Pagina 175 – Calcio News 24

Ausilio chiarisce: «Mai avuto dubbi su Chivu. Bastoni ha un contratto con l’Inter, ecco quale sarà il suo futuro»

Ausilio, direttore sportivo dell’Inter, si è soffermato così su Chivu, Bastoni e altri temi d’attualità di casa nerazzurra. Cosa ha detto

A margine dell’evento Inside the Sport 2026, al Centro Tecnico FIGC di CovercianoPiero Ausilio ha rilasciato queste dichiarazioni sull’Inter ma non solo.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

CHIVU E I DUBBI INIZIALI – «No, sinceramente no. Sapevamo che bisognava fare un percorso e dare tempo ad un giovane allenatore ma in cui credevamo tantissimo, avevamo la fortuna di conoscere le qualità dell’uomo e quelle che poi ha dimostrato da allenatore. Serviva pazienza, tempo, a tutto l’ambiente, anche fuori. Ma eravamo convinti che il percorso poteva essere quello giusto e i risultati sono dalla parte di Chivu».

PROGETTO TECNICO E MERCATO – «Un tema che non abbiamo ancora affrontato. Facciamo fatica a far credere una cosa. Finita la partita con il Cagliari il pensiero di tutto lo spogliatoio e del club era sulla partita contro il Como. Questa è la mentalità che abbiamo, la mentalità di tutti i calciatori e della società. I discorsi sul futuro li rimandiamo a un momento più tranquillo».

EUROPA E CALCIO ITALIANO – «Può succedere. Non è neanche normale che ci sia una squadra italiana che fa due finali di CL in tre anni. L’Atalanta ha vinto l’EL, sono periodi: abbiamo qualità e risorse per uscire da una situazione difficile ma credo nell’Italia, nei giovani italiani e nel progetto. C’è anche la possibilità di fare qualcosa di nuovo e credo che verranno scelte le persone giuste per portare avanti un bel progetto».

IL CONSIGLIO AL CALCIO ITALIANO – «Io consigli preferisco non darne. Non è bello ora dire e far sembrare che sai qualcosa in più degli altri. Ci sono delle persone che saranno presto legittimate, penso saranno le persone giuste e noi addetti ai lavori saremo sicuro a disposizione per consigli, contributi. Penso che tutte le risorse tecniche che ci sono in Italia si metteranno a disposizione con piacere».

AMAREZZA CHAMPIONS E OBIETTIVI DELL’INTER – «L’Inter non ha un obiettivo diverso ogni anno: ogni anno cerchiamo di essere competitivi in tutte le competizioni. Ci siamo riusciti bene l’anno scorso ma siamo rimasti con l’amaro in bocca per non aver portato a casa un trofeo. La competitività è quello che deve garantire sempre un club come l’Inter. Quest’anno è cambiato l’allenatore, sono arrivati anche dei giovani, sono cambiati dei calciatori. Poteva sembrare servisse, tra media e addetti ai lavori, più tempo. Invece ci siamo dimostrati da subito forti e di essere nelle condizioni da qui a breve di portare a casa qualcosa di importante».

IL PROFILO SEGUITO SUL MERCATO – «Un ottimo giocatore, profilo per tante squadre. Ma è di una società forte che ha una grande visione per i calciatori, di progetto, e sono sicuro che sarà importante intanto per l’Atalanta, poi vedremo cosa dirà il mercato su questo ragazzo di grande qualità».

BASTONI E IL FUTURO – «Ha un contratto con l’Inter e ad oggi non penso a situazioni tali che fanno pensare ad un suo futuro lontano dall’Inter. Non so cosa dicono di lui in Spagna so che noi siamo contenti di lui, di quello che ha dato all’Inter e sono sicuro che darà tanto a noi. Se hanno interesse per lui sanno quali sono i numeri di telefono e sanno cosa fare. Non devono parlare».

Mancini esce allo scoperto: «Qualche volta il telefono squilla…Tornare da ct dell’Italia? Rispondo così»

Mancini, tecnico dell’Al Sadd, ha parlato da Coverciano della possibilità di tornare sulla panchina dell’Italia. Le sue dichiarazioni

Il futuro professionale di Roberto Mancini continua ad alimentare ininterrottamente le cronache calcistiche. L’ex commissario tecnico dell’Italia, attualmente impegnato nel campionato qatariota sulla panchina dell’Al Sadd, è tornato a calcare i prati del centro sportivo di Coverciano. L’occasione per questo rientro in patria è stata la consegna di un prestigioso riconoscimento alla carriera, un evento di gala che ha inevitabilmente attirato la fortissima attenzione dei media sportivi. Fin dalle primissime battute, i cronisti hanno incalzato l’allenatore jesino, cercando di esplorare le possibilità di un suo nuovo mandato come selezionatore, sondando le sue prossime mosse di mercato e chiedendo un parere sulla delicata situazione politica del nostro movimento.

La filosofia sportiva e il momento attuale

Nonostante le recenti e note turbolenze professionali, il mister ha mostrato una grandissima serenità d’animo, evidenziando come le altalene di risultati siano semplicemente una componente fisiologica e intrinseca della professione. Senza lasciarsi sopraffare dalle difficoltà, l’approccio dell’ex attaccante resta totalmente improntato al pragmatismo. Interpellato sulle dinamiche del pallone, ha offerto una lucida e pacata analisi: “Ci sono momenti in cui le cose vanno bene e siamo tutti felici, ma questo fa parte dello sport. Si può vincere e si può perdere. A volte succedono delle cose incredibili, è il calcio. Bisogna rimboccarsi le maniche e continuare a lavorare.”

Il contratto in Qatar e l’ironia sulle chiamate

Allontanando, almeno per l’immediato presente, le insistenti sirene di un ritorno nel Vecchio Continente, la guida tecnica ha ribadito la ferma volontà di rispettare gli accordi lavorativi stipulati in Medio Oriente. Mantenendo un profilo molto basso, ha voluto sdrammatizzare le indiscrezioni relative a presunti e continui corteggiamenti da parte di altre federazioni, ricorrendo a una battuta decisamente sagace: “Devo finire la stagione con l’Al Sadd, qualche volta il telefono squilla. I miei figli per esempio mi chiamano.”

L’ombra della Nazionale e le elezioni federali

L’ultima parte del suo intervento pubblico è servita per dribblare abilmente le questioni più insidiose, difendendo la natura celebrativa della giornata. A chi gli domandava apertamente di un potenziale bis alla guida della selezione maggiore, la risposta è stata perentoria. Inoltre, incalzato sulle imminenti e discusse elezioni per la presidenza federale, l’ex manager ha preferito non sbilanciarsi minimamente sulla figura dell’ex numero uno del CONI, tagliando corto con grande diplomazia: “Tornare come CT? Sono qui per il premio, non per parlare di altro. Malagò è la persona giusta per il calcio italiano? Questo non lo so”. Resta dunque un totale alone di mistero sulle future traiettorie dell’allenatore marchigiano.

Zaniolo, ladri nella casa dell’attaccante! La denuncia (ironica) sui social: «Qualche borsetta potevate tranquillamente chiedermela e ve la regalavo…»

Zaniolo, ladri in casa dell’attaccante dell’Udinese! La denuncia sui social non si è fatta attendere, ecco cosa è successo

Disavventura e tanta rabbia per Nicolò Zaniolo. Nelle scorse ore, l’attaccante in forza all’Udinese è stato vittima di una spiacevole intrusione all’interno della propria residenza situata nella città di Udine. I malviventi hanno agito indisturbati durante la notte, approfittando dell’assenza del calciatore e della sua famiglia per penetrare nell’appartamento e sottrarre alcuni oggetti di enorme pregio.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il bottino e la rabbia su Instagram

Stando alle prime indiscrezioni relative all’accaduto, l’obiettivo principale dei criminali sarebbe stato il guardaroba della consorte, Sara Scaperrotta. I ladri avrebbero infatti trafugato diverse borse griffate e di grande valore economico. Scoperto il raid, il giocatore friulano ha deciso di non restare in silenzio e ha affidato tutta la sua frustrazione al web, pubblicando un messaggio colmo di sdegno e amarezza.

Attraverso il suo profilo ufficiale, il fantasista ha puntato il dito contro gli autori del gesto con parole inequivocabili: “Ai codardi che questa notte si sono permessi di entrare a casa mia a Udine, sapendo che io non ero in casa, magari ci fossi stato, vi volevo dire che vi è andata molto male. Qualche borsetta se la volevate potevate tranquillamente chiedermela e ve la regalavo”.

Il fine settimana fuori porta e le indagini

Il colpo sembra essere stato studiato con attenzione. I malintenzionati hanno infatti agito in un momento propizio, notando l’assenza del tesserato bianconero. L’atleta si trovava lontano dal capoluogo per trascorrere un rilassante fine settimana in compagnia della moglie e dei due figli: il primogenito Tommaso, di quattro anni, e il piccolo Leonardo, venuto al mondo da pochi mesi. Un dettaglio, questo, che ha permesso agli intrusi di agire senza alcun ostacolo.

I precedenti: dalla rapina a Roma al colpo a Spezia

Purtroppo per l’ex talento azzurro, non è la prima occasione in cui la sua cerchia familiare deve fare i conti con episodi di natura criminale. Durante il periodo in cui vestiva la maglia della Roma, la madre fu vittima di uno spiacevole scippo in cui le vennero sottratti l’automobile e un orologio prezioso. Inoltre, andando a ritroso di qualche anno, a Spezia, un gruppo di malviventi svaligiò la tabaccheria gestita dai parenti del giocatore, rubando ingenti quantità di sigarette. Un nuovo e triste capitolo, dunque, che va a turbare la serenità familiare del calciatore.

Romania, Gheorghe Hagi è il nuovo Commissario Tecnico: prende il posto dell’indimenticato Mircea Lucescu

Romania, Gheorghe Hagi è il nuovo Commissario Tecnico della Nazionale dopo la morte di Mircea Lucescu

Gheorghe Hagi è ufficialmente il nuovo Commissario Tecnico della Nazionale della Romania. L’indimenticabile fuoriclasse raccoglie la pesante eredità di un’altra icona sportiva, Mircea Lucescu, purtroppo venuto a mancare all’età di 80 anni. L’ufficialità dell’incarico è giunta proprio in data odierna, lunedì 20 aprile. Il Maradona dei Carpazi avrà il delicato compito di guidare la selezione del suo Paese durante le prossime due campagne di qualificazione, valide per i Campionati Europei e per la Coppa del Mondo.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Il ritorno in panchina e le parole in conferenza stampa

Per l’idolo indiscusso di Bucarest, questa nomina rappresenta la seconda esperienza alla guida della selezione maggiore. Già nel 2001, infatti, il tecnico subentrò all’allora mister László Bölöni, rimanendo in carica per cinque mesi ma fallendo purtroppo l’accesso alla fase finale dei Mondiali 2002 disputati in Corea del Sud e Giappone.

