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Francesco Calzona lascia la Slovacchia: addio ufficiale dal ruolo di ct, il motivo della decisione dell’ex Napoli

Francesco Calzona ha lasciato il ruolo di ct della Slovacchia: ecco l’ufficialità del suo addio e i motivi di questa decisione

Dopo un percorso sportivo durato quattro intensi anni, si separano ufficialmente le strade tra Francesco Calzona e la nazionale della Slovacchia. L’allenatore italiano ha infatti comunicato ai vertici dirigenziali la sua decisione di abbandonare definitivamente il prestigioso ruolo di commissario tecnico, chiudendo così un capitolo fondamentale della sua carriera professionale iniziato nel luglio 2022 e costellato da traguardi di grande rilievo.

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Il rifiuto del rinnovo e la ricerca di nuovi stimoli

La Federazione calcistica slovacca, ampiamente soddisfatta della valorizzazione della rosa e della qualità del gioco espresso, aveva messo sul tavolo un’importante proposta per il rinnovo di contratto. Nonostante ciò, il mister ha scelto di percorrere una strada differente. Pur ringraziando sentitamente la Federazione per l’importante attestato di stima e per la fiducia garantitagli durante il suo lungo mandato, il tecnico ha deciso di declinare l’offerta per cercare una nuova sfida, dichiarandosi pronto ad affrontare un nuovo capitolo del suo percorso professionale.

Il bilancio in panchina e la cavalcata a Euro 2024

L’impatto del mister sulla compagine centro-europea è stato innegabile e i numeri ne sono la prova concreta. Calzona si è affermato negli ultimi anni guidando la selezione in ben 40 partite ufficiali, durante le quali ha saputo costruire un solido bilancio composto da 19 vittorie, 8 pareggi e 13 sconfitte.

Tra le pagine più gloriose ed emozionanti scritte nel corso di questa avventura, spicca senza ombra di dubbio la memorabile partecipazione all’Europeo del 2024. Sotto la sua guida, la squadra capitanata dal difensore ex Inter Milan Skriniar riuscì nell’impresa di raggiungere gli storici ottavi di finale, abbandonando la competizione solo al termine di una battaglia conclusasi con una sconfitta di misura per 2-1 contro l’Inghilterra.

Un’occasione d’oro per il mercato degli allenatori

Essendo ora svincolato, Calzona è un’opportunità sul mercato degli allenatori assolutamente da non sottovalutare. Il suo curriculum internazionale si sposa con esperienze di primissimo livello maturate anche nei club. A impreziosire il suo profilo c’è infatti l’intensa parentesi vissuta sulla panchina del Napoli, squadra che ha guidato con grande professionalità per 16 partite tra febbraio e giugno 2024. Un bagaglio d’esperienza completo che lo rende un candidato ideale per molti club alla ricerca di una nuova guida tecnica. Lo riporta Gianluca Di Marzio.

Indagine escort Milano, emergono le intercettazioni! Coinvolti una cinquantina di giocatori di Serie A e piloti di Formula 1, spunta un caso di gravidanza

Indagine escort Milano, intercettazioni che riguardano anche giocatori di Serie A e piloti di Formula 1. La ricostruzione della vicenda

Il mondo del calcio di Serie A e i circuiti della Formula 1 tremano di fronte alla recente inchiesta sulla movida notturna di Milano. L’indagine ha scoperchiato una rete segreta di prostituzione d’alto bordo che ruotava attorno a location esclusive come il Just Cavalli e l’hotel Me. Un vero e proprio sistema a luci rosse mascherato da agenzia di pubbliche relazioni.

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L’agenzia di facciata e le mete del lusso

Il cuore logistico di questa presunta associazione criminale si trovava a Cinisello Balsamo, celato dietro un’impresa che ufficialmente si occupava di pianificare serate esclusive. Le prestazioni venivano sponsorizzate sui social attraverso l’account “Made_luxury_ concierge”, seguitissimo da numerosi atleti famosi, organizzando spesso anche trasferte esclusive verso Mykonos. Il pacchetto offerto ai clienti garantiva cene di gala seguite da incontri privati in discoteca o nelle stanze d’hotel. Le indicazioni dei vertici erano precise: Li portiamo al Just o in alternativa, oppure noi siamo al Me, albergo situato in piazza della Repubblica.

I clienti VIP e le serate durante il lockdown

Il target di riferimento era composto da figure estremamente ricche: imprenditori, personaggi dello spettacolo e sportivi di livello internazionale. L’attenzione degli inquirenti si è focalizzata su alcune intercettazioni scottanti. In un dialogo spunta la richiesta per un asso dei motori: Ho un amico pilota di Formula 1 che vuole una ragazza a pagamento, riusciamo a trovarla?, a cui segue la tempestiva rassicurazione: Gli mando la brasiliana.

Il business, foraggiato da un flusso di denaro costante, non si è mai interrotto, nemmeno di fronte alle restrizioni pandemiche. I promotori facevano spesso i conti: devo capire un attimo quanti soldi devo recuperare, tra sabato e domenica. Come rivelato da una testimone, il lavoro proseguiva ininterrotto: Lavoravamo quasi tutte le sere, anche durante il lockdown. A conferma di ciò, un blitz delle forze dell’ordine nell’aprile 2021 sorprese ben diciassette individui ammassati nella sede aziendale, violando ogni divieto igienico-sanitario.

Il dramma della gravidanza e la mappa degli appuntamenti

Le ragazze venivano spinte a intrattenere intimamente professionisti dello sport in cambio di denaro. Dagli atti emerge anche un episodio molto delicato, riguardante una giovane rimasta incinta di un atleta tesserato. In una chat, la ragazza cerca riscontri sulle tempistiche di un appuntamento. Il gestore risponde: “Basta recuperare le chat, ma saranno passate più o meno tre settimane. Perché?. La replica svela il dramma: Eh… non lo dire a nessuno… ma ho appena fatto il test e sono incinta, da più di tre settimane… quindi è di…”.

Le indagini tecnologiche hanno mappato con precisione i ritrovi. Oltre alle location già citate, l’area di Moscova, vicino al Tocqueville, e la terrazza del Pineta erano punti di contatto cruciali. Le celle telefoniche hanno registrato contatti continui nel capoluogo lombardo, come annotato dagli investigatori: Otto chiamate verso un noto giocatore. Lo riporta Gazzetta.it.

Infortunio Bernardeschi, l’esito ufficiale degli esami dell’attaccante del Bologna: le sue condizioni e quanto rimarrà fuori

Infortunio Bernardeschi, è stato ufficializzato l’esito degli esami dell’attaccante del Bologna. Quali sono le sue condizioni e quanto rimarrà fuori

Il Bologna guidato in panchina da Vincenzo Italiano sta affinando i preparativi al centro sportivo di Casteldebole in vista dell’attesissimo scontro diretto contro la Roma. La marcia di avvicinamento al prossimo turno di Serie A porta in dote diverse novità dall’infermeria. I riflettori sono puntati sulle condizioni fisiche di Benjamin Dominguez, Federico Bernardeschi, Lukasz Skorupski, Nicolò Casale e Thijs Dallinga. Il mister dovrà ridisegnare la formazione tenendo conto di recuperi provvidenziali e pesanti defezioni.

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Il rientro dell’argentino e la corsa europea

La nota più lieta per la compagine felsinea riguarda senza dubbio l’esterno offensivo sudamericano. Il giovane talento classe 2003 ha smaltito del tutto i recenti acciacchi e ha ricominciato a sudare a pieno ritmo insieme al resto della rosa. Ritrovare una freccia di questo calibro sulla corsia laterale rappresenta una risorsa di fondamentale importanza per l’allenatore, specialmente in questo infuocato finale di annata sportiva in cui i rossoblù battagliano per assicurarsi un prezioso pass per le coppe europee.

Lo stop dell’ex Juventus: i tempi di recupero

Di tutt’altro tenore, purtroppo, le comunicazioni relative al trequartista azzurro. Dopo aver alzato bandiera bianca a causa di un fastidio avvertito nell’ultimo incrocio contro la Juventus, il calciatore si è sottoposto a indagini strumentali approfondite. I referti clinici hanno evidenziato una lesione al muscolo iliaco destro. Per assorbire questo guaio muscolare, l’atleta dovrà osservare un periodo di riposo forzato stimabile tra le due e le tre settimane. Una vera e propria mazzata tattica, considerato che l’ex giocatore del Toronto è senza dubbio il perno inamovibile nello scacchiere tecnico della squadra.

Lavoro differenziato per tre pedine

Permangono forti dubbi, infine, sulle reali possibilità di recupero del portiere titolare, del difensore centrale e della punta centrale olandese. Il terzetto non ha ancora ricevuto il via libera per aggregarsi alle sedute tattiche collettive, proseguendo invece con un iter di allenamento personalizzato e individuale. Considerando il pochissimo tempo a disposizione prima del match contro i capitolini, le chance di strappare una maglia nell’elenco dei convocati appaiono decisamente esigue.

La Juve raddoppia, arrivano gratis: Spalletti pesca dalla rivale

La società bianconera pianifica le mosse per il futuro e mette nel mirino due calciatori in scadenza di contratto: li soffia alla rivale

La missione è da completare, ma mai il traguardo è stato così vicino. La Juventus ha la Champions a portata di mano, i cinque punti di vantaggio su Como e Roma sono un bottino rassicurante, nonostante lo scontro diretto in arrivo contro il Milan.

Ovvio quindi che la dirigenza bianconera inizi a spostare l’attenzione dal presente al futuro: il rinnovo di Spalletti è stato il primo passo della programmazione, seguito da quello di Locatelli. Ora però è il momento di altre firme e chissà che tra queste non ci sia pure quella di Vlahovic (ma l’ipotesi sta perdendo consistenza con il passare dei giorni).

Servirà rinforzare la squadra: Spalletti ha chiesto big in ogni reparto, ma anche calciatori in grado di allungare la rosa senza perdere di qualità. Ecco allora che Comolli e Ottolini stanno sondando il mercato alla ricerca delle giuste occasioni e due affari potrebbero essere portati a termine in Serie A.

Nelle fila di una grande rivale della Juve, infatti, ci sono almeno due calciatori in scadenza di contratto che stuzzicano la società piemontese.

La Juventus ‘saccheggia’ Roma: due affari a zero

Sguardo puntato nella Capitale, sponda giallorossa: la Roma subirà un profondo restyling la prossima estate e qualche big potrebbe essere lasciato andare via.

