Cornelius vuole conquistare l’Atalanta: «L’Italia mi piace»

Cornelius
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Andreas Cornelius vuole il suo spazio all’Atalanta: «Gomez è la stella di questa squadra, il livello è alto. Petagna? Siamo giocatori diversi, ma…»

Ci vuole riprovare. Andreas Cornelius è pronto a darsi una seconda chance nel gotha del calcio europeo. La prima che lasciò la Danimarca fu per il Cardiff City, ma fu una mossa che non funzionò: pochi mesi e il ritorno in patria fu inevitabile. Oggi, però, Cornelius ha più esperienza e riparte da Bergamo per rilanciarsi nel top del calcio europeo: «Sono grosso, potente, mi muovo bene nonostante la stazza e sono bravo in area di rigore. Del resto ho sempre giocato attaccante, fin da quando ero piccolo». Cornelius sarà l’arma in più dell’Atalanta, a cui è mancato l’anno scorso un vero vice-Petagna: «Beh, l’impressione è quella che siamo simili, ma sono un giocatore diverso da lui – ha dichiarato il danese a “La Gazzetta dello Sport” -. Sono qui da troppo poco tempo per essermi fatto un’impressione su di lui».

ITALIA E BERGAMO – Gli allenamenti sono certamente diversi da quelli che svolgeva in Danimarca: «Il carico è maggiore, ci sono più allenamenti e ti stanchi di più. Ero abituato a una sola seduta al giorno, magari con carichi più intensi: è tutto diverso, ma il mio corpo risponde bene: abituarsi non sarà un problema». Gasperini ha già impartito le sue prime lezioni: «Qui all’Atalanta il centravanti è il perno della manovra avanzata: mi piace. Tuttavia, devo abituarmi a movimenti diversi». Tra i compagni nuovi, c’è sicuramente qualcuno che ha impressionato il danese: «El Papu Gomez. Ho rivisto qualche partita dell’anno scorso e ha fatto cose impressionanti. Lui è la stella di questa squadra». Anche le difese sono diverse qui in Italia: «Sono abituato ad avversari fisici, ma non alla difesa a tre, che permette ai difensori di agire in maniera più aggressiva: se non trovi il giusto spazio, ne hai sempre uno alle calcagna».

OBIETTIVI – Uno si aspetterebbe dei modelli d’ispirazione, ma Cornelius stupisce tutti: «Non avevo nessun poster in camera. Non ho mai guardato troppo calcio da piccolo e a dir la verità non lo faccio nemmeno ora. Quando torno a casa, mi piace staccare». Nemmeno un social e l’hashtag #AC11 non è opera sua, come il danese spiega: «No, non sono nemmeno fissato con il numero di maglia. Accetterò quello che riterranno più adatto a me (Gasperini ha già suggerito il 9, ndr)». Per gli obiettivi è presto, ma Cornelius rivela a chi si è legato di più nell’inizio di questa nuova avventura: «Con chi parla inglese, ovviamente. Sono in stanza con Hateboer e sto imparando un po’ d’italiano. Non riesco a parlarlo se non con frasi semplici, però in campo capisco più o meno tutto. Spero di impararlo. Mi piacerebbe rimanere in Italia per tanto tempo, prima però devo dimostrare di potermi meritare un posto qui».