Inter, Chivu: «Coppa Italia? Era uno dei nostri obiettivi. Sappiamo l’importanza della partita e faremo di tutto per vincere»
Cristian Chivu, a pochi minuti dal via della semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Inter e Como, è intervenuto ai microfoni di Mediaset per presentare una sfida che può valere l’accesso alla finale del 2025/26. Il tecnico nerazzurro ha analizzato le sensazioni del pre‑partita e l’importanza di un match che arriva dopo lo 0‑0 dell’andata, con l’Inter chiamata a sfruttare il fattore San Siro per conquistare il pass del 13 maggio. Di seguito tutte le sue dichiarazioni:
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SULLA COPPA ITALIA:«Era uno dei nostri obiettivi. Siamo consapevoli dell’importanza della partita e faremo di tutto per portare a casa la vittoria. Partiamo da 0-0, è una gara da tutto e niente con la possibilità di giocaarsi una finale».
SULLA PARTITA:«Difficile per noi e per loro, lo abbiamo dimostrato in ogni confronto che abbiamo avuto con loro. Sa fare bene tante cose, non è facile affrontarli».
SUL MOMENTO DELLA SQUADRA:«Noi dall’inizio abbiamo provato a dare consistenza al lavoro fatto cercando di essere competitivi fino in fondo e creandoci la possibilità di arrivare a fine stagione avendo la possibilità di giocarci qualcosa. Ci siamo, ora siamo pronti a giocarci questa semifinale».
Kolo Muani Juve, sprint decisivo dei bianconeri per l’attaccante francese: la concorrenza può complicare il piano
Il mercato dei grandi attaccanti si prepara a infiammarsi e il nome di Randal Kolo Muani torna con forza nel mirino della Serie A, in particolare della Juventus. Secondo Gazzetta.it, il francese è considerato il vero sogno della dirigenza bianconera, intenzionata a consegnare a Spalletti un centravanti di livello internazionale. Il rapporto tra il club torinese e l’attaccante del PSG è lungo e complesso: già la scorsa estate Comolli aveva tentato un affondo, sfumato nelle ultime ore di mercato, mentre a gennaio un nuovo tentativo si è scontrato con il muro del Tottenham, deciso a non liberarlo in prestito.
Ora lo scenario è cambiato e la Juventus è pronta a riprovarci con una strategia più decisa, puntando all’acquisto a titolo definitivo per farne il perno del nuovo ciclo tecnico. La concorrenza, però, è tutt’altro che semplice: il Liverpool ha manifestato un interesse concreto e potrebbe far lievitare il prezzo, complicando i piani bianconeri. Per questo la dirigenza juventina ha intensificato i contatti con l’entourage del giocatore, con colloqui frequenti che testimoniano l’ingresso della trattativa in una fase calda.
Un elemento chiave sarà il piazzamento in campionato: la qualificazione alla prossima Champions League darebbe alla Juventus la forza economica e il prestigio necessari per convincere Kolo Muani e sostenere un ingaggio di alto livello. Se tutti i tasselli dovessero andare al loro posto, l’operazione potrebbe diventare uno dei colpi principali dell’estate, portando a Torino un attaccante moderno, rapido e decisivo tanto in Serie A quanto sul palcoscenico europeo.
Atalanta, parla Palladino: «Sarà la partita più importante della stagione. Vogliamo la finale per Bergamo». Le parole
Raffaele Palladino ha presentato la semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Atalanta e Lazio con un messaggio chiaro: “Vogliamo la finale per Bergamo”. Al New Balance Stadium si ripartirà dal 2‑2 dell’andata, firmato da Dele‑Bashiru e Dia per i biancocelesti e da Pasalic e Musah per i nerazzurri, in una sfida che si preannuncia equilibrata e decisiva. Il tecnico, consapevole dell’importanza del momento, ha definito l’appuntamento come “la partita più importante della stagione”, caricando l’ambiente in vista del fischio d’inizio delle 21 di mercoledì 22 aprile 2026. Di seguito tutte le sue dichiarazioni in conferenza stampa
STATO DI FORMA –«Sono contento delle prestazioni fatte contro Juventus e Roma, sabato abbiamo retto anche la fisicità dei giallorossi. L’aspetto che più mi interessa però è quello mentale. Abbiamo cercato di lavorare per mettere nelle migliori condizioni i nostri giocatori. Un mese e mezzo fa eravamo in uno stato di forma diverso da oggi ma ciò non deve essere una scusa. Conterà la mentalità con cui affronteremo la partita. Lazio? Dovremmo essere concentrati, la Lazio ha battuto il Napoli, è una squadra forte. Sono partite che si analizzano nei dettagli e nei particolari, bisognerà fare attenzione in entrambe le fasi».
SENSAZIONI PARTITA –«Prima che arrivassi a Bergamo mi avevano già parlato dell’affetto dei bergamaschi. Anche io mi sento atalantino, raggiungere la finale vuol dire dare qualcosa a loro e alla città. Per domani sono positivo e ho trasmesso positività anche ai ragazzi. Domenica mi sono emozionato, le partite bisogna prepararle bene e stare insieme ai ragazzi: mi aspetto una risposta importante. Penso che questa è tra le partite più importanti della mia carriera».
Zanetti sicuro: «Chivu lo conosco, è un fratello della squadra del Triplete. Scudetto? Ancora manca, siamo cauti e umili, come da nostro Dna»
San Siro si prepara a una serata decisiva con il ritorno della semifinale di Coppa Italia tra Inter e Como, ancora in perfetto equilibrio dopo lo 0‑0 dell’andata al Sinigaglia. La squadra di Cristian Chivu punta a conquistare il pass per la finale del 13 maggio, ma dovrà superare la solidità e l’entusiasmo della formazione lariana, autentica rivelazione del torneo.
Il vicepresidente nerazzurro Javier Zanetti ha parlato a SportMediaset per caricare l’ambiente in vista del fischio d’inizio delle 21, sottolineando l’importanza di una gara che può indirizzare la stagione e riportare l’Inter a giocarsi un trofeo nazionale.
SULLA PARTITA –«Affrontiamo una grande squadra come il Como. Sappiamo che sa giocare molto bene. Però dipende da noi. Speriamo di poter arrivare anche in finale di Coppa Italia. Vediamo alla fine che cosa arriva».
SUL LAVORO DI CHIVU –«Chivu lo conosco, è un fratello della squadra del Triplete. Sono felicissimo, la sua intelligenza, la sua passione, il suo senso d’appartenenza nei confronti dei nostri colori, è il massimo. Sta trasmettendo tutto questo».
SULLA PRINCIPALE QUALITA’ DELLA SQUADRA –«Il lavoro di tutte le settimane, la certezza di seguire un allenatore come Chivu e dei ragazzi che si sono messi tutti a disposizione».
SU QUANTO MANCA PER FESTEGGIARE LO SCUDETTO –«Ancora manca, siamo cauti e umili, come da nostro Dna. Prima pensiamo alla Coppa Italia contro una squadra forte come il Como, poi penseremo al Torino».
Tra il Milan e Leao ormai è finita. Tare si è già mosso per mandarlo al Barcellona e le cifre parlano chiaro: c’è il primo sì.
L’etichetta di “eterna promessa” inizia a stare decisamente stretta a Rafael Leao, un fardello forse rimasto incollato sulle sue spalle per troppo tempo, oltre che su quelle del Milan. Dopo svariate stagioni vissute sulle montagne russe, tra prestazioni sublimi e improvvisi blackout all’interno dei confini di Milanello, la sensazione diffusa è che sia arrivato il momento più fisiologico per una separazione definitiva.
È vero che quasi ogni estate il fuoriclasse portoghese viene ciclicamente inserito nel calderone delle possibili cessioni di lusso, ma questa volta lo scenario presenta contorni di rottura ben più marcati.
Il feeling con l’esigente ambiente rossonero sembra aver raggiunto una saturazione ormai insopportabile, palesatasi in modo inequivocabile con i mugugni piovuti dagli spalti nelle ultime uscite.
Il suo recente spostamento tattico da esterno offensivo a vera e propria prima punta non ha generato la scintilla sperata, alimentando frustrazioni e incomprensioni. Su di lui, tuttavia, restano vigili gli occhi e i radar di alcune grandi potenze del calcio europeo.
Consapevole di questo potenziale appeal internazionale, la dirigenza meneghina, guidata dalle strategie di Igli Tare, sta concretamente lavorando sotto traccia per piazzare il numero 10 e garantirsi un tesoretto sostanzioso. Un budget vitale che verrebbe prontamente reinvestito su profili tattici maggiormente adatti all’attuale scacchiere e alle esigenze della squadra.