Pellegrini esulta in Bologna-Roma
Pellegrini e Celik nel mirino della Juve (Instagram Lorenzo Pellegrini) – Calcionews24.com

Qualcuno come Lorenzo Pellegrini, in scadenza di contratto: il rinnovo non è ancora arrivato ed allora il centrocampista fa gola a tanti. C’è l’Inter sulle sue tracce, ma anche la Juventus che potrebbe presentare un’offerta al claciatore per prenderlo a parametro zero.

Pellegrini andrebbe a rinforzare la mediana, inserendo qualità ed esperienza al servizio di Spalletti. Ma potrebbe non esserci soltanto il 29enne a fare il viaggio da Roma a Torino. Altro giallorosso che piace alla Juve è Celik.

Il turco, anche lui in scadenza di contratto, è da mesi nel mirino del club bianconero che avrebbe presentato anche un’offerta per convincerlo a lasciare la Capitale e trasferirsi in Piemonte.

Anche in questo caso si tratterebbe di un innesto particolarmente gradito a Spalletti che, con il rinnovo, ha ottenuto la possibilità di incidere sulle scelte di mercato. Due portano a Roma con Pellegrini e Celik che potrebbero rappresentare innesti a basso costo per iniziare a costruire una Juve vincente.

Malagò verso la presidenza della FIGC, il sostegno totale dalla Lega Serie A: il percorso verso la candidatura entra nel vivo

Malagò verso la presidenza della FIGC, il sostegno totale dalla Lega Serie A: il percorso verso la candidatura entra nel vivo, cosa aspettarsi ora

Il cammino verso la presidenza della FIGC entra in una fase sempre più concreta e Giovanni Malagò continua a muoversi da protagonista. Come racconta La Gazzetta dello Sport, l’incontro con i rappresentanti dei venti club di Serie A ha confermato il forte gradimento del massimo campionato nei confronti dell’ex presidente del CONI, accolto in un clima definito sereno e costruttivo. Accanto a lui, il presidente della Lega Ezio Simonelli ha sottolineato la sintonia emersa durante il confronto, spiegando che al centro della discussione ci sono state le esigenze dei club e le idee del candidato indicato dalla Serie A. Malagò, però, ha voluto mantenere prudenza e ha precisato che non esiste ancora un’investitura formale. Prima di sciogliere definitivamente le riserve, infatti, intende completare il giro di consultazioni con tutte le componenti del sistema calcio, così da costruire un programma credibile e condiviso.

Malagò FIGC, niente compromessi ma un progetto fondato su fiducia e credibilità

Nel suo intervento, Malagò ha chiarito anche il metodo con cui vorrebbe affrontare questa possibile sfida. La parola compromesso non lo convince: preferisce parlare di convincimento, credibilità e capacità di creare relazioni forti tra le varie anime del calcio italiano. Il suo obiettivo, secondo quanto emerge dal racconto della Gazzetta dello Sport, non è raccogliere consensi a ogni costo, ma presentare una proposta chiara, propositiva e capace di evitare lo stallo istituzionale. Malagò ha spiegato di non essersi autocandidato e di non voler disperdere energie dietro formule di equilibrio che rischierebbero di non produrre risultati concreti. La priorità, al contrario, è costruire fiducia reciproca e aprire una prospettiva più ampia per tutto il movimento, senza restare prigionieri di personalismi o posizioni rigide.

Malagò FIGC, sostenibilità, riorganizzazione sportiva e futuro della Nazionale

Il possibile candidato ha poi affrontato anche i contenuti. Simonelli gli ha consegnato un documento con 29 punti ritenuti centrali dalla Serie A, molti dei quali condivisi dallo stesso Malagò, mentre altri richiederanno ulteriori approfondimenti. Il fulcro del progetto riguarda la sostenibilità del sistema, ma anche una più profonda riorganizzazione sportiva, resa ancora più urgente dal nuovo fallimento della Nazionale, ancora una volta fuori dal Mondiale. Malagò ha fatto capire di voler intervenire sulla struttura del calcio italiano a più livelli: dal settore giovanile alla formazione, dai centri federali fino agli aspetti fiscali e gestionali. Sulla questione del prossimo commissario tecnico ha invece scelto la linea della prudenza, evitando di sbilanciarsi. Prima viene la candidatura, poi eventualmente il resto. Intanto, però, il suo nome continua a guadagnare peso e centralità nel futuro della FIGC.

Napoli, la crisi realizzativa dell’attacco: i numeri e il calo che ha compromesso la lotta scudetto

Napoli, la crisi realizzativa dell’attacco: i numeri e il calo che ha compromesso la lotta scudetto. L’analisi sulla stagione dei partenopei

Il Napoli vive uno dei momenti più complicati della sua stagione, soprattutto sul piano offensivo. La sconfitta interna per 2-0 contro la Lazio ha riportato in primo piano un dato pesante: la squadra di Antonio Conte non è riuscita a produrre nemmeno un tiro nello specchio della porta, mostrando una sterilità offensiva che sta diventando un tema strutturale e non più episodico. Reuters ha descritto gli azzurri come una squadra spenta, poco brillante e incapace di reagire, in una partita che ha praticamente chiuso la corsa scudetto, lasciando il Napoli a 66 punti, dodici dietro l’Inter, a cinque giornate dalla fine.

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Napoli Conte, i gol mancano e il rendimento non basta più

Il problema, ormai, è evidente: il Napoli segna troppo poco per sostenere le proprie ambizioni con continuità. La media realizzativa si è abbassata e il peso dell’attacco non riesce più a compensare le difficoltà emerse anche in altre zone del campo. Il ko con la Lazio ha rappresentato il simbolo di questo momento, ma il segnale era già emerso nelle settimane precedenti, tra prestazioni opache e partite con pochissime occasioni create. Nonostante questo, la squadra di Conte è rimasta a lungo agganciata alla zona altissima della classifica, segno di una struttura competitiva comunque solida. Oggi, però, il margine d’errore si è ridotto drasticamente e la qualificazione alla prossima Champions League resta l’obiettivo minimo da blindare in un finale che si annuncia molto delicato.

Napoli Conte, il mercato estivo può diventare inevitabile

Dentro questa crisi offensiva si leggono anche le difficoltà individuali e collettive di un reparto che non ha trovato continuità. Il peso dei gol è ricaduto su pochi uomini, mentre gli infortuni e i cambi di assetto hanno tolto riferimenti alla squadra. In questo senso, il finale di stagione servirà anche per capire quali profili possano ancora essere centrali nel progetto e dove, invece, sarà necessario intervenire. La sensazione è che il prossimo mercato dovrà rafforzare in modo deciso il potenziale offensivo del Napoli, perché una squadra che vuole restare ai vertici non può permettersi una fase realizzativa così povera nel momento chiave dell’annata. Conte, adesso, ha il compito più difficile: riaccendere il fuoco davanti e riportare il Napoli a segnare con continuità.

Calciomercato Juve, Pellegrini strizza l’occhio a Spalletti! Occhio allo scenario per l’estate

Calciomercato Juve, Pellegrini strizza l’occhio a Spalletti! Occhio allo scenario per l’estate: i piani dei bianconeri tra campo e mercato

La Juve ha davanti a sé un obiettivo preciso in questo finale di stagione: provare a chiudere al secondo posto. È questa la linea raccontata da Tuttosport, che descrive una squadra trasformata dal lavoro di Luciano Spalletti, oggi alla guida dei bianconeri. La stessa Juventus lo indica come allenatore nelle conferenze stampa e nei contenuti ufficiali del club, mentre il quotidiano torinese sottolinea come il tecnico non voglia sentir parlare di calcoli o gestione, ma soltanto di vittorie per provare a superare Napoli e Milan in classifica.

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Spalletti Juventus, mentalità nuova e gruppo rigenerato

Secondo Tuttosport, fin dal suo arrivo Spalletti ha lavorato soprattutto sulla testa della squadra, trasmettendo un messaggio ambizioso anche nei momenti in cui la Juve faticava a trovare continuità. Il quotidiano parla di un gruppo rigenerato dal metodo dell’allenatore, fatto di colloqui individuali, gestione moderna dello spogliatoio e scelte forti anche sul piano tecnico. In questo senso viene sottolineata la capacità del tecnico di mantenere equilibrio e identità anche rinunciando, almeno in alcune fasi, a profili importanti come Kenan Yildiz e Khéphren Thuram.

Spalletti Juventus, il mercato guarda a Pellegrini e Celik

Accanto al campo, però, c’è già il tema del futuro. Sempre secondo Tuttosport, la società bianconera sta osservando con attenzione alcune possibili occasioni di mercato utili a rinforzare la rosa della prossima stagione. Tra queste c’è Lorenzo Pellegrini, centrocampista in scadenza e profilo apprezzato anche per il rapporto costruito in passato con Spalletti. Sullo sfondo viene citato anche Zeki Celik, altro nome considerato interessante per ampliare le soluzioni difensive. L’idea, racconta il quotidiano, è chiara: il secondo posto non sarebbe soltanto un piazzamento prestigioso, ma una tappa utile per consolidare mentalità, gerarchie e ambizioni in vista del prossimo assalto allo scudetto. Per la Juve di Spalletti, dunque, la volata finale vale già molto più di una semplice qualificazione.

Mercato Inter, Perrone l’osservato speciale di stasera contro il Como: Zanetti può avere un ruolo chiave nella trattativa

Mercato Inter, Perrone l’osservato speciale di stasera contro il Como: Zanetti può avere un ruolo chiave nella trattativa, la strategia nerazzurra

Non ci sarà soltanto la finale di Coppa Italia in palio nella sfida tra Inter e Como. Come riferito dal Corriere dello Sport, sotto i riflettori di San Siro finirà anche Maximo Perrone, centrocampista argentino che da tempo è entrato nei radar del club nerazzurro in vista della prossima estate. Il regista dei lariani rappresenta infatti uno dei profili che piacciono alla dirigenza interista per rinforzare e ringiovanire la mediana, reparto destinato a essere ritoccato nella costruzione della rosa futura. In casa Inter, del resto, il gradimento nei confronti del progetto Como è noto da tempo e coinvolge più di un nome. Da Nico Paz fino allo stesso Cesc Fabregas, passando proprio per Perrone, il club nerazzurro guarda con attenzione a ciò che si sta sviluppando sulle rive del lago.

