del documento:

“A seguito di tale esposto – spiega il procuratore -, nel pieno rispetto delle norme del Codice di Giustizia Sportiva è stata immediatamente aperta un’indagine sportiva, con l’audizione di tutti i soggetti coinvolti e a possibile conoscenza dei fatti narrati dall’esponente”.

Tuttavia, le attente verifiche interne non hanno prodotto alcuna squalifica o sanzione: “All’esito di tali atti istruttori e delle testimonianze rese dalle persone presenti nella palazzina di Lissone, non sono emerse condotte di rilievo disciplinare sportivo a carico di alcun tesserato AIA”.

Questo esito ha determinato, nel luglio del 2025, la fisiologica proposta di archiviazione presentata al CONI, una decisione che, “alla luce degli atti di indagine compiuti, e segnatamente del contenuto delle dichiarazioni rese da tutti i soggetti auditi, è stata condivisa dalla Procura Generale dello Sport”.

I contatti con la Procura di Milano e la possibile riapertura

Guardando all’attualità e alle parallele indagini della Procura della Repubblica di Milano, il responsabile della giustizia sportiva ha delineato chiaramente i prossimi passi formali per valutare una potenziale riapertura del caso a livello federale:

“Come da prassi del mio Ufficio e come sempre ho fatto in passato in relazione ad altri noti processi penali suscettibili di interesse disciplinare sportivo, confermo di essere già in contatto con gli Organi inquirenti titolari del procedimento penale e di avere già provveduto, nella data di ieri, a richiedere formalmente gli atti dell’indagine penale ove ostensibili, per avviare e, eventualmente, riaprire, qualora ci fossero elementi di prova nuovi e ritenuti decisivi, l’indagine sportiva”.

Cesari dice la sua: «Girano troppi soldi quindi aumentano le tensioni e i veleni! La crisi degli arbitri italiani nasce così, è lo specchio della società»

Cesari, ex arbitro ed ora moviolista, si è espresso così a proposito della crisi degli arbitri italiani dopo il caso Rocchi

A Repubblica, Graziano Cesari ha detto la sua dopo il caos arbitri emerso ieri con l’avviso di garanzia nei confronti di Gianluca Rocchi.

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IL PROBLEMA SONO I SOLDI «Ne girano troppi. Quindi aumentano le tensioni, le antipatie, i veleni. Al di là dell’inchiesta, della quale non conosco i dettagli, sono certo che la crisi degli arbitri italiani nasce così. Noi, ai nostri tempi, guadagnavamo poco. Non era un lavoro ma una missione. Come ha detto il mio grande maestro Paolo Casarin in un’intervista proprio al Corriere, gli arbitri devono cercarsi un lavoro vero, per essere liberi».

ARBITRI – «Io, in 167 partite che ho diretto non mi sono mai permesso una volta di contestare il giudizio di un osservatore. Non una. Il mondo degli arbitri è lo specchio della società: oggi se prendi un brutto voto a scuola arrivano i genitori a contestare i maestri».

COME SE NE ESCE«Come diceva il grande Gino Bartali: è tutto sbagliato, è tutto da rifare. Bisogna riportare l’uomo al centro, l’arbitro al centro. Partendo dai ragazzini. Ma occorre un cambio culturale, ampio, serio».

Conferenza stampa Palladino alla vigilia di Cagliari Atalanta: «Serve dare un segnale importante dopo l’uscita dalla Coppa Italia, per noi è importante dimostrare di reagire»

Conferenza stampa Palladino alla vigilia di Cagliari Atalanta: le dichiarazioni alla vigilia del match della 34ª giornata di Serie A 2025/26

Dopo un periodo avaro di grandi soddisfazioni, l’Atalanta è chiamata a una decisa inversione di rotta. Le ultime tre uscite ufficiali della formazione nerazzurra hanno bruscamente rallentato la marcia verso i piani alti della classifica: la battuta d’arresto patita contro la Juventus, l’amaro pareggio contro la Roma e, soprattutto, la dolorosa eliminazione in Coppa Italia per mano della Lazio, impongono un pronto riscatto. Il tecnico Raffaele Palladino non ha alcuna intenzione di mollare la presa per la delicata corsa all’Europa. Il rilancio passerà inevitabilmente dall’impegnativa trasferta in terra sarda contro il Cagliari allenato da Pisacane, con fischio d’inizio fissato alle ore 18:30, dove l’imperativo sarà conquistare i 3 punti.