Leao proposto al Barcellona: Deco non è convinto
Tra le pretendenti più blasonate per rilanciare il talento lusitano, spicca in modo particolare la suggestiva pista che conduce dritto al Barcellona. Il rinnovo del suo contratto, attualmente in scadenza nel 2028, è stato temporaneamente congelato dalla società in attesa di certezze sull’ingresso in Champions League, trasformando di fatto l’attaccante in un profilo ampiamente sacrificabile sul mercato estivo.
A delineare i confini di questa potenziale operazione internazionale è intervenuto il giornalista Matteo Moretto. Secondo le indiscrezioni filtrate, il club rossonero avrebbe già stabilito una precisa soglia finanziaria: di fronte a un’offerta concreta intorno ai 50 milioni di euro, eventualmente arricchita da bonus, il Diavolo aprirebbe immediatamente il tavolo delle trattative.
Leao proposto al Barcellona: Deco non è convinto – calcionews24.com (foto: profilo IG Leao)
Sul fronte catalano, la situazione resta in divenire. Come spiegato da Moretto, attualmente il nome del portoghese è stato proposto ma “non genera un’unanimità, una totalità di consensi” all’interno della complessa dirigenza blaugrana.
Il Barcellona, infatti, è alle prese con i dubbi legati a Marcus Rashford, un’operazione che si sta raffreddando notevolmente a causa degli alti costi e del rendimento altalenante dell’inglese. Sebbene Leao rappresenti una validissima alternativa, le parole dell’esperto frenano i facili entusiasmi nell’immediato.
Non risultano esserci né trattative fra i due club e nemmeno contatti di alcun tipo – ha proseguito Moretto nella sua disamina. Al momento quindi si parla solo di suggestioni
Tahirys Dos Santos, la rinascita dopo l’incendio di Crans‑Montana: arriva il primo contratto da pro col Metz
Dall’incubo vissuto nella notte di Capodanno alla realizzazione del suo sogno più grande: Tahirys Dos Santos ha firmato il suo primo contratto da calciatore professionista. Il giovane talento del Metz era rimasto gravemente ustionato nell’incendio divampato al bar Le Constellation di Crans‑Montana, tragedia in cui hanno perso la vita quarantuno persone e oltre cento sono rimaste ferite. Tra queste anche lui e la sua fidanzata, che aveva cercato di raggiungere nel caos dell’edificio in fiamme.
Dopo mesi di cure, riabilitazione e un percorso umano durissimo, Dos Santos è tornato a vedere la luce. Il Metz, club in cui milita fin da quando aveva otto anni, ha scelto di aspettarlo e sostenerlo, annunciando ora la firma del suo primo contratto da professionista. L’accordo ha durata annuale, con possibilità di rinnovo per uno o due anni, come riportato da L’Équipe. Un gesto che testimonia la fiducia della società francese e la volontà di accompagnare il ragazzo nella sua rinascita sportiva.
A soli 19 anni, Dos Santos corona così un sogno che sembrava essersi spezzato nella notte più drammatica della sua vita. La firma rappresenta non solo un traguardo calcistico, ma anche il simbolo di una forza straordinaria: quella di un giovane che, dopo aver affrontato il dolore e la paura, è riuscito a rialzarsi e a riprendere il cammino verso il futuro che aveva immaginato.
Joueur du FC Metz depuis l’âge de 8 ans 🥹
Fensch Voyages vous annonce la signature du premier contrat professionnel de Tahirys Dos Santos !
Open VAR, il responsabile della CAN Rocchi analizza gli episodi chiave di Roma Atalanta: il punto sulla moviola
La moviola di Open Var ha analizzato con attenzione gli episodi più discussi di Roma‑Atalanta, a partire dal gol di Krstovic al 12’. L’azione è nata da un intervento di De Roon che i giocatori giallorossi hanno ritenuto irregolare per un presunto tocco di mano. Marcenaro ha lasciato proseguire e il VAR ha confermato la scelta, ritenendo il contatto non punibile e valutandolo come un gesto fortuito che non ha inciso direttamente sull’azione da rete. Una decisione considerata corretta anche alla luce del fatto che non è stato il centrocampista olandese a segnare nell’immediatezza dell’episodio.
Nel corso della partita è stato esaminato anche il fallo di Pisilli su Zalewski, con l’Atalanta che ha chiesto il cartellino rosso. L’episodio non è stato giudicato da espulsione perché mancavano gli elementi necessari per configurare un’occasione da gol chiara: direzione dell’azione, distanza dalla porta e possibilità effettiva di concludere non erano tali da giustificare il DOGSO. La gestione di Marcenaro è stata ritenuta corretta, anche per la capacità di spiegare rapidamente la decisione ai giocatori, favorendo una buona accettazione in campo. L’analisi di Rocchi:
PAROLE SU EPISODIO CHIAVE DI DE ROON– «Sostanzialmente, in questo caso dobbiamo valutare solo la punibilità del tocco di mano, e sono d’accordo con l’arbitro nel non valutarlo tale. Secondo me ci induge anche troppo, perché appare fortuito già dalla prima impressione. Sarebbe stato punibile, se il giocatore in questione (De Roon) avesse segnato nell’immediatezza»
FALLO PISILLI – «Mancano quasi tre dei quattro parametri per dare il rosso. Non c’è DOGSO. Direzione e distanza sono sicuramente fuori dalla portata del DOGSO. Marcenaro giustamente lo fa notare a chi protesta per il rosso e dice ‘ma se sta andando verso la panchina’. Decisione ottima presa in campo, e ripeto che questa cosa fa la differenza. Anche per come viene accettata poi dai giocatori in campo».
Conte Italia, è lui il nome forte per la panchina azzurra: altro che alternative! Il commento di Andrea Bargione – VIDEO
La candidatura di Antonio Conte per la panchina dell’Italia deve tornare a essere centrale. L’ex commissario tecnico ha già dimostrato nel 2016 di saper trasformare una Nazionale ridimensionata in un gruppo competitivo, capace di arrivare ai quarti dell’Europeo e di mettere in difficoltà anche la Germania. Quell’esperienza, unita alla sua capacità di creare identità e compattezza in tempi brevi, rappresenta un biglietto da visita che pochi altri tecnici possono vantare.
Dopo quell’avventura, Conte ha arricchito ulteriormente il suo curriculum con trofei pesanti: la Premier League nel 2017, la FA Cup nel 2018, lo scudetto con l’Inter nel 2021, il titolo con il Napoli nel 2025 e la Supercoppa di Lega. Un percorso che testimonia la sua abilità nel costruire squadre vincenti, nel valorizzare i giocatori e nel portare mentalità e disciplina ovunque sia andato. È proprio questo mix di leadership e risultati che sarebbe, secondo Bargione, il profilo ideale per rilanciare una Nazionale reduce da una dolorosa eliminazione.
L’unico vero ostacolo è di natura economica: Conte guadagna molto a Napoli e la Federazione, dopo il mancato incasso legato al Mondiale, non dispone di risorse illimitate. Tuttavia, chi sostiene la sua candidatura ritiene che un accordo con De Laurentiis sia possibile e che investire su un tecnico di tale livello rappresenti una scelta strategica per il futuro del calcio italiano. Se c’è un allenatore in grado di ricostruire l’Italia e riportarla ai vertici, quel profilo continua a essere uno solo: Antonio Conte.
Bastoni Barcellona, Flick sicuro: «Ci stiamo concentrando anche sulla prossima stagione, il che è normale. Abbiamo bisogno di questo»
Il Barcellona viaggia spedito verso la conquista della Liga, ma Hansi Flick guarda già oltre, puntando al salto di qualità necessario per tornare competitivo in Europa. Nella conferenza stampa che precede la sfida con il Celta Vigo, il tecnico tedesco ha affrontato con chiarezza il tema mercato, evitando di soffermarsi sui nomi che circolano con insistenza – da Bastoni a Rashford, fino ai possibili eredi di Lewandowski – e preferendo concentrarsi sulla strategia complessiva. Flick ha ribadito che ogni scelta dovrà essere coerente con il progetto tecnico e condivisa con la dirigenza, segnale di un lavoro metodico e orientato alla crescita.
Proprio in quest’ottica si inserisce il patto operativo con Deco, con cui il confronto è continuo per evitare errori nella selezione dei profili da inserire in rosa. L’obiettivo dichiarato è chiaro: costruire una squadra in grado di competere per la Champions League, un traguardo che richiede precisione assoluta nelle decisioni di mercato. Flick vuole un Barcellona solido, equilibrato e pronto a fare il salto definitivo sul palcoscenico europeo.
PAROLE FLICK – «Per vincere la Champions vanno prese le giuste decisioni anche sul mercato. Non possiamo permetterci sciocchezze. Se ci riusciamo, non sarà affatto male. Parliamo con Deco tutti i giorni. Per telefono, ecco come funziona. Ci stiamo concentrando anche sulla prossima stagione, il che è normale. Abbiamo bisogno di persone e giocatori capaci durante la partita, a cui possiamo rivolgerci in caso di necessità. Impareremo, e avremo i giocatori giusti».