Durante la presentazione, il nuovo selezionatore ha espresso tutta la sua carica emotiva per questa nuova avventura: “È un onore e una grande responsabilità rappresentare ancora una volta la Romania, come ho fatto da giocatore. Spero di poterlo fare anche da allenatore, perché l’unica cosa che conta è giocare. È per questo che sono venuto in Nazionale, sono convinto che possiamo raggiungere grandi traguardi. Spero di poter replicare da allenatore le prestazioni che ho offerto da giocatore. Sono convinto che possiamo diventare i migliori“.

Il comunicato istituzionale della Federazione

I vertici calcistici del Paese hanno confermato l’accordo diffondendo una nota dirigenziale per accogliere la loro leggenda: “Il Comitato Esecutivo della Federazione Calcistica Rumena ha approvato la proposta della Commissione Tecnica giovedì 16 aprile 2026 e Gheorghe Hagi torna ufficialmente oggi sulla panchina della nazionale rumena. La Federazione Calcistica Rumena annuncia la nomina del più rappresentativo giocatore della nazionale rumena nella storia del calcio rumeno come allenatore. Gheorghe Hagi, simbolo di eccellenza, ha firmato un contratto per i prossimi due cicli di qualificazione, con la missione di riportare la nazionale nell’élite del calcio mondiale”.

I numeri spaventosi di una carriera da sogno

Il legame tra l’ex trequartista classe 1965 e la maglia gialloblù rappresenta un pezzo indelebile di storia del calcio. Nel corso della sua formidabile carriera, ha collezionato ben 125 presenze internazionali, gonfiando la rete per 35 volte. Questo straordinario bottino gli permette di condividere con Adrian Mutu il prestigioso primato di miglior marcatore di tutti i tempi. Un curriculum inestimabile, arricchito inoltre dalle partecipazioni a tre Coppe del Mondo (1990, 1994, 1998) e a tre Campionati Europei (1984, 1996, 2000).

Tonali, il ritorno in Serie A è utopia: un ostacolo blocca qualsiasi sogno! È testa a testa tra queste due big europee per averlo in estate

Tonali, si complica il possibile ritorno in Serie A del centrocampista italiano. È sfida tra questi due club per averlo la prossima estate

La Juventus deve ufficialmente abbandonare il sogno di riportare in Italia Sandro Tonali. Le ultime indiscrezioni di calciomercato confermano infatti che il futuro dell’ex giocatore del Milan sarà ancora in Inghilterra, sui campi della Premier League. A bloccare sul nascere l’ipotesi di un clamoroso ritorno in Serie A è la rigidissima posizione assunta dal Newcastle, attuale proprietario del cartellino, che ha fissato un prezzo di vendita totalmente inaccessibile per le casse della società piemontese.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Le cifre inavvicinabili: 100 milioni di euro

A confermare questa chiusura totale è stato l’esperto di mercato Matteo Moretto. I vertici del Newcastle non hanno la minima intenzione di concedere sconti o agevolazioni ad eventuali acquirenti: la dirigenza britannica valuta il proprio tesserato circa 100 milioni di euro.

Si tratta di una richiesta economica che taglia automaticamente fuori dai giochi la dirigenza della Juventus e, più in generale, qualsiasi altra formazione del nostro campionato, strutturalmente incapaci di sostenere un esborso finanziario di tale e immensa portata. La Vecchia Signora sarà quindi obbligata a valutare piste alternative e profili più sostenibili per rinforzare il proprio centrocampo in vista della prossima stagione sportiva.

Testa a testa tra Manchester United e Manchester City

Con la pista italiana ormai definitivamente tramontata, la corsa per assicurarsi le prestazioni del talento lodigiano prosegue esclusivamente Oltremanica. Attualmente, in cima alla lista delle pretendenti figurano le due grandissime potenze economiche d’Inghilterra. Le informazioni raccolte delineano un leggero vantaggio da parte del Manchester United, che sembra essersi mosso in anticipo rispetto ai concittadini e rivali del Manchester City.

Le straordinarie qualità tecniche, il dinamismo e la maturità tattica mostrati ad altissimi livelli rendono Sandro Tonali un pezzo pregiatissimo del mercato europeo. Tuttavia, sia i Red Devils che i Citizens sanno perfettamente che per strapparlo al suo attuale club dovranno affrontare un lunghissimo e faticoso braccio di ferro, poiché la proprietà bianconera d’oltremanica si conferma da sempre un ostacolo durissimo da superare al tavolo delle trattative.

Monopoli Foggia, è follia! Invasione di campo, steward aggredito e rossoneri a un passo dalla Serie D. La ricostruzione di quanto accaduto!

Monopoli Foggia finisce in follia! Invasione di campo e steward aggredito. Ecco che cosa è successo

Il campionato di Serie C fa registrare un’altra bruttissima pagina di cronaca e violenza legata al mondo del calcio. La delicata sfida tra Monopoli e Foggia, incontro valido per la trentasettesima e penultima giornata del girone C, si è infatti trasformata in un pomeriggio di totale caos. Dal punto di vista sportivo, i padroni di casa si sono imposti con il risultato finale di 1-0, grazie alla rete decisiva messa a segno da Fall. Tuttavia, il verdetto del campo è passato inevitabilmente in secondo piano a causa dei gravissimi disordini scoppiati a ridosso del triplice fischio.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

La follia ultras: fumogeni, caccia ai giocatori e botte in campo

Attimi di altissima tensione si sono vissuti proprio durante i minuti di recupero della ripresa, istanti in cui l’arbitro è stato costretto a interrompere momentaneamente le ostilità. La situazione è rapidamente degenerata: dopo aver lanciato un fumogeno in campo, alcuni facinorosi hanno effettuato una pericolosa irruzione sul terreno di gioco. L’intento degli esagitati era chiaramente quello di cercare il contatto fisico con i calciatori, i quali, intuito l’imminente pericolo, sono prontamente rientrati negli spogliatoi per tutelare la propria incolumità.

Il bilancio dell’invasione non si è fermato alle semplici minacce. Durante l’assalto, un addetto alla sicurezza è rimasto ferito: uno dei tifosi è stato fermato dalle forze dell’ordine dopo aver colpito con un pugno uno steward che si trovava a bordo campo per svolgere il proprio lavoro.

Incubo dilettanti: le combinazioni per evitare la retrocessione

Oltre a dover fare i conti con le future, e presumibilmente pesantissime, sanzioni da parte della giustizia sportiva, la società affronta un vero e proprio dramma agonistico. Il Foggia è a un passo dalla retrocessione in Serie D. L’ultima e decisiva gara di campionato si disputerà domenica prossima (26 aprile), alle 18, allo stadio Zaccheria.

Nel match contro la Salernitana, però, ai padroni di casa potrebbe non bastare nemmeno la vittoria per accedere ai playout. Il destino non è più unicamente nelle mani dei pugliesi: se il Giugliano dovesse battere in trasferta la Casertana, infatti, verrebbe meno il margine di non più di 8 punti di distacco in classifica necessario per disputare gli spareggi per non retrocedere. Mantenendo e confermando gli attuali 9 punti di vantaggio sui pugliesi i campani si salverebbero direttamente, condannando i rossoneri all’inferno della Serie D.

Finale Coppa Italia a rischio trasloco: niente Olimpico se passano Como e Atalanta? Dove potrebbe giocarsi la partita, c’è un’ipotesi accreditata!

Finale Coppa Italia potrebbe cambiare sede nel caso in cui dovessero passare Como e Atalanta. Ecco in quale stadio verrebbe giocata

La Coppa Italia si prepara a vivere i suoi momenti più caldi ed emozionanti. Tra la giornata di domani e quella di mercoledì, il tabellone delineerà ufficialmente le due formazioni che si scontreranno per alzare al cielo il prestigioso trofeo nazionale. Le affascinanti sfide in programma per le semifinali vedranno opporsi Inter e Como da un lato, incrociando i destini con l’altra grande supersfida che vedrà protagoniste Atalanta e Lazio. Tuttavia, mentre l’attenzione dei tifosi è rivolta esclusivamente al rettangolo verde, nei palazzi delle istituzioni calcistiche si è già aperta una profonda e doverosa riflessione che esula dal lato puramente agonistico: la scelta definitiva della sede per l’ultimo atto.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il nodo ordine pubblico e l’incognita dell’Olimpico

Sul tavolo dei vertici dirigenziali pesa una questione organizzativa di primaria importanza. Nello specifico, qualora dal campo dovesse emergere un abbinamento per la finalissima tutto lombardo tra le compagini di Como e Atalanta, si innescherebbe un doppio ordine di criticità. In primis, l’allarme assoluto legato all’ordine pubblico: le fazioni del tifo delle due società, divise da una storica e accesa rivalità, si troverebbero infatti obbligate a percorrere i medesimi assi autostradali e ferroviari in caso di pellegrinaggio verso la Capitale. In secondo luogo, i vertici della Lega Serie A stanno valutando l’impatto visivo, temendo di non riuscire a garantire l’impianto gremito, un fattore oggigiorno essenziale per l’immagine televisiva e internazionale del torneo.

A offrire una potenziale via di fuga a questa potenziale impasse è la stessa normativa della competizione. Il testo ufficiale chiarisce le dinamiche decisionali: «La finale si svolge in gara unica, in linea di principio allo Stadio Olimpico di Roma, o in altra sede individuata, a suo insindacabile giudizio, dal Consiglio di Lega». Questa precisa e inequivocabile dicitura autorizza formalmente gli organizzatori a decretare il cambio del teatro della partita in presenza di palesi minacce alla sicurezza.

