Napoli Eintracht Francoforte, il ds dei tedeschi ha parlato ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’ sulla sfida di questa sera.
Oggi Napoli Eintracht Francoforte è uno degli snodi importanti della Champions League per entrambe le squadre, appaiate in classifica con 3 punti e in questo momento appartenenti alla zona playoff. Su La Gazzetta dello Sport Timmo Hardung, giovane direttore sportivo dei tedeschi (ha solo 35 anni).
UN DS GIOVANE COME MANNA – «Come lui non ho giocato a livello professionistico, nemmeno nelle giovanili. Anzi, ho capito presto che non avevo i mezzi per farlo (ride, ndr). Non ho un padre famoso e non conoscevo nessuno nel mondo del calcio prima di iniziare. Ma avevo un sogno e ho sgobbato molto per arrivarci, imparando dalle persone con cui ho avuto la fortuna di lavorare. Sono stato anche fortunato, ovvio».
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LE ENORMI PLUSVALENZE FATTE – «È un lavoro di gruppo e non c’è una ricetta segreta. Il primo passo è individuare il talento e riuscire a portarlo a Francoforte. Poi bisogna fare di tutto per mettere a proprio agio il calciatore. Se è giovane, permettergli di sbagliare. E crescere, anche attraverso allenamenti specifici e soprattutto individuali. Quando saluti giocatori come Kolo Muani o Ekitiké la tua qualità si abbassa. E non puoi trattenerli. Allora, cosa puoi fare? Solo cercarne e formarne altri. C’è un filo sottile che lega il player trading e lo scouting».
L’ALLENATORE TOPPMOLLER – «Ha una visione di calcio simile alla mia. La nostra filosofia è mettere grande energia in campo, creare occasioni e accettare i rischi. Se giochi con coraggio, puoi anche subire gol, non è un dramma».
IL NAPOLI – «Il Napoli è campione d’Italia, è di un altro livello e sarà dura. Ma sono convinto che ce la giocheremo, nonostante qualche assenza di troppo».