Calciomercato Milan, pronto la rivoluzione nella difesa rossonera: tra entrate e uscite i nomi scelti da Tare e Allegri
Il Lecce continua a credere nella salvezza anche grazie al colpo di testa di Tiago Gabriel contro la Fiorentina, un gol che ha riaperto completamente la corsa con la Cremonese. Il centrale portoghese sta completando la sua seconda stagione in Serie A – la prima da titolare fisso – e le sue prestazioni hanno attirato l’attenzione di diversi top club. Per il Lecce potrebbe trasformarsi in una plusvalenza enorme: arrivato dall’Estrela Amadora per appena 1,2 milioni più bonus, il classe 2004 rappresenta uno dei colpi di scouting più brillanti firmati da Pantaleo Corvino. Con la permanenza in Serie A, la valutazione potrebbe salire fino a 20‑25 milioni, mentre in caso di retrocessione il prezzo scenderebbe fisiologicamente.
Tra i club più interessati c’è il Milan, che mantiene rapporti eccellenti con Corvino e ha già seguito da vicino il difensore. Le sue prestazioni hanno convinto anche diversi club esteri, pronti a trattare con il Lecce in estate. Qualunque sarà l’esito della stagione, l’operazione Tiago Gabriel è destinata a diventare una delle plusvalenze più importanti della storia recente del club salentino, che potrebbe capitalizzare al massimo il talento scoperto in Portogallo.
Parallelamente, in casa rossonera brilla la crescita di Strahinja Pavlovic, diventato un pilastro della difesa del Milan sotto la guida di Massimiliano Allegri. Come evidenziato da Il Giornale, il serbo è passato in pochi mesi da possibile esubero a elemento imprescindibile, grazie a un sistema difensivo che ne ha esaltato fisicità, letture e continuità. La dirigenza è pronta a blindarlo con un rinnovo fino al 2031, nonostante l’attuale scadenza sia fissata al 2028. Con la Champions ormai a un passo, Pavlovic è considerato il perno su cui costruire la retroguardia del 2027, offrendo ad Allegri quella solidità necessaria per puntare ai massimi obiettivi nella prossima stagione.
Napoli, finalmente una buona notizia per Antonio Conte: ritorno a Castel Volturno dopo 85 giorni. Le ultimissime
Buone notizie per il Napoli: David Neres è tornato a Castel Volturno, 85 giorni dopo l’operazione alla caviglia. L’esterno brasiliano, fermatosi il 14 gennaio contro il Parma, ha iniziato la fase finale della riatletizzazione e punta a rivedere il campo nelle ultime giornate di campionato. Nessuna fretta, però: il reparto offensivo azzurro è ben coperto e gli ottimi risultati di Alisson nelle ultime settimane permettono allo staff di gestire il rientro con cautela.
Sul fronte infermeria arrivano segnali incoraggianti anche per Vergara e Di Lorenzo, attesi al rientro nelle prossime settimane. Più immediato, invece, il recupero di Rrahmani, che potrebbe tornare a disposizione già per la sfida contro la Cremonese, restituendo solidità al reparto difensivo. Intanto, si analizza la stagione di Neres: 25 presenze, 6 gol e 4 assist, con prestazioni di spicco come le doppiette contro Atalanta in Serie A e Bologna nella finale di Supercoppa Italiana.
L’ultima apparizione dell’ex Ajax risale proprio alla gara contro il Parma di metà gennaio, quando rientrò dopo aver saltato le sfide con Hellas Verona e Inter per una distorsione alla caviglia. Da allora un lungo stop, ora finalmente alle battute finali: il Napoli spera di riabbracciare Neres in campo prima della chiusura della stagione.
Bernardo Silva Juve, trattativa in salita: il portoghese dà priorità a un altro scenario. Tutti gli aggiornamenti
Il calciomercato internazionale si arricchisce di un intreccio affascinante che potrebbe accendere l’estate bianconera: la pista Bernardo Silva‑Juve resta viva, ma – come riportato da Sport – il portoghese sembra orientato a dare priorità al fattore familiare. Un elemento che potrebbe spingerlo a valutare progetti lontani da Manchester, dove la pioggia e la distanza dagli affetti hanno spesso pesato nelle sue riflessioni. Non è un tema nuovo: già nel 2022 il centrocampista aveva manifestato il desiderio di avvicinarsi a casa, aprendo con decisione al Barcellona prima che Pep Guardiola lo convincesse a restare.
Il rapporto con il Barça, infatti, non si è mai realmente interrotto. All’epoca, solo la mancanza di un’offerta formale nei tempi giusti impedì il trasferimento, come spiegato anche dal padre del giocatore. Oggi però lo scenario è diverso: Bernardo Silva è nel pieno della maturità calcistica, il contratto si avvicina alla scadenza e il Manchester City non sembra più intenzionato a opporsi a una sua eventuale partenza. I blaugrana, alla ricerca di un leader tecnico, potrebbero tornare in pole position.
In questo contesto, la Juventus osserva con attenzione e spera di inserirsi nella corsa, forte di un progetto in costruzione che potrebbe affascinare il portoghese. L’idea di vederlo in bianconero non è più un semplice sogno di mezza estate, ma una possibilità concreta. Molto dipenderà dalla volontà del giocatore e dal richiamo di casa, che potrebbe spingerlo nuovamente verso Barcellona, ma la Juve resta alla finestra pronta a cogliere l’occasione.
COMUNICATO – «La Società Pisa Sporting Club è lieta di annunciare la nomina di Leonardo Gabbanini come nuovo Direttore Sportivo del Club. Nato nel 1980, Gabbanini è passato giovanissimo dal ruolo di calciatore a quello di allenatore, prima nei settori giovanili di Sampdoria e Fiorentina e quindi sulle panchine di Pistoiese e Civitanovese. Nel 2015 il passaggio dietro la scrivania con l’incarico di Chief Scout del Watford e di Responsabile dell’Area Scouting dell’Udinese.
Un percorso a livello nazionale e internazionale proseguito nel 2022 con l’importante esperienza al Tottenham nel ruolo di Head of Recruitment/Chief Scout, a stretto contatto con la Direzione Sportiva degli Spurs, rivestita poi ad interim prima di lasciare il Club. Da oggi inizia per lui l’avventura con il Pisa Sporting Club.
Parma, Pellegrino torna a disposizione per il match contro il Pisa? Le condizioni dell’attaccante e le ultime dall’allenamento odierno
Il Parma scalda i motori in vista del prossimo e fondamentale impegno di campionato. Agli ordini dell’allenatore Cuesta, la compagine emiliana ha ripreso attivamente i lavori al centro sportivo per preparare al meglio la delicata sfida casalinga. L’appuntamento per i tifosi gialloblù è fissato per sabato alle ore 15:00, quando il prato dello stadio Tardini ospiterà l’attesissimo match contro il Pisa. Una gara che si preannuncia vibrante, in cui i padroni di casa cercheranno di imporre il proprio gioco per conquistare l’intera posta in palio davanti al proprio pubblico.
Nel corso della seduta di allenamento mattutina, l’attenzione dello staff tecnico e dell’intera infermeria si è concentrata quasi totalmente sulle condizioni dell’attaccante argentino Mateo Pellegrino. Il centravanti sudamericano, infatti, ha svolto un programma di lavoro a parte rispetto al resto del gruppo. Il giocatore sta recuperando dai traumi riportati durante la combattuta sfida contro l’Udinese, che lo avevano costretto a un inevitabile cambio precauzionale proprio nell’intervallo.
La dinamica dell’infortunio e l’esito degli esami medici
Riavvolgendo il nastro della scorsa giornata, l’infortunio della punta è scaturito da due duri impatti avvenuti in rapida successione. Il primo si è verificato in un fortuito contrasto aereo con il proprio compagno di squadra Ndiaye, mentre il secondo, rivelatosi decisamente più duro, ha visto l’argentino scontrarsi con l’avversario Kristensen. Proprio quest’ultimo colpo alla testa ha lasciato il calciatore visibilmente claudicante, spingendo la panchina alla saggia decisione della sostituzione a metà gara.
Fortunatamente, i controlli strumentali a cui l’atleta si è sottoposto nell’immediato post-partita hanno dato esito negativo, scongiurando qualsiasi tipo di complicazione clinica severa.
Le opzioni per l’attacco: ottimismo per la maglia da titolare
Nonostante l’allenamento differenziato odierno, dall’ambiente ducale filtra un giustificato ottimismo. La sensazione predominante è che Pellegrino possa recuperare a pieno regime in tempo utile, prendendosi regolarmente una maglia da titolare al centro del reparto offensivo per affrontare la compagine toscana. Tuttavia, mister Cuesta sta già provando le alternative tattiche per non farsi trovare impreparato: nel caso in cui il bomber non dovesse ricevere il via libera per partire dal primo minuto, la chance da titolare toccherebbe di diritto a Elphege, pronto a caricarsi sulle spalle il peso dell’attacco emiliano.
