Pagina 174 – Calcio News 24

Pagelle Lecce Fiorentina, Tiago Gabriel pareggia il gol di Harrison! Male Cheddira – I VOTI

Pagelle Lecce Fiorentina: i Top e Flop tra i protagonisti del match, valido per la 33a giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Lecce Fiorentina: i giudizi sui protagonisti del match, valido per la 33a giornata di Serie A 2025/26. Ecco i voti:

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I VOTI

Lecce (4-2-3-1): Falcone 6; Veiga 6, Siebert 5.5, Tiago Gabriel 7, Gallo 6 (85′ Ndaba s.v.); Ngom 6 (57′ Gandelman 6.5), Ramadani 6.5; Pierotti 5, Coulibaly 5.5, N’Dri 6 (56′ Banda 6.5); Cheddira 5 (57′ Stulic 6).

Fiorentina – De Gea 6.5; Dodò 6, Pongracic 6.5, Ranieri 6, Gosens s.v. (11′ Balbo 5.5); Ndour 5 (80′ Brescianini s.v.), Fagioli 6.5 (80′ Fabbian s.v.), Mandragora 6.5; Harrison 7 (80′ Fazzini s.v.), Piccoli 6, Gudmundsson 5.5 (60′ Solomon 5.5).

Diretta gol Serie A: Lecce Fiorentina 1-1

Diretta Gol Serie A, sfide valide per la 33esima giornata di campionato: sintesi, tabellino, risultati, moviola e cronaca LIVE

La cronaca, sintesi e diretta LIVE delle partite valevoli per la 33esima giornata del campionato di Serie A Enilive 2025/26.

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Formazioni ufficiali

LECCE (4-3-3): Falcone; Veiga, Siebert, Tiago Gabriel, Gallo; Coulibaly, Ngom, Ramadani; Pierotti, Cheddira, Ndri. Allenatore: Di Francesco

FIORENTINA (4-1-4-1): De Gea; Dodo, Pongracic, Ranieri, Gosens; Fagioli; Harrison, Ndour, Mandragora, Fagioli, Gudmundsson; Piccoli. Allenatore: Vanoli


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Formazioni ufficiali

Juventus: Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly; Holm, Locatelli (C), McKennie, Cambiaso; Conceicao, Boga; David. Allenatore: Spalletti.

Bologna: Ravaglia; Zortea, Lucumì, Helland, Miranda; Sohm, Freuler (C), Pobega; Orsolini, Castro, Cambiaghi. Allenatore: Italiano.


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90′ FINE PARTITA – Triplice fischio

55′ GOL DEL GENOA – Calcio di rigore trasformato da Colombo, che spiazza Semper.

45′ INIZIA IL SECONDO TEMPO – Si ricomincia.

45′ FINE PRIMO TEMPO – Duplice fischio dell’arbitro.

41′ GOL DEL GENOA – Bellissima azione del Grifone che trova il gol di Ekhator su assist di Baldanzi.

23′ CLAMOROSA CHANCE SPRECATA DAL PISA – La squadra di casa si invola in contropiede in 2 contro 0, ma Angori decide di calciare colpendo il portiere avversario Bijlow invece che appoggiare per il compagno Tramoni.

20′ GOL DEL PISA – Toscani avanti col gol di Canestrelli di testa sugli sviluppi di un corner.

1′ INZIA IL MATCH – Si comincia.

Formazioni ufficiali

PISA (3-5-2): Semper; Calabresi, Caracciolo, Canestrelli; Touré, Akinsanmiro, Aebischer, Loyola, Angori; Moreo, Tramoni. All. Hiljemark. A disp. Nicolas, Scuffet, Božinov, Højholt, Meister, Cuadrado, Durosinmi, Vural, Stengs, Coppola, Piccinini, Albiol, Stojilković

GENOA (3-4-1-2): Bijlow; Marcandalli, Østigård, J. Vásquez; Sabelli, Masini, Amorim, Aarón Martín; Baldanzi; Vitinha; Ekhator All. De Rossi. A disp. Leali, Sommariva, Vitinha, Messias, Zätterström, Jean Onana, Ekuban, Otoa, Lafont, Grossi, Ouedraogo.


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Formazioni ufficiali

HELLAS VERONA (3-5-2): Montipò; Nelsson, Edmundsson, Frese; Oyegoke, Akpa Akpro, Gagliardini, Bernede, Belghali; Orban, Sarr. All. Sammarco

MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Athekame, Fofana, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Pulisic, Leao. All. Allegri.

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Formazioni ufficiali

CREMONESE (4-4-2): Audero; Terracciano, Baschirotto, Luperto, Pezzella; Floriani, Bondo, Grassi, Vandeputte; Bonazzoli, Sanabria. Allenatore: Giampaolo.

TORINO (3-5-2): Paleari; Coco, Maripán, Ebosse; Pedersen, Casadei, Gineitis, Vlasic, Obrador; Simeone, Adams. Allenatore: D’Aversa

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45′ GOL HERMOSO – Pareggia la Roma a fine primo tempo con la firma di Hermoso.

12′ GOL KRSTOVIC – L’Atalanta è avanti! Conclusione dal limite che non lascia scampo a Svilar, che azione della Dea.

Formazioni ufficiali

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Cristante, El Aynaoui, Rensch; Soulé, El Shaarawy; Malen.

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Kolasinac; Bellanova, Ederson, De Roon, Zappacosta; De Ketelaere, Raspadori; Krstovic.


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Formazioni ufficiali

NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Beukema, Buongiorno, Olivera; Politano, Anguissa, Lobotka, Spinazzola; De Bruyne, McTominay; Hojlund. Allenatore: Antonio Conte

LAZIO (4-3-3): Motta; Lazzari, Gila, Romagnoli, Tavares; Basic, Cataldi, Taylor; Cancellieri, Noslin, Zaccagni. Allenatore: Maurizio Sarri.

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51’ ELPHEGE GOL! – Super giocata del neoentrato in attacco al posto di Pellegrino: riceve palla da Strefezza, batte con una giravolta Kabasele e scaraventa in porta trafiggendo Okoye.

Formazioni ufficiali

UDINESE (3-4-2-1): Okoye; Kristensen, Kabasele, Solet; Ehizibue, Piotrowski, Karlstrom, Kamara; Ekkelenkamp, Atta; Zaniolo. Allenatore: Runjaic.

PARMA (3-5-2): Suzuki; Circati, Troilo, Valenti; Delprato, Bernabé, Nicolussi Caviglia, Keita, Valeri; Strefezza, Pellegrino.

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NTER (3-5-2): 13 Martinez; 25 Akanji, 6 De Vrij, 30 Carlos Augusto; 2 Dumfries, 23 Barella, 20 Calhanoglu, 22 Mkhitaryan, 32 Dimarco; 94 Esposito, 9 Thuram.

CAGLIARI (3-5-2): 1 Caprile; 32 Zé Pedro, 26 Mina, 33 Obert; 2 Palestra, 8 Adopo, 10 Gaetano, 25 Sulemana, 15 Rodriguez; 29 Borrelli, 94 S. Esposito.

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47′ GOL COMO – Nico Paz segna da una posizione davvero difficile svettando per impattare il cross e colpendo di testa con potenza vicino al palo sinistro. Conclusione eccellente.

44′ RADDOPPIO SASSUOLO – M’Bala Nzola raccoglie un bel passaggio e spara basso centralmente senza dare scampo al portiere.

42′ GOL SASSUOLO – Cristian Volpato raccoglie un passaggio e arriva sul limite dell’area per poi concludere con un pallonetto che sorprende l’estremo difensore.

Formazioni ufficiali

SASSUOLO (4-3-3): Turati; Walukiewicz, Idzes, Muharemovic, Coulibaly; Thorstvedt, Matic, Koné; Volpato, Nzola, Laurienté. Allenatore: Grosso

COMO (4-2-3-1): Butez; Smolcic, Ramon, Kempf, Moreno; Caqueret, Da Cunha; Diao, Nico Paz, Baturina; Morata. Allenatore: Fabregas

Moviola Lecce Fiorentina, l’episodio chiave del match di Serie A diretta dall’arbitro Maresca! Ecco cosa è successo

Moviola Lecce Fiorentina, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 33ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Lecce Fiorentina, valido per la 33ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Maresca.

