Agnelli, ecco cosa rischia dopo la sentenza

Agnelli, ecco cosa rischia dopo la sentenza
© foto www.imagephotoagency.it

Andrea Agnelli inibito per 12 mesi nella sua carica da presidente della Juventus: ecco le conseguenze della sentenza

Cos’è un’inibizione? Semplicissimo: un divieto. Ad Andrea Agnelli, per un anno, pur restando presidente della Juventus, sarà vietato fare una serie di cose che la sua carica contempla. Sempre che la colpevolezza del numero uno bianconero venga confermata in appello e, nel caso, in terzo grado. Ma intanto, l’inibizione è già scattata perché la sentenza è immediatamente esecutiva. E quindi, da oggi cosa non può fare Andrea Agnelli? Tutte quelle cose indicate nell’articolo 19 del codice di giustizia sportiva: rappresentare la società in attività rilevanti per l’ordinamento sportivo nazionale e internazionale; partecipare a qualsiasi attività di organi federali; accedere agli spogliatoi, in occasione di manifestazioni o gare calcistiche, anche amichevoli, nell’ambito della Figc, con eventuale richiesta di estensione perle partite Uefa e Fifa; partecipare a riunioni con tesserati Figc o con agenti di calciatori.

CONSEGUENZE – In concreto, finché è inibito, potrà partecipare alle assemblee di A o ai Consigli federali? E alle assemblee dei soci della Juventus? Come riporta “La Gazzetta dello Sport”, non ci sono dubbi che non potrà partecipare alle assemblee della Lega di A (la prossima tra l’altro, è il 10 ottobre). Mentre nessuno gli vieta di fare il presidente a casa sua, essendo un’assemblea dei soci di una Spa regolata dal codice civile. Meno certezze ci sono sul divieto o meno a prendere parte ai Consigli federali, dove Agnelli può partecipare, ma senza diritto di voto, come membro dell’Esecutivo Uefa. Per la Figc non ci sarebbero dubbi: porte chiuse. La Juventus, invece, ha un’altra teoria: che Agnelli, seppure inibito, possa accedere ai lavori del Consiglio in quanto rappresentante di un’istituzione straniera, non di una carica italiana. Una querelle che si risolverà in punta di diritto, ammesso che ce ne sia bisogno: nessun Consiglio federale è alle viste.

E L’ECA? – E in Europa, cosa accadrà? Assolutamente nulla. Ribadiamolo: l’Eca, di cui Agnelli è presidente, ha un regolamento privato. E l’Uefa, in cui il presidente bianconero occupa un posto del board, non muoverà dito finché la Figc non le invierà la richiesta di estensione dell’inibizione. Provvedimento invocato dalla Procura federale, ma respinto al mittente dal Tribunale. E quindi la Figc, che non è obbligata, potrà attendere che l’eventuale sanzione diventi definitiva prima di segnalarla in Europa. Una volta scontata l’inibizione, Agnelli potrà tornare a fare tutto quello che prevedono le sue cariche? Sì, a patto che l’inibizione definitiva non superi l’anno. Nel caso in cui, invece, la Corte federale d’appello accogliesse il ricorso della Procura e aumentasse la sanzione anche di un solo giorno, e il Collegio di garanzia del Coni la confermasse, Agnelli risulterebbe ineleggibile alle cariche federali per i prossimi dieci anni, a meno di ottenere una riabilitazione. In ogni caso resterebbe presidente della Juve? Sì. La decadenza da dirigente di società, regolata dall’articolo 22 bis delle Noif, è prevista ma in tutti altri casi: se inabilitato, fallito o interdetto ai pubblici uffici. E se condannato in via definitiva a più di un anno per una serie di delitti penali e reati fallimentari.