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Mancini prossimo ct dell’Italia? La smentita arriva direttamente da… Abodi! Il retroscena

Mancini prossimo ct dell’Italia? La smentita arriva direttamente da… Abodi! Il retroscena svelato da Criscitiello sulle telefonata

Tra i nomi accostati alla panchina dell’Italia dopo l’addio di Rino Gattuso continua a circolare anche quello di Roberto Mancini. Tuttavia, secondo quanto riferito su X da Michele Criscitiello, il ministro dello Sport Andrea Abodi avrebbe escluso qualsiasi contatto, sia formale sia informale, con l’ex commissario tecnico azzurro.

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PAROLE – «Nessun contatto con Mancini. Senza virgolette ma in una conversazione confidenziale e privata autorizzata, il Ministro Abodi mi smentisce telefonate con Mancini. Sia ufficiose che ufficiali. Pura cronaca, senza commenti. Nel rispetto dei ruoli».

Sassuolo, Grosso dopo la vittoria in rimonta sul Cagliari: «Un altro approccio nel secondo tempo, Pinamonti è tra i migliori centravanti italiani. Vi svelo il nostro obiettivo»

L’allenatore del Sassuolo, Fabio Grosso, è intervenuto in conferenza stampa dopo la vittoria ottenuta in campionato contro il Cagliari

La conferenza stampa di Fabio Grosso al termine di Sassuolo Cagliari, match della 31^ giornata del campionato di Serie A 2025/26 vinto dai suoi neroverdi in rimonta per 2 ad 1.

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PAROLE – «Nel primo tempo abbiamo iniziato bene, poi abbiamo perso palloni in ripartenza, sbagliato le distanze, il Cagliari ha imposto il gioco creando e facendo molto meglio di noi e poteva anche raddoppiare in alcune occasioni. Nel secondo tempo meglio noi, siamo scesi in campo con un altro approccio creando sia con il trequartista che con il mediano. Siamo stati bravi a pareggiare e poi ribaltarla con Pinamonti, credo sia uno dei migliori centravanti italiani a disposizione. Possiamo alzare sempre l’asticella, dobbiamo essere sempre bravi a ricalibrare. Il nostro obiettivo è quello di fare un bel campionato ed essere sempre ambiziosi».

Vanoli prima di Verona Fiorentina: «Squadra in crescita, oggi un esame di maturità. Kean? L’eliminazione con l’Italia un duro colpo, deve reagire»

L’allenatore della Fiorentina, Paolo Vanoli, ha voluto dire la sua poco prima del calcio d’inizio del match di campionato contro il Verona

Paolo Vanoli, ai microfoni di DAZN prima di Hellas Verona-Fiorentina, ha definito la gara un passaggio importante nella crescita della squadra viola. Il tecnico ha inoltre sottolineato la necessità di reagire dopo la sosta e ha indicato in Kean un giocatore prezioso, esaltando anche la scelta del club di valorizzare tanti giovani italiani.

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PAROLE – «Una Fiorentina sicuramente in crescita, stiamo facendo degli step e questo è un esame di maturità importante. Bisogna riuscire a reagire dopo la sosta delle Nazionali, dobbiamo essere lucidi e restare in partita. Kean? Effettivamente, come tutti noi italiani, la delusione dell’uscita dai Mondiali è stato un duro colpo. Deve riuscire a reagire da grande professionista, sarà un giocatore importante anche per la Nazionale. Per noi è un orgoglio mettere in campo tanti italiani, il club ha puntato su giovani importanti: abbiamo una struttura per farli crescere, il progetto va in questa direzione».

Conferenza stampa Spalletti pre Juve Genoa: «Milik e Vlahovic possono giocare insieme. Il mio rinnovo? La priorità è la partita. Sulla Nazionale dico questo…» – VIDEO

Conferenza stampa Spalletti pre Juve Genoa: le dichiarazioni del tecnico bianconero alla vigilia del match di Serie A

Oggi torna la Serie A e lunedì torna la Juventus, attesa alle 18:00 dalla sfida contro il Genoa allo Stadium

Nel giorno di vigilia, sabato 4 aprile, Luciano Spalletti parla in conferenza stampa alle 17:00 per presentare il match davanti ai media. Calcionews24 segue LIVE le sue parole.


RUSH FINALE: COME SONO STATE QUESTE SETTIMANE DI LAVORO? – «Il rush finale è importante, ci sono partite che mancano. Standard normale: le otto finali sono normali per la Juve, è normale giocare questo tipo di partite. Dobbiamo essere pronti a fare il massimo, abbiamo poco margine di fare calcoli vista la classifica. Dobbiamo vincerle tutte. Quelli che hanno passato playoff hanno più entusiasmo, chi no come i nostri sono dispiaciuti. Bisogna essere però lucidi, me li aspetto al massimo per una partita difficile contro il Genoa che è una squadra forte.»

ITALIA «So quanto amore ci hanno messo per fare bene il loro lavoro, dal punto di vista mio c’è dispiacere quello che si è visto. Mi fa piacere aggiungere però che in un momento così bisogna fare ragionamenti a mente fredda e poi programmare in maniera corretta. Poi domani magari pensiamo ai nostri club, e la Nazionale lasciamo da parte. Ma la domanda è se vogliamo valorizzare gli italiani davvero. In Italia ci sono molte proprietà straniere che fa piacere che investano nel nostro campionato ma se gli si chiede di valorizzare gli italiani può starci che loro facciano ragionamenti diversi. O si cambia il pensiero generale oppure bisogna che ce lo impongano delle regole. Ci sta prendere il meglio dalle altre Nazioni. Il mio ragionamento è questo: ci sarà da decidere e programmare in maniera corretta, come hanno fatto quelli che c’erano fino ad ora. Io penso sempre che i grandi campioni possano nascere ancora, ma se non viene spontaneo tirarli fuori bisogna imporcelo.»

RINNOVO «Non riesco a capire perchè vi sta a cuore questa cosa… Come rapporti è tutto ok tra noi, la priorità è la partita che è difficilissima. Ci sarà la possibilità nei prossimi giorni, vediamo. Una roba che deve venire in maniera naturale, non è naturale non programmare bene la partita con il Genoa. Con Daniele De Rossi il Genoa ha vinto contro la Roma, diretta concorrente. Questa è la nostra sfida oggi non il contratto firmato o no»

VLAHOVIC «Sta bene, si è allenato bene perchè ha alternato allenamenti fatti forte dove ha dovuto recuperare ed è a disposizione. Valuterò bene la vedo dura che parta dall’inizio ma durante la partita è possibile»

DE ROSSI – «E’ uno dei miei figli del calcio, gli voglio bene e credo lui me ne voglia. Credo che come un padre e un figlio, posso essergli stato sulle scatole. Lui è uno di quegli allenatore che caratterizzano una squadra e che mettono qualcosa in più alla squadra. Questo è il Genoa di De Rossi, creata a sua misura e si rivedono le sue caratteristiche di quando era giocatore. »

BOGA E ATTACCO «Boga è un calciatore che ha delle qualità e caratteristiche precise. Forte dal punto di vista muscolare, ha qualità e di forza nelle sue vampate. Un calciatore che gli da noia il contatto fisico ma se ti punta va via. Anche lui meglio che parta dall’esterno, siamo contenti di averlo a disposizione ed è in perfetta condizione. Milik e Vlahovic possono giocare insieme, uno più punta di sfondamento, l’altro più bravo a relazione con gli altri. Sì, possono giocare insieme, accanto o uno dietro e uno davanti. Ci possono servire durante la partita»

MILIK «Sono mancati per un lungo periodo, sia lui che Vlahovic. Devono ancora completare il loro recupero, visto quanto sono mancati. Valutiamo con calma tutte le ipotesi»

RENDIMENTO NAZIONALI «Questa cosa dei giocatori che vanno in Nazionale dobbiamo conviverci, meglio ci si abitua meglio è. E’ anche per questo che siamo la Juventus: abbiamo tanti calciatori in Nazionale. Qualche problemino lo può creare, qualche infortunio può esserci come Adzic che si è fatto male alla caviglia e non ci sarà per un paio di partite. Un condizionamento con il quale dobbiamo convivere.»

GRUPPO ITALIA «Chi non sente dolore e non soffre, non cresce. In questo caso ho detto ai miei giocatori che deve stare fuori il discorso dell’eliminazione. Io ci sono stato in Nazionale: non avrei avuto meriti in caso di qualificazione e non ho demeriti se non ci sono andati. Il dispiacere è grande, per Gattuso… si assorbono per forza quelle situazioni. Ora bisogna andare avanti e cambiare qualcosa. Bisogna lasciare da parte quello che è successo in Nazionale. A tutti, italiani e non , che non si sono qualificati. Così come ho fatto i complimenti a chi ce l’ha fatta. Chiudo facendo i complimenti a Baldini per il gran lavoro che ha fatto con l’Under 21 che ci dà speranza per il futuro».

Pagelle Sassuolo Cagliari: un super Esposito non basta, Pinamonti decisivo. I VOTI

Pagelle Sassuolo Cagliari: i voti e i giudizi ai protagonisti del match del Mapei Stadium, valido per la 31a giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Sassuolo Cagliari: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 31a giornata di Serie A 2025/26. Ecco le valutazioni:

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PAGELLE SASSUOLO-CAGLIARI

SASSUOLO (4-2-3-1): Muric 6; Walukiewicz 6, Idzes 5, Romagna 6 (58’ Coulibaly 6), Garcia 6.5; Thorstvedt 6.5, Koné 5 (69’ Lipani 6); Berardi 5.5, Volpato 5 (58’ Matic 6), Laurienté 5 (69’ Bakola 6.5); Pinamonti 7 (82’ Nzola s.v). All. Grosso.

CAGLIARI (3-5-2): Caprile 5.5; Zé Pedro 6 (83’ Kilicsoy s.v), Mina 5.5, Rodriguez 5.5; Palestra 6.5, Adopo 6, Gaetano 5.5 (75’ Sulemana 5), Deiola 6, Obert 5.5; Folorunsho 6.5 (75’ Borrelli s.v), Esposito 7. All. Pisacane.

Moviola Sassuolo Cagliari, il Var salva Chiffi in due occasioni: gli episodi dubbi del match

Moviola Sassuolo Cagliari: l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 31ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Sassuolo Cagliari, valido per la 31ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Chiffi.

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LA MOVIOLA

Nel successo per 2-1 del Sassuolo contro il Cagliari, l’arbitro Daniele Chiffi ha offerto una direzione nel complesso ordinata, fatta di dialogo costante con i calciatori, gestione equilibrata dei momenti più tesi e un solo cartellino giallo estratto nel corso della gara. La sua prestazione è stata giudicata positiva, anche se in un episodio chiave è stato necessario l’intervento del Var per arrivare alla decisione corretta.

