Serie A, la denuncia de Il Fatto: rischio crac. Juventus: nel mirino l’affare Tello

Serie A, la denuncia de Il Fatto: rischio crac. Juventus: nel mirino l’affare Tello
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Il Fatto Quotidiano concentra la propria attenzione sul caso delle troppe plusvalenze in Serie A negli ultimi mesi: sotto la lente l’affare Andres Tello tra Juventus e Benevento

Il caso delle plusvalenze rischia di far esplodere la Serie A: l’allarme, lanciato già da più parti nei mesi scorsi, arriva oggi da Il Fatto Quotidiano, che al fenomeno ha dedicato un articolo approfondito. Tramite la pratica di bilancio, in sostanza, molti club sono riusciti negli ultimi tempi a rendicontare entrate che, nella realtà, non ci sono o non ci sono ancora (perché incassabili soltanto tra qualche anno): nella sostanza, per avere bilanci sani e cioè non in perdita, le società del massimo campionato vendono giocatori a prezzi maggiori di quelli spesi per prenderli, ma senza incassare in termini di liquidità tanto quanto invece è riportato nei bilanci. Tradotto anche in altri termini: i soldi messi a bilancio, nella realtà non ci sono e quindi non possono essere utilizzati.

Quasi tutti i club del massimo campionato, denuncia stamane Il Fatto, fanno uso della pratica: la scorsa stagione per coprire le perdite complessive di 711 milioni di euro, sono intervenute plusvalenze da circa 749 milioni. Nella realtà l’Inter avrebbe però ad esempio accumulato debiti da 668 milioni di euro, il Milan da 537 milioni e la Juventus da 384. In particolare i bianconeri la scorsa estate, per coprire a bilancio il costo dell’operazione Cristiano Ronaldo, avrebbero fatto un larghissimo uso di plusvalenze. Curioso il caso del giovane colombiano Andres Tello, venduto al Benevento per 2,5 milioni di euro con diritto di “recompra” bianconero a 8. Diritto a cui però la Juve ha rinunciato scrivendo a bilancio altri 1,89 milioni di euro di plusvalenza (ancora non incassati): la questione ha fatto sorgere un dilemma regolamentare presso la FIGC, che se ne starebbe occupando in queste settimane.