Roma, Scardina: “A 17 anni dissi no allo United”

a
© foto www.imagephotoagency.it

Filippo Scardina, classe 1992 e professione attaccante. Ha iniziato ad undici anni facendo un provino per la Roma, venne selezionato ed iniziò un percorso tutto in giallorosso: Esordienti, Giovanissimi, Allievi, fino ad arrivare alla Primavera di Alberto De Rossi.

Un esordio con i fiocchi lo ebbe poi con la prima squadra. Era il maggio del 2009, la competizione era l’Europa League e si giocava a Sofia contro il CSKA. Bastarono solo nove minuti e Scardina, subentrato ad Okaka, andò in porta grazie ad un bell’assist di Perrotta.

Oggi è in prestito al Como, squadra che milita nella prima divisione della Lega Pro. Un’occasione importante in cui fare esperienza e pensare, un giorno, di tornare a vestire quella maglia che gli ha dato tantissime emozioni.

Vocegiallorossa.it lo ha raggiunto in esclusiva, grazie alla disponibilità  del Como calcio che ha concesso questa chiaccherata.

Una vita alla Roma e la decisione di dire sì al Como. Cosa ha influito sulla tua scelta e come stai vivendo la tua esperienza?
“Ho preso questa decisione perchè ero un giovane promettente uscito dalla Primavera della Roma ed è abitudine della Primavera far uscire subito i giovani più forti come me, Pettinari, Sini ed altri per farli giocare in serie B o C. Io ho scelto il Como perchè mi sembrava la scelta più giusta anche per giocare di più. La serie B è molto difficile e comunque anche quì non è facile. Devo essere contento anche se pensavo di giocare di più, avevo aspettative diverse. Ho giocato comunque dieci partite e non è male, c’è poi tanto tempo per migliorare”.
Sei stato accostato a diverse squadre, tra cui spicca il Manchester United. Cosa c’è di vero in questo interessamento e perchè non se ne fece nulla?
“Io avevo 17 anni e ancora non ero sotto contatto con la Roma quando ci fu questa possibilità . Era la finale con la Primavera quando giocammo al Marassi con il Genoa e un signore inglese si presentò a mia madre. Io poi feci un’intervista in cui dissi questa cosa e la Roma mi fece firmare subito un contratto da professionista e rinunciai a questa ipotesi di giocare in Inghilterra”.
Rimpianti?
“Ora come ora sì, ma allora ero piccolo”.
Segui la Roma? Cosa ne pensi di questo momento che sta vivendo?
“Sono cresciuto nella Roma e ce l’ho nel cuore, il mio sogno sarebbe tornare. Non è un momento facile per loro, ma è una grande piazza, una grande squadra, un ambiente stupendo e li seguo sempre”.
Dopo il suo arrivo hai parlato bene di Adriano, ma in questi giorni si parla di una sua partenza dopo pochi mesi. Che ne pensi?
“In ritiro mi è sembrato un bravissimo giocatore, nonostante fosse un po’ in sovrappeso, ma giocarci assieme è davvero bellissimo. Non ha trovato tanto spazio ed ora si parla di una sua partenza. Non è stato fortunato”.
Un altro giocatore cresciuto nelle giovanili giallorosse ora è alla Juve: Alberto Aquilani. Un commento?
“E’ stato criticato ma non gli si può dire nulla perchè ha fatto la scelta giusta. Penso che a Torino abbia trovato il clima ideale per lui ed è un grandissimo giocatore”.
Cosa pensi di Totti?
“E’ un fenomeno, un leader, un grandissimo campione e una grandissima persona che ho avuto modo di conoscere. Ha comunque un’età  e ha avuto tanti infortuni, quindi non è facile. E’ stato sfortunato ma fossi in lui non mi preoccuperei. Sento che a volte lo criticano, nelle grandi piazze è normale”.
Sei stato capocannoniere con la Primavera di De Rossi, cosa ti porti dentro da quell’esperienza?
“Una grande persona come Alberto De Rossi. Sono stati due anni bellissimi in cui sono cresciuto moltissimo, ho avuto la possibilità  di esordire e mi sono trovato benissimo. Se devo dire la verità  un po’ lo rimpiango. Devo tanto alla Roma, al suo staff e al Mister”.
Senti qualcuno dei tuoi ex compagni?
“Sì sento i miei compagni della Primavera e sono un po’ arrabbiati per il fatto che non gioco. Sento Malomo che pure lui è in Lega Pro, al Verona e sta giocando poco. Della prima squadra non sento nessuno, non ho mai avuto grandissima confidenza”.
Chi ti ha stupito di più in questo inizio stagione?
“Borriello e Menez, sicuramente. Borriello si sapeva che era un gran giocatore ma è stato bravo ad arrivare a Roma e a fare subito tanti gol. Menez sta esplodendo piano piano, un fenomeno secondo me”.
Quando hai segnato in Europa League, al tuo esordio in prima squadra, hai detto che il tuo sogno sarebbe segnare all’Olimpico. Ce l’hai ancora?
“Eh beh certo, quello sicuramente. Spero di tornare, lo spero davvero”.
La preparazione estiva è stata un po’ contestata. Tu che eri a Brunico, come l’hai vissuta?
“Per me non è stata molto leggera anche perchè il passaggio dalla Primavera alla prima squadra è enorme. Mi ricordo che nella prima settimana la palla non la vedevo mai, poi ho preso il loro ritmo. Forse per loro non è stata massacrante, ma per me è stato un grandissimo ritiro, una grandissima esperienza anche sotto il profilo atletico. Il preparatore è uno dei più bravi che ci sia”.
Che ne pensi della gestione atletica di Ranieri?
“Ranieri è una persona molto seria, una brava persona e si comporta bene. Fa le cose giuste, fa quello che deve fare un allenatore. Per me è ottimo, da quel che ho visto, non solo rapportato con me ma anche in relazione al resto della squadra”.
Pensi che la Roma si riprenderà ?
“La Roma si riprenderà , alla fine soffre ma ce la fa sempre. Dove può arrivare non lo so, ma non in posizioni di classifica allucinanti, poi ci sta un anno più critico. L’anno scorso ha fatto una stagione favolosa, stava pure per vincere lo scudetto e la pressione aumenta, tutti vogliono sempre di più, ma non si può avere sempre il top”.
Comunque arriverà  sopra alla Lazio vero?
“Sì si, spero proprio di sì (ride, ndr)”.

Fonte | Vocegiallorossa.it