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La reazione dopo la coppa e la rincorsa in Serie A

Nel corso della conferenza stampa della vigilia, l’allenatore degli orobici ha analizzato lucidamente lo stato d’animo dello spogliatoio e le imminenti ambizioni in campionato:

“Per metabolizzare l’uscita dalla Coppa Italia ci sono voluti un paio di giorni, ed i ragazzi sono un po’ dispiaciuti, anche se sono stati bravi nel reagire. A Cagliari serve dare un segnale importante, perché per noi è importante dimostrare di reagire come abbiamo sempre fatto. Attualmente siamo in una posizione buona in campionato, ma vogliamo di più. Aspettiamo qualche passo falso là davanti, ma prima ancora guardiamo cosa facciamo noi, a casa nostra. In generale serve qualche punto in più”.

L’infortunio di Bernasconi e le mosse sulle fasce

La marcia di avvicinamento alla sfida è stata purtroppo condizionata dalle defezioni in infermeria. Riguardo allo sfortunato stop difensivo di Bernasconi e alle possibili rotazioni tattiche, il mister ha voluto chiarire:

“Purtroppo abbiamo perso un giocatore, per questo finale di stagione, che per noi era importante. Gli auguro ovviamente di guarire il prima possibile. Bakker al suo posto? Per quanto riguarda la nostra rosa ci sono comunque delle alternative, e siamo coperti in quella posizione”.

Le soluzioni offensive: il feeling tra Scamacca e Krstovic

L’attenzione dei giornalisti si è poi spostata sul potenziale offensivo e sulla convivenza tra i due terminali d’attacco. Sulla solidità del suo reparto avanzato, Palladino ha rassicurato tutti:

“Gianluca e Nikola stanno entrambi bene. Da quando sono l’allenatore di questa squadra queste due punte insieme hanno fatto circa una ventina di gol. Non penso che dipenda tutto dal doppio attaccante, tant’è che giochiamo con molti trequartisti, e quando giochi con squadre che ti aspettano basso, devi riadattarti”

Conferenza stampa Pisacane alla vigilia di Cagliari Atalanta: «Quando hai 5 punti di vantaggio sulla terzultima, il destino è nelle tue mani»

Conferenza stampa Pisacane alla vigilia di Cagliari Atalanta: le sue dichiarazioni in vista del match della 34ª giornata di Serie A 2025/26

Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro l’Atalanta. Le sue dichiarazioni.

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INFERMERIA – «Dal punto di vista dell’infermeria, a Idrissi e Felici rimangono Pavoletti e Mazzitelli! Gli altri sono a disposizione. In quanto allo stato fisico, abbiamo gestito la settimana riprendendo lunedì e dando martedì libero per evitare i liberi uno dietro l’altro. Dal lato mentale, che è quello che abbiamo pagato ultimamente, abbiamo bisogno di un’attenzione diversa in momenti precisi delle partite».

SITUAZIONE – «Quando hai 5 punti di vantaggio sulla terzultima, il destino è nelle tue mani. Le partite si accorciano, diventano sempre poche. E’ normale e doveroso lavorare e rimanere tranquilli. Siamo concentrati su ciò che ci compete, se facciamo punti ci dobbiamo preoccupare poco».

GIOCATORI – «La difficoltà è oggettiva. E’ anche vero che abbiamo passato un periodo con soli due attaccanti di ruolo, ci siamo dovuti pensare centrocampisti per forza maggiore. La cosa buona e positiva è che gli attaccanti sono rientrati. Per alcuni è complicato trovare subito la condizione, dobbiamo cercare di raschiare il barile e mettere più minuti nelle gambe. Ciò che mi solleva è che possiamo contare su più uomini in quanto alle scelte».

