Napoleoni imperatore di Istanbul: «Fui a tanto così da Lazio e Roma»

stefano napoleoni istanbul basaksehir
© foto Milliyet

Intervista a Stefano Napoleoni, attaccante italiano dell’Istanbul Basaksehir, squadra seconda nel campionato turco: dall’amicizia con Adebayor, agli inizi tra Lazio e Roma, fino alla Nazionale? Foto e video

Quasi un paio di secoli dopo la Campagna di Russia di Napoleone Bonaparte, Stefano Napoleoni ha cominciato quella di Turchia con risultati decisamente migliori rispetto al celeberrimo quasi omonimo francese. Lui è l’attaccante del piccolo Istanbul Basaksehir, formazione turca arrivata quest’anno quasi in cima alla Super Lig (a meno quattro dal Besiktas capolista, ma con un paio di giornate ancora da disputare): uno di quelli di cui l’Italia pallonara si è forse colpevolmente un po’ troppo presto dimenticata. Nato a Roma nel 1986 e cresciuto nel club dilettantistico del Tor di Quinto, Stefano emigra nel 2006, giovanissimo, su suggerimento dell’ex attaccante juventino Zbigniew Boniek, per volare al Widzew Lodz, diventando successivamente il primo italiano nella storia a mettere a segno un gol nel campionato polacco. Come tantissimi altri giovani italiani costretti ad emigrare all’estero, Stefano Napoleoni trasforma una necessità in opportunità: nel 2009 è ai greci del Levadeiakos e nel 2013 agli ateniesi dell’Atromitos, prima di sbarcare nel gennaio dello scorso anno in Turchia. Stefano gira l’Europa, ma in Italia non torna: la sua storia è diversa da quella di tanti altri emigranti del pallone perché costruita lontano dalla notorietà delle corazzate europee o dai milioni di euro sonanti di sceicchi e benefattori cinesi. Sarà magari proprio questa la ragione per cui la conquista di Turchia da parte di un connazionale italiano potrebbe assumere tutto un altro sapore rispetto alle imprese epiche di più blasonati colleghi.

Stefano Napoleoni, il Leicester di Turchia e l’amico Adebayor

Da quelle parti, in questo periodo, il clima non è proprio rilassatissimo, eppure l’Istanbul Basaksehir, che gioca in uno stadio interamente dedicato all’ex allenatore di Fiorentina e Milan ed attuale selezionatore turco Fatih Terim, sta regalando un sogno ai tifosi della capitale. Gli stessi che ora guardano al piccolo club allenato da Abdullah Avci (ex commissario tecnico della Turchia dal 2011 al 2013, prima del ritorno in pista proprio di Terim) come ad una sorta di nuovo Leicester City. Per Napoleoni, da italiano, il paragone con la squadra che l’anno scorso, guidata dal nostro Claudio Ranieri, era riuscita nella storica impresa di conquistare la Premier League, non è per nulla campato in aria: «Un punto in comune tra noi e il Leicester riguarda sicuramente l’effetto sorpresa: credo che nessuno all’inizio del campionato pensasse che noi potessimo arrivare dove siamo ora – spiega Stefano in esclusiva a Calcionews24 . Lo stesso si poteva dire per il Leicester l’anno scorso. In tanti ci hanno definito come “la Leicester turca” e piano piano abbiamo cominciato a crederci anche noi. Credo che la forza e l’unione del gruppo abbiano fatto la differenza. Siamo una squadra unita in cui lo staff e la maggior parte dei giocatori lavorano insieme già da tanti anni». Tutto vero, ma un punto di svolta è arrivato a gennaio di quest’anno, quando al Basaksehir si è unito Emmanuel Adebayor. Proprio lui, l’ex attaccante togolese di Arsenal, Manchester City e Real Madrid, un giocatore dalla carriera matta e sui generis, ma con un cuore grande così. Adebayor ha cambiato la storia di un club che adesso bussa alle porte dell’Europa che conta davvero. «Sicuramente il suo arrivo è stato una spinta e uno stimolo in più per tutti noi. Un giocatore del suo calibro può fare la differenza ovunque e infatti lo sta facendo anche qui. Si è subito ambientato con tutto il gruppo, è un ragazzo umile e sempre sorridente – rivela Napoleoni ai nostri microfoni – . Abbiamo instaurato un ottimo rapporto, su tante cose siamo molto simili e ci siamo trovati subito bene».