Le possibili sedi alternative: Reggio Emilia e Parma in pole

Sarà dunque esclusivamente il Consiglio di Lega ad assumersi l’onere e la responsabilità di un’eventuale delibera, prendendo la decisione finale solo quando il quadro delle qualificate sarà completo e soppesando le inevitabili valutazioni di prefettura e questura di Roma insieme alle logiche commerciali.

Passando al vaglio le alternative praticabili, l’opzione di San Siro viene giudicata al momento impraticabile e complessa per la gestione della capienza totale. Le piste più concrete, invece, portano dritto in Emilia-Romagna. Impianti sportivi moderni e funzionali come quelli di Reggio Emilia e Parma si candidano prepotentemente a ospitare il grande evento: queste sedi alternative offrirebbero garanzie nettamente superiori per una gestione sicura dei flussi, assicurando percorsi logistici separati per le curve avversarie e disinnescando sul nascere i pericoli di contatto.

Adani tesse le lodi di Spalletti: «Lo metto al primo posto degli allenatori italiani, come genialità nel generare calcio!»

Adani, intervenuto a La Nuova DS, ha rilasciato queste dichiarazioni su Spalletti e la Juventus dopo la vittoria contro il Bologna

Nel corso della sua recente partecipazione alla trasmissione sportiva La Nuova DS, l’ex difensore e noto opinionista televisivo Lele Adani ha affrontato diversi temi caldi legati al mondo bianconero. L’apertura del suo discorso è stata dedicata a un momento di profonda commozione, rivolgendo un pensiero speciale alla memoria di Alex Manninger. Il commentatore ha voluto esaltare il comportamento della dirigenza piemontese per la splendida e toccante commemorazione organizzata allo stadio prima della sfida di campionato contro il Bologna:

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

«Alex è stato anche un mio compagno di squadra, un ragazzo fantastico, quindi un abbraccio ovunque lui è, è una tragedia e voglio fare veramente i complimenti alla Juventus. I complimenti alla Juventus perché così si ricorda un loro fratello che se n’è andato con una celebrazione incredibile, con dei gesti dove ha dimostrato veramente la grandezza. Per me quello che ha fatto la Juventus oggi è grandezza, veramente».

La corsa Scudetto e la mentalità della nuova Signora

Successivamente, l’analisi si è spostata sulle dinamiche di campo e sull’impatto tecnico di Luciano Spalletti sulla panchina torinese. L’esperto ha condiviso l’atteggiamento cauto dell’allenatore per quanto riguarda la lotta allo Scudetto, elogiando però in maniera netta l’evoluzione del gruppo, il calcio espresso e la capacità di compattarsi nei momenti di difficoltà:

«Non è tanto tempo fa, credo un paio di settimane fa, dove lui sottolinea che a volte non li riconosce, per quanto poi gli dimostrano, a volte non li riconosce. Perché escono da questo percorso virtuoso che secondo me, testimonia come stia lavorando molto bene Luciano, e lavora su tutti gli aspetti, sul singolo, sul collettivo, giocano un calcio propositivo ma non perdono l’equilibrio, sanno soffrire, per esempio la vittoria a Bergamo dimostra che è una squadra che se deve soffrire lo fa. Gioca un bel calcio, arriva il risultato con un calcio propositivo, in un percorso giusto secondo me, perché per me lui ha segnato questa strada. E come ho già detto in altre occasioni, è la strada giusta per questa Juve».

Il genio in panchina: l’elogio totale al tecnico

Per concludere, l’opinionista ha speso parole al miele per la mente tattica della squadra, definendolo come la massima espressione della scuola tecnica italiana. Un successo che passa dall’innovazione in campo fino alla profonda empatia instaurata all’interno dello spogliatoio:

«Io lo metto al primo posto degli allenatori italiani, come anche conoscenza e genialità nel generare calcio. Cioè lui lo conosce e sa dove andare, dove intervenire per generare situazioni da campo calcistiche molto evolute. Ma la chiave, quando trova poi, secondo me, è la connessione anche umana, cioè trova la partecipazione, non il condividere queste sue idee. A volte riesce, a volte no, però ragazzi, come sto dicendo, lui sta facendo un gran calcio, ma noi abbiamo tutti nell’immaginazione di immaginare, visualizzando quello che ha fatto a Napoli, lui riusciva a fare in un anno un calcio di livello d’Europa. Ce lo ricordiamo»

Liverpool, fumata bianca per il rinnovo di contratto di un big. Lui esce allo scoperto: «Siamo vicini ad un accordo!». Novità importanti in casa Reds

Liverpool, questo big è vicino a prolungare il suo contratto con i Reds. Ha annunciato lui l’imminente rinnovo, ecco cosa ha detto

Il Liverpool è pronto a blindare definitivamente la sua difesa in vista delle prossime stagioni. La dirigenza inglese sta lavorando intensamente sotto traccia per assicurarsi la permanenza dei propri pilastri, con il chiaro obiettivo di garantire solidità e continuità all’intero progetto tecnico. Tra i protagonisti assoluti della retroguardia dei Reds spicca senza dubbio il nome di Ibrahima Konaté, forte centrale difensivo transalpino che si appresta a legare ulteriormente il proprio futuro calcistico alla prestigiosa e storica squadra della Premier League.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Le dichiarazioni del difensore e l’intesa totale con il club

Le indiscrezioni di mercato circolate insistentemente nelle ultime settimane hanno finalmente trovato una rassicurante conferma ufficiale da parte del diretto interessato. Il difensore francese ha infatti voluto tranquillizzare la tifoseria inglese in merito al positivo andamento delle contrattazioni con i vertici societari. Per fare chiarezza sul suo futuro, il calciatore ha spazzato via ogni possibile dubbio o speculazione dichiarando apertamente: «Abbiamo parlato con il club e siamo vicini a un accordo».

Una frase inequivocabile che certifica come le lunghe negoziazioni per il prolungamento del contratto siano ormai arrivate all’ultimo e decisivo stadio. Secondo quanto trapela dalle stanze dei bottoni di Anfield, mancano all’appello solamente i classici dettagli burocratici prima di procedere con gli annunci ufficiali.

L’importanza strategica nello scacchiere tecnico

La scelta della società del Merseyside di accelerare per blindare il proprio gioiello non è affatto casuale. Fin dal suo approdo in Inghilterra, il difensore ha dimostrato di possedere doti atletiche e fisiche fuori dal comune, diventando in breve tempo una pedina irrinunciabile per gli equilibri tattici della formazione britannica.

La sua imponente stazza, unita a un’ottima velocità di base e a spiccate doti nel gioco aereo, lo rende uno dei difensori più completi del panorama calcistico internazionale. Assicurarsi la sua permanenza a lungo termine significa garantire massima affidabilità a un reparto arretrato che punta a primeggiare su tutti i fronti, sia in campionato che nelle affascinanti notti di Champions League. Con questa operazione ormai in dirittura d’arrivo, il Liverpool manda un segnale di forza chiarissimo a tutte le grandi d’Europa.

Real Madrid, Arbeloa ammette: «Due anni senza titoli? A volte le cose non vanno come si vorrebbe…Ecco quale sarà il mio futuro a fine stagione»

Real Madrid, Alvaro Arbeloa ha parlato così di un’altra stagione senza titoli e del suo futuro. Le parole del tecnico dei blancos

Il momento storico che sta attraversando il Real Madrid è indubbiamente uno dei più complessi e insoliti delle ultime due decadi. Con la certezza aritmetica di chiudere il secondo anno di fila senza trofei, l’esigente piazza madridista è chiamata a una profonda riflessione sportiva. A fare il punto della situazione e a tracciare la rotta per l’immediato futuro è sceso in campo direttamente l’attuale tecnico del Real Madrid, Alvaro Arbeloa, chiamato a guidare la transizione tecnica in una fase delicatissima.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

L’orgoglio dei Blancos e l’obiettivo per il finale di stagione

L’allenatore spagnolo ha voluto suonare la carica in vista dei prossimi e conclusivi impegni di campionato, sottolineando l’assoluta importanza di onorare la maglia fino all’ultimo secondo disponibile. Riferendosi all’anomala astinenza da vittorie, un digiuno sportivo che non si verificava da ben due decenni, ha dichiarato apertamente: Abbiamo la stessa necessità che hanno loro. Giocheremo davanti ai nostri tifosi e con molta voglia; dobbiamo avere l’ambizione di fare una grande partita. Due anni senza titoli? Il Madrid è il posto dove le cose riescono bene più spesso, ma a volte non vanno come si vorrebbe. La mentalità di questo club è guardare al futuro e dico sempre che qui non conta vincere o perdere. Erano 20 anni che non succedeva una cosa simile. Dobbiamo vincere le restanti sette partite e, quando avremo finito, pensare alle cose che dovremo fare bene”.

Il rebus sulla panchina e le voci sul futuro

Un altro tema caldissimo che infiamma i media spagnoli riguarda la permanenza dello stesso mister, subentrato a Xabi Alonso in una situazione di evidente emergenza. Sulle insistenti voci relative al suo destino professionale, la guida tecnica ha preferito glissare, rimettendo ogni singola decisione ai vertici della dirigenza: “Sono madridista ma anche l’allenatore del Madrid, ed è una decisione che non spetta a me. Non mi preoccupa il mio futuro, ma queste sette partite che sono l’unica cosa importante ora. Ho una comunicazione diretta con la società ogni settimana”.

Zero alibi e nessuna rivoluzione per il mercato estivo

Infine, l’ex difensore ha analizzato le oggettive e insidiose difficoltà incontrate nel prendere la squadra a metà stagione, una situazione aggravata da un’infermeria troppo spesso affollata. Nonostante il bilancio finale, Arbeloa allontana l’idea di dover stravolgere drasticamente la rosa nel prossimo mercato estivo: Non è la stessa cosa arrivare a metà stagione, è chiaro, e con circostanze come gli infortuni. Ma non merita ulteriore riflessione qualcosa che per me è evidente. Abbiamo una grande rosa. Non credo serva una rivoluzione per poter lottare per i titoli. Torneremo a lottare per vincere”.