STATO MENTALE – «Prendere gol nei primi minuti a Sassuolo o a Milano pare che derivi da una causa mentale, ma sono consapevole che i ragazzi non vogliono avere quest’atteggiamento. Numeri alla mano, siamo una squadra che ha un’attenzione diversa. Pertanto, il discorso è più mentale che fisico. Sinonimo di calo fisico sono altre cose secondo me come infortuni durante la gara, crampi. I ragazzi non mi hanno mai dato segnali, ma paghiamo una condizione che vuoi o non vuoi non può essere ottimale».

LATO UMANO – «Un argomento delicato, la volontà è quella di cercare personalmente di essere una persona corretta e leale, in modo tale che i miei figli pensando a questi valori facciano riferimento al padre. Non sono perfetto e posso sbagliare. C’è errore e errore, se fatto in buona fede si migliora e si cerca di non commetterlo in futuro, Sbagliare è umano e perseverare è diabolico. Va fatta una riflessione in merito, sono l’ultimo che può insegnare qualcosa: è già arduo il mio compito sia in casa che fuori. Cerco inconsciamente di far passare un messaggio positivo».

LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA DI PISACANE

Udinese, Runjaic annuncia una buona notizia: «Kristensen è pronto per giocare, dovremo andare oltre i nostri limiti». Poi svela gli indisponibili

Udinese, Kosta Runjaic ha parlato così in conferenza stampa alla vigilia del match contro la Lazio. Le sue dichiarazioni

A calare il sipario sulla 34ª giornata di Serie A sarà l’avvincente posticipo serale tra Lazio e Udinese. Il match è in programma lunedì alle ore 20:45 nella splendida e suggestiva cornice dello Stadio Olimpico di Roma. La compagine friulana si presenta nella Capitale attraversando una fase altalenante della propria stagione. Le statistiche delle ultime 7 partite parlano chiaro: i bianconeri hanno collezionato 3 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte. Questo ruolino di marcia fotografa perfettamente le difficoltà della squadra nel dare continuità ai risultati, pur avendo dimostrato di saper compiere imprese a dir poco eccezionali, come testimonia il clamoroso trionfo per 3-0 inflitto a domicilio al Milan.

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Le ambizioni di Runjaic: “Dovremo andare oltre i nostri limiti”

Alla vigilia della delicata trasferta romana, l’allenatore bianconero Kosta Runjaic ha fatto il punto della situazione in conferenza stampa, tracciando la rotta per i suoi ragazzi. Il tecnico ha esordito analizzando l’atteggiamento richiesto e il valore dell’avversario:

“Kristensen è pronto a giocare, e come lui spero che tutta la squadra dia pronta per dare il 100% contro la Lazio. È una squadra che in questa fase finale di campionato sta facendo bene, e quindi dovremo andare oltre i nostri limiti. Cercheremo di portare via punti”.

Il peso di Karlstrom e Davis nell’economia della squadra

L’attenzione dell’allenatore si è poi spostata sull’importanza tattica di alcuni singoli, soffermandosi in modo particolare sull’impatto di due perni fondamentali per gli equilibri del campo:

“Sono entrambi dei giocatori importanti per noi. Karlstrom è uno di quei giocatori della mia rosa che con noi ha giocato di più, inoltre è un ragazzo che sa garantire stabilità e leadership dove serve. Anche per Davis in realtà non c’è un vero e proprio sostituto identico in squadra, però non ci sono scuse, perché abbiamo giocato delle gare senza di lui dove abbiamo comunque giocato bene. Ragazzi come Buksa, Bayo, Gueye o Zaniolo possono giocare in quel ruolo, quindi siamo coperti sulle soluzioni”.

Il bollettino medico e le assenze confermate

Infine, la guida tecnica ha chiuso il suo intervento con un rapido ma necessario aggiornamento sulla situazione dell’infermeria. Riguardo ai giocatori indisponibili, il mister ha tagliato corto precisando:

“Saranno assenti gli ormai soliti, vale a dire Zemura, Zanoli e Bertola”

Sassuolo, Carnevali cambia le carte in tavola: «Non è detto che dobbiamo cedere Muharemovic, con alcuni club non abbiamo ancora parlato! Grosso può ambire a grandi club»

Sassuolo, Giovanni Carnevali ha parlato così prima del match contro la Fiorentina, valido per la 34ª giornata di Serie A 2025/26

Giovanni Carnevali a DAZN prima di Fiorentina Sassuolo.