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Inter Como, il fascino nerazzurro e le difficoltà di una trattativa tutt’altro che semplice

Il profilo di Perrone è già conosciuto in profondità ad Appiano e in viale della Liberazione, ma la semifinale di stasera offrirà comunque una nuova occasione per osservarlo da vicino in una gara ad alta pressione. L’eventuale operazione, però, non si annuncia semplice. Il Como è una società ambiziosa, solida, che non ha necessità di vendere e che anzi punta a continuare la propria crescita con una rosa sempre più competitiva. Proprio per questo motivo, strappare un giocatore così centrale al progetto lariano richiederà condizioni favorevoli e soprattutto la volontà del diretto interessato. Ed è qui che si inserisce il possibile vantaggio dell’Inter: il fascino del club, la prospettiva di un salto in alto e anche la stima già manifestata dall’ambiente nerazzurro (con Javier Zanetti in prima fila) potrebbero rappresentare fattori da non sottovalutare.

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Inter Como, non solo Perrone: la mediana resta una priorità per il futuro

Secondo il Corriere dello Sport, Perrone non è comunque l’unico nome presente sul taccuino interista. La mediana sarà uno dei reparti su cui intervenire e il club sta valutando più soluzioni. Tra queste c’è anche il ritorno alla base di Stankovic jr, per il quale sarebbe già stata presa la decisione di esercitare la recompra, pur senza certezze sulla sua permanenza in nerazzurro. Piace inoltre Koné, centrocampista della Roma, considerato un profilo ideale per aggiungere fisicità e sostanza in mezzo al campo. In questo quadro, Perrone resta però un nome concreto e credibile: giovane, tecnico, già abituato a un calcio di qualità e perfettamente in linea con l’idea di rinnovamento dell’Inter. Stasera si gioca per la finale, ma anche per il futuro.

Juve Verona, divieto di vendita ai residenti in provincia di Verona: il motivo dello stop

Juve Verona, divieto di vendita ai residenti in provincia di Verona: il motivo dello stop. La decisione del Prefetto di Torino

Arrivano restrizioni importanti in vista di Juve-Verona, gara in programma il prossimo 3 maggio all’Allianz Stadium. Il Prefetto di Torino ha infatti disposto il divieto di vendita dei biglietti ai residenti nella provincia di Verona, adottando il provvedimento in via preventiva per tutelare l’ordine pubblico e la sicurezza in occasione della partita.

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La decisione è maturata sulla base delle valutazioni espresse dal Comitato di Analisi per la Sicurezza nelle Manifestazioni Sportive e dal Questore di Torino, che hanno evidenziato possibili rischi legati ai recenti scontri avvenuti nel capoluogo piemontese tra tifosi del Verona e del Torino.

Nel dettaglio, il provvedimento prevede il divieto di acquisto dei tagliandi per i residenti nel territorio veronese, con una sola eccezione: potranno accedere alla vendita i possessori della fidelity card della Juventus, purché emessa prima del 31 marzo 2026. Previsto anche l’eventuale annullamento dei biglietti già acquistati e non conformi ai nuovi criteri.

COMUNICATO – «Il Prefetto di Torino ha disposto il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella provincia di Verona, in vista della partita di calcio in programma per il prossimo 3 maggio presso l’Allianz Stadium.
L’ordinanza è adottata per assicurare in via preventiva la tutela dell’ordine e della si-curezza pubblica in occasione della competizione sportiva, alla luce delle valutazioni espresse dal Comitato di Analisi per la Sicurezza nelle Manifestazioni Sportive e dal Questore di Torino, dalle quali emerge il rischio che possano verificarsi turbative do-vute ai recenti scontri che hanno coinvolto nella città di Torino i tifosi del Verona con quelli del Torino F.C.
Nello specifico, l’ordinanza prefettizia dispone:
•⁠ ⁠il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella provincia di Verona, ad esclusione dei possessori della fidelity card della Juventus FC, emessa in data anteriore al 31 marzo 2026 e contestuale annullamento dei biglietti eventualmente già venduti;
Torino, 21 aprile 2026

L’ADDETTO STAMPA
Nives Maria Salvo
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Elezioni FIGC, altra giornata chiave: Abete incontra Mariani, poi Malagò…

Elezioni FIGC, altra giornata chiave: Abete incontra il presidente della Lega Pro Mariani, le prossime tappe in programma

La marcia di avvicinamento alle elezioni per la nuova presidenza della FIGC, in programma il 22 giugno, prosegue con un’altra giornata chiave sul piano politico e istituzionale. Dopo il confronto andato in scena a Milano con la Lega Serie A, Giovanni Malagò è atteso oggi a Roma per un nuovo passaggio importante nel suo percorso di consultazioni. Il suo interlocutore sarà Matteo Marani, presidente della Lega Pro, figura sempre più centrale in questa fase di costruzione degli equilibri tra le diverse componenti del calcio italiano. La partita per il futuro della federazione si sta infatti giocando non solo sulle candidature, ma anche sulla capacità di consolidare alleanze, raccogliere consensi e presentarsi al voto con una base politica solida.

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FIGC presidenza, Marani al centro del doppio confronto tra Malagò e Abete

Il vero crocevia della giornata sarà proprio rappresentato da Matteo Marani, chiamato a confrontarsi in poche ore con due figure che possono incidere profondamente sul futuro assetto federale. In mattinata è previsto l’incontro con Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti e nome da seguire con grande attenzione nel quadro post Gravina. Nel pomeriggio toccherà invece a Malagò, sostenuto con forza dalla Serie A e impegnato a capire se il suo profilo possa raccogliere adesioni anche nelle altre aree del sistema. Questo doppio appuntamento assume un peso rilevante, perché la Lega Pro può rivelarsi uno snodo fondamentale nella costruzione dei blocchi elettorali. Le prossime ore serviranno proprio a capire quali convergenze potranno nascere e quali distanze resteranno ancora da colmare.

FIGC presidenza, sullo sfondo resta il tema della riforma del sistema

Parallelamente agli incontri politici, continua a muoversi anche il fronte istituzionale. Nel pomeriggio è atteso un nuovo intervento del ministro per lo Sport Andrea Abodi in Commissione Cultura del Senato, passaggio che si inserisce nel dibattito più ampio sulla necessità di riformare il calcio italiano. Non c’è infatti soltanto il tema del nuovo presidente federale, ma anche quello di una revisione più profonda del sistema, tra governance, regole e prospettive future. In questo scenario, la giornata di oggi può contribuire a orientare la corsa verso il 22 giugno, chiarendo meglio il peso dei candidati e il ruolo delle varie componenti chiamate a decidere il prossimo vertice della FIGC.

Lens Tolosa, semifinale di Coppa di Francia da brividi: in palio c’è anche l’Europa

Lens Tolosa, semifinale di Coppa di Francia da brividi: il Bollaert-Delelis prepara una notte pesantissima tra sogno finale e incroci europei

Il RC Lens ospita il Tolosa martedì 21 aprile allo stadio Bollaert-Delelis nella semifinale di Coppa di Francia, con calcio d’inizio alle 21:10 locali. La sfida arriva a pochi giorni dal precedente incrocio in campionato, vinto dal Lens in rimonta per 3-2, un risultato che ha confermato il momento competitivo dei Sang et Or e ha alzato ulteriormente l’attesa attorno a una gara da dentro o fuori. I riferimenti ufficiali del match compaiono sia sui canali del Tolosa sia sulla biglietteria del Lens, che segnala anche il forte afflusso di richieste per la partita.

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Lens Tolosa, il quadro europeo rende la partita ancora più decisiva

Questa semifinale interessa da vicino anche il resto della Ligue 1. La classifica ufficiale del campionato francese vede infatti oggi il Lens secondo con 62 punti, alle spalle del PSG capolista a 63. Questo dato è importante perché il regolamento sulle qualificazioni europee in Francia prevede che la vincitrice della Coppa di Francia vada in Europa League; se però il club vincitore chiude già il campionato nelle prime posizioni utili per l’Europa, il posto viene ridistribuito lungo la classifica. Il sito ufficiale della Ligue 1 chiarisce che, in questo scenario, i riflessi possono estendersi fino alla zona Conference, allargando la corsa continentale. In altre parole, una vittoria del Lens in coppa potrebbe cambiare concretamente il destino di diverse squadre francesi in lotta per l’Europa.

Lens Tolosa, storia, pressione e uno scenario extra per la Francia in Europa

Per il Lens c’è anche un valore storico enorme: il club cerca un pass per una finale che avrebbe un peso speciale, mentre il Tolosa sa già cosa significhi arrivare fino in fondo in questa competizione. Sullo sfondo resta poi un altro scenario che aggiunge tensione al finale di stagione: lo Strasburgo è ancora impegnato in Conference League, come conferma il sito UEFA, e il suo cammino europeo alimenta ulteriori combinazioni possibili nella distribuzione dei posti continentali francesi. Per questo Lens-Tolosa non è soltanto una semifinale di coppa: è una partita che può ridisegnare, almeno in parte, anche la geografia europea della prossima stagione.

Presidenza FIGC, la Serie A accelera: il programma di 29 punti per Malagò, focus sui giovani!

Presidenza FIGC, la Serie A accelera: il programma di 29 punti per Malagò, focus sui giovani! Così i club intendono rinnovare il sistema

La Serie A prova a prendere l’iniziativa nel momento più delicato del calcio italiano e lo fa costruendo una piattaforma politica e programmatica da consegnare a Giovanni Malagò nella corsa alla presidenza FIGC. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il presidente di Lega Ezio Simonelli ha raccolto un documento articolato in 29 punti, frutto delle indicazioni dei club, da cui emergono cinque macroaree considerate prioritarie: sostenibilità economico-finanziaria, sviluppo dei calciatori italiani, interventi politico-strutturali su stadi e vivai, crescita dell’attività sportiva e nuove misure da chiedere al governo. L’obiettivo comune è chiaro: rimettere in piedi il sistema dopo il nuovo fallimento della Nazionale, con la convinzione che la massima serie debba tornare a essere il motore non solo economico ma anche istituzionale del calcio italiano.

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FIGC presidenza, scommesse, stadi e vivai al centro del progetto

Nel piano illustrato dalla Gazzetta c’è un capitolo molto forte sulle misure economiche. I club chiedono una tax credit per finanziare gli investimenti sugli Under 23 italiani e sugli impianti, ma anche una revisione del Decreto Dignità, che dal 2018 vieta in Italia la pubblicità diretta e indiretta del betting. Sempre secondo il quotidiano, la battaglia è stata rilanciata con forza anche da Urbano Cairo e si accompagna alla richiesta di destinare al calcio una quota dei ricavi generati dalle scommesse sugli eventi calcistici. La Gazzetta indica che nel 2024 la raccolta delle scommesse sportive in Italia ha raggiunto i 22,8 miliardi di euro, di cui 16,1 miliardi legati al calcio: l’1% di questa quota varrebbe circa 160 milioni, risorse che i club vorrebbero reinvestire in settori giovanili, infrastrutture e accessibilità di base. Accanto a questo, il giornale segnala anche la richiesta di incentivi per i nuovi stadi e di un iter burocratico più rapido per le società.

