Emre Can: «Alla Juve tutti sono uguali, la sfida all’Atletico ci esalta»

Emre Can: «Alla Juve tutti sono uguali, la sfida all’Atletico ci esalta»
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Emre Can racconta i suoi primi mesi alla Juventus: dalla dura fase di ambientamento al clima nello spogliatoio, passando per la prossima sfida all’Atletico Madrid

I primi sei mesi alla Juventus, vissuti come sulle montagne russe tra alti e bassi, sono stata un’esperienza senza precedenti per Emre Can. Il centrocampista tedesco, intervistato stamane da Tuttosport, ha parlato così dell’ingresso nel mondo bianconero: «La Juve è un club famiglia. Non è un insieme di campioni. Le individualità contano molto meno del gruppo. Qui c’è Cristiano Ronaldo, il più grande del mondo, ma nello spogliatoio è uguale agli altri e si comporta in modo naturale. Tutti sono allo stesso livello, non ci sono privilegi, si lavora, poi si fanno battute, si organizzano scherzi anche con lo staff. Entri in campo per allenarti sempre con il giusto umore». Una volta arrivati lì però, non si scherza per niente.

«Gli allenamenti sono durissimi, pazzeschi. Me lo avevano detto e l’ho toccato con mano – ha spiegato Emre Can – . Pensavo che in Germania, oppure a Liverpool con Jurgen Klopp si fosse raggiunto il top, ma se poi confronti quei metodi di lavoro con quelli della Juventus, capisci che qui è molto diverso. Penso che il mio corpo abbia faticato ad abituarsi all’inizio. Sentivo le gambe pesanti, poi ho parlato con Giorgio Chiellini e lui mi ha spiegato: “Emre, i primi mesi saranno durissimi per te, poi però si vola”. E devo ammettere che è vero». Il prossimo obiettivo è battere l’Atletico Madrid agli ottavi di Champions League: «Preoccupati? Queste sono le partite che qualsiasi calciatore vuole giocare, quindi siamo esaltati semmai. Credo che alla Juventus non manchi nulla, ma la Champions è una competizione complessa e difficile da programmare. L’Atletico è una delle avversarie più dure che potessero capitarci, la peggiore dell’urna. Per il modo in cui giocano, fisico e spigoloso, ti rendono la vita difficile».

Dopo essere stato fermo lo scorso anno diversi mesi per un nodulo alla tiroide, ora Can confessa di sentirsi un uomo migliore grazie anche al supporto della Juve e dei compagni. Tra questi due caratteri apparentemente non semplici come quelli di Mario Mandzukic e lo stesso Cristiano Ronaldo: «Mario ha il suo carattere ed è molto particolare, ma il suo apporto è fondamentale: sa richiamare all’ordine con uno sguardo dei suoi, però è anche uno dei più spiritosi e simpatici. Scherza molto. Ha un grande senso dell’umorismo. Un umorismo tutto suo, però molto divertente – ha raccontato il tedesco – . Anche a casa, i miei famigliari e gli amici mi chiedono sempre di Cristiano. “Com’è Cristiano? Cosa fa Cristiano?”: è un calciatore pazzesco. E poi c’è il suo atteggiamento fuori dal campo: bravo ragazzo, per nulla presuntuoso, ma anzi estremamente umile. Mi ha sorpreso questo aspetto caratteriale molto alla mano».