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OBIETTIVO – «Fare più punti possibile, ne abbiamo a disposizione ancora 15 quindi più ne facciamo e meglio è. Stiamo facendo un bel campionato e vogliamo concluderlo nel modo migliore».

MUHAREMOVIC «La soddisfazione nostra è avere più giocatori messi in mostra e possono ambire a grandi club. Per Muharemovic ci sono situazioni in corso: leggo di accordi presi ma noi con alcuni club non abbiamo ancora parlato. L’obiettivo non è cederlo assolutamente, abbiamo anche la voglia e la forza di costruire una squadra più forte. Non è detto che dobbiamo cedere Muharemovic».

FUTURO GROSSO «Mister Grosso è un allenatore che per noi è stato molto importante in questi anni. Ha possibilità di ambire a grandi club, ha un contratto con noi e con lui c’è un rapporto speciale».

Fiorentina, Vanoli prima del Sassuolo: «Bravi nell’ultimo periodo con la rosa non al completo a fare questi piccoli passi verso la salvezza. Ecco chi giocherà in attacco»

Fiorentina, Paolo Vanoli ha parlato così prima del match contro il Sassuolo, valido per la 34ª giornata di Serie A 2025/26

Paolo Vanoli a DAZN prima di Fiorentina Sassuolo.

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CHI GIOCA IN ATTACCO – «Stiamo attraversando un periodo di difficoltà, soprattutto nel reparto offensivo, ma se siamo arrivati a questo punto è per lo spirito e il sacrificio della squadra. Gudmundsson ci sarà una mano in quella posizione lì oggi».

SALVEZZA «Siamo stati bravissimi in questo ultimo periodo con la rosa non al completo a fare questi piccoli passi. Quando si scala una montagna il finale è sempre il più difficile, quindi dovremo stare sul pezzo».

FUTURO «Siamo concentrati sul presente, il futuro è oggi. L’obiettivo salvezza matematica va raggiunto».

Rocchi Doveri: l’incongruenza relativa all’arbitrare le partite dell’Inter. C’è un aspetto che non torna!

Rocchi Doveri: l’incongruenza tra le richiesta dell’Inter presunta e quanto effettivamente sia successo. Ecco cosa non torna

Il mondo del calcio italiano è scosso da un’indagine giudiziaria di enorme portata. Dalle carte dell’inchiesta della Procura di Milano, relativa al presunto reato di concorso in frode sportiva, emergono inquietanti dettagli sulla posizione di Gianluca Rocchi. L’ex designatore di Serie A e B – che si è recentemente autosospeso in attesa di chiarire la propria posizione – è finito nell’occhio del ciclone per una presunta gestione anomala e concordata delle designazioni arbitrali.

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Le accuse: le richieste dell’Inter e il caso Doveri

Secondo l’impianto accusatorio ricostruito dal pm Maurizio Ascione, Rocchi avrebbe assecondato precise richieste provenienti dall’Inter. Nello specifico, la dirigenza nerazzurra avrebbe chiesto di non avere più l’arbitro Daniele Doveri a dirigere le proprie sfide di campionato. In cambio di questa “esclusione” mirata dalla Serie A, il fischietto sarebbe stato designato per arbitrare l’attesissima semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Milan. La ricostruzione degli inquirenti individua una data chiave per l’accordo: la presunta richiesta sarebbe stata avanzata il 2 aprile 2025, proprio all’interno della pancia di San Siro, in occasione del derby d’andata della coppa nazionale.

