Agnelli al comando dell’Eca: ecco i suoi progetti

Agnelli al comando dell’Eca: ecco i suoi progetti
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Quattro mosse per cambiare e forse migliorare il calcio europeo: il programma di Andrea Agnelli, nuovo numero uno dell’Eca

«Per me è un onore esser stato nominato presidente dell’Eca dai miei colleghi: il calcio è la mia passione, lavoreremo con umiltà e dedizione per migliorarlo. I rapporti con Uefa e Fifa sono ottimi: i prossimi mesi saranno importanti per stabilire un’agenda di priorità da affrontare congiuntamente». Parole chiare quelle del nuovo numero uno dell’European Club Association, che ieri ha trovato il successore di Karl-Heinz Rummenigge nella figura di Andrea Agnelli. Come riporta “Tuttosport”, il presidente della Juventus ha quattro punti su cui lavorare e voler effettivamente ottenere dei cambiamenti.

FPF E NAZIONALI – Il primo ordine del giorno è quello riguardante il Fair Play Finanziario, che quest’estate ha mostrato più di una crepa di fronte a qualche operazione di mercato. Agnelli non intende abbandonarlo, ma di certo migliorarlo: «Eravamo a favore di questo strumento nel 2010 e lo siamo ancora; adesso però c’è bisogno di una versione 2.0. Meglio un rinnovato FPF che un salary cap». Un altro pallino è il calendario delle nazionali, secondo Agnelli necessario di riforme: «Ci sono calciatori sudamericani che viaggiano due-tre volte l’anno dall’altra parte del mondo. Serve una soluzione che soddisfi tutti».

MERCATO E VAR – Il terzo punto riguarda le finestre di mercato, grande oggetto di discussione nel nostro paese a causa delle loro durate nel tempo, quasi a sconfinare sull’inizio del campionato: «Finestra di mercato ridotta? Una possibilità che stiamo valutando, se n’è parlato parecchio anche nel forum degli allenatori. L’ideale sarebbe armonizzare le varie giurisdizioni tra i paesi dell’Uefa». Ultimo, ma non ultimo, il Var, con una posizione forse antiquata rispetto al progresso della tecnologia: «Come ha detto il designatore Busacca, il Var non può sostituire l’arbitro. Due-tre interventi a partita sono inacettabili: noi comunque supportiamo tale strumento».