Gasperini, questo è un capolavoro: Atalanta, nelle ultime sette meglio della Juve

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Quarto posto, in coabitazione con la Lazio: è oltre ogni ragionevole dubbio l’Atalanta di Gasperini la sorpresa della stagione

Ben 22 punti in 12 gare di campionato: Atalanta che viaggia alla surreale media di 1.83 punti a partita, il dato proiettato sull’intera edizione della Serie A racconterebbe di un torneo da 70 punti. Fantascienza: non scherziamo neanche. Non possiamo prevedere il futuro di questa favola meravigliosa, così ci limitiamo a raccontarne il presente.

RIMONTA PAZZESCA – Dopo cinque turni di campionato l’Atalanta aveva totalizzato tre punti: una vittoria e ben quattro sconfitte, tanto che iniziarono a rincorrersi le voci su un possibile avvicendamento al timone tecnico della squadra. Il capolavoro dalla sesta giornata in poi: in sette turni di campionato, ben sei vittorie ed un pareggio. Diciannove punti in sei gare: bene come l’Atalanta, dalla sesta in poi, non ha fatto nessuno. Qualora aveste dei dubbi sul livello delle avversarie incontrate, ve li spazziamo via subito: tra le altre Napoli, Fiorentina, Inter, Genoa e Sassuolo. Altro dato oggettivamente surreale: contro le avversarie suddette l’Atalanta ha incassato appena un gol, quello di Eder, lasciando nei restanti casi la porta di Berisha inviolata.

EQUILIBRIO – Alla luce delle statistiche esposte, il raggiungimento dell’equilibrio generale sembra essere la chiave di questo straripante rendimento riscontrato: Gasperini ha plasmato una squadra che si difende con ordine, senza rinunciare ad alcunché in termini di proposizione offensiva. La trasferta sul campo del Sassuolo né è l’indicatore più valido: segnano un po’ tutti, nel complesso stagionale ben nove calciatori di cui quattro difensori (Toloi, Masiello, Caldara e Conti). Il tutto raggiunto osando come non era lecito immaginare: gioca decisamente meno chi fino a qualche mese fa reggeva le travi dello spogliatoio nerazzurro – i vari Sportiello, Stendardo, Carmona, Grassi, Migliaccio, Raimondi e Pinilla – mentre trovano costantemente spazio alcuni insospettabili, su tutti Berisha, Kessie, Gagliardini e Petagna. Chi se li aspettava?

FUTURO – Gian Piero Gasperini sembra aver ritrovato il suo luogo ideale, quello dove può agire spregiudicatamente, lanciare i giovani a lui graditi imprimendo la sua idea di calcio totale, senza subire le pressioni condizionanti dell’ambiente circostante. Un po’ come accade agli albori della sua esperienza al timone del Genoa, non invece nelle battute finali. La postazione in classifica non è casuale: guardando all’opera la sua Atalanta ci si accorge di come sia padrona della situazione, nel senso stretto della gestione dei momenti della gara e della consapevolezza della propria essenza. Il futuro non può essere all’altezza del presente – altrimenti si tradurrebbe in una clamorosa lotta per un posto al sole della Champions League – ma l’abilità del tecnico sarà proprio quella di evitare la caduta. Ossia di restare a contatto con l’alta classifica e magari sfruttare le defaillance di turno. Una o due grandi vengono oramai meno ogni anno, c’è dunque spazio: il segreto sarà nel ritagliarselo e non lasciarlo a nessun altro.