Hong Kong Football Festival: Juventus, Inter, Manchester City e Chelsea danno vita ad un mini-torneo estivo in Asia. I dettagli
Il grande calcio europeo si prepara a sbarcare in Estremo Oriente per un’estate all’insegna dello spettacolo e delle sfide di altissimo livello. Nel mese di agosto, infatti, Manchester City, Chelsea, Inter e Juventus saranno le assolute protagoniste di un prestigioso torneo amichevole pre-campionato che infiammerà la passione dei tifosi asiatici.
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Il calendario dell’ “Hong Kong Football Festival”
La competizione, ribattezzata ufficialmente “Hong Kong Football Festival”, si disputerà all’interno della modernissima cornice del Kai Tak, un impianto sportivo futuristico capace di accogliere ben 50.000 spettatori sugli spalti. Il fischio d’inizio della manifestazione è programmato per sabato 1° agosto, data in cui i nerazzurri sfideranno il Manchester City, formazione attualmente impegnata in un serrato duello con l’Arsenal per la conquista del titolo in Premier League.
Il mini-torneo vivrà il suo atto conclusivo pochi giorni dopo, esattamente mercoledì 5 agosto. In questa occasione, il palcoscenico sarà tutto per la Juventus, che incrocerà i tacchetti contro il Chelsea in un test match che si preannuncia fondamentale per calibrare la preparazione atletica e testare i nuovi schemi tattici in vista dell’avvio dei rispettivi campionati nazionali.
Allenamenti a porte aperte e parata di stelle
Per rafforzare il legame con la vastissima fanbase locale, l’organizzazione ha previsto diverse iniziative collaterali. Prima di scendere in campo per le gare ufficiali, tutti i club terranno delle esclusive sessioni di allenamento aperte al pubblico. I tifosi di Hong Kong avranno così l’imperdibile opportunità di osservare da vicino le stelle del panorama calcistico europeo, vivendo l’emozione a un passo dal terreno di gioco.
L’evento è stato presentato in pompa magna alla presenza di quattro vere e proprie leggende, intervenute in veste di ambasciatori: Shaun Wright-Phillips e Roberto Di Matteo a rappresentare i club inglesi, Bobo Vieri come simbolo dell’Inter, ed Edgar Davids per la Juventus.
Il gran finale con Bayern Monaco e Aston Villa
L’estate asiatica dedicata al grande pallone, tuttavia, non si esaurirà con questo quadrangolare d’eccezione. A conferma della centralità di Hong Kong come capitale del calcio estivo, anche il Bayern Monaco e l’Aston Villa hanno ufficialmente comunicato la loro presenza. Le due storiche compagini si affronteranno in una lussuosa amichevole internazionale fissata per venerdì 7 agosto, arricchendo un programma che regalerà una settimana di sport indimenticabile a tutto l’Oriente.
Calciomercato Genoa: Malinovskyi è in trattative avanzate per trasferirsi a zero in quella squadra in vista della prossima stagione. Cosa succede
Il mercato estivo inizia già a scaldarsi e le prime indiscrezioni delineano scenari importanti per i club di Serie A. In casa ligure, l’attenzione della dirigenza è tutta rivolta al futuro della propria linea mediana e offensiva: il Genoa si prepara infatti a salutare uno dei suoi giocatori più esperti. Stiamo parlando di Ruslan Malinovskyi, il cui percorso sportivo sembra ormai essere sempre più lontano dall’Italia e destinato a proseguire nel campionato turco.
Il pressing del Trabzonspor e i dettagli del contratto
Secondo Fabrizio Romano, il Trabzonspor è in trattative avanzate per ingaggiare Ruslan Malinovskyi a scadenza di contratto. Il club militante nella Süper Lig turca ha individuato nel duttile trequartista il rinforzo ideale per garantire maggiore qualità, esperienza internazionale e pericolosità balistica al proprio scacchiere tattico. La società di Trebisonda sta spingendo forte sull’acceleratore per bruciare la concorrenza e assicurarsi le prestazioni dell’atleta.
È stato messo sul tavolo un contratto triennale offerto direttamente all’entourage del giocatore. Un accordo a lungo termine che dimostra la totale fiducia del club nei confronti dell’ex stella dell’Atalanta. I colloqui sono nelle fasi finali, un segnale inequivocabile di come la fumata bianca sia ormai imminente e di come le parti stiano limando solamente gli ultimissimi dettagli legati all’ingaggio e ai bonus.
L’addio al Grifone a parametro zero
L’avventura del fantasista sotto la Lanterna è dunque giunta ai titoli di coda. Il centrocampista ucraino può lasciare il Genoa a giugno, sfruttando la naturale conclusione del suo vincolo lavorativo con la società rossoblù. Questa dinamica contrattuale permetterà all’atleta classe 1993 di trasferirsi a parametro zero, un’occasione d’oro per i turchi che si assicureranno un talento purissimo senza dover versare alcun indennizzo per l’acquisto del cartellino.
Per il Grifone, la partenza di un elemento così dotato tecnicamente rappresenterà una perdita importante. La dirigenza ligure dovrà ora mettersi al lavoro per individuare un valido sostituto durante la prossima sessione estiva, cercando un profilo capace di non far rimpiangere le doti balistiche e la visione di gioco del potente mancino ucraino.
Liverpool, Slot sarà confermato sulla panchina dei Reds anche nella prossima stagione? Presa questa decisione per l’allenatore
Il futuro della panchina del Liverpool sembra ormai definitivamente delineato. Secondo le ultime indiscrezioni provenienti dall’Inghilterra, Arne Slot è destinato a mantenere saldo il timone della squadra anche nel corso della prossima stagione calcistica. La notizia, diffusa da Sky Sports News, ha immediatamente rassicurato la calorosa tifoseria dei Reds, spazzando via le recenti speculazioni legate a possibili ribaltoni tecnici durante l’imminente estate.
La conferma passa dalla qualificazione in Champions League
La permanenza del manager olandese è strettamente e positivamente legata ai risultati ottenuti sul rettangolo verde. Il fattore decisivo per consolidare la sua posizione è senza alcun dubbio la vicinissima qualificazione in Champions League. Il club del Merseyside, infatti, si sta inesorabilmente avvicinando a traguardare questo obiettivo fondamentale, garantendosi l’accesso alla più prestigiosa e ricca competizione calcistica continentale. Il pass per l’Europa che conta rappresenta uno snodo cruciale per le ambizioni della dirigenza, sia sotto il profilo del blasone sportivo che per quanto riguarda gli indispensabili introiti economici e i diritti televisivi.
L’impatto di Arne Slot ad Anfield e la solidità del progetto
Raccogliere la pesantissima eredità tecnica e carismatica lasciata dal passato recente non era un’impresa semplice, ma Arne Slot ha saputo calarsi in maniera importante nell’esigente e storica realtà di Anfield Road. Grazie a una filosofia di gioco chiara e propositiva, un’attenta gestione delle dinamiche di spogliatoio e una spiccata capacità di valorizzare l’intero organico, l’allenatore ha convinto in pieno i vertici della società inglese. Il suo approccio metodico ha garantito stabilità all’ambiente, permettendo alla formazione di restare costantemente ai vertici di un campionato logorante come la Premier League.
Le prospettive per il futuro e il calciomercato estivo
Con la fondamentale conferma in panchina ormai in cassaforte, la dirigenza potrà ora concentrarsi con totale serenità sulla programmazione strategica del futuro. L’accesso garantito al tabellone della prossima Champions League offrirà a Slot e alla dirigenza sportiva un potere d’attrazione e un budget di primissimo livello per rinforzare ulteriormente la rosa durante l’imminente sessione di calciomercato. L’obiettivo condiviso da tutto l’ambiente è quello di costruire una squadra ancora più solida e competitiva, pronta a battagliare su tutti i fronti nazionali e internazionali.
Abodi, Ministro per lo Sport, è uscito allo scoperto sul tema stadi in vista di Euro 2032 ma non solo. Queste le sue dichiarazioni
Andrea Abodi, Ministro per lo Sport, ha delineato le strategie per il calcio italiano durante l’audizione in Senato. Con l’Italia chiamata a ospitare gli Europei 2032 insieme alla Turchia, il tema delle infrastrutture è divenuto di vitale importanza, così come le imminenti riforme di sistema.
Euro 2032: stadi e investimenti privati
Milano e Roma guidano la lista dei grandi rinnovi. Sull’origine dei fondi, il Ministro ha precisato: «I 3,5 miliardi di investimenti mobilitabili per gli stadi in cantiere, inteso come iter amministrativo, in parte destinati a EURO 2032, partendo da Milano e Roma, sono esclusivamente finanziamenti privati, che rispettiamo profondamente e cerchiamo di agevolare».