La partita si è accesa subito sul piano fisico, con il duro scontro iniziale tra Pinamonti e Deiola, entrambi rimasti a terra nei primi secondi. Lo stesso attaccante neroverde è poi finito ancora a terra al 7’, dopo un contrasto aereo con Mina. L’episodio più discusso arriva però al 26’, quando il Cagliari reclama un calcio di rigore per un tocco di mano in area di Idzes. In un primo momento Chiffi lascia proseguire, senza ricevere immediatamente indicazioni dalla sala Var. Dopo oltre un minuto, però, arriva il richiamo di Aureliano per l’on field review: davanti al monitor, l’arbitro riconosce il braccio largo e il tocco evidente del difensore del Sassuolo, assegnando il penalty poi trasformato da Sebastiano Esposito.

Prima dell’intervallo proteste anche del Sassuolo per un presunto mani di Folorunsho, ma in questo caso il direttore di gara valuta correttamente la posizione delle braccia dietro la schiena e lascia correre. Nella ripresa, regolare il gol di Ulisses Garcia per l’1-1, mentre viene annullata al 70’ la rete di Lipani per fuorigioco, decisione confermata dal controllo del Var.

Valido invece il gran gol di Pinamonti al 77’, che firma il sorpasso emiliano e viene ammonito per essersi tolto la maglia nell’esultanza. Nel finale il Cagliari spreca con Obert la chance del pareggio dopo un errore di Muric. Dopo sei minuti di recupero, il match si chiude con il successo neroverde.

Formazioni ufficiali Verona Fiorentina: le scelte di Sammarco e Vanoli

Formazioni ufficiali Verona Fiorentina: le scelte di Paolo Sammarco e Paolo Vanoli per la sfida del 31° turno di Serie A 2025/26

Torna la Serie A dopo la sosta e alle 18:00 il Bentegodi ospita una sfida delicatissima tra Verona e Fiorentina. Per la squadra di Paolo Sammarco, ferma a 18 punti, si tratta di una delle ultime occasioni per restare agganciata alla corsa salvezza dopo una sola vittoria nelle ultime sei gare. I viola di Paolo Vanoli, invece, arrivano con più fiducia: sono imbattuti da cinque partite tra campionato e coppe e cercano altri punti preziosi per allontanarsi dalla zona calda.

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HELLAS VERONA (3-5-2): Montipò; Nelsson, Edmundsson, Frese; Oyegoke, Akpa Akpro, Gagliardini, Bernede, Belghali; Bowie, Orban
A disposizione: Perilli, Toniolo, Valentini, Sarr, Suslov, Bradaric, Lirola, Slotsager, Harroui, Mosquera, Niasse, Isaac, Fallou, Al-Musrati
Allenatore: Paolo Sammarco

FIORENTINA (4-3-3): De Gea; Comuzzo, Pongracic, Ranieri, Gosens; Fabbian, Fagioli, Ndour; Harrison, Kean, Gudmundsson
A disposizione: Lezzerini, Christensen, Rugani, Brescianini, Fazzini, Kospo, Kouadio, Braschi, Balbo, Bonanno, Deli, Sadotti, Piccoli
Allenatore: Paolo Vanoli

FA Cup, Manchester City a valanga sul Liverpool: super tripletta di Haaland! Com’è andata

FA Cup, Manchester City a valanga sul Liverpool: super tripletta di Haaland! Com’è andata la super sfida della coppa d’Inghilterra

Il Manchester City conquista con autorità la semifinale di FA Cup travolgendo il Liverpool con un netto 4-0 nei quarti di finale. La squadra di Pep Guardiola domina il match e stacca così il pass per Wembley, confermandosi ancora una volta protagonista nelle coppe nazionali.

L’uomo copertina è senza dubbio Erling Haaland, autore di una splendida tripletta che ha indirizzato e poi chiuso definitivamente la sfida. A completare il poker ci ha pensato Antoine Semenyo, a segno nella ripresa in una gara che ha mostrato tutta la superiorità del City. Anche il Liverpool ha avuto l’occasione per rientrare in partita, ma Mohamed Salah ha fallito un calcio di rigore, episodio che ha spento quasi del tutto le speranze dei Reds.

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Per il Manchester City si tratta di una vittoria pesantissima, non solo per il punteggio ma anche per il modo in cui è maturata. La formazione di Guardiola diventa così la prima squadra qualificata alle semifinali di FA Cup, lanciando un segnale forte anche in vista del finale di stagione.

Conferenza stampa Runjaic pre Udinese Como: «Zaniolo sta ripagando la fiducia. Noi non siamo la Juve ma…»

Conferenza stampa Runjaic pre Udinese Como: le parole del tecnico dei friulani a due giorni dalla sfida del 31° turno di Serie A 2025/26

La conferenza stampa di Kosta Runjaic a due giorni da Udinese Como, match valevole per la 31^ giornata del campionato di Serie A 2025/26.

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SUL COMO DI FABREGAS – «Il Como per me non è una così grande sorpresa, già l’anno scorso avevano dimostrato di avere un’identità molto chiara. E’ una squadra che gioca a calcio difendendo al contempo anche molto bene, si sono rinforzati bene continuando nella strada che hanno tracciato. Per tanto ora è possibile constatare gli sviluppi che hanno avuto in termini di piazzamento in classifica, sappiamo cosa ci aspetta, ha un DNA chiaro, sono a cinque vittorie consecutive, è facile analizzare squadre del genere perché si sa molto bene come giocano. Bisognerà avere il giusto equilibrio, all’andata abbiamo avuto un buon possesso palla nella seconda frazione di gioco, costruendo qualche occasione, se andiamo a paragonare i due tempi abbiamo giocato in maniera molto diversa. Dovremo approcciarla in maniera giusta, essere intelligenti a livello tattico, vogliamo affrontare la partita senza paura. Vogliamo dire la nostra come outsider e l’obiettivo è fare punti».

DAVIS – «Non ci sarà Davis che è giocatore importante per noi, prima o poi questo giallo doveva arrivare, vale anche per Karlstrom, è riuscito ultimamente a non prenderlo e va sottolineato visto che ruolo ricopre in campo. Naturalmente però ogni giocatore è sostituibile, abbiamo provato un paio di soluzioni e cercheremo di attuarle sul campo».

GLI ALTRI INDISPONIBILI – «Tranne Zemura e Zanoli dovrebbero essere tutti a disposizione, Karlstrom è arrivato un paio di giorni fa, ha avuto bisogno di un attimo per tornare in allenamento al 100%».

ATTEGGIAMENTO – «Assolutamente sì, però siamo l’Udinese, non la Juventus, sappiamo che se non andiamo oltre i nostri limiti alcune gare possono diventare difficili per noi. Il Como ha una percentuale elevatissima di passaggi riusciti, fa possesso palla, ha uno dei migliori attacchi della Serie A e si difende molto bene. Fabregas ha dedicato la propria vita al calcio, ha giocato in grandissimi club, si vede la sua impronta sulla squadra. La società ha acquistato giocatori adatti alla sua filosofia di gioco e questo è molto importante nel calcio. Noi siamo sulla strada giusta, stiamo lavorando in maniera diligente, cerchiamo di tirare fuori tutto il possibile e lunedì faremo il massimo per fornire una bella prestazione».

CHE PARTITA MI ASPETTO – «Come detto, il Como è la squadra con più possesso palla in A, sanno giocare anche in maniera diversa ma hanno il pallone tra i piedi per lunghi tratti della gara, per tanto io penso che non avremo così tanto possesso palla. Dovremo però trovare il giusto equilibrio, le squadre che puntano molto sul possesso palla in generale non hanno nella fase di non possesso un punto forte, però il Como è una delle migliori difese della A, questo ci dimostra la loro completezza. Dovremo saper soffrire, saremo molto motivati»,

OBIETTIVO – «Vogliamo continuare a migliorare, abbiamo bisogno ancora di 6 punti per migliorare il bilancio rispetto all’anno scorso ma non saremmo soddisfatti comunque, c’è ancora tanto da poter fare e da migliorare. E’ anche una grande motivazione per noi questa, l’obiettivo è arrivare a 50 punti, è un obiettivo ambizioso, ma vogliamo provare ad arrivarci. Sono ottimista che la parte finale della stagione vedremo una buona Udinese sul campo»

UMORE – «Se parliamo in generale l’umore è buono. Chiaramente Karlstrom è tornato con il sorriso visto che parteciperanno ai prossimi Mondiali e probabilmente lui ci sarà. Il percorso della Svezia è stato un po’ atipico ma sono riusciti a vincere le partite decisive e sono contento per lui. Ha dato il suo contributo. Zaniolo non è stato convocato, è rimasto con noi, ognuno elabora determinate notizie in base alla propria personalità, io in base al mio ruolo mi occupo dei fatti e non delle ipotesi, su questo cerco di preparare Nicolò affinché migliori sempre di più. Sto vedendo una bella energia di Zaniolo sul campo, sta ripagando la fiducia. Cerco di dare il mio contributo affinché migliori e possa conquistarsi una convocazione».

Torino, la conferenza stampa di D’Aversa alla vigilia del Pisa: «Dispiace per Zapata, ho mandato un messaggio alla squadra»

L’allenatore del Torino, Roberto D’Aversa, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match di campionato contro il Pisa

La conferenza stampa di Roberto D’Aversa alla vigilia di Pisa Torino, match valevole per la 31^ giornata del campionato di Serie A 2025/26.

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ASSENZE – «Chi mancherà oltre Zapata e Aboukhlal? Gli altri sono disponibili e convocati».

SU ZAPATA – «Dispiace per Duvan, stava lavorando sodo per ritrovare una condizione ottimale. Cosa cambia per Simeone? Ragiono in maniera positiva: non penso alle assenze, ma al fatto che ci saranno altri. Simeone ha giocato con Adams e con Kulenovic, sceglierò per sfruttare le caratteristiche di tutti conoscendo pregi e difetti degli avversari. Più che cambiamenti singoli rispetto a Simeone, i cambiamenti ci sono in base all’avversario e al tipo di gara che vogliamo interpretare».

LAZARO E PEDERSEN – «In cosa sono diversi Lazaro e Pedersen? Uno biondo e l’altro no…(ride, ndr). Un allenatore sceglie per il bene della squadra: difficilmente ho trovato picchi di velocità come quelli di Pedersen a circa 37 chilometri orari, a livello offensivo può darci. Poi dipende dall’avversario che ha in fascia, in questo momento Pedersen sta molto bene».