Napoli, faccia a faccia Lukaku Conte: l’attaccante torna in Belgio! Decisione di comune accordo, com’è andato l’incontro e cos’è successo

Napoli, l’attaccante torna in Belgio dopo l’incontro con Conte. Ecco com’è andata e cosa è successo a Castel Volturno

Un summit fondamentale per spazzare via le recenti nubi e ritrovare la totale sintonia in un momento cruciale della stagione sportiva. Nelle scorse ore, è andato in scena un faccia a faccia per ritrovare serenità nell’ambiente partenopeo. Romelu Lukaku si è recato personalmente presso il centro sportivo di Castel Volturno, accompagnato dal suo procuratore Federico Pastorello, per un confronto diretto con il club. L’obiettivo primario del vertice era quello di spegnere sul nascere qualsiasi polemica e ricompattare l’ambiente.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il ruolo di Antonio Conte e il disgelo societario

Secondo quanto riportato da Sky Sport, l’incontro tra le parti è stato tutt’altro che un semplice passaggio formale. Si è trattato di una riunione operativa nata con la chiara volontà di chiarire le incomprensioni emerse nelle ultime settimane e riallineare le posizioni tra il centravanti e i vertici dirigenziali.

Al delicato vertice ha preso parte la dirigenza e anche Antonio Conte. Il bilancio del summit è stato definito ampiamente positivo da tutti i partecipanti. L’attaccante ha avuto modo di spiegare accuratamente il proprio punto di vista, trovando ascolto e un clima estremamente disteso.

Il recupero fisico: l’attaccante vola in Belgio

Una volta archiviato il momento di tensione e ristabilita la pace a livello diplomatico, l’attenzione dello staff tecnico si è immediatamente spostata sulla delicata questione clinica legata alle condizioni fisiche del giocatore.

Nonostante il riavvicinamento societario, infatti, Lukaku non proseguirà il recupero a Napoli. Di comune accordo con l’equipe medica azzurra, il numero nove partenopeo è già partito per il Belgio. In patria, circondato da specialisti di fiducia, completerà il percorso riabilitativo necessario per mettersi alle spalle i recenti fastidi muscolari. L’attesa dei tifosi cresce vertiginosamente, ma la prudenza medica al momento regna sovrana: come conclude l’emittente satellitare, infatti, i tempi di rientro restano incerti. La squadra dovrà dunque continuare a stringere i denti, sperando di riabbracciare il proprio trascinatore il prima possibile.

Infortunio Vitinha, ansia Psg in vista del Bayern Monaco: le condizioni del portoghese e quell’allarme di Luis Enrique che preoccupa

Infortunio Vitinha, Psg in ansia per le condizioni del centrocampista portoghese in vista del Bayern Monaco: come sta e quell’allarme di Luis Enrique

Piove sul bagnato in casa parigina. Il Paris Saint-Germain rischia seriamente di dover fare a meno di una delle sue pedine più preziose nel momento topico dell’intera stagione. Le sirene d’allarme sono scattate nel corso dell’ultimo fine settimana calcistico, gettando un’ombra preoccupante sui prossimi e decisivi impegni internazionali. Al centro delle preoccupazioni dello staff c’è lo stato di salute di Vitinha, faro del centrocampo della formazione transalpina, uscito decisamente malconcio dall’ultimo incontro disputato in Ligue 1.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Il trauma alla caviglia durante la gara contro il Lione

Il funesto episodio, che rischia di complicare i piani della capolista, si è materializzato proprio ieri sera, durante l’attesa e combattutissima gara contro il Lione. Il talentuoso regista lusitano è stato costretto ad alzare bandiera bianca prima del tempo a causa di uno scontro di gioco. La diagnosi iniziale evidenzia che il giocatore si è fatto male alla caviglia, un infortunio che ha immediatamente allertato lo staff medico. La dinamica del trauma suggerisce che l’intoppo non sarà affatto di rapida soluzione. Il club transalpino ha subito avviato il protocollo riabilitativo e in questi giorni seguirà l’evoluzione del problema fisico con la massima attenzione.

Pessimismo a Parigi: a forte rischio la sfida europea

L’eventuale assenza della stella portoghese non potrebbe arrivare in un momento peggiore. All’orizzonte, infatti, incombe l’attesissima doppia sfida contro il Bayern Monaco, un crocevia fondamentale per le ambizioni del club in Champions League. Perdere un elemento di spessore assoluto e di tale intelligenza tattica priverebbe la mediana di un equilibratore essenziale contro la corazzata tedesca.

Le dichiarazioni di Luis Enrique

A confermare la serietà della situazione e il clima di forte apprensione ci ha pensato lo stesso tecnico spagnolo. Intercettato in sala stampa a fine gara, il mister non ha usato giri di parole per descrivere lo stato d’animo dello spogliatoio. Rispondendo a una domanda specifica sulle condizioni del suo mediano, l’allenatore è stato lapidario: Vitinha? Nulla di positivo; quando sostituisci un giocatore dopo un’azione un po’ pericolosa. Bisogna aspettare i test e vedremo.

Adesso non resta che attendere l’esito degli imminenti esami strumentali, che chiariranno in via definitiva i tempi di recupero e le speranze europee del giocatore.

Cosa c’entra Fabio Cannavaro con Bernardo Silva: lo spiega Haaland

L’attaccante norvegese fa un paragone azzardato tra il compagno di squadra e l’ex capitano dell’Italia

Una vittoria che può cambiare la storia della Premier League. Il Manchester City si aggiudica lo scontro diretto contro l’Arsenal e vede il primo posto soltanto a tre punti, con una partita da recuperare.

Per i Gunners l’incubo di perdere il campionato è diventato improvvisamente reale, mentre dalle parti di Guardiola pregustano già il sorpasso. Grande protagonista della sfida tra le prime due della Premier è stato Erling Haaland: suo il gol che ha deciso la partita dopo il vantaggio firmato Cherki e il pareggio di Havertz (con complicità di Donnarumma).

Una partita che però poteva anche finire in pareggio visto che la squadra di Arteta ha avuto diverse occasioni per andare a rete, pagando però la scarsa precisione dei suoi attaccanti e l’attenzione della retroguardia Citizens.

Difesa che ha potuto contare su un aiutante di eccezione: Bernardo Silva è stato deciso anche in fase difensiva con un intervento che ha esaltato anche lo stesso Haaland.

Bernardo Silva come Cannavaro: Haaland spiega il motivo

Il bomber norvegese, infatti, nel post partita ha avuto modo di elogiare il compagno di squadra, paragonandolo proprio a Fabio Cannavaro.

Haaland in allenamento con il City
Haaland protagonista in City-Arsenal (Instagram @erling) – Calcionews24.com

Nelle interviste dopo il fischio finale Haaland e Bernardo Silva si sono presenti insieme ai microfoni di Sky Sports ed è qui che il centravanti ha fatto il paragone tra il centrocampista portoghese e l’ex difensore italiano.

“Ricordo quel cross – ha spiegato Haaland -, quando l’ha colpita di testa per rinviare, gli ho detto che oggi sembrava Cannavaro”. Poi il paragone diretto: “Bernie, sei stato davvero bravo. Come al solito”.

Una frase detta con il sorriso che, ovviamente, ha fatto molto parlare in Italia visto che è stato tirato in ballo l’ex capitano della Nazionale campione del mondo. E proprio in Italia potrebbe essere il futuro del centrocampista che a fine anno lascerà il Manchester City.

Tra le proposte ricevute c’è anche quella della Juventus che vorrebbe regalarlo a Spalletti per far compiere il salto di qualità al centrocampista bianconero. Intanto però Bernardo Silva si gode il successo sull’Arsenal e punta alla Premier League: sarebbe il modo migliore per dire addio al City.

Gasperini Ranieri, i Friedkin provano a gettare acqua sul fuoco: il caso può rientrare al termine della stagione? La linea della proprietà

Gasperini Ranieri, i Friedkin provano a gettare acqua sul fuoco: possibile ricucitura al termine della stagione? La linea del club

In casa Roma continua a pesare il caso nato attorno al rapporto tra Gian Piero Gasperini e Claudio Ranieri, una tensione emersa pubblicamente dopo le dichiarazioni del senior advisor giallorosso e la successiva risposta dell’allenatore. Secondo il Corriere della Sera, la proprietà dei Friedkin non avrebbe però abbandonato l’idea di ricucire lo strappo e starebbe lavorando per arrivare al termine della stagione senza ulteriori scossoni. In queste ore, l’obiettivo del club sarebbe quello di far convivere le diverse anime della società, compresa quella del direttore sportivo Ricky Massara, in un contesto diventato progressivamente più delicato. Gasperini si è detto sorpreso e amareggiato dalle parole di Ranieri, segnale di una frizione ormai evidente all’interno dell’ambiente romanista.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Roma Gasperini, i segnali della società e il faccia a faccia con Shipley

Sempre secondo il Corriere della Sera, nelle ultime ore sarebbero arrivati alcuni segnali concreti da parte del club per provare a raffreddare il clima, tra rassicurazioni rivolte alle parti coinvolte e una gestione mediatica più attenta. In questo quadro si inserisce anche il colloquio avvenuto all’Olimpico dopo l’1-1 contro l’Atalanta tra Gasperini ed Ed Shipley, uomo di fiducia della proprietà. Anche la Repubblica ha riportato l’esistenza di questo incontro, durato circa dieci minuti, confermando che il dialogo tra il tecnico e un rappresentante vicino ai Friedkin c’è stato davvero. Il significato del confronto, però, resta tutto da interpretare: la società spera in un riavvicinamento, ma al momento le distanze sembrano ancora importanti.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Roma Gasperini, la tregua è possibile ma il riavvicinamento resta lontano

Il punto, dunque, è che la Roma sta cercando di governare una situazione interna complessa senza arrivare a una rottura definitiva. Il club vuole chiudere la stagione con equilibrio e proteggere il gruppo squadra, ma il riavvicinamento tra Gasperini e Ranieri, almeno per ora, non appare vicino. Anche La Gazzetta dello Sport parla di uno scenario ancora aperto a ogni sviluppo, con la proprietà che segue la situazione a distanza. Per questo motivo, più che una vera pace, in questo momento la priorità della Roma sembra essere una tregua operativa capace di evitare ulteriori tensioni in vista del finale di stagione.