Sulle tempistiche, lo scenario è il seguente: «La prospettiva è che 5 o 6 cantieri potrebbero partire alla fine dell’anno o entro l’inizio del prossimo. Mi auguro che il sistema collabori fattivamente e sia coerente con le azioni perché abbiamo bisogno di nuovi stadi e di ammodernare quello che già c’è. Il commissario in questo sarà decisivo». Fatta eccezione per poli ad impulso pubblico come Firenze, le direttive statali restano chiare: «Le uniche risorse pubbliche che metteremo a disposizione sono quelle destinate all’equity che concorre alla chiusura di un quadro economico modificato negli anni. Non abbiamo dato disponibilità a fondo perduto, ma abbiamo messo a disposizione un portafoglio di misure finanziarie che agevolano il quadro economico finanziario».
Decreto Dignità e fondi alla Serie A
La Serie A continua a chiedere a gran voce una fetta dei ricavi legati al betting. Questa la visione governativa in merito alle scommesse: «Una parte delle scommesse deve essere riconosciuta agli organizzatori. È un tema ineludibile, di cui ne parlo da molti anni. Il diritto alla scommessa è anche il riconoscimento per l’organizzatore dell’evento, qualunque sia lo sport, di non essere escluso dalla catena del valore. Il calcio è il maggior contribuente e la Serie A pesa per il 19%, dai dati ricevute dall’agenzia dei Monopoli. Anche questo è fattore sperequativo».
Sulla tracciabilità ha poi aggiunto: «Negli altri paesi la scommessa è un fattore di promozione della competizione, per quanto si stia ragionando su una limitazione della pubblicità però tutti si stanno orientando sul riconoscimento della compartecipazione al valore raccolto dagli organizzatori dell’evento. Le scommesse illegali vanno combattute e così come si deve limitare il fenomeno della ludopatia, per questo bisogna lavorare sulla tracciabilità sulle scommesse e recuperare quote di mercato illegale».
La riforma del sistema arbitrale
Gli arbitri italiani necessitano di una profonda riorganizzazione interna per allontanare le recenti polemiche: «Il tema arbitrale è delicato e va affrontato. Non è in discussione l’errore arbitrale, migliorabile nel rapporto tra panchina, campo e VAR, ma il sistema deve recuperare certezze e serenità. Più che dividere io penso che, attraverso una fase di ridefinizione del modello arbitrale, dobbiamo garantire autonomia e trasparenza, ma anche indipendenza. L’arbitro deve essere terzo e indipendente, io voglio arbitri terzi che non devono rispondere a nessuno se non alla loro coscienza».
L’allarme più grande riguarda i direttori di gara delle leghe minori: «Ho voluto il rafforzamento del riconoscimento dell’arbitro in campo e vivendo da padre le realtà del calcio giovanile vedo quanta tutela dobbiamo garantire a questi ragazzi. Sta venendo meno la vocazione e questo metterebbe a repentaglio la disputa dei campionati. Non stiamo dando certezza delle tutele di varia natura, non possiamo sostenere un modello che somiglia quasi più a una gerarchia militare. Vorrei ci fosse maggior confronto per valorizzare le sezioni, tutelare gli arbitri, garantire una progressione per merito e non appartenenza».
Genoa è stato rigenerato dalla cura di Daniele De Rossi: l’analisi dell’impatto avuto dal tecnico per l’impresa salvezza
Trentatré punti in 23 giornate, un ritmo da parte sinistra della classifica. Daniele De Rossi ha compiuto una vera e propria impresa: ereditato un Genoa penultimo con miseri 6 punti in 10 gare, ne ha più che raddoppiato la media, blindando una salvezza ormai virtuale con ben cinque turni di anticipo. La ricetta di “DDR” è stata un mix perfetto tra la valorizzazione della vecchia guardia (da Ostigard e Malinovskyi in versione leader, fino alla rinascita di Frendrup) e il coraggio di infondere una nuova identità alla squadra. Il Secolo XIX oggi analizza come il presente sereno del Genoa, certificato dal recente successo di Pisa, sia anche il frutto dell’ottimo mercato invernale orchestrato dal ds Diego Lopez. Tre innesti, in particolare, si candidano a essere i pilastri del Grifone che verrà: Bijlow, Baldanzi e Amorim.
In Toscana i tre nuovi acquisti hanno fatto la differenza. L’olandese Bijlow, unico inamovibile tra gli arrivi di gennaio, ha tenuto in vita la squadra con interventi prodigiosi. Il Genoa vanta un’opzione di rinnovo fino al 2029 e le sue prestazioni (che gli hanno fatto ritrovare la Nazionale in ottica Mondiale) spingono verso la conferma.
Fondamentale anche l’impatto di Tommaso Baldanzi. Messo alle spalle qualche guaio muscolare, a Pisa è stato devastante: un assist e un rigore procurato. Il suo riscatto dalla Roma è fissato a 10 milioni, una cifra importante, ma De Rossi ha le idee chiare: «Gli consiglio di rimanere a Genova per trovare continuità ed esaltarsi». Un auspicio condiviso dal trequartista, desideroso di imporsi in rossoblù.
Infine, c’è il talento di Amorim. Pagato 7,5 milioni all’Alverca, il classe 2005 ha mostrato grinta e una personalità fuori dal comune. De Rossi lo paragona a Frendrup per la capacità di “sporcare” i palloni avversari e lo vede come il regista moderno del futuro.
Con l’obiettivo raggiunto, il finale di stagione servirà a ruotare gli uomini. Capitan Vasquez tirerà il fiato, ci sarà spazio per debuttanti della Primavera (come Grossi) e per valutare lo svedese Zatterstrom, il cui riscatto sfiora i 5,5 milioni. La missione salvezza è compiuta, ma nella testa di De Rossi il Genoa del futuro è già in campo.
PULLMAN DAVANTI ALLA PORTA – «Giampaolo è un ottimo tecnico che fa giocare la squadra. Quando si affrontano le squadre grandi contro squadre piccole, queste ultime diventano vittime predestinate e per questo l’espressione: “Mettere un pullman davanti alla porta” rappresenta la normalità. Se questo, però, vuol dire portare il risultato a casa, spero di avere un bel pullman a due piani a disposizione».
CONTE – «A quel livello le decisioni si prendono in condivisione tra le parti, altrimenti non ha senso continuare. De Laurentiis e Conte sono due figure professionali di alto livello come presidente e allenatori. De Laurentiis rappresenta la proprietà del Napoli e ha la responsabilità deve portare avanti anche un discorso finanziario, economico e tecnico del club. Sono sicuro che sapranno trovare un’intesa che avrà al primo posto l’interesse del Napoli che ha sempre la priorità. Poi il resto si vedrà».
Open VAR, Gianluca Rocchi ha analizzato così il gol annullato a Baschirotto in Cremonese Torino: ecco cosa ha detto sull’episodio da moviola
La combattuta sfida di campionato tra Cremonese e Torino, conclusasi a reti inviolate con il punteggio di 0-0, ha lasciato in eredità un discusso episodio da moviola che ha catturato l’attenzione. Sotto la lente d’ingrandimento è finito il gol annullato a Baschirotto, una dinamica di gioco complessa in area di rigore che ha richiesto un prolungato intervento della tecnologia per essere sbrogliata. L’episodio ha immediatamente acceso il dibattito sia sulla corretta interpretazione del regolamento, sia sulle tempistiche impiegate dalla sala video per giungere al verdetto finale.
Le spiegazioni a DAZN: il concetto di controllo della sfera
Per fare totale chiarezza sull’accaduto e spegnere le polemiche, è intervenuto in prima persona il designatore degli arbitri Gianluca Rocchi. Ospite negli studi dell’emittente DAZN durante la consueta puntata di approfondimento Open VAR, l’ex fischietto internazionale ha vivisezionato l’intervento arbitrale ascoltando gli audio della sala controllo. L’analisi si è focalizzata in particolar modo sulla delicata valutazione del possesso del portiere, un dettaglio tecnico fondamentale che ha portato all’annullamento della marcatura avversaria.
Le dichiarazioni ufficiali sui tempi di revisione
Pur promuovendo a pieni voti la correttezza della decisione finale assunta dalla terna, Rocchi ha voluto lanciare un chiaro monito ai suoi direttori di gara riguardo all’eccessiva lentezza nella revisione delle immagini, un fattore che rischia di trasmettere un senso di incertezza. Questa la sua analisi dettagliata sull’episodio:
“In questo caso si dilungano troppo, con una revisione più corta siamo più credibili. Le decisioni lunghe sono sinonimo di indecisione e insicurezza. Detto ciò, la decisione è corretta. Il possesso è avere il pallone fra le mani, per il portiere nel possesso basta avere una mano sul pallone a terra. Non ti dice che devi stringerlo, quindi la casistica dice che la decisione è corretta. La revisione è fatta bene”.
