Pagina 160 – Calcio News 24

Infortunio Xavi Simons, tegola pesantissima per il Tottenham e per l’Olanda! Rottura del crociato e addio Mondiali

Infortunio Xavi Simons, tegola pesantissima per il Tottenham e per l’Olanda! Rottura del crociato e addio Mondiali: il messaggio dell’olandese

Brutte notizie per l’Olanda a poche settimane dal Mondiale 2026. Xavi Simons, trequartista del Tottenham e della nazionale Oranje, ha chiuso in anticipo la sua stagione dopo il grave infortunio riportato nell’ultima gara di campionato. Il club londinese e le fonti internazionali hanno confermato che il giocatore ha riportato la rottura del legamento crociato anteriore destro, un problema che lo costringerà a saltare non solo le ultime partite di Premier League, ma anche la prossima Coppa del Mondo. Si tratta di una perdita molto pesante sia per il Tottenham di Roberto De Zerbi, sia per il ct olandese Ronald Koeman, che perde uno dei suoi uomini di maggiore qualità e imprevedibilità.

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L’infortunio è arrivato nel corso della vittoria per 1-0 degli Spurs contro il Wolverhampton, quando Simons è stato costretto a lasciare il campo in barella dopo un movimento innaturale del ginocchio. Gli esami successivi hanno chiarito il quadro nel peggiore dei modi, mettendo fine alle speranze di vederlo protagonista in estate con la maglia dell’Olanda. Per il classe 2003, già reduce da una stagione importante sul piano tecnico, è un colpo durissimo proprio nel momento in cui sembrava aver raggiunto una nuova maturità. Reuters riferisce che il giocatore ha già totalizzato 34 presenze con la nazionale e che questo sarebbe stato il suo secondo Mondiale dopo quello del 2022.

Lo stesso Xavi Simons ha affidato ai social tutta la propria amarezza con parole molto forti: «La mia stagione è giunta al termine e sto ancora facendo fatica a processarlo. Volevo con tutto me stesso rappresentare il mio paese quest’estate al Mondiale, ma questa possibilità mi è stata strappata via. Servirà tempo per accettare questa cosa». Un messaggio che racconta bene la portata emotiva di questo stop, destinato a lasciare un vuoto importante anche nelle scelte future di Koeman. Per l’Olanda, adesso, si apre una riflessione inevitabile su come sostituire uno dei suoi talenti più decisivi.

Commissariamento FIGC, il caso Rocchi apre uno scontro istituzionale: governo e CONI su linee diverse

Commissariamento FIGC, il caso Rocchi apre uno scontro istituzionale: governo e CONI su linee diverse. Cosa ne sarà del calcio italiano?

L’inchiesta che ha travolto il vertice arbitrale italiano sta producendo effetti anche sul piano istituzionale e politico. Come evidenzia La Gazzetta dello Sport, attorno al possibile commissariamento della FIGC si starebbe aprendo un vero confronto di potere tra il governo e il CONI. Da una parte c’è il ministro per lo Sport Andrea Abodi, che da tempo sostiene la necessità di una riforma profonda del sistema calcio e che, dopo il caso Rocchi, ha rilanciato il tema di possibili conseguenze se venissero accertate responsabilità. Dall’altra c’è il presidente del CONI Luciano Buonfiglio, che resta orientato a una linea molto più prudente e che, almeno finora, non considera automaticamente maturi i presupposti per un intervento straordinario.

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Secondo la ricostruzione della Gazzetta, le pressioni politiche per un commissariamento sarebbero cresciute nelle ultime ore, anche alla luce delle prese di posizione pubbliche di esponenti della maggioranza. Tuttavia, il punto decisivo resta giuridico: lo Statuto CONI prevede il commissariamento di una federazione solo in casi specifici, come gravi irregolarità nella gestione, gravi violazioni dell’ordinamento sportivo, impossibilità di funzionamento degli organi o mancato regolare svolgimento delle competizioni. La stessa Gazzetta sottolinea che, allo stato attuale, parlare di commissariamento resterebbe un’ipotesi molto delicata, anche perché non risulta ancora accertato nulla sul piano definitivo e la posizione di Rocchi, per quanto gravissima sul piano mediatico, non coincide automaticamente con quella degli organi direttivi federali.

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In questo scenario, il ruolo di Buonfiglio diventa centrale. È lui, come presidente del CONI, l’unico soggetto che può portare avanti formalmente un percorso di commissariamento, ma dovrebbe poi ottenere anche il voto della Giunta CONI. Ed è proprio qui che, secondo la Gazzetta, si misura il vero scontro: il governo spinge per una svolta forte e immediata, mentre il CONI appare intenzionato a muoversi con grande cautela, anche per evitare un atto che potrebbe essere impugnato come illegittimo. In sostanza, il caso Rocchi non riguarda più soltanto gli arbitri: è diventato uno snodo politico che può incidere sulle elezioni FIGC del 22 giugno e sugli equilibri di tutto il calcio italiano.

Infortunio Modric, che botta in Milan Juve! Oggi gli esami, mentre tiene banco il tema rinnovo

Infortunio Modric, che botta in Milan Juve! Oggi gli esami, mentre tiene banco il tema rinnovo: il punto sul centrocampista croato

Il Milan si gode ancora una volta la prestazione di Luka Modric, ma ora aspetta di capire con precisione le sue condizioni dopo il duro scontro di gioco con Manuel Locatelli in Milan-Juventus. Come racconta La Gazzetta dello Sport, il croato ha giocato una partita di grande sostanza, non solo da regista ma quasi da mediano aggiunto, prima di essere costretto a lasciare il campo in seguito a una violenta testata che lo ha fatto uscire sorretto dallo staff medico rossonero. La rosea riferisce che Modric presentava un evidente gonfiore allo zigomo sinistro, con gli esami che sono previsti in mattinata.

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Nonostante il colpo subito, il centrocampista avrebbe comunque rassicurato compagni e staff, mostrando la consueta tempra da campione. La sensazione, sempre secondo La Gazzetta, è che Modric voglia fare di tutto per esserci già nella prossima gara contro il Sassuolo, in programma a Reggio Emilia il 3 maggio. Un’ulteriore conferma del peso che il croato continua ad avere dentro la stagione rossonera: a 40 anni, è ancora uno dei riferimenti assoluti della squadra, sia per qualità tecnica sia per personalità. Non a caso, il suo rendimento resta uno degli argomenti più forti anche nel dibattito sul possibile rinnovo di contratto.

