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Petardo Audero, il responsabile è più di un individuo: pronto il pugno duro di e per l’Inter!

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Petardo Audero Cremonese Inter

Petardo Audero, il responsabile è più di un individuo: pronto il pugno duro di e per l’Inter! Le conseguenze dopo l’episodio di Cremona

I fatti dello stadio Zini non resteranno impuniti. L’eco del petardo che ha stordito Emil Audero, l’estremo difensore della Cremonese, è arrivato fino alle stanze del Viminale, attivando una procedura d’urgenza che fa tremare la tifoseria organizzata dell’Inter. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, la gravità dell’episodio ha spinto le istituzioni ad anticipare a ieri la riunione dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, solitamente prevista per il martedì. L’obiettivo è chiaro: valutare sanzioni esemplari sulla scia della linea di “tolleranza zero” imposta dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

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La ricostruzione e le indagini

Non si è trattato del gesto folle di un singolo, ma di un’azione collettiva e pericolosa. A confermarlo è Maurizio Improta, presidente dell’Osservatorio, che ha svelato dettagli inquietanti: oltre al tifoso che ha perso tre dita maneggiando l’esplosivo (già identificato e denunciato), le forze dell’ordine stanno stringendo il cerchio, tramite le telecamere della Questura, su chi ha lanciato materialmente l’ordigno verso il portiere. Inoltre, sono al vaglio referti medici legati a disordini avvenuti anche alla stazione ferroviaria, dove gruppi organizzati avrebbero creato il caos. Uno scenario che, visti i recenti divieti di trasferta imposti fino a fine stagione a Roma, Fiorentina, Napoli e Lazio, lascia presagire un provvedimento analogo per i sostenitori della Beneamata.

La reazione del club

Mentre si attende la multa salata del Giudice Sportivo, l’Inter gioca d’anticipo con una condanna ferma. Il presidente Beppe Marotta ha annunciato il pugno di ferro: il club collaborerà totalmente con le autorità e, una volta individuati i responsabili, applicherà la “clausola di gradimento”. Tradotto: ingresso vietato a San Siro per i colpevoli e azioni legali per danni d’immagine. Proprio questa netta presa di distanza, in linea con la visione del Ministro dello Sport Andrea Abodi, potrebbe rappresentare l’unica speranza per i Nerazzurri: la sanzione del divieto di trasferta appare inevitabile, ma la collaborazione del club potrebbe evitarne l’estensione fino al termine del campionato.

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