Mondiale 2026, ipotesi ripescaggio per l’Italia? Christillin: «È tutto nelle mani della FIFA ma sarebbe umiliante! Propongo quell’altra nazione»

Mondiale 2026, ipotesi ripescaggio per l’Italia al posto dell’Iran? Christillin: «È tutto nelle mani della FIFA ma…». Le sue parole

L’ipotesi di un ripescaggio dell’Italia per il Mondiale 2026 resta, al momento, molto teorica. Intervenuta a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, Evelina Christillin, ex membro UEFA nel Consiglio FIFA, ha spiegato che l’eventuale decisione spetterebbe alla FIFA, richiamando il regolamento che attribuisce al Consiglio la facoltà di intervenire su proposta dell’amministrazione. Ha anche sottolineato che l’Iran, a oggi, resta in una posizione incerta, con segnali non del tutto allineati tra federazione e governo.

Sul piano sportivo, Christillin ha ricordato che l’Italia sarebbe la nazionale esclusa con il ranking più alto, mentre gli Emirati Arabi Uniti rappresentano la prima non qualificata dell’area asiatica. A livello personale, ha indicato nella Palestina una possibile soluzione simbolica e sportivamente significativa. Allo stesso tempo, ha definito poco dignitoso per una nazionale da quattro titoli mondiali entrare in extremis per cause esterne.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

MONDIALE 2026, CI SARÀ L’IRAN? – «Vedo abbastanza difficile la partecipazione dell’Iran al Mondiale. Il presidente della federcalcio iraniana ha detto che vogliono giocare, mentre il governo iraniano mi sembra molto più prudente. Manca un mese e mezzo all’inizio del Mondiale, veramente difficile immaginare la loro partecipazione, anche se io me lo auguro».

SCENARI? – «È tutto nelle mani della Fifa: secondo il regolamento 6.7 il Consiglio Fifa può decidere su suggerimento dell’amministrazione. Quindi decide Infantino e poi fa votare il Consiglio dando il suggerimento che è meglio seguire. L’Italia ha il ranking più alto delle escluse, 12esima. Gli Emirati Arabi Uniti sono la prima squadra non qualificata dell’AFC, la confederazione asiatica».

SUGGERIMENTO – «Permettermi un suggerimento di cuore: l’anno scorso, con un rigore piuttosto inesistente al 97′, la Palestina è stata eliminata dall’Oman nelle qualificazioni asiatiche. Sarebbe un bel gesto ripescare Palestina in questo momento».

IPOTESI SUPER PLAYOFF CHE COINVOLGA L’ITALIA? – «Pensare di qualificarsi per il rotto della cuffia perché un’altra Nazionale non può giocare è un po’ umiliante per una Nazionale che ha vinto quattro Mondiali».

Arbitri Coppa Italia, la designazione completa per Inter Como e per Atalanta Lazio: ecco chi dirige le semifinali

Arbitri Coppa Italia, la designazione completa per Inter Como e per Atalanta Lazio: ecco chi dirige le due semifinali di ritorno dei prossimi giorni

La Coppa Italia entra nella fase decisiva e lo fa con due semifinali di ritorno che promettono equilibrio e tensione fino all’ultimo minuto. Martedì 21 aprile a San Siro si gioca Inter-Como, mentre mercoledì 22 aprile toccherà a Atalanta-Lazio alla New Balance Arena di Bergamo. Si riparte rispettivamente dallo 0-0 e dal 2-2 maturati nelle gare d’andata, risultati che tengono tutto ancora aperto in vista della finale del 13 maggio all’Olimpico.

L’AIA ha ufficializzato anche le designazioni arbitrali: per Inter-Como è stato scelto Sozza, assistito da Berti e Cecconi, con Marcenaro quarto uomo, Doveri al VAR e La Penna AVAR. Per Atalanta-Lazio arbitrerà invece Colombo, con Imperiale e Costanzo assistenti, Zufferli quarto uomo, Abisso VAR e Maresca AVAR.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

INTER – COMO, Martedì 21/04 h. 21.00
SOZZA
BERTI – CECCONI
IV: MARCENARO
VAR: DOVERI
AVAR: LA PENNA

ATALANTA – LAZIO, Mercoledì 22/04 h. 21.00
COLOMBO
IMPERIALE – COSTANZO
IV: ZUFFERLI
VAR: ABISSO
AVAR: MARESCA

Presidenza FIGC, altro che Malagò o Abete: il popolo del calcio fa sentire la propria voce! Ecco chi vorrebbero i tifosi per il post Gravina

Presidenza FIGC, altro che Malagò o Abete: chi vorrebbero i tifosi per il post Gravina? I risultati del sondaggio tra i nostri lettori

La corsa alla nuova presidenza della FIGC sta già accendendo il dibattito ben oltre i palazzi del calcio. Dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, arrivate in seguito all’eliminazione dell’Italia dalla corsa al Mondiale, la sfida si è concentrata su due nomi: Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, con assemblea elettiva fissata per il 22 giugno 2026. Intanto, la Serie A ha spinto sul profilo di Malagò, mentre Abete si muove forte del peso politico della Lega Nazionale Dilettanti.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Presidenza FIGC, non solo Malagò e Abete! I nomi proposti dalla nostra community

Ma è soprattutto sui social che si misura il termometro dell’umore popolare. Dai commenti sotto il sondaggio proposto dalla nostra redazione di CalcioNews24 emerge una richiesta chiara: voltare pagina davvero. C’è chi liquida il cambio come positivo ma con ironia, chi boccia entrambi i profili definendoli troppo legati alla macchina federale (“Ma sempre i soliti nomi??!! Scendono da una poltrona e salgono su quell’altra, la combriccola è sempre quella purtroppo non c’è via d’uscita siamo ostaggio di questo sistema nello sport come in tutto il resto“), e chi invoca una figura capace di portare aria nuova, innovazione e una conoscenza diretta del campo (“Darei in mano la FIGC a un ex calciatore che sia Albertini o Baggio o Maldini o altro….insomma a qualcuno che ha saputo giocare a calcio e che ne sa qualcosa). In tanti, non a caso, fanno i nomi di Roberto Baggio, Paolo Maldini, Demetrio Albertini (“Albertini è l’unico che sa di calcio gli altri sono minestre riscaldate e stra bollite“) e Alessandro Del Piero: icone che, nell’immaginario dei tifosi, incarnano un calcio più autentico e meno distante dalla gente.

LEGGI ANCHE: Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Presidenza FIGC, non solo i nomi: c’è un sistema calcio da rifondare

Il punto centrale, però, non è solo il nome. I nostri lettori chiedono una federazione più moderna, più vicina ai vivai, ai giovani e alla crescita del sistema, con meno peso per interessi esterni e dinamiche percepite come troppo lontane dal pallone giocato. Un tema che si intreccia anche con i programmi dei candidati: sul tavolo ci sono settori giovanili, riforma dei campionati, sostenibilità e nuove risorse per il movimento.

La sensazione è che questa volta non basti un semplice cambio di facce. Tra i tifosi domina la voglia di una FIGC capace di parlare il linguaggio del calcio vero, con idee fresche, credibilità e una visione chiara per il futuro. E il messaggio, dai social, è già arrivato forte e chiaro.

De Laurentiis categorico: «Abete non è adatto al ruolo di presidente FIGC. Malagò è il benvenuto, l’ho chiamato e gli ho detto…»

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha detto la sua prima dell’Assemblea di Lega Serie A, in merito alle elezioni per la presidenza FIGC

La corsa alla presidenza FIGC entra nel vivo: oggi la Lega Serie A definirà le priorità da sottoporre a Giovanni Malagò, sostenuto da 19 club su 20. Aurelio De Laurentiis, intercettato dai giornalisti presenti al momento del suo ingresso per l’Assemblea, ha ribadito il proprio appoggio, invocando competenza e una riforma profonda del calcio italiano.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

PAROLE – «Ho chiamato Malagò e gli ho chiesto di prendere in mano la situazione del calcio italiano, è il benvenuto! Siamo stanchi di chi interpreta il ruolo istituzionale per il proprio prestigio. Per lavorare serve competenza. Si parla di una contrapposizione con Abete, persona che rispetto ma che, a mio avviso, non è adatta a questo ruolo. Lui si risentirà, ma siamo in democrazia. Attendiamo Malagò: alle 15 avremo un quadro più chiaro e ci auguriamo che le sue idee siano in linea con le nostre. Il calcio italiano ha davvero bisogno di essere riformato. Su Conte ct ho detto tutto».

Bastoni Barcellona, dalla Spagna sicuri: il difensore dell’Inter ha deciso! La palla ora passa a Flick

Bastoni Barcellona, dalla Spagna sicuri: il difensore dell’Inter ha deciso! La palla ora passa a Flick: il punto sulla trattativa per l’azzurro

Il nome di Alessandro Bastoni continua a occupare una posizione centrale nelle strategie del Barcellona per la prossima stagione. Secondo Mundo Deportivo, il difensore dell’Inter è ancora il primo obiettivo dei blaugrana per rinforzare il reparto arretrato, in particolare sul centrosinistra della difesa. Il quotidiano catalano sostiene che il giocatore, legato ai nerazzurri fino al 2028, stia aspettando di chiarire il proprio futuro dopo aver tenuto separate, fino a questo momento, le questioni di campo da quelle di mercato. Sempre secondo Mundo Deportivo, il centrale italiano vedrebbe nel Barcellona l’unica destinazione davvero capace di convincerlo a lasciare Milano, mentre non avrebbe aperto ad altre ipotesi, comprese quelle provenienti dalla Premier League. Il club catalano, infatti, considera Bastoni una priorità assoluta per aggiungere qualità, esperienza e piede mancino alla linea difensiva della squadra di Hansi Flick.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Bastoni Barcellona, il gradimento del giocatore e il nodo Flick

Nella ricostruzione di Mundo Deportivo, il gradimento del giocatore verso il progetto blaugrana sarebbe molto forte. Il quotidiano scrive che Bastoni «ama il club catalano, segue da vicino il progetto di Flick» e che non avrebbe intenzione di ascoltare altre proposte se non quella del Barça. Si tratta però di un’indiscrezione giornalistica. Quello che emerge con chiarezza dalla stessa fonte è che il difensore aspetta un passaggio decisivo, cioè il via libera definitivo di Hansi Flick insieme al confronto con Deco sulla pianificazione della rosa. Mundo Deportivo riferisce anche che il Barcellona avrebbe già avviato i primi contatti per capire la fattibilità dell’operazione, pur senza aver ancora chiuso alcun accordo definitivo con il calciatore.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Bastoni Barcellona, la valutazione dell’Inter e la trattativa da costruire

L’altro tema decisivo riguarda naturalmente il prezzo. Secondo Mundo Deportivo, l’Inter chiederebbe tra i 70 e gli 80 milioni di euro per lasciar partire uno dei suoi difensori più rappresentativi. Anche in questo caso si tratta della stima riportata dal quotidiano e non di una cifra ufficialmente confermata dai nerazzurri. Se davvero arriverà il benestare finale di Flick, il passaggio successivo sarà capire se il Barcellona avrà la forza economica per impostare una trattativa di questo livello. Per ora, il quadro tracciato da Mundo Deportivo è netto: Bastoni resta il nome in cima alla lista dei catalani e il fascino blaugrana continua a pesare sul suo futuro.