Sul fronte futuro, il quadro resta aperto ma con basi molto chiare. Il possibile rinnovo di Modric con il Milan dipende da tre condizioni principali: la qualificazione alla prossima Champions League, la permanenza di Massimiliano Allegri in panchina e la garanzia di un progetto tecnico competitivo. La Gazzetta dello Sport aggiunge che il club considera il croato una figura fondamentale per la crescita del gruppo e che né la dirigenza né Allegri vogliono rinunciare alla sua leadership, pur sapendo che in una stagione con più partite europee dovrà essere gestito con maggiore attenzione. In sintesi, tra infortunio e rinnovo, Modric continua a essere al centro del presente e del futuro rossonero.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 27 aprile 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Lo Scudetto non basta, attacco pesantissimo a Chivu: “Uno dei peggiori”

Le critiche nei confronti di Cristian Chivu sono giunte a un punto di rottura. Nonostante l’imminente vittoria dello Scudetto alla prima stagione con l’Inter e la conquista della finale della Coppa Italia, l’allenatore rumeno sembra non riuscire a sfuggire dalle dure accuse che lo etichettano come uno dei tecnici più sopravvalutati nella storia recente del calcio italiano.

Non è la prima volta che il suo nome viene messo sotto osservazione, ma ora le parole più dure arrivano da un’importante voce del giornalismo sportivo.

Giancarlo Padovan è intervenuto durante una trasmissione su Radio Radio, dove ha criticato apertamente il lavoro di Chivu, definendolo “uno dei peggiori” tra gli allenatori italiani.

Secondo Padovan, nonostante i successi ottenuti, la squadra nerazzurra ha mostrato limiti evidenti e Chivu non sarebbe riuscito a trasmettere un gioco coerente e vincente che rispecchiasse la qualità della rosa a sua disposizione.

Lo Scudetto di Chivu con l’Inter: un trionfo sotto osservazione

L’Inter sta conquistando il titolo con un cammino che, pur portando alla vittoria del titolo, non ha convinto tutti gli osservatori. La squadra ha mostrato una grande solidità difensiva e un attacco che ha fatto il suo dovere nei momenti cruciali, ma spesso il gioco espresso da Chivu non è stato all’altezza delle aspettative.

In particolare, la difficoltà a imporre un’identità di gioco chiara e la gestione della rosa durante la stagione sono stati temi dibattuti. Molti esperti, tra cui Padovan, hanno sottolineato come il tecnico non sia riuscito a far emergere il meglio dai singoli giocatori, che, pur dotati di talento, non sono riusciti a brillare come ci si aspettava. E, soprattutto, non ha saputo portare migliorie e cose diverse rispetto all’ex tecnico Simone Inzaghi.

Questo ha alimentato le critiche sul suo operato, con la sensazione che Chivu, pur avendo a disposizione un ottimo organico, non abbia saputo farlo rendere al massimo delle sue potenzialità. Critiche decisamente pesanti che, sicuramente, faranno discutere.

Allegri post Milan Juve: «Per la Champions servono due vittorie, oggi una delle migliori prestazioni di Leao»

L’allenatore del Milan, Massimiliano Allegri, ha voluto dire la sua dopo il pareggio ottenuto stasera in campionato contro la Juve

Intervenuto nel corso del postpartita di Milan Juve, il tecnico dei rossoneri, Massimiliano Allegri, ha commentato così il pareggio rimediato nel 34° turno di Serie A. Queste le sue parole ai microfoni di Dazn.

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SULLA PARTITA – «Una partita molto equilibrata, tattica. Abbiamo avuto un paio di situazioni, come le ha avute anche la Juventus. I ragazzi hanno difeso molto bene, c’è da essere contenti per il punto. Ad oggi per la Champions c’è da vincere due partite».

SULLE RIPARTENZE PRESE – «Diciamo che con l’Udinese ne avevamo prese già abbastanza. Oggi però non ho nulla da ridire ai ragazzi, hanno difenso molto bene».

SU LEAO – «Anche io sono estimatore di Rafa. Come prestazione, oggi, è stata una delle sue migliori partite. Deve migliorare su alcune situazioni, però non si può pensare che un giocatore del genere possa avere continuità di prestazione. Penso che non l’abbia mai avuta. Oggi si è dato da fare anche in fase difensa, sono molto contento. Ha accelerato due volte, cosa che ultimamente non riusciva a fare».

SU PULISIC«Christian è un ragazzo molto sensibile, questo momento lo accusa un po’ di più. Giocando senza un centravanti vero patisce un pochino di più. Io però devo dare equilibrio alla squadra e so che così può essere penalizzato».

QUANTI PUNTI MANCANO ALLA CHAMPIONS: «6 punti. Mancano due vittorie, ad oggi. Poi vediamo cosa succede domenica».

L’INTERVISTA COMPLETA AD ALLEGRI POST MILAN JUVE

Spalletti dopo Milan Juve: «Dato seguito al nostro cammino. Vlahovic? Farlo giocare poteva essere rischioso»

Spalletti dopo Milan Juve: «Dato seguito al nostro cammino. Vlahovic? Farlo giocare poteva essere rischioso». Le parole del tecnico

Intervenuto nel corso del postpartita di Milan Juve, il tecnico dei bianconeri, Luciano Spalletti, ha commentato così il pareggio rimediato nel 34° turno di Serie A. Queste le sue parole ai microfoni di Dazn.

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PARTITA – «Abbiamo dato seguito al nostro cammino, abbiamo tentato di fare la partita in maniera troppo lenta nel primo tempo, poi con loro bisogna sempre stare attenti. Il pericolo è quando hai tutto a portata di mano, per cui nella costruzione abbiamo lavorato su questa preventiva per non subire ripartenze».

VLAHOVIC – «Nel secondo tempo una presenza come la sua poteva darci una mano, ma è venuto ad allenarsi con noi venerdì, anche Yildiz è entrato un po’ prima ma è andato in difficoltà di fiato. Lui viene da un infortunio lunghissimo, si è rifatto male stando fuori tre partite e farlo giocare di più poteva essere rischioso. Ci potrà dare una mano in queste ultime partite. Bisogna comportarsi in maniera logica, ha giocato i suoi dieci minuti e va bene così»”.

QUARTO POSTO – «Secondo me ci si va vicino, la Roma ha fatto vedere di stare bene e il Como ha vinto di prepotenza una gara non facile in trasferta. Noi abbiamo fatto bene tutta la stagione, ma ora manca l’ultimo sforzo, è qui che si vede chi è da Juventus e chi no».