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LA MOVIOLA

Yamal si racconta: «Da quando ero bambino sogno di essere in un Mondiale e di rappresentare la Nazionale. Spero che…»

Yamal svela: «Da quando ero bambino sogno di essere in un Mondiale e di rappresentare la Nazionale». Le sue parole

Notte speciale per Lamine Yamal in casa Barcellona: il numero 10 blaugrana è stato premiato come “Giovane Sportivo dell’Anno” ai Laureus World Sports Awards, nella cerimonia andata in scena al Palacio de Cibeles di Madrid. Alla sua prima edizione, il riconoscimento è finito proprio nelle mani del talento classe 2007, ormai idolo di una generazione nonostante abbia da poco raggiunto la maggiore età. Yamal ha raccontato come vive il peso delle responsabilità che lo circondano e ha lasciato anche un accenno al prossimo Mondiale, tema inevitabile per uno dei volti più attesi del calcio internazionale.

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PREMIO? «Sono orgoglioso che l’accademia mi riconosca con questo premio e che sia il primo»

ESEMPIO «Non puoi sbagliare perché sei un esempio per molti bambini, ma io lo prendo come una cosa buona. Ecco perché ogni volta che lancio un messaggio cerco di farlo con l’obiettivo di aiutare più persone. A volte sbaglio ma ho 18 anni»

MONDIALI – «Sono molto entusiasta. Da quando ero bambino sogno di essere in un Mondiale, di poter vedere mia madre in tribuna, di rappresentare la Nazionale… Ovviamente spero che usciremo campioni»

Lewandowski Juventus, corsa infuocata: i bianconeri ci provano, il Barça offre il rinnovo e spuntano proposte da USA e Arabia

Lewandowski Juventus, si accende la corsa: il Barça propone il rinnovo, America e Arabia rilanciano. Le ultime

Il futuro di Robert Lewandowski continua a infiammare il calciomercato internazionale. L’attaccante vive una fase estremamente fluida in Spagna, mentre il Barcellona valuta concretamente l’idea di prolungare il suo contratto fino al 2027. Come riportato da Sky Sport Deutschland, Joan Laporta starebbe pensando a un rinnovo con riduzione dell’ingaggio, anche se al momento non ci sono state trattative formali sulle cifre. La forte sintonia tra il presidente blaugrana, l’agente Pini Zahavi e il giocatore lascia comunque intendere che l’aspetto economico non rappresenterebbe un ostacolo insormontabile.

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In questo scenario si è inserita con decisione anche la Juventus, che lavora sotto traccia per tentare un colpo a parametro zero di portata clamorosa. L’obiettivo della dirigenza bianconera è presentare un progetto competitivo e convincente, capace di spingere Lewandowski a rifiutare il rinnovo con il Barça e a sposare una nuova avventura in Serie A. Allegri vede nel polacco un leader tecnico e mentale in grado di garantire esperienza, gol pesanti e un’immediata crescita del reparto offensivo.

La corsa, però, è tutt’altro che semplice. Oltre alla pressione del Barcellona, la concorrenza internazionale è fortissima: i Chicago Fire hanno già avanzato un’offerta molto importante, mentre diversi club dell’Arabia Saudita sono pronti a mettere sul tavolo proposte economicamente irrinunciabili. La decisione finale di Lewandowski è attesa a breve, ma un suo eventuale arrivo in Italia scatenerebbe un entusiasmo travolgente tra i tifosi e cambierebbe gli equilibri del prossimo campionato.

Mazzitelli sicuro: «L’Atalanta è una squadra che gioca per l’Europa, con Palladino ha tenuto un bel passo. Sarà una gara molto complicata»

Mazzitelli: «L’Atalanta è una squadra che gioca per l’Europa, con Palladino ha tenuto un bel passo. Sarà una gara complicata»

Luca Mazzitelli è intervenuto a Budoni in occasione della presentazione del Torneo giovanile Under 14 “Manlio Selis”, dove è stato premiato con il riconoscimento “Ragazzi del Selis”. Queste le sue parole:

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CAGLIARI, TRA L’ATALANTA E LA LOTTA PER LA SALVEZZA – «Mancano cinque gare alla fine del campionato, dobbiamo fare più punti possibili, a partire già dalla prossima partita, così da raggiugere quanto prima la salvezza: è un obiettivo su cui lavoriamo da inizio anno e ora deve essere conquistato definitivamente. L’Atalanta è una squadra che gioca per l’Europa, con mister Palladino ha tenuto un bel passo. Sarà una gara molto complicata, ma a questo punto della stagione lo sono tutte, dal momento che i punti pesano ancora di più. Giocheremo nel nostro stadio, con il sostegno del nostro pubblico: abbiamo dimostrato che in casa possiamo mettere in difficoltà e battere chiunque. Il destino è nelle nostre mani, siamo pronti ad andarci a prendere i punti che mancano per conquistare il nostro obiettivo».

TORNERO MANLIO SELIS – «È uno primi tornei che giochi a livello internazionale, sono esperienze che favoriscono il confronto e aiutano a crescere. È un piacere essere qui oggi, siamo in un posto bellissimo, in una Terra che quest’anno ho avuto l’opportunità di iniziare a conoscere meglio. Dietro il “Selis” c’è un grande lavoro, è un torneo giovanile importante, che permette il confronto tra tante realtà, tra squadre di diversi Paesi e continenti. È bello poter vedere come si lavora anche all’estero, fermo restando il nostro valore: al netto del momento storico che vive il calcio italiano, sicuramente non è tutto da buttare».

Infortunio Gosens, ko nella sfida contro il Lecce! Problemi alla coscia per l’esterno tedesco! Le sue condizioni

Infortunio Gosens, si ferma l’esterno: stop alla coscia nella gara con il Lecce. Ecco cosa filtra sulle sue condizioni

Brutta tegola per la Fiorentina, che perde una delle pedine più importanti nello scacchiere di Vanoli: Robin Gosens è stato costretto a lasciare il campo all’11’ della sfida contro il Lecce, al Via del Mare, valida per la 33ª giornata di Serie A. L’esterno tedesco si è fermato per un problema alla coscia, interrompendo subito la sua gara.

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L’infortunio è arrivato intorno al decimo minuto, quando Gosens si è accasciato al suolo dopo aver avvertito un dolore muscolare al quadricipite. Immediata la richiesta di cambio, con Vanoli che ha inserito Balbo al suo posto. Va ricordato che il giocatore non era al meglio già nei giorni precedenti e aveva accusato qualche fastidio anche nel pre‑partita.

Nelle prossime ore il club viola sottoporrà Gosens agli esami strumentali di rito per valutare l’entità del problema e stabilire i tempi di recupero. Una perdita pesante per la Fiorentina, che ora attende responsi medici per capire quanto dovrà fare a meno del suo esterno.


D’Aversa Torino, parla Petrachi: «Lo stiamo valutando, stiamo vedendo come andare avanti. È stata una scelta azzeccatissima»

D’Aversa Torino, Petrachi sul futuro: «Lo stiamo valutando, stiamo vedendo come andare avanti. È stata una scelta…»

Gianluca Petrachi è tornato a parlare del suo Torino e, soprattutto, del futuro di Roberto D’Aversa, intervenendo a margine dell’evento “Inside The Sport”

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PAROLE – «Lo stiamo valutando, stiamo vedendo come andare avanti e che tipo di stagione vogliamo fare, dipende anche dal sistema che c’è dietro. A parità però quello che è stato fatto è tanta roba. Va ringraziato per quello che sta facendo e per quello che ha fatto. È stata una scelta azzeccatissima in un momento particolare, se si è arrivati ​​alla sicurezza in questo momento lo si deve all’allenatore, che è riuscito a entrare dentro la testa dei giocatori»

SUL PASSATO… – «Sicuramente non è stato semplicissimo, al mio arrivo c’era abbastanza confusione e non è che sia finita totalmente, c’è ancora. Comunque siamo riusciti a raddrizzare la stagione, stava diventando complicata ed essere salvati a 5 giorni dal termine del campionato è un successo per quello che si era trovato quando si è arrivato»

COSA SERVE AL TORO – «Adesso dovremo essere bravi a ricompattare un po’ tutto l’ambiente, cercare di ripartire il prossimo anno nella maniera migliore, cercare di fare cose un po’ diverse e riportare quell’entusiasmo che è la linfa per chi viene a giocare nel Toro. Bisogna riunire tutti quanti le risorse per far tornare a brillare il tifo come una volta».

CT ITALIA – «Credo che Conte possa stravolgere gli equilibri di un sistema, partendo dalle radici dello stesso. Magari riparte dai giovani, cambia delle regole… È molto esigente con se stesso e con gli altri, è quello che può unire tutti noi italiani».