SULLA SOSTA – «C’è sempre l’incognita perché si ferma il campionato. Abbiamo lavorato con chi è non è andato in nazionale e abbiamo provato a migliorare, i lavori si fanno più sull’individuale che sul concetto di squadra. Abbiamo lavorato bene, sono soddisfatto. Vediamo domani, sarà importante per l’obiettivo».

MESSAGGIO ALLA SQUADRA? – «Pretendere la salvezza. Vuol dire superare ostacoli e fare di tutto per raggiungerla. Contro il Cagliari hanno vinto in 10 contro 11, per noi è una partita che serve per avvicinarci al primo obiettivo».

SUL BLOCCO ITALIANO – «Mi trovo d’accordo con le parole del direttore. In passato, quando si è avuto successo, c’era un senso di appartenenza. Magari inserire più italiani può essere un punto a favore, ma è tutto il contorno che porta a creare senso di appartenenza. Voglio che chi arrivi al Filadelfia respiri questo senso di appartenenza».

Flachi: «Dispiace per Gattuso, è l’ultimo dei colpevoli. Italiano o Gasperini al suo posto e vi spiego perchè. Sulla Sampdoria…» – ESCLUSIVA

Flachi, ex centravanti della Sampdoria, ha analizzato il momento del calcio italiano e non solo: le sue dichiarazioni in esclusiva

Francesco Flachi si è concesso in esclusiva ai microfoni di Calcionews24. Le sue dichiarazioni sul momento del calcio italiano e non solo.

Partiamo dall’analisi del momento della Nazionale Italiana dopo la mancata qualificazione al Mondiale. Di chi sono le responsabilità maggiori?

«Ma è normale che le responsabilità sono di tutti, andando ad analizzare tutto il percorso da Spalletti fino a Gattuso. Rino ha portato euforia nel modo in cui allena, è sempre stato un motivatore e grande trascinatore e lì per lì aveva dato una sterzata e qualche cosa in più. Poi non so cosa sia successo nelle altre partite, hanno perso entusiasmo. Qualche giocatore magari ha avuto dei problemi fisici e si possono creare diverse problematiche a cascata. Però il problema principale è che l’Italia, uno dei paesi che ha vinto di più, per la terza volta non è andata al Mondiale. Sono passati tantissimi campioni sia stranieri che italiani, ritrovarsi per la terza volta di seguito a non andare al Mondiale credo sia una grande grande sconfitta per il calcio. In questo momento il calcio sta un pò perdendo, si sta raffreddando l’entusiasmo. Manca quell’appartenenza e quella passione che i giocatori non ti danno più. Chi ci rimette maggiormente sono i ragazzini che non vedendo l’Italia non si avvicinano al calcio e fanno altri sport. Ci perdiamo tutti e arrivati a questo punto si deve cambiare».

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Te che sei stato un grande attaccante: come vedi la situazione nel reparto viste anche le due partite contro Irlanda del Nord e Bosnia?

«Credo che avendo Kean questo sia stato il problema minimo. Io credo sia mancata la qualità, siano mancati i fantasisti e l’uno contro uno sugli esterni. Sono mancati i difensori. Stiamo parlando di un calcio dove mancano le motivazioni, manca il carattere. I calciatori attuali sono troppo adagiati a differenza dei miei tempi. Questo a livello mentale può pesare nelle partite che contano».

Gattuso si è dimesso ufficialmente ieri: chi vedresti meglio al suo posto?

«Mi dispiace perchè Rino è sì l’allenatore ma penso che sia uno dei meno colpevoli. Buffon uguale. Perchè sono ex giocatori che hanno vissuto il calcio che conta e che potevano solo essere di insegnamento. Il problema sono i giocatori che devono apprendere perchè per quanto mi riguarda le responsabilità sono sempre di chi va in campo. Se sei convocato in Nazionale vuol dire che sei ritenuto uno dei migliori della tua Nazione e quindi in campo devi fare qualcosa in più. In ogni caso io punterei su Gasperini o Italiano perchè sono quei due allenatori che danno qualcosa in più a livello calcistico alle proprie squadre. Giocano un calcio propositivo, un calcio offensivo, un calcio di uno contro uno dove entrambi ogni anno sono migliorati o stanno migliorando. Stanno facendo bene dappertutto. Gasperini ha sicuramente più esperienza ma Italiano non vale sicuramente meno di lui. Italiano da quando fa l’allenatore ha sempre portato le proprie squadre al successo alzando il livello dei calciatori a disposizione».

Credi che Gattuso abbia indovinato le convocazioni o te avresti fatto qualcosa di diverso?

«Non è semplice fare questa analisi perchè parlare dopo è sempre più facile. Alcune scelte si fanno anche di petto. Quel gruppo di giocatori ti ha portato fino agli spareggi quindi magari è giusto dargli fiducia. Sicuramente se tornasse indietro Rino non metterebbe Retegui perchè è tutto un altro giocatore. Porterebbe forse qualche fantasista, porterebbe qualche giocatore di fascia però ormai è troppo tardi. Sicuramente non avrebbe giocato sempre a 3 con questa difesa o sul portarsi il blocco dell’Inter anche perchè io penso che chi gioca in Serie A debba adattarsi a qualsiasi modulo. Non è che la Nazionale deve giocare in base a come si gioca nei club, non devono giocare per forza Barella o Tonali con un determinato modulo. Credo un’analisi Rino l’abbia fatta e qualcosa avrebbe cambiato».

Un tuo commento da grande ex sulla situazione della Sampdoria…

«La Sampdoria mi auguro che possa uscire da questa situazione. La squadra c’è ma la Samp deve migliorare su altri aspetti fuori dal campo. C’è una situazione incerta all’interno della società. Se non hai stabilità la cosa può inevitabilmente riflettersi sul campo. Sono anni che la Sampdoria viaggia in queste acque agitate quindi ad un certo punto bisognerà trovare anche la causa e cercare di risolverla. Dopo un anno credo si possa anche imparare nel non proseguire a fare scelte sbagliate. Me lo auguro quantomeno per i tifosi della Sampdoria che stanno soffrendo vedendo una società così blasonata in questa situazione. Fa male a tutto il calcio italiano. Poi ovviamente non vanno tralasciate le responsabilità di chi va in campo. Quindi bisognerà dare delle base e un’impronta importante perchè se vuoi ottenere dei risultati la base è la società. Se ci sono problemi lì ne risente a cascata anche la squadra».

Lotta scudetto in Serie A: chi vedi favorita tra Inter, Milan e Napoli?

«Sicuramente l’Inter è quella avvantaggiata e non solo per i punti di vantaggio. Tutte e tre non devono giocare le coppe europee e hanno tempo per preparare le partite. L’Inter non deve sbagliare. Gli arrivano di corsa e in questa situazione qui non hanno più niente da perdere. Se dovessero vincere avrebbero fatto un grande campionato altrimenti nessuno direbbe nulla. L’Inter è una squadra che ha più qualità ed è la più forte però io credo che sia in basso che in alto sarà tutto aperto fino all’ultimo».

SI RINGRAZIA FRANCESCO FLACHI PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA

Conferenza stampa Giampaolo pre Cremonese Bologna: «Baschirotto c’è, out Vardy e Sanabria. Partita difficile ma nel calcio non sempre vince chi è più forte»

Conferenza stampa Giampaolo pre Cremonese Bologna: le dichiarazioni del tecnico verso il match della 31ª giornata di Serie A 2025/26

In conferenza stampa verso Cremonese Bologna, Marco Giampaolo ha rilasciato queste dichiarazioni.

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La forza del collettivo emiliano e l’atteggiamento tattico richiesto

Il mister sa bene che per muovere la classifica servirà una prestazione rasente la perfezione. Gli emiliani rappresentano un collettivo estremamente rodato, capace di dettare i ritmi e mettere in difficoltà chiunque grazie a un’organizzazione tattica di primissimo livello. Per sperare di portare a casa un risultato utile, la compagine lombarda dovrà mettere in campo agonismo, compattezza e una cura maniacale delle piccole dinamiche di gioco.

Su questo aspetto, l’allenatore è stato categorico, elogiando i rivali ma invitando i suoi al coraggio: Il Bologna è una squadra molto forte, che lavora insieme da diversi anni e ha ottenuto grandissimi risultati. Si tratta di una gara difficile, come saranno le prossime e come è stata quella di Parma. La Cremonese deve comunque fare la prestazione: non possiamo prescindere dal fare la gara giusta, seria, con spirito e attenzione ai dettagli. L’avversario ha individualità che possono mettere in crisi chiunque, serve attenzione massima. Nel calcio può anche capitare che non sia la più forte a vincere”.

Il bollettino medico e le scelte di formazione: out Sanabria e Vardy

Oltre alla caratura dell’avversario, lo staff tecnico deve fare i conti con un’infermeria che continua a limitare pesantemente le opzioni, specialmente nel reparto avanzato. Le rotazioni offensive saranno ridotte all’osso, costringendo la squadra a dover trovare soluzioni alternative per impensierire la granitica retroguardia rossoblù. Se in difesa c’è uno spiraglio positivo, l’attacco perde due pedine di calibro internazionale.

Facendo il punto sulle disponibilità e sulle scelte di formazione, Giampaolo ha chiarito senza mezzi termini la situazione legata agli infortuni: Baschirotto è a disposizione e domani vedremo se giocherà o meno. Io sono nervoso quando non ho i giocatori, preferisco avere problemi di abbondanza per scegliere la formazione migliore. Purtroppo non abbiamo a disposizione né Sanabria né Vardy e quindi dovremo essere bravi a rimediare a questa situazione. L’emergenza è palese, ma la squadra è chiamata a superare i propri limiti.

Conferenza stampa Italiano pre Cremonese Bologna: «Non pensiamo all’Aston Villa. A Orsolini gira tutto sbagliato al momento ma…»

Conferenza stampa Italiano pre Cremonese Bologna: le dichiarazioni del tecnico verso il match della 31ª giornata di Serie A 2025/26

In conferenza stampa verso Cremonese Bologna, Vincenzo Italiano ha rilasciato queste dichiarazioni.

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COME STA LA SQUADRA«Ci siamo allenati bene ma a ranghi ridotti, in campionato abbiamo l’obbligo di fare punti per rimanere aggrappati all’ottavo posto. Non stiamo pensando all’Aston Villa».

CAMBI DI FORMAZIONE «Nessun calcolo. Troveremo una Cremonese agguerrita, sarà tosta affrontarli».

ORSOLINI «È un momento in cui gira tutto sbagliato, prima segnava da ogni angolazione. La nostra fiducia è piena nei suoi confronti e mi auguro che possa superare questo periodo e trasformarlo in qualcosa di importante per noi».

