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Qatargate, convalidato l’arresto di Antonio Panzeri e Eva Kaili

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Si allarga l’inchiesta sulla presunta corruzione di alcuni membri del Parlamento Europeo da parte del Qatar: un caso ribattezzato Qatargate

La procura federale del Belgio ha confermato la convalida dell’arresto di sei delle quattro persone che venerdì sono state fermate a Bruxelles nell’inchiesta poi ribattezzata Qatargate. Tra i fermi ci sono quelli della vice presidente del Parlamento europeo Eva Kaili e dell’ex eurodeputato Antonio Panzeri. Gli altri due arrestati (tutti già rilasciati su cauzione) sono Francesco Giorgi, compagno di Kaili, assistente parlamentare e fondatore della ong Fight Impunity; e Niccolò Figà-Talamanca, a capo della ong No Peace Without Justice.

Le accuse formali sono di associazione a delinquere, corruzione e riciclaggio di denaro. Il tutto finanziato dallo stato del Golfo, che respinge le accuse. In cambio di somme di denaro e doni, prosegue l’accusa, gli indagati avrebbero dovuto prendere decisioni favorevoli al Qatar da parte del Parlamento europeo.

La stessa Eva Kaili aveva più volte affermato che il Qatar : «É in prima linea per i diritti dei lavoratori», negando di fatte le morti di oltre 6000 mila operai per la costruzione degli stadi. Come riportato dall’Echo, giornale della capitale belga, a casa della Kaili sarebbero state trovate diverse sacche di banconote per centinaia di migliaia di euro.

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