Bernardeschi ai tifosi della Juve: «Quello che mi avete fatto vivere ieri sera è stato qualcosa di indescrivibile»

Bernardeschi scrive ai tifosi della Juventus: «Quello che mi avete fatto vivere ieri sera è stato qualcosa di indescrivibile». Le sue parole

La Juventus ha voluto rendere omaggio a Federico Bernardeschi durante la sfida contro il Bologna. Entrato nel finale, l’ex bianconero è stato accolto da cori e applausi calorosi dei suoi vecchi tifosi, un tributo che ha preceduto l’uscita anticipata dal campo a causa di un infortunio. Un momento intenso, che ha riportato allo Stadium l’affetto per un giocatore che ha lasciato un segno nella sua esperienza juventina.

Come mostrato sul suo profilo Instagram, Bernardeschi è rimasto profondamente colpito dall’accoglienza ricevuta. L’ex fantasista ha voluto ringraziare l’ambiente bianconero con un messaggio social, esprimendo gratitudine per un abbraccio che, nonostante il passare degli anni, resta immutato.

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IL MESSAGGIO DI BERNARDESCHI – «Quello che mi avete fatto vivere ieri sera è stato qualcosa di indescrivibile. Il calore e l’affetto che mi avete regalato e dimostrato lo porterà nel cuore per sempre, come porterò nel cuore ognuno di voi, tornare dopo tanti anni è stato qualcosa di speciale, ma è come se non fossi mai andato via, siete una parte fondamentale del mio percorso e per questo non smetterò mai di ringraziarvi. Grazie di cuore ad ognuno di voi».

Mercato Milan, cresce la pista Goretzka: Allegri spinge per il colpo e la dirigenza intensifica i contatti

Mercato Milan, Goretzka in ascesa per i rossoneri: Massimiliano Allegri lo vuole, contatti continui nelle ultime ore

Il calciomercato del Milan entra nel vivo con un’idea che sta accendendo l’entusiasmo dei tifosi: Massimiliano Allegri immagina una mediana di livello mondiale composta da Modric, Rabiot e Goretzka, individuando nel tedesco del Bayern Monaco il tassello mancante per completare il reparto in vista della prossima Champions League. A riportarlo è Pietro Balzano Prota su MilanVibesIT, sottolineando come il tecnico veda nel giocatore il profilo ideale per alzare il livello internazionale della squadra.

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Negli ultimi giorni la dirigenza rossonera ha intensificato i contatti con l’entourage di Goretzka, sondando la fattibilità dell’operazione. Il centrocampista rispecchia in pieno l’identikit richiesto da Allegri: fisicità, carisma, esperienza europea e una mentalità vincente simile a quella di Rabiot. Con i quasi 50 milioni garantiti dalla qualificazione Champions, Igli Tare sarebbe pronto a tentare l’affondo decisivo per regalare al tecnico un rinforzo di assoluto spessore.

L’eventuale arrivo del tedesco trasformerebbe il centrocampo del Milan in uno dei più competitivi del panorama europeo, garantendo quella solidità necessaria per competere su due fronti. Per i rossoneri significherebbe presentarsi alla nuova stagione con ambizioni da Scudetto e con una struttura tecnica in grado di sostenere un percorso europeo di alto livello.

Fiorentina, Vanoli nel pre gara: «Una partita importante, con punti pesanti che ci avvicinano a qualcosa di importante. Su Kean…»

Lecce Fiorentina, nel pre gara Vanoli è intervenuto ai microfoni di Dazn per analizzare la partita di Serie A

A pochi minuti da Lecce Fiorentina, Paolo Vanoli è intervenuto ai microfoni di Dazn. Queste le dichiarazioni dell’allenatore dei viola:

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PAROLE – «Una partita importante, con punti pesanti che ci avvicinano a qualcosa di importante. Sappiamo però che giochiamo contro una squadra che sta cercando anch’essa punti decisivi, su un campo veramente difficile. Sarà una partita in cui dovremo stare molto attenti»

SINGOLI – «Piccoli e Solomon hanno due ruoli completamente differenti. Riguardo a Solomon, è una questione di gestione: veniva da un lungo infortunio, ha fatto una grandissima partita per 80 minuti contro il Crystal Palace e, passando solo quattro giorni, dobbiamo tenere conto che abbiamo ancora altre partite da disputare da qui fino alla fine»

KEAN – «Come ho sempre detto, questo problema lo sappiamo tutti. È una situazione sulla quale sia noi come società sia lui ci stiamo impegnando per averlo il più presto possibile in campo perché è un giocatore importante. Non ho certezze sui tempi.»

Lecce, Trinchera sicuro: «Questa è una squadra abituata a lottare da sempre. Oggi è un’altra occasione che cerchiamo di sfruttare al massimo. Su Camarda…»

Lecce Fiorentina, nel pre partita Trinchera è intervenuto ai microfoni di Dazn per analizzare la partita di Serie A

A pochi minuti di Lecce Fiorentina, Trinchera è intervenuto ai microfoni di Dazn. Queste le dichiarazioni del ds giallorosso:

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PAROLE – «Questa è una squadra abituata a lottare da sempre e a ritrovarsi in situazioni di difficoltà come quella attuale. È il nostro cammino, è il nostro percorso, è la nostra vera reale dimensione. Siamo abituati e quindi oggi è un’altra occasione che cerchiamo di sfruttare al massimo, sapendo che davanti abbiamo una Fiorentina che è stata costruita per obiettivi prestigiosi»

MOMENTO SQUADRA – «La squadra è molto centrata. Sa che dobbiamo fare una grande impresa per venirne fuori da questa situazione e i giocatori hanno espresso il desiderio, con il mister e con lo staff tecnico di andare in ritiro per prepararsi al meglio per questo finale di stagione. Noi abbiamo condiviso la scelta ed è una bella iniziativa che dà merito alla consapevolezza di questi ragazzi che vogliono farcela a tutti i costi.»

CAMARDA – «Ha recuperato da un infortunio abbastanza serio. Negli ultimi giorni ci ha chiamato e ha grande entusiasmo di venire a Lecce a dare una mano alla squadra. Noi accettiamo questo suo spirito positivo di aiutarci a raggiungere un obiettivo strepitoso».

Orban rompe il silenzio: «Non ci sono scuse per aver perso il controllo e mi assumo la piena responsabilità»

Orban dopo la lite con il tifoso: «Non ci sono scuse per aver perso il controllo e mi assumo la piena responsabilità». Le parole

Dopo la lite con un tifoso al termine di Verona‑Milan, Gift Orban ha voluto chiarire la sua posizione pubblicando un messaggio sui social. Le sue parole:

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PAROLE – «Desidero scusarmi sinceramente con tutti i tifosi per il mio comportamento. Capisco quanto sia importante il vostro supporto e mi dispiace di aver ignorato coloro che mi si avvicinavano per foto e autografi. Vi meritate rispetto e in quel momento non sono stato all’altezza. Mi dispiace profondamente anche per come ho reagito in seguito: non ci sono scuse per aver perso il controllo e mi assumo la piena responsabilità»

«Mi impegno a imparare da questo errore e a fare meglio. I tifosi sono una parte fondamentale di questo club e apprezzano la passione e la lealtà che dimostrano ogni giorno. Lavorerò sodo per riconquistare la vostra fiducia, non solo a parole, ma con i fatti“. E infine ha concluso: “Grazie per il vostro continuo supporto. Rimango pienamente impegnato a dare il massimo per il club, ogni volta che scenderò in campo».

Dybala gratis, è il colpo che può cambiare la Serie A

Dybala non vestirà più la maglia della Roma e il suo futuro parla di numerose offerte dall’estero. Il suo futuro però sembra essere ancora in Serie A.

L’avventura romana di Paulo Dybala si avvia inesorabilmente verso i titoli di coda. Con una probabilità permanenza prossima allo 0, il fantasista argentino saluterà la Capitale al termine dell’attuale stagione, lasciando i tifosi giallorossi orfani della sua indiscutibile e abbagliante classe.

Le trattative per un eventuale rinnovo del contratto, in scadenza a fine giugno, sono praticamente inesistenti: dalle stanze di Trigoria non filtra la minima ombra di un accordo all’orizzonte.

A pesare come un macigno sul mancato prolungamento sono due fattori ormai divenuti insormontabili per le casse e le future strategie aziendali del club capitolino. Da un lato, una tenuta fisica che si è rivelata drammaticamente precaria, testimoniata dai continui infortuni che hanno frammentato la sua annata; dall’altro, uno stipendio che si aggira sugli 8 milioni di euro netti.

Questo binomio insidioso, fatto di costante fragilità clinica e costi gestionali esorbitanti, preclude di fatto ogni realistica possibilità di vederlo ancora incantare con l’iconica Lupa cucita sul petto.