INFORTUNATI – «De Silvestri e Pobega sono tornati, Odgaard torna la prossima settimana, Lykogiannis e Dallinga hanno un problema ai tendini e non sappiamo quando torneranno con la squadra»

SINGOLI «Castaldo è un ragazzo interessantissimo, in questi giorni si è allenato come vice Castro. Helland sarebbe giusto dargli minuti ma è arrivato a gennaio ed è normale ci sia una gerarchia. Mi auguto di potergli dare minuti al più presto. Bernardeschi? Con la Lazio non ha lavorato male, ma con il rientro dei centrocampisti tornerà a fare l’esterno»

Conferenza stampa Fabregas pre Udinese Como: «Devo decidere se loro due saranno convocati oppure no»

Conferenza stampa Fabregas pre Udinese Como: le dichiarazioni del tecnico verso il match della 31ª giornata di Serie A 2025/26

In conferenza stampa all’anti-vigilia di Udinese Como, Cesc Fabregas ha rilasciato queste dichiarazioni.

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INFORTUNATI – «Ramon e Jesus Rodriguez sono tutti e due già in campo, devo prendere la decisione se verranno con noi o meno. Valuteremo domani, ma Jesus Rodriguez non è pronto, Ramon dipenderà dall’ultimo allenamento. Rodriguez dovrebbe stare fuori fino al Sassuolo, ha un problema al legamento del ginocchio, ma magari può tornare anche settimana prossima».

BATURINA – «Non puoi chiedergli di stare fermo sulla linea, non è la sua qualità. Lui è bravo a crearsi spazio, abbiamo dovuto trovare soluzioni con Nico Paz, Da Cunha, Perrone e Caqueret».

RIENTRO DALLE NAZIONALI – «I ragazzi sono tornati e si sono messi a disposizione, sono contento che abbiano giocato tutti. Diao è tornato con il Senegal e ha giocato una mezza partita per riprendere la condizione».

TERZINI «I ricambi non sono studiati, Moreno-Rodriguez si intendono bene, hanno più intesa. Smolcic-Van Der Brempt hanno caratteristiche diverse e li alterno in base all’avversario».

Conferenza stampa Allegri pre Napoli Milan: «Io prossimo ct dell’Italia? Sono contento qui e spero di rimanerci a lungo»

Conferenza stampa Allegri alla vigilia di Napoli Milan: le dichiarazioni verso il match della 31ª giornata di Serie A 2025/26

In conferenza stampa alla vigilia di Napoli Milan, Massimiliano Allegri ha rilasciato queste dichiarazioni.

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TRE VOLTE DI FILA FUORI DAI MONDIALI«Dare dei giudizi e dire cosa bisognerebbe fare…credo che ci siano gli organi di competenza che si devono riunire ed esaminare le regole, dall’attività di base fino alla prima squadra. non si può ridurre tutto in 10 minuti. Credo che si debbano prendere il tempo necessario per fare un programma ed avere un’unità di intenti ed idee per arrivare nel migliore dei modi ai Mondiali nel 2030. Dei giocatori buoni in Italia li abbiamo, e credo che il futuro sia in buone mani».

ATTACCO – «Domani pomeriggio facciamo l’ultimo allenamento e deciderò chi schierare a Napoli. Quelli davanti stanno tutti bene. Leao sta molto meglio, Pulisic è rientrato bene. Gimenez ha voglia, Fullkrug sta meglio, così come Loftus-Cheek, che è un giocatore importante. Tutti stanno discretamente bene. Martedì dovrebbe rientrare anche Gabbia».

LEAO TITOLARE – «Vediamo domani. Soprattutto ora, cambiano temperatura, ritmi di gara, serve gente lucida di testa e grande tecnica».

CT DELL’ITALIA «Non ci ho ancora pensato. Sono al Milan, sono contento, e spero ci rimanerci a lungo. Siamo partiti con l’obiettivo di rientrare in Champions, che è una competizione talmente affascinante alla quale mi tocca riabituarmici perché negli ultimi anni non ci ho partecipato. Mi piacerebbe giocarla con il Milan. Il discorso Nazionale non dipende da Allegri, ma l’importante è che il sistema calcio trovi delle soluzioni. Ripeto: non è tutto da buttare. Anche quando le cose non vanno bene c’è sempre qualcosa da cui ripartire».

TURNO DECISIVO PER IL CAMPIONATO«Potrebbe essere decisivo, anche se poi mancheranno 7 partite e 21 punti».

GIMENEZ – «È recuperato, sono molto contento. All’inizio era sofferente. Ora in quel ruolo lì abbiamo due giocatori con caratteristiche ben precise, ovvero lui e Fullkrug».

Conferenza stampa De Rossi pre Juve Genoa: «Norton-Cuffy non ci sarà. Spalletti mi paragona a Mazzone? Se faccio gol vado sotto la loro curva…»

Conferenza stampa De Rossi alla vigilia di Juve Genoa: le dichiarazioni verso il match della 31ª giornata di Serie A 2025/26

In conferenza stampa all’anti-vigilia di Juve Genoa, Daniele De Rossi ha rilasciato queste dichiarazioni.

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RITORNO IN CAMPO – «La delusione va smaltita. Non è la prima volta che raccogliamo meno punti di quelli che avremmo meritato. Sono cose che non si possono cambiare, va fatta un’analisi onesta e lucida della partita e non si può non essere soddisfatti della prestazione dei ragazzi. Sono fiducioso, ti fai delle domande in più, se vai sulla strada giusta o se stai toccando i tasti giusti. La cosa buone è che i ragazzi che sono rimasti si sono allenati seriamente e con intensità. Sono contento dei nazionali che sono rientrati belli svegli e ludici. Sappiamo che il nostro obiettivo è lontano e giochiamo contro una squadra molto forte».

INFORTUNATI – «Brooke non sarà della partita. Non siamo preoccupati per un infortunio grave ma ha avuto un piccolo infortunio alla fine dell’allenamento in Nazionale. Non è una cosa grave ma è grave non averlo a disposizione. Tommaso si è allenato, l’ho visto bene. In questi allenamenti l’ho visto un po’ meno elastico e brillantemente. Poi invece si è allenato bene. Può partire dal primo minuto come iniziare dalla panchina».

SPALLETTI – «E’ un allenatore e una persona per me importante. Lo inquadro nella sfera non professionale della mia vita ma personale. E’ una persona che vedo amica, lo reputo calcisticamente fenomenale. Abbiamo giocato tanto insieme, ci siamo dati tanto insieme a vicenda. Sono successe tante cose dentro e fuori dal campo e l’ho sempre avuto sul campo. Ci siamo scornati, avvicinati siamo legati come tutti di quella Roma lì. Ci siamo fatti gli auguri di buona Pasqua, io gli ho fatto quelli per Pasquetta».

SPALLETTI E IL PARAGONE CON MAZZONE – «Se faccio gol vado sotto la curva della Juve (ride ndr). No, scherzo. Ho avuto la fortuna di esordire come raccattapalle e una persona che trascina lo stadio. E’ un onore questo paragone. Uno lo ricorda così romano ed esuberante ma chi ce l’ha avuto, uno su tutti Pirlo o Guardiola, ne parlano con grande stima e dicono sia un allenatore votato al futuro. E’ un complimento essere paragonato a Mazzone». 

PERCORSO CON LE BIG – «Noi qui non siamo alla ricerca di sfizi ma di punti. Anche in casa mi ricordo che all’andata credo che il Genoa abbia perso 1-0 su corner. Genova è stato un campo ostico. Noi abbiamo bisogno di punti, farli allo Juventus Stadium sarebbe anche motivo di orgoglio ma noi abbiamo bisogno di punti, voglio salvare questa squadra. A me non piacciono le scalette, dobbiamo cercare di fare più punti possibili e farli ovunque. Ma in questo campionato si perdono partite che sulla carta sono scontate».

JUVENTUS – «La Juve è una squadra di qualità come la Roma, con giocatori forti ma forse un po’ più camaleontica quando ha il pallone fra i piedi. Sicuramente ha grande palleggio e tante opzioni. Ci stiamo preparando un paio di alternative, siamo abbastanza pronti ad affrontare tutti i tipi di Juve che possiamo trovarci di fronte anche se poi non si è mai pronti ad affrontare giocatori forti come quelli della Juve. Testa alta senza difenderci in area perché è lì dove i loro giocatori tirano fuori il massimo della loro qualità».

ELIMINAZIONE ITALIA – «Non mi aspettavo questa domanda, pensavo volessi un programma del calcio italiano. Mi ero preparato per non rispondere. Credo che si stia un po’ parlando troppo e chiunque: dall’ex giocatore ai giornalisti, al macellaio e pizzicagnolo. Mi preoccupo della salvezza del Genoa e credo che aggiungere parole su parola a tutto questo minestrone di chiacchiere non sia così importante. Rimango col dispiacere di aver visto tanti miei amici distrutti e tanti giocatori che ho allevato come compagni di squadra. Rimango co questo dispiacere e non mi metto a fare tante chiacchiere».

LA CONFERENZA STAMPA DI CHIVU ALLA VIGILIA DI INTER ROMA

Conferenza stampa Chivu alla vigilia di Inter Roma: «La faccia questi giocatori l’hanno sempre messa! Accettano le critiche ma di riconoscenza nel calcio ce n’è poca»

Conferenza stampa Chivu alla vigilia di Inter Roma: le dichiarazioni verso il match della 31ª giornata di Serie A 2025/26

In conferenza stampa alla vigilia di Inter Roma, Cristian Chivu ha rilasciato queste dichiarazioni.

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PREOCCUPATO DELLA DELUSIONE DEI CALCIATORI ITALIANI? – «Io ho a che fare con grandi campioni dal punto di vista soprattutto umano, me l’hanno fatto vedere quest’anno e in tutti gli anni, hanno sempre saputo rialzarsi una volta assaggiata l’amarezza. Hanno imparato che far parte di una squadra, facendo questo sport, ogni tanto si casca e non si raggiunge l’obiettivo. Quello che conta è la reazione, il carattere, quello che riescono a mettere in mostra per loro stessi, per i compagni e per l’amore dei tifosi. Sanno anche loro che le delusioni fanno parte del gioco. Non sono preoccupato perché in questi 8 mesi me lo hanno fatto vedere che abbiamo a che fare con uomini che hanno valori e qualità».