L’INTERVISTA COMPLETA A SPALLETTI DOPO MILAN JUVE

Simeone River Plate, opzione concreta? La sua risposta dopo Torino Inter: «Mai parlato di dubbi, sono un ragazzo rispettoso»

Simeone River Plate, opzione concreta? La sua risposta dopo Torino Inter: ecco cos’ha detto l’argentino in conferenza stampa

Nel corso della conferenza stampa post Torino Inter, l’attaccante dei granata, Giovani Simeone, ha risposto così alle domande relative al suo futuro, commentando le voci che da settimane lo vedono accostato al River Plate per un ritorno in patria da questa estate.

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SUL MIO FUTURO – «Non ho mai parlato di dubbi, ho solo detto che mi concentro sul presente. Su ciò che può uscire o non uscire, sono notizie che non riguardano il mio presente. Mi sono sempre concentrato su questo momento che era molto difficile, non mi sono mai permesso di cambiare pensiero. In questo momento sono molto preso dal Torino».

RIVER PLATE – «Quello che esce fuori sono cose che si parla al di fuori, io non ho mai detto che voglio andar via o che voglio rimanere. Sono un ragazzo semplice, rispettoso. Ho sempre amato giocare giorno per giorno».

LA CONFERENZA STAMPA INTEGRALE DI SIMEONE POST TORINO INTER

Corsa scudetto Serie A, tutte le combinazioni per il tricolore all’Inter: può arrivare anche prima di giocare col Parma!

Corsa scudetto Serie A, tutte le combinazioni per il tricolore all’Inter: può arrivare anche prima di giocare col Parma! Ecco come

L’Inter vede il traguardo, ma dovrà aspettare ancora per festeggiare lo scudetto. Il pareggio per 2-2 contro il Torino ha infatti rimandato la festa nerazzurra, soprattutto perché il Napoli ha risposto battendo con un netto 4-0 la Cremonese. Dopo questi risultati, la squadra di Cristian Chivu guida la classifica con 79 punti, davanti al Napoli a 69 e al Milan a 67, mentre la Juventus è quarta a 64. Con quattro giornate ancora da giocare, all’Inter bastano tre punti per diventare campione d’Italia in modo aritmetico.

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Il primo match point utile sarà quello contro il Parma, in programma il 3 maggio a San Siro alle 20:45. In caso di vittoria, i nerazzurri salirebbero a 82 punti, quota che renderebbe inutile qualsiasi tentativo di rimonta da parte del Napoli e del Milan. È quindi questa, oggi, la strada più semplice e più diretta per chiudere il discorso tricolore davanti ai propri tifosi, senza dover guardare ad altri campi. Esiste però anche uno scenario che potrebbe avvicinare ulteriormente il traguardo già prima della gara con il Parma. Il Napoli giocherà sul campo del Como il 2 maggio, mentre il Milan sarà impegnato contro il Sassuolo il 3 maggio. Se gli azzurri non dovessero vincere e i rossoneri non riuscissero a fare bottino pieno, il margine dell’Inter diventerebbe ancora più pesante e scatterebbe la vittoria matematica dello scudetto prima ancora di giocare contro il Parma.

Sul fondo, poi, resta anche il tema regolamentare: in caso di arrivo a pari punti al primo posto, si giocherebbe lo spareggio scudetto. Una possibilità oggi ancora teorica, ma che spiega perché l’Inter voglia evitare qualsiasi complicazione e mettere subito al sicuro il titolo. Nel frattempo, dietro, continua anche la corsa per il secondo posto, con il Napoli avanti di due lunghezze sul Milan dopo questa giornata. Per i nerazzurri, però, il conto è ormai semplice: manca l’ultimo passo.

Pagelle Milan Juve, Leao si accende a tratti, Boga spento. Thuram in fuorigioco – I VOTI

Pagelle Milan Juve: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 34a giornata di Serie A. I dettagli

Pagelle Milan Juve: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 34a giornata di Serie A 2025/26. Le valutazioni:

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MILAN (3-5-2): Maignan 6; Tomori 6,5, Gabbia 6, Pavlovic 6,5; Saelemaekers 6,5, Fofana 5,5 (66′ Ricci 6), Modric 6 (80′ Jashari sv), Rabiot 6, Bartesaghi 5 (46′ Estupinan 5,5); Pulisic 5 (62′ Fullkrug 6), Leao 6 (80′ Nkunku sv).

JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio 6; Kalulu 6, Bremer 6,5, Kelly 6,5; McKennie 6, Locatelli 5,5, Thuram 6,5 (71′ Koopmeiners 6), Cambiaso 5,5 (71′ Holm 6); Conceicao 6,5 (79′ Zhegrova sv), Boga 5 (79′ Yildiz sv); David 6 (87′ Vlahovic sv).

Moviola Milan Juve, l’episodio chiave del match di Serie A diretta dall’arbitro Sozza! Ecco cosa è successo

Moviola Milan Juve, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 34ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Milan Juve, valido per la 34ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Sozza.

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LA MOVIOLA

Ecco una rielaborazione degli eventi principali della sfida tra Milan e Juventus in due brevi paragrafi:

La prima metà di gara è stata caratterizzata da un’intensità agonistica elevata e da un episodio chiave per la Juventus: al 36’, Thuram ha siglato il gol del vantaggio su assist di Conceicao, rete poi annullata dal VAR per una posizione di fuorigioco. Il match è stato fin da subito spigoloso, con diversi interventi al limite di Locatelli e il primo cartellino giallo sventolato a Cambiaso, seguiti dall’ammonizione di Bartesaghi per un fallo su David in un’azione che ha destato qualche dubbio per un contatto sospetto al limite dell’area rossonera.

Nella ripresa, il gioco è rimasto spezzettato a causa dei numerosi interventi irregolari che hanno costretto l’arbitro Sozza a estrarre frequentemente il cartellino giallo. Sono finiti sul taccuino dei cattivi Boga, punito per aver trattenuto Saelemaekers, ed Estupinian, reo di aver fermato fallosamente Conceicao. Nel finale di partita, la tensione è salita ulteriormente, portando all’ammonizione del capitano bianconero Locatelli per un duro contrasto su Rabiot, a conferma di un match combattuto su ogni pallone fino al fischio finale.

Chelsea in finale di FA Cup: Enzo Fernández decide il Leeds, ora sfida al Manchester City

Chelsea, è finale di FA Cup: gol di Fernández e appuntamento con il Manchester City. Tutti i dettagli sulla sfida

Saranno Chelsea e Manchester City a contendersi la FA Cup 2025/26. I Blues conquistano la seconda semifinale del torneo grazie al gol decisivo di Enzo Fernández, protagonista in un momento delicato della sua stagione e al centro di numerose voci di mercato. L’argentino firma la prima vittoria dell’era Calum McFarlane, subentrato dopo l’esonero di Liam Rosenior, e rilancia le ambizioni del club londinese.