Tuttavia, il talento purissimo del trentaduenne di Laguna Larga non ha mai smesso di attirare le attenzioni del mercato internazionale. Per l’attaccante si sono già aperte molteplici e suggestive strade per il futuro, tra cui spicca una porta principale che conduce dritto a una permanenza ai vertici della Serie A.

Il Diavolo tenta il colpo a zero: Dybala al Milan, si può

Quell’ingresso privilegiato per restare nel gotha del calcio italiano porta le gloriose effigi del Milan. Il club rossonero ha infatti fatto irruzione con estrema determinazione nella corsa per assicurarsi le prestazioni della Joya a parametro zero.

La dirigenza milanista fiuta l’irripetibile opportunità di piazzare un colpo di altissima scuola per impreziosire il proprio arsenale offensivo con un elemento in grado di spostare gli equilibri negli ultimi trenta metri, un fuoriclasse che peraltro conosce a memoria i ritmi e le insidie del nostro campionato.

MAx Allegri
Il Diavolo tenta il colpo a zero: Dybala al Milan, si può – calcionews24.com (foto: profilo X Milan)

A rendere questa potenziale destinazione particolarmente rovente è il gradimento assoluto dello stesso Dybala, fortemente attratto dalla concreta prospettiva di riabbracciare a Milanello Massimiliano Allegri. Sotto la guida del tecnico toscano, infatti, l’argentino ha vissuto in passato le stagioni più esaltanti e prolifiche della sua intera carriera.

Per agevolare la tanto attesa fumata bianca, il giocatore si è mostrato persino disposto a compiere un sensibile sacrificio economico: pur di vestire la maglia del Diavolo, accetterebbe volentieri una decurtazione della rigida base fissa, in favore di un contratto moderno e maggiormente strutturato su premi legati al numero di presenze effettive.

L’offensiva meneghina, che garantisce solidità sportiva e il palcoscenico dell’élite europea, si prepara a sfidare apertamente le romantiche lusinghe del Boca Juniors. Il club di Buenos Aires continua a sognare il grande colpo a effetto, puntando tutto sul fattore emotivo e passionale per convincere l’atleta a un romantico ritorno in patria. Il bivio è ormai tracciato in modo netto: l’imminente e caldissima estate scriverà l’ultimo, grande capitolo di questo avvincente intrigo internazionale.

Formazioni ufficiali Lecce Fiorentina, le scelte di Di Francesco e Vanoli per il match di Serie A

Formazioni ufficiali Lecce Fiorentina: le scelte di Di Francesco e Vanoli per il match di Serie A, valido per la 33ª giornata 2025/26

Le formazioni ufficiali di Lecce Fiorentina, sfida valida per la 33a giornata del campionato di Serie A 2025-2026. Le scelte di Di Francesco e Vanoli.

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FORMAZIONI UFFICIALI LECCE FIORENTINA

LECCE (4-3-3): Falcone; Veiga, Siebert, Tiago Gabriel, Gallo; Coulibaly, Ngom, Ramadani; Pierotti, Cheddira, Ndri. Allenatore: Di Francesco

FIORENTINA (4-1-4-1): De Gea; Dodo, Pongracic, Ranieri, Gosens; Fagioli; Harrison, Ndour, Mandragora, Fagioli, Gudmundsson; Piccoli. Allenatore: Vanoli

Fabregas Como, il ds Ludi sicuro: «E’ un fuoriclasse. Ha fame ed energia pazzesche. Sulla partita contro l’Inter…»

Fabregas Como, Ludi non ha dubbi: «E’ un fuoriclasse. Ha fame ed energia pazzesche. Sulla partita contro l’Inter…». Le sue parole

Il ds del Como, Carlalberto Ludi, è intervenuto ai canali ufficiali del club per presentare la sfida di Coppa Italia contro l’Inter, analizzando attese, insidie e ambizioni della squadra lariana. Le sue dichiarazioni:

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

PAROLE – «Il passato di Cesc lo sta aiutando in questa crescita da allenatore top, è un fuoriclasse, non ho dubbi anche se è nel nuovo ruolo da poco tempo. Ha fame ed energia pazzesche. La partita di domani rappresenta una bellissima pagina di storia per il club, per tutta la città di Como e per i nostri tifosi. Per noi resta comunque una gara da affrontare con la solita mentalità, con l’obiettivo di vincere, conquistare la finale e scrivere così un’altra pagina di storia. Lavorando con Suwarso e con la proprietà non conosco il limite. La crescita è evidente dal percorso in Serie A. Abbiamo fatto gare importanti con l’Inter, con la Juve, con la Roma, col Mila».

COPPA ITALIA – «Sarà una sfida molto intensa e ragionata. Noi dobbiamo essere la squadra che siamo stati in questi mesi: un gruppo che ha voglia di meravigliare, di sorprendere, di divertirsi e di creare entusiasmo tra compagni, staff e tifosi. Mi aspetto una bella partita, durante la quale i ragazzi potranno godersi la cornice e vivere fino in fondo questo traguardo storico. Dal punto di vista emotivo, affronteremo la gara con serenità, entusiasmo, energia positiva e consapevolezza, perché questa è la nostra identità».

Grosso svela: «Sono stato accostato a squadre molto belle e fa piacere ma io sono focalizzato sul presente»

Sassuolo, parla Grosso: «Sono stato accostato a squadre molto belle e fa piacere ma io sono focalizzato sul presente». Le sue parole

Fabio Grosso, seguito con interesse da Fiorentina e Bologna, ha parlato da Coverciano a margine del Premio “Inside the Sport”, soffermandosi sul suo momento professionale e sulle prospettive future. Le sue dichiarazioni:

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

PAROLE – «Io sono contentissimo di aver fatto gli ultimi due anni con una proprietà di grandissimi valori, mi sono trovato molto bene. Abbiamo fatto sia anno scorso che quest’anno cose bellissime. Ora continuiamo a pensare al presente».

FUTURO – «Sono stato accostato a squadre molto belle, con una storia importante, quindi sicuramente fa piacere a tutti quando succedono queste cose. Ma ripeto, sono focalizzato sul presente, perché è il presente che poi ti permette di ottenere cose belle nel futuro. Rimango con i piedi ben saldi al terreno, poi quello che succederà lo vedremo».

Pio Esposito Inter, parla l’agente: «Credo che la volontà del ragazzo e del club sia quella di stare insieme per i prossimi 10 anni»

Pio Esposito Inter, Giuffredi svela: «Credo che la volontà del ragazzo e del club sia quella di stare insieme per i prossimi 10 anni». Le parole

Il futuro dell’attacco dell’Inter appare saldamente nelle mani di Pio Esposito, reduce da una stagione da protagonista con 12 gol tra club e Nazionale e ormai al centro dell’attenzione mediatica. Le indicazioni provenienti da Coverciano confermano però che il giovane talento non lascerà Milano: la società e il suo entourage hanno già tracciato un progetto a lungo termine. Il suo agente, Mario Giuffredi, intervenuto all’evento “Inside the Sport 2026”, ha ribadito la volontà di proseguire il percorso in nerazzurro, sottolineando come l’Inter abbia avuto il coraggio di lanciarlo dopo l’esperienza in Serie B. Il caso Esposito viene citato come modello virtuoso per il calcio italiano, insieme ai percorsi di Vergara, Parisi e dei giovani dell’Under 23 di Atalanta e Milan

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IL FUTURO A LUNGO TERMINE – «Sta bene all’Inter, credo che la volontà del ragazzo e del club sia quella di stare insieme per i prossimi 10 anni. Pensare al mercato per lui… A meno che non sia un volere dell’Inter, non è un volere che appartiene a me o al ragazzo. Per me il mercato per Pio Esposito non è mai iniziato e mai inizierà, è felice di rimanere all’Inter e fare la sua carriera lì».

IL CORAGGIO NEL LANCIARE I GIOVANI – «È la filosofia di chi ha coraggio. A noi non mancano i talenti, ma il coraggio. Vi faccio 3 esempi: uno è Pio Esposito, che giocava in B e si è catapultato da protagonista all’Inter, l’altro è Vergara che era in B e si è catapultato al Napoli da protagonista. L’altro esempio è Parisi, anche lui viene dalla C e dimostra di essere determinante per la Serie A. Di questi casi ce ne sono tantissimi, penso anche a Bartesaghi, che è retrocesso in D con il Milan U23, oppure Palestra e Bernasconi, che erano in U23 con l’Atalanta. Quando mi dicono che non abbiamo i calciatori… Sono bugie, noi non abbiamo coraggio».

