Valencia, Prandelli: «Ambiente stimolante, davvero eccezionale»

Valencia, Prandelli: «Ambiente stimolante, davvero eccezionale»
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Prandelli debutta sulla panchina del Valencia con una vittoria a Gijon, grazie alla doppietta di Mario Suarez. Gol del vantaggio dopo sette minuti, il pareggio degli avversari e poi la rete della vittoria

Cesare Prandelli ha iniziato la sua esperienza al Valencia con tre punti che fanno ben sperare. Il tecnico azzurro, al debutto, non sbaglia e si gode la sua nuova realtà in Lega. Città nuova, ambiente nuovo, ma stimolante e all’avanguardia. Queste le prime impressioni, come afferma al Corriere dello Sport: «E’ una città da un milione di abitanti, però per spostarsi da una parte all’altra ci metti pochi minuti. Il centro sportivo è a Paterna, quindici chilometri dal centro. E’ come se da Firenze dovessimo andare a Prato, ma senza il traffico dei viali. La struttura è fantastica. Ci sono almeno 15 campi da calcio, c’è un piccolo stadio dove gioca il Valencia B con una tribuna da 5.000 posti a sedere».

CLUB ALL’AVANGUARDIA – «Il club ha tutto: la tv, la radio, una squadra di fotografi, riprendiamo gli allenamenti dall’alto e li possiamo rivedere subito. I software per le analisi delle partite e dei giocatori sono dell’ultima generazione. E’ davvero eccezionale. E domenica sera è capitata una cosa bellissima, mai vissuta prima. Quando siamo arrivati a Paterna, all’una di notte, col pullman di rientro da Gijon, c’erano tutti i ragazzi delle giovanili ad aspettarci alle finestre delle loro camerette, applaudivano e facevano i cori ai giocatori. Il centro era tutto illuminato. Mi sono emozionato, c’è un senso di appartenenza molto forte».

DUE ANNI LONTANO DALLA PANCHINA – Emozioni forti, visto la lunga assenza dai campi di calcio: «L’impatto è stato forte, ma appena è iniziata la partita è come se non fossero passati quei due anni, come se avessi lasciato la panchina due giorni prima. Ho ritrovato tutto subito. La lingua? I giocatori mi hanno suggerito di parlare l’“itagnolo”, qualche parola di spagnolo, poi un po’ di italiano. Quando parlano piano, capisco tutto. Sto studiando».

DOPPIETTA DI UN EX FIORENTINA –  Mario Suarez, un ex viola, regala la vittoria a Prandelli che avrebbe voluto anche Gilardino: «Lo avevo visto giocare a Firenze nella stagione scorsa, ma trovarlo a Valencia è stata una fortuna. La sua disponibilità è incredibile, nei primi giorni mi ha aiutato anche con la traduzione durante gli allenamenti. Come giocatore è forte, vede gioco, capisce cosa fare e come muoversi prima di tanti altri. I suoi due gol sono stati un bell’inizio per tutti noi. «La squadra ha un’ottima base tecnica, qui sanno tutti giocare a calcio. Noi dovremo portare un’idea collettiva, nell’organizzazione e nello sviluppo del gioco. Sotto questo profilo non sono abituati a lavorare».

OBIETTIVI DEL VALENCIA – «Non lo so. Ho preso la squadra al terz’ultimo posto e abbiamo giocato solo una partita. Se quel mix tecnica-organizzazione funziona, possiamo toglierci delle soddisfazioni. Ma nelle mie prime 4 gare col Valencia tre sono in trasferta (La Coruna e Vigo, dopo Gijon) e un’altra in casa, ma col Barcellona. Ecco, era preferibile giocarne quattro fuori, però senza incontrare il Barça». E sul campionato italiano, Prandelli non ha dubbi: «La Juve ha già messo la freccia. Roma e Napoli però non molleranno: Spalletti saprà tirare fuori il meglio dalla sua squadra, che è forte in ogni reparto, mentre Sarri dovrà avere fantasia per sostituire Milik, dopo aver sostituito Higuain. La mancata panchina con la Lazio? Dico che la vita ti sorprende sempre, spesso in una maniera affascinante. Lì per lì ci resti male, pensi: “Ma come, mi ha dato la mano, abbiamo fatto perfino una riunione organizzativa, mi ha detto di non preoccuparmi e poi più niente, silenzio totale”. E quando credi che la porta sia chiusa, se ne apre un’altra che ti spalanca un mondo completamente diverso. Mi viene solo da dire che i dirigenti del calcio italiano dovrebbero farsi un esame di coscienza»