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La sfida contro il Leeds si decide già nel primo tempo: al 22’, dopo un palo colpito da João Pedro, un errore di Struijk in uscita permette a Pedro Neto di recuperare palla sulla fascia e servire un cross perfetto per Fernández, che di testa firma l’1‑0. Una rete che vale molto più del semplice passaggio del turno: per il capitano del Chelsea è una vera rivincita personale dopo settimane complicate e critiche crescenti.

Con il successo di Wembley, il Chelsea tiene viva la possibilità di chiudere la stagione con un trofeo, ma l’ultimo ostacolo sarà il più difficile: in finale ci sarà il Manchester City di Pep Guardiola, vittorioso sul Southampton nell’altra semifinale. Una sfida altissima, che metterà di fronte due filosofie opposte e un Chelsea rinvigorito dalla sua nuova guida tecnica.

Ostiamare torna in Serie C dopo oltre trent’anni! Festeggia anche uno dei proprietari… Daniele De Rossi!

Ostiamare, ritorno in Serie C dopo oltre 30 anni: festa grande con il proprietario Daniele De Rossi, attuale tecnico del Grifone

L’Ostiamare festeggia una promozione storica: il club biancoviola, di cui Daniele De Rossi è proprietario dal gennaio 2025, torna nel calcio professionistico grazie al primo posto nel girone F di Serie D. Un traguardo che riporta la società romana in Serie C dopo oltre trent’anni e che ha profondamente emozionato lo stesso De Rossi, protagonista di un progetto ambizioso culminato con una stagione da incorniciare.

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La vittoria per 1‑0 sul Termoli, unita al contemporaneo pareggio dell’Ancona sul campo dell’Aquila, ha consegnato la certezza matematica del primato. L’Ostiamare ha saputo gestire con autorità un campionato sempre vissuto nelle zone alte, con un duello serrato proprio contro l’Ancona. Il momento decisivo è arrivato alla trentesima giornata: la caduta dei marchigiani a Teramo e il successo dei biancoviola a Chieti hanno permesso il sorpasso al vertice, poi consolidato con tre vittorie consecutive.

Il ritorno in Serie C arriva a distanza dal 1991, ultima apparizione tra i professionisti dopo la storica promozione del 1989 e la salvezza del 1990. Da allora, il club aveva vissuto solo campionati dilettantistici, fino alla rinascita impressa dalla nuova proprietà. La cavalcata di quest’anno, mai realmente messa in discussione, sancisce il ritorno dell’Ostiamare nel panorama professionistico e apre una nuova pagina della sua storia.

PAROLE DE ROSSI – «Avrei voluto festeggiare come si deve perché questa sconfitta mi disturba. Fa parte però di un percorso che ci ha portato alla salvezza. E’ una gioia non solo calcistica ma familiare, umana. Torniamo alla ribalta per una cosa felice, ma non per fatti di cronaca e non per fiction che, come giusto che sia, punta il dito a fatti di cronaca. Ora vado ad abbracciare l’altra mia famiglia che sta giù a Ostia perché è il sogno della mia famiglia portarla in alto e farla brillare ogni tanto. Sono emozionato, come si vede (si commuove ndr). ‘Me rode il culo’ per la sconfitta, ma non pensavo di salvare il Genoa così con anticipo e vincere il campionato con una giornata di anticipo».

Torino, D’Aversa nel post partita: «I ragazzi hanno fatto una prestazione al di sopra dei futuri campioni d’Italia»

Torino Inter, nel post gara D’Aversa ha parlato in conferenza stampa per analizzare la partita di Serie A 2025/2026

Al termine di Torino Inter, Roberto D’Aversa è intervenuto in conferenza. Queste le dichiarazioni dell’allenatore dei granata:

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SUL MATCH – «Nel primo tempo abbiamo commesso degli errori, nel secondo tempo siamo entrati con un atteggiamento diverso. partita importante, merito dei ragazzi e anche dei ragazzi subentrati. Se fossi stati più convinti avremmo anche potuto vincerla con Njie. I ragazzi hanno fatto una prestazione al di sopra dei futuri campioni d’Italia».

ORGOGLIO – «Vogliamo cercare di fare il meglio possibile. Volevamo darci delle soddisfazioni contro Inter e Juve, in questo sport deve esserci l’orgoglio e la volontà di misurarsi con chi sulla carta è superiore a noi. Sull’atteggiamento dei miei ragazzi non avevo dubbio che avremmo fatto una buona prestazione, glielo avevo anche detto. L’esempio è Zapata, che era fuori da 23-24 giorni ed entra in quella maniera lì».

COSA DI POSITIVO RISPETTO A MILAN E NAPOLI – «Il risultato. Abbiamo portato a casa un punto, contro la squadra più forte del campionato. Deve essere motivo d’orgoglio per tutti».

L’ASSENZA DELLA CURVA MARATONA – «Era il pensiero durante il riscaldamento. Mi sarebbe piaciuto giocare la partita con tutti i nostri tifosi. Il valore del tifo del Torino lo conosciamo tutti, una spinta molto importante».

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Arezzo da sogno! Torna in Serie B dopo 19 anni: 3‑1 alla Torres e sorpasso decisivo sull’Ascoli. La stagione della squadra di Bucchi

Arezzo, è promozione in Serie B dopo diciannove anni: 3‑1 alla Torres e testa a testa vinto con l’Ascoli. I dettagli

La stagione del girone B di Serie C si è chiusa con una cavalcata straordinaria, giocata punto su punto tra Arezzo e Ascoli, protagoniste assolute della categoria. Le due squadre hanno dominato la scena con un percorso quasi speculare: 77 punti in 35 giornate, 23 vittorie, 8 pareggi e appena 4 sconfitte prima dell’ultimo turno. Un duello serrato che ha reso onore anche al Ravenna, terza forza del campionato e rimasta in scia fino agli ultimi 90 minuti. Alla fine, però, solo una poteva centrare la promozione diretta, e a festeggiare è stato l’Arezzo, capace di battere la Torres 3‑1 rendendo inutile il ko dell’Ascoli a Campobasso.