Dalle parole del responsabile della classe arbitrale emerge dunque una doppia lettura. Dal punto di vista prettamente tecnico, la regola tutela l’estremo difensore: è sufficiente il semplice appoggio della mano sul pallone a terra per decretarne il controllo assoluto, rendendo l’intervento del difendente falloso. Sotto il profilo procedurale, invece, l’obiettivo per le prossime giornate sarà snellire i processi decisionali per garantire sempre maggiore fluidità allo spettacolo sportivo.
Giudice Sportivo Serie A, le decisioni dopo la 33ª giornata del campionato 2025/26. Ecco i provvedimenti adottati tra multe e squalifiche
Al termine dell’infuocato fine settimana calcistico valido per la trentatreesima giornata del campionato di Serie A Enilive (quattordicesima del girone di ritorno), il Giudice Sportivo Gerardo Mastrandrea, coadiuvato dai rappresentanti dell’A.I.A., ha diramato i verdetti disciplinari ufficiali.
Sul fronte dell’ordine pubblico e della responsabilità oggettiva, il comunicato ufficiale ha sanzionato economicamente due società. Il provvedimento più severo ha colpito il Lecce, punito con una ammenda di 10.000 euro. La multa è stata comminata a causa dei sostenitori salentini, colpevoli di aver lanciato all’interno del recinto di gioco due petardi, svariati fumogeni e quattro bottigliette.
Sanzione economica anche per il Napoli, che dovrà versare una multa di 5.000 euro. In questo caso, il provvedimento è scattato per il lancio di due bottigliette di plastica sul terreno di gioco e di una lattina scagliata verso il settore della tifoseria ospite, finita fortunatamente nella “zona cuscinetto”.
Sono state invece graziate Como, Genoa, Hellas Verona, Inter, Pisa, Roma e Sassuolo. Pur avendo i rispettivi tifosi introdotto e utilizzato materiale pirotecnico (petardi e bengala) all’interno dei propri settori, il Giudice ha ritenuto di non adottare sanzioni grazie alle attenuanti previste dal Codice di Giustizia Sportiva.
I calciatori squalificati per il prossimo turno
Il referto arbitrale ha mietuto vittime illustri anche tra i giocatori, infliggendo una squalifica per un turno a tre tesserati, tutti non espulsi direttamente in campo ma condannati dalla somma di ammonizioni. Salteranno il prossimo impegno Marin Pongračić della Fiorentina (punito per le reiterate proteste e giunto alla decima sanzione), Jesper Karlström dell’Udinese e Tiago Gabriel del Lecce, entrambi diffidati e sanzionati per comportamenti scorretti.
Da segnalare l’ingresso nell’elenco dei diffidati per Jacobo Ramon del Como, mentre si aggrava il bilancio disciplinare per pedine fondamentali come Manuel Locatelli della Juventus (settimo giallo) e Nicolò Zaniolo dell’Udinese (ottava sanzione).
Un turno di stop per lo staff del Sassuolo
Infine, le sanzioni non hanno risparmiato le panchine. Il Giudice Sportivo ha fermato per una giornata effettiva di gara l’operatore sanitario del Sassuolo, Luca Nicola Traggiai. L’espulsione è scattata al 48° minuto del secondo tempo a causa di una plateale e veemente contestazione rivolta all’indirizzo della terna arbitrale.
Calciomercato Inter: Nico Paz, Calhanoglu e Bastoni infiammano le trattative nerazzurre. Ecco cosa sta succedendo
L’Inter, guidata in panchina da Cristian Chivu, lavora incessantemente su più fronti per pianificare il futuro della rosa sotto l’attenta gestione della proprietà Oaktree. Tra rinnovi fondamentali, nuovi obiettivi e pericolose sirene estere, la dirigenza nerazzurra prepara le prossime mosse strategiche in vista della stagione 2026.
Il primo pilastro confermato per il centrocampo porta il nome di Hakan Calhanoglu. Il regista turco ha deciso di respingere le lusinghe del Galatasaray, scegliendo di rimanere a Milano. Pienamente convinto dal progetto tecnico del mister rumeno, il numero 20 rappresenta un’eccezione alla politica giovanile del club. Considerando il suo contratto in scadenza nel 2027, la società sta valutando un rinnovo strategico per blindarlo. Il centrocampista, fondamentale per la rincorsa al 21° scudetto con già dieci reti stagionali all’attivo, è considerato dal proprio allenatore il leader assoluto per guidare la transizione verso una mediana più fisica e verticale.
Coppa Italia: fari puntati sul talento di Nico Paz
Questa sera, nella delicata semifinale di Coppa Italia contro il Como, l’osservato speciale della dirigenza sarà Nico Paz. Il fantasista argentino è il sogno di mercato per svecchiare la trequarti milanese. Il suo futuro, però, è strettamente legato alle decisioni del Real Madrid, che detiene un diritto di recompra fissato a soli 10 milioni di euro. Se i Blancos dovessero rinunciarvi, la valutazione del classe 2004 schizzerebbe a 80 milioni. La squadra lombarda resta alla finestra, sperando di sfruttare l’ottimo rapporto personale tra il vicepresidente Javier Zanetti e il padre del ragazzo.
Alessandro Bastoni e le indiscrezioni dalla Spagna
Sul fronte delle uscite, tiene banco la situazione legata ad Alessandro Bastoni. Secondo le indiscrezioni riportate dal quotidiano catalano Mundo Deportivo, il difensore avrebbe raggiunto un’intesa di massima con il Barcellona per un contratto valido fino al 2031, mostrandosi persino disposto a ridursi l’ingaggio pur di farsi allenare da Hansi Flick.
Tuttavia, il dirigente Piero Ausilio ha tracciato una linea invalicabile: la partenza del centrale azzurro non è un’opzione economica. Per lasciar partire il proprio leader difensivo, i vertici interisti chiedono non meno di 80 milioni di euro, una cifra record destinata a testare le reali capacità di spesa della dirigenza blaugrana.
Calciomercato Juventus, ruota tanto attorno ai nomi di Koopmeiners e Vlahovic. Cosa sta succedendo in vista dell’estate
La Juventus di Luciano Spalletti inizia a programmare il proprio futuro, con i fari puntati sulle prossime mosse dirigenziali. Tra i nomi più discussi in ottica mercato spiccano quelli di Teun Koopmeiners e Dusan Vlahovic. Il centrocampista è attualmente monitorato da club come il Manchester United e il Galatasaray, mentre la società spera in una sua convocazione da parte di Ronald Koeman per l’Olanda. Sul fronte offensivo, invece, si registrano le forti attenzioni del Milan, allenato proprio dall’ex tecnico bianconero Massimiliano Allegri.
L’Olanda come vetrina: la strategia per cedere l’ex atalantino
Il giocatore olandese sta attraversando un’annata decisamente sottotono nel capoluogo piemontese. Anche le intuizioni tattiche dell’attuale mister, che ha persino tentato di schierarlo come braccetto sinistro in una difesa a tre per massimizzare le sue doti di palleggio, non sono bastate a rigenerarlo. Di conseguenza, il club ha deciso di considerarlo un elemento sacrificabile per alleggerire il bilancio.
La speranza della dirigenza è che il giocatore possa trovare spazio in Nazionale, offrendo così una vetrina internazionale utile a facilitarne la vendita entro giugno. A conferma di questi movimenti, il suo procuratore, Bart Baving, ha fatto visita alla Continassa proprio nella giornata di ieri per discutere i prossimi scenari. La valutazione del cartellino non scenderà sotto la soglia dei 30 milioni di euro, cifra essenziale per non incappare in una minusvalenza. Le piste estere restano calde, pronte a puntare sul suo riscatto sportivo. Per Koop, i restanti cinque turni di campionato saranno cruciali: servirà convincere la propria panchina a concedergli minutaggio. L’incasso di questa cessione consentirebbe poi di finanziare gli acquisti richiesti dallo staff tecnico.
Il rebus in attacco e il pressing dei rossoneri
L’altra grande questione da risolvere riguarda il bomber serbo. Come evidenziato da La Gazzetta dello Sport, il centravanti è un vero e proprio chiodo fisso per il reparto offensivo dei lombardi in vista della prossima stagione sportiva.
Il mister del Diavolo conosce perfettamente le caratteristiche della punta avendola già allenata durante la sua esperienza a Torino. A facilitare i potenziali dialoghi c’è anche un dettaglio legato all’entourage: il nove bianconero condivide lo stesso procuratore del giovane Kostic, appena acquistato dai rossoneri direttamente dal Partizan Belgrado.