Premier League, lotta al vertice riaperta e Artata vede i fantasmi: cosa cambia dopo Manchester City Arsenal?

Premier League, lotta al vertice riaperta e Artata vede i fantasmi: cosa cambia dopo Manchester City Arsenal? Il punto sulla corsa scudetto

La corsa al titolo in Premier League 2025/26 si conferma una delle più equilibrate e spettacolari degli ultimi anni. Dopo lo scontro diretto vinto 2-1 dal Manchester City contro l’Arsenal, la lotta per il primo posto si è riaperta completamente. Oggi i Gunners guidano la classifica con 70 punti in 33 partite e una differenza reti di +37, mentre la squadra di Pep Guardiola segue a 67 punti in 32 gare con un differenziale di +36. Il margine, dunque, è minimo sia nei punti sia nei numeri offensivi e difensivi, con i Citizens che possono ancora contare sul recupero contro il Crystal Palace, in programma il 22 maggio, rinviato per la finale di League Cup. In caso di vittoria, il City aggancerebbe l’Arsenal in vetta, rendendo il duello ancora più incandescente.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Premier League, il calendario può decidere la corsa al titolo

Il rush finale metterà alla prova nervi, continuità e profondità delle due rose. L’Arsenal avrà davanti cinque partite: in casa contro Newcastle, Fulham e Burnley, in trasferta contro West Ham e Crystal Palace. Il Manchester City, invece, dovrà affrontare sei impegni, proprio perché ha una gara da recuperare: le trasferte contro Burnley, Everton e Bournemouth, più le sfide interne contro Brentford, Crystal Palace e Aston Villa all’ultima giornata. Sulla carta nessuno dei due percorsi è semplice: l’Arsenal potrà sfruttare maggiormente il fattore campo, ma il City resta padrone del proprio destino se riuscirà a vincere tutte le partite che gli restano. È questo dettaglio a rendere la volata finale ancora più affascinante e imprevedibile.

Premier League, il peso del passato e il tabù da spezzare per Arteta

Il vero nodo, però, riguarda la tenuta mentale. L’Arsenal di Mikel Arteta è chiamato a spezzare un tabù pesante contro un Manchester City che negli ultimi anni ha spesso saputo imporsi nei momenti decisivi. Il successo nello scontro diretto del 19 aprile ha restituito slancio e convinzione alla squadra di Guardiola, che ora sente di poter completare la rimonta. Per i londinesi, invece, le prossime settimane diranno se questa sarà davvero la stagione della consacrazione definitiva oppure se prevarrà ancora una volta la ferocia competitiva dei campioni in carica. Il titolo inglese, oggi, resta apertissimo: l’Arsenal è davanti, ma il Manchester City ha trasformato il finale di stagione in una sfida sul filo del rasoio.

Matarrazzo brilla alla guida della Real Sociedad e rivela: «L’Italia non è pronta per me! Mi fecero fare un provino con quella squadra ma poi…»

L’allenatore della Real Sociedad, Pellegrino Matarrazzo, tecnico americano ma dalle origini italiane, si è raccontato così

In Spagna l’uomo del momento è Pellegrino Matarazzo. Nato a Wayne, negli Usa, vicino a New York, il 28 novembre 1977. Da allenatore ha lavorato nelle giovanili di Norimberga e Hoffenheim, poi ha allenato lo Stoccarda, lo stesso Hoffenheim e ora la Real Sociedad che sabato ha conquistato la Copa del Rey superando ai rigori l’Atletico Madrid. La Gazzetta dello Sport lo ha intervistato.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

IL PERCORSO – «È difficile trovare le parole. Avevo portato lo Stoccarda in Bundesliga e l’Hoffenheim in Europa League, ma quello che abbiamo fatto in questi 4 mesi è incredibile. Io sono un tipo positivo che ama sognare in grande, non mi piace mettere limiti alla mia immaginazione. E sì, sapevo che la Real Sociedad è squadra di coppa e infatti abbiamo detto subito ai ragazzi che in questa competizione avremmo potuto fare qualcosa di speciale. Poi ho pensato solo a lavorare, giorno dopo giorno, ma da qualche parte nella mia testa c’era questo sogno, questa ambizione. Ora è una realtà. Wow!».

I PRIMI ANNI 80 NEL NEW JERSEY – «Lì parte la mia storia. In due mondi. La quotidianità yankee e le radici italiane. Nel classico van Chevrolet, col quale con papà andavamo ai tornei di calcio, c’era sempre una cassetta di Nino D’Angelo, o di Toto Cutugno. Che cantate ci siamo fatti nel van…».

IL VIDEO DI NINO D’ANGELO – «In questi giorni ho ricevuto tantissimi messaggi: nessuno mi ha fatto tanto piacere come il suo. Nino è stato importantissimo per la mia famiglia».

L’ITALIA – «Io torno in Italia ogni anno, normalmente a giugno. A Ospedaletto ho tanta famiglia, il legame è rimasto forte».

LA NAZIONALE – «Sono cresciuto con una connessione profonda con gli azzurri. Avevo 12 anni quando abbiamo perso la semifinale di Italia 90 con l’Argentina e ricordo con nitidezza il mio pianto sul divano. E poi ecco Usa 94. L’idea di poter vedere dal vivo i miei idoli, Roberto Baggio, Franco Baresi, Maldini, Donadoni mi elettrizzava. Con i miei fratelli eravamo in tribuna al Foxboro Stadium a Boston per l’incredibile partita con la Nigeria. Il pareggio di Baggio all’ultimo minuto, poi il 2-1… Vidi 4-5 partite allo stadio e quel Mondiale fece sì che per noi il calcio diventasse finalmente qualcosa di vero, di reale, perché allora era una cosa europea, non americana. Non come oggi che è lo sport più praticato dai giovani».

FUORI DAL MONDIALE – «Intanto spero che il panorama politico si calmi, che ci sia più pace nel mondo così da poterci concentrare e godere il Mondiale. Poi è chiaro che vedere l’Italia fallire la qualificazione in più occasioni è molto più di un dispiacere, è qualcosa di doloroso. E non solo per me ma per un’intera nazione che ha una storia calcistica tanto ricca. Ora è importante reagire non solo emozionalmente ma usare questo momento come un catalizzatore per il cambio. Ripensare il sistema. Io ho avuto la possibilità di toccare con mano la trasformazione del calcio tedesco. Dopo le difficoltà all’Europeo del 2000 hanno cercato soluzioni: vivai obbligatori per tutti i club professionistici, centinaia di centri di allenamento regionali focalizzati nell’educazione di giocatori tecnici e creativi in contrapposizione al binomio fisico-disciplina, che allora era la base del tipico giocatore tedesco, investimento in un sistema moderno di educazione alla preparazione. Hanno trovato soluzioni e tutto questo ha pagato con la vittoria del Mondiale del 2014. Spero che in Italia s’inizi a pensare in maniera indipendente investendo in un successo a medio-lungo termine».

SOGNAVA DI VENIRE IN ITALIA – «Sì. Un agente italiano mi promise un provino alla Salernitana, passai tre mesi a correre sulle montagne di Ospedaletto, mi portarono alla Nocerina l’ultimo giorno di mercato ma non ebbi mai una vera opportunità. Tornai in America, continuai a studiare e a giocare finché non ebbi l’offerta in Germania. Lì sono entrato nel corso allenatori ed è iniziata la mia carriera».

LA SERIE A – «Penso che per quanto riguarda gli allenatori la Serie A sia ancora molto chiusa. Si cercano giocatori e tecnici che conoscano quel calcio perché la Serie A si sente differente, o almeno questa è la mia impressione. E va bene così. Io sono felicissimo di come sta andando la mia carriera».

Prossimo turno Serie A 2025/2026: tutte le partite e dove vederle

La Serie A 2025/2026 torna con la 34ª giornata, che si disputerà da venerdì 24 a lunedì 27 aprile. Riflettori puntati sulla lotta Champions e per chi non vuole andare in Serie B, visto che – a meno di vere e proprie tragedie sportive – lo Scudetto è virtualmente assegnato all’Inter. Manca solo la matermatica.

Prossimo turno Serie A: per conoscere date e orari, come stabiliti nel Calendario Serie A 2025/2026, e dove seguire le partite in tv, secondo quanto indicato dalla Lega Serie A, ecco quindi il programma del prossimo turno del torneo.

Leggi anche: Probabili formazioni Serie A: gli schieramenti della 34° giornata

Prossimo turno Serie A: elenco partite e dove vederle

Venerdì 24 aprile

  • Napoli-Cremonese (venerdì 24 aprile, ore 20.45) – DAZN

Sabato 25 aprile

  • Parma-Pisa (sabato 25 aprile, ore 15) – DAZN
  • Bologna-Roma (sabato 25 aprile ore 18) – DAZN
  • Verona-Lecce (sabato 25 aprile, ore 20.45)DAZN e NOW

Domenica 26 aprile

  • Fiorentina-Sassuolo (domenica 26 aprile, ore 12.30) – DAZN
  • Genoa-Como (domenica 26 aprile, ore 15)DAZN
  • Torino-Inter (domenica 26 aprile, ore 18) – DAZN e NOW
  • Milan-Juventus (domenica 26 aprile, ore 20.45) – DAZN

Lunedì 27 aprile

  • Cagliari-Atalanta (lunedì 27 aprile, ore 18) – DAZN
  • Lazio-Udinese (lunedì 27 aprile, ore 20.45) – DAZN

Probabili Formazioni Serie A 2025/2026, la guida alla 34ª Giornata

In questo articolo ecco tutti i dettagli sulle probabili formazioni 34° giornata Serie A.