FIGC presidenza, giovani italiani e nuovo equilibrio politico per il futuro

Un altro asse centrale del documento riguarda i vivai. La Gazzetta dello Sport spiega che la Serie A spinge per modifiche profonde al campionato Primavera, con un sistema senza classifiche, promozioni e retrocessioni, oltre al ritorno del vincolo sportivo e a incentivi per chi investe davvero sui talenti italiani. L’idea è duplice: alleggerire il tatticismo, favorire il talento e creare un legame più diretto tra lavoro dei club e futuro della Nazionale. Nel confronto politico emerso durante la riunione, Beppe Marotta ha parlato della necessità di riportare “competenza ed eccellenza”, mentre Aurelio De Laurentiis ha toccato anche il tema dei procuratori e Claudio Lotito ha ribadito la preferenza per il commissariamento rispetto alla soluzione Malagò. La sintesi definitiva del programma, scrive ancora la Gazzetta, arriverà entro 10-15 giorni: sarà allora che la Serie A proverà davvero a trasformare il proprio manifesto in una piattaforma politica capace di incidere sul futuro della FIGC.

Leao Milan, per i rossoneri è tutt’altro che incedibile! Le offerte latitano e Allegri ha un piano B

Leao Milan, per i rossoneri è tutt’altro che incedibile! Le offerte latitano e Allegri ha un piano B: occhio al futuro del portoghese

Il rapporto tra Rafael Leao e il Milan sembra arrivato a un passaggio delicatissimo. Secondo La Gazzetta dello Sport, mai come in questo momento il legame tra il club rossonero e il suo numero 10 è apparso così distante. La novità più rilevante è proprio questa: per la prima volta, il Milan non considererebbe più il portoghese un giocatore intoccabile, mentre lo stesso Leao guarderebbe con maggiore apertura alla possibilità di un trasferimento all’estero. Una svolta importante, che cambierebbe radicalmente lo scenario rispetto alle stagioni precedenti, quando il talento portoghese veniva indicato come uno dei pilastri tecnici e simbolici del progetto rossonero. Sempre secondo la rosea, il tema economico ha un peso notevole: con un residuo a bilancio ormai molto contenuto, un’eventuale cessione garantirebbe al club una plusvalenza molto alta, utile per finanziare gli obiettivi di mercato della prossima estate.

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Leao Milan, il Mondiale e il mercato possono sbloccare la situazione

Nel ragionamento del club, riferisce ancora La Gazzetta dello Sport, ci sarebbero due elementi destinati a incidere in modo decisivo. Il primo è il Mondiale 2026, che il Milan spera possa trasformarsi in una vetrina ideale per Leao con la maglia del Portogallo. Un grande torneo internazionale potrebbe infatti rilanciare ulteriormente il suo valore e attirare offerte concrete, oggi considerate ancora insufficienti o comunque non realmente sviluppate. In questo senso, il club rossonero osserva l’evoluzione del mercato internazionale con attenzione, nella convinzione che la prossima estate possa finalmente aprire uno scenario diverso. L’idea sarebbe quella di monetizzare al massimo dalla cessione del giocatore per poi reinvestire subito le risorse su un centravanti di alto livello, uno dei principali obiettivi del nuovo ciclo tecnico.

Leao Milan, Allegri ha anche un piano alternativo per rilanciarlo

Se però le offerte non dovessero arrivare o non fossero considerate adeguate, allora entrerebbe in gioco il piano alternativo di Massimiliano Allegri. Sempre secondo La Gazzetta dello Sport, il tecnico avrebbe già immaginato un utilizzo diverso di Leao, schierandolo ancora da centravanti nel 3-5-2, ruolo in cui il portoghese ha alternato lampi importanti a pause evidenti. Sarebbe una soluzione tattica pensata per valorizzarne strappi, velocità e capacità di attaccare la profondità, in attesa eventualmente di un vero numero 9. La sensazione, però, è che il ciclo di Leao al Milan sia arrivato a un momento decisivo: ora resta da capire se il mercato estero saprà davvero offrire al club la cifra giusta per chiudere una storia che sembra sempre più vicina a una svolta.

Braida si racconta: «Il Milan è tutto per me, sarò sempre milanista! Che rimpianto Totti, l’ho corteggiato tante volte. Su Allegri e su Berlusconi…»

L’ex dirigente di Barcellona e Milan, Ariedo Braida, si è raccontato così, non nascondendo il proprio amore per i rossoneri

Pochi dirigenti in Italia hanno l’esperienza e la competenza di Ariedo Braida. Con l’occasione del compimento dei suoi 80 anni, Tuttosport lo ha intervistato e sono usciti fuori tantissimi racconti, dentro un presente che si chiama Ravenna, il club nel quale lavora.

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IMPARARE – «Qualcosa da dare e insegnare in questo mondo penso di averla, ma resto sempre sul pezzo. Anche perché uno più bravo di te lo trovi sempre. Per questo non bisogna mai smettere di voler migliorare e di imparare».

GLI STIMOLI – «Si chiama passione. È quella il motore di tutto e che mi permette di non sentire la fatica. La passione rende sopportabili i sacrifici. È un fuoco che ti travolge e porta a fare chilometri ogni giorno per andare ovunque a cercare nuovi giocatori».

UN CONSIGLIO PER UN GIOVANE DS – «Di metterci tutto se stesso in quello che fa. Se fai questo lavoro in maniera svogliata, non avrai mai successo e soprattutto non troverai la forza per superare i tanti ostacoli che ci sono».

IL MILAN – «È tutto per me. Amo questo club. Sono milanista e lo sarò per sempre».

SILVIO BERLUSCONI – «Vedeva più avanti di tutti. Ricordo ancora che il primo giorno di Milan ci disse: dobbiamo diventare la squadra più forte del mondo ed essere più forti dell’invidia, delle ingiustizie e della sfortuna. Direi che ci siamo riusciti. Oggi manca una persona del genere nel nostro calcio. Berlusconi resta inarrivabile e insuperabile».

GLI ALGORITMI… – «La tecnologia la utilizzano tutti, ma non fa felice nessuno. Servono i sentimenti quando prendi una decisione. La sensazione che mi suscita vedere dal vivo un giocatore in campo, la matematica non la può quantificare».

SHEVCHENKO – «Le racconto questa: quando abbiamo preso Shevchenko, spinsi molto per quello che mi aveva trasmesso. Eppure l’ultima gara prima di chiudere la trattativa con la Dinamo Kiev, Andriy giocò male. Tanto che anche Galliani aveva dei dubbi. Io però ero sicuro di ciò che avevo visto, anche se quel giorno aveva deluso. Bisogna fidarsi anche dell’istinto. Probabilmente i dati l’avrebbero bocciato. Io invece ero talmente sicuro delle potenzialità di Sheva, che andai a casa sua con la maglia del Milan con scritto sopra il suo nome dicendogli: ‘Mettila e vincerai il Pallone d’Oro’. Cinque anni dopo è accaduto davvero».

IL PIU’ FORTE – «Messi a Barcellona. Leo era formidabile. Gli bastava toccare un pallone anche al novantesimo per farti vincere la partita. Arrivavano offerte incredibili, ma io ripetevo sempre la stessa cosa: possiamo vendere tutti ma non Messi».

UN TOP PLAYER CHE AVREBBE VOLUTO – «Totti. L’ho corteggiato tante volte: sia da ragazzino sia dopo che era diventato un campione affermato. Lui però è sempre stato di parola: non voleva lasciare la Roma e infatti è rimasto lì tutta la carriera. Lo rispetto molto per questo, anche se ogni volta che ci incontriamo gli dico ‘Francesco peccato che non mi hai ascoltato, avresti vinto il Pallone d’Oro’».

UN GIOCATORE CHE HA RESO MENO DI QUANTO CREDESSE – «Facile: Patrick Vieira, un centrocampista formidabile. Lo prendemmo nel novembre del 1995 quando aveva soltanto 19 anni. In quel Milan pieno di campioni fece fatica a trovare spazio e noi sbagliammo nel non aspettarlo. Mi fa piacere che qualche anno fa abbia dichiarato che sono il suo papà italiano. Ero sicuro sarebbe diventato un grande giocatore, ma in quel Milan la concorrenza era altissima».

IL MILAN DI OGGI – «Per il primo posto manca un gruppo di giocatori più strutturato. Servono elementi che abbiano qualcosa in più, altrimenti con questa rosa il Milan non ce la farà mai a vincere il campionato. Devono aggiungere 2-3 campioni alla Modric e Rabiot: gente che alza il livello del gruppo e di qualità superiore. A partire dall’attacco».

MAROTTA E AUSILIO SONO I NUOVI GALLIANI & BRAIDA? – «Sono un grande tandem che funziona benissimo. Il paragone ci sta. C’è poco da dire: sono i migliori in questo momento. I risultati parlano e non mentono mai. Se vinci diversi campionati e fai 2 finali di Champions in 3 anni, significa che sei bravo. Ho visto crescere entrambi: Piero si occupava dei giovani dell’Inter e ha fatto una grande carriera. Con Beppe siamo amici fin dai tempi del Varese: sono stato anche suo testimone di nozze».

ALLEGRI – «Max l’abbiamo portato al Milan per la prima volta io e Galliani nel 2010: è un grande allenatore e un vincente. Chi ha successo, vuol dire che è bravo e Allegri dove è andato ha sempre fatto bene. Sta facendo un grande lavoro per riportare i rossoneri ai primi posti».

IN COSA È SPECIALE MAX – «Conosce il calcio e i calciatori: pensa sia importante vincere e gioca in funzione di quello. La sua virtù è il saper gestire le situazioni: sa motivare e capire le problematiche dei giocatori. Inoltre Max è bravissimo a comunicare. Il Milan deve tenerselo stretto».

UN GIOVANE TALENTO CHE GLI PIACE – «Di primo acchito non mi vengono nomi, il che la dice lunga sulle difficoltà del nostro calcio. Ripenso ai miei ragazzi della Cremonese, ma ormai sono noti. Carnesecchi è diventato uno dei migliori portieri. Fagioli fa la differenza. E occhio a Gaetano: ha una tecnica superiore alla media».