COSA CAMBIA ADESSO COL RIENTRO DI LAUTARO, ANCHE DAL PUNTO DI VISTA DELLA CARICA CHE PORTA IN CAMPO – «Per me i risultati fanno parte di questa maratona che è il campionato. Voi parlate di 14 vittorie, io parlo di 18 gare nelle quali ne abbiamo vinte 14, pareggiato 3 e persa 1. E’ un ritmo direi anche molto buono. Certi drammi per un pareggio si fanno solo per l’Inter e non con altre squadre, fanno parte dell’andamento di un campionato e dell’avversario. Ovvio che volevamo di più, ma ci prendiamo quello che abbiamo meritato finora. Direi che fin quando siamo primi sismo riusciti a rimanere competitivi e a mantenere le nostre aspettative. Ovvio che a livello individuale ogni giocatore è indispensabile, lo è Lautaro come lo sono Luis Henrique e Diouf, visto che sono quelli che hanno giocato meno. Ognuno di loro sa quanto è importante avere tutti a disposizione, ma anche pronti mentalmente e fisicamente per essere la loro miglior versione».

COSA E’ CAMBIATO RISPETTO ALL’ANDATA CON LA ROMA? – «Sappiamo tutti la forza di questa squadra e di questo allenatore, che è riuscito in poco tempo a imporre la sua identità e lo ha fatto abbastanza bene. Sappiamo che è una partita importante, ne mancano 8. Per noi la prossima è la più importante, dobbiamo essere pronti a ritrovare un po’ di convinzione, a dare intensità e ad accettare quello che la Roma ti propone in campo. Non è mai semplice affrontare le squadre di Gasperini, bisogna avere personalità e coraggio».

SERVE UNO STEP IN PIU’ RISPETTO AI FINALI DELLE SCORSE STAGIONI? – «Ho parlato prima di qualità umane e valori. Questo gruppo ha dei valori, ha imparato dagli errori del passato e lo hanno sempre fatto vedere. Di più o di meno conta poco, quello che conta è quello che siamo e che siamo diventati. Nonostante le difficoltà abbiamo rialzato la testa e ci abbiamo sempre messo la faccia. E qui parlo anche di Bastoni che io l’ho lasciato con le stampelle e poi l’ho visto in campo in Nazionale 3 giorni dopo. La faccia questi giocatori l’hanno sempre messa e accettano le critiche, pur consapevoli che di riconoscenza nel mondo del calcio ce n’è poca. Si punta sempre il dito e si va a cercare qualcosa che non ha a che fare con i valori umani di questa squadra, soprattutto di Bastoni. Lo ha fatto lui, lo fanno anche gli altri. Hanno imparato dagli errori del passato e sono convinto che si faranno trovare pronti per il finale di stagione».

COME STA BASTONI? – «Nel mondo del calcio quello che conta è il rispetto dei compagni, il lavoro e quello che sei tu umanamente. Io sono convinto che lui in questo momento sia dispiaciuto per l’accaduto ma allo stesso tempo è contento di aver ricevuto il sostegno dei suoi compagni in Nazionale, il sostegno dei suoi compagni nel club. Perché la faccia l’ha messa, in un momento di difficoltà si è presentato lì per rappresentare un paese, per cercare di portare a buon fine il sogno di tutti gli italiani. Nonostante le difficoltà e le condizioni fisiche in cui era al momento, lui ha dato disponibilità. Per me questo vale tanto, capisco cosa vuol dire fare 10 giorni di stampelle per poi metterci la faccia e prenderti la responsabilità dell’importanza di quella partita. Quello che conta è quello che ricevi».

LA CONFERENZA STAMPA DI CHIVU ALLA VIGILIA DI INTER ROMA

Formazioni ufficiali Sassuolo Cagliari: le scelte di Grosso e Pisacane per il match di Serie A

Formazioni ufficiali Sassuolo Cagliari: le scelte di Grosso e Pisacane per il match di Serie A, valido per la 31ª giornata 2025/26

Le formazioni ufficiali di Sassuolo Cagliari, match valido per la 31ª giornata di Serie A 2025/26

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

SASSUOLO (4-2-3-1): Muric; Walukiewicz, Idzes, Romagna, Garcia; Thorstvedt, Koné; Berardi, Volpato, Laurienté; Pinamonti

CAGLIARI (4-3-3): Caprile; Zé Pedro, Mina, Rodriguez, Obert; Adopo, Gaetano, Deiola (C); Palestra, Folorunsho, Esposito. 

Conferenza stampa Gasperini alla vigilia di Inter Roma: «Soulé ha recuperato, Wesley e Koné out. Io nuovo ct dell’Italia? Rispondo così»

Conferenza stampa Gasperini alla vigilia di Inter Roma: le parole in vista del match della 31ª giornata di Serie A 2025/26

In conferenza stampa alla vigilia di Inter Roma, Gian Piero Gasperini ha rilasciato queste dichiarazioni.

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INFORTUNATI «Soulé ha recuperato, ha allenato queste due settimane con noi. La prima un po’ in difficoltà, questa ultima settimana sicuramente è molto meglio, anche se chiaramente è un giocatore fuori da tanto tempo, però questa settimana ha fatto, era di nuovo lui. Wesley e Koné sono rientrati poi dalle rispettive nazionali, sono ancora fermi, anche se entrambi i giocatori sono più positivi di quella che è un po’ la diagnosi, però chiaramente non per domani».

CRISI DEL CALCIO ITALIANO – «Non lo so, è sicuramente, visto che ormai sono tante volte, tre volte di fila che non andiamo ai mondiali, non esiste un problema unico, un qualcosa che possa risolvere così di colpo tutta quanta la situazione. Evidentemente è un complesso di cose, un sistema che sicuramente non funziona. Non funziona perché ci sono tanti ragazzini che giocano, non so, il 70-80% di ragazzini gioca a calcio fin da piccoli, e quindi c’è una base enorme, molto più grande di tanti altri paesi che vanno ai mondiali, ci sono strutture, c’è storia di calcio da sempre, e evidentemente però questo non è più globalmente, oltre il singolo problema che non è che risolvendo il presidente, l’allenatore, è sicuramente un problema più strutturale che va affrontato probabilmente da parte di tutti, anche dei media, per cercare di ricreare un sistema che sia convincente e possa produrre dei calciatori e delle nazionali adeguate a quello che è anche l’entusiasmo, il seguito che c’è al calcio in tutto quanto il paese. Quindi andrà sicuramente affrontato in modo più globale».

RENSCH AL POSTO DI WESLEY – «Sì, è vero, è vero. Ha fatto delle partite molto buone, altre che ho avuto degli improvvisi cali di  attenzione, di motivazione. Per quanto sia un ragazzo molto molto positivo, si allena sempre molto bene. Comunque per domani c’è queste due soluzioni, o lui o Tsimikas. C’è anche quella di Angelino che sicuramente cresce e di volta in volta non mi sembra ancora prontissimo per giocare delle partite, però sicuramente ha fatto rispetto a qualche mese fa dei passi notevoli».

SUO NOME COME CT DELL’ITALIA – «Questo al momento vengono fatti i nomi un po’ di tutti, non è, penso che sia meglio il discorso che è stato fatto prima, non riguarda semplicemente una posizione, credo che il problema riguardi proprio un riassetto, una visione di nuovo per riportare in generale il nostro calcio, i nostri giovani, i nostri ragazzi a questo sia molto più importante che quello di un singolo allenatore. Non so, c’è tante cose, tanti argomenti, anche sono sparite tante squadre, non so se questo è stato un bene o un male. Erano comunque un serbatoio molto importante, e non credo che d’improvviso si sia disimparato a giocare a calcio in Italia, no? Cioè pure abbiamo perso tutta la nostra, abbiamo avuto un passato pazzesco. Ma e poi devo dire anche a questi ragazzi, insomma, alla fine, anche come squadra, anche l’altro l’altra sera, comunque tutti hanno riconosciuto che hanno dato il massimo. Non so, riguarda un po’ tutti, un po’ tutto quanto il sistema sicuramente». 

COME HA VISTO LA SQUADRA FISICAMENTE «Abbiamo fatto un buon lavoro in queste due settimane, ma con otto giocatori, otto barra nove giocatori. Gli altri sono stati tutti impegnati con le nazionali, ma la squadra sotto questo profilo è mai mancata. Quindi non penso assolutamente, io ho già detto nelle ultime circostanze, rimanendo le ultime partite, anche a parte Lecce o non solo Cremonese che abbiamo vinto, ma anche in quelle Juventus, Milan, Bologna, Napoli, sono state partite giocate molto bene, con condizione, con mentalità, con dei momenti di grande emozione e grande entusiasmo, che purtroppo non sono coincisi con la vittoria. Ci siamo andati vicinissimi, ci sono stati momenti, la partita col Bologna di rimonta, con la Juventus, con Napoli, col Milan. L’unica settimana brutta è stata quelle due sconfitte consecutive, Genoa e Como, però lì mi fermo. Sono quelle due partite lì».

Lo riporta vocegiallorossa

Conferenza stampa Di Francesco alla vigilia di Lecce Atalanta: «Gallo è il giocatore più a rischio. Camarda? Tutti dovrebbero farsi delle domande e non solo puntare il dito»

Conferenza stampa Di Francesco alla vigilia di Lecce Atalanta: le dichiarazioni verso il match della 31ª giornata di Serie A 2025/26

In conferenza stampa alla vigilia di Lecce Atalanta, Eusebio Di Francesco ha rilasciato queste dichiarazioni.

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COME STA LA SQUADRA – «Abbiamo situazioni da valutare, tra i vari Gallo e Veiga. Ma non deve essere un alibi, la squadra ha metabolizzato un certo tipo di lavoro e deve continuare su questa squadra. Nonostante le due sconfitte con Napoli e Roma ci sono state ottime prestazioni, siamo stati sfortunati in zona gol. Mi auguro di cambiare il trend attraverso le prestazioni. Non esistono le finali, la finale è una. Per me ogni allenamento è una finale, ogni partita è una finale. Dobbiamo andare in campo e fare del nostro meglio, per rispetto del nostro lavoro, della tifoseria e della maglia che indossiamo».

ATALANTA «Bisogna competere con una squadra che ha fisicità e porta la partita sui duelli. Più duelli riusciremo a vincere più possibilità ci saranno di ottenere un risultato positivo. L’Atalanta ha avuto alti e bassi ma ha fatto strada in Champions, ha investito tanto, comprando anche il nostro attaccante. Giocano con un 3-4-2-1, con accorgimenti diversi rispetto al passato. L’idea di calcio che propongono è simile a quella che proponevano in passato, è sempre una squadra molto forte, che ha grandissime potenzialità».

