Chiellini: «Dura prendere il posto di Buffon, imparo da CR7»

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Giorgio Chiellini racconta in una intervista la nuova vita da capitano della Juventus al posto di Gigi Buffon, poi allarga il campo a Cristiano Ronaldo e non solo…

La vita del capitano è dura e Giorgio Chiellini se ne sta accorgendo, giorno dopo giorno, nei panni di nuovo leader della Juventus dopo l’addio di Gigi Buffon. Un ruolo per nulla semplice, ha spiegato il difensore bianconero ai microfoni de La Stampa: «Mettere d’accordo venticinque persone nel quotidiano è dura. Da capitano non devi farti gli affari altrui, ma mantenere l’equilibrio e in uno spogliatoio multietnico con origini, abitudini e religioni diverse non è sempre facile. Però condividere è bello». Tanto più se al suo fianco c’è un giocatore della caratura di Cristiano Ronaldo: «Leader si diventa, io sono curioso, sono un buon osservatore e imparo. Avere vicino Ronaldo, per esempio, è interessante. È di quelli come Usain Bolt o Roger Federer: conoscere le abitudini di chi ha una marcia in più serve. Non per imitare, per allargare il punto di vista».

Tra le altre cose, nel corso dell’intervista, Chiellini ha spiegato come le motivazioni possano essere importanti in un gruppo che ha vinto tanto: l’Italia post-2006, piena di giocatori juventini che avevano conquistato ormai tutto, ne è un esempio secondo lui. Differente invece il discorso in bianconero: «Con il club è diverso, alla Juve una vittoria è soprattutto sollievo: “Questa è andata”». Battuta finale sul Festiva di Sanremo di quest’anno: «L’ho visto dieci minuti ma mi è capitato uno coperto di tatuaggi che tutto in piano non deve essere. Del resto succede anche nel calcio: Radja Nainggolan non è come me, ma non meglio o peggio solo completamente diverso. Vale pure nel nostro spogliatoio: ho vissuto con Arturo Vidal per anni, buono come il pane ma… particolare». Diciamo così.