Dybala Roma, colpo di scena: l’addio non è più così scontato! I Friedkin pensano al rinnovo, tutto dipenderà da quel fattore

Dybala Roma, colpo di scena: l’addio non è più così scontato! I Friedkin pensano al rinnovo, tutto dipenderà da quel fattore: la situazione

La storia tra Paulo Dybala e la Roma potrebbe non essere arrivata ai titoli di coda. Secondo il Corriere dello Sport, nelle ultime settimane la famiglia Friedkin ha ricominciato a valutare seriamente la possibilità di prolungare il contratto dell’attaccante argentino, oggi in scadenza il 30 giugno 2026. Il nodo principale resta economico: Dybala è tra i giocatori più pagati della rosa, con un ingaggio da circa 6 milioni di euro netti a stagione, e finora non c’era stata una vera accelerazione sul rinnovo. Nel prepartita di Roma-Atalanta, però, il direttore sportivo Ricky Massara ha confermato che esiste un dialogo aperto con i giocatori in scadenza, compreso lo stesso argentino, lasciando quindi la porta aperta a ogni scenario.

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Dybala Roma, il fattore marketing pesa nelle riflessioni del club

Sempre secondo il Corriere dello Sport, uno degli elementi che spingono il club a riflettere sul prolungamento è il valore di Dybala anche fuori dal campo. La Joya, infatti, viene considerata un asset strategico sul piano dell’immagine, del richiamo sui tifosi e dell’attrattiva verso sponsor e partner commerciali, soprattutto in una fase simbolicamente importante per il club. La formula allo studio, riferisce il quotidiano, non prevederebbe però una conferma alle cifre attuali: l’idea sarebbe quella di abbassare la parte fissa dell’ingaggio e legare una quota più consistente a bonus su presenze e rendimento, così da tutelare la Roma rispetto ai problemi fisici che hanno spesso limitato il numero 21 nelle ultime stagioni. Si tratta, al momento, di valutazioni in corso e non di un accordo già definito.

Dybala Roma, sullo sfondo restano Turchia e soprattutto il sogno Boca Juniors

Intorno al futuro dell’argentino continuano comunque a muoversi anche piste alternative. Restano vive, secondo la stampa sportiva, le attenzioni dalla Turchia, mentre sul piano emotivo pesa sempre il richiamo del Boca Juniors. A confermarlo indirettamente è stato anche Leandro Paredes, che nelle ultime ore ha ribadito pubblicamente come Dybala abbia voglia di vestire un giorno la maglia xeneize. È un elemento che alimenta le voci, ma non equivale a un’intesa imminente. Per ora, il quadro resta aperto: la Roma riflette, Dybala non ha chiuso la porta, e il rinnovo — che fino a poco tempo fa sembrava improbabile — è tornato davvero tra le opzioni possibili.

Cafu schietto: «Caso Gasperini-Ranieri alla Roma? Le polemiche non mi piacciono, non sono due ragazzini!»

L’ex terzino di Roma e Milan, Cafu, ha voluto dire la sua in merito al caso scoppiato alla Roma per le frizioni interne tra Ranieri e Gasperini

É stato uno dei più grandi esterni difensivi mai visti su un campo di calcio. Il calcio italiano si è goduto Marcos Cafu con le maglie di Roma e Milan. Oggi il brasiliano parla su La Gazzetta dello Sport osservando da lontano la nostra Serie A (ed anche altro).

IL LAVORO DI GASPERINI – «Ottimo. I problemi ci sono ovunque, in tutte le squadre, ma quanto ha fatto Gasperini in questa prima stagione è stato notevole e spero che il prossimo anno possa far sognare di nuovo la Roma con la vittoria dello scudetto».

IL DISCORSO CHAMPIONS È ANCORA APERTO – «Assolutamente. C’è ancora tanto da giocare, la Roma ha delle chance, dipende da come se le gioca ma recuperare 5 punti quando ce ne sono 15 a disposizione non è impossibile».

LA POLEMICA TRA RANIERI E GASP – «Caspita… Il calcio nel rettangolo di gioco segnato dalle quattro linee è così bello… Le polemiche non mi piacciono, a me piaceva giocare e ora piace il gioco, l’azione, la partita, il rispetto per gli avversari e il divertimento in campo. E poi dai, sono due uomini fatti, hanno esperienza, non sono due ragazzini caspitarola. Erano lì per trasmettere tranquillità ai calciatori e invece guarda che roba… Spero si possa girar pagina il prima possibile».

IL MILAN – «Detto che l’Inter è tornata ad essere fortissima e conquisterà il titolo, il Milan lo vedo bene anche per il prossimo anno. È una squadra con esperienza e che ha le idee chiare. Spero possa arrivare in Champions, così le cose cambieranno completamente. Il Milan è solido, ha una bella società alle spalle, è sulla buona strada».

CHIVU – «Sta facendo un lavoro fantastico, come allenatore sta dimostrando tutte le qualità che aveva da giocatore. Con lavoro, competenza e pazienza ha costruito una gran bella squadra. Lo scudetto è praticamente vinto e spero che il prossimo anno possa tornare a far bene anche in Champions, del resto l’Inter nelle ultime 4 stagioni ha alternato un anno in finale a un anno meno positivo in Europa».

LA NAZIONALE AZZURRA – «Io sono molto amico di Rino (Gattuso, ndr), sono innamorato dell’Italia e del calcio italiano, per uno che ha giocato 11 anni in Serie A non è bello vedere la Nazionale azzurra di nuovo fuori dal Mondiale visto quello che ha fatto in passato. È chiaro che bisogna cambiare. Il potenziale c’è, tanto come club che come giocatori, e non si riesce a tirarlo fuori. È dura per me che sono un innamorato esterno, figuriamoci per voi. Non riesco a immaginarlo».

LA SERIE A HA DELLE RESPONSABILITÀ – «Non credo. Io continuo a vedere delle ottime squadre. Il problema è che la mentalità degli Azzurri è completamente diversa, si parla di un popolo, di una nazione, di un Paese, la pressione è molto differente».

TROPPI STRANIERI IN SERIE A – «Io non penso sia il problema. Se la causa fosse quella l’Inghilterra non dovrebbe qualificarsi mai vista la quantità di stranieri in Premier League. Anche ai miei tempi c’erano tanti stranieri e l’Italia ai Mondiali vinceva. È un problema di struttura».

SE ANCELOTTI VINCE IL MONDIALE COL BRASILE TORNA IN ITALIA – «No no, macché. Carlo sta bene dove sta. Rio, spiaggia, Carnevale… Mister non te ne andare, stai con noi! Scherzi a parte, la decisione è sua, con una certezza: dovunque andrà saranno tutti felici perché è un grande professionista, lavora, è competente».

IL CASO NEYMAR PUÒ CONDIZIONARLO – «Non credo proprio. Sa ciò che deve fare, lo vedo super tranquillo. E poi Ancelotti è una persona molto onesta e corretta, la decisione che prenderà sarà la nostra decisione, di tutti i brasiliani».

IL BRASILE AL MONDIALE – «Io sono molto fiducioso. Abbiamo esperienza e un grande allenatore che ha un solo problema, il tempo: Ancelotti non ne ha avuto a sufficienza per lavorare, e finora per problemi e inconvenienti vari non è riuscito a ripetere neanche una volta la stessa formazione per due partite di fila. Deve trovare la sua squadra nelle poche settimane che portano al torneo, da metà campo in su siamo fortissimi. Se Ancelotti riesce a rendere più solida la difesa ci siamo. Noi un gol a partita lo facciamo sicuro, se non incassiamo… Poi è chiaro, ci sono grandi rivali, Portogallo, Argentina, Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, tutte nazionali che a parte il Portogallo hanno già vinto. La pressione è normale, e mi piace. Siamo il Brasile, l’unica nazionale con 5 stelle, e non vinciamo da tanto. Ma dopo la vittoria nel 1970 siamo rimasti 24 anni senza vincere e poi abbiamo fatto 3 finali consecutive, con due vittorie. Io c’ero. Ora sono altri 24 anni. Sembra l’anno buono per vincere, è il nostro momento».

VINICIUS – «Per me è fortissimo. È un ragazzo che deve solo giocare a calcio e dimenticare tutto il resto. I giovani di oggi fanno più fatica ad isolarsi, per loro è la sfida più grande. Se la vincono sono crack. Il Mondiale sono appena 8 partite: è la strada migliore per spegnere qualsiasi tipo di polemica e Vinicius con Ancelotti ha una grande occasione per dimostrare al mondo intero il suo grande valore».

Roma, i Friedkin votano Gasperini! La presa di posizione e occhio al futuro di Ranieri: il dirigente al bivio

Roma, i Friedkin votano Gasperini! La presa di posizione e occhio al futuro di Ranieri: il dirigente al bivio tra l’addio e un nuovo ruolo in società

La Roma prova a rimettere ordine dopo giorni di tensione interna e, secondo il Corriere dello Sport, la proprietà dei Friedkin ha ormai scelto con decisione da che parte stare. La linea dettata da Dan Friedkin sarebbe infatti chiara: avanti con Gian Piero Gasperini, considerato ancora il punto centrale del progetto tecnico giallorosso. Il quotidiano spiega che le frizioni esplose nelle ultime settimane, soprattutto dopo l’affondo di Claudio Ranieri, non hanno modificato l’orientamento del presidente, che continua a ritenere l’allenatore il profilo giusto per guidare il nuovo corso romanista. Una scelta che, sempre secondo il Corriere dello Sport, nasce da lontano e affonda le radici nell’incontro riservato avuto oltre un anno fa a Firenze, quando i Friedkin decisero di puntare proprio su Gasperini.

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Roma, il caso Ranieri-Gasperini resta aperto e la distanza appare netta

La conferma della fiducia a Gasperini apre però inevitabilmente un altro fronte: quello del rapporto con Claudio Ranieri, oggi descritto dal Corriere dello Sport come sempre più distante dal tecnico sia sul piano umano sia su quello professionale. Il giornale racconta che i due si ignorerebbero ormai da giorni e che, andando avanti con Gasperini, il ruolo del senior advisor potrebbe essere ulteriormente allontanato dalle dinamiche di squadra. Non viene esclusa, in questa ricostruzione, neppure l’ipotesi che possa essere lo stesso Ranieri a fare un passo indietro, soprattutto se non dovesse più essere coinvolto direttamente nelle scelte. La proprietà, infatti, continuerebbe a stimarlo profondamente, ma allo stesso tempo starebbe cercando una soluzione per evitare che la convivenza interna produca nuovi strappi in un momento delicato della stagione.