IL RUOLO E LE ASPETTATIVE – «Non condivido il termine di prima alternativa, dobbiamo essere bravi a contestualizzare i momenti. Esposito veniva dalla Serie B, dovevamo ritagliarli uno spazio, doveva dimostrare di essere da Inter, siamo andati oltre le nostre aspettative per un 2005 in una squadra come l’Inter, ha fatto 12 gol tra Nazionale e club, ha segnato in Champions, in campionato. Siamo andati oltre le aspettative oltre i punti di vista, non è il termine più adatto quello di prima alternativa».

Gabbia meglio di un’equazione matematica: torna lui, il Milan vince e fa clean sheet! I numeri della sua stagione nascondono questa grande verità

Gabbia è tornato e il Milan ne ha risentito: vittoria e clean sheet contro il Verona. I numeri importantissimi della sua stagione

Il Milan ritrova la via del successo, i tre punti e l’impermeabilità difensiva nella delicata trasferta domenicale del Bentegodi contro l’Hellas Verona. Dopo due scivoloni consecutivi e dolorosi contro Napoli e Udinese – con un bilancio allarmante di zero gol fatti e ben quattro subiti – i rossoneri sono finalmente tornati a sorridere e a mantenere la porta inviolata. Non è affatto una coincidenza che questa ritrovata stabilità sia andata di pari passo con il rientro dal primo minuto di Matteo Gabbia, di nuovo abile e arruolabile dopo il recente intervento chirurgico per la rimozione di un’ernia.

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L’impatto al Bentegodi

La presenza del difensore italiano non è stata puramente simbolica. La sua importanza è emersa con prepotenza in due momenti cruciali della ripresa:
• In attacco: al 75′, Gabbia aveva illuso i tifosi rossoneri trovando la rete del raddoppio con un perentorio colpo di testa, gioia poi strozzata dalla segnalazione di un fuorigioco di Santiago Gimenez durante lo sviluppo dell’azione.
• In difesa: pochi minuti più tardi, il numero 46 ha compiuto un autentico miracolo nella propria area di rigore. Una sua provvidenziale scivolata ha intercettato un velenoso cross rasoterra, impedendo che il pallone finisse sui piedi di Edmundsson e Orban, pronti a colpire a botta sicura.

I numeri

A certificare l’imprescindibilità del centrale classe 1999 è il bilancio della squadra legato alla sua presenza sul terreno di gioco. Le statistiche fotografano un divario netto:
• Con Gabbia in campo: il Milan ha perso una sola volta in campionato, raccogliendo 15 vittorie e 9 pareggi, per una media punti di altissimo livello pari a 2,16 a partita.
• Senza Gabbia: il rendimento del Diavolo cola a picco, con 4 vittorie e ben 4 sconfitte in sole otto uscite, abbassando drasticamente la media a 1,5 punti.

L’umiltà di Matteo

Nonostante l’evidenza dei numeri, nel post-partita Gabbia ha allontanato l’etichetta di salvatore della patria ai microfoni di Sky Sport, dimostrando grande umiltà:
“Le sconfitte arrivate in mia assenza sono sicuramente una casualità. La partita di oggi non era facile, sul campo le cose si fanno sempre dure. La priorità assoluta era tornare a vincere e prenderci i tre punti, e di questo dobbiamo essere davvero felici.”

Palestra all’Inter? L’esterno del Cagliari esce allo scoperto, ha parlato così del suo futuro! Ecco cosa ha detto

Palestra all’Inter? L’esterno del Cagliari da Coverciano ha rilasciato queste dichiarazioni sul suo futuro, ecco cosa ha detto

Marco Palestra era presente a Coverciano per il premio Inside the Sport indetto dall’Ussi. Le dichiarazioni dell’esterno del Cagliari sul suo futuro.

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MARGINI DI MIGLIORAMENTO E POSSIBILE FUTURO ALL’INTER – «Devo migliorare tanto sicuramente in tutto, la strada è ancora lunga ho iniziato a giocare da due anni nel professionismo e ho tanto da migliorare. Futuro all’Inter dopo Dumfries? Io ora penso solo al Cagliari e alla salvezza, la cosa più importante. Le voci fanno piacere ma non le seguo più di tanto».

POST BOSNIA – «La batosta è stata forte ma bisogna ripartire, c’è un grande gruppo e questo l’ho notato subito, sono convinto che col tempo e col lavoro sapremo rialzarci tutti insieme. Sono stati giorni difficili, dove c’è stato solo da riflettere e ripensare tristemente a quella serata, ragionando a casa su cosa non fosse andato, poi si va avanti e si pensa al Cagliari che è la cosa più importante ora perché dobbiamo salvarci».

LA PROSSIMA STAGIONE – «Anno prossimo? Il focus è solo sul Cagliari, perché lo meritano i tifosi, lo staff e i compagni. Per il futuro si vedrà la decisione migliore da prendere».

PISACANE, SFIDA CON L’ATALANTA E SCONFITTA CONTRO L’INTER – «Devo tanto a Mister Pisacane e ai compagni in questa avventura, Cagliari e la Sardegna mi hanno cambiato la vita e la carriera con tanti aspetti positivo dentro e fuori dal campo, tante amicizie e conoscenze, uno step fondamentale per me. Atalanta? Ho tanti amici lì, è l’ambiente dove sono cresciuto, veniamo da una buona gara anche se non è andata bene e stiamo pensando a lunedì prossimo per prenderci dei punti pesanti. L’Inter è una squadra forte, lo sapevamo, abbiamo dato il massimo ma non è bastato».

SARDEGNA – «Qualcosa di speciale per me, qui ho costruito rapporti forti e fatto uno step importante, un bagaglio fondamentale per il mio percorso professionale e personale».

Bournemouth, Marco Rose nuovo allenatore per la prossima stagione: è ufficiale! Subentrerà lui in estate a Iraola

Bournemouth, Marco Rose sarà il nuovo allenatore nella prossima stagione: è stato ufficializzato lui come sostituto del partente Iraola

Dopo l’ufficialità dell’addio a fine stagione di Andoni Iraola, il Bournemouth non ha perso tempo e ha già nominato il suo sostituto. Le Cherries, al termine del campionato, accoglieranno Marco Rose, che firmerà un contratto triennale. Ecco il comunicato ufficiale.

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COMUNICATO – «L’AFC Bournemouth è lieta di confermare la nomina di Marco Rose a nuovo allenatore del club con un contratto triennale, che inizierà dopo la conclusione della stagione 2025/26.

Il 49enne arriva sulla costa meridionale con una vasta esperienza ai massimi livelli del calcio europeo, avendo allenato la Red Bull Salisburgo, il Borussia Mönchengladbach, il Borussia Dortmund e l’RB Lipsia.

L’obiettivo immediato del club rimane fermamente quello di concludere la stagione in corso nel modo più forte possibile, con i giocatori e lo staff che continuano a mostrare pieno impegno nel raggiungere risultati positivi e nel consolidare l’attuale serie di 13 partite imbattute.

Tutti all’AFC Bournemouth non vedono l’ora di dare il benvenuto a Marco al Vitality Stadium, dove inizierà il suo ruolo di capo allenatore in estate».

Infortunio Holm: sospiro di sollievo in casa Juventus dopo lo stop con il Bologna. Le sue condizioni e cosa filtra in vista del Milan

Infortunio Holm: la Juve può tirare un sospiro di sollievo dopo lo stop dell’esterno svedese nel match contro il Bologna. Le sue condizioni

La Juventus e i suoi tifosi possono tirare un profondo sospiro di sollievo per quanto riguarda le condizioni fisiche di Emil Holm. L’esterno svedese aveva fatto tremare l’ambiente durante la sfida di campionato disputata ieri sera all’Allianz Stadium contro il Bologna. Il difensore, infatti, era stato costretto ad alzare bandiera bianca in anticipo, abbandonando il terreno di gioco proprio al duplice fischio che ha sancito la fine della prima frazione. Un’uscita prematura che aveva immediatamente fatto scattare l’allarme generale all’interno dello staff tecnico.

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La diagnosi medica: escluse lesioni, solo affaticamento

Nelle ultime ore, però, il quadro clinico si è delineato in maniera decisamente positiva. Stando a quanto riportato da juventusnews24, le valutazioni mediche effettuate nella mattinata odierna hanno fornito sensazioni estremamente rassicuranti. Gli esami hanno escluso la presenza di lesioni muscolari. Per il laterale difensivo si tratta esclusivamente di un sovraccarico al polpaccio destro. La decisione di richiamarlo in panchina anzitempo è stata dunque una saggia mossa a scopo puramente precauzionale, attuata per prevenire stiramenti o complicazioni fisiche ben peggiori che avrebbero compromesso la sua stagione.

