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Stadio Olimpico Grande Torino: tra il rebus della perizia e i “problemi” dell’impianto

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Stadio Torino

Tra alcune criticità strutturali e valutazioni burocratiche, il futuro dello Stadio Olimpico Grande Torino resta un’incognita. L’indiscrezione di ToroZone

La vicenda dello Stadio Olimpico Grande Torino è giunta a un bivio decisivo, stretto tra la necessità di ammodernamento e le complesse manovre burocratiche (unite ai tanti interrogativi) per il passaggio di proprietà. Un’urgenza dettata non solo dai calendari amministrativi, ma anche dalle precarie condizioni dell’impianto sportivo di Via Filadelfia, tornate prepotentemente d’attualità dopo i recenti guasti tecnici che hanno evidenziato la fragilità di una struttura bisognosa di cure immediate. A fini di chiarezza: durante la partita Torino Lecce di domenica, la rottura di un tubo ha causato il parziale allagamento degli spogliatoi, senza dimenticare la copertura in plexiglass che con piogge intense lascia filtrare acqua in vari settori dello stadio

Secondo quanto riportato dal portale ToroZone, la valutazione del complesso commissionata dal Comune alla società Praxi si aggirerebbe (il condizionale resta un prezioso alleato in questi casi) intorno ai 20 milioni di euro. Tale cifra risulterebbe sensibilmente più alta rispetto alle stime iniziali degli osservatori, che avevano ipotizzato un valore compreso tra i 7 e i 12 milioni. Anche, sostanzialmente, sulla base di precedenti illustri come il recente acquisto di impianti come il Gewiss Stadium da parte dell’Atalanta. Il divario economico, unito ai costi per i necessari lavori di manutenzione straordinaria alla copertura e agli impianti, può rappresentare un serio ostacolo alla trattativa. Il che, ma si ragiona sempre nel campo delle ipotesi, potrebbe indirizzare le parti verso un’asta al ribasso o una complessa rinegoziazione dei termini. Va ricordato come la valutazione della società non sia comunque vincolante.

Indiscrezioni, rumors, ipotesi, che troveranno con ogni probabilità presto risposta – in un senso o nell’altro – dagli atti ufficiali e dalle voci dei diretti interessati. In merito il sindaco Stefano Lo Russo aveva recentemente (martedì 27 gennaio) espresso un convinto ottimismo sulla buona riuscita dell’operazione. «Noi perseguiamo l’obiettivo che ci siamo dati nel programma, riuscire a fare in modo che il Torino abbia una sua casa. L’abbiamo chiamata la Cittadella Granata» – le parole del primo cittadino ai microfoni di ToRadio «Il Torino ha tre siti dove in qualche modo svolge la sua attività: lo stadio, il Filadelfia e il Robaldo. Il Torino ha accelerato e a breve il Robaldo sarà definitivamente completato, sicuramente un elemento molto positivo per il settore giovanile. L’obiettivo nostro è garantire alla società e alla squadra e alla città, lo dico con franchezza, la possibilità che il Toro possa avere una casa, una sede permanente. È l’obiettivo che ci siamo dati». E la chiosa: «Sono in corso interlocuzioni. La Città sta svolgendo tutti i passaggi amministrativi che deve fare. Penso di poter essere ottimista, che rispetteremo i tempi che ci siamo dati». Appare decisamente lontana invece la possibilità che il Torino possa disputare (anche solo temporaneamente) le proprie gare casalinghe un altro impianto.

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