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Roma Gasperini, non solo panchina: a giugno può cambiare anche la struttura del club

Il Corriere dello Sport allarga poi il discorso alla struttura della società, spiegando che la rivoluzione prevista per giugno non riguarderebbe soltanto la squadra. Sul tavolo ci sarebbero valutazioni anche sul direttore sportivo Ricky Massara, con cui Gasperini non avrebbe mai trovato un vero allineamento, e più in generale sull’organigramma del club, giudicato troppo fragile e poco definito in alcuni ruoli chiave. Sempre secondo il quotidiano, la mancanza di figure apicali ben identificate e di deleghe nette avrebbe favorito incomprensioni, vuoti di potere e tensioni interne. Per questo, il sostegno dei Friedkin a Gasperini non rappresenterebbe soltanto una scelta sulla panchina, ma anche il primo passo verso una ridefinizione più ampia degli equilibri dentro la Roma.

Lukaku Napoli, frattura ancora aperta: il club pensa già all’addio in estate! Ecco le possibili destinazioni

Lukaku Napoli, frattura ancora aperta: l’attaccante non saluta Conte e torna in Belgio, il club pensa già all’addio in estate! Le possibili destinazioni

Il rapporto tra Romelu Lukaku e il Napoli resta profondamente compromesso. Secondo La Gazzetta dello Sport, il recente rientro dell’attaccante belga a Castel Volturno non ha riportato serenità, ma ha soltanto prodotto una tregua momentanea tra le parti. Il centravanti si è trattenuto poco al centro sportivo, senza nemmeno incrociare Antonio Conte e i compagni, per poi ripartire con l’autorizzazione del club. La sensazione, raccontata dalla rosea, è che il caso sia tutt’altro che chiuso e che il riavvicinamento sia soltanto formale, in attesa di scrivere l’epilogo definitivo di una vicenda diventata sempre più pesante nel corso delle ultime settimane.

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Lukaku Napoli, il Belgio, la multa e il peso economico della vicenda

Sempre secondo La Gazzetta dello Sport, Lukaku completerà ad Anversa il proprio percorso di riatletizzazione, probabilmente ancora con il preparatore Lieven Maesschalck, con l’obiettivo di tornare pronto in un paio di settimane. Sul tavolo resta anche il tema della sanzione economica: il quotidiano parla di una multa pari al 20% del lordo mensile, cioè circa 150 mila euro, dopo la decisione del giocatore di non rientrare a fine marzo e di proseguire autonomamente il recupero in Belgio. Il Napoli, però, avrebbe scelto un profilo basso soprattutto per ragioni di convenienza economica: il club vuole limitare i danni patrimoniali e contenere una possibile minusvalenza legata a un investimento molto importante tra costo del cartellino e stipendio.

Lukaku Napoli, Turchia o Arabia sullo sfondo per la cessione estiva

È proprio per questo che, nella ricostruzione della Gazzetta, l’ipotesi più concreta guarda ormai all’estate e a una separazione. Il giornale indica Turchia e Arabia Saudita come mercati potenzialmente interessati, scenari che potrebbero consentire al Napoli di alleggerire il peso dell’operazione e al giocatore di ripartire altrove. In questa fase, il compito più delicato spetterà al manager Federico Pastorello e al direttore sportivo Giovanni Manna, chiamati a trovare una soluzione che riduca l’impatto economico e chiuda senza ulteriori strappi una vicenda già molto logorata. Per la rosea, il ritorno di Big Rom in azzurro oltre la fine della stagione appare sempre più difficile: il futuro sembra ormai scritto lontano da Napoli.

Rakitic consiglia l’Italia: «Inconcepibile un Mondiale senza Azzurri, ecco cosa farei». Poi svela il retroscena sulla Juve e sull’Inter

L’ex centrocampista di Barcellona e Siviglia, Ivan Rakitic, ha voluto dire la sua in merito alla non qualificazione dell’Italia per il Mondiale 2026

Ivan Rakitic, vice-campione del mondo con la Croazia nel 2018, campione di Barcellona e Siviglia, racconta sul Corriere dello Sport la sua visione dopo la mancata partecipazione dell’Italia al Mondiale 2026.

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COSA FARE – «Vanno evitate le zone comfort, i nuovi calciatori vinceranno le sfide con il futuro se rinunceranno alle cose facili. Vanno intraprese le strade che ti mettono in discussione, rinunciando ai pranzi o alle merende che prepara la nonna. La vita che non ti sfida non ti stimola. Questo devono fare i giovani, questo devono fare gli italiani che vogliono riconquistare il mondo».

ITALIA OUT – «Sono dispiaciuto. Il Mondiale senza l’Italia per me è inconcepibile. Anche se purtroppo un buco di sedici anni rappresenta anche un fatto culturale e generazionale. Quanti giovani italiani hanno perso la loro crescita emozionale e sportiva insieme a quelle settimane che si trascorrono nel periodo mondiale, condividendo le imprese della propria nazionale. C’è un problema di educazione sportiva sentimentale. Non so spiegarmi cosa sia accaduto, mi sono sempre sentito vicino alla Nazionale italiana. È un fatto enorme».

GATTUSO – «È un mio caro amico. Gli ho fatto l’in bocca al lupo prima della gara con la Bosnia. Ma non ho ancora avuto il coraggio di chiamarlo».

SENZA UNA CHAMPIONS DAL 2010 – «Oltre quindici anni, un altro dato impressionante. I numeri non piacciono a chi gioca al calcio, però raccontano una verità. E bisogna tenerne conto».

LE SOLUZIONI – «Non è facile, però colpisce quello che mi raccontava Diego Perotti (che ha giocato nel Siviglia con Rakitic dal 2011 al 2014, nda): un campionato Primavera è stato vinto con una squadra priva di italiani. Bisognerebbe cambiare alcune regole. Investire sui giovani è denaro perso? In Spagna c’è un sistema con le giovanili che consente continuità e presenze a buon livello. Ma sono processi lunghi. A volte non si trova, in un club, il momento giusto per far emergere un giovane».

RUGGERI IN SEMIFINALE CON L’ATLETICO MADRID – «Sì, bravo. Bisogna avere il coraggio di non accontentarsi del luogo sicuro, della pasta preparata dalla nonna e mettersi in testa che è necessario affrontare fuori dalle zone sicure il proprio destino di calciatore».

IN ITALIA POCO RITMO – «Difficile dirlo da fuori, però se lo affermano tecnici competenti e capaci qualche verità c’è. Bisogna lavorare su questo. È anche inspiegabile che certi calciatori funzionino nei propri club, l’Inter comunque ha giocato due finali di Champions dal 2023 al 2025, e non brillino con la Nazionale».

VICINO A UN CLUB DI A – «In molte circostanze, peccato non esserci riuscito. È un mio rammarico. Juve? Inter? Sì, vero. Sono stato ad un passo».

IL FUTURO DI MODRIC – «Deciderà lui. È felice al Milan, credo che continuerà lì. Non c’è un suo erede, lui è inimitabile. Per la stessa storia del calcio mondiale. Nikola Moro? Può essere, si trova bene a Bologna, può crescere e in un futuro anche ambire ad un top club, ma io sono un fan di Mario Pasalic. Un centrocampista da area a area, sa giocare ovunque. Ma spero che Modric continui ancora per molto, due o tre anni».

LA PROSSIMA STAR DEL CALCIO CROATO – «Ne vedo tre. Io penso che possa affermarsi ad alti livelli Luka Vuskovic, difensore dell’Amburgo, il cartellino è però del Tottenham, difensore centrale. Ma credo molto nelle qualità di Martin Baturina, sta facendo benissimo con il Como, assist, giocate, ritmo, anche grazie a Fabregas: è l’esempio di un calciatore che è uscito dalla sua comfort zone a Zagabria, dove era già brillantissimo. Infine il difensore Josko Gvardiol del Manchester City».

CHI CONQUISTERÀ EUROPA LEAGUE, CHAMPIONS E MONDIALE – «Emery con l’Aston Villa è un serio candidato. Vincere è anche questione di metodo e lui sa applicarlo in club diversi, soprattutto addestrando e preparando i giovani. La mia favorita in Champions è il Psg, il Mondiale sarà invece una lotta fra Germania, Argentina, Spagna, Francia. Con una sorpresa: forse proprio la Croazia».

Mourinho Real Madrid, Florentino Perez stuzzicato dal clamoroso ritorno dello Special One! Gli scenari

Mourinho Real Madrid, Florentino Perez stuzzicato dal clamoroso ritorno dello Special One! Gli scenari in caso di addio di Arbeloa

Il nome di José Mourinho torna a scaldare il futuro del Real Madrid. Secondo quanto riportato da Marca, il tecnico portoghese è di nuovo tra i candidati più credibili per raccogliere l’eredità di Alvaro Arbeloa al termine della stagione. A rilanciare questa ipotesi è stato il rendimento recente del Benfica, capace di restare imbattuto in campionato dopo il successo pesantissimo nel derby contro lo Sporting Lisbona. Una vittoria che ha acceso nuovamente i riflettori sul lavoro dello Special One, tornato protagonista in Portogallo con una squadra che ha mostrato personalità, compattezza e capacità di reagire nei momenti più delicati.

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Real Madrid, il profilo di Mourinho torna d’attualità per il dopo Arbeloa

Sempre secondo Marca, il nome dell’ex allenatore di Inter e Roma sarebbe tornato in alto nella lista dei possibili successori di Arbeloa, insieme ad altri profili di primo piano. L’idea di un ritorno di Mourinho a Madrid, a tredici anni dalla sua prima esperienza sulla panchina blanca, nasce dalla volontà di restituire al club una mentalità feroce e una leadership forte. Il presidente Florentino Perez, ancora molto legato al tecnico portoghese, starebbe riflettendo su questa possibilità, pur senza aver ancora mosso passi definitivi. Al momento, infatti, la chiamata decisiva non sarebbe ancora arrivata.