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La sfida decisiva del “Città di Arezzo” si è accesa nel finale di primo tempo con il gol di Tavernelli, prima del pari ospite firmato da Di Stefano in avvio di ripresa. L’Arezzo ha però reagito subito, trovando il nuovo vantaggio con Arena al 55’, mentre nel frattempo la Torres veniva risucchiata in zona playout per il sorpasso last‑minute della Vis Pesaro sulla Sambenedettese. Il sigillo definitivo è arrivato nel recupero con Pattarello, autore del 3‑1 che ha fatto esplodere lo stadio e consegnato agli amaranto una promozione costruita grazie al lavoro di Cristian Bucchi e a un gruppo solido, arricchito dall’esperienza di Viviani, Ionita e Di Chiara e dai gol del quartetto Pattarello‑Cianci‑Tavernelli‑Ravasio.

Con questo trionfo, l’Arezzo torna in Serie B a distanza di 19 anni dall’ultima apparizione, datata 2007, quando in panchina sedeva Antonio Conte. Un ritorno che arriva dopo due rifondazioni societarie, nel 2010 e nel 2018, e una stagione vissuta sempre al vertice nonostante le turbolenze esterne, come l’esclusione del Rimini e le incertezze sulla Ternana. Una promozione conquistata al fotofinish, ma pienamente meritata per una squadra che ha saputo interpretare al meglio ogni momento della stagione

Chivu analizza nel post gara: «Inchiesta? Sono pagato per allenare. Diamo onore al Torino che non ha mai mollato e poteva anche andare in vantaggio»

Torino Inter, nel post gara Chivu è intervenuto ai microfoni di Dazn per analizzare la partita di Serie A 2025/2026

Al termine di Torino Inter, Cristian Chivu è intervenuto ai microfoni di Dazn. Queste le dichiarazioni dell’allenatore dei nerazzurri:

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IL RAMMARICO PER IL PARI – «C’è rammarico. Avevamo la partita in mano ma abbiamo subito il loro assalto finale quando hanno messo più energia. Il primo gol ci ha spaventato e il secondo è arrivato di conseguenza. Abbiamo provato a fare il 3-2 ma certe partite rischi anche di perderle. Diamo onore al Torino che non ha mai mollato e poteva anche andare in vantaggio».

L’INCHIESTA E IL FOCUS SUL CAMPO – «I. e sono pagato per preparare al meglio le partite e trasmettere serenità e giusta motivazione. Sul 2-0 non ho fatto bene il mio lavoro e mi prendo la responsabilità ma cambia poco. Mancano tre punti e vogliamo chiudere il prima possibile».

LE SCELTE DI FORMAZIONE – «Calhanoglu non stava bene, Dumfries non sta ancora bene. Pensavo di far fare qualche minuto a Bastoni perché ha fatto tre allenamenti con noi, per Lautaro è lunga. Non è mai semplice andare in certi campi in un certo momento della stagione dopo aver speso tanto. Magari sei avanti 2-0 e pensi sia tutto facile, hai tutto sotto controllo colpendo quando è servito, poi prendi il 2-1 per un errore in uscita e spuntano i fantasmi, arriva il braccetto. Poi spuntano gli episodi a sfavore e subisci una rimonta che poteva anche finire peggio».

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Infortunio Rovella, obiettivo Coppa Italia: il centrocampista accelera il recupero. Le ultime sulle sue condizioni

Infortunio Rovella, rientro mirato alla Coppa Italia: il punto sul recupero del centrocampista biancoceleste

La stagione di Nicolò Rovella sembrava ormai destinata a chiudersi in anticipo, ma il centrocampista sta provando a ribaltare le previsioni. Nonostante la frattura alla clavicola avesse fatto pensare a un lungo stop, il classe 2001 è tornato a riassaggiare il campo a Formello, partecipando simbolicamente al torello iniziale sotto gli occhi dei tifosi. Un segnale incoraggiante, che riaccende le speranze in un’annata segnata da continui problemi fisici.

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In conferenza stampa, Maurizio Sarri ha delineato il piano di recupero: Rovella proseguirà con un programma personalizzato per un’altra settimana, prima di unirsi gradualmente al gruppo. Lo staff medico monitora con prudenza ogni passo, consapevole però della forte volontà del giocatore di tornare protagonista nel finale di stagione.

Secondo la Repubblica, l’obiettivo del centrocampista è chiaro: rientrare in tempo per la finale di Coppa Italia contro l’Inter, appuntamento che rappresenta il suo vero traguardo. In caso di recupero, Rovella punta poi a mantenere la condizione per essere disponibile anche nel successivo derby, chiudendo così la stagione con un ruolo ancora significativo.

Infortunio Nico Paz, cosa è successo al talento del Como nel corso della sfida contro il Genoa. Le condizioni

Infortunio Nico Paz, come sta il giovane talento del Como? Ecco la natura del problema nel corso della sfida contro il Genoa

Il Como perde Nico Paz a causa di un problema all’occhio destro, conseguenza dello scontro aereo con Marcandalli nel primo tempo della sfida contro il Genoa. L’argentino ha provato a stringere i denti ma all’intervallo è stato costretto al cambio, lasciando il posto a Maxence Caqueret. Un’uscita precauzionale ma inevitabile, considerando le sensazioni del giocatore e la dinamica dell’impatto.

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Le condizioni del numero 10 hanno subito destato preoccupazione: “Non ci vedo, non ci vedo”, avrebbe detto Paz ai microfoni di DAZN durante la pausa. Il medico del Como ha verificato i riflessi e la risposta visiva del calciatore, che guardando di lato riferiva di vedere rosso. Paradossalmente, a continuare in campo è stato Marcandalli, fasciato con un turbante, mentre Paz — che nel frattempo aveva anche colpito un palo di testa su cross di Alex Valle — è stato accompagnato agli accertamenti. Ulteriori controlli stabiliranno l’entità del problema.

Nel post‑partita, Cesc Fàbregas ha rassicurato sull’evoluzione del quadro clinico: “Nico sta bene. È in ospedale e lo stanno valutando. Sta meglio, non riusciva a vedere bene”. L’allenatore ha poi sottolineato la necessità per la squadra di saper trovare soluzioni anche in assenza del suo talento argentino, in attesa di capire i tempi di recupero.

COME STA – Nico Paz è stato dimesso dall’ospedale San Martino di Genova dopo gli accertamenti svolti in seguito allo scontro aereo con Marcandalli durante il primo tempo di Genoa‑Como. L’argentino, colpito da un forte giramento di testa che lo aveva costretto a lasciare il campo all’intervallo per far posto a Caqueret, si è sottoposto a una TAC risultata negativa. Superati i controlli, il numero 10 ha potuto lasciare l’ospedale e rientrare in Lombardia insieme alla squadra.