Le incongruenze temporali: l’incrocio contro il Parma

Tuttavia, come evidenziato in un’analisi de Il Corriere della Sera, l’ipotesi accusatoria presenta alcune anomalie rispetto al reale calendario sportivo. Nonostante il presunto patto, Doveri fu regolarmente impiegato per dirigere la squadra di Simone Inzaghi nel finale della scorsa stagione. Il fischietto, infatti, fu l’arbitro designato per Parma-Inter, gara valida per la 31esima giornata disputata il 5 aprile. Un incrocio andato in scena clamorosamente soltanto tre giorni dopo il presunto incontro con Rocchi a San Siro.

Il finale di stagione e la volata Scudetto

In quel concitato finale di torneo calcistico, Doveri viene designato per altre tre sfide determinanti per la classifica: Bologna-Juventus, Parma-Napoli ed Empoli-Verona. Particolare rilevanza assunse la direzione del match tra i ducali e i partenopei (terminato con il risultato di 0-0), disputato in perfetta contemporanea con la delicata gara Inter-Lazio (chiusasi sul 2-2). In quel preciso frangente agonistico, la formazione campana e i nerazzurri si trovavano ingaggiati in un’estenuante lotta punto a punto per la vetta. Uno scudetto sul filo del rasoio che, al termine del duello, andò a premiare in via definitiva gli uomini allenati da Antonio Conte.

Juventus, i convocati per il Milan: la decisione di Spalletti su Yildiz e Vlahovic. Recuperano in tre, la lista completa

Juventus, i convocati per il Milan: la lista di Luciano Spalletti per il match della 34ª giornata di Serie A 2025/26

L’attesissimo posticipo serale infiamma il calendario calcistico italiano. La Juventus si prepara a calcare il prestigioso palcoscenico di San Siro per affrontare il Milan. Questo big match rappresenta un crocevia fondamentale per le gerarchie del campionato, mettendo in palio punti pesantissimi per la serrata volata verso un pass nella prossima edizione della Champions League. A poche ore dal fischio d’inizio, l’allenatore bianconero Luciano Spalletti ha ufficializzato l’elenco dei convocati per la delicata trasferta meneghina, regalando diverse notizie estremamente incoraggianti all’intero popolo juventino.

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Il rientro del bomber e le buone notizie dall’infermeria

Il reparto offensivo ritrova finalmente il suo alfiere principale. Il tecnico toscano può infatti sorridere per il definitivo reintegro di pedine nevralgiche per il proprio scacchiere tattico: tornano a disposizione Mattia Perin, Vasilije Adzic e, soprattutto, il bomber Dusan Vlahovic. Il centravanti serbo ha bruciato le tappe del recupero clinico e si candida prepotentemente a essere la letale arma in più a gara in corso.

Rientri confermati e libertà di manovra tattica

Lo staff medico ha sciolto in via definitiva anche le riserve legate a quei giocatori che, nel corso dell’ultima settimana di allenamenti alla Continassa, avevano seguito dei rigorosi programmi di lavoro personalizzati per gestire alcuni affaticamenti. Tutti i timori sono stati prontamente scongiurati: Kenan Yildiz, Khephren Thuram ed Emil Holm hanno risposto presente all’appello dirigenziale e figurano regolarmente tra i partenti per il capoluogo lombardo.

Le uniche, ormai note, defezioni forzate per la corazzata torinese rimangono quelle dei difensore Cabal e dell’attaccante Milik, i quali proseguono i rispettivi e complessi percorsi riabilitativi lontano dal prato verde. Avendo a disposizione una rosa quasi al completo, mister Spalletti godrà di un’ampia libertà di manovra strutturale, potendo attingere a piene mani da una panchina lunghissima per effettuare i cambi strategici necessari a sbancare l’impianto milanese.

La lista ufficiale per il Meazza

Per ottimizzare la lettura, ecco la composizione dell’organico juventino suddivisa per reparti:

  • Portieri: Di Gregorio (16), Perin (1), Pinsoglio (23).
  • Difensori: Bremer (3), Cambiaso (27), Gatti (4), Holm (2), Kalulu (15), Kelly (6).
  • Centrocampisti: Adzic (17), Koopmeiners (8), Kostic (18), Locatelli (5), McKennie (22), Miretti (21), Thuram (19).
  • Attaccanti: Boga (13), Conceicao (7), David (30), Openda (20), Vlahovic (9), Yildiz (10), Zhegrova (11).