CRISI DEL CALCIO ITALIANO «E’ un discorso molto ampio, ho sentito parlare tanti, sentendo cose anche che non condivido. Ora però ho altri pensieri rispetto alla nazionale. Sul calcio italiano, dobbiamo spingere sull’avere maggiore coraggio. Ai miei calciatori dico di non buttare la palla. Dobbiamo essere bravi a impattare in certe partite, credo che in Europa le squadre non manchino in fisicità, anche i giocatori abili nell’uno contro uno hanno forza nelle gambe. Condivido il concetto di mettere giocatori che desiderano l’uno contro uno, ma il coraggio deve partire dal sistema, altrimenti alle prime difficoltà tarpiamo le ali ai giocatori che provano l’uno contro uno. Come facciamo a osare se siamo i primi che denunciano chi cerca il duello uno contro uno? Sento dire tante cose, molte non le condivido, il calcio italiano ha dimostrato di avere qualità. Ci vuole anche un po’ di fame in più da parte dei giovani che vogliono arrivare».

CAMARDA «Adesso si mette la sciarpa e tifa la squadra allo stadio, è venuto qui per stare al nostro fianco, ci è venuto a trovare all’allenamento. Siamo contenti di averlo con noi, poi vedremo. Non ho sentito la frase di Ambrosini su Camarda. Se il Lecce fa certe scelte c’è un motivo, tutti dovrebbero farsi delle domande e non solo puntare il dito. Io cerco di spronare i ragazzi sul miglioramento. Ma ricordiamoci che l’apprendimento migliore è alla fonte, quando si hanno 12/13 anni, si migliora la tecnica e la coordinazione».

INFORTUNATI «Oggi Gallo è quello più a rischio. Coulibaly sta recuperando e può rientrare fra i convocati. Veiga ha svolto tutto l’allenamento con la squadra. Sottil sarà assente».

Lo riporta pianetalecce.

Claudio Gentile fa una rivelazione shock: «Quando allenavo l’Under 21, vennero da me con una borsa piena di denaro. È tuo mi dissero, se convochi chi diciamo noi»

Claudio Gentile ha fatto questa rivelazione shock riguardante i tempi in cui allenava l’Italia Under 21. Cosa ha detto sul calcio italiano

Il momento di profonda crisi del calcio italiano ha suscitato la reazione indignata di una vera e propria leggenda azzurra. Claudio Gentile, indimenticato ex difensore della Juventus e campione del Mondo nel 1982 in Spagna, ha rilasciato una durissima intervista ai microfoni de La Repubblica, esprimendo tutta la sua rabbia e amarezza per il declino del movimento calcistico nazionale. Il suo sfogo parte da un dolore profondo per i recenti fallimenti: Mi fa male: è come se le continue sconfitte della Nazionale avessero cancellato anche un po’ di quello che conquistammo noi. Una macchia per tutti”.

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La critica ai giovani e l’appello per la ricostruzione

Analizzando le radici di questo crollo, l’ex difensore punta il dito contro un atteggiamento mentale ormai troppo diffuso tra le nuove generazioni e contro i vertici federali, rei di non aver tutelato il sistema: “Siamo genitori e nonni di ragazzi troppo fragili, noi non avevamo niente, loro hanno tutto, vogliono diventare Sinner, ma senza faticare troppo. Io all’oratorio menavo e non ci stavo a perdere, mai. Se ne esce cambiando un sistema dalla A alla Z, non solo qualche nome. La Federcalcio è totalmente da ricostruire, bisogna ridare libertà agli allenatori”.

Lo scandalo dei procuratori: la rivelazione sull’Under 21

Il passaggio più clamoroso e inquietante dell’intervista riguarda però l’ingerenza degli agenti e un presunto e scioccante tentativo di corruzione vissuto in prima persona durante la sua esperienza in panchina. Le sue parole sono un atto d’accusa pesantissimo: Le squadre le fanno i procuratori, anche la Nazionale, soprattutto la Nazionale. Quando allenavo la Under 21, vennero da me con una borsa piena di denaro: è tuo, mi dissero, se convochi chi diciamo noi. Risposi di andarsene subito, altrimenti avrei chiamato i carabinieri. Finì che mi fecero fuori. Se non sei un burattino non fai parte del gioco, però questa storia deve cambiare. Mi chiedo quando si avrà il coraggio di scegliere un ex giocatore, qualcuno che sappia davvero di cosa stiamo parlando. Uno di noi dell’82? Non siamo corruttibili, non succederà”.

La Serie A e la necessità di imporre gli italiani in campo

Infine, per risollevare concretamente il settore, l’ex ct suggerisce una soluzione drastica a livello normativo, basata anche sulle sue recenti esperienze da spettatore: Per strada mi ferma tanta gente e mi chiede cosa sta succedendo. “Voi eravate uomini”, mi dicono. Io vado spesso allo stadio a vedere il Como, mi diverto, però in quella squadra non c’è l’ombra di un italiano. E allora mi dico che così non va. Devono scrivere una norma che renda obbligatoria la presenza di almeno quattro giocatori italiani nella formazione iniziale di ogni club di serie A, ma io farei anche cinque”.

Gavin Grant, dal successo nel calcio all’ergastolo per omicidio. La spaventosa storia dell’ex attaccante – VIDEO di Chiara Aleati

Gavin Grant, la storia dell’ex attaccante: dal successo nel calcio all’ergastolo per omicidio. Cosa successe – VIDEO di Chiara Aleati

Nel mondo dello sport, il boato dei tifosi rappresenta la massima aspirazione per ogni calciatore. Tuttavia, nella scioccante vicenda dell’ex attaccante britannico Gavin Grant, le esultanze sul rettangolo verde si sono tragicamente intrecciate con i colpi di pistola della malavita londinese. Questa è la cruda e inquietante narrazione di una vera e propria “doppia vita”, drammaticamente divisa tra le luci del calcio professionistico e l’appartenenza a spietate gang criminali.

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Da promessa del calcio ai legami con la malavita

All’inizio degli anni Duemila, Grant si stava rapidamente affermando come un esterno offensivo veloce e tecnicamente dotato. La sua ascesa sportiva lo portò a firmare contratti di rilievo e a vestire maglie importanti come quelle del Millwall e del Bradford City. Mentre i tifosi cantavano il suo nome e la televisione lo celebrava, il giocatore nascondeva però un segreto agghiacciante: non aveva mai reciso i legami con la pericolosa realtà di Stonebridge Park, operando attivamente come membro di spicco di una feroce banda di strada.

L’esecuzione di Leon Labastide e gli anni sul campo

Il punto di non ritorno si materializza nel maggio 2004. Il ventunenne Leon Labastide viene brutalmente freddato fuori dalla propria abitazione con una pioggia di proiettili. Un’esecuzione calcolata, maturata nell’ambito del controllo territoriale e delle vendette per lo spaccio di droga. Per ben sei lunghi anni, protetto da un solido muro di omertà, il delitto rimane irrisolto. Nel frattempo, in modo del tutto surreale, Grant continua a scendere in campo, a segnare e a festeggiare con ignari allenatori e compagni di squadra, nascondendo la sua natura di brutale sicario.

L’arresto di Scotland Yard e la sentenza

La svolta arriva grazie alla tenacia degli investigatori di Scotland Yard. Attraverso l’Operazione Trident, la task force dedicata ai crimini armati, le forze dell’ordine riescono a far crollare il muro di silenzio, trovando testimoni chiave e ricostruendo i fatti. Nel 2010, il castello di bugie crolla: l’attaccante viene arrestato e condannato all’ergastolo, con una pena minima di 25 anni di detenzione.

Al momento della lettura della sentenza, il giudice ha descritto con fermezza l’ex calciatore come un individuo che si era illuso di essere “al di sopra della legge”. Oggi, il nome di Gavin Grant è stato cancellato dalla storia del calcio europeo, finendo per sempre nei registri carcerari di massima sicurezza.

Calciomercato Atalanta: offerta in arrivo per Ederson da parte dell’Atletico Madrid! Le cifre e i dettagli della possibile cessione del brasiliano

Calciomercato Atalanta: l’Atletico Madrid prepara l’offerta per Ederson, ecco le cifre e i dettagli della possibile partenza del brasiliano

Dopo un quadriennio vissuto da assoluto protagonista, l’avventura di Ederson con la maglia dell’Atalanta sembra giunta ai titoli di coda. Alla fine di questa stagione agonistica, infatti, il club orobico e il mediano potrebbero dirsi addio. Le indiscrezioni più recenti confermano che la compagine madrilena ha messo nel mirino il giocatore, lanciando una vera e propria offensiva di mercato negli ultimi giorni con l’obiettivo di chiudere l’affare in tempi brevissimi.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Le cifre dell’operazione: accordo col giocatore, distanza tra i club

Secondo Gianluca Di Marzio, la dirigenza iberica ha già compiuto il primo passo fondamentale, raggiungendo una bozza d’intesa con l’ex talento della Salernitana. Le basi dell’accordo prevedono un vincolo contrattuale di quattro anni, con un ingaggio fissato a 5 milioni di euro netti a stagione. A rendere l’offerta ancora più allettante c’è un ulteriore premio alla firma del valore di 2 milioni di euro.

Forte del sì del ragazzo, la squadra spagnola deve ora trovare un punto d’incontro con i vertici della Dea. L’Atalanta, consapevole del valore del proprio tesserato, ha fissato un prezzo molto alto, chiedendo 50 milioni di euro per cedere a titolo definitivo il cartellino. Dal canto suo, la controparte è pronta a formalizzare una proposta ufficiale da 35 milioni di euro come parte fissa, affiancata da 3 milioni di bonus addizionali.

Un elemento insostituibile sotto la guida di Juric e Palladino

L’investimento massiccio pianificato dai madrileni è la naturale conseguenza dell’evoluzione tattica del ragazzo. Anche durante l’annata in corso, il centrocampista si è confermato un motore inesauribile per la rosa, confermandosi una pedina inamovibile tanto per le idee di Juric quanto per il successivo approccio di Palladino.

Analizzando il suo percorso recente, al di là del bottino personale di due reti e un passaggio vincente distribuiti tra la Serie A e il palcoscenico della Champions League, emerge il peso specifico del giocatore. L’atleta verdeoro ha trascinato i compagni con grande leadership in ogni competizione, risultando quasi sempre presente nell’undici di partenza. Questa straordinaria continuità ha convinto i Colchoneros a preparare un assegno pesante: resta solo da attendere per vedere se la trattativa andrà in porto e a quali precise condizioni economiche.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Trippier lascia il Newcastle, è ufficiale: dopo quattro anni e mezzo si separano le strade a fine stagione, partirà a zero! L’annuncio

Trippier lascia il Newcastle, ufficiale la separazione a scadenza di contratto con il difensore inglese dopo quattro anni e mezzo

Dopo quattro anni e mezzo ricchi di emozioni, battaglie sul campo e trionfi indimenticabili, le strade del terzino inglese e della società bianconera sono pronte a dividersi in via definitiva. Una nota ufficiale ha infatti sancito l’epilogo di questa fortunata avventura: Kieran Trippier lascerà il Newcastle quest’estate alla scadenza del suo contratto. Un addio a parametro zero che segna la fine di un vero e proprio ciclo per la squadra del Tyneside, chiamata a salutare uno dei principali artefici della sua recente rinascita calcistica.

