Come cambia la Roma con Justin Kluivert – VIDEO

Weekend decisivo per la definizione della trattativa che porterà Justin Kluivert dall’Ajax alla Roma: cosa cambia per Eusebio Di Francesco?

Ore roventi in casa Roma: il direttore sportivo Monchi ha già definito gli acquisti di Coric, Marcano e Cristante, in attesa di concretizzare l’approdo di Justin Kluivert dall’Ajax. L’operazione andrà complessivamente a sfiorare i venticinque milioni di euro: venti vanno al club olandese, tra i sedici della base fissa ed i quattro variabili legati ai bonus, un ulteriore 20% potrebbe essere riconosciuto come commissione al suo agente Mino Raiola. Una cifra che ad ogni modo giustifica in pieno l’investimento che la Roma ha deciso di effettuare sul prospetto di Justin Kluivert: classe 1999, soltanto un affondo del genere avrebbe potuto sbaragliare la concorrenza internazionale che si è addensata intorno al suo nome. Nonché per convincere il suo attuale club, l’Ajax, sull’opportunità di privarsene: gli olandesi avrebbero preferito trattenerlo per un’ulteriore stagione, ma l’insistente corte della Roma sembra aver sortito i suoi effetti.

Roma, i problemi offensivi dello scorso campionato

La Roma ha chiuso nettamente al terzo posto della classifica di Serie A, lontana anni luce dalle prime due e con un margine di sicurezza su quarta e quinta forza del campionato. A questo dato non ha fatto seguito però quello dell’attacco: il pacchetto offensivo della Roma ha prodotto appena 61 reti, quinto attacco del torneo dopo Lazio (89), Juventus (86), Napoli (77) ed Inter (66). Distanze siderali dalle prime tre forze della speciale graduatoria. Circostanza che nella sostanza ha imposto le esigenze dell’attuale campagna acquisti: rintracciare sul mercato attaccanti in grado di capitalizzare la produzione offensiva più di quelli attuali. In particolar modo sugli esterni: tolto Cengiz Under, che all’anno di battesimo in Serie A ha raggiunto un bottino di sette gol da ritenere assolutamente positivo (anche in relazione al talento messo in mostra), i vari El Shaarawy, Perotti, Defrel e volendo Schick (il cui ruolo non è ancora stato delineato chiaramente) hanno totalizzato quindici reti. Quindici in quattro, troppo poco per sorreggere le ambizioni di una squadra del livello della Roma.

Roma, cosa si chiede a Justin Kluivert

Justin Kluivert ha appena diciannove anni e nel corso dell’ultima Eredivisie ha acquisito la piena titolarità dalla dodicesima giornata: prima d’allora una serie di minutaggi ridotti, dopo non ha più abbandonato la maglia. Trenta presenze complessive, di cui come detto non tutte da titolare, dieci le reti messe a segno. In un campionato che notoriamente predilige le fasi offensive alla ricerca dell’equilibrio, in altre parole più consono agli attaccanti ed all’espressione del talento che al lavoro richiesto ai difendenti. Talento, quello di Justin Kluivert è fuori discussione: ha numeri che fanno già brillare gli occhi, un controllo di palla da fenomeno che abbina a rapidità d’esecuzione decisamente fuori dal comune. Buone le scelte negli ultimissimi metri, che ovviamente andranno parametrate sul tasso di difficoltà maggiore della Serie A. Lì dove gli spazi a disposizione sono inferiori, la libertà di manovra anche, e dunque si impone di sfruttare ogni minima occasione per incidere. Alla luce dei numeri precedentemente esposti, la Roma richiede ai suoi futuri esterni offensivi di essere più prolifici rispetto ai predecessori: obiettivo è quello di colmare il gap emerso rispetto alle squadre che invece hanno trovato la rete avversaria con estrema facilità. Allo stesso tempo gli si dovrà concedere l’evidenza della sua carta d’identità: classe ’99, avrà bisogno di un club che lo coccoli nel percorso di adeguamento ad una realtà – di vita e calcistica – decisamente differente rispetto alla sua attualità.

Roma, arriva anche Berardi?

Il percorso di restyling offensivo non si fermerà a Kluivert, ma arriverà in quel di Trigoria anche un secondo esterno offensivo: il nome di Berardi, vecchia conoscenza dell’allenatore Eusebio Di Francesco ai tempi del Sassuolo, quando i suoi dati realizzativi erano proprio quelli che oggi servirebbero alla Roma. Il progresso di Berardi aveva fatto pensare ad un campione in fieri: stagioni oltre le quindici marcature, figlie di talento e capacità di incidere negli ultimi metri con una serie di soluzioni alternative. Poi la flessione che be ha contraddistinto gli ultimi passaggi. Non tanto cruciale da allontanare l’interesse dei top club italiani: l’anno scorso il Napoli, ma poi non se ne fece nulla, ora è tornata forte la Roma. Su consiglio del suo allenatore: Di Francesco lo conosce alla perfezione e sa do poterlo riportare a determinati livelli. In un campionato peraltro che oramai conosce alla perfezione. Dunque un esterno che ha già esperienza in Serie A (Domenico Berardi) ed una fenomenale scommessa (Justin Kluivert) tutta da vivere. L’attacco della Roma si rifà il look, almeno sugli esterni: nel mezzo sarà confermata la coppia alternativa Dzeko/Schick, obiettivo quello di ritrovare una determinata densità offensiva (l’attacco di Spalletti fu il secondo nell’edizione della Serie A 2016-17 con ben 90 reti, alle spalle del solo Napoli di Sarri) ed avvicinarsi al tandem che ha comandato la recente classifica di Serie A.