Il piano di recupero: nel mirino la trasferta contro i rossoneri

Scongiurato il pericolo di un infortunio grave, ora l’attenzione si sposta totalmente sulle tempistiche di recupero. Le reali condizioni atletiche del calciatore scandinavo verranno attentamente monitorate giorno per giorno alla Continassa. L’obiettivo principale dello staff è quello di rimettere l’atleta a completa disposizione di Spalletti nel minor tempo possibile, valutando con estrema cautela la sua convocabilità per i prossimi, cruciali appuntamenti in calendario. Nel mirino c’è soprattutto la prestigiosa e attesissima trasferta in terra lombarda: la speranza della Juventus è quella di avere il proprio esterno regolarmente arruolabile per il big match di San Siro contro il Milan.

Bonucci fa il grande nome per la panchina dell’Italia: «Ripartirei da Guardiola, avere lui significherebbe questa cosa»

Bonucci ha fatto il nome di Pep Guardiola come nuovo ct dell’Italia. Ecco le dichiarazioni riguardanti la panchina azzurra

Leonardo Bonucci, ex pilastro della Nazionale italiana e della Juventus, ha rilasciato dichiarazioni scoppiettanti direttamente dalla prestigiosa cornice madrilena dei Laureus Sport Awards. L’attuale collaboratore della FIGC ha affrontato i temi più caldi del momento sportivo, invocando l’arrivo di Pep Guardiola, attuale manager del Manchester City, sulla panchina azzurra e commentando le voci di calciomercato che vedono Alessandro Bastoni, perno difensivo dell’Inter, nel mirino del Barcellona.

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Il sogno per la panchina azzurra e il ruolo in Federazione

L’ex difensore possiede una visione estremamente chiara su come far rinascere l’intero movimento calcistico tricolore. Senza ricorrere a inutili giri di parole, ha individuato nell’allenatore catalano l’unica vera figura capace di stravolgere in positivo l’assetto della nostra selezione. Valutando il casting per il prossimo commissario tecnico, ha infatti ammesso:

«Seguendo la lista di nomi che sono stati fatti in questi giorni se veramente c’è voglia di ricominciare io ripartirei dalla possibilità accennata di avere Pep Guardiola, perché avere lui vorrebbe dire apportare un cambio netto rispetto a tutto quello che è stato il passato. Penso sia molto difficile, però sognare in questo momento non costa nulla».

Interpellato successivamente sul proprio incarico all’interno delle gerarchie federali, ha voluto precisare i confini del suo lavoro di scouting: «Mi è stato chiesto di fare ancora da ponte per la parte di scouting dei giovani e dei ragazzi che possono essere convocati per le partite di giugno».

Mercato Inter: la benedizione per il trasferimento in Catalogna

I cronisti presenti hanno poi spostato il dibattito sulle intricate dinamiche di mercato internazionale. Riguardo alle insistenti indiscrezioni che vorrebbero il gioiello nerazzurro pronto a trasferirsi in Liga, l’ex capitano ha benedetto l’eventuale operazione. Pur sottolineando le insidie dello scacchiere tattico blaugrana, ha esaltato in toto le qualità tecniche del connazionale:

«Il suo modo di intendere il calcio e le sue caratteristiche si sposano alla perfezione con lo stile del Barcellona. È un difensore molto tecnico con grande visione di gioco, potrebbe avere qualche problema con gli spazi che lascia il Barça, ma lì molto sta nella crescita individuale e personale che ti porta a saper leggere tutte le situazioni e anticiparle in modo da non trovarti in difficoltà. Bastoni è ancora giovane, ha 27 anni e quindi altri 6-7 ad alto livello, e spero che anche per la Nazionale possa ritrovare quella serenità e quella sicurezza che lo ha contraddistinto negli anni vittoriosi con l’Italia e con l’Inter».

Kombouarè scocca una frecciata al nostro calcio: «Ci sono più italiani al Paris FC che alla Juventus e al Milan, ecco perché non andranno ai Mondiali!»

Kombouarè, tecnico del Paris FC, ha parlato così degli italiani che giocano nel club francese rispetto che nelle squadre di Serie A. La sua frecciata

Antoine Kombouaré, esperto allenatore del Paris FC, ha deciso di scuotere pesantemente l’ambiente calcistico del nostro Paese con dichiarazioni al vetriolo. Al termine della vittoriosa sfida di campionato disputata contro il Metz, l’allenatore transalpino ha voluto porre l’accento sulla folta colonia azzurra presente nella sua rosa, avendo schierato contemporaneamente dal primo minuto i neoacquisti Ciro Immobile, Diego Coppola e Lucas Koleosho. Una scelta di formazione che si è rapidamente trasformata in un feroce atto d’accusa contro i vertici della Serie A, colpevoli di marginalizzare costantemente i talenti locali.

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La stoccata sui Mondiali e il paradosso dei club italiani

La titolarità di un simile blocco tricolore in terra di Francia ha offerto al mister l’occasione ideale per analizzare il momento drammatico vissuto dalla nostra Nazionale italiana. La clamorosa esclusione dalla massima rassegna iridata per la terza edizione consecutiva è un trauma profondo, e le cause, secondo il tecnico, sono da ricercare unicamente nelle miopi politiche societarie interne.

Senza alcun timore reverenziale, l’allenatore ha sganciato una vera e propria bomba mediatica in conferenza stampa, pronunciando parole destinate a far discutere a lungo gli addetti ai lavori: Ci sono più italiani che giocano al Paris FC che in squadre come la Juventus, il Milan e le altre: ecco perché non andranno ai Mondiali.

Riflessioni amare in vista delle elezioni FIGC

L’intervento a gamba tesa del manager del club parigino, pur avendo suscitato qualche risata iniziale tra i reporter presenti in sala stampa, porta alla luce una verità profondamente amara per tutto il nostro movimento sportivo. La sistematica e cronica scarsa valorizzazione dei giocatori italiani all’interno dei confini nazionali è ormai diventata un’emergenza innegabile.

Questa mirata provocazione internazionale arriva con un tempismo a dir poco perfetto, cadendo esattamente a un solo mese di distanza dalle imminenti e decisive elezioni per il rinnovo della presidenza della FIGC. Un monito severo e tagliente che obbligherà i futuri vertici federali a inserire il rilancio dei vivai e la tutela del patrimonio calcistico tricolore in cima alla lista delle priorità istituzionali.

Pellegrini svia: «Io alla Juventus con Spalletti? È un allenatore fuori dal normale ma la mia felicità oggi sarebbe arrivare con la Roma tra le prime 4»

Pellegrini, leader della Roma, ha parlato così della corsa al quarto posto dei giallorossi ma anche del possibile approdo alla Juve di Spalletti

Lorenzo Pellegrini fissa gli obiettivi della Roma per il rush finale del campionato. In occasione della prestigiosa cerimonia di premiazione “Inside The Sport 2026”, andata in scena presso il centro tecnico di Coverciano, il leader della formazione capitolina ha analizzato l’infuocata corsa per agguantare un posto nella prossima edizione della Champions League. Guidati tatticamente da Gian Piero Gasperini, i giallorossi sono chiamati a uno sforzo decisivo. Il centrocampista ha voluto mantenere l’ambiente isolato dalle distrazioni, chiedendo ai compagni la massima determinazione per raggiungere il fondamentale traguardo europeo.

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Il rendimento stagionale e la fiducia nel gruppo

Sviscerando i temi legati allo sprint per le coppe e valutando il proprio rendimento atletico dopo i recenti stop fisici, il trequartista ha rilasciato dichiarazioni chiarissime per mantenere altissima la concentrazione dello spogliatoio:

«Quello che noi abbiamo sempre fatto da inizio stagione è stato pensare solo a noi, non guardare troppo i numeri della classifica. Visto che in questo momento non dipende solo da noi, ciò che possiamo fare è concentrarci su noi stessi e cercare di vincere tutte le partite rimaste, poi alla fine si vedrà. Gasperini è più carico di prima, dobbiamo concentrarci solo su queste ultime partite. Quello che interessa a noi è stare il meglio possibile sul campo per vincere le sfide, poi vedremo ciò che succederà. Il mio percorso quest’anno? Sono contento perché quella scorsa è stata una stagione davvero difficile e il mio infortunio a maggio è stato veramente la ciliegina sulla torta. Devo dire che ho iniziato questa stagione con qualche problemino legato sempre a quell’infortunio ma veramente sono contento della crescita e continuità che ho avuto fino all’incidente di Pisa».