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L’approdo nel 2022: da una salvezza disperata al ritorno in Europa

Per comprendere appieno l’enorme impatto del laterale destro britannico, è necessario riavvolgere il nastro della memoria. Kieran è arrivato nel gennaio 2022 con il club in zona retrocessione, in un momento storico estremamente delicato e complicato. Primo, grande e simbolico acquisto dell’era targata PIF, la sua scelta di abbandonare i campioni di Spagna dell’Atletico Madrid per sposare la causa di una squadra che lottava per non scivolare in Championship ha dimostrato uno spiccato senso della sfida. Fin dal primo minuto in cui ha calcato il prato del St James’ Park, il giocatore ha saputo infondere mentalità vincente, esperienza internazionale e una leadership carismatica fondamentale per compattare l’intero spogliatoio.

La leadership e il traguardo storico: un trofeo atteso 70 anni

Le sue innegabili e straordinarie qualità tecniche — tra cui un destro chirurgico su palla inattiva, cross perfetti per gli attaccanti e grande intelligenza tattica — hanno letteralmente trasformato il volto della squadra. Il difensore non si è limitato a blindare la fascia destra, ma ha giocato un ruolo cruciale nel portare alla conquista del primo trofeo nazionale per la squadra dopo 70 anni. Un’impresa epica e attesa per decenni da intere generazioni di tifosi, che ha riempito d’orgoglio un’intera città, restituendo il Newcastle United all’élite del calcio inglese.

Il futuro: un’occasione d’oro per il mercato estivo

Con la sua imminente partenza in scadenza di contratto, il classe 1990 diventa inevitabilmente una delle occasioni di calciomercato più ghiotte a livello internazionale. Nonostante l’età, la sua straordinaria tenuta atletica lo rende un profilo ricercato per chiunque necessiti di garanzie immediate nel reparto arretrato. Il suo addio lascia un vuoto pesante nella retroguardia dei Magpies, ma il suo nome resterà scolpito a caratteri cubitali nella leggenda del club.

Nasri nei guai: l’ex Arsenal e City indagato per colpa di…food delivery! La ricostruzione della clamorosa vicenda

Nasri è finito al centro di un’indagine per colpa di…food delivery! La ricostruzione della vicenda riguardante l’ex Arsenal e Manchester City

La giustizia francese non fa sconti, e Samir Nasri sta per scoprirlo a proprie spese. L’ex fantasista della Nazionale transalpina, oggi 38enne e apprezzato opinionista per l’emittente Canal+, è finito al centro di una spinosa indagine fiscale che rischia di svuotargli il conto in banca.

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La finta residenza a Dubai

Il nodo della questione riguarda la sua reale residenza. Ufficialmente, l’ex talento di Arsenal e Manchester City risulta essere un “expat” residente a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Tuttavia, secondo quanto rivelato dal quotidiano economico Les Échos, l’amministrazione fiscale d’Oltralpe sospetta fortemente che la sua dimora abituale sia, in realtà, a Parigi. Sulla base di questa convinzione, il fisco sarebbe pronto a presentargli un conto salatissimo, reclamando ben 5 milioni di euro di tasse evase.

Tradito da Deliveroo

A incastrare Nasri in questo braccio di ferro con le autorità non sarebbero stati complessi movimenti bancari, ma le sue abitudini culinarie. Gli ispettori, analizzando il suo tenore di vita, hanno notato un’attività decisamente insolita per un residente all’estero: in un solo anno, l’ex calciatore ha effettuato la bellezza di 212 ordini tramite l’app di food delivery Deliveroo, tutti con consegna nella capitale francese. Un numero di cene a domicilio che fa inevitabilmente crollare la tesi della sua lontananza da Parigi.

Dal canto suo, l’ex trequartista respinge fermamente ogni accusa ed è pronto a dare battaglia legale per dimostrare la regolarità della sua posizione. Una cosa però è certa: la passione per il cibo d’asporto non gli è mai costata così cara.

Cessione Torino: contatti tra Cairo e Fassone, spunta l’ipotesi USA. Cosa sta succedendo in casa granata

Cessione Torino: contatti tra Cairo e Fassone, c’è anche l’ipotesi USA. Qual è la situazione in casa granata

Il futuro societario del Torino continua a far discutere i vertici della finanza sportiva. Il tanto chiacchierato dossier Torino è finito sulla scrivania di Marco Fassone. Il club granata, di proprietà di Urbano Cairo, è ormai da mesi al centro di insistenti voci su una possibile vendita. Sebbene l’attuale patron abbia più volte precisato di non aver ancora ricevuto offerte serie, ha comunque confermato la propria disponibilità a valutare un reale interesse.

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I contatti tra Cairo e Fassone: asse con i fondi internazionali

Come riportato da Tuttosport, i primi contatti in un clima super riservato tra Cairo e Fassone risalgono all’autunno 2024, proseguendo poi a inizio 2025. Dal 2018, l’ex dirigente di Juve, Napoli, Inter e Milan lavora come consulente strategico per grandi investitori e fondi internazionali attratti dal calcio europeo. Nel corso degli anni, Fassone ha consolidato i rapporti con esponenti arabi (dal Qatar all’Arabia Saudita), ma soprattutto con gli Stati Uniti, diventando già nel 2021 consulente per colossi finanziari come Bain Capital. L’intenzione era quella di proporre il club sui mercati orientali e nordamericani.

Il blocco geopolitico e il fascino del progetto stadio

Tuttavia, le complesse dinamiche geopolitiche e la guerra in Medio Oriente hanno di fatto congelato l’interesse del mercato arabo, spingendo le attenzioni verso ovest. Il Torino rimane sempre una possibilità di affare molto allettante: il blasone storico e le importanti possibilità di crescita sul lato infrastrutturale (legate alla questione dello stadio Olimpico Grande Torino) ingolosiscono non poco i gruppi di investitori o fondi di investimento nordamericani.

Spunta Arlington e la regia di Bank of America

Il rinnovato attivismo di Fassone, rilanciato anche dal quotidiano La Stampa, ha fatto emergere il nome di un primo soggetto interessato: Arlington Family Offices, società di consulenza dell’Alabama che in passato aveva già sondato il terreno per la Sampdoria. A rendere il quadro ancor più concreto sono le mosse di Bank of America, che sta facendo circolare negli ambienti finanziari il dossier granata, promuovendo una strategica doppia operazione club più stadio. Cairo attende la mossa giusta: l’arrivo delle prime manifestazioni d’interesse ufficiali per rilevare la società sembra ormai solo questione di tempo.

Gimenez è tornato: «Rivedrete il vero Santi, ho ancora nei miei pensieri di diventare il goleador del Milan!»

Gimenez, attaccante del Milan, ha rilasciato questa intervista a DAZN nella quale ha parlato del suo infortunio ma non solo

Intervistato da DAZNSantiago Gimenez ha rilasciato queste dichiarazioni. Cosa ha detto l’attaccante del Milan.

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MOMENTO PERSONALE – «Mi sento molto bene, in questo momento la cosa più importante è la mia caviglia e essendo a posto con la caviglia so cosa posso dare. Ho molta fiducia in me stesso e in ciò che posso contribuire alla squadra. Queste ultime otto gare sono finali. Mi sento importante nel gruppo, non solo calcisticamente ma anche all’interno del gruppo. Sono una persona molto positiva e cerco di aiutare i miei compagni».

OPERAZIONE ALLA CAVIGLIA – «É stata una decisione molto difficile perché avevo molto entusiasmo per la stagione e per la grande squadra che avevamo costruito. Eravamo primi o secondi in classifica e volevo continuare a giocare. La verità però è che il dolore era tanto. Ho preso la decisione di operarmi insieme alla mia famiglia per stare bene e per dare quello che posso dare. Non ero al 100% e non mi piaceva. La mia famiglia é sempre stata lì per me. É stato un momento difficile perché fermarsi é sempre qualcosa di difficile, ma sono sicuro che per mano di Dio questo mi ha reso più forte».

VERO GIMENEZ – «Se rivedremo il vero Gimenez? Sì. La realtà è che al Feyenoord stavo andando molto bene e il Milan mi ha notato. Nel momento in cui il Milan mi ha notato avevo solo un’idea in testa: diventare il goleador del Milan. È ancora nella mia mente e nei miei pensieri. So che l’unica cosa che deve fare un attaccante è fare gol e la gente sarà felice. Quello che posso dire è che lascerò il cuore in campo e i gol arriveranno».

TIFO ROSSONERO – «La gente lo sa, anche la mia famiglia. Ho molte foto con la maglia del Milan quando ero bambino perché era la squadra che tifavo. Mi emozionava vedere Kakà, Pirlo, Seedorf, Gattuso… una grande squadra ed io adoravo guardarli. Oggi poter indossare questa maglia è come un sogno che si avvera. Metterò sempre il Milan davanti tutto e penso di sapere cosa posso dare, mi fido molto di me stesso come giocatore e sento di non averlo ancora dimostrato. Ringrazio ancora Dio per avere questa nuova opportunità».

GIOCATORI DEL PASSATO – «Ogni giocatore è diverso, ma Kakà mi piaceva molto. Era il mio giocatore preferito in quel periodo anche perché condividiamo la stessa fede ed è un giocatore con molta passione e con molta grinta ed eleganza ovviamente. Non mi paragono con nessun calciatore del passato, io sono Santiago Gimenez e cercherò di raccontare la mia storia».

RAPPORTO CON ALLEGRI – «Mi ha fatto guardare il calcio in modo molto più semplice. A volte la cosa più difficile è capire il calcio semplice. Allegri è questo, lui interpreta il calcio in modo facile ed è per questo che sta facendo molto bene. Penso mi abbia insegnato molto, soprattutto tatticamente e lo apprezzo molto. So che, anche se all’inizio della stagione non ho segnato gol, so quanto abbia aiutato il mister e so anche quanto lui abbia aiutato me. È un allenatore che ricorderò per il resto della mia vita».