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Stefano Napoleoni il giramondo: l’arte di cavarsela

Il calcio turco negli ultimi anni ha saputo regalare emozioni, la passione ottomana per il gioco del pallone è nota un po’ ovunque a dire il vero: gli stadi di Istanbul (e non solo) sono esattamente quel genere di posto in cui un avversario desidererebbe non essere quando c’è da giocarsi tutto. Ordinaria amministrazione però, in una storia di calcio che di ordinario ha ben poco, per Napoleoni, abituato a giocare in carriera gare dalle temperature, pure al di fuori del campo, decisamente molto alte… «Ne ricordo molte di partite “calde”. Per esempio in Polonia, per il derby cittadino tra il mio Widzew Lodz e il LKS: un’atmosfera pazzesca! Anche in Grecia ne ho avute tante di partite così, soprattutto quando si andava a giocare in casa del PAOK a Salonicco – ricorda Napoleoni – . E ora anche qui in Turchia, diciamo che ogni derby contro Besiktas, Fenerbahce o Galatasaray è sempre una partita infuocata: stadi pieni e atmosfera stupenda. Calcisticamente parlando, qui in Turchia è incredibile. A Istanbul vivono per il calcio. Il fatto che poi ci siano le tre squadre storiche del campionato che ogni anno lottano per il titolo, rende tutto ancora più sentito. Anche se da quest’anno, a dire il vero, ci siamo anche noi». Sì, perché l’Istanbul Basaksehir, che tallona in Besiktas in campionato, precede in classifica il Fenerbahce, che ha pure fatto fuori in Coppa di Turchia, guadagnandosi una storica finale contro il Konyaspor, ed addirittura la regina Galatasaray, reduce da una stagione disastrosa per quelle che sono in genere le aspettative da quelle parti.

Stefano Napoleoni talent scout: quello sliding doors romano…

All’Istanbul BB il talento non manca di certo. Quello già maturo di Napoleoni e di Adebayor, ma pure quello di qualche altro elemento destinato a fare breccia nella storia del calcio turco: «Ne abbiamo di giocatori bravi, ma uno in particolare è Cengiz Under. Esterno sinistro, giovanissimo, che ha già esordito nella nazionale maggiore – ci racconta Stefano – . Secondo me avrà un grande futuro. Ha talento e anche la testa sulle spalle, cosa che non si può dire di tutti quelli della sua età». Alla sua età, appunto (19 anni), Napoleoni era un talento emergente del calcio romano: poteva arrivare in Serie A, ma la chiamata giusta non è mai arrivata. Questione di fortuna o, oltre alla fortuna, ci sarebbe tanto altro di cui discutere? «Bella domanda… Purtroppo nel mio caso, contava più altro che il talento. Non sempre, ma in tanti casi è così. Da ragazzo, ancor prima di andare in Polonia, ero vicinissimo prima alla Lazio e poi alla Roma. In entrambi i casi, ma soprattutto nel primo, dovevo solo firmare il contratto. Poi però improvvisamente non so cosa sia successo, ma è saltato tutto. In questi ultimi anni ho avuto altre possibilità, ma mai qualcosa di veramente importante o che mi facesse venire voglia di venire in Italia». Al campionato italiano ormai Napoleoni, che ha trovato la sua dimensione in Turchia, non pensa più ossessivamente, anzi, dovendo scegliere… «Ho sempre avuto un debole, fin da ragazzino, per la Liga spagnola. Credo sia uno dei campionati più belli, uno di quelli in cui il calcio è spettacolare ed in cui ci sono tantissimi campioni». Dall’Italia ancora nessuno che ha alzato il telefono, però chissà…

Stefano Napoleoni, “italians do it better” pure sul Bosforo

In Turchia l’attaccante italiano, sette reti quest’anno, non è solo: «Ultimamente ho conosciuto Davide Petrucci, romano come me, che milita nel Rizespor, qui in Turchia. Ci sentiamo spesso e parliamo delle rispettive squadre e città. Sarebbe bello averlo come compagno di squadra, proprio qui all’Istanbul BB». A proposito di Italia ed italiani, ci sarebbe da aprire un capitolo a parte sulla questione Nazionale: tanti i giocatori all’estero selezionabili dal commissario tecnico Giampiero Ventura, forse pochi quelli visionati davvero da vicino però… Napoleoni mantiene il sogno azzurro chiuso in cassetto, perché nella vita non si sa mai: «La convocazione? Diciamo che c’ho sempre sperato. Però ho notato che difficilmente giocatori che non hanno militato nel campionato italiano, poi sono stati successivamente presi in considerazione e convocati nella nostra nazionale. Poi mai dire mai, è sempre un sogno che ho e che avrò fino all’ultimo giorno della mia carriera».

Stefano Napoleoni: dalla bella Italia alla bella Turchia

Fino ad allora Stefano manterrà aperte tutte le porte per il proprio futuro: «Ho un altro anno di contratto e al momento qui sto bene – spiega Napoleoni – . Non penso ad altro. Voglio concentrarmi nel finale di stagione e dare tutto sia per il campionato che per la finale di coppa che ci aspetta». La situazione politica e sociale in Turchia è abbastanza delicata, ma esiste un altro aspetto della faccenda, forse meno mediatico, che riguarda l’accoglienza riservata dal popolo turco agli stranieri al di fuori delle dinamiche di potere: «Qui sto bene e mi sono ambientato subito – conclude Stefano – . Mi hanno accolto benissimo, sin dal primo giorno. Vivo con la mia ragazza e ci troviamo benissimo, Istanbul è una città stupenda. Vengono spesso anche i miei genitori e piace tanto anche a loro». L’Istanbul di Napoleoni la prossima stagione, in un modo o nell’altro, non guarderà più la Champions League in televisione, ma la vivrà dal vivo. Anche in Italia qualcuno starà sorridendo di questo.

Con la collaborazione di Gianmarco Lotti

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