Infortunio Havertz, problema muscolare in Arsenal Newcastle: Mondiale a rischio? Cosa filtra

Infortunio Havertz, problema muscolare in Arsenal Newcastle: Mondiale a rischio? Cosa filtra sulle condizioni fisiche del tedesco

C’è apprensione in casa Arsenal per le condizioni di Kai Havertz, costretto a lasciare il campo nel corso della sfida contro il Newcastle. Il tedesco, protagonista in avvio con l’assist per il gol decisivo di Eberechi Eze, si è fermato al 34’ per un problema muscolare ed è stato sostituito dopo essere apparso subito molto preoccupato. Anche il report ufficiale del match dell’Arsenal conferma che Havertz è uscito per un infortunio muscolare.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

La situazione viene seguita con attenzione non solo dai Gunners, ma anche in ottica Mondiale 2026, perché l’attaccante tedesco rischia ora di dover affrontare nuovi controlli in un momento molto delicato della stagione. Al momento, però, non ci sono ancora certezze sull’entità dello stop. Secondo quanto emerso dopo la partita, Mikel Arteta si è detto speranzoso che né il problema di Havertz né quello di Eze siano gravi.

I prossimi esami saranno quindi decisivi per capire se si sia trattato solo di un fastidio gestibile oppure di un infortunio più serio, con possibili ripercussioni anche sul percorso verso il torneo iridato.

Formazioni ufficiali Fiorentina Sassuolo: le scelte di Vanoli e Grosso

Formazioni ufficiali Fiorentina Sassuolo: le scelte di Paolo Vanoli e Fabio Grosso per la sfida del 34° turno di Serie A 2025/26

Sono arrivate le formazioni ufficiali di Fiorentina-Sassuolo, match della 34ª giornata di Serie A in programma alle 12:30 al Franchi. La notizia principale riguarda Piccoli, assente per un risentimento all’adduttore sinistro. Restano fuori anche Kean, Fortini, Parisi e Gosens, ancora alle prese con i rispettivi problemi fisici. In particolare, Moise Kean sta aumentando i carichi di lavoro e sarà rivalutato nei prossimi giorni. Per Paolo Vanoli e Fabio Grosso, dunque, scelte condizionate soprattutto dalle assenze

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

FIORENTINA (4-1-4-1): De Gea; Dodo, Rugani, Ranieri, Balbo; Fagioli; Harrison, Ndour, Mandragora, Solomon; Gudmundsson. 
A disposizione: Christensen, Lezzerini, Kouadio, Comuzzo, Kospo, Brescianini, Fabbian, Fazzini, Puzzoli, Braschi.
Allenatore: Vanoli. 

SASSUOLO (4-3-3): Turati; Walukiewicz, Idzes, Muharemovic, Garcia; Thorstvedt, Matic, Kone; Volpato, Pinamonti, Laurienté.
A disposizione: Satalino, Zacchi, Muric, Doig, Nzola, Romagna, Fadera, Moro, Coulibaly, Frangella, Lipani, Vranckx, Iannoni, Pedro.
Allenatore: Grosso.

Rocchi, il precedente su Calciopoli torna d’attualità: l’episodio di Chievo-Lazio per il quale venne assolto

Rocchi, il precedente su Calciopoli torna d’attualità: l’episodio di Chievo-Lazio per cui venne assolto. Ecco cos’era successo