L’assenza di un rinnovo contrattuale ufficiale con i vertici sabaudi non fa che alimentare le mire della concorrenza. La strada per un trasferimento rimane comunque molto complessa, complice una netta discrepanza tra le ambizioni salariali del ragazzo e le cifre proposte dai milanesi. Mentre la Vecchia Signora cerca la chiave giusta per blindare il proprio fuoriclasse, il mercato internazionale rimane alla finestra: la firma sul nuovo contratto sarà l’enigma fondamentale da sbrogliare per delineare tutte le future strategie societarie.
LA PANCHINA MIGLIORE«Stavolta a San Siro mi siederei più volentieri sulla panchina di Spalletti, che in questo momento mi sembra abbia meno problemi di gioco e personalità rispetto ad Allegri»
LE DUE SQUADRE«Prima la Juventus stava andando piano, ma adesso ha trovato l’equilibrio tattico: non subisce gol da tre partite. Spalletti ha recuperato sette punti al Milan, che recentemente ha frenato».
L’OBIETTIVO «Allegri è stato chiaro fin dall’inizio: l’obiettivo è tornare in Champions e ormai lo ha raggiunto. Penso che Max guardi al vantaggio su Como e Roma, non a quello sulla Juventus. Idem Spalletti. Le analisi di fine stagione non vanno fatte sulla posizione di classifica, ma su quello che serve per tornare a vincere. La qualificazione in Champions deve essere un obiettivo minimo per due club così. Milan e Juventus devono tornare a competere per conquistare lo scudetto».
CHI DELLE DUE HA PIU’ CHANCE DI VINCERE LO SCUDETTO 2026-27«La Juventus. Spalletti ha più giocatori nel pieno delle forze, sta finendo in crescendo il campionato e i rinnovi del tecnico, di Yildiz, McKennie e Locatelli sono la dimostrazione che le idee sono chiare in società. Prolungare i contratti degli uomini chiave trasmette serenità anche all’ambiente: si evitano i disturbi dei tormentoni. Modric ha cantato e portato la croce tendendo spesso in piedi il Milan, ma mi domando: dovesse restare, potrà confermarsi su questi livelli a 41 anni?».
COSA DIREBBE DA DIRIGENTE«Direi quello che ho sempre detto quando allenavo: non servono 5-6 acquisti. Ne bastano 2 o 3, però devono essere di alto livello. Meglio se campioni. Allegri e Spalletti aggiungendo 2-3 big sono da scudetto».
ALLA JUVENTUS CHE TRIS SERVIREBBE«Si sentono tanti nomi, io andrei sul sicuro: Kim del Bayern in aggiunta a Bremer e Bernardo Silva, in scadenza col Manchester City. Il portoghese è sempre al posto giusto e a 31 anni può spostare ancora gli equilibri in Italia: è un colpo che potrebbe avere lo stesso impatto di Pirlo nella Juventus scudettata di Conte».
LEWANDOWSKI «Su Lewandowski ragionerei attentamente. Il fiuto del gol non si perde nemmeno a 37-38 anni, ma la forza sì. Il polacco segnerà sempre, però quando ti avvicini ai quaranta è più complicato fare la punta che il centrocampista. Vlahovic ha meno tecnica, ma più prospettiva. Spalletti lo conosce bene. Con Lewandowski, però, si vince».
VLAHOVIC «Allegri ha bisogno di un centravanti e Vlahovic sarebbe perfetto. Vedrei bene anche Goretzka in mezzo al campo e Kim in difesa. Bisogna vedere anche cosa ci si può permettere economicamente».
CHE PITTORI SAREBBERO ALLEGRI E SPALLETTI«Max è un Fontana: diretto al risultato, come i famosi tagli sulla tela dell’artista. Luciano è più un De Chirico, il suo calcio è metafisico».
COSA DEVE FARE IL MILAN«Fossi nel Milan blinderei Max: ha svolto un ottimo lavoro e la prossima stagione ripartirebbe col vantaggio di conoscere già i giocatori».
ALLEGRI «La Nazionale è sempre una tentazione e lui sarebbe anche adatto. Sono decisioni che uno deve sentirsi dentro. Quando mi chiamò l’Inghilterra, decisi subito di accettare perché ero convinto di poter ottenere grandi risultati. Mi resta il rimpianto del gol fantasma annullato a Lampard contro la Germania al Mondiale 2010. Saremmo passati da 0-2 a 2-2, chissà…».
MILAN-JUVE DI DOMENICA«La Juventus sta meglio e per tradizione è una squadra che non soffre San Siro, è una questione psicologica. Può perdere o vincere, ma storicamente se la gioca a Milano. Sarà così anche stavolta. Il Milan non sta attraversando il suo momento migliore, però ha l’opportunità di chiudere i discorsi Champions. Una cosa è certa: non mi aspetto un biscotto, anche perché cucinarlo bene non è mai facile e si è visto anche in Napoli-Milan. Tutti a pensare al biscotto e poi alla fine ha segnato Politano e la squadra di Conte ha vinto».
CHI DEI GIOCATORI DI OGGI AVREBBE GIOCATO NELLE SUE SQUADRE«A Modric avremmo trovato un posto in campo, a Yildiz almeno in rosa. Ma soltanto loro due».
Lazio, Maurizio Sarri può sorridere: un recupero fondamentale per i biancocelesti in vista del ritorno delle semifinali di Coppa Italia 2025/26
La Coppa Italia 2025/2026 si appresta a vivere il suo snodo cruciale. Nel giro di quarantotto ore, il tabellone del torneo delineerà ufficialmente i profili delle due formazioni che accederanno alla finalissima per contendersi la coppa. La massima attenzione mediatica è rivolta al confronto decisivo tra Atalanta e Lazio, in programma per la serata di domani sul rettangolo verde di Bergamo. Il passaggio del turno è ancora totalmente in bilico: il pirotecnico pareggio per 2-2 maturato nei primi novanta minuti di andata non ha consegnato alcun vantaggio strategico, costringendo entrambe le contendenti a cercare la vittoria a tutti i costi.
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Nel frattempo, l’attesa dei tifosi sarà ingannata dal primo verdetto della competizione: questa sera, infatti, andrà in scena il derby lombardo tra Inter e Como. La compagine che trionferà in questo scontro diventerà la prima finalista accertata, restando poi in attesa di scoprire la propria sfidante.
Ottime notizie per i biancocelesti: l’infermeria si svuota
Avvicinandosi alla complessa trasferta in terra orobica, il clima in casa capitolina appare decisamente sereno e ottimista. Maurizio Sarri può finalmente gioire per il recupero di un elemento di vitale importanza per gli equilibri del suo centrocampo. Nicolò Rovella è infatti tornato a completa disposizione dello staff tecnico. Il talentuoso regista azzurro era stato frenato nelle scorse settimane da una dolorosa frattura alla clavicola, un infortunio che lo aveva obbligato a un periodo di stop forzato.
Le ultime sedute di lavoro nel centro sportivo romano hanno però evidenziato progressi netti. Il mediano si è aggregato regolarmente alla sessione atletica e tattica insieme al resto del gruppo, lanciando segnali fisici estremamente confortanti. Il suo rientro garantisce al mister toscano nuove preziose rotazioni e maggiore imprevedibilità nella zona nevralgica del campo.
Organico al completo, confermata l’unica defezione tra i pali
Al netto del rientro del centrocampista ex Monza, l’infermeria laziale risulta ormai quasi del tutto vuota. L’intera rosa sarà infatti pronta a viaggiare verso il capoluogo lombardo, offrendo allo staff un ventaglio di opzioni tattiche molto ampio per affrontare l’intensità della formazione bergamasca. L’unica nota negativa, peraltro già ampiamente assorbita dalle dinamiche di squadra, riguarda la retroguardia. Ivan Provedel rimane il solo grande assente della spedizione: l’estremo difensore continuerà a restare ai box, lasciando ai propri compagni il compito di espugnare lo stadio avversario per staccare il biglietto verso l’ultimo atto del torneo.
Infortunati Roma, Gasperini può tornare a sorridere: arrivano aggiornamenti importanti su Dybala e Wesley dopo l’allenamento odierno
La Roma continua la sua accesa rincorsa verso il piazzamento europeo più ambito. Dopo aver archiviato il pareggio maturato nell’ultimo turno di campionato contro l’Atalanta, la compagine capitolina staziona attualmente a quota 58 punti in classifica, condividendo la posizione con il Como. L’obiettivo primario dei giallorossi resta quello di colmare il divario che li separa dalla Juventus, attualmente a quota 63 punti e padrona dell’ultimo slot valido per la qualificazione alla prossima edizione della Champions League. Il prossimo e decisivo ostacolo sul cammino dei romani si chiama Bologna: la formazione felsinea arriverà allo stadio con un forte desiderio di rivalsa, essendo reduce da una bruciante sconfitta per 2-0 incassata proprio per mano della squadra torinese.