Allegri parla nel pre partita: «E’ sempre Milan-Juventus, sarà una bella partita. Affrontiamo una squadra che sta facendo bene»

Milan Juve, nel pre gara Allegri è intervenuto ai microfoni di Dazn per analizzare la super sfida di Serie A 2025/2026

A pochi minuti da Milan Juve, Massimiliano Allegri è intervenuto ai microfoni di Dazn. Queste le dichiarazioni del dirigente rossonero:

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LA SFIDA CONTRO LA JUVENTUS – «E’ sempre Milan-Juventus, sarà una bella partita. Affrontiamo una squadra che sta facendo bene, non prende gol da tre partite. Noi dovremo essere ordinati e concentrati e fare meglio tecnicamente».

PULISIC E LEAO – «Stanno bene, a entrambi manca solo il gol. Sono due giocatori che da un momento all’altro possono risolvere la partita».

L’ANALISI SUI BIANCONERI – «Sono bravi a muoversi e ad entrare all’interno del campo, noi dovremo essere compatti. Hanno giocatori bravi nell’uno contro uno, hanno una delle rose più forti del campionato, l’arrivo di Spalletti le ha dato qualcosa in più».

Spalletti nel pre gara: «Sarà una partita difficilissima. Clima? Bellissimo, bellissima roba, bellissimo contesto, sentimenti da tutte le parti»

Milan Juve, nel pre gara Spalletti è intervenuto ai microfoni di Dazn per analizzare la super sfida di Serie A 2025/2026

A pochi minuti da Milan Juve, Luciano Spalletti è intervenuto ai microfoni di Dazn. Queste le dichiarazioni del dirigente bianconero:

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CLIMA – «Sì, bellissimo, bellissima roba, bellissimo contesto, sentimenti da tutte le parti».

LOTTA CHAMPIONS – «E’ quello che ci aspettavamo, che dietro spingessero, è una cosa normale perché sono squadre forti, per cui vincono le partite e per noi diventa un’imposizione, una responsabilità, però, è una cosa normale per noi vivere di queste responsabilità. Oggi dobbiamo venire qui e mostrarci in quello che siamo capaci di fare, sarà una partita difficilissima proprio perché loro hanno questo modo di atteggiarsi che ti sembra di avere tutto a posto, di avere tutto sotto controllo e poi ti spuntano da tutte le parti e ti ribaltano la situazione. bisognerà non viverla guardando da qui, ma proprio avere i droni per vedere dove si posizionano loro, per essere pronti a non subire il loro calcio, il loro gioco

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Pagelle Torino Inter, ancora un ‘pazza Inter’! I granata riacciuffano il pareggio nel finale! I VOTI

Pagelle Torino Inter: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 34a giornata di Serie A. I dettagli

Pagelle Torino Inter: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 34a giornata di Serie A 2025/26. Le valutazioni:

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TORINO (3-4-1-2): Paleari 6.5; Coco 6 (53′ Marianucci 6), Ismajli 5.5, Ebosse 5.5; Lazaro 5.5 (54′ Nije 6), Ilkhan 6.5, Gineitis 6 (67′ Casadei 6), Obrador 6; Vlasic 6.5; Simeone 6.5 (81′ Tameze sv), Adams 5 (67′ Zapata 6).

INTER (3-5-2): Sommer 6; Bisseck 6.5 (87′ Frattesi sv), Akanji 6, Carlos Augusto 5; Darmian 6 (80′ Dumfries sv), Barella 6, Zielinski 6, Sucic 6.5 (80′ Mkhitaryan sv), Dimarco 7.5 (80′ Diouf sv); Bonny 5.5 (61′ Esposito 6), Thuram 7

Italia al Mondiale 2026 al posto dell’Iran: ecco perché il ripescaggio resterà solo un’idea

Una voce forte e inaspettata ha attraversato il mondo del calcio nelle ultime ore, con una proposta che in pochi avrebbero immaginato solo qualche giorno fa: l’Italia potrebbe partecipare alla Coppa del Mondo 2026 al posto dell’Iran.

L’idea è stata lanciata da Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che avrebbe suggerito alla FIFA e allo stesso Trump di far rientrare gli Azzurri nel torneo mondiale se la nazionale iraniana non potesse partecipare a causa del conflitto in corso.

Zampolli, secondo quanto riportato dal Financial Times, avrebbe addirittura spiegato che per lui “sarebbe un sogno vedere l’Italia negli Stati Uniti” e che i quattro titoli iridati nel loro palmares la renderebbero giustificata per un posto nel tabellone estivo.

Secco no dell’Italia all’ipotesi ripescaggio

Ma alla luce della proposta le risposte ufficiali in Italia non si sono fatte attendere, e non sono certo di apertura. Il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio ha detto che non crede sia possibile realizzare un ripescaggio di questo tipo e che si sentirebbe “offeso” da una simile idea, ribadendo che per andare a un Mondiale bisogna meritarselo sul campo.

Il tono delle parole, riportate da diverse agenzie, lascia trasparire più di un fastidio nei confronti di un’ipotesi che mescola sport e logiche politiche molto più ampie di un semplice calendario calcistico.

Il governo iraniano non retrocede: “Siamo pronti”

La replica dall’altra parte del mondo è arrivata attraverso canali istituzionali: il governo dell’Iran ha risposto che il Ministero della Gioventù e dello Sport ha annunciato la piena preparazione della loro nazionale per partecipare regolarmente ai Mondiali negli Stati Uniti, Messico e Canada.

Queste parole, diffuse tramite comunicati ufficiali, sottolineano la determinazione del team asiatico a giocare il torneo con orgoglio e successo, smentendo qualsiasi ipotesi di rinuncia più o meno forzata alla competizione.

Il ripescaggio dell’Italia è un’ipotesi impraticabile

Dietro a tutto questo c’è un nodo che non si scioglie facilmente: l’Italia non si è qualificata per il Mondiale 2026, avendo perso nei playoff contro la Bosnia.

L’ipotesi di far subentrare un’altra nazionale per ragioni politiche o di sicurezza, seppure evocata da figure influenti come Zampolli e discussa nei corridoi, non trova alcuna base concreta né nell’organizzazione né nel tecnico sportivo.

Anzi, diverse voci istituzionali italiane hanno etichettato l’idea non solo come impraticabile, ma anche inopportuna, ricordando che qualsiasi selezione, inclusa quella iraniana, ha conquistato il posto che occupa sul campo.