Le sirene di calciomercato: la Juventus e il rapporto con il tecnico toscano

Durante l’evento, è stato impossibile per i cronisti eludere le incalzanti domande relative al calciomercato. Le ultime indiscrezioni, infatti, accostano con insistenza il profilo del capitano giallorosso alla Juventus, dove potrebbe clamorosamente ritrovare Luciano Spalletti, suo grande estimatore. Interpellato sul potenziale trasferimento a Torino e sulla stima reciproca con il mister, il talento azzurro ha risposto con estrema diplomazia, ribadendo l’assoluta devozione all’attuale maglia in questo momento topico dell’annata:

«Spalletti mi stima e vorrebbe alla Juve? Col mister ho un grande rapporto. Abbiamo vissuto dei momenti fantastici e ho apprezzato la bella persona e l’allenatore fuori dal normale che è. La mia felicità oggi sarebbe arrivare con la Roma tra le prime 4».

Neymar di nuovo al centro delle polemiche in Brasile: «Non posso nemmeno grattarmi il ca*zo di orecchio adesso!?». L’attaccante non ci sta e sbotta sui social

Neymar è finito nuovamente al centro di aspre polemiche in Brasile per quanto successo nell’ultima partita del Santos. La ricostruzione

Neymar non ci sta e sbotta sui social media. Il numero 10 del Santos è finito nuovamente nell’occhio del ciclone al termine dell’ultima sfida calcistica, immortalato dalle telecamere mentre rientrava negli spogliatoi con le dita nelle orecchie. Un gesto che è stato immediatamente interpretato dalla stampa e dalla tifoseria come un chiaro segno di insofferenza e chiusura verso i fischi e le aspre critiche provenienti dagli spalti. La risposta dell’asso brasiliano, tuttavia, è arrivata rapida e carica di frustrazione: nessuna provocazione, si stava semplicemente grattando un orecchio.

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Lo scontro sui social e la frustrazione del campione

“È arrivato il giorno in cui devo persino giustificare il fatto di essermi grattato un orecchio“, ha scritto amaramente Neymar, accompagnando il suo messaggio con il video dell’episodio incriminato. “Gente, sinceramente, ci state andando troppo pesanti e state superando ogni limite… È davvero triste dover convivere costantemente con tutto questo! Non c’è essere umano che possa sopportarlo”.

L’ira del fuoriclasse si è riversata anche su Instagram, sotto un post dell’emittente TNT Sports, dove ha smentito l’intento polemico con toni decisamente accesi e senza filtri (“Non posso nemmeno grattarmi il c*o di orecchio adesso?”), lamentandosi in seguito per la rimozione del suo commento da parte della pagina.

Il clima incandescente attorno al Santos

Questa ennesima controversia si inserisce in un momento estremamente delicato per il club paulista. Il Santos e il suo giocatore simbolo sono finiti nel mirino della tifoseria a causa di prestazioni ritenute ampiamente al di sotto delle aspettative. Già martedì 14 aprile, dopo il deludente pareggio per 1-1 contro il Recoleta, Neymar era stato protagonista di un duro alterco a bordo campo con alcuni sostenitori che lo accusavano di essere un “viziato“, ai quali aveva ribattuto a gran voce di “dare la vita per questa maglia”.

La tensione è poi rapidamente degenerata nei giorni successivi, con l’irruzione degli ultras al centro sportivo CT Rei Pelé per un duro confronto faccia a faccia con la squadra e lo staff tecnico. Una strigliata che, purtroppo per il Peixe, non ha sortito gli effetti sperati: nell’ultimo match contro il Fluminense, il Santos è incappato in una dolorosa sconfitta per 3-2, crollando sotto i colpi avversari nonostante fosse passato per ben due volte in vantaggio.

Escort Milano, smantellato un giro di lusso: coinvolti anche dei giocatori di Serie A. La ricostruzione della vicenda!

Escort Milano, è smantellato un giro di lusso che vedevano coinvolti anche dei giocatori di Serie A. La ricostruzione di quanto successo

La Procura di Milano e la Guardia di Finanza hanno portato alla luce un vasto giro di affari illeciti nascosto dietro il mondo dell’intrattenimento notturno. L’inchiesta, che ha scosso il panorama sportivo per il coinvolgimento di vari calciatori di Serie A, ha smascherato una finta società specializzata nell’allestimento di serate mondane. Nelle scorse ore, l’operazione ha portato a quattro ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e a una fitta serie di perquisizioni mirate. Le accuse mosse dagli inquirenti sono pesantissime e spaziano dal favoreggiamento allo sfruttamento della prostituzione, includendo anche il reato di autoriciclaggio.

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La finta agenzia e il reclutamento delle ragazze

Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Bruno Albertini e ratificate dal giudice per le indagini preliminari Chiara Valori, hanno permesso alle forze dell’ordine di delineare con estrema esattezza il ‘modus operandi’ dei quattro sospettati. La base logistica di questa rete illecita era strategicamente situata nel comune di Cinisello Balsamo.

Ufficialmente, l’azienda operava come agenzia per eventi nei locali più in voga e gettonati della metropoli lombarda. In realtà, il vero fulcro dell’attività consisteva nel reclutare giovani donne e professioniste del sesso per metterle a completa disposizione di avventori molto ricchi. Le ragazze venivano addirittura fatte alloggiare negli stessi uffici dell’impresa, per poi essere profumatamente pagate per intrattenere gli ospiti ed esaudire prestazioni di natura sessuale.

Il pacchetto per gli sportivi e il maxisequestro

A destare particolare clamore mediatico è la fitta rete di contatti con il mondo del calcio professionistico. Secondo quanto ricostruito dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria, ai tesserati del massimo campionato tricolore veniva proposto uno speciale ‘servizio dopopartita’. Questo pacchetto extralusso, venduto alla stratosferica cifra di svariate migliaia di euro a notte, garantiva all’acquirente l’accesso VIP al club, la prenotazione di una camera d’albergo e la compagnia garantita per l’intera serata.

L’indagine patrimoniale ha infine svelato una discrepanza colossale tra i redditi formalmente dichiarati dagli arrestati e la loro reale disponibilità economica. Constatato che tale ricchezza derivava interamente da questo circuito clandestino, le autorità giudiziarie hanno immediatamente disposto un maxi sequestro preventivo pari a oltre 1,2 milioni di euro, bloccando i presunti profitti generati dalla compravendita di prestazioni sessuali.

Malagò sulla presidenza della FIGC: «Non ho nessuna certezza di portare avanti la candidatura, lo farò esclusivamente in questo caso. Ho sempre questa preoccupazione»

Malagò, ex presidente del CONI ed ora grande favorito per raccogliere l’eredità di Gravina in FIGC, ha rilasciato queste dichiarazioni

La corsa alla presidenza della FIGC entra nel vivo in vista del prossimo 22 giugno. Giovanni Malagò ha incontrato oggi a Milano i vertici della Lega Serie A per discutere la sua potenziale discesa in campo. L’ex numero uno del CONI vanta un solido appoggio nel massimo campionato, sostenuto da diciannove società su venti, con l’unica eccezione di Lotito. A contendergli la poltrona ci sarà Giancarlo Abete, il quale può attualmente contare sull’importante bacino elettorale garantito dalla LND.

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Le richieste dei club e le riflessioni dopo il vertice

Prima del faccia a faccia pomeridiano, l’assemblea delle squadre ha tracciato una lista di urgenze da sottoporre al dirigente. Sul tavolo delle trattative ci sono riforme cruciali come l’intervento governativo per i nuovi stadi, il ripristino del Decreto Crescita, il rilancio dei vivai italiani e le normative sul vincolo sportivo.

Uscito dalla sede milanese, il diretto interessato ha frenato sulle tempistiche dell’annuncio ufficiale, spiegando ai cronisti presenti: “Mi sembrava doveroso cominciare con chi aveva pensato a me per l’ipotesi della candidatura, anche e soprattutto per questo atipico consenso all’interno della componente. È previsto che farò degli incontri anche con il presidente della Lega di B, domani col presidente della Lega Pro e prima della fine della settimana anche con Assocalciatori e con la componente che rappresenta gli allenatori. Ho rivisto tanti amici, il presidente Simonelli mi aveva consegnato un documento su alcuni punti chiave di primario interesse da parte della Lega e mi ha detto che c’era stata evoluzione negli ultimi giorni. Mi sento di dire che non si è trattato di questo programma, si deve coordinare con quelli che sono gli incontri con le altre componenti. Posso sembrare di parte, ma l’ambiente lo conosco molto bene, sono state due ore straordinarie di chiacchierata in cui tutti hanno espresso concetti e rinsaldato fiducia che mi fa molto ragionare, io non ho nessuna certezza di portare avanti la candidatura, lo farò esclusivamente dopo aver sentito le altre componenti“.