MONDIALE – «ll primo obiettivo è stare bene con la caviglia. Se starò bene posso dare ciò che voglio, gli obiettivi che provo a raggiungere possono essere raggiunti ma metto sempre la squadra al primo posto prima di me stesso. Voglio pensare una partita alla volta, abbiamo otto finali e voglio finire bene la stagione con il Milan e poi penserò al Mondiale. Ora sono qui e voglio dare tutto in queste otto partite»

Lucescu, altro infarto in ospedale: condizioni gravi ma stabili. Come sta l’allenatore e cos’è successo nelle ultime ore

Lucescu è stato colpito da un altro infarto in ospedale: condizioni gravi ma stabili. La ricostruzione di quanto successo nelle ultime ore

C’è ancora paura per Mircea Lucescu, storico e stimatissimo tecnico rumeno, che è stato improvvisamente colpito da un nuovo e gravissimo problema di salute. Proprio nel momento in cui la situazione clinica generale sembrava essere rientrata sotto controllo, l’ex allenatore ha accusato un grave e inaspettato malore che ha tenuto con il fiato sospeso l’intero mondo del calcio internazionale.

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Il dramma a un passo dalle dimissioni

Le dinamiche dei fatti riportate dalla stampa destano forte preoccupazione. Il tecnico si trovava già in osservazione e cura presso un ospedale di Bucarest da alcuni giorni. Il suo ricovero iniziale era stato reso necessario a causa di una sincope cardiaca che aveva allarmato l’ambiente sportivo e i familiari. Le terapie somministrate sembravano aver dato i frutti sperati, tanto che il paziente stava per essere dimesso dalla struttura. Tuttavia, in modo del tutto imprevisto, poco prima di poter fare rientro a casa, Lucescu ha avuto un altro infarto che ha costretto l’équipe medica a un tempestivo intervento di emergenza.

La rianimazione e il bollettino medico

Secondo quanto riportato dalla testata rumena Gazeta Sporturilor, i momenti vissuti in corsia sono stati estremamente concitati. Per riuscire a salvargli la vita e stabilizzare i delicati parametri vitali dell’allenatore, sono stati necessari tre interventi di rianimazione. Una procedura complessa che testimonia la criticità della situazione.

Il quadro clinico, seppur delicato, resta costantemente monitorato dai professionisti della struttura sanitaria. Il quotidiano, citando dirette fonti mediche, ha diffuso un aggiornamento cruciale, confermando che il paziente “è attualmente sottoposto a trattamento cardiologico specialistico, stabile, cosciente e collaborativo con il personale medico”. Attualmente, dunque, si trova in condizioni gravi, ma stabili.

Il legame con l’Italia e i tempi di recupero

Alla luce di questo secondo e pericoloso episodio cardiaco, le dimissioni sono state immediatamente revocate e la prognosi rimane riservata. Secondo le stesse fonti ospedaliere, l’ex tecnico rimarrà ricoverato in ospedale per almeno un’altra settimana, al fine di scongiurare ulteriori e fatali complicazioni.

La notizia ha scosso profondamente anche l’Italia, dove è ricordato con enorme affetto per essere stato l’ex allenatore di Inter e Brescia (fra le altre). I tifosi italiani e di tutta Europa si stringono attorno alla sua famiglia, sperando che questo ennesimo e durissimo ostacolo possa essere superato al più presto.

Palladino si racconta: «Ecco com’è andata davvero nel mio addio alla Fiorentina. Ho rifiutato offerte per l’Atalanta, c’è stata una chiacchierata con la Juve ma…»

Palladino, allenatore dell’Atalanta, ha rilasciato una lunga intervista nella quale ha ripercorso la sua carriera. Le dichiarazioni

Al Corriere della Sera, Raffaele Palladino ha rilasciato una lunga intervista.

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ITALIA FUORI DAL MONDIALE«I temi da affrontare sono molteplici. Per costruire una casa le fondamenta devono essere forti. Dodici anni senza Mondiale sono la prova che tante cose non hanno funzionato, c’è stata consapevolezza? Ogni volta se ne è parlato per una settimana, due e poi basta, il cambiamento radicale è necessario. Vengo dalla generazione di Del Piero, Totti, Cassano, Di Natale, giocatori che hanno portato l’Italia su un livello altissimo. Oggi non si investe nei settori giovanili, non si punta sugli istruttori, che dovrebbero essere competenti e ben pagati. Se non sono remunerati e stimolati pensano alla propria carriera e non ai ragazzi. L’utilizzo di tanti stranieri toglie spazio e valore ai nostri giovani».

PALESTRA – «È cresciuto molto, il prossimo anno lo vorrei con me».

OBIETTIVO – «I punti a disposizione ci sono, dico ai ragazzi che abbiamo perso i due mesi iniziali dobbiamo recuperare gli ultimi due. Bisogna crederci senza porci limiti. Vogliamo l’Europa, non so ancora quale sarà, ma bisogna puntare al massimo, con ambizione appunto».

FIORENTINA – «Sono stato benissimo a Firenze abbiamo fatto qualcosa di enorme. Un bagaglio anche di vita che mi porterò dietro per sempre. Sessantacinque punti, non so quando riusciranno a rifarli. Auguro loro di salvarsi e di centrare ancora quest’obiettivo. Sono andato via, vero, con una telefonata. Con i dirigenti avevamo visioni completamente differenti. Io li scelgo i manager, il binomio si deve incastrare, è fondamentale per ottenere risultati. Ho fatto una cosa forte, ma io non alleno per soldi ma per ambizione, lì non c’erano più i presupposti. Pensavano che avessi già una squadra, i fatti hanno detto il contrario».

COMMISSO – «Un papà, persona di una umanità incredibile, sincero e leale, molto legato alla famiglia. All’epoca mia madre non stava bene e mi è stato vicino».

BERLUSCONI «Un geniale visionario. Sempre avanti, potrei raccontare tanti aneddoti su di lui, ogni giovedì con Galliani andavamo a cena ad Arcore, io ascoltavo e imparavo. Anche scegliermi al Monza fu una genialata visti poi i risultati che abbiamo raggiunto».

I PERCASSI«Nella mia vita da calciatore e allenatore non ho mai conosciuto una famiglia come la loro. L’Atalanta è come un figlio, ci tengono in maniera passionale, amorevole. I Percassi sono i primi ad arrivare e gli ultimi ad andar via da Zingonia».

POTEVA ALLENARE LA JUVE? – «Quando è cominciato il campionato ho rifiutato offerte anche estere perché pensavo all’Atalanta. Ci tenevo, l’ho aspettata e per mia fortuna è arrivata. Con la Juve abbiamo fatto una chiacchierata poi loro hanno scelto un grande allenatore come Spalletti».

TIFOSO «Se tifo Juve? No. Nella mia stanza c’erano i poster dei miei idoli: Baggio, Del Piero e Zidane. Ho una simpatia per la squadra della mia città, il Napoli. Ma sono primo tifoso dell’Atalanta».

SE NON AVESSE FATTO IL CALCIATORE«Mai avuto un piano B. Volevo fare calcio e ho cominciato a 11 anni, i miei genitori mi chiesero però di continuare la scuola. E mi sono diplomato geometra. Sono entrato nel settore giovanile della Juventus e da lì ho avuto le mie opportunità. A 30 anni ero al Parma e già studiavo da allenatore, era tutto scritto».

REGOLE «La disciplina sugli orari: arrivo, colazione e pranzo. È uno stile di vita. Il rispetto dei ruoli e il dialogo: non credo alla dittatura ma alla gestione del gruppo. Sento ogni tanto miei ex calciatori. Mi ringraziano per quello che ho lasciato, anche come uomo. Questo mi gratifica».

RACCOGLIERE L’EREDITA’ DI GASPERINI – «È stato naturale. Come se fossi arrivato in un ambiente ideale per me, preparato per me. Il mister qui ha fatto un grandissimo lavoro, resterà nella storia».

EXTRA CAMPO «Zingonia fino alle 20, poi ogni tanto mi concedo una cena con gli amici. L’equilibrio prima di tutto. In futuro a Ballando con le Stelle? Macché, da ragazzo ho frequentato la scuola da ballo, seguendo i miei genitori che amavano il liscio. Ma non ero capace».

Bastoni ‘protetto’ da San Siro: il gesto programmato dai tifosi dell’Inter per il match contro la Roma. Ecco cosa succederà

Bastoni, i tifosi dell’Inter a San Siro sono pronti a compiere questo gesto per il difensore contro la Roma dopo l’espulsione con la Nazionale

L’Inter di Cristian Chivu si prepara ad affrontare un crocevia assolutamente fondamentale per l’esito della stagione. Domani sera, nella sempre affascinante cornice di San Siro, andrà in scena il delicato scontro contro la Roma, partita valida per il 31° turno del campionato di Serie A. Con i padroni di casa che mantengono saldamente il controllo della classifica a quota 69 punti, l’attenzione mediatica e l’affetto incondizionato della piazza sono tutti concentrati su Alessandro Bastoni. Il difensore centrale è reduce dal pesante trauma sportivo vissuto a Zenica con la Nazionale ed è finito nel mirino della critica per un’espulsione che, come lucidamente analizzato dal Corriere dello Sport, è scaturita da un’evidente serie di errori altrui.

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L’abbraccio dei tifosi a San Siro per cancellare Zenica

Il pubblico interista è pronto a fare scudo attorno al proprio beniamino, rispondendo con un calore travolgente ai detrattori del difensore azzurro. Già in precedenza la curva aveva esposto l’emblematico striscione “Bastoni orgoglio nostro” in occasione del match contro l’Atalanta, ma per la sfida di domani i tifosi preparano un tributo ancora più vigoroso per sostenere il classe ’99.

Il quotidiano sportivo romano ha ampiamente chiarito le dinamiche del controverso cartellino rosso. Il fallo su Memic è stato l’estremo tentativo di rimediare a un rinvio sballato di Donnarumma e a una grave falla posizionale di Mancini. A testimoniare l’abnegazione del ragazzo, sceso in campo nonostante condizioni fisiche precarie dopo tre settimane di stop, c’è una sintesi perfetta: «”Che sia la Nazionale o l’Inter, per lui la causa viene prima di tutto”». Un sacrificio che ha purtroppo pagato a caro prezzo in termini di immagine pubblica.

Le dinamiche di calciomercato: il Barcellona e il muro Oaktree

Parallelamente al campo, a tenere banco è inevitabilmente il calciomercato. Il dialogo tra l’entourage del giocatore e il Barcellona resta aperto, ma la dirigenza meneghina e la proprietà Oaktree non hanno alcuna intenzione di svendere il proprio gioiello. La valutazione minima è di 70 milioni di euro. Al momento, in viale della Liberazione non sono pervenute offerte ufficiali. L’intenzione della società è chiara: la questione verrà affrontata solo se il ragazzo manifesterà esplicitamente la volontà di partire. Oggi, l’unico e grande traguardo di Bastoni è cucirsi sul petto lo scudetto, per lasciarsi alle spalle le amarezze azzurre e proiettarsi verso un futuro che parla ancora a forti tinte nerazzurre.

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