La Serie A torna in campo per la 34° giornata. Il campionato ha ancora molto da dire. Il prossimo turno Serie A rappresenta un crocevia fondamentale: Milan-Juventus è sicuramente la sfida più affascinante per assicurarsi un posto in Champions League. Como e Roma sembrano ormai tagliate fuori dopo l’allungo dei bianconeri, ma è ancora tutto da decidere.

Mentre per quanto riguarda lo Scudetto ormai c’è poco da dire: l’Inter è virtualmente campione d’Italia, con un +12 sul Napoli con cinque match ancora da giocare. Più avvincente la zona salvezza, con Cremonese e Lecce a contendersi l’ultimo posto rimasto per giocare nella massima serie anche il prossimo anno

Detto questo, ecco le probabili formazioni 34° giornata serie A e info su dove vedere le partite in tv.

Probabili Formazioni Serie A – 34ª Giornata

Queste le probabili formazioni del prossimo turno di Serie A, che si disputerà da venerdì 24 a lunedì 27 aprile.


Napoli-Cremonese (venerdì 24 aprile, ore 20.45) – DAZN


Parma-Pisa (sabato 25 aprile, ore 15) – DAZN


Bologna-Roma (sabato 25 aprile ore 18) – DAZN


Verona-Lecce (sabato 25 aprile, ore 20.45)DAZN e NOW


Fiorentina-Sassuolo (domenica 26 aprile, ore 12.30) – DAZN


Genoa-Como (domenica 26 aprile, ore 15)DAZN


Torino-Inter (domenica 26 aprile, ore 18) – DAZN e NOW


Milan-Juventus (domenica 26 aprile, ore 20.45) – DAZN


Cagliari-Atalanta (lunedì 27 aprile, ore 18) – DAZN


Lazio-Udinese (lunedì 27 aprile, ore 20.45) – DAZN


Vuoi ricevere gratis le nostre news sulla tua email?

Moviola Juve Bologna, giornali concordi sul voto a Mariani: arbitro promosso! Il giudizio sul contatto Locatelli-Freuler

Moviola Juve Bologna, giornali concordi sul voto a Mariani: arbitro promosso! Il giudizio sul contatto Locatelli-Freuler e sugli altri episodi dubbi

La Juve vince e convince, ma nel post partita trova spazio anche la valutazione sulla direzione arbitrale di Maurizio Mariani, promossa dai principali quotidiani sportivi nazionali. Sia La Gazzetta dello Sport sia il Corriere dello Sport giudicano positiva la prestazione del direttore di gara, assegnandogli un 6,5 per una conduzione autorevole e tecnicamente precisa. L’episodio più delicato arriva già all’8’, quando Remo Freuler finisce a terra in area dopo un contatto con Manuel Locatelli. Secondo la lettura dei due quotidiani, il centrocampista bianconero è abile nell’accompagnare l’azione senza trattenere l’avversario e, in assenza di un contatto basso, la scelta di non concedere il rigore risulta corretta. Un episodio importante, che indirizza subito il clima della partita e conferma la sicurezza della direzione arbitrale.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Juve Bologna, giuste le decisioni su fuorigioco e gol convalidato

La prova di Mariani viene apprezzata anche per la gestione delle altre situazioni chiave del primo tempo. Al 12’, infatti, è corretto annullare il raddoppio firmato da Francisco Conceiçao, pescato in posizione di fuorigioco sul lancio di Jonathan David. Una valutazione chiara, che non lascia spazio a particolari dubbi. Al contrario, il gol che sblocca la sfida realizzato proprio da David viene considerato regolare, nonostante la posizione di Lloyd Kelly, perché il difensore non partecipa direttamente all’azione e non ostacola in modo attivo la giocata. Anche su questi episodi, dunque, la moviola di La Gazzetta dello Sport e del Corriere dello Sport converge su una stessa linea: il direttore di gara ha mantenuto lucidità e uniformità di giudizio nei momenti più importanti del match.

Juve Bologna, buona anche la gestione disciplinare della partita

Positivo anche il giudizio complessivo sulla gestione disciplinare. In una gara chiusa con appena 15 falli, Mariani è riuscito a mantenere il controllo senza eccedere nei provvedimenti. Al 40’ viene ritenuta corretta la punizione dal limite assegnata per il fallo subito da Emil Holm, perché il contatto avviene fuori area. Nella ripresa, invece, è condivisibile la scelta di non ammonire inizialmente Andrea Cambiaso per un intervento su Riccardo Orsolini, mentre appare inevitabile il cartellino giallo mostrato più avanti allo stesso esterno bianconero per un tackle deciso su Jhon Lucumí. Nel complesso, dunque, oltre al successo della Juve, resta anche una direzione arbitrale promossa dai due quotidiani di riferimento.

Akanji sfida il Como: «Scudetto vicino, ora vogliamo la Coppa Italia! Bastoni? Vedo che è un argomento caldo qui in Italia». Poi svela un retroscena sul Milan

Il difensore dell’Inter, Manuel Akanji, ha voluto dire la sua alla vigilia della semifinale di ritorno in Coppa Italia contro il Como

Intervistato da Sport Mediaset alla vigilia di Inter Como, semifinale di ritorno di Coppa Italia, il difensore dei nerazzurri Manuel Akanji si è espresso così.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

SCUDETTO – «Abbiamo un bel vantaggio in Serie A, dodici punti su Milan e Napoli quando mancano solo cinque giornate, è un’ottima situazione, ma la Coppa Italia è un’altra cosa, non partiamo da nessun vantaggio se non forse quello di giocare in casa, è una semifinale e il Como arriverà a Milano molto convinto, provando a fare il massimo, ma noi vogliamo andare in finale e fare la nostra miglior prestazione».

COSA ASPETTARSI DA QUESTA QUARTA PARTITA COL COMO – «Non lo so, sono sempre abbastanza incerto su cosa aspettarmi. Vogliamo andare in finale e fare la nostra miglior prestazione perché non si sa mai, noi proviamo a prepararci nel miglior modo possibile, ma giocare contro il Como è sempre complicato. Hai detto bene, le tre partite sono state molto diverse: la prima è stata una nostra grande prestazione, abbiamo vinto 4-0 in casa, nella seconda, l’andata della semifinale di Coppa Italia, nessuna delle due squadre ha voluto prendersi dei rischi, mentre l’ultima, a Como in campionato, è stata una partita aperta, in cui siamo finiti sotto 2-0 e non sembrava una situazione facile. Siamo riusciti a recuperare, segnando quattro gol di fila, poi loro hanno realizzato un rigore e avuto una grande opportunità per pareggiare. Vedremo, vedremo cosa succederà domani».

DOBLETE – «Sarebbe incredibile vincere due titoli nel mio primo anno, stiamo provando a fare la doppietta scudetto Coppa Italia, chiaramente speravamo di andare avanti in Champions League. Ci abbiamo provato, sì, ma comunque sarebbe bellissimo vincere questi due titoli».

INSERIMENTO IN NERAZZURRO – «Tutti i ragazzi e il mister hanno reso molto facile il mio inserimento in squadra. Mi sento molto bene a giocare qui, in entrambe le posizioni. Sia in mezzo che a destra, nei tre dietro. Ho avuto davvero un’ottima stagione, proveremo a chiuderla alla grande».

RETROSCENA SUL MILAN – «Ho parlato con il Milan in estate, ma pensavo che l’Inter fosse una destinazione più adatta a me. Direi che la scelta ha funzionato. Il mio agente ha trattato con il club, è andata bene così».

FUTURO – «Se e quando vinceremo questi trofei, arriverà il tempo di sederci a un tavolo e decidere come andare avanti. Mi sento molto bene qui, ma non credo sia il momento giusto per parlarne. Arriverà presto, ma sono concentrato sul giocare bene e poi vedremo».

FUTURO BASTONI – «Mi pare di capire che sia un argomento molto caldo in Italia. In ogni intervista che faccio, mi chiedono di Bastoni. Forse sarebbe meglio chiedere a lui del suo futuro… Posso solo dire che mi trovo molto bene con lui, è un ottimo compagno di squadra e sarei felice se rimanesse all’Inter».

L’INTERVISTA COMPLETA AD AKANJI

Baldanzi Genoa, il riscatto si avvicina! La decisione del club e la sua esplosione sotto l’ala protettrice di De Rossi

Baldanzi Genoa, il riscatto si avvicina! La decisione del club e l’esplosione del trequartista sotto l’ala protettrice di De Rossi: la situazione

Il Genoa è sempre più orientato a trattenere Tommaso Baldanzi anche oltre la fine della stagione. Secondo TMW, dopo l’ultima prestazione del fantasista classe 2003 contro il Pisa, la strada verso il riscatto appare sempre più concreta. Nel successo in rimonta della squadra di Daniele De Rossi, Baldanzi ha inciso in modo evidente: prima ha ispirato l’azione del pareggio firmato da Ekhator, poi ha conquistato il rigore trasformato da Colombo per il definitivo sorpasso rossoblù. Il suo impatto tecnico e la crescita mostrata nelle ultime settimane stanno convincendo ambiente e dirigenza, al punto che il club ligure starebbe valutando seriamente l’investimento necessario per acquistarlo a titolo definitivo dalla Roma. A gennaio, infatti, il trasferimento era stato definito con la formula del prestito con diritto di riscatto fissato attorno ai 10 milioni di euro.

ascolta_podcast]

Baldanzi Genoa, le parole di De Rossi certificano il peso del trequartista

Dopo la gara, lo stesso De Rossi ha esaltato il rendimento del giocatore, sottolineandone il valore dentro la partita e il percorso di maturazione. In conferenza, come riportato da TMW, il tecnico rossoblù ha spiegato: «Tommaso ha disputato una grandissima partita», aggiungendo poi che il talento toscano «sta crescendo tantissimo». Parole che confermano quanto l’allenatore creda nelle qualità del suo trequartista, già fortemente voluto in passato. Il rapporto tra i due si è ricostruito proprio al Genoa, dove Baldanzi ha trovato spazio, fiducia e continuità dopo una prima parte di stagione con poco minutaggio. Anche nelle scorse settimane, sempre secondo TMW, De Rossi aveva fatto capire con chiarezza la sua posizione, sostenendo che il giocatore abbia bisogno del contesto giusto per divertirsi, giocare con regolarità e mostrare fino in fondo il suo potenziale.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Baldanzi Genoa, il club vuole ripartire da lui per il futuro

La sensazione, al momento, è che il Genoa voglia costruire una parte importante del proprio futuro proprio attorno a Baldanzi. TMW riferisce che l’intenzione del club sia quella di non smontare l’ossatura della squadra che ha raggiunto la salvezza con largo anticipo, nonostante una prima parte di stagione più complicata. In quest’ottica, trattenere il fantasista ex Empoli e Roma rappresenterebbe una mossa strategica, anche perché il suo inserimento nel gruppo è stato rapido e positivo. Il riscatto da circa 10 milioni resta un’operazione significativa per il club rossoblù, ma le indicazioni raccolte nelle ultime ore vanno tutte nella stessa direzione: Baldanzi è diventato una priorità tecnica e il Genoa farà il possibile per confermarlo.

