Il crollo della Roma ed il calciomercato in arrivo

Il crollo della Roma ed il calciomercato in arrivo
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Roma a tappeto: ultimo mese che ha condizionato quanto di buono fatto prima. O l’immagine della squadra di Eusebio Di Francesco era distorta?

Il fine anno ed inizio anno nuovo della Roma è di quelli da dimenticare: è come se la sconfitta rimediata sul campo della Juventus avesse palesato il reale volto della squadra giallorossa. Già tre giorni prima la banda Di Francesco si era ritrovata fuori dalla Coppa Italia per mano del Torino dell’allora tecnico Mihajlovic, poi è arrivata la doppia delusione interna con Sassuolo ed Atalanta: un misero punto in due partite, rivelatrice più di ogni altra spia è stata la seconda parte dell’ultima gara di campionato. Quando l’Atalanta si è ingiustamente ritrovata in inferiorità numerica e la Roma, nonostante un’intera frazione di gara a disposizione, non è riuscita a recuperare il doppio svantaggio. Né onestamente a dare la sensazione di farlo. Alla stregua di una resa incondizionata.

Il crollo della Roma di Eusebio Di Francesco

Così in meno di un mese la Roma si è ritrovata dal contendere la vetta della classifica a Napoli e Juventus ad un quinto posto poco edificante per le ambizioni iniziali: giallorossi scivolati addirittura a dodici lunghezze di distanza dalla capolista Napoli, seppur con una gara da recuperare sul campo della Sampdoria il prossimo 24 gennaio. I nuovi avversari si chiamano Lazio ed Inter, con un occhio da prestare soprattutto a quanto di bello fanno vedere i poco amati cugini biancocelesti: un calcio in verticale del tutto funzionante, uno spirito ed una grinta che oggi dalle parti di Trigoria non necessariamente abbondano. Il quesito è sorto spontaneamente: è venuto da chiedersi se la proiezione della Roma fosse un tantino sballata prima del calo che l’ha interessata. Qualche vittoria striminzita di troppo, diverse prestazioni sottotono tramutatesi piuttosto fortunatamente in un bottino da tre punti, fattori che lasciavano auspicare una maggiore consapevolezza futura. Nel frattempo la Roma comunque raccoglieva punti utili e forse spingeva la sua immagine oltre il reale valore: i problemi poi sono emersi con forza ed hanno riportato sulla terra un cammino piuttosto comune.

I limiti della Roma

L’organico capitolino vanta un numero di attaccanti che farebbe invidia a tanti, senza però che nessuno riesca realmente ad imporsi in termini di capitalizzazione offensiva: basta infatti analizzare il dato complessivo dell’attacco giallorosso, addirittura l’ottavo del torneo dopo Juventus, Lazio, Napoli, Sampdoria, Inter, Udinese ed Atalanta. Le reti totali sono trenta in diciannove gare di campionato: una media di 1.57 a partita che non può certamente aderire alle aspettative ed alle ambizioni di una squadra da vertice. Per intenderci, la Roma di Spalletti un anno fa segnò alla media di 2.36 gol a partita, chiudendo al secondo posto della speciale graduatoria con ben 90 reti all’attivo. La conseguenza è logica: quando si segna così poco, al primo scricchiolio della difesa va tutto in panne. E se quella della Roma finora si era imposta come la meno battuta della kermesse, in controtendenza rispetto alle attese che condivano il calcio offensivo di Di Francesco, oggi le impressioni sono mutate e di conseguenza lo ha fatto il percorso della squadra.

Calciomercato in arrivo: cosa può servire alla Roma di Di Francesco?

La serie di infortuni che ha interessato Rick Karsdorp non ha certamente giovato alle dinamiche che Di Francesco aveva in mente ed avrebbe voluto sviluppare nel tempo: l’esterno olandese, giovane e di grande spinta, avrebbe dovuto liberare Alessandro Florenzi sugli altri versanti di campo. Impiegabile dunque come jolly di qualità, a centrocampo come nel tridente offensivo in alcune contingenze specifiche. Florenzi si è così ritrovato ancora a ricoprire il ruolo di esterno basso: una mansione che non gli appartiene per attitudine naturale. Non a caso la Roma si sta guardando intorno alla ricerca di un’occasione di calciomercato: i nomi più gettonati sono i soliti, quelli di Matteo Darmian e Sime Vrsaljko, trattative complesse come lo è quella di portare Aleix Vidal all’ombra del Colosseo. L’investimento pesante in tal senso è stato effettuato proprio sul profilo di Karsdorp ed una società della levatura della Roma non può certamente permettersi di disperderlo. Sullo sfondo il capitolo attaccante: ce ne sono ben sette a disposizione dello staff tecnico – Dzeko, Schick, Perotti, El Shaarawy, Defrel, Gerson e Cengiz Under – con i risultati che però abbiamo analizzato. Ottava produzione offensiva della Serie A, statistica da sovvertire se le ambizioni di grandezza sono immutate. Allo stesso tempo però è difficile procedere ad un ulteriore innesto quando hai già in organico sette attaccanti di ruolo (e Florenzi agevolmente adattabile, come del resto ai tempi di Garcia). Si è discusso tanto dell’avvicendamento tecnico e tattico tra Salah e Schick: senza tornare su quel che è stato fatto, la sensazione forte è quella che tutto passi dal lavoro di Di Francesco. Sarà lui a dover amalgamare e valorizzare il pacchetto offensivo, proiettarlo sui valori delle prime squadre, compiere le scelte giuste anche a costo che siano dolorose.