Formazioni ufficiali Milan Juve, le scelte di Allegri e Spalletti per la super sfida di Serie A

Formazioni ufficiali Milan Juve: le scelte di Allegri e Spalletti per il match di Serie A, valido per la 34ª giornata 2025/26

Le formazioni ufficiali di Milan Juve, sfida valida per la 34a giornata del campionato di Serie A 2025-2026. Le scelte di Allegri e Spalletti .

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FORMAZIONI UFFICIALI MILAN JUVE

MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Leao, Pulisic. A disp.: Terracciano, Pittarella, De Winter, Odogu, Athekame, Estupinan, Ricci, Jashari, Loftus-Cheek, Nkunku, Gimenez, Fullkrug. All. Massimiliano Allegri.

JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly; McKennie, Locatelli, Thuram, Cambiaso; Conceiçao, Boga; David. A disp.: Perin, Pinsoglio, Holm, Gatti, Koopmeiners, Vlahovic, Yldiz, Zhegrova, Kostic, Openda, Miretti. All. Luciano Spalletti.

Moviola Torino Inter, l’episodio chiave del match di Serie A diretta dall’arbitro Mariani. Ecco cosa è successo nel match

Moviola Torino Inter, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 34ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Torino Inter, valido per la 34ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Mariani.

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LA MOVIOLA

L’episodio è stato oggetto di un’attenta analisi su DAZN da parte dell’esperto Luca Marelli, che ha cercato di fare luce sulla scelta del direttore di gara. Nonostante l’incertezza iniziale sul campo, il supporto tecnologico è stato decisivo per confermare l’irregolarità del difensore brasiliano. La posizione degli arti superiori è stata infatti considerata fuori figura, rendendo il tocco punibile secondo il regolamento vigente.

Le parole di Marelli chiariscono il processo decisionale: «Mariani è stato in dubbio perché è difficile valutare se sia punibile o meno il fallo di mano. In sala Var hanno valutato che il braccio fosse in posizione innaturale, quindi fuori figura». 

Chiellini dice tutto: «Dopo l’eliminazione dell’Italia, si è parlato tanto, a volte sottolineando che il progetto dell’Under 23 non serve al calcio italiano. Vi spiego»

Claudio Chiellini dice tutto a margine della gara di regular season, chiusa sul 2-2 tra Juventus Next Gen e Bra: le parole

Al termine dell’ultima gara di regular season, chiusa sul 2-2 contro il Bra, ha parlato Claudio Chiellini, Head of Next Gen Area bianconero. Il dirigente della Juventus ha fatto il punto in vista dei playoff che attendono la squadra di Massimo Brambilla.

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«Voglio prima di tutto fare i complimenti ai ragazzi, al mister e allo staff per quanto fatto in questa stagione. Perché a volte sembra quasi scontato, ma non è così: le difficoltà che ci sono nel competere tra i professionisti con una squadra Under 23 sono tante e quindi è motivo di grande soddisfazione questo quinto posto in classifica – miglior piazzamento di sempre per la Next Gen – e l’accesso ai playoff che affronteremo con entusiasmo e con la voglia di provare a fare bene, sapendo di aver fatto comunque un’annata importante. Al di là del piazzamento, la soddisfazione è nel vedere i miglioramenti dei ragazzi rispetto all’inizio stagione: una maturazione che tengo a sottolineare perché nelle ultime settimane, dopo l’eliminazione dell’Italia dai Mondiali, si è parlato tanto, forse anche troppo, a volte sottolineando che il progetto dell’Under 23 non serve al calcio italiano.

Penso di essere la persona più adatta a parlarne, visto che ho contribuito alla nascita otto anni fa della Juventus Under 23 e, a parte una parentesi al Pisa, l’ho sempre seguita da vicino. I risultati della Under 23 si vedranno negli anni, ci vuole tempo. A parte la Juventus che è partita otto anni fa, l’Atalanta ha iniziato la stagione scorsa, due anni fa il Milan, una stagione fa l’Inter e si vedono già i risultati con i giocatori che sono cresciuti grazie a queste realtà. L’Atalanta ha Palestra, Vismara, Bonfanti; il Milan ha Bartesaghi, Jimenez e molti altri; giocatori che arriveranno e faranno bene nei prossimi anni. E con quelli della Juventus i dati sono chiari: quest’anno avevamo circa quindici calciatori che hanno giocato le coppe europee e che negli anni scorsi hanno fatto parte della Juventus Next Gen; circa trenta giocatori in Serie A o nelle prime leghe internazionali, un’altra trentina in Serie B, un’altra trentina nella terza divisione. Tutti che stanno portando avanti valori di serietà e quella mentalità che hanno imparato alla Juventus. E sottolineo non solo i giocatori, ma anche i dirigenti, gli allenatori e i professionisti che lavorano nel mondo del calcio, che crescono in ambienti virtuosi come quello della Juventus o delle altre squadre italiane e grazie anche al percorso dell’Under 23 poi si interfacciano nel mondo del calcio con altre squadre. La soddisfazione è grande anche nel vedere quei calciatori, quei ragazzi seri che sono passati da noi e che oggi, se guardate le rose, trovano spazio in tutte le società di Serie A, di Serie B, di Serie C. E performano, e migliorano, e nella loro carriera sicuramente raggiungeranno il massimo delle proprie possibilità perché crescono con una mentalità e con delle qualità non solo tecniche, ma anche caratteriali»

Bartesaghi in vantaggio su Estupinan per un posto da titolare in Milan Juve! Allegri recupera il classe 2005! Il probabile 11 dei rossoneri

Bartesaghi recupera e scavalca Estupiñán: Massimiliano Allegri ha scelto il possibile 11. Le indicazioni verso Milan Juve

A poche ore dal big match di San Siro tra Milan e Juventus, cambia improvvisamente lo scenario sulla fascia sinistra rossonera. Come riportato da Peppe Di Stefano su Sky Sport 24, Massimiliano Allegri avrebbe sciolto gli ultimi dubbi puntando su Davide Bartesaghi, tornato in vantaggio nel ballottaggio con Pervis Estupiñán. Il classe 2005, reduce da giorni di lavoro a ritmi ridotti per una condizione non ottimale, ha superato il provino decisivo del mattino, convincendo lo staff tecnico sulla sua piena disponibilità.

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La scelta di Allegri va nella direzione della continuità: il Milan scenderà in campo con il consueto 3‑5‑2, affidando a Bartesaghi il compito di contenere le incursioni della Juventus di Spalletti e garantire spinta sulla corsia. Nonostante le prove tattiche con Estupiñán effettuate fino alla vigilia, il recupero del giovane laterale ha ribaltato le gerarchie. Nessun dubbio invece in attacco, dove Rafael Leão e Christian Pulisic guideranno il reparto offensivo per blindare il secondo posto.