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Mourinho Real Madrid, il futuro resta aperto tra suggestione e attesa

Il quadro, dunque, resta ancora in evoluzione. Marca evidenzia come il Real Madrid voglia aspettare la fine della stagione prima di prendere una decisione definitiva, ma il nome di Mourinho continua a circolare con forza per il suo profilo internazionale, la sua esperienza e la sua capacità di incidere subito nei grandi club. Intanto il tecnico portoghese resta concentrato sul Benfica, ma dalla Spagna il suo nome viene ormai considerato una candidatura concreta. Il possibile Mourinho bis sulla panchina del Real Madrid è una suggestione che, giorno dopo giorno, sembra prendere sempre più corpo.

Gila via dalla Lazio? C’è anche il Napoli! Le parole dell’agente infiammano il mercato

Gila via dalla Lazio? Anche il Napoli in corsa per l’acquisto del difensore spagnolo! Le parole dell’agente infiammano il mercato

Il futuro di Mario Gila, difensore spagnolo della Lazio, continua a far discutere, soprattutto dopo le recenti dichiarazioni del suo agente Alejandro Camano. Il tema è stato rilanciato dal Corriere dello Sport, che ha acceso i riflettori sul possibile interesse del Napoli nei confronti del centrale biancoceleste. Il procuratore, intervenuto ai microfoni di Radio CRC, ha però voluto subito chiarire come il pensiero del giocatore sia oggi rivolto esclusivamente al finale di stagione con la Lazio. Camano ha spiegato che Gila resta concentrato sugli obiettivi del club, sottolineando come questo sia un momento importante per la squadra, ancora in corsa anche in Coppa Italia.

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Gila Lazio, nessun contatto diretto ma il Napoli resta sullo sfondo

Sul tema mercato, il procuratore ha mantenuto una linea molto netta. Ha precisato di non aver parlato con nessuna società del futuro del difensore e ha ribadito che qualsiasi eventuale proposta dovrà prima passare dalla Lazio, unica titolare dei diritti sul cartellino del calciatore. Un messaggio chiaro, che chiude almeno per ora a trattative parallele o contatti già avanzati. Allo stesso tempo, però, le sue parole sul Napoli non sono passate inosservate e hanno inevitabilmente alimentato nuove voci attorno a Gila.

Gila Lazio, rinnovo congelato e futuro ancora da definire

Un altro aspetto rilevante riguarda il rinnovo. Camano ha ammesso che, al momento, non ci sono stati confronti con la società su un prolungamento del contratto, pur mantenendo toni sereni e distesi. Il centrale spagnolo, considerato uno dei profili più solidi del campionato nel suo ruolo, resta dunque un nome da seguire con attenzione in vista dell’estate. Per ora, però, la priorità resta una sola: chiudere al meglio la stagione con la maglia della Lazio.

Bastoni Barcellona, la risposta di Ausilio è un bluff? L’indiscrezione: «Apertura totale e principio di accordo!»

Bastoni Barcellona, la risposta di Ausilio è un bluff? L’indiscrezione: «Apertura totale e principio di accordo!». Quale futuro per il difensore?

Il nome di Alessandro Bastoni continua a occupare il centro della scena in casa Inter, tra questioni di campo e rumors di mercato. Secondo La Gazzetta dello Sport, il difensore nerazzurro si è allenato ancora a parte e non verrà convocato da Cristian Chivu per la semifinale di Coppa Italia contro il Como. La gestione, però, era già stata pianificata: l’idea del club è concedergli una settimana piena di lavoro senza partite per migliorare la condizione della caviglia e ritrovare brillantezza atletica. Anche Chivu, nella conferenza stampa precedente alla sfida con il Cagliari, aveva spiegato che Bastoni non era al massimo per via del problema alla caviglia e che lo stop serviva proprio per recuperare al meglio.

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Bastoni Inter, il pressing del Barcellona e il nodo economico

Parallelamente al tema fisico, resta apertissimo quello legato al Barcellona. La Gazzetta dello Sport scrive che i blaugrana continuano a spingere sul centrale mancino dell’Inter, considerato un profilo ideale per caratteristiche tecniche e costruzione del gioco. Sempre secondo il quotidiano, l’area sportiva nerazzurra sarebbe stata informata dei contatti ripetuti tra l’entourage del calciatore e il club catalano. La stessa fonte parla anche di una forte apertura del giocatore e di un principio d’intesa sulle future condizioni personali, ma si tratta di indiscrezioni giornalistiche che non risultano confermate ufficialmente dall’Inter o dal Barcellona. Il punto fermo, invece, riguarda la valutazione economica: la rosea indica una richiesta dell’Inter attorno ai 70 milioni di euro, cifra che al momento rappresenta la base da cui partire per qualsiasi eventuale confronto.

LEGGI ANCHE: Ausilio chiarisce: «Mai avuto dubbi su Chivu. Bastoni ha un contratto con l’Inter, ecco quale sarà il suo futuro»

Bastoni Inter, Ausilio alza il muro e il rientro resta nel mirino

A rafforzare la posizione del club ci ha pensato Piero Ausilio, intervenuto a margine del premio Inside The Sport 2026 a Coverciano. Il direttore sportivo nerazzurro ha ribadito che Bastoni ha un contratto con l’Inter e che, fino a oggi, non esistono elementi concreti per pensare a un suo addio. Ha poi aggiunto che, se qualcuno è interessato, conosce perfettamente i numeri da chiamare. Una presa di posizione chiara, che prova a spegnere almeno in parte il rumore proveniente dalla Spagna. Intanto, l’urgenza per il difensore resta soprattutto psico-fisica: l’obiettivo è tornare a disposizione per la trasferta contro il Torino, in un finale di stagione che per l’Inter profuma sempre di più di scudetto.

Mercato Milan, è Sorloth l’attaccante per Allegri! Il piano d’azione con l’Atletico Madrid e le alternative sullo sfondo

Mercato Milan, è Sorloth l’attaccante per Allegri! Il gigante norvegese rispecchia l’identikit chiesto dal tecnico, i rossoneri studiano la strategia

Il Milan guarda già alla prossima stagione e, secondo La Gazzetta dello Sport, il nome che sta guadagnando terreno per l’attacco è quello di Alexander Sorloth, centravanti norvegese dell’Atletico Madrid. La riflessione nasce da un’esigenza precisa: dopo una seconda parte di campionato in cui il reparto offensivo non ha garantito continuità realizzativa, i rossoneri vogliono inserire un numero 9 di livello internazionale, pronto per reggere il peso della Champions League e delle ambizioni future. La squadra di Massimiliano Allegri, intanto, ha rafforzato la propria posizione nella corsa europea grazie al successo di Verona, che l’ha lasciata al secondo posto con 66 punti a cinque giornate dalla fine, avvicinando ulteriormente la qualificazione alla prossima edizione della coppa più importante.

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Sorloth Milan, i numeri con l’Atletico e la trattativa possibile

Sempre secondo La Gazzetta dello Sport, Sorloth piace perché unisce esperienza internazionale, struttura fisica e duttilità. L’attaccante norvegese, nato il 5 dicembre 1995, è alto 195 centimetri, è sotto contratto con l’Atletico Madrid fino al 2028 ed è stato acquistato dal club spagnolo nell’agosto 2024. La rosea sottolinea come il suo impatto stagionale sia stato positivo pur senza essere un titolarissimo fisso per Diego Simeone. Proprio questo aspetto rende l’operazione potenzialmente percorribile: il quotidiano parla di una richiesta iniziale vicina ai 40 milioni, ma ipotizza che la base possa abbassarsi in caso di trattativa concreta.

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Mercato Milan, le alternative restano vive ma il norvegese convince Allegri

Nel piano rossonero, riferisce ancora La Gazzetta dello Sport, Sorloth avrebbe scalato posizioni rispetto ad altri profili seguiti dall’area tecnica. Serhou Guirassy resta molto complicato per costi, mentre Nicolas Jackson, Robert Lewandowski, Dusan Vlahovic e Nicolò Tresoldi vengono indicati come piste diverse per età, ingaggio o sostenibilità complessiva. Il punto chiave, però, è l’identikit richiesto da Allegri: un attaccante pronto, affidabile, con personalità e abitudine a contesti competitivi di alto livello. In questo senso il centravanti dell’Atletico risponde alle caratteristiche cercate dal Milan, che vuole costruire una rosa più profonda e più esperta per la stagione 2026/27. Al momento non posso confermare che esista già una trattativa avanzata, ma la fonte indicata colloca Sorloth come uno dei nomi più concreti sul tavolo rossonero.

Conte Napoli, il futuro rimane un rebus: il tema della discussione non riguarda solo la Nazionale! Occhio ai nomi in caso di addio

Conte Napoli, il futuro rimane un rebus: il tema della discussione tra il tecnico e De Laurentiis non riguarda solo la Nazionale! Il punto

Il futuro di Antonio Conte sulla panchina del Napoli continua a restare un tema aperto. Secondo il Corriere dello Sport, la sconfitta interna contro la Lazio ha riacceso dubbi, riflessioni e divisioni attorno alla posizione del tecnico, proprio nel momento in cui il club è ancora impegnato a blindare la qualificazione alla prossima Champions League. Il quotidiano sottolinea come, per la prima volta negli ultimi due campionati, al Maradona si siano sentiti anche alcuni fischi, seppur isolati, in un contesto in cui la priorità dell’ambiente resta comunque quella di chiudere la stagione centrando l’obiettivo europeo. Lo scenario economico e tecnico del Napoli, secondo il giornale, dipende infatti in modo diretto dall’accesso alla coppa più importante, soprattutto considerando il livello degli investimenti già sostenuti nelle ultime stagioni.

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Conte Napoli, le parole di De Laurentiis e la replica dell’allenatore

Il nodo principale, però, riguarda il rapporto tra Conte e il club. Il Corriere dello Sport richiama le parole di Aurelio De Laurentiis, che nei giorni scorsi aveva spiegato di aspettarsi una decisione chiara e tempestiva dal suo allenatore, escludendo l’ipotesi di un addio improvviso all’ultimo momento. Dopo la sconfitta con la Lazio, Conte ha scelto una linea prudente, ribadendo di non voler replicare pubblicamente al presidente e di voler rimandare ogni discorso al momento opportuno, mantenendo il focus sulla corsa Champions. Sempre secondo il quotidiano, il tema centrale non sarebbe tanto l’eventuale pista Nazionale, quanto piuttosto la sintonia tra le idee del tecnico e i piani futuri della società. È proprio su questa convergenza, sportiva e progettuale, che si giocherà la possibilità di andare avanti insieme.