Gasperini sorride: recuperi cruciali per l’attacco
Nel corso di questa annata sportiva, il club ha dovuto fare i conti con un’infermeria costantemente affollata, un fattore che ha pesantemente condizionato il rendimento e le rotazioni a disposizione dello staff. Tuttavia, la seduta di allenamento mattutina ha finalmente regalato un sospiro di sollievo all’allenatore Gian Piero Gasperini. Il tecnico ha infatti riaccolto a pieno regime due pedine di inestimabile valore tecnico: Paulo Dybala e Wesley. I due calciatori hanno svolto l’intera sessione di lavoro aggregati al resto del gruppo, dimostrando di aver superato i rispettivi acciacchi fisici e confermando la totale dedizione per aiutare la squadra a centrare l’obiettivo stagionale prefissato dalla società.
Ancora lavoro differenziato per quattro giocatori
Se il fronte offensivo ritrova le sue stelle, la situazione clinica impone ancora massima cautela per altri elementi cardine della rosa. Il report medico diramato dal centro sportivo evidenzia infatti come Manuel Koné, Devyne Rensch, Lorenzo Pellegrini e Artem Dovbyk non siano ancora pronti per il rientro in gruppo. I quattro tesserati hanno continuato a seguire un programma di allenamento differenziato e personalizzato, lavorando a parte per smaltire in via definitiva le problematiche fisiche accusate di recente. L’equipe sanitaria continuerà a monitorare quotidianamente i loro progressi, sperando di poterli rimettere a disposizione del mister per il decisivo e imminente rush finale.
Pisa, Davide Vaira non è più il direttore sportivo del club toscano. Il comunicato ufficiale e tutti i dettagli
Davide Vaira e il Pisa si dicono addio. Le strade del dirigente sportivo e della società toscana si dividono in maniera formale e definitiva, chiudendo un ciclo calcistico intenso e ricco di grandissime soddisfazioni. Dopo due stagioni vissute costantemente al vertice e condotte in totale sinergia, le parti hanno deciso di interrompere il proprio sodalizio lavorativo. Il bilancio di questo fondamentale biennio resta comunque straordinario, essendo culminato con la storica promozione in Serie A, un traguardo che ha fatto letteralmente esplodere di gioia un’intera città.
L’arrivo del manager all’ombra della Torre Pendente risaliva ormai all’estate del 2024. Fin dai suoi primissimi giorni di insediamento, l’operato dell’ex uomo mercato nerazzurro si è rivelato cruciale per edificare un organico solido, ambizioso e capace di sbaragliare la concorrenza nel difficile campionato cadetto. Le sue brillanti intuizioni in sede di trattative e la sapiente gestione delle dinamiche di spogliatoio hanno permesso alla formazione toscana di riconquistare l’accesso al paradiso del massimo campionato calcistico italiano.
Il comunicato ufficiale di ringraziamento
A certificare la chiusura formale di questo proficuo rapporto professionale ci ha pensato direttamente l’ufficio stampa della dirigenza pisana. Attraverso i propri canali telematici, i vertici societari hanno voluto congedare il loro ormai ex tesserato, diffondendo una nota pubblica colma di sincera gratitudine per la cavalcata vincente condotta insieme verso i massimi palcoscenici nazionali. Di seguito, riportiamo il testo esatto della comunicazione diramata per annunciare l’avvicendamento:
“Il Pisa Sporting Club informa che, a far data da oggi, Davide Vaira non ricoprirà più il ruolo di Direttore Sportivo. La Proprietà, i Dirigenti e tutto il Club, augurandogli il meglio per il proseguimento della carriera, ringraziano Davide per la professionalità e la passione messe a disposizione dei colori nerazzurri dall’estate 2024 fino alla promozione e alla Serie A raggiunta dopo 34 anni”.
I futuri scenari per la società e per il manager
Con questo annuncio si chiude un capitolo meraviglioso della storia recente del club. Adesso, la proprietà dovrà inevitabilmente accelerare per individuare un valido sostituto, in modo da programmare un mercato all’altezza per garantire già dalla prossima stagione il rientro nell’élite del nostro calcio. Dall’altra parte, il direttore diventa da questo istante uno dei profili più ambiti tra gli svincolati, pronto a valutare nuove offerte per lanciarsi anima e corpo in un nuovo e stimolante progetto tecnico.
Conferenza stampa Sarri alla vigilia di Atalanta Lazio: le parole verso il ritorno delle semifinali di Coppa Italia 2025/26
Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta.
PUO’ SALVARE LA STAGIONE? – «Non c’è una partita che vale una stagione perché bisogna considerarla tutta, non solo una singola partita. Poi dal punto di vista mediatico c’è questa definizione. Le scelte dopo Napoli? Saranno decisive le impressioni che arrivano dagli allenamenti ma servono anche altre valutazioni, abbiamo 4-5 giocatori quasi guariti ma fra la guarigione e l’agonismo ci sono 20-25 giorni. Abbiamo tanti giocatori che possono garantire solo un certo minutaggio. Sarà fondamentale in una partita di cui non conosciamo la durata».
BASIC E LA FINALE – «Basic rientra nel discorso di prima, era fermo da molto, ha fatto fatica a Firenze, meno a Napoli, è in crescita ma non so quanti minuti abbia nelle gambe. Coppe perse? Io ho perso una coppa in Inghilterra ai rigori quindi la semifinale mi piace ma vorrei fare anche l’ultima partita (ride)».
MALDINI – «Maldini vedi sopra, la risposta è la stessa. È guarito clinicamente, per lui è più difficile perché ha una tendinopatia cronica e ha momenti positivi e altri in cui l’infiammazione è invalidante. Parliamo di un ragazzo che ha fatto un allenamento in venti giorni, non so quanto può giocare, ma domani può giocare. Noslin ha subito qualche colpo, se avessimo giocato dopo sette giorni non ci sarebbero stati problemi. Dia sta abbastanza bene, quando si parla di ragazzi che sei sicuro che non hanno 90 minuti l’ideale sarebbe farli partire perché così non rischi di sprecare slot. Mi devo però fermare a 3-4, altrimenti finisco gli slot dei cambi al primo tempo. Buttare giù la formazione in queste condizioni è difficile».
NOSLIN E DIA – «Noslin sta bene, aveva preso dei colpi ma è roba normale. Dia sta abbastanza bene mi sembra che sia focalizzato quindi sono tutte situazioni da considerare ma quando si parla di ragazzi che sai che non hanno i 90 minuti l’Ideale è farli partire per non sciupare slot ma a 3 o 4 mi devo fermare se no li finisco nel primo tempo quindi è difficile scegliere la formazione ora».
MOMENTO – «Dopo la vittoria contro il Napoli dobbiamo tenere in considerazione che abbiamo fatto tante partite senza vincere. Quest’inerzia positiva che innesca le vittorie non la ha avuta. Ora sta facendo risultati con più continuità però la mancanza di continuità è sempre stata un nostro difetto che stiamo combattendo per togliere quindi di sfruttare questi momenti che poi la sosta ci ha interrotto e abbiamo fatto fatica a rientrare per alcune partite».
MARUSIC – «Marusic ha fatto una buona parte di allenamento a parte all’inizio che ha fatto un attivazione in palestra. Domani lo solleciteremo nuovamente e poi decideremo. Lui è fermo da due settimane oggi ha fatto la seduta in parte con noi e va valutato. Già ne ho fuori 4-5 e vediamo quanti ne rischierò domani».
ROVELLA – «Rovella ha avuto il via libera dai medici per avere qualche impatto sulla spalla operata. Farà un’altra settimana a parte e poi spero che torni presto disponibile».
GIOCATORI CHE RIMANGONO – «8-9 possono rimanere per un obiettivo importante. L’obiettivo di domani? Non lo so. Quanti punti ci hanno levato? Non lo so, questo gruppo è evidente che ha subito episodi arbitrali negativi, sta giocando partite in casa senza pubblico e quanti punti ci è costato questo anche non lo so, ma sicuramente potevamo fare di più. Per raggiungere obiettivi massimali è un gruppo da implementare e migliorare qualitativamente».
ATALANTA – «L’Atalanta è diventata famosa in Europa per i gol su quinto-quinto. Penso che abbia segnato a tutti in questo modo da esterno a esterno. Io penso che siamo migliorati molto con il palleggio. Sul Napoli tutti dicono che abbiamo colpito in contropiede. Noi abbiamo fatto il primo con un possesso di due minuti nell’area avversaria. Gli opinionisti di oggi non hanno capito. Che contropiede, come quando dicono le difese a zona e non vanno fatte. Non saremo mai una squadra di palleggio fino ma lo abbiamo migliorato. Ora rischiamo l’uomo contro uomo aggressivo con la dea quindi il palleggio deve essere rapido e nella loro metà campo, non nella nostra».