Abidal e il cancro: «Ero un cadavere, Messi mi chiese di non inviare più video alla squadra»

Abidal e il cancro: «Ero un cadavere, Messi mi chiese di non inviare più video alla squadra»
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Eric Abidal ha raccontato il lungo calvario della malattia. La reazione dei compagni ai suoi video lo ha fatto rendere conto del suo reale stato di salute

Eric Abidal adesso è un uomo nuovo. Nella lunga lotta contro il cancro ha lasciato molto per strada. Ma quel che conta è che quella strada possa continuare a percorrerla. In un’intervista a Canal Plus con l’ex compagno di nazionale Olivier Dacourt, l’ex Barcellona ha raccontato un paio di aneddoti che la dicono lunga su quel periodo: «Ci sono alcuni compagni che mi hanno visto molto magro. Registrai un video prima di una gara importante, dicendo loro di non preoccuparsi per me, perché era come se fossi lì con loro. Sapete cosa mi rispose Messi? Di non mandarcene più, perché così facendo avrei ottenuto l’effetto contrario. Io pensavo di avere un bell’aspetto e quindi dicevo: “Forza ragazzi”. Ma loro mi vedevano come un cadavere e questo li rendeva tristi».

Uno dei momenti più toccanti è legato però ad Henry, il connazionale giunto a fargli visita a New York: «Quando lo vidi in fondo al corridoio cominciai a piangere come un bambino. Non volevo che mi vedesse così, ma mi faceva davvero tanto piacere che fosse venuto a trovarmi». Poi il sollievo del trapianto di fegato: «Avevo questo dolore che non avevo mai sentito in tutta la mia vita. Era insopportabile, come un coltello che lentamente s’infila in una ferita aperta. Quando il medico mi disse che avrei dovuto fare un’altra operazione, paradossalmente ero felice». Faceva bene ad esserlo, visto com’è andata…