Definita anche la formazione titolare che scenderà in campo alle 20:45: Maignan tra i pali; Tomori, Gabbia e Pavlovic in difesa; Saelemaekers, Fofana, Modric, Rabiot e Bartesaghi sulla linea di centrocampo; Leão e Pulisic in avanti. Una scelta di fiducia per Bartesaghi, chiamato alla prova più importante della sua giovane carriera.

Como, Fabregas analizza: «Oggi era una partita importantissima dopo gli ultimi risultati. Nico Paz in ospedale, lo stanno valutando»

Genoa Como, nel post gara Fabregas è intervenuto ai microfoni di Dazn per analizzare la partita di Serie A

Al termine di Genoa Como, Cesc Fabregas è intervenuto ai microfoni di Dazn. Queste le dichiarazioni dell’allenatore dei lariani:

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PAROLE – «Oggi era una partita importantissima per noi dopo gli ultimi risultati. L’ultima sconfitta è stata un colpo duro, oggi l’età media della squadra era di 24 anni. Non mi ricordo tante occasioni loro però il pubblico ti mantiene alta la pressione. Il messaggio era chiaro: tornare a essere una squadra forte. Abbiamo preso 9 gol nelle ultime tre, per questo dobbiamo tornare alle basi. Oggi era fondamentale: noi stiamo costruendo uno stile di gioco»

NICO PAZ «Sta bene. È in ospedale e lo stanno valutando. Sta meglio, non riusciva a vedere bene. Dobbiamo però saper trovare tante soluzioni».

Genoa, parla De Rossi nel post gara: «Non è facile stare a questi ritmi per 90 minuti. A un certo punto il Como riesce a farti muovere tanto e a farti girare a vuoto»

Genoa Como, nel post gara De Rossi è intervenuto ai microfoni di Dazn per analizzare la partita di Serie A

Al termine di Genoa Como, Daniele De Rossi è intervenuto ai microfoni di Dazn. Queste le dichiarazioni dell’allenatore rossoblù:

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PAROLE – «Prima del loro primo gol abbiamo avuto una buona occasione con Vitinha, poi anche quella in cui abbiamo intercettato il passaggio del portiere e siamo scivolati. Le opportunità non sono mancate né a noi né a loro, ma in queste partite sono i dettagli a fare la differenza. Contro squadre così devi essere più cinico quando ti capita, ma la prestazione dei ragazzi resta comunque positiva e motivo di orgoglio. Loro sono riusciti a giocare anche con la nostra pressione. Non è facile stare a questi ritmi per 90 minuti. A un certo punto il Como riesce a farti muovere tanto e a farti girare a vuoto: è successo anche contro Roma, Inter e Juventus. Per quello che si è visto in termini di occasioni, però, la partita poteva anche finire in pareggio. Questo dice molto sul livello delle nostre prestazioni».

INFORTUNATI – «Bijlow aveva un fastidio al polpaccio. Baldanzi ha avuto un fastidio molto leggero all’adduttore. Lo valuteremo»

SABELLI E EKHATOR – «Sabelli è un ragazzo serio, prima ancora che un giocatore affidabile. È vero che avevo chiesto esterni più offensivi per quel ruolo, ma poi contano i fatti: i punti di cui avevamo bisogno sono arrivati anche con lui in campo, insieme a giocatori altrettanto seri come Masini. Le squadre si costruiscono prima di tutto sugli uomini. Ekhator ha interpretato la partita come volevamo. È bravo a leggere i tempi, a uscire dal fuorigioco e a rientrare con i movimenti giusti. Lo abbiamo cercato durante la gara, anche se probabilmente avremmo potuto servirlo con maggiore continuità».

D’Aversa non ha dubbi: «Mi aspetto di dare continuità al nostro percorso casalingo. Vlasic? E’ già in un grande club»

D’Aversa parla prima di Torino Inter: «Mi aspetto di dare continuità al nostro percorso casalingo». Le sue parole

L’allenatore del Torino, Roberto D’Aversa, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport sottolineando il valore dell’Inter, definita senza esitazioni la squadra destinata a diventare la prossima campione d’Italia. Queste le sue parole alla vigilia di Torino‑Inter:

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

PAROLE – «Mi aspetto di dare continuità al nostro percorso casalingo: siamo andati sempre in gol. E’ una partita difficile, affrontiamo i futuri campioni d’Italia ma la fortuna è che nel calcio si può dimostrare sul campo. Cremona è un discorso passato: affrontiamo una squadra molto forte e difficile per tutti, bisogna ambizione di misurarci con chi è più bravo di noi facendo il meglio possibile.

Vlasic? E’ già in un grande club, può andare in un top club in cui ci sono tanti campioni: ha le caratteristiche per far parte di una rosa da top club».

Marotta non ha dubbi: «Sappiamo di aver agito nella massima correttezza e questo è il dato più importante»

Marotta parla prima di Torino Inter: «Sappiamo di aver agito nella massima correttezza e questo è il dato più importante»

Beppe Marotta ha rotto il silenzio ai microfoni di Sky Sport, intervenendo punto per punto sulle indiscrezioni legate all’inchiesta riguardante il designatore Rocchi alla vigilia di Torino‑Inter.

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PAROLE – «Noi apprendiamo tutto dalla stampa. Queste dichiarazioni ci meravigliano, noi non abbiamo arbitri graditi o non graditi. Sappiamo di aver agito nella massima correttezza e questo è il dato più importante che deve tranquillizzare tutti. Nella scorsa annata, non lo dico per lamentarmi, abbiamo oggettivamente avuto decisioni avverse anche acclarate, mi riferisco ad esempio al rigore di Inter-Roma. Oggi siamo qui pensando a questa partita, a questo campionato e a questo Scudetto che vogliamo; sono tranquillo, siamo estranei e lo saremo in futuro. Sono stato molto chiaro, non ho nulla da aggiungere. Mi ha sorpreso perché non dico che non ricordo, non trovo collegamenti.

Ho appreso tutto dalla stampa, ho risposto in modo esaustivo. Non voglio dire nulla di più, siamo qui a Torino per giocare la partita e portarci a casa questo Scudetto meritato. Abbiamo agito nella massima correttezza. Mercato? Grazie per i complimenti, riservati ad allenatore e squadra; il merito principale sia il loro. Vogliamo arrivare a questo doppio traguardo, siamo concentrati su questo esame poi penseremo al prossimo avversario e ad un altro trofeo che vogliamo vincere per la decima volta. Sarebbe una cosa straordinaria per l’Inter».

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