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Conte Napoli, tra permanenza e possibili alternative per la panchina

Il Corriere dello Sport evidenzia anche come a Napoli il dibattito sia ormai diviso tra chi vorrebbe dare continuità al ciclo di Conte, legato al club fino al 2027, e chi invece considera possibile una svolta dopo una stagione più complessa del previsto. In quest’ottica, il quotidiano parla anche di eventuali alternative da tenere sullo sfondo qualora non si arrivasse a una conferma, citando profili come Roberto Mancini, Maurizio Sarri e Vincenzo Italiano. Al momento, però, non risulta alcuna decisione definitiva: il passaggio chiave sarà il confronto tra Conte, De Laurentiis e il management azzurro, previsto quando il traguardo Champions sarà più vicino o acquisito. Fino ad allora, il futuro del Napoli resterà inevitabilmente legato al nome del suo allenatore.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 21 aprile 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Klopp al Real Madrid: si porta anche Yildiz

Il tecnico tedesco è uno dei candidati alla panchina del club spagnolo, ma fissa alcune condizioni: vuole Yildiz al Bernabeu

Jurgen Klopp è pronto a tornare. Il tecnico tedesco è tentato dalla proposta di allenare il Real Madrid, ma ha fatto alcune richieste a Florentino Perez.

Il sì dell’ex Liverpool è legato ad un mercato faraonico, da quasi 200 milioni di euro: l’idea dell’allenatore è di portare al Bernabeu alcuni dei migliori talenti attualmente in circolazione e costruire su di loro il Real del futuro.

Tre in particolare, secondo quanto riferito da El Nacional, i nomi fatti dallo stesso Klopp, uno per reparto: Nico Schlotterbeck, del Borussia Dortmund, per il quale c’è una clausola da 60 milioni; Rodri del Manchester City, per il quale sarebbe pronta una proposta da 40 milioni; Kenan Yildiz, fresco di rinnovo, per una cifra intorno ai settanta milioni di euro.

Un mercato faraonico dunque che Klopp esige per dire sì al suo ritorno in panchina e chiudere l’esperienza fuori dal campo. Il piano proposto al Real non sembra però così facile da realizzare, nonostante la volontà di Perez di accontentare il tecnico.

Klopp vuole Yildiz al Real: affare difficile

L’ostacolo più grande in tema di calciomercato potrebbe essere rappresentato proprio dalla Juventus.

Yildiz esulta dopo il gol al Pisa
Yildiz al Real: lo chiama Klopp (Instagram Kenan Yildiz) – Calcionews24.com

Il club bianconero ha da poco ufficializzato il rinnovo di contratto del turco e vuole farne il simbolo del nuovo corso: si spiega così l’ingaggio da oltre sei milioni di euro, una cifra che – al netto di quel che accadrà con Vlahovic – ne fa il calciatore più pagato della rosa.

Difficile che dopo un’investitura del genere, la Juventus possa poi sedersi ad un tavolo per trattare la cessione di Yildiz, a meno che non arrivino offerte irrinunciabili. Offerte molto più alte dei settanta milioni paventati dalla Spagna.

Una cessione di Yildiz, che resta altamente improbabile, potrebbe diventare fattibile soltanto davanti a cifre vicine ai cento milioni di euro, cifre che il Real non sembra orientato a spendere per acquistare un unico calciatore, anche se di grande talento.

Tutto lascia presupporre, dunque, che la richiesta di Klopp di avere con sé Yildiz al Real Madrid non sia facile da esaudire. Certo, nel calciomercato non si può mai escludere nulla, ma ad oggi la volontà della Juventus è chiara: fare del turco il perno della squadra del futuro.

Frattesi Inter, spunta l’indiscrezione a sorpresa di Moretto: il centrocampista può lasciare in estate

Frattesi Inter, scenario aperto: secondo Moretto i nerazzurri possono cederlo nella sessione estiva! Le ultimissime

Nonostante il contributo importante offerto nella cavalcata verso il ventunesimo scudetto, il futuro di Davide Frattesi all’Inter resta avvolto dall’incertezza. Pur godendo della stima dell’ambiente, le dinamiche di mercato e la volontà del giocatore di trovare maggiore continuità potrebbero portare a una separazione già nella prossima sessione estiva. La dirigenza nerazzurra sta valutando con attenzione come preservare i pilastri della rosa, ma per l’ex Sassuolo la porta non appare blindata.

Secondo quanto riportato da Matteo Moretto, l’Inter non considera Frattesi un elemento totalmente incedibile: davanti a un’offerta ritenuta adeguata, il club sarebbe disposto a sedersi al tavolo delle trattative. In questo scenario torna a farsi sentire la Roma, che non ha mai smesso di monitorare il centrocampista e potrebbe tentare un nuovo assalto nei prossimi mesi, riaprendo un intreccio di mercato che promette di animare l’estate giallorossa e nerazzurra

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Le parole di Moretto

NOME IN USCITA – «Per il mercato estivo, occhio al nome di Davide Frattesi. Anche nella prossima estate parleremo di lui e delle squadre interessate a Frattesi, è un nome potenzialmente in uscita. Qualora dovesse arrivare la risposta giusta, l’Inter la prenderebbe in considerazione».

PRESSING DELLA ROMA – «Vi posso dire che una delle squadre che non ha mai distolto l’attenzione da Frattesi è la Roma, capiremo se ci saranno progressi in merito. L’Inter vuole mantenere dei pilastri dell’attuale rosa anche nella rosa del futuro, sta capendo il percorso da fare con alcuni calciatori, in scadenza come Mkhitaryan o non in scadenza».

Fiorentina, parla Vanoli: «Potevamo fare meglio nel primo tempo, abbiamo avuto diverse occasioni, poi nel secondo tempo…»

Lecce Fiorentina, nel post gara Vanoli è intervenuto ai microfoni di Dazn per analizzare la partita di Serie A

Al termine di Lecce Fiorentina, Paolo Vanoli è intervenuto ai microfoni di Dazn. Queste le dichiarazioni dell’allenatore dei viola:

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PAROLE – «Gli ultimi impegni ravvicinati ci hanno tolto tanto dal punto di vista fisico. Lo abbiamo pagato, ma faccio un applauso ai miei ragazzi che sono entrati con la testa giusta. Potevamo fare meglio nel primo tempo, abbiamo avuto diverse occasioni, poi nel secondo tempo siamo calati. L’annata non è stata semplice, ma molto complicata, dove siamo stati sempre costretti a tenere un occhio sulla classifica in Serie A. Nel girone di ritorno questa squadra ha fatto uno switch e si è visto».

GUDMUNDSSON – «Nel calcio di oggi, il sistema di gioco può variare. Lui può giocare sia esterno che dietro le punte. Lui, come tutti i ragazzi, devono capire che la Fiorentina viene prima di tutto. Qualcosa in più tra le linee con le sue qualità, lo poteva fare ma lui, come tutti i ragazzi danno tutto»

OBIETTIVO – «Per adesso dobbiamo guardare avanti, tireremo le somme solo quando la matematica ce lo permetterà. Ora il nostro obiettivo è la continuità, non bisogna guardarsi indietro, ma solo avanti».

Lecce, Di Francesco nel post partita: «Mi tengo la prestazione. Con questa cattiveria, faremo buone cose»

Lecce Fiorentina, nel post gara Di Francesco è intervenuto ai microfoni di Dazn per analizzare la partita di Serie A

Al termine di Lecce Fiorentina, Eusebio Di Francesco è intervenuto ai microfoni di Dazn. Queste le dichiarazioni dell’allenatore giallorosso:

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PAROLE – «Venivamo da diverse sconfitte contro squadre importanti. Siamo stati dentro questa partita, anche durante il primo tempo, dove abbiamo subito il primo gol. Abbiamo avuto tante opportunità di fare gol e questo è un po’ il nostro problema, ma mi tengo la prestazione. Con questa cattiveria, faremo buone cose»

FASE OFFENSIVA – «Possiamo crescere nella fase offensiva, ci dobbiamo lasciare andare un po’ di più negli ultimi 25 metri. Attraverso il lavoro settimanale cercheremo di migliorare la tecnica e la ricerca nell’attaccare diversi spazi. Gandelman? Con lui abbiamo un attaccante in più. Lui è un trequartista che entra sempre in area di rigore ed è molto importante averlo con noi»

RUSH FINALE – «Nelle prossime due settimane cercheremo di lavorare e migliorare. Noi, come oggi, solitamente subiamo gol tendenzialmente durante il 30′ ma con il lavoro miglioreremo. In ritiro concentreremo tutte le nostre energie su tutto».

Marco Rose sarà il nuovo allenatore del Bournemouth! Contratto triennale a partire dalla prossima stagione: la nota ufficiale

Marco Rose al Bournemouth: ufficiale il contratto triennale che partirà dalla prossima stagione. Il comunicato

Marco Rose sarà il nuovo allenatore del Bournemouth, pronto a raccogliere il testimone da Andoni Iraola al termine della stagione, dopo l’annuncio ufficiale dell’addio da parte dell’attuale tecnico delle Cherries. La nota ufficiale:

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NOTA CLUB – AFC Bournemouth è lieta di confermare l’ingaggio di Marco Rose come nuovo allenatore sulla base di un contratto triennale, che comincerà subito dopo la fine della stagione 2025/26.

Il quarantanovenne arriva sulla costa meridionale con un bagaglio di esperienza ai massimi livelli del calcio europeo, avendo allenato Red Bull Salisburgo, Borussia Mönchengladbach, Borussia Dortmund e RB Lipsia.

L’obiettivo immediato del club rimane saldamente quello di concludere la stagione in corso nel miglior modo possibile, con giocatori e staff che continuano a dimostrare il massimo impegno per ottenere risultati positivi e consolidare l’attuale serie di 13 partite senza sconfitte.

Tutti all’AFC Bournemouth non vedono l’ora di dare il benvenuto a Marco al Vitality Stadium, dove inizierà il suo incarico di allenatore quest’estate”.

Marco Rose è stato scelto dal Bournemouth per il suo stile di gioco, l’esperienza maturata nei top campionati e la capacità di valorizzare al massimo il potenziale dei suoi giocatori. Non è un caso che, sotto la sua guida, siano esplosi profili come Haaland, Bellingham e Szoboszlai.

Tra i calciatori cresciuti maggiormente con lui c’è anche Loïs Openda, attaccante belga che la Juventus ha deciso di mettere sul mercato. Openda era arrivato in Italia dopo l’esperienza al Lipsia, dove proprio con Rose aveva vissuto una delle sue stagioni più prolifiche, confermando quanto il tecnico sappia esaltare le qualità dei suoi uomini.

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