Il peso del flop Mondiale e il tour elettorale

Analizzando il momento critico del movimento tricolore, ha poi aggiunto una riflessione sulle motivazioni di questo imminente ribaltone istituzionale: “Ho sempre la preoccupazione di cercare di dare un senso del ruolo e dell’impegno e della presenza. Non sono preoccupato del risultato elettorale del 22 giugno, è chiaro che quando c’è una partita uno la deve giocare, però sto cercando di riflettere e dare un apporto diverso, propositivo e ottimistico. Se oggi si pensa a un nuovo presidente di Federazione è perché l’Italia è stata di nuovo eliminata per il Mondiale. Se l’Italia avesse vinto in Bosnia non penso staremmo a parlare dell’elezione di un nuovo presidente della FIGC. Sotto il profilo di quella che è la capacità di saper organizzare una squadra che va in campo mettendo il massimo qualcosa l’ho dimostrato nella mia vita. Non devi stare a disperdere tempo ed energie per stare dalla mattina alla sera a contemperare formule compromissorie”.

Il calendario dei prossimi giorni si preannuncia caldissimo: il tour di consultazioni proseguirà con la Lega Serie B di Bedin, la Lega Pro, l’AIC e l’AIAC, i cui consensi peseranno per il 30% totale. Intanto, il Ministro dello Sport Andrea Abodi osserva l’evolversi della situazione, preparandosi a intervenire in Senato per sollecitare una profonda e necessaria revisione dell’intero sistema calcistico.

Bayern Monaco campione, i 5 motivi del suo dominio in Bundesliga

Bayern Monaco si è laureato campione in Bundesliga, sollevando così al cielo il titolo. Ecco l’analisi dei 5 motivi del dominio dei bavaresi

Il verdetto è calato implacabile, con la freddezza chirurgica tipica di chi è abituato a dettare legge nel calcio tedesco. Arrivati alla 30esima giornata, il tabellone ha emesso una sentenza inappellabile: Bayern Monaco 79 punti, Borussia Dortmund 64. Quindici lunghezze di distacco non sono un semplice margine di sicurezza, rappresentano una dichiarazione di superiorità assoluta che ha di fatto ammazzato il campionato in anticipo. Ma come ha fatto il club bavarese a trasformare una stagione potenzialmente insidiosa in un monologo a senso unico?
Ecco i cinque fattori chiave che hanno riportato il Meisterschale in Baviera.

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  1. L’uragano Harry Kane
    I numeri, spesso, spiegano più di qualsiasi complessa analisi tattica. Alla 30esima giornata, Harry Kane ha già gonfiato la rete avversaria in 32 occasioni. Per dare una misura reale del dominio dell’attaccante inglese, basta scorrere la classifica marcatori fino al secondo posto: Deniz Undav, seppur autore di un’ottima annata, si è fermato a quota 18. Kane non si è limitato a fare il terminale offensivo; è stato il regista avanzato, il leader emotivo e il risolutore nei momenti di stallo. Ha trasformato mezze occasioni in gol pesanti, dimostrando che il faraonico investimento fatto su di lui a suo tempo ha ripagato il club fino all’ultimo centesimo.
  2. L’incapacità del Dortmund di tenere il passo
    Sessantaquattro punti in 30 partite non sono un bottino disprezzabile. In molte altre edizioni della Bundesliga, il Borussia Dortmund sarebbe stato in piena corsa per il titolo. Tuttavia, la squadra giallonera è mancata proprio nei momenti in cui avrebbe dovuto mettere pressione ai rivali. La differenza è stata mentale prima ancora che tecnica: mentre il Bayern ha saputo vincere “sporco” nelle giornate in cui brillava meno, il Dortmund ha lasciato per strada punti sanguinosi contro avversarie ampiamente alla portata. Quei 15 punti di gap sono il riassunto perfetto tra chi sa gestire l’alta quota e chi soffre di vertigini.
  3. Un cast di supporto letale e variegato
    Sarebbe profondamente ingiusto e riduttivo riassumere l’intera stagione bavarese nel solo rendimento di Kane. Il Bayern ha costruito il suo successo su una rosa profondissima, in cui le alternative hanno fatto la differenza. L’innesto di elementi imprevedibili in avanti (come Nicholas Jackson) unito alle certezze assolute sulle corsie esterne (da Raphael Guerreiro alle sgasate di Alphonso Davies), ha garantito una spinta costante. Quando le difese si sono concentrate sull’ingabbiare il bomber inglese, il resto della truppa ha saputo colpire con spietata regolarità, rendendo l’attacco di Monaco un rebus irrisolvibile.
  4. La spietatezza nei big match
    Per vincere i campionati non basta fare punti contro le piccole; serve azzannare gli scontri diretti. Il Bayern di questa stagione non ha mai tremato quando la posta in palio si faceva bollente, vedi il 2-1 nella gara d’andata contro il Borussia Dortmund, primo allungo netto in classifica alla settima giornata. Come certificato anche nel match decisivo contro lo Stoccarda (un perentorio 4-2 che ha fatto esplodere la festa con quattro turni d’anticipo, club battuto nell’apertura di stagione in Supercoppa), questa è una squadra che si esalta sotto i riflettori. Nessun calo di tensione, nessuna paura: ogni volta che il calendario proponeva un esame di maturità, i bavaresi lo hanno superato a pieni voti. E così già al termine del girone d’andata, con il +9 sul Dortmund, i giochi erano già fatti. Il 3-2 con rete nel finale di Kimmich nel match di ritorno in casa giallonera è stato il timbro in anticipo sul verdetto di ieri.
  5. Il ripristino del DNA “Mia san Mia”
    Dopo qualche incertezza nel recente passato e l’onta di aver visto altri festeggiare il titolo dal Bayer Leverkusen nel 2024, la dirigenza e lo spogliatoio hanno ritrovato quella ferocia cannibale che è l’essenza stessa del club. Non si è trattato di arroganza, ma di una solida consapevolezza nei propri mezzi tradotta in dominio sul campo. Il

Nuovo allenatore Real Madrid, spunta un nome clamoroso per la prossima stagione! C’è anche la ‘benedizione’ di Figo, sarebbe un gran colpo di scena

Nuovo allenatore Real Madrid, per prendere il posto di Arbeloa è emerso un nome assolutamente a sorpresa. C’è anche l’ok di Luis Figo

La prospettiva di una temuta stagione “bianca” – ovvero conclusa senza la conquista di alcun trofeo – si sta facendo sempre più concreta e minacciosa per il Real Madrid. Sebbene la matematica non condanni ancora i Blancos in Liga, i ben nove punti di svantaggio rispetto al Barcellona capolista rappresentano una montagna difficilissima da scalare. Una clamorosa e ipotetica rimonta in campionato potrebbe certamente salvare la faccia alla Casa Blanca, ma le nubi all’orizzonte si addensano, oscurando inesorabilmente le prospettive a breve termine del club.

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A pagare il prezzo di questa annata ricca di cocenti delusioni potrebbe essere proprio Álvaro Arbeloa. Il mandato dell’attuale tecnico madridista sembra avere i giorni contati: la mancanza di risultati concreti e l’eccessiva discontinuità lasciano presagire che la sua avventura sulla rovente panchina del Santiago Bernabéu non sia destinata a prolungarsi. Il Real Madrid, storicamente spietato con chi non porta trofei in bacheca, si sta già muovendo per il futuro.

L’ombra di Didier Deschamps

In questo clima di forte incertezza, la stampa spagnola ha rilanciato un’indiscrezione di primissimo piano per la successione: il nome caldo è quello di Didier Deschamps. Attualmente impegnato nella sua ultima avventura in Coppa del Mondo come commissario tecnico della Francia, l’ex allenatore di Monaco e Olympique Marsiglia possiede esattamente il profilo esperto e autorevole che piace ai vertici della dirigenza madrilena.

La benedizione di Luis Figo

A caldeggiare apertamente questa affascinante ipotesi è intervenuto anche Luis Figo. Il Pallone d’Oro 2000, protagonista per cinque indimenticabili stagioni al Real Madrid, ritiene che l’approdo del tecnico francese nel club più titolato della storia della Champions League sia una mossa perfetta.

L’ex fuoriclasse portoghese ha commentato così la potenziale svolta: “I francesi devono essere estremamente grati e felici per tutto ciò che Deschamps ha vinto con la loro Nazionale. Adesso per lui si aprirà inevitabilmente una nuova tappa. Con la qualità a disposizione, la Francia potrebbe tranquillamente formare due squadre incredibili cariche di talento, ma il suo ciclo giunge al termine. Una nuova era lo attende nel calcio di club e, senza alcun dubbio, credo fermamente che Didier abbia l’esperienza, il carisma e la personalità necessarie per ottenere grandi successi alla guida di una squadra complessa ed esigente come il Real Madrid”.

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