Il nome di Gianluca Rocchi torna al centro dell’attenzione pubblica e mediatica non soltanto per l’inchiesta attuale che lo ha spinto ad autosospendersi dal ruolo di designatore della CAN di Serie A e B, ma anche per un precedente che risale ai tempi di Calciopoli. Come ricorda La Gazzetta dello Sport, quando era ancora arbitro, Rocchi finì coinvolto nel filone relativo a Chievo-Lazio 0-1 del 20 febbraio 2005, gara decisa dal gol di Tommaso Rocchi, omonimo del direttore di gara toscano. In quella fase, l’AIA non dispose neppure una sospensione cautelativa. Sul piano sportivo, Rocchi venne poi prosciolto, mentre davanti alla giustizia ordinaria fu assolto dall’accusa di frode sportiva con rito abbreviato. La nuova vicenda, invece, riguarda l’indagine aperta dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva, che ha portato anche alla sua autosospensione nell’aprile 2026.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il richiamo al passato, però, non cancella il peso del presente. Sempre secondo la ricostruzione della Gazzetta, la Cassazione, nelle motivazioni su Calciopoli, citò anche la posizione di Rocchi, ricordando l’assoluzione “per insussistenza del fatto”, ma riportando anche un passaggio che è rimasto nella memoria del dibattito calcistico: «E per quanto riguarda le vicende legate alle due partite (l’altra era Lazio Parma 2-0, del 27 febbraio, una settimana dopo, ndr), in almeno una di esse, Chievo Lazio, la Corte distrettuale ha evidenziato elementi sospetti rappresentati da una serie di sviste arbitrali in favore della società romana». Un inciso che non modificò l’esito assolutorio della posizione di Rocchi, ma che oggi viene inevitabilmente rimesso sotto i riflettori nel momento in cui il suo nome riappare in una nuova indagine.

Il quadro attuale, tuttavia, è completamente diverso da quello di allora e resta tutto da definire. Oggi Rocchi sarebbe coinvolto personalmente in un’inchiesta che ha già prodotto effetti immediati sul piano istituzionale, con l’autosospensione dal ruolo e con la convocazione del Comitato Nazionale AIA per i provvedimenti conseguenti. La sua posizione resta coperta dalla presunzione di innocenza e sarà il lavoro della magistratura a chiarire ogni aspetto della nuova vicenda. Ma il ritorno del riferimento a Calciopoli aggiunge inevitabilmente ulteriore rumore a una storia già pesantissima per il calcio italiano.

Nico Paz Real Madrid, deciso il riscatto: Inter beffata! Occhio alle operazioni future col Como

Nico Paz Real Madrid, deciso il riscatto del trequartista argentino: Inter beffata! Occhio alle operazioni future tra i Blancos e il Como

Il futuro di Nico Paz sembra ormai scritto e porterà di nuovo a Madrid. Secondo quanto riportato da AS, il Real Madrid ha deciso di esercitare l’opzione di recompra per riportare subito in Spagna il talento argentino, protagonista di una crescita importante con la maglia del Como. La sua esplosione in Serie A ha convinto definitivamente i vertici blancos, che considerano arrivato il momento di reinserirlo nel progetto tecnico della prima squadra. Oggi AS scrive che il Real ha già comunicato a Como e Cesc Fàbregas la volontà di riprendere il giocatore.

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L’operazione ha basi contrattuali molto chiare. Nico Paz era stato ceduto al Como nell’estate del 2024 per circa 6 milioni di euro, ma il Real Madrid si era riservato una serie di tutele: il 50% sulla futura rivendita e soprattutto una clausola di recompra attivabile nelle estati successive. Secondo le ricostruzioni di AS, il prezzo del riacquisto per l’estate 2026 è fissato a 9 milioni di euro, con scadenza per l’esercizio dell’opzione entro il 30 maggio 2026. Sempre AS riferisce che il club spagnolo considera il ritorno del classe 2004 una priorità già definita.

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Questa decisione cambia inevitabilmente anche lo scenario italiano. Da una parte il Como dovrà rinunciare al giocatore simbolo della sua stagione, nonostante la volontà del club di trattenerlo ancora. Dall’altra si chiude, almeno per ora, anche la pista che portava all’Inter, che da mesi seguiva con attenzione il profilo dell’argentino. In più, AS sottolinea che i rapporti tra Real Madrid e Como restano ottimi e che proprio da questa collaborazione potrebbero nascere nuove operazioni, con il club lariano pronto eventualmente ad accogliere altri giovani talenti madridisti come Daniel Yáñez e Jesús Fortea. Il futuro di Nico Paz, invece, salvo colpi di scena, sarà di nuovo in bianco.

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