River Plate Boca Juniors 0-1, Paredes gela il Monumental: ecco com’è andato il Superclasico argentino

River Plate Boca Juniors 0-1, l’ex Juve e Roma Paredes gela il Monumental: ecco com’è andato il Superclasico argentino. La sintesi

Nel caldissimo scenario del Monumental, davanti a oltre 85mila spettatori, è il Boca Juniors a prendersi il Superclásico della 15ª giornata del Torneo di Apertura argentino. La squadra xeneize ha superato di misura il River Plate con il punteggio di 1-0, trovando il gol decisivo nei minuti di recupero del primo tempo grazie al calcio di rigore trasformato da Leandro Paredes, ex centrocampista di Roma, Juventus ed Empoli. Il penalty è stato assegnato dopo un controllo VAR per un tocco di mano in area di Lautaro Rivero.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Per il River Plate si tratta di una battuta d’arresto pesante, anche perché coincide con la prima sconfitta della gestione di Eduardo Coudet. I Millonarios arrivavano infatti da una striscia positiva di nove partite senza ko in tutte le competizioni e da sei vittorie consecutive in campionato, ma questa volta non sono riusciti a rientrare in partita nonostante un buon avvio e il sostegno del proprio pubblico. A complicare ulteriormente la serata dei padroni di casa c’è stato anche l’infortunio accusato nel primo tempo da Sebastián Driussi.

In classifica, il successo rilancia il Boca Juniors, che sale al terzo posto del Gruppo A con 24 punti, mentre il River Plate resta secondo nel Gruppo B a quota 26. Una vittoria di prestigio e di peso specifico altissimo per il Boca, che si riprende la scena nel derby più sentito del calcio argentino e interrompe la corsa dei rivali in uno degli appuntamenti più attesi della stagione

Lukaku Conte, ieri il belga è rientrato a Napoli: previsto un confronto con l’allenatore?

Lukaku Conte, ieri il belga è rientrato a Napoli: previsto un confronto con l’allenatore? Cosa filtra da Castel Volturno sulle prossime tappe

È il giorno del ritorno di Romelu Lukaku in casa Napoli. L’attaccante belga è rientrato in città nella giornata di ieri e oggi rimetterà piede a Castel Volturno, a un mese esatto dal saluto del 20 marzo per gli impegni con la nazionale. Da quel momento, però, attorno al centravanti si è acceso un caso che ha inevitabilmente creato tensione all’interno del club azzurro.

A pesare è stata soprattutto la scelta del giocatore di rinunciare alla tournée negli Stati Uniti con il Belgio e di restare ad Anversa per curarsi dopo un nuovo piccolo problema fisico, comunicando la decisione telefonicamente al club. Una situazione che ha irritato il Napoli, nonostante il lavoro diplomatico del manager Federico Pastorello, rimasto in contatto con il direttore sportivo Giovanni Manna per aggiornare il club sull’evoluzione delle condizioni del belga.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Adesso, però, è arrivato il momento del chiarimento diretto. In mattinata o nel pomeriggio dovrebbe andare in scena il confronto tra Lukaku, Antonio Conte e lo stesso Manna. Un colloquio atteso e delicato, dal quale potrebbero emergere indicazioni importanti sul futuro del rapporto tra il centravanti e il club partenopeo. Il ritorno a Castel Volturno segna così un passaggio chiave per capire cosa accadrà nelle prossime settimane.

Mercato Milan, Allegri indica la via per tornare ai vertici: chiesti questi 4 innesti in estate!

Mercato Milan, Allegri indica la via per tornare ai vertici: chiesti questi 4 innesti in estate! Svelati i profili individuati dal tecnico

Il Milan guarda già avanti e, dopo il successo di Verona, ha consolidato una posizione molto favorevole nella corsa alla prossima Champions League. La vittoria per 1-0 al Bentegodi ha infatti portato i rossoneri al secondo posto a quota 66 punti, con un margine importante sul quinto posto a cinque giornate dalla fine. In questo scenario, secondo Gazzetta.it, Massimiliano Allegri ha già iniziato a confrontarsi con la dirigenza sulle priorità del mercato estivo. L’idea del tecnico livornese sarebbe chiara: per riportare il Milan stabilmente ai vertici del calcio italiano ed europeo non bastano soltanto prospetti interessanti o scommesse di prospettiva, ma servono anche calciatori già formati, con personalità, continuità e abitudine ai grandi palcoscenici. La linea sarebbe condivisa con il direttore sportivo Igli Tare, insediatosi al Milan nel 2025, e inserita in un percorso di continuità che lo stesso Allegri ha ribadito anche dopo la gara di Verona, quando ha spiegato che il suo pensiero resta focalizzato sul progetto rossonero.

Mercato Milan, quattro innesti per costruire una nuova spina dorsale

Secondo la ricostruzione della Gazzetta, il modello di riferimento sarebbe quello di Adrien Rabiot: un giocatore pronto, di spessore internazionale e capace di dare subito affidabilità tecnica e caratteriale. Da qui nascerebbe la richiesta di intervenire con decisione su quattro zone del campo. In difesa servirebbe un centrale di leadership, utile per guidare il reparto e accompagnare la crescita di Strahinja Pavlovic e Matteo Gabbia. A centrocampo, invece, Allegri chiederebbe un profilo di sostanza e geometrie da affiancare a Luka Modric, così da dare più equilibrio e gestione ai ritmi della squadra. Le altre due priorità riguarderebbero la fascia, con un esterno capace di garantire spinta e qualità nei cross, e soprattutto il ruolo di centravanti, dove il Milan cerca un numero 9 in grado di aumentare il peso offensivo della squadra. La stessa Gazzetta aveva già indicato, nelle ultime settimane, la volontà del club di cercare profili con esperienza internazionale anche per difesa e mediana.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Mercato Milan, investimenti mirati per dare continuità al progetto

L’obiettivo del club sarebbe quindi quello di costruire una struttura più solida, dentro la quale valorizzare meglio anche i giovani già presenti in rosa. La qualificazione in Champions League non è ancora matematica, ma il successo contro l’Hellas Verona ha avvicinato molto il traguardo e rafforzato la programmazione del club. In quest’ottica, le richieste di Allegri sembrano orientate non a una rivoluzione totale, ma a un mercato selettivo e mirato, con pochi innesti ma di alto profilo. Il messaggio emerso dal confronto con la dirigenza è netto: il Milan vuole crescere senza affidarsi solo al potenziale, aggiungendo uomini pronti a reggere pressione, ambizioni e partite europee. È su questa base che i rossoneri intendono progettare la stagione 2026/2027, con la volontà di tornare ad avere una rosa più completa, più matura e più competitiva anche nella lotta per lo scudetto.

Probabili formazioni Inter Como, scocca l’ora di Bonny! Le idee di Chivu per la Coppa Italia: punto interrogativo su Bastoni?

Probabili formazioni Inter Como, scocca l’ora di Bonny! Le idee e i dubbi di Chivu per la semifinale di Coppa Italia di domani

L’Inter si prepara alla semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Como con l’obiettivo di completare il percorso verso il possibile doblete nazionale. La squadra di Cristian Chivu arriva alla sfida dopo lo 0-0 dell’andata al Sinigaglia e si giocherà a San Siro l’accesso alla finale del 13 maggio, in una gara che per la Gazzetta dello Sport rappresenta uno snodo chiave della stagione. I nerazzurri, forti anche del vantaggio costruito in campionato, cercano un altro passo verso un’annata da protagonista e, secondo il quotidiano, in attacco il tecnico romeno sarebbe orientato a lanciare dal primo minuto Ange-Yoan Bonny accanto a Marcus Thuram. Per l’ex centravanti del Parma sarebbe una possibilità importante per ritrovare centralità, in una fase in cui l’Inter ha bisogno di risposte anche dalle seconde linee offensive.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Inter Como, l’attesa per Lautaro e la fiducia di Chivu nel francese

La scelta di puntare su Bonny assume ancora più peso alla luce delle condizioni del reparto avanzato. Lautaro Martinez non è ancora rientrato pienamente e, come spiegato dallo stesso Chivu nei giorni scorsi, i tempi di recupero dell’argentino restano da gestire con prudenza. In questo quadro, il tecnico nerazzurro è chiamato a trovare soluzioni credibili per non sovraccaricare Thuram e per mantenere alta la pericolosità offensiva della squadra. Bonny, che nell’ultimo periodo ha trovato meno spazio da titolare, può così diventare una carta centrale nella semifinale. Il francese aveva già dato segnali utili nelle ultime uscite, compresa la partita contro il Cagliari, e l’Inter punta ora sulla sua freschezza per provare a scardinare la difesa di Cesc Fabregas in una gara senza margine d’errore.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Inter Como, Bastoni resta in dubbio e la difesa va verso la prudenza

Le notizie meno confortanti arrivano invece dalla retroguardia. Alessandro Bastoni continua infatti a convivere con il problema alla caviglia che lo ha già costretto a fermarsi, e Chivu ha spiegato che il difensore non è ancora al cento per cento. La gestione del centrale azzurro resta quindi improntata alla massima cautela, anche perché l’Inter è entrata nel momento decisivo della stagione e non vuole correre rischi inutili. Il tecnico nerazzurro sa bene quanto pesi la sfida con il Como, ma allo stesso tempo deve proteggere gli equilibri della squadra in vista del rush finale di campionato. Per questo motivo, salvo sorprese nell’ultima rifinitura, la sensazione è che Bastoni possa restare ancora fuori, lasciando spazio a soluzioni alternative in una partita che l’Inter vuole vincere con lucidità e profondità di rosa.

×